La Honda CR-V del 2005, in particolare nella sua versione equipaggiata con il motore 2.2 i-CTDi, rappresenta un punto di svolta per la casa giapponese nell'ambito dei propulsori diesel. Questo modello, che ha beneficiato di un restyling nel 2005, cercava di migliorare sia l'estetica che la funzionalità, consolidando la sua posizione nel segmento dei SUV compatti. Tuttavia, le esperienze degli utenti con questa specifica motorizzazione hanno generato dibattiti e diverse osservazioni, in particolare riguardo alle prestazioni e ai consumi.

Il Motore 2.2 i-CTDi: Specificità e Contesto
Il 2.2 i-CTDi è stato il primo motore a gasolio sviluppato da Honda, una novità significativa per un costruttore tradizionalmente legato ai motori a benzina. Già adottato dalla Accord, questo propulsore è un turbodiesel a 4 cilindri, caratterizzato da corsa lunga e un rapporto di compressione relativamente basso. È dotato di doppio albero a camme in testa (DOHC), quattro valvole per cilindro, contralberi di bilanciatura, un sistema di iniezione diretta common rail di seconda generazione e un turbocompressore a geometria variabile raffreddato a olio e acqua. Eroga 103 kW (140 CV) a 4000 giri/min e una coppia massima di 340 Nm a soli 2000 giri/min, con un'erogazione praticamente costante tra 1500 e 3500 giri. Il motore è omologato Euro 4 e abbinato a un cambio a sei marce. Un gran bell'oggetto hi-tech, a detta di molti.
Prestazioni: Attese e Realtà
Le aspettative su questo motore erano alte, e in generale, il 2.2 i-CTDi è stato elogiato per la sua silenziosità e la notevole spinta a tutti i regimi. Un utente ha evidenziato che in sesta marcia a 100 km/h si viaggia a soli 2070 giri, con il motore che "sembra al minimo". La velocità massima di 180 km/h si raggiunge quasi senza rendersene conto, grazie alle buone qualità dinamiche del veicolo e alla silenziosità meccanica.
Tuttavia, alcune esperienze degli utenti hanno sollevato perplessità. Un proprietario di un CR-V 2.2 i-DTEC nuovo (con circa 3000 km percorsi) ha lamentato un motore "fiacco fino a 2000 giri", con una ripresa lenta e una spinta che "mura a 3200/3300 giri". Questo comportamento è stato descritto come anomalo, specialmente se confrontato con altre vetture simili o con altre CR-V equipaggiate con il precedente i-CTDi, che a detta di altri, nelle marce alte (terza e quarta in particolare) "hanno una grande spinta". Altri possessori di i-DTEC (sebbene su Accord) hanno smentito questa descrizione, affermando che il DTEC "dà il meglio proprio dai 2500 diventando una furia tra i 3000 e i 4000 giri".
È importante sottolineare che i motori i-CTDi e i-DTEC, sebbene simili per cilindrata, presentano differenze significative. Per chi vuole approfondire, sono state ampiamente descritte in diverse occasioni. La risposta dell'officina Honda a tali lamentele è stata che "è tutto nella norma, la macchina è pesante, la trazione integrale mangia cavalli". Tuttavia, i confronti con veicoli simili, come la Kia Sportage 136 CV 4x4 o la Fiat Sedici, che in test di ripresa hanno mostrato prestazioni superiori, suggeriscono che il problema riscontrato potrebbe non essere così "normale".
Honda CR-V gen3 2.2 i-CTDi and Toyota Rav4 gen2 2.0 D-4D
Consumi di Carburante
Anche sul fronte dei consumi, le opinioni sono state variegate. Il proprietario della CR-V 2.2 i-DTEC ha riportato "consumi spropositati": 11 km/l con guida economica (cambiata come da indicatore, 80% extraurbano, 20% urbano) e 8 km/l con guida allegra sullo stesso percorso. Questi dati contrastano nettamente con l'esperienza di un altro utente, il cui padre possedeva una CR-V 2.2 i-CTDi Euro 4 non FAP che faceva "16-17 km/l di media calcolati da pieno a pieno". Questa differenza potrebbe essere attribuita alle diverse versioni del motore (i-CTDi vs i-DTEC), alle condizioni di guida, alla manutenzione del veicolo o a possibili anomalie. Il consumo "16-17 km/l" è considerato eccezionale per un SUV a trazione integrale di quel periodo.
Design Esterno: Eleganza e Funzionalità
La seconda serie della CR-V, e in particolare il restyling del model year 2005, si presentava con un aspetto più moderno e squadrato rispetto all'originalità della prima serie del 1995. Nonostante la prima serie fosse "inconfondibile e piacente ancora oggi, con la coda stondata e le belle proporzioni", la seconda serie includeva alcuni stilemi riconoscibili, come le luci posteriori in alto, sul montante.
Il restyling del 2005 ha reso la CR-V "meno spartana e più gradevole nell'aspetto" grazie a pochi tocchi. Tra questi, spiccano il nuovo paraurti anteriore più importante con nuovi fendinebbia, i nuovi fari a tre elementi, la calandra più semplice ed elegante, le nuove maniglie per le portiere. In coda, sono stati ridisegnati il copriruota di scorta, il paraurti e le luci. Esteticamente, c'è chi la trovava "davanti è davvero bellissima, dietro così così".

Abitacolo: Spazio, Comfort e Praticità
L'abitacolo della CR-V è sempre stato un punto di forza, definito "davvero molto spazioso", ancor più considerando le dimensioni esterne di 463x178 centimetri. Offre "tanto spazio per chi siede davanti ma, soprattutto, per chi siede sul divano posteriore, con uno spazio da limousine per le gambe e tanto spazio anche per le spalle se si occupa tutto il divano con tre fondoschiena". Chi siede dietro trova anche il giusto comfort regolando l'inclinazione dello schienale fino a 45 gradi. La seduta posteriore è leggermente rialzata rispetto agli anteriori, rendendola "comoda per 5 adulti".
L'opera di ingentilimento del model year 2005 ha interessato anche l'abitacolo, con "materiali più pregiati al tatto e più gradevoli alla vista, con qualche cromatura leggera che non guasta". È stato introdotto un piccolo computer di bordo digitale inserito tra gli strumenti e un nuovo volante con i comandi per lo stereo e il cruise control. Tra gli optional, anche un modulo Bluetooth per il telefono cellulare.
I sedili della CR-V 2005 sono "un poco più grandi e con la seduta più profonda, con un buon supporto anche per i più corpulenti". La strumentazione è piacevole e tecnologica grazie alla retroilluminazione, anche se "tenendo le luci accese di giorno come normativa comanda, la visibilità degli strumenti diventa piuttosto scarsa nella tonalità notturna". Un utente ha notato che gli interni risentivano di un "design figlio dei primi anni 2000, e tipicamente giapponese e quindi razionale al massimo e semplice… il tutto però funzionale!". I rivestimenti erano in tessuto, e le plastiche, sebbene dure, erano "resistenti e non orrende". Anche se qualcuno le ha trovate "molto povere", un'altra opinione ha sottolineato che "le plastiche giappo a volte non sembrano chissacché ma in realtà sono robuste".
Funzionalità e Dettagli Innovativi
Sulla praticità dell'abitacolo della CR-V, Honda ha lavorato molto bene. Tutti i comandi sono nella parte alta, incluso il freno a mano camuffato da maniglia sulla consolle centrale, e la leva dell'eventuale cambio automatico al volante. Questo ha liberato spazio nella parte bassa, rendendola "versatile come quello di una monovolume". Un dettaglio "casalingo" è il tavolinetto tra i due sedili, "comodo per appoggiare di tutto", che una volta abbassato "lascia spazio a un corridoio". Non mancano il buco nella consolle centrale con cassetto, le tasche nelle portiere, i vani e i ganci nel bagagliaio, creando un ambiente in cui "ogni cosa al suo posto, come a casa".
Il portellone posteriore, "incernierato a destra come la porta di un frigorifero", è una tradizione sulla CR-V, con il vantaggio della facilità di apertura e lo svantaggio della necessità di molto spazio per aprirlo tutto. Tuttavia, "per oggetti leggeri, è possibile aprire soltanto il lunotto, sbloccabile anche grazie al telecomando".

Bagagliaio e Versatilità
Il bagagliaio è "a prova di famiglia numerosa", con tanto spazio per tutto: da 527 a 628 litri, facendo scorrere longitudinalmente il divano per 17 centimetri, con un vano di carico profondo da 92 a 109 centimetri, sempre con cinque posti comodi. Per evitare che gli acquisti rotolino, sono presenti "ganci a cui appenderle ai lati del bagagliaio". La tendina copribagagli è divisa in due parti, una rigida e una a telo, per adattarsi all'inclinazione del sedile posteriore, agganciata ai supporti dei poggiatesta.
La CR-V si trasforma facilmente in un "piccolo furgone", con la possibilità di piegare in avanti gli schienali posteriori fino a ribaltarli, offrendo 948 litri di volume di carico e spazio per caricare due mountain bike senza dover smontare le ruote. Sotto il piano di carico si trova un "comparto impermeabile e asportabile che si trasforma in tavolino da picnic di 85x76 centimetri", un dettaglio che ha suscitato stupore e apprezzamento ("sti giapponesi!!").
Caratteristiche Fuoristrada e di Guida
Nonostante le dimensioni e l'impostazione siano da fuoristrada, con 20 centimetri di altezza minima da terra e ruote grandi con cerchi da 16 pollici, la CR-V non è una "vera fuoristrada" ma "se la cava bene su fondi difficili se non le si chiede l'impossibile". La sua tecnica è quella di un'auto "ogni tempo e ogni situazione", con scocca portante, sospensioni indipendenti e il sistema 4WD II. Quest'ultimo provvede a trasferire la trazione dalle ruote anteriori anche alle posteriori in condizioni di scarsa aderenza, grazie a una pompa gemellata che rileva le differenze di rotazione tra i due assi. L'elettronica contribuisce alla mobilità fuoristrada con il sistema VSA, il controllo di trazione e stabilità (optional su LS) che frena le ruote che slittano, lasciando la potenza alle ruote con aderenza. Il passaggio della potenza alle ruote posteriori è "rapido e progressivo, tanto da non accorgersi dell'operazione".
La guida della CR-V è stata paragonata a quella di una "buona berlina": con poco rollio in curva e una guida precisa, si lascia condurre facilmente e anche velocemente, senza troppi imbarazzi. L'unico limite sono "le ruote con i fianchi alti e il battistrada misto che richiedono un poco di attenzione, com'è normale". Le dimensioni sono ideali per avere tanto spazio all'interno senza dover guidare un "incrociatore". La visibilità è ottima in tutte le direzioni, e la forma squadrata facilita l'intuizione degli ingombri. Solo in manovra, la ruota di scorta "toglie un po' di visuale rendendo più difficile capire fino a dove arriva la coda". Nel restyling del 2005, un "bel set di sensori di retromarcia avrebbero reso la vita più facile ai guidatori meno esperti".
Motore a Benzina 2.0 i-VTEC
Per completezza, è utile menzionare anche l'altro motore disponibile per la CR-V del 2005: il duemila a benzina i-VTEC. Questo motore è "tecnologico e dotato di tutti i ritrovati dell'ultim'ora per i motori a benzina". È potente, consente "buone medie autostradali e una discreta riserva di potenza per le manovre che richiedono scatto". Come tutti i motori VTEC, ha uno "sdoppiamento della personalità", reso meno evidente con la versione "i": a 4200 giri entra in funzione il sistema e cambiano rumore, prestazioni e consumi. Eroga 150 CV e 192 Nm di coppia massima a 4000 giri, ed è omologato Euro 4.
Prezzi e Allestimenti
La gamma delle CR-V 2005 era disponibile con tre allestimenti: LS, ES ed EX. I prezzi variavano da 27.500 a 31.000 euro per il motore a benzina, e con il motore a gasolio si aggiungevano esattamente 1800 euro. L'allestimento EX, il più esigente, offriva interni in pelle (pannelli portiera inclusi) e navigatore satellitare con schermo in alto, sulla consolle centrale. Un utente ha menzionato l'acquisto di una 2.2 CTDi 140CV Advance con pelle, navi, xeno, cruise control con radar, cerchi da 18 pollici, a un prezzo di circa… (il prezzo esatto non è specificato, ma indica un allestimento top di gamma). È interessante notare che gli interni in pelle erano spesso "fatti fare e montati in aftermarket da una ditta italiana", suggerendo una certa flessibilità nelle configurazioni offerte dalle concessionarie.
Considerazioni Generali e Longevità
La Honda CR-V 2.2 i-CTDi è stata elogiata per il suo motore "silenzioso e robusto", capace di percorrere molti chilometri. Un esempio significativo è una vettura che ha raggiunto "220.000 km in 8 anni" con un "grande motore che purtroppo Honda non produce più". Questa longevità e la manutenzione richiesta sono stati fattori che hanno compensato anche il design, che pur non essendo "eccezionale", era funzionale.
Nonostante le diverse esperienze, in particolare per quanto riguarda le prestazioni dei modelli più recenti (i-DTEC), la CR-V 2.2 i-CTDi del 2005 ha lasciato un'impressione positiva per comfort, spazio e una discreta tenuta di strada. La questione delle "plastiche dure" è un punto ricorrente per i veicoli giapponesi di quell'epoca, ma la loro robustezza e funzionalità erano spesso superiori all'apparenza. La Honda CR-V di questa generazione, in definitiva, ha rappresentato un'opzione solida e pratica per le famiglie e per chi cercava un SUV versatile e affidabile.
