Le Nuove Accise su Benzina e Gasolio: Una Spiegazione Dettagliata

Il prezzo del carburante alla pompa è una voce di spesa significativa per molti cittadini e imprese, e le accise rappresentano una componente fondamentale di questo costo. Comprendere la natura, la storia e le recenti modifiche di queste imposte è essenziale per analizzare l'impatto economico sui consumatori e sul bilancio statale.

Distributore di benzina con prezzi esposti

Cosa sono le Accise?

L'accisa è un'imposta indiretta che grava sulla produzione o sul consumo di determinati beni, come oli minerali (inclusi benzina e gasolio), energia elettrica, alcolici e tabacchi. A differenza dell'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), che è calcolata in percentuale sul prezzo di vendita e quindi variabile, l'accisa è un importo fisso per unità di misura del prodotto (ad esempio, al litro per i carburanti o al chilogrammo per il tabacco). Questa caratteristica rende l'accisa insensibile alle fluttuazioni del prezzo della materia prima: se il costo del petrolio scende, la quota dell'accisa sul prezzo finale rimane invariata.

Le accise sono riscosse dai produttori o dai commercianti, ma il loro costo viene poi trasferito al consumatore finale attraverso il prezzo di vendita del bene. In pratica, quando un automobilista fa il pieno, una parte significativa del denaro speso è destinata al pagamento di questa imposta. Scrive l’Enciclopedia Treccani online che l’accisa è una “imposta indiretta a riscossione mediata, pagata cioè dai produttori o dai commercianti, che colpisce determinati beni (oli minerali, energia elettrica, alcolici, tabacchi) al momento della produzione o del consumo … L’imposta”, aggiunge, “grava sulla quantità dei beni prodotti e si esprime in termini di aliquote commisurate all’unità di misura (volume, peso) del bene; per es., nel caso dei prodotti energetici, si hanno aliquote rapportate al litro per la benzina e il gasolio. Alla cifra che risulta, come detto, si applica poi l’IVA. Il risultato è il prezzo alla pompa del carburante. Come si può intuire, il peso dell’accisa sul prezzo finale è rilevante.

Il principale vantaggio delle accise per lo Stato risiede nella loro capacità di garantire entrate dirette e costanti al bilancio pubblico. Ogni anno lo Stato incassa circa 25-30 miliardi di euro dalle accise sui carburanti. Queste risorse sono fondamentali per finanziare servizi pubblici essenziali, infrastrutture e altre spese statali. È importante sottolineare che il gettito derivante dalle accise confluisce nel bilancio pubblico complessivo da cui poi si effettuano i vari prelievi di spesa, e non è destinato a finanziare specifiche attività o "sottoconti" separati, come alcune narrazioni popolari potrebbero suggerire.

Come è composto il prezzo della benzina e quanto variano le accise in Europa

Le Recenti Modifiche alle Accise su Benzina e Gasolio

Un Decreto interministeriale del 14 maggio ha introdotto modifiche significative alle aliquote di accisa applicate ai carburanti. A decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, ovvero dal 15 maggio, si sono registrate le seguenti variazioni:

  • L'aliquota di accisa applicata alla benzina è stata ridotta di 1,50 centesimi di euro per litro.
  • L'aliquota di accisa applicata al gasolio impiegato come carburante è stata aumentata di 1,50 centesimi di euro per litro.

Per effetto di quanto stabilito dall'articolo 1 del decreto, a decorrere dal 15 maggio le aliquote di accisa applicate alla benzina e al gasolio usato come carburante, di cui all'Allegato I al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, approvato con il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono state rideterminate nelle seguenti misure:

  • Benzina: euro 713,40 per mille litri.
  • Gasolio usato come carburante: euro 632,40 per mille litri.

Queste modifiche riflettono un processo di riallineamento delle accise tra gasolio e benzina, un percorso che si è concluso il 1 gennaio 2026. Storicamente, il diesel godeva di un vantaggio fiscale, essendo considerato un carburante “da lavoro” destinato a trasporti e mezzi pesanti. L'allineamento delle accise è un processo che punta a uniformare l’imposizione fiscale tra benzina e gasolio.

Le maggiori entrate derivanti dalle variazioni delle aliquote sono state previste per supportare il bilancio statale. Questa manovra fiscale ha generato discussioni e preoccupazioni tra i consumatori, data l'inflazione persistente e l'impatto sul potere d'acquisto.

Grafico comparativo accise benzina e gasolio

Il Peso delle Accise sul Prezzo Finale del Carburante

Per ogni automobilista, la domanda su quanto del prezzo alla pompa sia effettivamente costo del carburante e quanto finisca nelle casse dello Stato è ricorrente. Le accise, insieme all'IVA, costituiscono una parte preponderante del prezzo finale. In media, le accise rappresentano oltre il 50% del prezzo finale di un litro di benzina. Ciò significa che su 1,80 euro pagati al distributore, circa 0,90 euro vanno allo Stato tra accise e IVA.

Attualmente, le accise sulla benzina ammontano a circa 0,728 euro per litro, mentre sul gasolio si attestano intorno a 0,617 euro per litro. Questi valori sono stabiliti a livello nazionale e aggiornati periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. È importante notare che l'IVA è calcolata sul prezzo netto e sulle accise, rendendo il carico fiscale complessivo ancora più significativo. Per quanto riguarda il gasolio, in passato godeva di una tassazione più bassa per favorire il trasporto merci. Chi guida un’auto a benzina spenderà leggermente meno, chi usa un diesel un po’ di più, anche se, con il riallineamento delle accise, questa differenza si è ridotta.

La pressione fiscale sul carburante in Italia è storicamente tra le più alte d'Europa. Questo si traduce in un costo che pesa, mese dopo mese, sulle spese familiari e incide sui bilanci delle aziende che dipendono dal trasporto.

La Storia delle Accise in Italia: Dalle Emergenze alla Spesa Pubblica

Le accise hanno una storia lunga e complessa in Italia. Furono introdotte quasi un secolo fa come prelievo straordinario, destinato a finanziare eventi specifici e urgenti. Il R.D.L. n.1373/1915 prevedeva che gli oli minerali, benzina inclusa, fossero tassati di 8 lire al quintale. Nel tempo, sono stati applicati svariati incrementi dell'accisa per necessità economiche da coprire, come emergenze, guerre, manovre fiscali, ecc., come avviene per altre imposte, dirette ed indirette.

Originariamente, erano decine le micro-tasse nate per finanziare eventi specifici, come la Guerra d'Etiopia, il terremoto dell'Irpinia o l'alluvione di Firenze. Tuttavia, è un errore comune credere che queste "addizionali di accisa" siano rimaste in vigore indefinitamente. Come si può agevolmente verificare dai riferimenti normativi, il testo legislativo si limita a stabilire una variazione dell'imposta come voce unica, e non ci sono addizionali. Non si trovano indicazioni dello scopo dell'aumento o una motivazione dietro alle svariate riduzioni che ci sono state. Parimenti non sono stati creati sottoconti dell'imposta in cui fare affluire una presunta addizionale per uno scopo precipuo.

Nonostante sia banale accedere ai testi legislativi per una verifica, svariati politici di spicco hanno portato avanti la leggenda che gli incrementi emergenziali dell'accisa (che denominano "accise" nella novellazione di tante addizionali) restino in vigore da decenni seppure venute meno le loro ragioni, tra cui l'affermazione che si starebbe ancora incassando una "accisa" di 1,9 Lire al litro per finanziare la Guerra in Etiopia. Eppure dalla tabella allegata si verifica immediatamente che il 10 settembre 1936 l'imposta torna a Lire 161 al quintale come era dal 5 febbraio 1934, grazie a due riduzioni di imposta decisi nel 1936. Considerando una densità della benzina di 0,728 chili per litro, ne viene fuori che un quintale ne porta 137,4 litri e dividendo il prezzo di 261 lire per quintale, con tale quantità, ne viene un prezzo dell'imposta sulla benzina di 1,9 lire al litro. Il totale di suddetti incrementi dell'accisa, stabiliti prima dal Regno d'Italia e poi dalla Repubblica Italiana, ammonta a circa 0,41 euro (0,50 euro IVA inclusa).

Dal 1995, l'imposta sul carburante è stata definita in modo unitario, e il gettito non va a finanziare le casse dello Stato in attività specifiche, ma nel loro complesso. Col tempo, le accise sono diventate una voce stabile del bilancio statale, rappresentando oggi uno dei principali strumenti con cui lo Stato raccoglie risorse per finanziare servizi, infrastrutture e, più recentemente, la transizione energetica.

Tavola cronologica delle accise in Italia

Il Dibattito sulle Accise: Taglio, Rimborso e Prospettive Future

Il tema delle accise è spesso al centro del dibattito politico ed economico. Molti governi hanno promesso in campagna elettorale di ridurle o cancellarle, sapendo che tale mossa sarebbe popolare tra i cittadini. Il taglio delle accise è una misura temporanea adottata dal Governo per ridurre il prezzo dei carburanti. Consiste nella diminuzione momentanea della quota fissa applicata per litro di benzina o gasolio.

In passato, il governo Draghi aveva introdotto un taglio pari a 0,30 euro sul costo finale del carburante. Successivamente, con la nascita di un nuovo governo, lo sconto era stato ridotto a 0,18 euro, alimentando diverse lamentele tra i consumatori. Questo dimostra come il taglio delle accise, quando avviene, è quasi sempre temporaneo.

La ragione per cui le accise sono difficili da eliminare completamente è semplice: garantiscono ogni anno decine di miliardi di euro di entrate certe. Se le accise venissero eliminate, il prezzo dei carburanti scenderebbe di circa il 40-50%, ma lo Stato perderebbe una parte consistente delle sue entrate. Per compensare, bisognerebbe aumentare altre imposte o tagliare servizi pubblici, una scelta politicamente e socialmente complessa.

Il dibattito rimane aperto: quanto costerà fare il pieno? Le accise continueranno a essere una componente rilevante del prezzo dei carburanti, bilanciando le esigenze di bilancio statale con le pressioni economiche sui cittadini e le imprese.

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