Lacan Hispano: Echi di un Insegnamento che Attraversa le Lingue

L'avvento di "Lacan Hispano" si configura come un evento significativo, un tributo corale alla figura e all'eredità di Jacques Lacan, celebrato nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Questo volume non è un'entità isolata, ma si inserisce in un più ampio movimento di commemorazione e diffusione del pensiero lacaniano, che ha visto la luce contemporaneamente in diverse lingue e contesti editoriali. Come parte di una serie che include pubblicazioni quali "Lacan Redivivus" in Francia, edita dalla casa editrice Navarin diretta da Ève Miller-Rose, e un numero speciale della rivista "Opción Lacaniana" in Brasile, "Lacan Hispano" rappresenta un tassello fondamentale nell'articolazione globale dell'eredità lacaniana. Un tributo che risuona anche in italiano e in inglese, dimostrando come l'eredità di Lacan sia un filo conduttore che attraversa le diverse comunità analitiche, ognuna impegnata a trasmettere questo sapere nella propria lingua.

Il progetto "Lacan Hispano", iniziato nell'aprile di quest'anno, ha rappresentato fin dall'inizio un'idea entusiasmante, specialmente considerando la profonda importanza che l'insegnamento di Lacan riveste nei paesi di lingua spagnola, terra tradizionalmente fertile per la psicoanalisi. Il volume raccoglie il contributo di oltre settanta psicoanalisti, membri dell'Association Mondiale di Psicoanalisi (AMP), che offrono una testimonianza preziosa sui segni che l'incontro con l'opera di Lacan ha lasciato sul loro percorso professionale e personale. Accanto a questi contributi analitici, il libro include anche commossi ritratti di Judith Lacan, scritti da analisti che hanno avuto il privilegio di lavorare a stretto contatto con lei, offrendo uno sguardo sulla presenza del suo desiderio in ogni incontro.

La scelta del titolo "Lacan Hispano" non è casuale e porta con sé un indizio sulla particolarità che esso intende esplorare. Sotto la fotografia di Lacan a Caracas, figura una sua frase: "Voi, a quanto pare, siete i miei lettori". Questa citazione, rivolta ai partecipanti che, pur non avendo assistito ai suoi seminari, lo leggevano nelle edizioni ciclostilate e a distanza, diventa la chiave di volta per comprendere la specificità del progetto. Poco dopo l'evento di Caracas, Jacques-Alain Miller ed Éric Laurent giunsero in Spagna, aprendo così ulteriormente le porte all'arrivo di Lacan nel mondo di lingua spagnola. Il libro si propone quindi di dare voce ai lettori di questo Lacan che ha viaggiato e si è radicato in un contesto linguistico e culturale ben definito, invitando ogni lettore a trovare la propria risposta alla domanda se esista, o meno, un "Lacan ispanico".

L'incontro di Lacan a Caracas nel 1980, accompagnato da Judith e Jacques-Alain Miller, ha segnato un punto di svolta indelebile per la psicoanalisi in America Latina e, più in generale, per la psicoanalisi di orientamento lacaniano. Questo evento ha inaugurato una serie di incontri internazionali del Campo Freudiano, che ancora oggi riuniscono la comunità ogni due anni, configurandosi come un appuntamento di primaria importanza sia sul piano politico che epistemico. È innegabile il ruolo di Jacques-Alain Miller nel trarre le conseguenze politiche, epistemiche e cliniche dall'insegnamento di Lacan, promuovendo e strutturando la trasmissione del suo sapere a livello globale.

La realizzazione di "Lacan Hispano" è stata un'impresa notevole, frutto di un lavoro collettivo e di un desiderio condiviso. L'idea iniziale, lanciata da Jacques-Alain Miller, ha trovato in Alejandra Glaze, direttrice di Editorial Grama, una fondamentale figura di realizzazione. Nonostante una conoscenza personale limitata, risalente a circa tredici anni prima, il lavoro editoriale di Alejandra Glaze, caratterizzato da serietà e buon gusto, ha reso ogni suo volume un pezzo prezioso. La proposta di redigere un volume speciale su Lacan in spagnolo, con la partecipazione di membri delle Scuole di Psicoanalisi Orientate da Lacan (EOL, ELP, NEL), ha stimolato un impegno deciso. Il processo di redazione, scambio e correzione dei testi, a volte anche traduzione, è stato un lavoro di squadra coordinato da Alejandra Glaze, supportata dalle equipe di redazione e dagli autori stessi.

La scelta del titolo ha attraversato un percorso interessante. La prima proposta, "Don Lacan di Francia", un omaggio all'opera di Cervantes, fu criticata da Juan Carlos Indart, un collega di Buenos Aires stimato dall'autore, che la trovò ridicola. Tenendo conto della sua opinione, si optò per "Lacan Hispano", un titolo che, sebbene non abbia ricevuto critiche da parte di Indart, riflette la volontà di esplorare la specificità ispanica. Curiosamente, Indart fu l'unico collega di Buenos Aires invitato a contribuire con un testo, ma rifiutò la proposta, un gesto interpretato come un possibile transfert negativo verso chi promuoveva l'iniziativa.

L'accoglienza del volume, composto da 567 pagine, è stata generalmente favorevole ed entusiasta all'interno del Campo Freudiano. Si tratta di un libro in gran parte originale, senza eguali in altre pubblicazioni simili in altre lingue o paesi. La sua realizzazione, dall'idea iniziale alla pubblicazione in soli sei mesi (da maggio a novembre), evidenzia la "funzione della fretta" sottolineata da Lacan stesso, simile a quella che ha caratterizzato la nascita di altri volumi lacaniani come "Lacan Redivivus". Tuttavia, questa celerità ha avuto un costo: la lista degli autori è stata stilata con estrema rapidità, portando inevitabilmente a dimenticare alcuni colleghi che avrebbero potuto contribuire con dedizione a questa impresa.

Il volume francese "Lacan Redivivus", con le sue 470 pagine, si distingue per un genere diverso. Esso raccoglie diverse carte di Lacan, interviste con persone a lui molto vicine, come la sua segretaria Gloria González - una spagnola che lo conobbe a vent'anni e rimase al suo fianco per trent'anni - e coloro che si occupavano della sua casa, Alicia e Jesús Escóvez, oltre al direttore di una libreria frequentata da Lacan. "Lacan Redivivus" si concentra sull'aspetto più intimo di Lacan, presentando per la prima volta testi inediti rinvenuti tra le sue carte. Entrambi i libri, "Lacan Hispano" e "Lacan Redivivus", rappresentano un omaggio prezioso e inedito in occasione dell'anniversario della morte di Lacan, esplorando diverse sfaccettature del suo operato e della sua persona.

Jacques Lacan in conversazione

Angelina Harari, presidentessa dell'AMP, ha sottolineato la singolarità di "Lacan Hispano" all'interno del panorama delle pubblicazioni dell'Association Mondiale di Psicoanalisi. L'iniziativa, promossa da Jacques-Alain Miller, di marcare l'anno con pubblicazioni legate al Campo Freudiano, ha trovato in "Lacan Hispano" una realizzazione eccezionale. Ciò che rende questo volume particolarmente distintivo è il suo sommario, descritto come "stupendo" e dotato di una logica interna coerente, che riunisce settanta autori, prevalentemente membri dell'AMP provenienti da tre Scuole distinte. La sua pubblicazione in lingua spagnola è un traguardo notevole, come evidenziato da Alejandra Glaze.

Le edizioni francesi, inaugurate il 9 settembre con un evento della École de la Cause Freudienne, hanno visto "Lacan Redivivus" come protagonista eccezionale. In portoghese, la rivista "Opción Lacaniana" ha preparato un numero speciale, nato da una telefonata di J.-A. Miller che, come suo solito, pone una domanda: se fosse stata preparata un'edizione speciale. La risposta, inizialmente negativa, si è trasformata in un'opportunità colta in sole ventiquattro ore.

La singolarità di "Lacan Hispano" risiede anche nella domanda posta sulla sua copertina: "Voi, sembra, siete i miei lettori". Questa interrogazione fa eco alle parole di Lacan pronunciate nella conferenza di Caracas: "Apparentemente, voi siete i miei lettori e lo siete nella misura in cui non vi ho mai visto ascoltarmi". Lacan lasciava aperta la questione: "Siete i miei allievi?". Se da un lato Lacan accettava la possibilità di lettori in tutto il mondo, è stato solo con Jacques-Alain Miller che si è inaugurata e aperta un'esperienza della Scuola che trascende i confini della Francia. La domanda posta oggi, in relazione a queste pubblicazioni che condensano il termine "pubblico" e "pubblicazioni" dell'anno 2021, è se i lettori ispanici siano effettivamente i suoi allievi.

Un aneddoto personale illustra la complessità dell'incontro con l'insegnamento lacaniano. Nel 1984, l'esperienza di lettura del Seminario XI in un gruppo di studio si rivelò inaccessibile. In contrasto, un incontro con Jacques-Alain Miller nello stesso anno, durante il III Incontro Internazionale del Campo Freudiano, si rivelò illuminante. Miller, nel suo ruolo di orientatore dell'insegnamento di Lacan, tenne la conferenza "Clinica Ironica". Questo incontro segnò l'inizio di un percorso che portò a trasferirsi a Parigi per intraprendere una psicoanalisi lacaniana alla ricerca di nuove prospettive, focalizzando l'attenzione sulla particolarità del sinthomo. L'esperienza di Scuola, inaugurata e aperta da Miller, ha visto l'arrivo di studenti formati direttamente nell'orientamento lacaniano, sia a Parigi che nelle diverse Scuole dell'AMP, arricchita dall'esperienza "extima" dell'AMP dal 1992.

Copertina del libro

Jacques-Alain Miller ha poi ripercorso la storia della trasmissione dell'insegnamento lacaniano oltre i confini francesi. Lacan stesso mostrò un interesse limitato per gli altri paesi, pur tentando, senza successo, di creare una Scuola italiana. Tuttavia, dall'Argentina, conobbe Oscar Masotta, il primo argentino a recarsi in Francia, presentato da Lacan stesso come "il mio allievo". L'aneddoto raccontato da un collega argentino, Iliasof, riguardo a un rapido incontro nello studio di Lacan, pur divertente, rimane un ricordo marginale rispetto alla presenza degli argentini a Parigi in quel periodo. Non sembrano esserci stati, all'epoca, partecipanti da altri paesi sudamericani o spagnoli che si siano fatti conoscere direttamente da Lacan o dai suoi studenti francesi. Questa assenza non sembrava preoccupare Lacan, che morì mantenendo questa prospettiva.

Tuttavia, un anno prima della sua morte, Lacan si recò in Sud America su invito di Eleanor R. De Rabinovich. In quell'occasione, si organizzò un invito a Caracas, poiché a Buenos Aires vigeva la dittatura. L'incontro con Lacan permise a molti di conoscere direttamente la persona del grande psicoanalista e segnò l'inizio della serie degli Incontri Internazionali del Campo Freudiano. L'appuntamento successivo a Parigi nell'82 vide la partecipazione di numerosi sudamericani.

Il dibattito si è poi spostato verso le risonanze del libro "Lacan Hispano" tra i giovani colleghi dell'AMP. Viene sottolineato come ogni pubblicazione di questa serie sia un omaggio che non solo commemora, ma celebra la vita e l'eredità di Lacan, dando conto di un insegnamento e di un desiderio che rimangono vivi. "Lacan Hispano" evidenzia in modo particolare come la trasmissione della psicoanalisi lacaniana nel mondo, e specialmente nei paesi di lingua spagnola, sia intimamente legata al lavoro e al desiderio di Jacques-Alain e Judith Miller. Il volume è nato dall'impulso di Jacques-Alain Miller, che ha messo in moto un intenso transfert di lavoro nella comunità analitica di lingua spagnola. Lacan stesso, nella sua "Nota aggiunta all'Atto di fondazione", affermava che l'insegnamento della psicoanalisi può essere trasmesso solo attraverso il transfert di lavoro, auspicando una Scuola composta fondamentalmente da lavoratori decisi, la cui forza motrice sia il transfert di lavoro in relazione alla causa analitica. L'entusiasmo per il lavoro, già presente in chi ascolta, si estende anche al lavoro sui filosofi, come Cartesio, o a un'educazione giovanile che forniva le basi per la retorica e la cultura generale.

Il testo fornito include anche estratti che sembrano appartenere a contesti filosofici e letterari distinti, trattando temi quali la retorica, l'eloquenza, la cultura generale, il significato del termine "ineptus" nel latino, e la natura della conversazione e del riposo intellettuale, attribuite a figure come Cicerone, Crasso e Antonio. Questi passaggi, pur distanti dal tema centrale, esplorano concetti legati alla trasmissione del sapere, alla cultura e alla capacità di esprimersi, che possono essere visti come precursori o paralleli agli sforzi di diffusione dell'insegnamento lacaniano.

Un'altra sezione del materiale fa riferimento a un dialogo tra due interlocutori, "Amico spaesato" e "Storico", che discutono di eventi attuali, politica italiana, pandemie, e la natura delle risposte scientifiche e sociali ad esse. Questo dialogo introduce concetti come "tempesta perfetta", "modo magico di pensare", "spillover" e la critica all'autorità scientifica. Viene analizzata la figura di Trump e la sua retorica del "suprematismo", collegandola a un'interpretazione della storia americana e a modelli di violenza culturale. Questi spunti, sebbene apparentemente eterogenei, toccano temi di trasmissione del sapere, interpretazione della realtà, e la ricerca di significato in contesti complessi, rispecchiando in modo trasversale la ricerca di senso che anima il progetto "Lacan Hispano".

Infine, vi sono estratti che analizzano la filmografia di Claude Chabrol, con particolare attenzione ai film "Les Bonnes femmes" e "Les Cousins". Questi brani critici discutono la regia, la rappresentazione della realtà, l'oggettività, il realismo e la capacità di uno sguardo puro. Le discussioni sulla purificazione dello sguardo cinematografico e sulla costruzione di un significato attraverso l'eliminazione dei particolari inutili, o sulla rappresentazione del quotidiano e del "piccolo mondo" delle protagoniste, possono essere viste metaforicamente come parallele alla ricerca di un significato essenziale nell'opera di Lacan, e alla sua trasmissione attraverso differenti modalità e contesti culturali. L'analisi della regia di Chabrol come "esercizio di uno sguardo" puro e la sua capacità di cogliere la "potente unità del significato" sotto la varietà delle avventure, riecheggiano la ricerca costante di un nucleo di verità nella complessità del linguaggio e del soggetto, un tema centrale nell'opera lacaniana.

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