Opel: Dalle Macchine da Cucire all'Interno della Galassia Stellantis

La storia di Opel, un marchio automobilistico tedesco con sede a Rüsselsheim am Main, Assia, è un viaggio affascinante che attraversa oltre un secolo di innovazione e trasformazioni industriali. Fondata nel lontano agosto 1862 da Adam Opel, l'azienda iniziò la sua attività come fabbrica per la costruzione di macchine per cucire. Inizialmente operante come Adam Opel KG, una società in accomandita, l'azienda si convertì in società per azioni solo alla fine del 1928.

Ritratto di Adam Opel

Adam Opel nutriva una profonda passione per le macchine per cucire, che costituirono la base della sua formazione professionale. Dopo aver compiuto i primi passi nel settore presso aziende francesi come Journaux-Leblond e Huguenin et Reimann, tornò a Rüsselsheim e registrò la ragione sociale Adam Opel KG. La sua prima sede produttiva fu una vecchia stalla in disuso di proprietà di un suo zio. Inizialmente, l'azienda si riforniva di acciaio da fornitori francesi, incluso il fratello Georg Opel che aveva aperto un'attività metallurgica a Parigi, a causa della migliore qualità dell'acciaio francese rispetto a quello tedesco dell'epoca. Successivamente, tornò ai fornitori tedeschi, potendo contare sulle capacità del padre, un fabbro conosciuto nella zona. Il marchio iniziale dell'azienda era costituito dalle iniziali del fondatore, A.O., incrociate tra loro.

Nonostante le difficoltà iniziali, inclusa l'ostilità dei sarti locali che vedevano le macchine per cucire come una concorrenza, la fabbrica di Adam Opel riscosse un buon successo. Nel 1867, Adam acquistò un terreno di fronte alla ferrovia di Rüsselsheim e vi costruì un impianto più adatto alle esigenze produttive. Tra i modelli di successo si ricordano la Fortuna (1869) e la Sophia (1870), quest'ultima intitolata alla moglie di Adam Opel. Nel 1870, la produzione raggiunse le 15.000 unità e il marchio di fabbrica fu modificato per includere la dicitura "Nähmaschinenfabrik Rüsselsheim" (Fabbrica di macchine per cucire Rüsselsheim). La produzione di macchine per cucire, anche se interrotta da eventi come la guerra franco-prussiana, continuò a crescere, con modelli come la Delphin e la Perfecta.

L'Espansione alle Biciclette e la Nascita dell'Automobile

Il successo delle macchine per cucire spinse Adam Opel a espandere l'ambito produttivo alle biciclette, avviando la produzione tra il 1886 e il 1887, con la partecipazione del figlio primogenito Carl. I primi modelli furono velocipedi a ruota alta, ma presto l'azienda si orientò verso biciclette più sicure. La Opel divenne il primo costruttore di biciclette tedesco, espandendosi anche a livello internazionale con un accordo con l'austriaca Beyschlag.

Vecchia pubblicità Opel per biciclette

Un grave evento nel 1895, la morte di Adam Opel per febbre tifoidea, portò i cinque figli a prendere le redini dell'azienda. Nonostante la scomparsa del fondatore, l'azienda continuò l'innovazione, introducendo nel 1899 la "Kettenlos" (senza catena), una bicicletta con trasmissione ad albero. Tuttavia, il suo costo elevato e alcuni svantaggi ne limitarono il successo, portando alla sua eliminazione dal listino nel 1908. La produzione di biciclette proseguì in configurazioni più tradizionali e redditizie, e negli anni '20, Opel divenne il maggior costruttore di biciclette al mondo. Nel 1936, la produzione di biciclette fu venduta alla NSU di Neckarsulm.

L'ambito automobilistico, sebbene non il preferito da Adam Opel in persona, fu un'intuizione dei suoi figli. Già nel 1895, acquistarono una Benz per studiarne la meccanica. Dopo la morte del padre, i figli iniziarono a organizzare questo nuovo sbocco commerciale, scegliendo di appoggiarsi a un partner già avviato. Nel 1898, la Adam Opel KG rilevò la Anhaltische Motorwagenfabrik di Friedrich Lutzmann, acquisendo il personale, i diritti di produzione e l'utilizzo del marchio Lutzmann, e assumendo lo stesso Lutzmann come direttore tecnico.

La prima automobile Opel, la Patent-Motorwagen

Così, nel 1899, nacque la prima vettura a marchio Opel, la Patent-Motorwagen, un'auto ancora simile a una carrozza, ma spinta da un motore da 1.5 litri in grado di erogare fino a 3,5 CV. Questo primo tentativo di produzione automobilistica si interruppe nel 1901 a causa della rottura dell'accordo con Lutzmann.

Parallelamente, la Opel si estese nel campo delle motociclette, proponendo modelli come la 1 ¾ PS, dotata di un piccolo monocilindrico. L'azienda riconobbe l'efficacia delle attività sportive come vettore pubblicitario, e nel 1903 una motocicletta Opel vinse una prova di consumo. Tuttavia, una recessione nel 1906 indusse i vertici Opel ad abbandonare la produzione motociclistica nel 1907.

Fin dai primi passi nel campo dell'autotrazione, la Opel non trascurò il trasporto di merci. Già dal 1899, le prime Lutzmann fecero da base per una versione "commerciale" con due posti e un cassone posteriore per un carico fino a 150 kg. Alcuni esemplari furono allestiti anche come omnibus, dando origine al primo autobus Opel. Anche i modelli successivi ebbero versioni commerciali, con portate massime fino a 750 kg, includendo i primi pick-up Opel e versioni omnibus a 8 posti.

Dopo il naufragio della collaborazione con Lutzmann, la Opel cercò un nuovo partner, rivolgendosi prima a Renault, senza successo, e poi ad Alexandre Darracq, patron dell'omonima società francese. Nel dicembre 1901, Darracq consegnò il suo modello 9HP, e all'inizio dell'anno seguente iniziò la commercializzazione della Opel 9PS, che si differenziava dal modello Darracq originale per la carrozzeria inedita, mantenendo il telaio francese.

Il Legame con General Motors e il Passaggio a PSA

La storia di Opel è strettamente legata a quella di General Motors (GM). Dal 1929 al 2017, Opel ha fatto parte del gruppo General Motors. Questo lungo periodo ha visto la Opel consolidarsi come marchio automobilistico tedesco, noto per la praticità e l'affidabilità. Durante questi anni, la Opel ha venduto al mercato europeo una linea completa di autovetture e SUV, inclusa la sua controparte britannica, Vauxhall, che commercializza la stessa gamma di modelli per il mercato del Regno Unito.

Logo Opel durante l'era General Motors

Il passaggio da General Motors a Groupe PSA (Peugeot Société Anonyme) ha segnato un capitolo significativo nella storia di Opel. Il 6 marzo 2017, Groupe PSA, che includeva i marchi Peugeot, Citroën e DS, ha annunciato l'acquisto di Opel da General Motors. Questa operazione, dal valore complessivo di 2,2 miliardi di euro, ha dato vita al secondo gruppo automobilistico europeo, dopo Volkswagen, con una quota di mercato superiore al 17 percento.

L'acquisizione di Opel da parte di PSA ha incluso tutte le attività in ambito auto, la sussidiaria britannica Vauxhall, undici stabilimenti produttivi e il centro di ingegnerizzazione di Rüsselsheim. L'amministratore delegato di PSA, Carlos Tavares, ha espresso l'orgoglio del suo gruppo nell'unire le forze con Opel e Vauxhall, assicurando che l'identità e la storia dei marchi sarebbero state rispettate.

Questa transizione è stata vista come una situazione vantaggiosa per entrambe le parti. Per PSA, ha rappresentato l'opportunità di diventare un "campione europeo" e di beneficiare di economie di scala e sinergie industriali, stimate in 1,7 miliardi di euro entro il 2026. L'obiettivo era far tornare Opel a un flusso di cassa positivo dopo sedici anni di perdite. Per General Motors, la vendita di Opel è stata un passo importante nella sua strategia industriale, permettendo al gruppo americano di concentrare gli investimenti in Cina e Nord America, oltre che sulle nuove tecnologie come la propulsione a batteria e la guida autonoma.

Un aspetto cruciale dell'acquisizione è stato l'accesso alla tecnologia elettrica di GM. Nonostante la vendita, GM e Opel hanno confermato la collaborazione sul fronte della mobilità sostenibile, con PSA che avrebbe potuto attingere alla tecnologia elettrica pagando delle royalties. Questo accesso alla tecnologia elettrica è stato considerato da alcuni analisti di borsa come la chiave di volta per l'acquisizione, permettendo a PSA di espandersi nel mercato della mobilità sostenibile, considerato cruciale a partire dal 2025.

La transazione ha anche accelerato il debutto di modelli condivisi, previsti dall'alleanza industriale che GM e PSA avevano stretto cinque anni prima. Un esempio è la crossover Opel Crossland X, che mutua alcuni elementi costruttivi dalla Peugeot 3008, vincitrice del premio "Auto dell'anno 2017".

Opel: una Storia che dura da 160 anni

L'Era Stellantis: Opel nel Nuovo Megagruppo

La più grande novità nella storia recente dell'industria automobilistica è stata la fusione Stellantis, che ha coinvolto anche Opel. La multinazionale automobilistica Stellantis N.V. è nata nel 2021 dalla fusione dell'italo-americana Fiat Chrysler Automobiles N.V. (FCA) e della francese PSA Group. L'azienda è stata poi ribattezzata Stellantis, dal verbo latino "stello" che significa "illuminare di stelle", in linea con la sua visione di brillare a livello globale nel settore automobilistico.

Logo Stellantis

Oggi Stellantis è una delle più grandi case automobilistiche del mondo per volume e fatturato, con una profonda presenza nel mercato statunitense, in Europa e nel resto del mondo. La fusione tra Fiat Chrysler e il Gruppo PSA consente all'azienda di condividere la propria tecnologia, le piattaforme e i piani di elettrificazione in tutto il mondo per aiutarla a competere con altre grandi aziende come Toyota e General Motors. L'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, ha guidato l'ambizione dell'azienda di abbracciare l'innovazione, la sostenibilità e l'espansione attraverso nuove auto e l'elettrificazione per preparare il gruppo al successo futuro.

Opel, come parte di Stellantis, continua ad ampliare la propria gamma di veicoli elettrici, come previsto dal piano generale di elettrificazione del gruppo. La sesta generazione di Opel Astra, ad esempio, si presenta con uno stile completamente rinnovato e importanti novità tecnologiche, inclusa una versione ibrida plug-in (PHEV). Sebbene il progetto dell'Astra abbia avuto inizio prima della nascita di Stellantis nel gennaio 2021, la vettura è arrivata in concessionaria solo da gennaio 2022. Numerosi elementi sono condivisi con i marchi dell'ex gruppo PSA, testimonianza della collaborazione pre-fusione.

Le dimensioni della nuova Astra sono simili alla precedente generazione, con una lunghezza di 4.374 mm e una larghezza di 1.860 mm, un passo di 2.675 mm (aumentato di 13 mm) e una capacità del bagagliaio di 422 litri. Tuttavia, la gestione dello spazio ha favorito una maggiore abitabilità di bordo. Esteticamente, si nota l'integrazione tra calandra e fari (il Vizor), elemento distintivo del nuovo corso stilistico del marchio, già visto sul SUV Mokka. I gruppi ottici ospitano la nuova tecnologia Intelli Lux a LED. Negli interni, un'evoluzione nel design e nelle tecnologie di bordo offre al conducente un doppio display integrato da 10 pollici ciascuno, uno per la strumentazione e l'altro touch per l'infotainment. I protocolli Android Auto e Apple Car Play sono disponibili di serie.

Opel Astra Plug-in Hybrid

L'importante novità della sesta generazione di Opel Astra è la gamma motori, che ora include due versioni elettrificate alla spina, le Plug-in Hybrid (PHEV). Fin dall'inizio delle vendite, la compatta tedesca è disponibile con una potente trazione elettrica ibrida plug-in e con efficienti motori benzina e diesel. La potenza varia da 81 kW (110 CV) a 96 kW (130 CV) per le versioni benzina e diesel, e fino a una potenza di sistema di 165 kW (225 CV) per le versioni ibride plug-in.

Il Vasto Portafoglio di Marchi Stellantis

Stellantis è un conglomerato di marchi automobilistici diversi, ciascuno con una propria identità e un ruolo specifico nel mercato globale. La fusione ha creato un portafoglio vastissimo, che si estende in tutto il mondo e copre un'ampia gamma di segmenti, dai veicoli elettrici e SUV alle auto sportive e di lusso, e ai pratici furgoni commerciali.

Ecco una panoramica dei principali marchi che compongono la "galassia Stellantis":

  1. Abarth: Filiale italiana di Stellantis e divisione sportiva di derivazione motoristica del gruppo Fiat. È nota per la produzione di piccole auto compatte e di modelli classici come l'Abarth 595, e per la realizzazione di varianti ad alte prestazioni di veicoli Fiat. Famosa per la tradizione motoristica italiana e per la guida "spericolata", il celeberrimo scorpione è nato nel 1949 da Karl Abarth.
  2. Alfa Romeo: Il marchio più famoso di Stellantis, celebre per lo stile italiano, la passione per la guida e l'eredità delle corse. Il SUV Alfa Romeo Stelvio e la berlina Alfa Romeo Giulia incarnano l'impegno del marchio verso autovetture sportive e aspirazionali. Fondata nel 1910 come ALFA (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili), ha cambiato nome in quello attuale nel 1918. Cresce ancora oggi con veicoli elettrici e nuovi modelli come la sportiva MC20, fondendo tradizione e innovazione.
  3. Chrysler: Marchio automobilistico americano tradizionale che vende soprattutto minivan, berline e veicoli familiari. Rappresenta il comfort e la praticità, mantenendo un buon mercato interno negli Stati Uniti con veicoli come la Pacifica. Fondata nel 1925 da Walter Chrysler.
  4. Citroën: Marchio automobilistico francese con una tradizione di innovazione stilistica e orientamento al comfort. Ha un portafoglio di piccole auto, berline e SUV con un linguaggio stilistico distintivo, vendendo molto bene nel mercato europeo di massa. Citroën è anche leader del gruppo nell'adozione della tecnologia dei veicoli elettrici. Nata ufficialmente nel 1919.
  5. Dodge: Nota per le sue muscle car, i SUV resistenti e i furgoni commerciali. Dodge ha un ruolo fondamentale, insieme a Jeep, nelle attività di Stellantis sul mercato statunitense. L'eredità americana delle prestazioni è visibile in veicoli come la Charger e la Challenger. I fratelli Dodge fondarono la Dodge Brothers Motor Vehicle Company nel 1914.
  6. DS Automobiles: Il ramo di Citroën dedicato al lusso e all'innovazione. Commercializza veicoli completamente elettrici e ibridi, posizionandosi nella fascia premium del segmento di fascia alta. Offre raffinatezza francese e tecnologia avanzata per competere con altri marchi automobilistici premium.
  7. Fiat: L'iconica casa automobilistica nata nel 1899 come Fabbrica Italiana Automobili Torino. È il re indiscusso della mobilità urbana e del risparmio di carburante, con modelli come la Fiat 500. L'eredità e la tecnologia Fiat sono il faro della strategia di mobilità urbana e di trazione elettrica del gruppo.
  8. Fiat Professional: Branca Fiat impegnata nella produzione di furgoni, van e in generale veicoli da lavoro omologati autocarri, fondata nel 2007.
  9. Jeep: Uno dei marchi automobilistici più noti a livello globale, famoso per i suoi robusti SUV e per le sue prestazioni fuoristrada. Le sue leggende, come la Grand Cherokee, sono riconosciute in tutto il mondo. Jeep e Dodge insieme sono imbattibili negli Stati Uniti. Ha anche una linea di modelli elettrici e ibridi. Nata come auto da guerra nel 1941.
  10. Lancia: Marchio automobilistico italiano, gemello di Alfa Romeo. Sebbene oggi Lancia abbia una presenza limitata in Italia, il suo patrimonio ingegneristico e di design continua a plasmare l'industria. Ha un alto livello di condivisione di piattaforme e componenti con Fiat e Alfa Romeo. Nata nel 1906 a Torino, le sue auto erano volte al lusso, ma ha anche mostri sacri sportivi come la Fulvia e la Delta.
  11. Maserati: Il marchio di Stellantis dedicato agli sport motoristici e alle auto di lusso che vende auto sportive e berline di alta gamma come la MC20. Nota per il lusso e lo stile italiani, combinati con eleganza ed eredità motoristica nella sua posizione di mercato di nicchia a livello globale. Nata nel 1914 a Bologna, con sede spostata a Modena.
  12. Mopar: Non un costruttore d'auto nel senso comune, ma un brand americano acronimo di "MOtor" e "PARts", specializzato nella produzione e distribuzione di ricambi e accessori per tutte le auto dell'ex Gruppo FCA.
  13. Peugeot: Uno dei marchi più solidi dell'ex Gruppo PSA e uno dei marchi leader del Gruppo Stellantis. Vanta un'eccellente gamma di automobili, con la principale attrazione rappresentata dalla gamma di SUV e di veicoli elettrici di grande successo. Peugeot è tecnologia, design e frugalità in un unico prodotto ed è leader nei mercati europei. Fondata nel lontano 1810, con produzione automobilistica dal 1890.
  14. Ram: Il marchio di pick-up e autocarri leggeri di Stellantis per il mercato statunitense. Gli autocarri Ram, noti per la loro durata e capacità, sono la scelta principale degli acquirenti di veicoli per il lavoro e per uno stile di vita attivo che richiedono potenza, robustezza e caratteristiche di comfort premium.
  15. Vauxhall: L'equivalente britannico di Opel, Vauxhall vende la stessa gamma di modelli di auto progettati per il mercato britannico.

Oltre a questi marchi di veicoli, Stellantis include anche altre entità come Comau, un'azienda italiana specializzata in automazione industriale.

Mappa globale dei marchi Stellantis

La Nascita di Stellantis: Un Processo Complesso

La creazione di Stellantis è stata il culmine di un processo complesso e di lunghe negoziazioni. L'ex amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, aveva iniziato a esplorare l'idea di un'ulteriore fusione con un gruppo di analoga dimensione prima dell'acquisizione completa di Chrysler da parte di FIAT nel 2009. La sua improvvisa scomparsa nel 2018 impedì la realizzazione di questi piani.

Il nome Stellantis, simbolicamente composto da un numero pari di caratteri, è stato scelto dall'agenzia francese Publicis in collaborazione con l'agenzia Nomen nel dicembre 2019. La scelta è avvenuta dopo una verifica sulla disponibilità della parola e l'accettazione linguistica, al fine di evitare interpretazioni offensive o politicamente orientate in qualsiasi lingua conosciuta. Il termine deriva dal verbo latino "stello", che significa "illuminare di stelle", in linea con la visione del gruppo di brillare a livello globale.

La fusione è stata approvata dagli azionisti di Fiat Chrysler e Peugeot il 4 gennaio 2021, e si è conclusa il 16 gennaio 2021. Lunedì 18 gennaio, FCA ha detto addio a Piazza Affari per lasciare spazio a Stellantis, e lo stesso giorno PSA è stata sostituita a Parigi dal titolo del nuovo Gruppo. L'approdo a Wall Street è avvenuto martedì 19 gennaio. Per celebrare il primo giorno di Stellantis, il Presidente John Elkann e l'Amministratore Delegato Carlos Tavares hanno suonato la campanella di apertura delle tre Borse in cui le azioni Stellantis sarebbero state quotate.

Gli analisti finanziari, come riportato da MF Milano Finanza, hanno suggerito che la fusione fosse più vicina a un'acquisizione di FCA da parte di PSA. Questa interpretazione si basava sul fatto che cinque membri del consiglio d'amministrazione di Stellantis su dieci provenivano da PSA, che l'amministratore delegato di PSA, Carlos Tavares, è diventato il numero uno di Stellantis, e che agli azionisti di Fiat-Chrysler è stato riconosciuto un premio economico sotto forma di dividendo straordinario. Questo dividendo, inizialmente previsto per 5,5 miliardi di euro, è stato diminuito a 2,6 miliardi a causa della pandemia di COVID-19, con una compensazione in azioni pari a una quota del 46% del totale del flottante azionario di Faurecia, controllata da PSA.

Sono state espresse preoccupazioni riguardo a possibili ridimensionamenti nei siti produttivi francesi, anche se questi viaggiavano al pieno della capacità produttiva, a differenza di quelli italiani. Fonti sindacali italiane hanno lamentato la mancanza di rappresentanti dei dipendenti italiani nel consiglio d'amministrazione di Stellantis, mentre era presente Jacques de Saint-Exupery a rappresentare quelli francesi. Fiona Clare Cicconi, nominata da FCA, nominalmente rappresentante dei lavoratori italiani, era stata responsabile delle risorse umane di Astrazeneca. Sono state sollevate critiche anche sulla presenza dello Stato Francese, attraverso la banca pubblica "Bpifrance", come azionista in Stellantis.

Con la fusione delle storie storiche di Fiat Chrysler Automobiles S.p.A. e del Gruppo PSA, Stellantis si è posizionata per guidare il settore automobilistico in una nuova era di innovazione e mobilità sostenibile. L'obiettivo di Stellantis è ampliare la propria presenza attraverso partnership, come la joint venture Leapmotor International, che consente a Stellantis di produrre automobili Leapmotor al di fuori della Cina, diversificando ulteriormente il proprio portafoglio.

In sintesi, la storia di Opel è un esempio di adattamento e resilienza. Dalle macchine da cucire del XIX secolo, attraverso un lungo periodo sotto l'ombrello di General Motors e una breve ma significativa fase con Groupe PSA, il marchio tedesco è ora parte integrante di Stellantis, un colosso automobilistico globale che punta all'innovazione e all'elettrificazione per il futuro della mobilità.

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