Opel Combo-B: Un Capitolo Rivoluzionario nei Veicoli Commerciali Leggeri

Il settore dei veicoli commerciali leggeri ha assistito a un'evoluzione significativa con l'introduzione della nuova generazione dell'Opel Combo, un modello che segna un nuovo capitolo nella storia della casa automobilistica tedesca. Questo veicolo ha preso il posto del Kadett diesel, lanciato in Italia otto anni prima, offrendo un salto qualitativo in termini di comfort, sicurezza e capacità di carico. Opel ha sempre avuto come obiettivo primario quello di offrire il massimo comfort e sicurezza nei suoi veicoli.

Le Origini: Dal Kadett al Combo A

Fin dal 1986, anno in cui venne presentato dalla casa tedesca come multispazio derivato dall’Opel Kadett, l'Opel Combo ha rappresentato il mezzo commerciale medio-piccolo per eccellenza del marchio. Il Combo è un veicolo commerciale leggero prodotto dalla casa tedesca Opel dal 1986. Come consuetudine della General Motors, era venduto anche con i nomi di altre aziende del gruppo, a seconda del mercato di commercializzazione: si trovava infatti in vendita anche come Vauxhall Combo, Holden Combo e Chevrolet Combo. La Combo fu pensata per sostituire la precedente furgonetta derivata dalla Kadett D: coerentemente con ciò, la sua prima versione fu derivata direttamente dalla Kadett E e venne commercializzata dal gennaio 1986 al luglio 1994, e sfruttava la scocca della versione station wagon, nonché molte sue motorizzazioni. Questa prima serie era commercializzata come Kadett Combo (in Inghilterra come Vauxhall Astramax), ma in seguito è stata spesso indicata anche come Combo A per distinguerla dalla successive generazioni della Combo.

Un ulteriore passo avanti in questa direzione fu compiuto quando, con l’introduzione della quinta generazione di Opel Kadett, alla furgonetta fu affiancata la versione Combo, riconoscibile per il caratteristico tetto rialzato di circa 25 cm in corrispondenza del vano di carico e per il portellone posteriore a doppio battente. Introdotta in Italia nel novembre 1985, questa prima edizione di Opel Combo aveva un vano di carico di 2,3 m³, una portata di 600 kg, un motore Diesel di 1,6 litri da 54 CV (40 kW) ed una parete divisoria dietro i sedili che dimostrava come la sicurezza fosse già una priorità per questa prima edizione di Combo.

Opel Kadett Combo A

La Nascita del Combo-B e l'Influenza della Corsa-B

Con la seconda generazione esposta in anteprima al Salone di Francoforte del settembre 1993 e commercializzata il mese seguente in Italia, Opel Combo cessò di essere una semplice versione di Kadett e divenne un modello a sé stante. A trenta anni fa, al Salone di Francoforte del settembre 1993, Opel esponeva in anteprima mondiale la seconda generazione del veicolo commerciale leggero Opel Combo, realizzata sulla stessa piattaforma della nuova Opel Corsa presentata poche settimane prima. Il nuovo modello sostituiva quello derivato da Opel Kadett Diesel, introdotto in Italia otto anni prima.

Il nuovo Opel Combo-B si inseriva in un segmento di mercato che all’epoca rappresentava oltre il 20% dei quasi 120.000 veicoli che costituivano il mercato complessivo italiano dei veicoli commerciali leggeri. Per questo motivo Opel Combo-B, oltre ad adottare la plancia ed il posto di guida della nuova Opel Corsa-B, era stato studiato per assicurare ai due occupanti un livello di comfort, di funzionalità e di sicurezza mai visto prima su mezzi di questo tipo. Diversamente dalla Combo A, venne realizzata sul pianale della Corsa, qui giunta alla sua seconda generazione, e inoltre non fu una semplice giardinetta senza finestrini posteriori, ma una vera e propria variante di carrozzeria con parte posteriore a tetto rialzato per una più ampia capacità di carico merci. Fu inoltre disponibile come furgone atto al trasporto di merci oppure come versione combinata con due file di sedili. In quest'ultima configurazione la vettura prese il nome di Combo Tour.

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Opel Corsa B: La Base di un Successo

La Opel Corsa B è la seconda generazione della Opel Corsa, un'utilitaria del segmento B prodotta da Opel dal 1993 al 2000. Agli anni novanta del secolo scorso, la Opel si affacciò con una gamma che cominciava a diventare vecchia: ad esempio, la Omega aveva bisogno di un restyling, la Senator avrebbe dovuto essere rinnovata (in realtà sarebbe stata sostituita dalla nuova generazione della Omega stessa), la Kadett doveva essere sostituita dalla prima generazione dell'Astra e nella parte bassa, la Corsa, venduta nella sua prima serie in oltre 3 milioni di esemplari, stava cedendo il passo ad una concorrenza particolarmente agguerrita ed in rapido rinnovamento proprio in quel periodo. Nel 1990 fu infatti lanciata la Renault Clio, mentre nel 1991 fu introdotta la Peugeot 106 ed erano state da poco aggiornate le apprezzate Fiat Uno, VW Polo, SEAT Ibiza e Peugeot 205. La Ford Fiesta era invece arrivata da poco alla sua terza generazione, per cui il modello in listino era ancora fresco. Tra l'altro, queste autovetture si rivelarono molto efficaci dal punto di vista commerciale, senza contare che per la metà del 1993 era previsto il lancio della nuova Fiat Punto, destinata a raccogliere l'eredità della Uno, una delle più temute rivali della Corsa.

Fu così che nel 1993, oltre dieci anni dopo il lancio della prima generazione, al Salone di Ginevra venne presentata la nuova Corsa, denominata Corsa B. Il nuovo modello si propose con due varianti di carrozzeria, entrambe a due volumi, a 3 e a 5 porte. La vettura sfoggiava linee molto più arrotondate, secondo lo stile in voga in quel decennio. Arrotondati anche i fari anteriori e posteriori, così come pure il taglio dei finestrini laterali. Questi erano due per lato nella versione a tre porte e tre per lato nella versione a cinque: ciò fu reso possibile grazie al diverso andamento del montante posteriore, molto meno inclinato nella versione a cinque porte, lasciando spazio per un terzo, piccolo finestrino. Un'altra differenza molto significativa tra le due varianti di carrozzeria si ebbe nella parte posteriore, dove furono montati portelloni specifici e gruppi ottici di forma differente tra le due versioni.

Interni e Comfort della Corsa B

Anche l'abitacolo della Corsa B propose novità dal punto di vista del design rispetto a quello ormai decisamente datato della precedente Corsa. Più morbide ed arrotondate le forme di plancia, console, volante e cruscotto. Quest'ultimo era sovrastato da una grande palpebra, anch'essa dalla linea arrotondata, mentre nella parte superiore della console era presente un piccolo display che fungeva da orologio, indicatore della data e termometro esterno. Pochissime erano le similitudini stilistiche ed ergonomiche con il posto guida della Corsa A. La meccanica, invece, ripropose soluzioni simili a quelle già viste nella precedente Corsa, a partire dalle sospensioni, con un avantreno a ruote indipendenti e schema MacPherson ed un retrotreno a ruote interconnesse con braccio longitudinale.

Motorizzazioni e Evoluzione della Corsa B

La nuova Corsa propose in genere gli stessi motori già montati sulla serie precedente, ma fu inizialmente sospesa la motorizzazione da 1 litro. Oltre a questa novità, le motorizzazioni previste al debutto furono tutte ad iniezione, per soddisfare la normativa Euro 1 entrata in vigore proprio all'inizio del 1993. Il cambio divenne a 5 marce su tutta la gamma e su alcune versioni fu previsto come optional un cambio automatico a 4 rapporti. Poco dopo il lancio fu introdotta anche una nuova versione, ossia la Corsa 1.4 SE, dotata di una versione a iniezione multipoint del noto 1.4 litri che così arrivò ad erogare 82 CV di potenza massima. Entro la fine del 1993, la gamma si arricchì al vertice con l'arrivo della Corsa 1.6 16v GSi, equipaggiata da un'evoluzione del motore della precedente Corsa GSi, che si differenziò dal precedente per la distribuzione a 4 valvole per cilindro e a doppio albero a camme in testa. La potenza massima salì così da 98 a 109 CV e la velocità massima raggiunse i 192 km/h.

La Corsa B ebbe subito un notevole successo, basti pensare che alla fine del 1993, anno di debutto e quindi non di produzione piena, gli esemplari prodotti ammontarono a 396 000. Divenne subito una delle vetture preferite dai giovani, specie nelle versioni di punta Sport (ossia la SE a 3 porte) e GSi. Molto apprezzate anche le versioni a gasolio. Meno diffuse, ma abbastanza richieste furono anche le versioni a 5 porte. Nel settembre 1994 il modello 1.4 SE fu sostituito da una versione denominata 1.4 16V appunto per la distribuzione a 4 valvole per cilindro e due assi a camme in testa. Tale versione, che erogava 90 CV di potenza massima, divenne la "vice-sportiva" dietro al modello GSi e propose l'ABS come optional. Tuttavia in alcuni mercati la versione da 82 CV continuò a rimanere a listino per poi essere pensionata definitivamente solo nel settembre del 1995. La versione GSI 16V perse le minigonne, il paraurti sportivo e 3 CV arrivando a 106 CV a causa della sostituzione del motore C16XE con l'unità X16XE. Queste due sigle indicano due varianti dello stesso motore, entrambe facenti parte della famiglia di motori OHC Four. L'unità aggiornata nel 1994, però, si impose perché andò a soddisfare la normativa Euro 2 alla quale in quel periodo avevano iniziato ad adeguarsi anche tutte le altre Case automobilistiche. Alla fine del 1996, fu introdotta una nuova motorizzazione diesel aspirata da 1,7 litri e subito dopo la versione 1.5 Turbo Diesel disponibile anche in versione Sport. Nel 1997 ci fu un restyling che comportava la modifica dei paraurti, della mascherina anteriore, più grande, dei loghi posteriori e dei cerchi in lega. Internamente vi furono nuovi rivestimenti per i sedili e l'airbag lato guida divenne ora di serie su quasi tutta la gamma. Vi fu l'introduzione di un nuovo motore a 3 cilindri da 973 cm³, che segnò il ritorno della Corsa alla motorizzazione da 1 litro, non impiegata negli ultimi 3 anni. Nel 1998 in occasione dei mondiali di calcio in Francia venne prodotta la versione speciale "world cup", che portava al debutto il nuovo motore 1.2 16V Ecotec. Realizzato interamente in lega leggera e con la caratteristica degli alberi a camme cavi, questo motore erogava 65 CV ed era di fatto la versione 4 cilindri del precedente 1.0 12V a 3 cilindri. Sempre nel 1998, le versioni della Corsa dotate di airbag ricevettero un nuovo volante a 3 razze derivato direttamente da quello della nuova Astra G. A partire dalla metà del 1998, quindi da quando sono state effettuate queste modifiche, non vi furono più aggiornamenti di rilievo. Tuttavia vale la pena menzionare il fatto che alla fine del 1998 la produzione annua della Corsa B nel mondo sfondò il tetto del milione di esemplari annui. Nel 1999, ad Eisenach fu prodotto il milionesimo esemplare prodotto in tale stabilimento, mentre l'impianto di Saragozza raggiunse ben sei milioni di esemplari. Alla fine del 2000 è stata lanciata la sua erede, la Corsa C, che ha fatto concludere la sua produzione, ma le scorte sono state smaltite fino al 2001.

Di seguito vengono riassunte le caratteristiche relative alle varie versioni previste per la gamma della Corsa B in Europa. I prezzi riportati sono in migliaia di lire e si riferiscono al livello di allestimento meno costoso ed al momento del debutto nel mercato italiano. Le versioni station wagon, come è già stato detto, facevano originariamente parte della gamma prevista per alcuni Paesi dell'America Latina e sono arrivate in Europa solo in un secondo momento per essere commercializzate in alcuni Paesi del Vecchio Continente, tra cui l'Italia. La Corsa B ha fatto da base per numerosi altri modelli derivati e commercializzati con varie denominazioni in svariati Paesi nel mondo. Innanzitutto, pochi mesi dopo il lancio, la produzione fu avviata anche nello stabilimento di Azambuja (Portogallo).

Motori Opel Corsa B

La Corsa B nel Mondo: Dalla Chevrolet alla Holden

Un discorso a parte meritano le Corsa B assemblate in Sudamerica: esse furono commercializzate con denominazioni differenti da un Paese all'altro. Nel 1994, la Corsa B cominciò ad essere prodotta nello stabilimento di São José dos Campos, nei pressi di San Paolo (Brasile). In tale mercato sarebbe stata commercializzata come Chevrolet Corsa e sarebbe stata insignita del titolo locale di Auto dell'Anno, titolo riassegnatole nuovamente anche l'anno seguente. La Corsa prodotta in Brasile, poi, fu proposta anche in alcune varianti inedite per i mercati europei, tra cui la versione pick-up e la versione berlina 3 volumi. La denominazione di Chevrolet Corsa, tra l'altro, sarebbe stata utilizzata anche per il mercato messicano, dove la vettura cominciò ad essere assemblata a partire dalla fine del 1995 nel sito di Ramos Arizpe. Ma tornando al continente sudamericano, vale la pena citare il fatto che la Corsa B cominciò ad essere prodotta anche in Argentina, nello stabilimento di Rosario, ed anche qui fu commercializzata con il marchio Chevrolet. In Argentina, tra l'altro, fu prodotta anche la già citata versione station wagon che sarebbe stata proposta anche in Italia, sebbene con scarso successo. Nel 1996, la produzione si estese anche ad altri stabilimenti dell'America Latina, ossia quelli presenti in Colombia, Ecuador e Venezuela. A partire dal 2000, mentre in Europa la Corsa B cedette il passo alla Corsa C, in Sudamerica il pianale del vecchio modello fu ancora sfruttato per dare vita a nuove varianti, come la Chevrolet Celta, ossia una Corsa B ristilizzata e con carrozzeria a due volumi, e la Chevrolet Prisma, che invece fu una nuova versione con carrozzeria a tre volumi e con impostazione stilistica ripresa dalla Celta. Per quanto riguarda gli altri mercati e gli altri siti di produzione nel mondo, la Corsa B fu prodotta anche in Kenya, dove fu commercializzata come Opel Vita. Con tale denominazione, la Corsa B fu esportata anche in Giappone. Nello stesso periodo la vettura fu esportata (ma non prodotta) anche in Thailandia, Taiwan e Nuova Zelanda ed Australia. Nei due Paesi dell'Oceania, la Corsa fu commercializzata come Holden Barina. Il marchio Holden, infatti, è quello con cui tradizionalmente vengono commercializzati i modelli del gruppo GM in Oceania. La produzione fu estesa da 1996 anche nello stabilimento sudafricano di Struandale, non lontano da Port Elizabeth, dove fu prodotta fino al 2004. Gli ultimi quattro anni di produzione si ebbero quindi accanto a quella della successiva generazione della Corsa. Per distinguere i due modelli, a partire dal 2000 la versione su base Corsa B fu ribattezzata Corsa Swing. Altri Paesi in cui la Corsa B fu commercializzata furono l'India (con il nome di Corsa Sail) e la Cina (con il nome di Buick Sail). Nel Paese mandarino, la vettura fu anche assemblata, precisamente presso lo stabilimento Shanghai-GM. Da qui, la Buick Sail fu anche esportata in Cile.

Sono stati realizzati anche alcuni prototipi sperimentali sulla base della Corsa B. Tra questi il prototipo Eco3, una vettura sperimentale svelata al Salone di Francoforte del 1995 e studiata per testare la possibilità di raggiungere consumi al di sotto dei 3 litri ogni 100 km. Tale modello, equipaggiato con un motore diesel da 1.7 litri, fu l'evoluzione concettuale del prototipo Eco3 realizzato nel 1992 sulla base della precedente Corsa A. Grazie alle linee arrotondate ed aerodinamiche della versione più recente, opportunamente affinate per tale prototipo, il traguardo dei 3 litri fu raggiunto, ed anzi, durante una prova di consumo tenutasi nel 1996, si sarebbero raggiunti anche i 2.69 litri/100 km, un record che conferì alla Eco3 anche un premio per le innovazioni tecniche introdotte.

Caratteristiche e Innovazioni del Combo-B

L’Opel Combo-B, ad esempio, vantava una plancia e un abitacolo ispirati a quelli della Corsa-B. I comodi sedili rivestiti in stoffa offrivano, ad esempio, un'eccezionale tenuta laterale garantendo al tempo stesso, attraverso un sistema di regolazione su varie posizioni, una guida attenta e riposante. Il sedile del guidatore in particolare era regolabile anche in altezza. Un'altra particolarità era rappresentata dalla presenza dello stesso sistema di sicurezza integrato adottato sulle autovetture della gamma Opel. Pretensionatori delle cinture di sicurezza con attacchi fissati ai telai dei sedili, doppie barre di protezione laterale inserite nelle porte, sedili con rampe anti-scivolo, poggiatesta ed attacchi delle cinture di sicurezza regolabili in altezza facevano parte della dotazione di serie del nuovo Opel Combo. Il piantone dello sterzo ripiegabile aveva 2 alberi telescopici collegati da una coppia di giunti universali per ridurre la penetrazione del volante all'interno della cabina ed aumentare così la protezione degli occupanti.

Interni Opel Corsa B

La capacità di carico del Combo-B variava dai 500 ai 540 kg a seconda della motorizzazione scelta. La portata del nuovo Opel Combo-B variava dai 500 kg della versione 1.7D ai 540 kg di quella con motore di 1.200 cc. Con uno spazio di carico di 3,13 m³, sorprendente considerando le sue dimensioni compatte, il nuovo Opel Combo si collocava ai vertici della sua classe: a prima vista nessuno avrebbe potuto immaginare che un mezzo esternamente così compatto potesse trasportare "europalet". Il vano di carico era illuminato, parzialmente rivestito e dotato di appositi ganci che permettevano di fissare il carico al pianale. Uno speciale portapacchi consentiva di trasportare fino a 100 kg sul tetto. Con una capacità di carico complessiva è di 3.130 litri Opel Combo-B era uno dei veicoli più spaziosi della sua categoria. Il Combo-B sviluppava il tema del tetto rialzato in corrispondenza del vano di carico con un originale "roof box" di colore nero posto sopra la cabina di guida. Oltre a migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx), questa soluzione consentiva da un lato di attenuare la separazione tra la parte anteriore di derivazione automobilistica e quella posteriore destinata al carico delle merci e dall’altro di trasportare oggetti lunghi o di stivare al suo interno ulteriori merci, materiali ed attrezzi particolati.

Motori e Prestazioni del Combo-B

La meccanica dell’Opel Combo di generazione B si distingueva per efficienza e affidabilità, con motori a benzina e diesel che garantivano prestazioni eccellenti anche in condizioni di carico massimo. Il nuovo Opel Combo era disponibile con 2 diversi motori ad iniezione elettronica Single-Point - un 1.200 da 45 CV (33 kW) ed un 1.400 da 60 CV (44 kW) e con un 1.700 Diesel da 60 CV (44 kW) che consentivano spostamenti rapidi e disinvolti nel traffico cittadino, anche a pieno carico. I benzina avevano testate a flusso incrociato con luci tangenziali a vortice che provocavano un rapido movimento rotatorio della miscela benzina/aria non appena questa entrava nelle camere di scoppio di disegno originale.

Opel Combo B van

Le Generazioni Successive e la Transizione Elettrica

Nel corso degli anni '90, vedendo il crescente successo di quei veicoli cosiddetti multispazio come Renault Kangoo, Citroën Berlingo e Fiat Doblò, dal 2001 venne lanciata la Combo C, prodotta anche in una versione con finestratura posteriore, basata sulla nuova Corsa C. Quest'ultima venne prevista unicamente per le versioni merci, mentre la versione con motore 1.4 16v (da 90 CV di potenza) fu riservata alla versione passeggeri (5 passeggeri più il vano di carico posteriore). La portata utile di carico variava tra i 520 e i 735 kg.

A fine Estate 2001 arrivò la terza generazione di Opel Combo, realizzata sulla base della terza generazione di Opel Corsa ed ottenibile con tre economici motori di potenza compresa tra 65 CV (48 kW) ad 87 CV (64 kW). Oltre che nella classica versione Cargo a 2 posti per trasporto merci, era disponibile anche in quella versione Tour, un pratico multispazio 5 posti concepito per le famiglie ed il tempo libero, dotato di pratiche reti di stivaggio, tasche nelle porte e funzioni come i portabicchieri integrati.

A partire dal 2012 è stata introdotta la quarta serie (includendo anche la Kadett Combo come prima generazione), questa volta derivata strettamente dalla seconda generazione del Fiat Doblò, dal quale differisce solo per alcuni particolari estetici. Presentato al Salone di Francoforte del 2011 e caratterizzato da un corpo vettura molto più grande delle precedenti versioni è in grado quindi di offrire più spazio per merci o passeggeri (a seconda della versione). Dal 2012 con la commercializzazione della quarta generazione di Opel Combo i clienti poterono scegliere per la prima volta veicoli di due lunghezze diverse. Il nuovo Opel Combo-D era infatti disponibile in versione 5 posti a passo corto o lungo, con tetto normale e tetto alto, porte scorrevoli di serie e portellone oppure due porte posteriori a battente. Il Combo di quarta generazione condivide anche gran parte dei propulsori presenti già nella gamma del furgoncino Fiat Professional. La casa automobilistica italiana Fiat infatti lo produce presso i propri stabilimenti insieme proprio al Doblò.

Opel Combo quarta generazione

Nell'estate del 2018 è stata introdotta l’attuale quinta generazione di Opel Combo, denominata Combo E. Stavolta, lo sviluppo del nuovo ludospace e van è avvenuto sotto l'egida del gruppo PSA. Infatti, se nel 2014 il gruppo francese aveva stipulato un contratto di collaborazione con la General Motors, che a quel punto aveva divorziato da anni con il gruppo Fiat (nel frattempo evolutosi nel gruppo FCA dopo l'acquisizione del gruppo Chrysler), nel 2017 rilevò addirittura i marchi Opel e Vauxhall. Per questo, la quinta generazione della Opel Combo nasce utilizzando pianale e scocca delle nuove generazioni di Rifter e Berlingo, compresa la possibilità di scegliere fra versione a passo normale o a passo lungo. Disponibile nelle versioni a passo normale o a passo lungo, le lunghezze erano rispettivamente 4,4 e 4,7 metri. Grazie al nuovo approccio seguito durante lo sviluppo, la nuova generazione di Opel Combo offre oggi un numero di tecnologie innovative e sistemi di assistenza alla guida senza eguali nel segmento, sia nella versione per il trasporto di passeggeri sia nel veicolo commerciale. A differenza di quanto avviene di solito, Opel Combo è stato sviluppato dall’inizio in base agli standard seguiti per le autovetture e non come un veicolo commerciale al quale sono state aggiunte altre funzioni solo in un secondo tempo per rivolgersi anche alle famiglie. Numerosi sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza, che vanno dal Cruise Control Adattivo all’allerta incidente con frenata automatica di emergenza e rilevamento pedoni, dal sistema per la prevenzione dei colpi di sonno all’allerta angolo cieco o all’Head Up Display aumentano la sicurezza di tutta la famiglia su Opel Combo Life e di tutti i lavoratori su Opel Combo Cargo.

I motori dell’Opel Combo erano un benzina e tre diesel, ma la novità vera è che ora il listino Opel conta soltanto più il Combo Life Electric, la versione elettrica. Oggi il Combo risulta essere un mezzo sia commerciale da carico ed è disponibile soltanto più in versione elettrica sotto il nome di “Combo Life Electric”. Parente stretta di Citroën e-Berlingo, Fiat e-Doblò, Peugeot e-Rifter e Toyota ProAce City Verso, è una pratica multispazio a 5 o 7 posti. Questa vettura abbina la grande capacità di carico con un abitacolo che regala comfort e lusso degni di vetture di segmento medio. Il nuovo Combo Electric, secondo quanto riportato dal costruttore tedesco, combina il divertimento di guida al 100% elettrico con il minimo inquinamento acustico a zero emissioni di CO2 puntando su una nuova esperienza di guida che mette al centro un'esperienza sostenibile.

L'Opel Combo Life Electric: Tecnologia e Sostenibilità

Al centro dell’esperienza di utilizzo del Combo Electric troviamo il selettore di guida “Drive Mode Selector”. Sono disponibili le seguenti modalità: “power” per il massimo delle prestazioni e del comfort, “normal” per un bilanciamento tra prestazioni ed efficienza ed “eco” per la massima autonomia ed efficienza energetica. La velocità massima della vettura è di 135 km/h mentre lo 0-100 km/h ferma il cronometro a soli 11,3 secondi. Il Combo Life Electric è alimentato da un set di batterie agli ioni di litio da 50 kWh, che offrono un'autonomia fino a 346 km e le classiche caratteristiche tipiche dell’elettrico come una coppia istantanea. La casa dichiara un tempo di ricarica molto contenuto con 30 minuti necessari per caricare fino all'80% della capacità massima utilizzando un caricatore DC veloce da 100 kW.

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Il frontale risulta essere dominato dalla nuova disposizione delle luci a LED, con le sottili luci diurne che si sviluppano nella prosecuzione della griglia e con i gruppi ottici principali che si sono rimpiccioliti rispetto al passato. In aggiunta al frontale completamente ridisegnato e a un nuovo cruscotto digitale, questo van compatto di ultima generazione è il primo nel suo segmento a offrire l’innovativa illuminazione con fari Intelli-Lux LED Matrix Light a matrice di led. La fiancata, sia nella versione vetrata che furgonata è movimentata da una linea obliqua che continua in corrispondenza delle portiere anteriori che si congiunge anche con i fianchi laterali e dall’importante modanatura nella parte bassa. Posteriormente si vedono, come in un furgone che si rispetti, due ampie porte a battente per caricare, oppure un grande portellone unico.

Interni e Connettività del Combo Life Electric

Salendo nell’abitacolo dell’Opel Combo, questo si mostra decisamente spazioso, nonostante le dimensioni compatte. Al centro della plancia domina la tecnologia racchiusa nel Connect Pack che porta in dote il Radio IVI HIGH NAV DAB 10" con touchscreen HD da 10”. Questo nuovo sistema comprende telecamera posteriore 180° con display su touchscreen, NAV, Mirroring Wi-fi, riconoscimento vocale, 1 USB ricarica & dati di tipo C + 1 USB ricarica di tipo C, connettività 4G tramite BSRF ed Cluster digitale a colori 10”. Il design del cruscotto risulta essere contemporaneo, quasi come quello di un’Opel Corsa, semplice e lineare, nonostante la guida rimanga alta, mentre la plancia avvolgente regala un senso di comfort. Il volante racchiude tutti i comandi necessari per la gestione delle informazioni, compresi i comandi al volante, dietro si trova un contachilometri che ritrova un display digitale nel quale sono riportati i contagiri e le informazioni principali. Gli interni dell’Opel Combo, come ogni furgone che si rispetti, sono semplici, ma tutto si trova al suo posto e risulta facile, compresa la leva del cambio in alto, vicino al volante garantisce un’efficienza unica unita a rapidità, nel caso di cambio automatico invece questa sparisce e si trova solamente il manettino per il selettore delle marce già visto in molti modelli della gamma Stellantis.

A partire dal giugno del 2019, il 1.2 turbo viene proposto anche con potenza innalzata a 131 CV, mentre il 1.5 diesel da 75 CV viene tolto dalla gamma. Nel giugno del 2021, la Combo viene proposta anche in versione puramente elettrica: in questo caso il motore utilizzato è un'unità alimentata da batteria agli ioni di litio della capacità di 50 kWh. La sua potenza è di 136 CV, mentre la coppia massima è di 260 Nm.

Cruscotto Opel Combo Life Electric

Prezzi e Concorrenti dell'Opel Combo

L’Opel Combo si colloca nel segmento dei furgoni e veicoli commerciali da città, qui la guerra è molto dura, anche se il Combo, in tutti i suoi anni è sempre riuscito a mantenere la sua unicità e caratteristiche uniche. Si parte dalla versione Edition Plus con un prezzo di 36.150 euro sempre abbinata all’unica motorizzazione elettrica disponibile. Questa versione d’accesso alla gamma, l’Edition Plus offre di serie: airbag passeggero disattivabile, per la testa, l’avviso anti-colpo di sonno, clima, controllo arretramento in salita, cruise control, fari full led, frenata automatica d’emergenza, radio Dab/Usb, riconoscimento segnali stradali, sedile posteriore frazionato, sensori di parcheggio posteriori ed il sistema di mantenimento in corsia. Le versioni XL prevedono gli stessi allestimenti ma ovviamente per queste versioni allungate variano i prezzi arrivando a 37.150 per la Edition Plus e a 38.200 per la Elegance Plus. L’allestimento successivo Elegance Plus parte da 37.200 euro.

Opel Combo Life Electric in ricarica

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