La Nissan Micra, nella sua configurazione con motore 1.2 a benzina, si distingue nel panorama delle utilitarie per una combinazione interessante di efficienza nei consumi, praticità d'uso e una dotazione di serie spesso sorprendente per la sua categoria. Analizzando le sue caratteristiche, emerge un veicolo progettato per rispondere alle esigenze di una clientela variegata, attenta ai costi di gestione e alla funzionalità, senza rinunciare a un discreto livello di comfort e sicurezza.

Consumi Ridotti: Un Punto di Forza Notabile
Uno degli aspetti più convincenti della Nissan Micra, in particolare nella versione IG-T 92, è la sua capacità di contenere i consumi di carburante. Con una simile performance, la Nissan Micra IG-T 92 riesce a ritagliarsi un posto nella parte superiore della classifica dei consumi, categoria auto a benzina, posizionandosi persino davanti a modelli come la Peugeot 208 PureTech 130 Aut. Questa efficienza la rende una scelta economica per l'uso quotidiano, un fattore non trascurabile in un contesto di costi energetici fluttuanti. I consumi sono bassi, il che è un vantaggio notevole, soprattutto considerando l'assenza di una motorizzazione diesel per questo modello specifico. Anche se i valori reali si discostano dagli ottimistici dati di omologazione, il rendimento del tricilindrico è comunque ottimo.

Design e Abitabilità: Crescita e Praticità
La nuova Micra, pur abbandonando le linee più originali e le bombature del vecchio modello, presenta un design equilibrato e gradevole. I fari tondeggianti e sporgenti dalla sagoma dei parafanghi, le linee curve e le bombature del vecchio modello sono un lontano ricordo. Ora si presenta come un'utilitaria "normale", alla quale nemmeno il profilo cromato che circonda l'ampia presa d'aria frontale (un'esclusiva della "ricca" Tekna, assieme alle maniglie in tinta con la carrozzeria) riesce a donare una personalità spiccata.
È cambiata anche la filosofia dietro al progetto, che si rivolge ora a una clientela più variegata: oltre che in Europa, quest'utilitaria è venduta anche in Cina e in India (dove è costruita quella destinata all'Italia). La lunghezza è cresciuta di 6 cm per un totale di 378 cm, una misura comunque inferiore a quella della maggior parte delle rivali, e di certo non penalizzante in città. Il piccolo aumento di lunghezza ne ha migliorato l’abitabilità senza penalizzare la maneggevolezza nel traffico. È comoda per quattro persone e - data la forma e la larghezza del divano - anche un eventuale quinto è “bene accetto”. La Micra è disponibile solo a cinque porte. L’altezza del soffitto, abbondante anche dietro, aumenta la sensazione di ariosità dell’abitacolo.
Se nel vecchio modello l'abitabilità non era un problema, ora - anche grazie al passo cresciuto di un paio di centimetri - le cose vanno ancora meglio: i posti davanti sono ampi e confortevoli e il divano non è da meno (anche se non è più scorrevole), visto che con 132 cm all’altezza delle spalle non si sta malaccio nemmeno in tre. Dietro mancano le tasche nelle portiere (e anche le maniglie d’appiglio, qualora si acquisti il tetto in vetro optional), ma davanti c’è un pozzetto con portabibite alla base della consolle e il cassetto di fronte al passeggero è addirittura doppio; peccato, però, che oltre all’illuminazione e alla refrigerazione manchi il “freno” allo sportello inferiore (quando lo si apre cade sulle ginocchia).
Nissan Micra 2017 | | Perché comprarla... e perché no
Abitacolo: Funzionalità e Materiali
L'abitacolo è luminoso - ancor più se si acquista il tetto trasparente opzionale - pratico ed esteticamente gradevole, sebbene questo non basti a compensare l’economicità delle plastiche e di alcuni dettagli. L’abitabilità, sia davanti, sia dietro, è comunque ottima, e anche se manca il divano scorrevole del vecchio modello, la capacità di carico non delude. Il cruscotto è ben leggibile e completo, e non si notano pecche nella disposizione dei comandi; tuttavia le prese Usb e Aux sono scomode ed esposte agli urti.
La plancia, vivace nelle colorazioni, è moderna e accattivante, ma le plastiche rigide (comprese quelle dei pannelli delle porte) tradiscono la volontà di contenere i costi. I comandi sono ben dislocati e intelligente la scelta di far aggiornare il navigatore (di serie) tramite scheda SD, mentre sono scomode le prese Usb e Aux nella parte bassa della consolle: il passeggero rischia di urtare con il piede gli eventuali dispositivi collegati. Dominato dal grande tachimetro e completo di contagiri, il cruscotto integra il display del PSM, il sistema che dopo aver “misurato” lo spazio di un parcheggio fa apparire le scritte “ok”, “difficile” oppure “sconsigliato”.
Bagagliaio: Funzionalità con Piccoli Compromessi
Il bagagliaio, ampio e squadrato, ha un'apertura che è di un palmo più “schiacciata” rispetto a quella del vecchio modello (che arrivava a 101 cm contro gli 80 dell’attuale). La soglia è comoda, a soli 67 cm da terra e di poco rialzata rispetto al fondo. Peccato che manchi la possibilità di far scorrere il divano, uno dei punti di forza della precedente Micra; è comunque positivo il fatto che ruotando in avanti la seduta e reclinando lo schienale - diviso asimmetricamente - non si formino gradini nel piano di carico.

Prestazioni del Motore 1.2 Benzina
Spinta da un tricilindrico 1.2 a benzina, la Micra consuma pochissimo, ha buoni freni e uno sterzo preciso. Gli 80 CV erogati dal 1.2 tricilindrico a benzina si sentono più che altro nello sprint, mentre la velocità massima (158 km/h) è solo sufficiente e la ripresa pigra a causa della lunghezza delle marce: scelta, quest'ultima, dettata dall'esigenza di contenere i consumi. Pur non essendo una sportiva, su strada si fa apprezzare per la tenuta di strada sicura e per lo sterzo preciso anche a velocità sostenuta. I freni sono adeguati.
Nonostante le prestazioni non siano da primato, la nuova Micra 1.2 si difende bene nei percorsi extraurbani e non è eccessivamente rumorosa in autostrada, dove mostra pure una buona precisione. È, perciò, un’utilitaria versatile, tanto più se si considera che questa edizione “cresciuta” resta abbondantemente al di sotto dei 4 metri di lunghezza: un fattore importante per chi affronta quotidianamente il traffico cittadino e il problema del parcheggio.
Comportamento su Strada: Agile in Città, Valida in Autostrada
Comandi dolci, posizione leggermente rialzata e ingombri ridotti: la città non spaventa la Micra. Il ridotto diametro di sterzata - assieme ai sensori di distanza e al sistema PSM - agevola nelle manovre e nei parcheggi. La taratura delle sospensioni rappresenta un buon compromesso fra comfort e guidabilità, dunque fra le curve la tenuta di strada è buona e le reazioni sincere sino al limite, quando si può contare anche sul puntuale intervento dell’Esp. Nonostante i rapporti lunghi penalizzino la ripresa, la Micra si fa valere anche in autostrada, quando, però, i consumi salgono un po’ rispetto a quelli - ottimi - rilevati fuori città.
In Città
La compattezza della carrozzeria, la dolcezza della frizione e dello sterzo, nonché un diametro di svolta che facilita nelle inversioni “a U”, rendono la Micra 1.2 agile e gradevole nel traffico. La visibilità, anche grazie alla posizione di guida leggermente rialzata (peccato che il volante sia regolabile soltanto in altezza e non in profondità), è abbondante soprattutto davanti; dietro, comunque, ci sono i sensori. E al momento di parcheggiare si può contare sul PSM per evitare tentativi inutili. Chi vuole la comodità del cambio automatico a variazione continua deve, però, orientarsi sulla Acenta (la versione “inferiore” alla Tekna), l’unica a prevederlo come optional.
Fuori Città
Il motore fa sentire i suoi 80 CV soltanto se si usa parecchio il cambio (che, però, ha la corsa un po’ troppo abbondante), perché la lunghezza delle marce rende faticose le riprese in quarta e in quinta: se ne deve tener conto soprattutto nei sorpassi. Le sospensioni sono abbastanza solide da contenere il rollio e le reazioni restano sempre prevedibili, come la tendenza al sottosterzo (puntualmente tenuta a bada dall’Esp) che si riscontra affrontando le curve con eccessiva disinvoltura; bene anche la potenza dei freni, ma attenzione alle lunghe discese perché l’impianto tende a perdere efficacia se stressato a lungo. Ottimo il rendimento del tricilindrico: per quanto lontani dagli ottimistici valori d’omologazione, i consumi sono bassi.
In Autostrada
Tanto leggero e dolce a bassa andatura, quanto progressivo e piacevolmente preciso a velocità elevata: lo sterzo della Micra non delude nemmeno in autostrada. All’altezza della situazione anche il motore, che deve vedersela con la quinta lunga (nei falsopiani, soprattutto a pieno carico, bisogna spesso scalare in quarta) ma non “gira” troppo in alto e, quindi, non infastidisce con il suo rombo; piuttosto contenuti anche i fruscii aerodinamici e il rumore di rotolamento delle gomme. Il comfort non lascia a desiderare nemmeno in autostrada.

Sicurezza: Dotazione Completa con un Piccolo Limite
A una stella dalla perfezione. In base ai crash test dell’EuroNcap la Micra ha riportato una valutazione di quattro stelle, una in meno del massimo, quando molte rivali sono riuscite a raggiungere il punteggio pieno. La dotazione, comunque, è inappuntabile: l’Esp e i sei airbag sono di serie anche nella versione base, e lo stesso vale per i cinque poggiatesta. Se alcune rivali fanno pagare a parte i poggiatesta posteriori (o perlomeno quello centrale), la Micra 1.2 non risparmia in sicurezza: l’Esp è contemplato per tutte le versioni, assieme agli airbag frontali, a quelli laterali anteriori e a quelli a tendina (questi ultimi estesi a proteggere anche la testa di chi viaggia dietro). In più, la ricca Tekna offre i fendinebbia e il cruise control e il regolatore elettronico di velocità. Dai crash test EuroNcap tuttavia non arriva l’approvazione piena: il punteggio assegnato è di quattro stelle su un massimo di cinque.
Prezzo e Versioni: Un Ottimo Rapporto Qualità/Prezzo
Il prezzo di listino di 20.650 euro (per la versione IG-T 92) non prevede optional aggiuntivi e permette di acquistare a una cifra abbastanza contenuta una piccola e scattante cinque porte con bagagliaio ben sfruttabile, abitabilità buona, finiture discrete e consumi ridotti. La ricca Tekna della nostra prova ha pure il sistema PSM che misura se c’è spazio sufficiente per parcheggiare. La dotazione della Tekna (la versione di punta) include anche il navigatore, i sensori di distanza e il sistema PSM che valuta se c’è spazio sufficiente per parcheggiare facendo risparmiare inutili manovre: anche se le finiture sono migliorabili, sul rapporto qualità/prezzo non si discute. Per quel che costa la Tekna offre moltissimo, ma il rapporto qualità/prezzo è convincente anche per le altre tre versioni.
Anche se qua e là nell’abitacolo si nota qualche risparmio, la Micra è una vettura complessivamente ben costruita: è adatta a chi sceglie un’utilitaria badando al sodo, e privilegiando spazio interno e funzionalità rispetto all’originalità della linea. Le prestazioni non sono da sportiva, ma il comportamento stradale è affidabile e il comfort non lascia a desiderare nemmeno in autostrada. E poi ci sono i bassi consumi, che in una vettura di questa categoria sono importanti. Per giunta, la compattezza delle dimensioni non pregiudica l’abitabilità (all’occorrenza, sul divano si sta in tre senza soffrire) né la capienza del baule (la cui praticità non è, comunque, il massimo). A completare il quadro positivo ci sono i consumi, contenuti al punto da non far rimpiangere l’assenza di una versione diesel.