Opel Speedster: L'Arte del Travestimento e le Prestazioni Emozionanti

A oltre vent'anni dalla sua presentazione, la Opel Speedster si rivela, se possibile, un'auto ancora più speciale. Leggera, pura e con un unico intento: offrire al fortunato pilota tutti gli elementi strettamente necessari per divertirsi al volante. Ma davvero oggi non c'è più spazio per vetture di questo calibro? Questa spider unica ha lasciato un'impronta duratura nel mondo dell'automobilismo durante il suo breve periodo di produzione, dal 1999 al 2005, distinguendosi per le sue prestazioni dinamiche e il suo stile distintivo.

Opel Speedster in azione su strada tortuosa

Impressioni di Guida: Un'Immersione Totale

«So dalla prima curva che non avrò alcun problema di trazione, solo spinta fluida e lineare. Il 2.2 spinge con una sorta di forza “calma”, 6000 giri/minuto, “clack” terza, potevo essere più veloce, 6500 giri/minuto, “clack” 4°, questo passaggio riesco a farlo come una fucilata, il pomello si muove alla velocità del pensiero, bang, frizione su/giù/su, roba da peli ritti sulla nuca. Questo piccolo oggetto verde sembra fatto apposta per scrollarsi di dosso il mondo con le sue noiose sovrastrutture e le sue inutili azioni. La strada di fronte a me curva verso sinistra e sparisce dietro gli alberi. Freno forte, la scocca ondeggia su un avvallamento, mano sul cambio, clack-clack…».

Queste sensazioni catturano perfettamente l'essenza della Opel Speedster. Distaccare la mano destra dal piccolo volante e appoggiarla sul pomello del cambio, una sorta di tronco di cono in alluminio che sbuca da una torretta, è un gesto che evoca immediatamente l'esperienza di guida. La curva arriva velocemente, molto velocemente. Si frena, si inserisce la terza, ogni passaggio di rapporto è scandito da un "clack" meccanico dal cambio. Una piccola correzione di sterzo, quasi telepatica, con la mano sinistra. «Clack», seconda, l'asta del cambio striscia sulla coscia, quasi si fosse su una piccola Gruppo C e la strada una tappa di una gara del passato, fatte di eroi e leggende.

Riportando la mano destra sul volante e ruotandolo di qualche grado si aiuta il telaio, che sembra impostato per un leggero sottosterzo iniziale. Alleggerendo la pressione sul pedale centrale, si modula la frenata, le pastiglie sembrano vibrare proprio sotto la suola della scarpa destra. Quando il muso è dove si vuole, si alza il piede, lo si sposta di pochissimi centimetri a destra sull’acceleratore. Nello stesso momento si punta la corda con decisione. Una lievissima incertezza dalle gomme anteriori, una sfumatura, poi tutta l'auto cambia direzione, rollio e inerzia sono concetti marginali di cui non ci si deve preoccupare. I reni e le spalle scaricano la forza G sul sedile fisso, che è una propagazione del telaio stesso.

Ecco il punto di corda, giù il gas con forza, il volante perde un po’ di peso man mano che l’auto si acquatta sul posteriore, eliminando l’angolo di sterzo. Pupille leggermente dilatate, la traiettoria è esattamente come l’immaginata, anzi meglio, e quella curva che sembrava difficile è già finita. Sotto, lanciati per aria da questo momento di pura gioia motoristica, i sassolini rimbalzano sulla scocca, aumentando la sensazione di star seduti per terra. Le sottili ruote anteriori mordono e scavano l’asfalto e il volante le fa "sentire" direttamente nel cervello. Con il piede destro a fondo corsa e in un attimo, le ruote sono dritte, si sta già volando sul rettilineo successivo, il motore che spinge lineare la poca massa di questa strana Opel.

L'accelerazione in seconda marcia con forza porta il motore a rispondere con una spinta corposa ai medi, ma l'impegno si stempera quando ci si avvicina ai 6000 giri/minuto, dove teoricamente c'è la massima potenza. La Speedster guadagna velocità con convinzione, ma la spinta del motore non mette paura o desta particolare preoccupazione. Si tratta di un motore a corsa lunga e non particolarmente vivace nel prendere giri, nonostante debba spostare una massa ridottissima. Il passaggio tra la seconda e la terza marcia è un po’ contrastato e non sempre veloce come si vorrebbe. Tuttavia, tramite il volante, persino in un lungo semi-rettilineo in discesa che curva dolcemente a destra e a sinistra, l’auto ha acceso un canale di comunicazione diretto che descrive nitidamente ogni singolo cambio di pendenza della strada, ogni compressione, ogni increspatura nell’asfalto. In automatico, quasi senza pensarci, si fanno piccole correzioni con il volante, assecondando la strada. In terza marcia, a 6000 giri/minuto, poi la quarta. Questo passaggio, invece, crea una scarica di serotonina. Il pomello, già strepitoso da impugnare, in questa cambiata sembra spostarsi di pochissimi centimetri, quasi fosse un cambio a “denti dritti” da rally. A velocità elevate, si generano grossi movimenti verticali della scocca, con le sospensioni che lavorano duramente per mantenere il contatto con la strada di campagna.

Opel Speedster 2.2 16v 147cv n° 3057

Un DNA "Made in Hethel": La Nascita della Speedster

La Opel Speedster è un'auto fantastica, a patto che quello che si cerchi sia un'immersione totale nella guida. Non è un segreto che sotto la spigolosa carrozzeria, che riprende nel frontale lo stile delle Astra, Corsa e Zafira del periodo, si cela gran parte dell'hardware della mitica Lotus Elise. La Elise, se mi permettete, è l'esempio pratico del “fare tantissimo con poco”, a patto di avere un filo di genialità e tanto coraggio. È molto bello poter testare un'auto con un simile DNA proprio adesso che si è appena consumata l’uscita di scena della piccola inglese che, ricordiamo, è stata la vera ancora di salvezza del celebre marchio fondato da Colin Chapman.

Siamo alla fine degli anni '90 e in quegli anni la Lotus, casa che nella storia ha avuto più proprietari che modelli, entra a far parte del gruppo GM, del quale fa parte anche Opel. L’idea brillante del gruppo fu: perché non prendiamo telaio e sospensioni della Lotus Elise, così pura e semplice, ci montiamo un motore Opel e una carrozzeria coerente con il “Family Feeling” del marchio tedesco? Magari si dà una rinfrescata all’immagine del brand che in quel momento, in quanto a carisma, non è esattamente il sogno proibito di ogni addetto Marketing. L'idea si rivelò meravigliosa, perché le auto come la Elise e la Speedster sono più uniche di un “hai ragione” durante una disputa con la tua dolce metà.

Partendo dalla vasca in alluminio e dal telaio della Elise, con l'aiuto di tecnici inglesi, in un paio d'anni anche la Opel ha a listino la sua sportiva dura e pura. Il nome interno alla Fabbrica della Speedster 2.2 è quello di Lotus Skipton. Durante la seconda metà degli anni novanta, il gruppo General Motors notò che nel listino Opel mancava una sportiva ad alte prestazioni: la Calibra era stata appena tolta di produzione, mentre già da diversi anni era fuori dal listino l'estrema Omega Lotus. Il progetto fu affidato ad una donna, Doris Benhardt, e alla sua équipe di tecnici e fu avviato a metà del 1998. Per quanto riguardava il tipo di carrozzeria da utilizzare si fecero alcune considerazioni: le coupé di fascia medio-alta stavano conoscendo un periodo di crisi commerciale, mentre stavano prendendo piede le roadster. Per realizzare questo primo prototipo della nuova sportiva Opel, si scelse anche in questo caso di affidarsi all'esperienza della Lotus nel settore delle sportive, che tra l'altro annoverava proprio una roadster nel suo listino, ossia la Elise, vettura di buon successo commerciale per le sue doti di scatto ed agilità. Partendo proprio dal pianale della Elise fu realizzato un primo prototipo che fu svelato al Salone dell'automobile di Ginevra del 1999, e che prefigurava in maniera quasi definitiva il modello finale. Nello stesso periodo, fu realizzato un prototipo modificato internamente per accogliere motori Opel, e dotato di interni rivisti.

Schema tecnico telaio Lotus Elise

Qualche parte nel canale della Manica ha perso il sbraitante motore Toyota in favore di un 2.2 Ecotec da 147 CV, decisamente meno aggressivo. E a ben vedere c’è anche qualche kg in più da portarsi appresso, ma con una massa di 870 kg non ci si sente di chiamare la Speedster “cicciona”. Nel 2001, quando la Speedster era ormai pronta per l’uscita sul mercato, i tecnici Opel sostenevano che erano state apportate così tante modifiche che di Lotus non era rimasto più molto. Ma questa auto è veramente una sportiva nel senso più puro del termine: motore, telaio, sospensioni e nient'altro. Clima? Apri il finestrino, o rimuovi il tetto, sudare fa bene alla pelle. Chiusura centralizzata? Se qualcuno vuole ancora salire in auto con voi probabilmente dovete impegnarvi di più nella guida. Posto per tenere il portafoglio? Attaccalo a terra col biadesivo.

L'essenzialità tipica del carattere di questa spider voleva che tutto quello che non era strettamente necessario fosse sacrificato sull’altare della leggerezza. Si è consapevoli che sotto sotto c’è il motore della Zafira, ma 147 CV x 870 kg fa uno 0-100 km/h in 5,5 secondi, 225 km/h di velocità massima. Non male.

Design e Interni: Funzionalità e Fascino Minimalista

La Speedster presenta un aspetto da mini-prototipo che tanto affascina nella Elise, anzi, se possibile, sembra ancora più piatta e larga. I due terminali di scarico che escono dal centro del paraurti posteriore, sovrapposti uno sopra l'altro, sono strepitosi.

L'abitacolo offre un'esperienza unica. Entrare richiede un rituale: aprire la piccola portiera, mettere la gamba destra dentro, sedersi sul brancardo, un bel respiro, lasciarsi scivolare dentro al sedile e per ultimo tirare dentro la gamba rimasta fuori, cercando di non emettere vocalizzi sconvenienti. Una volta dentro, si è a pochi centimetri dalla strada. Il volantino davanti ha un diametro così ridotto che sembra un giocattolo. Nella parte centrale c’è il marchio Opel ma, a parte questo dettaglio, è Lotus fino al midollo. Tachimetro e contagiri marcati Stack, a fondo bianco, senza fronzoli e facilissimi da leggere, come quelli che si vedono su alcune vetture da corsa. Il cruscotto è semplicissimo e sembra fatto in garage da un bravo artigiano con lamiera e colla vinilica.

Interni minimalisti Opel Speedster

La vasca che fa da corpo centrale della vettura è tutta a vista e dal centro si alza una specie di “pinna” metallica di rinforzo che termina nella torretta del cambio, la cui posizione è pura istigazione a delinquere. È tutto molto molto molto Lotus, ma non ditelo ai tecnici Opel. I sedili, che sembrano avvitati direttamente sul fondo piatto dell’auto, non hanno altre regolazioni se non lo scorrimento avanti e indietro. Lo schienale obbliga a stare dritti, il braccio fuori dal finestrino non è previsto e nonostante i fianchetti siano minimal riescono lo stesso ad essere molto “affettuosi” con il corpo. Il colore beige dei rivestimenti cerca di dare un po’ di “raffinatezza” alla brutale essenzialità del tutto. Le gambe sono distese in avanti e i piedi comodamente appoggiati alla bellissima pedaliera in alluminio, la schiena dritta e il volantino in posizione perfetta. La visuale dal grande parabrezza è eccezionale: si è in basso, bassissimo, ma grazie agli stretti montanti la strada appare come un 16:9 ultra-wide. Persino gli alberi sembrano più verdi e si riesce a vedere ogni sassolino a bordo strada.

Opel Speedster Turbo: L'Evoluzione della Potenza

Per soddisfare i clienti più esigenti, Opel ha lanciato una versione turboalimentata dello Speedster, nota come Opel Speedster Turbo. La Speedster 2.0 Turbo era stata battezzata Lotus Tornado. I progettisti di Opel si devono essere chiesti: «Come potremmo dare ancora più sprint alla Opel Speedster?». La risposta fu semplice e rivoluzionaria: montare il motore 2.0 litri turbo bialbero della terza generazione di Opel Astra.

Vent'anni fa, nel settembre 2004, l’originalissima spider biposto a motore posteriore-centrale lanciata nel 2000 dalla Casa tedesca riceveva il motore 2.0 ECOTEC Turbo da 200 CV (147 kW) delle nuove Opel Astra 5 porte e Station Wagon e vedeva così salire del 36% la sua potenza (il precedente 2.2 ECOTEC sviluppava 147 CV). E di conseguenza anche le sue già super-prestazioni.

Opel Speedster Turbo, vista frontale

Prestazioni da Supersportiva

Grazie al peso contenuto di appena 930 kg, la nuova Opel Speedster Turbo poteva accelerare da 0 a 100 km/h in soli 4,9 secondi, riprendere in quinta marcia da 80 a 120 km/h in 6,7 secondi e superare i 240 km/h. Questa variante ha aumentato la potenza a 200 CV e 250 Nm di coppia, consentendo un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi e una velocità massima di 240 km/h. Tuttavia, l'aumento di peso che ciò comportava comprometteva leggermente la sua agilità rispetto alla versione aspirata. Il rapporto peso/potenza di 4,7 kg/CV testimonia le sue eccezionali capacità.

Modifiche Estetiche e Funzionali

L’installazione del motore 2.0 ECOTEC Turbo comportò alcune modifiche significative alla vettura. La presa d’aria, posta di traverso tra l’abitacolo e l’assale posteriore, fu orientata verso il motore. Gli ingegneri Opel avevano inoltre studiato uno speciale intercooler che estraeva aria attraverso le due griglie disposte verticalmente dietro alle porte. Anche il frontale era stato modificato: una mascherina di maggiori dimensioni non solo conferiva a Opel Speedster Turbo un aspetto più sportivo, ma migliorava anche il flusso dell’aria verso il radiatore.

Un Suono Unico

Opel dedicò grande attenzione alla sonorità del nuovo impianto di scarico a doppio terminale, in modo da eliminare sgradevoli rumorosità meccaniche e mettere in risalto le basse frequenze del propulsore. In fase di rilascio, il motore emette il tipico sibilo dei motori turbocompressi.

Maneggevolezza e Leggerezza

Dotata di telaio in alluminio e di carrozzeria in fibra di vetro rinforzata, Opel Speedster Turbo si trovava perfettamente a suo agio sulle strade più impegnative dove poteva sfruttare appieno la sua grande maneggevolezza. Opel aveva infatti messo a punto in modo particolare le sospensioni della nuova Opel Speedster Turbo per adattarle alle superiori prestazioni assicurate dal motore sovralimentato.

Per Veri Appassionati

La Opel Speedster Turbo si rivolgeva a tutti quegli appassionati di automobili sportive che guardano più alle prestazioni e alla personalità della vettura che a sofisticati dispositivi elettronici e alla praticità d’uso della stessa. Era più economica di altri modelli esotici e quindi più accessibile ad un pubblico più ampio e giovane. Opel ha sfidato le convenzioni per creare una sportiva agile ed emozionante, dando priorità alle prestazioni. Quelli erano i tempi d'oro, quando le auto erano davvero autentiche.

Opel Speedster 2.2 16v 147cv n° 3057

L'Eredità della Speedster: Un'Auto Fuori dagli Schemi

Nonostante la sua unicità, la Speedster ha trovato competizione in auto sportive più consolidate come la Mazda MX-5 e la Toyota MR2. Sebbene offrisse un'esperienza di guida emozionante e un design innovativo, il suo focus sulle prestazioni e la leggerezza implicava l'assenza di alcune comodità che altre auto sportive offrivano, il che potrebbe aver limitato il suo successo commerciale.

L'Opel Speedster è stato un modello nato come risposta alla crescente domanda di un'auto sportiva leggera e maneggevole in Europa. Con l'intenzione di ampliare la propria gamma e attirare gli appassionati di auto sportive, Opel si è proposta di offrire un'esperienza di guida unica. La collaborazione con Lotus ha permesso a Opel di beneficiare dell'esperienza britannica nella produzione di veicoli leggeri e orientati al conducente, il che ha portato a un'auto che offriva un'esperienza di guida ispiratrice.

Lo Speedster offre un equilibrio eccezionale tra prestazioni, stile e maneggevolezza, tutto in un pacchetto compatto e attraente. Con un peso di soli 945 kg, lo Speedster accelerava da 0 a 100 km/h in soli 5,9 secondi, raggiungendo una velocità massima di 217 km/h, numeri notevoli per la sua classe.

È stata ritirata dal listino della casa alla fine dell'estate del 2006, senza essere sostituita immediatamente da nessun modello equivalente. Al Salone dell'automobile di Parigi del 2002 è stato presentato un prototipo denominato EcoSpeedster 17, equipaggiato da un 1.3 turbodiesel common rail e modificato in modo da ottimizzare i consumi fino a livelli record. In Corea del Sud venne esposto in diversi Saloni una Speedster con il marchio Daewoo.

In definitiva, l'Opel Speedster si distingue per il suo focus sulla leggerezza e le prestazioni pure. Nonostante le sfide del mercato e la sua vita commerciale limitata, rimane apprezzata dagli amanti delle auto sportive per il suo design incomparabile e la sua emozionante esperienza di guida. Anche se è stata un'auto in anticipo sui tempi, la sua eredità rimane nel cuore di chi apprezza l'innovazione e la passione per i motori.

Infografica: confronto Opel Speedster e Lotus Elise

Sistemi di Scarico F4U per Opel Speedster: Eleva la Tua Esperienza di Guida

L'Opel Speedster offre un'esperienza di guida emozionante, ma i sistemi di scarico F4U possono portare quelle prestazioni a un livello superiore. Da Weld Racing Parts, viene offerta una gamma di scarichi F4U realizzati a mano con materiali di alta qualità come l'acciaio inossidabile 304, garantendo una durata eccezionale e un suono impressionante.

Componenti dello Scarico F4U:

  • Collettori di scarico: I collettori di scarico F4U migliorano il flusso dei gas di scarico, aumentando la potenza e l'efficienza. Sono realizzati in acciaio inossidabile 304 per la massima resistenza alla corrosione. Questi collettori, grazie alla loro geometria ottimizzata, riducono la contropressione e permettono al motore di respirare più liberamente, traducendosi in un incremento della potenza e una migliore risposta all'acceleratore.
  • Downpipes ad alte prestazioni: Le downpipes F4U ottimizzano l'uscita dei gas del motore, migliorando la risposta dell'acceleratore e le prestazioni complessive. Realizzate con precisione, riducono le restrizioni nel tratto iniziale dello scarico, permettendo al turbo (nella versione Turbo) di spoolare più velocemente e di erogare potenza in modo più fluido e consistente.
  • Silenziatore intermedio: Il silenziatore intermedio F4U offre un suono equilibrato e riduce il rumore indesiderato, pur garantendo prestazioni costanti e una lunga durata. Progettato per filtrare le frequenze più aspre senza compromettere il flusso dei gas, offre un timbro sportivo ma raffinato, ideale per la guida quotidiana e per le uscite più spinte.
  • Terminale posteriore: Completa il tuo sistema di scarico con il terminale posteriore F4U, che offre un tono sportivo e potente senza sacrificare il comfort di guida. La saldatura TIG garantisce precisione e durata. Questo componente finale è fondamentale per definire la "voce" della Speedster, enfatizzando le note basse del motore e aggiungendo un tocco estetico distintivo con le sue finiture curate.

Pacchetto Completo di Scarico:

Per massimizzare le prestazioni del tuo Opel Speedster, viene offerto un pacchetto completo di scarico F4U che include collettori, downpipes e silenziatori intermedio e posteriore. Acquistando questo pacchetto, si ottiene uno sconto speciale e il massimo valore per l'investimento. Questo approccio integrato assicura che ogni componente lavori in armonia con gli altri, per un incremento di prestazioni e un'esperienza sonora senza precedenti.

I sistemi di scarico F4U di Weld Racing Parts sono ideali per i proprietari di Opel Speedster che desiderano elevare la propria esperienza di guida. Con componenti di qualità e design su misura, questi pezzi di scarico trasformeranno la tua auto in un vero e proprio veicolo ad alte prestazioni.

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