Nel panorama delle supercar, poche vetture hanno saputo lasciare un segno così indelebile come la Lexus LFA. Nata da un ambizioso progetto di Toyota nel 2000, con l'intento di sfidare le sportive più blasonate a livello mondiale, la LFA ha rappresentato un vertice ingegneristico e tecnologico per la casa giapponese. Dopo un decennio di sviluppo e affinamenti, ha debuttato sul mercato nel 2010, diventando immediatamente un oggetto di culto e un "instant classic", nonostante i vertiginosi costi di produzione che non permisero a Toyota di realizzare profitti dai 500 esemplari venduti. Oggi, il nome LFA risuona nuovamente, non più con il rombo del suo iconico V10, ma con il silenzioso e potente sussurro dell'elettricità, proiettando la leggenda in una nuova era.

La Genesi di una Leggenda: Dalla Concept alla Produzione
Il percorso che ha portato alla nascita della Lexus LFA è stato lungo e meticoloso, iniziato nel 2000 sotto la direzione dell'ingegnere capo Haruhiko Tanahashi e con il contributo fondamentale del collaudatore Hiromu Naruse. Il progetto, inizialmente conosciuto internamente come P280, ha attraversato diverse fasi evolutive, culminate nella presentazione di tre prototipi al pubblico.
Il primo concept, svelato al Salone dell'automobile di Detroit nel gennaio 2005, è stato sviluppato in collaborazione con l'italiana Fioravanti e presentava una carrozzeria in alluminio. Tuttavia, già prima della sua presentazione, Tanahashi aveva rivisto la sua visione, ritenendo l'alluminio una "tecnologia di ieri". Questo portò a un cambio radicale nella scelta dei materiali, optando per un telaio in plastica rinforzata con fibra di carbonio, realizzato in un impianto appositamente creato da Toyota, sfruttando le tecnologie del team Toyota F1.
Il risultato di questa evoluzione fu un secondo prototipo, presentato come concept nel 2007, caratterizzato da linee più filanti. Questo fu poi seguito da un terzo concept, una versione spider presentata nel 2008. Infine, nel 2009, la produzione in serie fu ufficialmente annunciata al Tokyo Motor Show con la presentazione del modello definitivo, che abbandonò il trattino nel nome, diventando semplicemente LFA. La produzione, iniziata nel 2010, prevedeva la realizzazione di soli 500 esemplari, assemblati artigianalmente a un ritmo di 20 unità mensili fino al 2012, nello stabilimento Motomachi di Toyota City, nella prefettura di Aichi. Questo processo artigianale giustificava in parte il prezzo di lancio di circa 375.000 euro.

Design Esterno: Minaccia e Originalità
Lunga 4,51 metri, la Lexus LFA si distingueva meccanicamente dalle sue rivali. A differenza di (quasi) tutte le altre supersportive, la LFA presentava il motore in posizione anteriore-centrale, con il V10 posizionato dietro l'asse delle ruote anteriori. Questa scelta ingegneristica ha inevitabilmente plasmato lo stile della sportiva giapponese, conferendole una silhouette unica e immediatamente riconoscibile.
Il frontale era caratterizzato da uno sguardo minaccioso, con fari triangolari dalla forma tormentata che si abbinavano a grandi prese d'aria nel paraurti anteriore e altre in cima al cofano. Lateralmente, spiccava un cofano estremamente lungo, necessario per ospitare il grosso V10, un passo relativamente corto e un abitacolo raccolto tra i due assi. Le superfici vetrate, non così ampie come ci si aspetterebbe da una Lexus, contribuivano a una sensazione di compattezza. Due prese d'aria specifiche, una nella parte bassa e una nascosta nel montante posteriore, erano progettate per il raffreddamento dei freni, del cambio e del differenziale, entrambi posizionati sull'assale posteriore. Tuttavia, ciò che catturava immediatamente l'attenzione erano i tre terminali di scarico centrali, disposti a formare un triangolo, dai quali eruttava uno dei sound più incredibili mai prodotti da un'auto di serie.

Interni: Lusso, Tecnologia e Funzionalità Uniche
Gli interni della Lexus LFA erano un concentrato di particolari, opulenza e tecnologia, come ci si aspetta da una vettura di lusso della casa giapponese, introducendo alcuni dettagli che sarebbero poi stati ripresi sulle vetture di serie successive. Tra gli elementi unici della LFA, spiccava la plancia divisa su due livelli, separati da una finitura centrale verticale. Questa plancia, quasi orizzontale, era rifinita con una cura certosina, con pannelli realizzati in alluminio e titanio. I comandi per radio, clima e le varie funzionalità del sistema multimediale e dell'auto erano distribuiti tra la parte centrale e i due satelliti laterali.
Più pratici e scenografici erano i dettagli che la LFA ha introdotto, come i due selettori "a corna" che sporgevano dalla palpebra del quadro strumenti, utilizzati per selezionare le modalità di guida e l'accensione delle luci. Questo quadro strumenti, caratterizzato da una paratia meccanica che si spostava con il cambio delle modalità, era interamente digitale, una scelta dettata dalla velocità con cui il V10 saliva di giri, troppo rapida per uno strumento analogico. Questa innovazione è stata poi ripresa da tutte le Lexus successive. L'abitacolo era costruito attorno al conducente, con una configurazione avvolgente e una totale digitalizzazione degli strumenti, per rafforzare l'unione tra vettura e guidatore.

Motore: Il Cuore Pulsante, un Capolavoro Ingegneristico
La gamma motori della Lexus LFA era in realtà composta da un unico propulsore, ma questo da solo rappresentava un autentico gioiello di ingegneria. Il motore, denominato 1LR-GUE, era un 4.8 V10 aspirato a benzina, realizzato in collaborazione da Toyota e la rinomata specialista Yamaha.
In fase di sviluppo, Toyota cercava un motore che potesse rendere giustizia all'eccezionale telaio in fibra di carbonio. Tra tutti i progetti, la LFA è arrivata in produzione con questo 4.8 V10 con un angolo tra le bancate di 72°, dotato di lubrificazione a carter secco e dieci corpi farfallati indipendenti. La sua costruzione impiegava leghe leggere di alluminio, magnesio e titanio, oltre a pistoni in alluminio forgiato, bielle in titanio forgiato e valvole in titanio.
Il risultato era un motore capace di erogare 560 CV a ben 8.700 giri al minuto e una coppia di 480 Nm a 6.800 giri, con il limitatore posto a 9.500 giri. Il 90% della coppia era disponibile a partire da 3.700 giri al minuto. La lubrificazione a carter secco preveniva la carenza di olio motore nelle curve ad alta velocità e riduceva il baricentro, consentendo di montare il motore più in basso. L'aria veniva aspirata direttamente da sotto il cofano attraverso una fessura e passava in un collettore di aspirazione variabile a doppio stadio, convogliata in dieci corpi farfallati.
Ciò che rendeva questo motore uno dei più amati, tuttavia, era il suo sound, sviluppato in collaborazione con la divisione musicale di Yamaha. Gli ingegneri miravano a un suono che ricordasse "il ruggito di un angelo", ottenendo un V10 con sonorità da Formula 1 e note uniche, tra i più goduriosi e appaganti al mondo.
Lexus LFA Crazy V10 Exhaust Sound in The City
Dinamica di Guida: Equilibrio e Prestazioni Senza Compromessi
Il motore anteriore centrale della LFA contribuiva a un rapporto peso/potenza di 2,67 kg/CV, permettendole di raggiungere una velocità massima di circa 325 km/h. Per mantenere una distribuzione del peso quasi ideale, il 48% sull'asse anteriore e il 52% su quello posteriore, venivano utilizzate soluzioni tecniche avanzate. Il cambio era montato sull'asse posteriore, così come il serbatoio del carburante, posto davanti all'asse posteriore, e i radiatori nella parte posteriore. Il serbatoio del liquido lavacristallo era montato al centro, accanto al serbatoio del carburante, per migliorare ulteriormente il baricentro.
Il motore era collegato al cambio tramite un albero di trasmissione in fibra di carbonio, sotto il quale passava il sistema di scarico in titanio. La LFA impiegava un servosterzo elettrico a cremagliera con un rapporto di 14,3:1. La sospensione anteriore utilizzava una disposizione a doppio braccio oscillante, mentre al posteriore era presente una disposizione multi-link con ammortizzatori coil-over su tutte le ruote, caratterizzati da una struttura monotubo.
La vettura era inoltre dotata di pinze freno monoblocco Brembo, a sei pistoncini anteriori e a quattro pistoncini posteriori, con dischi in carboceramica da 390 mm all'anteriore e 360 mm al posteriore, controllati dal sistema Brake-by-wire. Questa combinazione di soluzioni meccaniche e dinamiche conferiva alla LFA una guidabilità eccezionale, capace di offrire una guida rilassata e tranquilla, tipica delle Lexus, ma pronta a tirare fuori gli artigli quando il guidatore decideva di spingerla al limite.
Prezzi e Valore Nel Tempo: Un Investimento nell'Esclusività
Il listino prezzi della Lexus LFA era uno dei suoi maggiori limiti iniziali, posizionandola uno o due gradini più in alto rispetto alle sue dirette rivali. Nel 2010, infatti, la Lexus LFA era offerta al prezzo stellare di circa 375.000 euro. Questo costo era giustificato dalla presenza di un motore sviluppato ad hoc, da un incredibile livello tecnologico e da una produzione quasi completamente artigianale, nello speciale stabilimento Motomachi di Toyota City.
Nonostante l'enorme esborso economico che Toyota ha sostenuto per sviluppare questa incredibile vettura per un intero decennio, la casa giapponese non ha intascato un centesimo dalla vendita della LFA, andando incredibilmente in pari con gli investimenti intrapresi. Per questo, molti hanno parlato della LFA come di un "flop", ma in realtà è stata una vettura che ha permesso di cambiare per sempre la reputazione di Lexus e della stessa Toyota, diventando, come già menzionato, un "instant classic". E i prezzi attuali della Lexus LFA lo dimostrano ampiamente, tanto che i 375.000 euro dell'epoca sembrano oggi un affare, con quotazioni che sono notevolmente aumentate nel corso degli anni.

La Concorrenza: Un Confronto tra Titani
La Lexus LFA, con il suo sound impareggiabile, simile a quello di una vettura di Formula 1, un'incredibile risposta al pedale dell'acceleratore e una "cattiveria inaudita" unita a una fluidità di erogazione impeccabile, è stata a tutti gli effetti una delle migliori automobili mai prodotte. Sebbene avesse i suoi difetti e limiti, era una vettura speciale come poche altre.
Tra le sue dirette concorrenti all'epoca del lancio, si annoveravano supercar del calibro della Ferrari 458 Italia, della Lamborghini Gallardo, della Porsche 911 GT2 RS e della Mercedes-Benz SLR McLaren. Ognuna di queste vetture offriva prestazioni e caratteristiche uniche, ma la LFA si distingueva per la sua unicità, la sua ingegneria estrema e la sua rarità, fattori che hanno contribuito a consolidare il suo status di icona.
La Nuova Lexus LFA Concept: L'Elettrico Veste la Leggenda
Dopo anni di attesa e speculazioni, il nome Lexus LFA è tornato a far parlare di sé, ma con una svolta radicale. La nuova Lexus LFA Concept è una supercar puramente elettrica, un approccio radicalmente diverso rispetto al leggendario V10 urlante della prima generazione. Curioso che, pur condividendo l'architettura in alluminio con le Toyota GR GT e GR GT3, non sia stato scelto il V8 biturbo ibrido dell'ammiraglia sportiva della casa madre.
Il concept, evoluzione di quanto mostrato alla Monterey Car Week, incarna la filosofia "Shinken Sengu" di Toyota, che prevede la capacità di preservare e tramandare tecniche e competenze dei veterani alle nuove generazioni per evolverle. L'architettura è uno dei punti chiave: un nuovo telaio in alluminio leggero e ad alta rigidità, condiviso con la Toyota GR GT e con la GT3 da competizione.

Le proporzioni della nuova LFA Concept sono più imponenti rispetto alla Lexus originale: 4.690 mm di lunghezza, 2.040 mm di larghezza e un passo di 2.725 mm, valori che la rendono più lunga di circa 25 centimetri e sensibilmente più larga rispetto alla LFA del 2010. Questi cambiamenti sono stati pensati per massimizzare le prestazioni da auto sportiva, sfruttando al contempo la maggiore libertà di progettazione che un'auto elettrica consente.
Il design esterno, pur essendo totalmente personalizzato, richiama in modo evidente le linee del modello originale, con una silhouette bassa e fluida che definisce le proporzioni di una coupé classica. Le superfici tese, le proporzioni affilate e l'equilibrio complessivo creano un colpo d'occhio che, dal punto di vista estetico, surclassa la controparte Toyota GR GT. Il posteriore, in particolare, riprende elementi della precedente generazione, ma con l'innovazione dello scarico che si illumina.

All'interno, debutta un abitacolo costruito attorno al conducente, con una configurazione avvolgente e una totale digitalizzazione degli strumenti. L'abitacolo futuristico e minimalista punta sulle funzionalità digitali e sul coinvolgimento del conducente. La posizione di guida, attentamente studiata e raffinata fino ai minimi dettagli, è progettata per far sentire il conducente completamente parte dell'auto, amplificando il coinvolgimento e il piacere di guida, la stessa posizione ideale della GR GT e della GR GT3.
Gli interni sono stati realizzati con cura in ogni aspetto, con componenti funzionali disposti intorno al guidatore, che generano un senso di tranquillità. Il volante è stato progettato per l'utilizzo durante la guida sportiva, eliminando la necessità di cambiare impugnatura nelle svolte, mentre la disposizione degli interruttori agevola un controllo intuitivo del veicolo. Lo sterzo, in particolare, adotterà la medesima tecnologia steer-by-wire che Lexus ha recentemente introdotto sulla RZ.
La Lexus LFA Concept, presentata anche come "Lexus Sport Concept" alla Monterey Car Week e al Japan Mobility Show nel 2025, è un prototipo che incarna, insieme alla GR GT e alla GR GT3, la "Shikinen Sengu" di Toyota. Il progetto Lexus è basato su elementi portanti come un telaio leggero e ad alta rigidità interamente in alluminio e una posizione di guida ottimale che rafforzi la sensazione di compattezza tra auto e guidatore. Sebbene molte delle specifiche tecniche più importanti non siano ancora state svelate, una certezza c'è: dalla concept nascerà un modello di serie, confermando il desiderio di Lexus di presidiare allo stesso tempo tradizione e futuro, con la LFA Concept come simbolo di questa doppia direzione, con il desiderio di offrire il massimo piacere di guida ed esplorare il potenziale delle auto sportive elettriche (BEV). La denominazione "LFA" non è vincolata ai veicoli alimentati da motori a combustione interna; essa rappresenta un veicolo che incarna tecnologie che gli ingegneri vogliono preservare e trasmettere alle generazioni future. Una guida emozionante è un valore fondamentale per le auto sportive, anche con i tempi che cambiano, e la Lexus LFA Concept è concepita come un'auto per il massimo piacere di guida, capace di coinvolgere il guidatore in un'esperienza immersiva senza eguali. La ricerca dell'esperienza immersiva nasce dal desiderio di raggiungere un alto livello di fusione tra performance aerodinamica e bellezza scultorea, perseguendo un equilibrio stilistico raffinato con un valore senza tempo che si manterrà anche in futuro.