Suzuki Ignis 4x4: un SUV ultracompatto che sfida le convenzioni

La Suzuki Ignis si conferma un modello strategico per il costruttore giapponese, collocandosi nel segmento A delle auto "piccole" ma distinguendosi per una dotazione di soluzioni tecniche che la rendono capace di prestazioni "da grande". Questo SUV ultracompatto con motorizzazione ibrida, lungo appena 3,70 metri, si posiziona praticamente in un segmento a sé stante, offrendo un connubio unico di dimensioni contenute e capacità fuoristradistiche. Recenti aggiornamenti hanno interessato il look e le dotazioni della Suzuki Ignis, introducendo nuovi dettagli estetici e un motore da 83 cavalli con sistema mild hybrid, caratterizzato da una prontezza notevole già dai bassi regimi. La trazione integrale, gli angoli caratteristici e l'altezza da terra la rendono particolarmente adatta ad affrontare terreni accidentati e percorsi che richiedono un impegno non indifferente, grazie anche alla trazione integrale Allgrip, vero e proprio marchio di fabbrica della casa di Hamamatsu.

Suzuki Ignis 4x4 in azione su sterrato

Esterni: un carattere robusto e distintivo

La Suzuki Ignis si presenta come un piccolo SUV, esibendo le caratteristiche peculiari delle sport utility: una linea massiccia al frontale, con una coda che strizza l'occhio alle coupé, 18 centimetri di altezza libera da terra e una posizione di guida alta. Queste caratteristiche le conferiscono tutte le carte in regola per conquistare gli automobilisti che desiderano coniugare la libertà di muoversi su ogni terreno con le dimensioni compatte. Le dimensioni della vettura sono contenute: 3,70 metri di lunghezza per 1,66 metri di larghezza. L'altezza della carrozzeria misura 1,59 metri, mentre il passo è di 2,43 metri.

Il restyling a cui è stata sottoposta non ha stravolto l'aspetto estetico, ma ha introdotto novità significative che mantengono la linea inconfondibile della prima generazione. Tutta nuova è la calandra centrale, ora caratterizzata da 4 prese d'aria verticali di chiara ispirazione vintage, un richiamo al passato che aggiunge un tocco di originalità. Le luci diurne a Led, insieme all'intero proiettore anteriore, formano una distintiva firma luminosa a "U". Il paraurti è stato rivisto con l'introduzione di nuovi skid plate, elementi che accentuano l'indole offroad della Ignis, conferendole un aspetto ancora più robusto e avventuroso. Il look generale, un po' da crossover e un po' da coupé, risulta accattivante: il frontale, alto come nelle SUV, ha un'aria simpatica, mentre i parafanghi larghi danno l'impressione di un'auto ben "piantata a terra". La parte posteriore, squadrata e con il lunotto inclinato, ricorda le GT, aggiungendo un tocco di sportività.

Interni: funzionalità e praticità al servizio del conducente

Il restyling ha interessato anche l'abitacolo della Ignis, che è rimasto sostanzialmente fedele al design precedente, ma senza le particolari linee verdi che caratterizzavano il cruscotto, ora più pulito e leggibile. Le versioni 4WD presentano due nuovi pulsanti collocati sotto i comandi del climatizzatore automatico: uno dedicato al controllo della velocità in discesa (hill descent control) e uno al Grip control, un sistema che provvede a trovare la migliore trazione in fase di partenza su fondi scivolosi, aumentando la sicurezza e la facilità di guida in condizioni difficili.

Il sistema di infotainment è stato rinnovato, risultando facile e intuitivo nell'utilizzo, ma allo stesso tempo efficace nelle sue funzionalità. Sulla plancia e sui pannelli delle portiere abbondano le plastiche rigide, una scelta comune nel segmento delle citycar, ma è percepibile la qualità costruttiva e degli assemblaggi, che trasmette una sensazione di robustezza e durabilità. Il design interno è più razionale che lussuoso, progettato per essere al servizio di chi siede al volante. Tutto è fatto per durare nel tempo e per non generare il minimo rumore, un aspetto che si apprezza particolarmente in città, su fondi irregolari come pavé o rotaie del tram.

In rapporto alle dimensioni della carrozzeria, l'abitacolo è ampio e accogliente anche per chi viaggia nei posti posteriori. Lo spazio abbonda, sia per le gambe che in altezza, un aspetto sorprendente per una vettura di questa categoria. Le due sezioni del divano hanno lo schienale reclinabile e possono scorrere avanti e indietro di 16 cm, offrendo la possibilità di modulare lo spazio a disposizione delle gambe dei passeggeri o la capacità del baule. È un peccato che, almeno per il momento, l'auto sia omologata soltanto per quattro persone, e per chi siede dietro mancano le maniglie nel soffitto. Le poltrone sono abbastanza larghe e offrono un buon sostegno, e quella del guidatore si regola in altezza. Gli schienali, tuttavia, si reclinano a scatti con una leva, e un sistema a rotella sarebbe probabilmente più preciso.

Il cruscotto, che ricorda quello delle moto, con il display laterale, mostra tra le varie informazioni un'animazione grafica con il funzionamento del sistema ibrido. Il sistema multimediale è ricco per una citycar, includendo di serie Android Auto, Apple CarPlay e persino il navigatore. Tuttavia, i comandi ai margini dello schermo tattile di 7 pollici, che regolano il volume e attivano altre funzioni come il rimando all'home page, possono risultare poco pratici da usare durante la guida. La posizione di guida è ben studiata: il sedile è allineato al volante (regolabile solo in altezza) e alla pedaliera. Di serie, la comoda poltrona è avvolgente e riscaldabile. Due pratiche leve regolano l'altezza della seduta e l'inclinazione (a scatti) dello schienale.

Interni della Suzuki Ignis con dettaglio del display infotainment

Vano bagagli: sorprendente versatilità

La capacità del bagagliaio non è affatto male per un'auto così compatta, soprattutto portando il divano tutto in avanti. Così facendo, la capacità dichiarata passa da 260 litri a ben 360 litri, un valore superiore a quello di molte auto di categoria superiore, lunghe quattro metri. E resta comunque spazio per le gambe dei passeggeri posteriori, mantenendo un buon equilibrio tra spazio per gli occupanti e capacità di carico. L'apertura del baule è ampia e di forma regolare, facilitando le operazioni di carico e scarico. Sotto il fondo c'è un preformato che alloggia il kit gonfia e ripara gomme.

Reclinando completamente gli schienali della Suzuki Ignis, si raggiunge un notevole volume di carico di 1100 litri, un valore considerevole. Tuttavia, in questa configurazione, si forma uno scalino di ben 26 centimetri tra il piano del bagagliaio e gli schienali reclinati, mentre, in tutte le condizioni d'uso, quello tra il piano di carico e la soglia è di 25 cm. Con il divano tutto indietro, sotto la cappelliera trovano posto un "valigione" rigido, una sacca morbida e due trolley, dimostrando un'ottima sfruttabilità dello spazio.

Bagagliaio della Suzuki Ignis con divano scorrevole

Motore e tecnologia ibrida: efficienza e prontezza

Sotto il cofano della Ignis pulsa il nuovo motore 1.2 siglato K12D, che eroga 83 cavalli, leggermente meno rispetto ai 90 del modello precedente. La vera novità, tuttavia, risiede nella maggiore disponibilità di coppia: adesso i 107 Nm di coppia massima sono disponibili già dai 2.800 giri, mentre prima occorreva salire a 4.400 giri. Questa differenza notevole si traduce in una maggiore prontezza ed elasticità di risposta, rendendo la vettura più brillante e piacevole da guidare in diverse situazioni.

Alleato imprescindibile del motore termico è il sistema mild hybrid di Suzuki, che si avvale di un Integrated Starter Generator (ISG). Questo componente multifunzione opera come motore elettrico, alternatore e motorino d'avviamento, ottimizzando le prestazioni e l'efficienza. L'ISG è collegato a una batteria agli ioni di litio, del peso di soli 6 kg, la cui intensità è stata incrementata da 3 a 10 ampere. L'energia immagazzinata in questa batteria viene utilizzata per alimentare alcuni sistemi dell'auto e per fornire un "boost" di potenza al motore termico quando richiesto, ad esempio in fase di accelerazione. Il risultato di questa sinergia è una diminuzione dei consumi del 10%, che consente di registrare percorrenze (dichiarate dalla casa) che superano i 20 km/l in ogni situazione di marcia. Nei tratti extraurbani non è difficile raggiungere i 22 o 24 km/l (in economy run). Il serbatoio è di poco superiore ai 30 litri e con un pieno, in base all’utilizzo, si percorrono circa 400-450 km.

Il modulo mild-hybrid è alimentato a 12 Volt da una batteria agli ioni di litio da 10 Ah di capacità, montata sotto il sedile guida. L'effetto sulla guidabilità è raccontato più in dettaglio nel video, così come i risultati in termini di consumo: il rilevamento migliore è stato in media di 4,3 litri/100 km (pari a 23,2 km/litro), con un massimo di 7,0 litri/100 km (14,3 km/litro). La Suzuki Ignis è acquistabile con cambio manuale (opzionalmente anche in abbinamento alla trazione integrale) o con il cambio CVT (come nel modello in prova), comodo e ideale in città.

Suzuki Ignis - 1000 km con l'ibrida (e automatica) più piccola di tutte

La trazione integrale Allgrip: sicurezza e controllo su ogni superficie

La nuova Ignis è disponibile sia a due che a quattro ruote motrici, offrendo versatilità per diverse esigenze. La trazione integrale Allgrip Plus, vero e proprio marchio di fabbrica di Suzuki, è disponibile su tutti i modelli della casa giapponese. Questa tecnologia, che celebra i 50 anni di storia, fornisce la giusta soluzione ad ogni esigenza, garantendo piacere di guida, sicurezza e massimo controllo su tutte le superfici in un'unica soluzione.

L'Allgrip Auto sfrutta lo schema a giunto viscoso, un sistema intelligente che trasferisce automaticamente coppia alle ruote posteriori non appena quelle anteriori perdono aderenza. Questo meccanismo migliora la motricità e la sicurezza di marcia, intervenendo in modo fluido e senza interruzioni. Tutto avviene in modalità completamente automatica, senza che il conducente debba agire sui comandi della vettura, semplificando la guida e permettendo di concentrarsi sulla strada.

Alla trazione integrale è abbinato il mantenimento della velocità in discesa (hill descent control): quando l'auto percorre discese ripide con fondi difficili, l'hill descent control può essere un valido aiuto. Il sistema automatico di rallentamento in discesa agisce sui freni, moderando la velocità dell'auto e permettendo al conducente di concentrare l'attenzione unicamente sullo sterzo, aumentando la sicurezza e la facilità di controllo in condizioni critiche.

Come va in fuoristrada: sorprendenti capacità offroad

La mission di un'auto come la Suzuki Ignis è quella di essere comoda e versatile, capace di muoversi agilmente nel traffico cittadino e, all'occorrenza, affrontare sterrati e fondi sconnessi con la medesima scioltezza. Un compito non facile, ma facilitato dall'esperienza del costruttore giapponese nella produzione di fuoristrada compatti. Pur non essendo uno specialista come il Jimny, la Ignis sa farsi rispettare grazie alle sue caratteristiche tecniche.

I 18 centimetri di altezza minima da terra permettono di avere un rassicurante spazio di sicurezza tra il fondo della vettura e le asperità del terreno, affrontando così avvallamenti e solchi con maggiore tranquillità. Il nuovo disegno dei paraurti, sia anteriore che posteriore, ha migliorato gli angoli di attacco e di uscita, rendendo più facile superare i dislivelli del terreno grazie anche agli sbalzi ridotti della carrozzeria. Queste modifiche contribuiscono a minimizzare il rischio di toccare il terreno con le parti basse della vettura.

Le dimensioni ridotte della carrozzeria, poi, consentono alla Ignis di passare su stradine anguste di campagna e montagna senza troppi problemi, anche dove mezzi più grandi faticano a passare, dimostrando un'agilità notevole. La trazione integrale Allgrip interviene prontamente quando le sole ruote anteriori non riescono a garantire la motricità, fornendo la spinta necessaria per superare ostacoli o terreni a scarsa aderenza.

Nell'affrontare forti pendenze si può contare sull'ausilio dell'hill descent control, che frena l'auto mantenendo una velocità inferiore ai 10 km/h per garantire la piena direzionalità e un controllo ottimale. La Ignis 4WD Allgrip è stata messa alla prova su strade di montagna generalmente riservate a fuoristrada "veri", dimostrando di cavarsela molto bene. La maggiore disponibilità di coppia in basso aiuta molto quando c'è da superare forti pendenze a bassa velocità o uscire da una cunetta partendo da fermi, offrendo una spinta decisa e controllata.

I nuovi ammortizzatori hanno una buona escursione, ma nei passaggi più ardui è quasi inevitabile prodursi in una sorta di "twist", che la Ignis digerisce senza scomporsi troppo in virtù del telaio più rigido rispetto al passato, garantendo stabilità e controllo. Il peso contenuto, di 985 chilogrammi, facilita il passaggio nel fango e nella neve senza far sprofondare le ruote, una caratteristica che aiuta soprattutto in inverno, migliorando l'efficacia della trazione. La trazione integrale è più che buona su strada asfaltata o innevata o fango non troppo profondo (strada di campagna poco battuta) soprattutto in montagna, ovviamente con gomme invernali non di serie. Nonostante le sue capacità, non è un "vero 4x4" nel senso più estremo, ma si comporta egregiamente per le sue dimensioni e il suo segmento.

Comportamento su strada: agilità e comfort urbano

In città, la Ignis si muove agile e brillante nello scatto, grazie anche alla posizione di guida leggermente alta, al pedale della frizione morbido e alla carrozzeria corta. I benefici dell'unità elettrica sono evidenti: risposta all'acceleratore pronta, consumi bassi (nella prova sono stati registrati 16,4 km/l) e riavvii dolci ai semafori. Le sospensioni della Suzuki Ignis non filtrano sempre bene il pavé, e dietro si vede poco, sebbene la telecamera sia di serie. A bordo della Suzuki Ignis, l’auto appare sin da subito come estremamente agile, dall’ampio raggio di sterzata e in grado di offrire comfort su tutti i livelli.

Fuori città, l'auto è agile e il cambio ben manovrabile. Un po' vago nelle risposte lo sterzo, che risulta leggero da azionare ma non troppo preciso. La tenuta di strada non pone problemi: soltanto se si "inchioda" percorrendo una curva, il retrotreno tende ad alleggerirsi, ma l'azione dell'ESP è immediata e correttiva. Gli spazi di arresto non sono dei più contenuti e, se strapazzati, i freni (il pedale è poco modulabile) perdono mordente. Molto basso il consumo medio registrato nella prova su strada: 19,2 km/l.

In autostrada, la Suzuki Ignis tiene i 130 km/h senza difficoltà. A questa velocità, però, il rumore delle gomme è avvertibile. Meno evidente quello del motore, che pur lavora al regime non basso (in assoluto) di 3600 giri in quinta marcia. Quest'ultimo rapporto è lungo e toglie vivacità in ripresa dopo i rallentamenti, suggerendo di scalare marcia se si desidera una risposta più pronta. Questa stessa scelta, invece, influisce positivamente sui consumi medi: nella prova sono stati rilevati 13,3 km/l. Sullo sconnesso, tuttavia, si soffre un po', specie se si è seduti dietro: il ponte rigido (il retrotreno è costituito da una barra trasversale di acciaio che collega rigidamente le ruote, sempre parallele fra loro), utile nell'off-road, non è granché "ammortizzante". La rumorosità in accelerazione è contenuta, al contrario di quella in velocità che invece appare ben presente per via, forse, anche delle forme dell’auto. Il motore ha il giusto brio e anche in autostrada riesce a fornire abbastanza spinta (se non si viaggia completamente carichi).

Sistemi di sicurezza ADAS: protezione avanzata

Di serie sulla versione più accessoriata Top, protagonista della prova, si trovano anche i sistemi d'ausilio alla guida che la casa giapponese chiama in modo simpatico: "attento frena", "resta sveglio" e "guida dritto". Questi sistemi, noti come ADAS (Advanced Driver-Assistance Systems), contribuiscono a migliorare la sicurezza attiva della vettura.

La Suzuki Ignis offre una solida dotazione di sicurezza, con sistemi avanzati come la frenata automatica d'emergenza e l'allarme di uscita dalla corsia. Entrambi questi dispositivi sono basati su una sofisticata doppia telecamera posizionata dietro il parabrezza, che monitora costantemente l'ambiente circostante e interviene in caso di potenziale pericolo. Dotata di questi aiuti alla guida, la Suzuki Ignis ha ottenuto il massimo punteggio di cinque stelle nei crash test che l'Euro NCAP ha condotto nel 2016. Senza questi dispositivi, il punteggio cala a tre stelle, sottolineando l'importanza di queste tecnologie per la sicurezza complessiva del veicolo.

Allestimenti e prezzi: opzioni per ogni esigenza

La Suzuki Ignis viene offerta con una sola motorizzazione ibrida e due allestimenti principali, Cool e Top. È disponibile la possibilità di scegliere la trazione integrale e il cambio automatico (quest'ultimo solo per la versione Top a due ruote motrici), offrendo diverse configurazioni per adattarsi alle preferenze e alle esigenze degli acquirenti.

I prezzi partono da 16.500 euro per la versione 1.2 Cool 2WD, rendendola un'opzione accessibile nel segmento delle citycar ibride. Per avere la versione Top, con il cambio automatico, sono necessari 18.950 euro. Il modello provato, con trazione integrale, parte da 19.250 euro.

Per chi desidera affrontare il fuoristrada più impegnativo, era disponibile la versione iAdventure (a 19.000 euro), con protezioni extra su paraurti e fiancate, sottolineando la versatilità della Ignis anche per usi più avventurosi. La Hybrid iTop (senza la trazione 4x4) costava 16.800 euro. Rinunciando anche al sistema ibrido, per la 1.2 DualJet iTop si spendevano 15.800 euro, e 14.050 per la iCool, priva del navigatore e dei dispositivi di sicurezza delle altre.

Nel panorama automobilistico attuale, le utilitarie sono sempre più rare. Molti produttori stanno ritirando dal mercato questi modelli senza pianificare dei veri sostituti, puntando tutto su crossover compatti più grandi e costosi. Tuttavia, c'è chi continua a credere nel segmento delle city car e agisce di conseguenza. Un esempio è Suzuki, che con la sua Ignis offre al pubblico italiano una delle poche vetture sotto i quattro metri di lunghezza, dotata anche di propulsione ibrida e, cosa ancor più rara, di trazione integrale (anche la Panda è rimasta a trazione anteriore).

Il mercato dell’auto ha subito, negli ultimi anni, un quasi costante livellamento dei prezzi verso l’alto e non sorprende pertanto scoprire che il prezzo di Ignis sia perfettamente allineato a quelle che sono le principali proposte. Suzuki Ignis è probabilmente la rivale diretta di Fiat Panda, ma si scontra con ulteriori proposte del segmento come Kia Picanto, Hyundai i10 o Toyota Aygo X, solo per citarne alcune. Tante proposte, ma nessuna di queste, ad oggi, è disponibile con la trazione integrale o con il cambio automatico, come invece Suzuki riesce ad offrire molto bene. Il prezzo di Ignis 2024 parte da 19.400 euro (20.900 euro per la versione automatica), mentre per quella a trazione 4x4 è necessario sborsare 21.400 euro.

Pregi e difetti: un bilancio complessivo

Tra i pregi della Suzuki Ignis, spicca la guida più confortevole rispetto al vecchio modello, grazie alle sospensioni ritarate che assorbono meglio le asperità della strada. La Ignis è una delle auto più polivalenti tra quelle che si possono utilizzare tutti i giorni. Dimensioni e consumi da citycar, buone capacità in fuori strada grazie alla trazione integrale e ai 18 cm di altezza minima da terra, la praticità di interni spaziosi e del divano scorrevole (di serie): la Suzuki Ignis ha molte frecce al suo arco. L'abitacolo ampio e sorprendente per una vettura di questa categoria, offre molto spazio per le gambe sia anteriormente che posteriormente. La capacità di carico non delude, soprattutto con il divano spostato in avanti che aumenta lo spazio da 260 a 360 litri, superando molte concorrenti anche di categoria superiore. Le plastiche, sebbene rigide, sono solide e nate per durare nel tempo, confermando una buona qualità costruttiva. Il motore mild-hybrid 1.2 da 83 cavalli, abbinato all'unità elettrica, offre il giusto brio e consumi eccellenti, con medie che superano i 20 km/l. La vettura è estremamente agile, con un ampio raggio di sterzata e offre comfort su tutti i livelli. La dotazione di sicurezza è solida, con sistemi avanzati come la frenata automatica d'emergenza e l'allarme di uscita dalla corsia. La strumentazione è chiara e semplice, e il sistema multimediale è ricco di funzionalità.

Tra i difetti, alcuni utenti segnalano che le gomme di serie su un'auto acquistata nuova nel 2022 erano già usurate, richiedendo un costo aggiuntivo di circa 800 euro per un nuovo set di pneumatici per la versione 4x4. Si riscontra una certa propensione alle forature nonostante l'utilizzo di gomme top di gamma, e l'auto non è considerata un "vero 4x4" per affrontare terreni estremamente impegnativi. Alcuni utenti hanno avuto problemi meccanici dopo pochi chilometri, con una vettura in garanzia ritirata e senza risposte per mesi. Il motore è considerato limitato in alcune situazioni. Sullo sconnesso, la Ignis può soffrire un po', specialmente per chi siede dietro, a causa del ponte rigido posteriore. Lo sterzo, pur essendo leggero da azionare, non è sempre preciso. I comandi touch sul display dell'infotainment, in particolare quello del volume, sono poco pratici e precisi da usare durante la guida. La rumorosità in velocità appare ben presente, forse a causa delle forme dell'auto. Infine, manca il termometro per il liquido di raffreddamento, sostituito da una spia, e gli schienali del divano si reclinano a scatti, meno preciso di un sistema a rotella.

Scheda tecnica: Suzuki Ignis 1.2 Top Allgrip

  • Motore: 4 cilindri in linea aspirato 16 valvole da 1.197 cc
  • Potenza massima: 83 Cv a 6.000 giri
  • Coppia massima: 107 Nm a 2.800 giri
  • Trasmissione: manuale a 5 marce, trazione integrale a gestione elettronica
  • Dimensioni:
    • Lunghezza: 3.700 mm
    • Larghezza: 1.660 mm
    • Altezza: 1.605 mm
    • Passo: 2.435 mm
  • Peso in ordine di marcia: 985 kg
  • Prestazioni:
    • Accelerazione 0-100 km/h: 13,5 secondi
    • Velocità massima: 165 km/h
  • Consumo medio: combinato (ciclo WLTP) 5,4 litri per 100 km (reali: dopo migliaia di chilometri 40% città, 40% montagna, 20% autostrada tra i 23 e i 25 Km/litro)
  • Emissioni medie di Co2: 105 g/km (libretto: 121g CO2/Km pari a 19 Km/litro)

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