La Opel Rekord, in particolare nella sua affascinante versione coupé 1700 degli anni '50, rappresenta un capitolo significativo nella storia dell'industria automobilistica tedesca e un'espressione distintiva del design automobilistico dell'epoca. Sebbene il prompt iniziale si concentri sulla versione "anni '50", le informazioni fornite si estendono a modelli successivi, permettendo un'analisi più completa dell'evoluzione della Rekord e del suo impatto. La Rekord P2, lanciata nell'estate del 1960, pur essendo successiva al decennio indicato, condivide elementi di design e filosofie costruttive con i modelli che l'hanno preceduta, offrendo uno spaccato interessante di come Opel stesse evolvendo il proprio stile.

Le Origini e il Lancio della Rekord P2
Il progetto della Rekord P2 ebbe inizio in concomitanza con il lancio del modello precedente, inizialmente commercializzato come Olympia Rekord, per poi essere uniformato alla gamma Rekord con l'arrivo della generazione successiva. La responsabilità del progetto ricadde su Hans Mersheimer, che dal 1959 assunse la carica di direttore tecnico alla Opel. Il lancio ufficiale avvenne il 15 agosto 1960 a Rüsselsheim, attirando immediatamente l'attenzione di giornalisti provenienti da tutta Europa il giorno seguente. Questa accoglienza entusiasta sottolineava l'interesse del mercato per le nuove proposte di Opel.
Design e Stile: Un Tocco Americano
La Rekord P2 si distinse per uno stile decisamente "americaneggiante", un tratto distintivo che aveva già caratterizzato la sua antenata. Rispetto alla P1, la P2 presentava linee generali più tese e superfici vetrate più ampie, conferendo alla vettura un aspetto più moderno e slanciato. Il corpo vettura era leggermente più lungo, pur mantenendo un interasse invariato.
Il frontale subì una trasformazione radicale con la scomparsa della calandra ovale a forma di "bocca", sostituita da una griglia a tutta larghezza caratterizzata da nove listelli orizzontali. Questa nuova calandra si estendeva leggermente sui parafanghi anteriori, integrando gli indicatori di direzione. Il caratteristico parabrezza panoramico e il lunotto avvolgente erano ancora presenti, sebbene il loro disegno fosse meno estremo. Una differenza notevole fu la scomparsa dei montanti con inclinazione rovesciata, sia anteriori che posteriori, che conferivano un aspetto più convenzionale e pulito alla linea del tetto.
La linea cromata laterale divenne più lineare, abbandonando il disegno "ad onda" della P1. Questa linea cromata si interrompeva all'altezza del montante posteriore per poi proseguire più in basso, lasciando spazio alla scritta "Rekord" sul parafango posteriore. La parte posteriore era caratterizzata da gruppi ottici costituiti da piccole coppie di fari tondi posizionati sulle pinne, alla fine della linea cromata laterale, affiancati da due piccoli indicatori di direzione inferiori.
Sebbene la scritta esterna "Rekord" sul parafango posteriore volesse enfatizzare la piena appartenenza alla gamma Rekord, senza apparenti richiami alle vecchie Olympia Rekord, all'interno dell'abitacolo la plancia conservava ancora la scritta "Olympia", un retaggio della generazione precedente.
Interni e Comfort: Spazio e Funzionalità
L'abitacolo della Rekord P2 beneficiava delle maggiori superfici vetrate, risultando più luminoso. Gli occupanti potevano trovare posto su due divani integrali, compreso quello anteriore, in linea con la filosofia della P1. Tuttavia, gli schienali dei sedili erano regolabili indipendentemente l'uno dall'altro, offrendo una maggiore flessibilità di configurazione. Pur essendo omologata per cinque persone, il divano anteriore poteva accogliere comodamente una persona di piccola taglia o un bambino.
La plancia e parte delle portiere erano ancora verniciate in tinta con la carrozzeria, ma furono introdotti alcuni elementi inediti, come un parziale rivestimento della zona superiore della plancia in materiale morbido e antiriflesso, migliorando l'estetica e il comfort visivo.
Il posto guida presentava un nuovo volante con un mozzo di forma allungata anziché circolare. Il clacson, sempre circolare e concentrico alla corona del volante, e la strumentazione a sviluppo orizzontale, furono mantenuti. La disposizione degli indicatori subì una modifica, con il tachimetro affiancato dal termometro dell'acqua e dall'indicatore del livello del carburante.
Base Meccanica e Evoluzione
La base meccanica della Rekord P2 coincideva in gran parte con quella della P1, il che significava differenze tecniche esigue tra i due modelli. Il passaggio dalla P1 alla P2 può essere considerato un massiccio restyling, sebbene vi fossero differenze strutturali nella scocca parzialmente riprogettata e nel ridisegno dei lamierati in acciaio.
Le soluzioni tecniche per il comparto sospensioni rimasero invariate: avantreno a ruote indipendenti con molle elicoidali e retrotreno ad assale rigido con molle a balestra. Il cambio era inizialmente manuale a 3 marce, ma a richiesta era disponibile un nuovo cambio manuale a 4 marce.

Varianti di Carrozzeria e Successo Commerciale
Nonostante fosse stata presentata in tre varianti di carrozzeria, la Rekord P2 fu inizialmente offerta solo come berlina a 2 porte. La versione Caravan e la versione furgonetta per il trasporto merci arrivarono nell'ottobre dello stesso anno, mentre la berlina a 4 porte fu disponibile solo a dicembre.
La vettura ottenne un notevole successo fin da subito, portando rapidamente a regime le linee di produzione di Rüsselsheim. La produzione giornaliera raggiunse il picco di 1.400 vetture a settembre, per poi toccare le 1.500 unità al giorno in autunno.
L'Arrivo della Coupé e le Versioni Successive
Nell'agosto del 1961, Opel introdusse una novità importante: la versione coupé, assente dalla gamma P1 (ad eccezione di rare fuoriserie). La nuova Rekord P2 Coupé si differenziava dalla berlina a due porte principalmente per l'altezza ridotta di 8 cm e per un lunotto molto più inclinato, che comportava una minore abitabilità nella zona posteriore.
Il motore previsto per la coupé era l'unità da 1.7 litri, già presente nella gamma, ma con una potenza incrementata a 60 CV. Anche questa versione coupé riscosse un successo discreto, considerando la natura di nicchia del segmento. Nei primi sei mesi di commercializzazione, ne furono prodotti 12.000 esemplari.
Lo stesso motore da 60 CV venne impiegato a partire da luglio 1962 anche nella berlina Lusso a 4 porte, in alternativa alle altre motorizzazioni precedentemente disponibili. La berlina Lusso montava di serie il cambio a 4 marce, mentre per il resto della gamma era un optional.
L'Eredità della Rekord C: Un Nuovo Standard
Il successo della Rekord P2 aprì la strada a generazioni successive che avrebbero continuato a definire lo standard nel segmento delle berline di medie dimensioni. La Rekord C, lanciata nel 1966, rappresenta un punto di svolta significativo. Con oltre 1,2 milioni di esemplari prodotti in poco più di cinque anni, è considerata una delle Opel Rekord più vendute, grazie a un design azzeccato e a contenuti tecnici finalmente allineati alla concorrenza.

Il progetto della Rekord C iniziò nel 1963, con l'intenzione di creare un'erede per la Rekord A, ritenuta tecnicamente obsoleta. Tuttavia, ritardi nello sviluppo di altre componenti portarono alla necessità di un modello di transizione: la Rekord B, lanciata nel 1965, un ibrido tra la carrozzeria della Rekord A e i motori della vettura in fase di completamento.
La Rekord C fu il risultato di un progetto completamente nuovo, sia stilisticamente che tecnicamente. Due team di designer Opel lavorarono alla sua estetica: Herbert Killmer propose una berlina classica dalle linee tese, mentre Erhard Schnell (futuro autore della Opel GT) presentò una proposta con linee più morbide e flessuose, che fu infine accettata. Le indicazioni precise sullo stile provennero direttamente dalla General Motors.
Il frontale a proiettori rettangolari, già introdotto sulla Rekord B, fu ristilizzato in chiave più moderna sulla Rekord C. L'aspetto più distintivo della Rekord C fu la vista laterale, caratterizzata da una linea di cintura "a onda" che richiamava la forma di una bottiglia di Coca-Cola, un elemento stilistico ripreso dalla Chevelle del 1964 e ampiamente utilizzato da GM in quel decennio per le sue muscle-car.
La bottiglia di Coca-Cola Rekord - La storia della Opel Rekord C (1966 - 1971)
Innovazioni Tecniche e di Sicurezza sulla Rekord C
Sul piano tecnico, la Rekord C introdusse importanti novità. Pur mantenendo la struttura a scocca portante, adottò per la prima volta zone a deformazione programmata sia anteriori che posteriori, migliorando significativamente la sicurezza passiva. L'avantreno a quadrilateri fu rivisto e ottimizzato, mentre il retrotreno abbandonò le molle a balestra a favore delle più moderne molle elicoidali. Le carreggiate furono allargate e il baricentro abbassato per una migliore tenuta di strada. L'asse posteriore rimase rigido, ma fu dotata di una barra Panhard per contrastare gli scuotimenti laterali.
La gamma motori, già montata sulla Rekord B, era moderna e apprezzata. Il cambio manuale con leva sul volante, sebbene fosse ancora presente, rappresentava un elemento più datato. Al debutto, con la motorizzazione 1.5, era offerto con cambio a tre marce (la quarta marcia era a pagamento), mentre il cambio con leva sul tunnel centrale era a 4 marce. Era disponibile anche un cambio automatico Powerglide a 2 rapporti, abbinato esclusivamente al motore da 1.9 litri.
La Rekord C fu offerta in sei varianti di carrozzeria: berlina a 2 e 4 porte, coupé, giardinetta a 3 e 5 porte, e furgonetta.
Sviluppi e Versioni Speciali della Rekord C
Nel dicembre 1966, l'assenza di un motore a 6 cilindri fu colmata con l'introduzione di un'unità da 2.2 litri capace di erogare 95 CV, che divenne la base per le prime Commodore.
Nel settembre 1967 debuttò la versione Sprint, disponibile come berlina a 2 o 4 porte, o coupé. Il motore della Sprint era un 1.9 potenziato a 106 CV. Dal gennaio 1968, la motorizzazione di base fu affiancata da una versione più economica con allestimento spartano. Nel luglio dello stesso anno, la motorizzazione di punta scomparve dai listini, e il cambio automatico a 2 rapporti fu sostituito da un più moderno automatico a 3 rapporti, sempre per il motore 1.9 da 90 CV.
All'inizio del 1969, le due motorizzazioni minori ricevettero un leggero incremento di potenza: il 1.5 salì a 60 CV e il 1.7 a 66 CV. In primavera, gli interni subirono alcune rivisitazioni, e un anno e mezzo dopo, le versioni berlina e coupé potevano essere ordinate con tetto in vinile nero.
Produzione Globale e Marchi Alternativi
La Rekord C fu prodotta anche in altri stabilimenti nel mondo, talvolta con denominazioni differenti. Nello stabilimento svizzero di Bienne, così come in quelli di Anversa (Belgio) con marchio Ranger, la Rekord C continuò la sua produzione. In Sudafrica, presso lo stabilimento GM di Port Elizabeth, la vettura fu commercializzata con il marchio Ranger, equipaggiata con motori da 2.1 litri (90 CV) e 2.5 litri (105 e 118 CV).
In Brasile, la Rekord C fu prodotta come Chevrolet Opala, distinguendosi per un frontale con proiettori tondi racchiusi in un alloggiamento quadrato, simile alla Kadett B. La Chevrolet Diplomata rappresentava una versione particolarmente lussuosa dell'Opala.
La Rekord 1700 Coupé degli Anni '50: Un Focus Retrospettivo
Sebbene le informazioni si concentrino principalmente sui modelli degli anni '60, è importante contestualizzare la richiesta iniziale relativa alla "Opel Rekord 1700 coupé anni '50". È probabile che il riferimento si riferisca a modelli precursori o a interpretazioni stilistiche che anticipavano le forme che sarebbero poi state perfezionate nei modelli successivi. Le informazioni disponibili, come l'articolo da "Quattroruote" del 1961, descrivono una versione coupé della Rekord con motore potenziato di 3 HP, che raggiungeva i 66 CV. Questa versione, pur essendo definita "per famiglia", presentava modifiche alla carrozzeria, con un padiglione sensibilmente rastremato per conferire una sagoma da coupé. L'altezza era ridotta a 1,40 m e il peso a vuoto era di 920 kg. La cilindrata del motore era di 1680 cc, con un rapporto di compressione aumentato a 8:1.

L'abitabilità posteriore era limitata, con la dicitura "2+2" valida solo per passeggeri di bassa statura che non avrebbero sbattuto la testa contro il tetto spiovente. La velocità massima dichiarata era di 140 km/h. Il prezzo di 1.685.000 lire la posizionava in una fascia medio-alta del mercato.
Valore Storico e Collezionistico
La ricerca di annunci relativi a "Opel Rekord Coupe" rivela un interesse costante per questi modelli nel mercato delle auto d'epoca. Annunci come "1962 | Opel Rekord 1700", "1964 | Opel Rekord 1700SCoupe Sondermodell" e "1968 | Opel Rekord C Coupe Sprint" testimoniano la rarità e il desiderio di possedere questi esemplari. La cura con cui gli appassionati conservano queste vetture, come evidenziato nei commenti che richiamano il film "La mala ordina" o che elogiano la passione dei proprietari, sottolinea il loro valore non solo meccanico ed estetico, ma anche culturale e affettivo.
La presenza di annunci con diverse motorizzazioni e allestimenti, come "1965 | Opel Rekord 1900S Das seltene Rekord B Coupe in Top Originalzustand", indica la varietà di versioni che hanno attraversato la storia della Rekord, ognuna con le proprie peculiarità e un seguito di estimatori. La possibilità di creare avvisi di ricerca e di ricevere notifiche su nuovi annunci dimostra la vitalità del mercato delle auto d'epoca e l'attrattiva duratura della Opel Rekord.
In conclusione, la Opel Rekord, dalle sue prime incarnazioni che anticipavano lo stile degli anni '50 fino alle evoluzioni più moderne degli anni '60, rappresenta un esempio emblematico di come Opel abbia saputo coniugare design accattivante, ingegneria solida e un'evoluzione costante per rispondere alle esigenze del mercato e alle tendenze stilistiche, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'automobile.