Il Nissan Terrano è un SUV che ha saputo ritagliarsi un posto d'onore tra gli appassionati di fuoristrada, grazie alla sua robustezza e affidabilità. Nonostante la tendenza attuale di "civilizzare" sempre più i veicoli 4x4, rendendoli più adatti all'asfalto che al fuoristrada puro, il Terrano mantiene ancora una concezione da lavoro, pur offrendo un compromesso interessante tra capacità off-road e comfort su strada. Molti pick-up 4x4, infatti, sono ancora basati su concezioni da lavoro, con una meccanica robusta e essenziale, sebbene alcune case automobilistiche, come Nissan, stiano cercando di renderli più "civili", e Mitsubishi integri troppa tecnologia nei suoi sistemi di trasmissione. Altri veicoli, a parte la plastica dei paraurti, rimangono "roba seria a 360°".

Il Terrano II: un compromesso vincente
Il Nissan Terrano II è spesso considerato un ottimo compromesso per chi cerca un veicolo capace di affrontare percorsi impegnativi, come quelli innevati, senza rinunciare a una certa semplicità costruttiva e affidabilità. L'abitabilità interna potrebbe non essere la stessa di un Land Cruiser o di un Land Rover, specialmente se si considera l'ipotesi di una camperizzazione, ma la sua essenza risiede proprio nella sua praticità e resistenza. Un utente ha segnalato di aver posseduto un Terrano 2.7 lungo, riscontrando problemi solo al debimetro, ma definendolo complessivamente un veicolo semplice e molto affidabile. Questa semplicità si traduce spesso in minori costi di manutenzione e una maggiore facilità di riparazione, aspetti non trascurabili per chi utilizza il veicolo in condizioni estreme o in zone remote.
Affidabilità e manutenzione: un confronto tra i fuoristrada
Quando si parla di fuoristrada, l'affidabilità è un fattore cruciale. Il Terrano, in questo senso, si distingue per la sua robustezza. Altri veicoli, pur essendo esteticamente accattivanti o tecnologicamente avanzati, possono presentare maggiori criticità. Ad esempio, il Discovery 2, pur essendo "un gran spettacolo" con i suoi interni comodissimi e sedili posteriori rialzati, è noto per la sua affidabilità "lasciamo perdere", richiedendo spesso al proprietario di saperci "mettere le mani". La Land Rover, infatti, gode di una fama discussa in fatto di affidabilità, oggi come ieri. Un utente ha raccontato di aver acquistato un Discovery prima serie con 280.000 km, utilizzandolo per trasportare quintali di legna in salita per i campi, e l'unico serio disguido è stato un problema al telecomando dell'immobilizer che ha richiesto di riportare il mezzo in concessionaria per la riprogrammazione. Per molti, un vecchio Land che non "goccia" deve essere senza olio, quasi a indicare che piccole perdite facciano parte del suo carattere. Un altro utente, come Azienda, ha acquistato un fuoristrada Land Rover per attività in cantiere, ma si trovava "ogni 2 per 3 dal meccanico".
D'altro canto, alcuni possessori di Discovery non si lamentano affatto, non avendo particolare cura dell'auto, lasciandola sempre all'aperto e non riscontrando mai problemi di accensione, pur avendo dovuto fare qualche lavoretto a 300.000 km, cosa considerata normale. I Land sono ottimi fuoristrada, il Defender più del Discovery, ovviamente, ma soffrono di alcune "noie". Le quotazioni attuali del Defender sono figlie di una "bolla del mercato dettata dalla moda del momento e dal mito che il def si porta dietro".
Riparazione crociera Nissan terrano 2002
Le sfide della montagna: tra neve e tornanti
La montagna, con le sue strade tortuose, i tornanti stretti, il terreno sterrato e i sassi, rappresenta un banco di prova significativo per qualsiasi fuoristrada. Quando poi si aggiunge la pioggia o la neve, la praticabilità di queste strade può raggiungere il limite. In queste condizioni, un fuoristrada corto e "degno di questo nome" è in grado di percorrere agevolmente molti di questi tratti.
Un amico, che utilizza il suo fuoristrada per vivere in baita durante l'estate, trasportando acqua, legna, spesa e persone, si trova spesso a dover affrontare queste sfide. Per un utilizzo simile, le ridotte diventano fondamentali, soprattutto quando si affrontano pendenze ripide o tratti a bassa aderenza.
Un problema spesso riscontrato con i fuoristrada è la scarsa potenza ai bassi regimi. Un'amica si lamenta di questa caratteristica non tanto in off-road, dove le ridotte sopperiscono egregiamente al problema, ma sulle strade di montagna asfaltate (o a volte cementate) con tornanti, dove non è possibile inserire né la trazione integrale né tantomeno le ridotte. Questo evidenzia l'importanza di avere le idee chiare sull'utilizzo che si intende fare del mezzo prima di acquistarlo.
Sistemi di trazione: differenze e implicazioni
I sistemi di trazione integrale presentano diverse configurazioni, ognuna con i propri pro e contro. Il Mitsubishi L200, quello che "sembra una mezza astronave da film sci-fi degli anni settanta", è noto per il suo sistema Super Select con il terzo differenziale, che consente l'uso del 4x4 anche su asfalto. Questa è una caratteristica importante, poiché molti sistemi part-time, come quello del Terrano II, limitano l'utilizzo della trazione integrale su fondi ad alta aderenza per evitare stress meccanici. Il Rexton nuovo, pur essendo part-time, ha anche una frizione centrale che "agevola non poco se ti serve la [trazione integrale] su strada". Questo differenzia la sua usabilità rispetto al Terrano II che, in tal senso, era "molto limitato".
Il Pajero Sport I, derivato dal pick-up L200, è nato come fuoristrada "vero" ma con un maggior comfort su asfalto. Non ha il sistema Super Select ma Easy Select, il che significa che si viaggia in RWD e si innesca il 4x4 solo in caso di necessità. Ovviamente ha le ridotte, ma non la possibilità di bloccare il differenziale. Questo lo rende meno versatile su asfalto rispetto al L200, ma comunque capace in off-road.

Il dilemma della scelta: Terrano II o Pajero DiD?
Di fronte alla necessità di affrontare percorsi montani impegnativi, spesso in condizioni di neve o fango, la scelta del veicolo giusto diventa cruciale. Le due opzioni spesso messe a confronto sono il Nissan Terrano II e il Mitsubishi Pajero DiD.
Il Terrano II è apprezzato per la sua semplicità e affidabilità, come già menzionato. È un veicolo robusto, meno sofisticato di altri, il che lo rende meno incline a problemi complessi.
Il Mitsubishi Pajero DiD, d'altra parte, offre un sistema di trazione più evoluto, come il Super Select in alcuni modelli, che garantisce maggiore flessibilità d'uso. Un utente si è ritrovato a comprare un Pajero Sport 2.5 TDI del 2002 cercando inizialmente una Panda, chiedendosi se avesse fatto una "cazzata". Il Pajero Sport I, sebbene non avesse il Super Select, offriva un buon compromesso. È importante considerare che il motore diesel 2.5, sebbene molto affidabile per chi lo usava normalmente in ciclo urbano (anche mezzo milione di km), se "tirato spesso ad alti regimi la rottura della testata motore era quasi assicurata". Pertanto, è fondamentale controllare il livello del liquido di raffreddamento e assicurarsi che non sia emulsionato con l'olio motore. Il sistema 4x4 è gestito da una pompa a vuoto, e i tubicini possono perdere o le valvole solenoidi funzionare male, generando cali di potenza e accensione di spie, ma questi problemi sono facilmente risolvibili. Anche la valvola EGR può dare noie e va cambiata o tappata. Trattandosi di un modello con oltre 18 anni, guarnizioni e parti in gomma saranno secche, ma i ricambi sono economici. Il sottoscocca è ben trattato contro la corrosione, ma è necessario prestare attenzione a pedane, parti nascoste sotto i parafanghini posteriori e canali di scolo dell'acqua nei parafanghi anteriori, dove eventuali infiltrazioni potrebbero raggiungere la centralina.
Un altro veicolo interessante è il Pajero Pinin, che permette di passare a 4 ruote motrici anche su asfalto e in movimento, e di montare le ridotte senza bloccare il differenziale. Questa flessibilità lo rende ideale per chi affronta spesso percorsi misti.

Alternative e considerazioni aggiuntive
Oltre al Terrano e al Pajero, il mercato offre altre opzioni, ognuna con le proprie peculiarità.
Il Suzuki Jimny, ad esempio, in off-road ha "prestazioni indiscutibili e ha una linea molto "avventurosa"". Di contro, ha una scarsissima abitabilità dell'abitacolo e modeste prestazioni su strada. Sebbene un utente affermi che il Jimny (nella versione diesel da 65cv) sia un po' "fiacco su asfalto in salita", la necessità di andare di prima sulle rampe cementate sembra un'esagerazione.
Il Daihatsu Terios, lungo 4 metri, offre un'abitabilità e un bagagliaio "inseparabile in proporzioni alle misure esterne". Ha un ottimo sistema di trazione (tre differenziali meccanici, quindi trazione integrale permanente con differenziale centrale bloccabile) ed è ottima anche su strada. L'unico neo è la mancanza delle ridotte, sebbene si "cavi molto meglio di quel che si possa pensare anche su dei bei passaggi in o/r". Esiste anche una modifica (Prometeo) che trasforma la trazione con giunto viscoso in trazione di tipo "old panda", ovvero tutto meccanico con inserimento a leva, per chi fosse interessato.
Anche la Fiat Panda 4x4 è un valido mezzo, specialmente in città e in montagna, sulla neve e su mulattiere. Nonostante il listino sia "parecchio salato", è considerata un ottimo veicolo per l'inverno.
Infine, è fondamentale considerare l'età del veicolo. I modelli più datati, come quelli con oltre 20 anni, possono essere iscritti all'ASI (Automotoclub Storico Italiano) per risparmiare su bollo e assicurazione. Tuttavia, la disponibilità di ricambi può diventare un problema, come segnalato per alcuni veicoli più vecchi.
In sintesi, la scelta del fuoristrada ideale dipende in gran parte dalle esigenze individuali e dal tipo di utilizzo previsto. Per chi cerca un veicolo robusto e affidabile per la neve e i percorsi montani, il Nissan Terrano II rappresenta una scelta valida, pur con le sue limitazioni in termini di flessibilità della trazione su asfalto.