L'Orologio e le Case Automobilistiche: Un Incrocio di Tecnologia, Sicurezza e Stile

L'era moderna è caratterizzata da una crescente interconnessione, un fenomeno che trova la sua massima espressione nell'Internet of Things (IoT). Questo sistema, che intreccia molte delle sfide su cui sono focalizzati gli obiettivi tematici della Programmazione comunitaria 2014-2020, si manifesta in settori diversi, con l'automotive che emerge come un campo particolarmente rilevante. In questo contesto, una marcata deregolamentazione può rappresentare un forte rischio per lo sviluppo di un sano mercato competitivo e per la sicurezza dei dati dell'utente.

Connected car e IoT nell'automotive

L'Automotive nell'Era dell'IoT e la Sfida della Sicurezza

L'applicazione al settore "Automotive" di soluzioni telematiche, abilitate dalle tecnologie IoT, che sfruttano la capacità trasmissiva delle diverse reti di comunicazione elettronica, rappresenta certamente una delle strategie di punta del mercato delle comunicazioni elettroniche e dell'infotainment in mobilità. Tuttavia, solleva al tempo stesso problematiche sia di tipo regolatorio che tecnico finora non esplorate e correlate in particolare alla tutela della privacy, alla sicurezza dei mezzi e delle persone, all'uso delle tecnologie on-board ed on-road.

Il Caso CarPlay e le Implicazioni per la Sicurezza

Un esempio emblematico di questa interazione è il "caso CarPlay", un software per connected car che diverse case automobilistiche di spicco hanno già implementato nei propri modelli. CarPlay consente di ascoltare la musica, effettuare chiamate, ricevere istruzioni di guida, inviare/ricevere messaggi, il tutto mentre si rimane concentrati sulla guida. Similmente ad Android Auto, sebbene non sia un vero e proprio sistema operativo integrato che consente di controllare le funzioni più tradizionali dell’auto (come l’ascolto della radio FM, il controllo dell’aria condizionata e tutti i dispositivi di sicurezza), la sua integrazione solleva questioni cruciali. La necessità di garantirsi dagli attacchi informatici per proteggere gli elementi vitali di un'auto, come le centraline che controllano il funzionamento del motore e dei freni, va al di là delle preoccupazioni di alcune case automobilistiche derivanti dall'integrazione auto-smartphone.

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Il Conflitto tra Case Automobilistiche e Giganti del Web

Esiste una tensione palpabile tra le case automobilistiche e i giganti del web. Alcune case automobilistiche vorrebbero essere coinvolte come diretti (e magari esclusivi) interlocutori degli sviluppatori delle applicazioni specifiche per le automobili. I giganti del web, d'altra parte, spingono in direzione opposta, cercando di convincere le case ad elaborare software che permettano il controllo di tutti i sistemi di bordo dell’auto senza mai uscire dai loro sistemi CarPlay e Android Auto. Nonostante queste divergenze, un problema che accomuna (o dovrebbe accomunare) tutti è la necessità di garantire la massima sicurezza, per evitare che un semplice "Bug" possa uccidere in forma anonima ed inconsapevole.

Conflitto tra fornitori di software e case automobilistiche

Collaborazione per un Mercato Sostenibile

Per consentire al mercato delle connected cars di raggiungere il suo pieno potenziale e superare le suddette problematiche, appare indispensabile abilitare forme di collaborazione tra istituzioni, industria automobilistica, operatori mobili e produttori dell'indotto. Questo permetterebbe di definire architetture scalabili, sicure ed interoperabili, conservando al contempo la sostenibilità e flessibilità richiesta dall'innovazione continua. Non è un caso che nelle ultime edizioni del CES (Consumer Electronic Show) di Las Vegas si sia parlato sempre più di guida assistita, sensori e intelligenza artificiale a bordo delle automobili. La partecipazione delle case automobilistiche è cresciuta in modo esponenziale, segno di quanto la "mobilità integrata", la guida autonoma e la connettività on-board ed on-road stiano diventando temi sempre più importanti per il settore, con l'obiettivo di avere un'auto più sicura e una tecnologia alla portata di tutti.

Sicurezza dei Dati Personali nelle Auto Connesse: Una Priorità Immediata

Se l’auto a guida autonoma appare ancora in fase sperimentale, almeno in alcuni Paesi, anche forse per problematiche di ordine giuridico-regolamentare (sebbene in Italia la legge di stabilità per l’anno 2018 abbia previsto uno stanziamento di 1 milione di euro per le sperimentazioni su strada della guida autonoma, da attuare secondo modalità operative che avrebbero dovuto essere definite da un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti), nel perseguimento della mobilità integrata e condivisa le problematiche legate alla sicurezza sono, invece, affrontabili nell’immediato.

Prevenzione Incidenti e Protezione della Privacy

La riduzione degli incidenti stradali tramite sensori e dispositivi elettronici in grado di rilevare pericoli e prevenirli è una delle applicazioni più interessanti dell'interazione tra elettronica ed auto. Per questo, le case automobilistiche stanno investendo da tempo nello sviluppo di sistemi in grado di monitorare l'ambiente che circonda le auto e di interagire con esso, segnalando il pericolo e attivando una frenata automatica per evitare l'impatto con pedoni, ciclisti o altre autovetture. Allo stesso tempo, però, i rischi per la privacy e la sicurezza dei passeggeri non devono essere sottovalutati, considerando che in tale settore è molto facile l'accesso alle informazioni più svariate e sempre più strategiche per modelli di business real time.

Sensori e sicurezza stradale

L'Approccio "Privacy and Security by Design"

Da qui la necessità di garantire un'adeguata sicurezza sia delle comunicazioni, in modo da evitare danneggiamenti, manipolazioni o distruzioni anche all'insaputa del titolare del dato, sia dei prodotti o dei dispositivi, per evitare interruzioni, paralisi o deviazioni. Diventa indispensabile garantire la sicurezza attraverso una concreta applicazione dei paradigmi e delle strategie basate sul cosiddetto approccio di privacy and security by design, implementando, cioè, i requisiti di sicurezza sin dalla fase di progettazione del dispositivo e, quindi, del veicolo, al fine di garantirne un'alta affidabilità ed evitare ogni tipo di pregiudizio sia per l'incolumità fisica che psichica del guidatore e dei passeggeri.

La Minaccia del Cybercrime nella Full Connected Society

La full connected society costituisce indubitabilmente una nuova frontiera per il cybercrime, stante la crescita esponenziale dei dispositivi connessi. Risale a qualche anno fa la notizia di come una coppia di hacker in America abbia preso il controllo da remoto di una jeep che viaggiava in autostrada, sfruttando la vulnerabilità del sistema di connessione wireless installato a bordo. Più recente è l'attacco effettuato a scopo di ricerca da alcuni ricercatori del CNR su un sistema di infotainment basato sul sistema operativo Android, o la notizia della falla nella sicurezza del sistema di gestione del reparto infotainment ConnectedDrive del gruppo tedesco BMW, che avrebbe consentito di sbloccare le porte di 2,2 milioni di auto tramite la rete telefonica.

Potendo accedere alla rete di comunicazione interna dell'auto diventa, infatti, possibile aprire le porte, modificare la temperatura dell'abitacolo, ma anche governare l'acceleratore, il freno, il cambio e tutta l'elettronica di bordo e, quindi, causare un incidente anche per il solo fatto che la maggior parte dei guidatori di fronte a un tale episodio cadrebbe in preda al panico. Ma anche più "semplicemente" alterare i dati di consumo del veicolo o effettuare una registrazione ambientale dell'abitacolo, sottraendo informazioni strategiche o sensibili tali da provocare danni di natura non solo economica, ma anche sociali e psicologici-reputazionali spesso irreversibili. Il divario tra realtà e finzione potrebbe addirittura diventare del tutto inesistente se si pensa alle possibilità di provocare direttamente o indirettamente la morte di un bersaglio scelto attraverso l'intrusione e la violazione della tecnologia presente a bordo di un veicolo, per cui sono allo studio sistemi antivirus in grado di proteggere il dispositivo-automobile.

Cybercrime e veicoli connessi

Dati Veicolari: Strumento per una Mobilità Migliore e Sistemi Cooperativi

L'accesso e la condivisione dei dati raccolti dai dispositivi ICT installati a bordo dei veicoli, oltre a costituire un fattore di criticità se utilizzato correttamente, rappresenta però lo strumento basilare per avere una mobilità più integrata, più sicura e più sostenibile, considerando l'estensione della rete stradale nazionale (circa 180.000 Km) e la vetustà del parco mezzi in circolazione.

Obiettivi e Implementazione di Dispositivi Elettronici

Il raggiungimento di obiettivi quali la prevenzione degli incidenti (il 95% dei quali è dovuto a errori umani), il miglioramento del traffico e della sicurezza stradale, la riduzione dei consumi e, quindi, dell'impatto ambientale, sia in termini di quantità di emissioni di CO2 che di rumore, non possono non passare dall'implementazione di dispositivi e meccanismi elettronici o sensori, deputati alla raccolta di dati (purché poi li si sappia valutare e sfruttare adeguatamente).

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Tra le applicazioni per la sicurezza stradale e non solo, un ruolo prioritario rivestono i sistemi di tracciamento delle merci (si pensi alle merci di pregio o pericolose) e dei veicoli (per la sosta intelligente, ad esempio, dei mezzi pesanti), così come i sistemi di ausilio alla guida e di truck platooning.

eCall e Meccanismi Equivalenti: Il Ruolo delle Assicurazioni

Hanno un ruolo anche i sistemi di gestione delle emergenze come l'eCall e i meccanismi equivalenti installati a bordo dei veicoli, a cui rinvia specificamente l'art. 1 comma 20 della legge n. 124/2017. I cui criteri di progettazione, fabbricazione ed installazione, anche successiva alla prima immatricolazione del veicolo, devono essere definiti dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico. Quest'ultimo, in attesa dell'emanazione del suddetto decreto, ha comunque avviato una consultazione sulla definizione degli standard tecnologici comuni per hardware e software per la raccolta, gestione e utilizzo dei dati del veicolo raccolti dai sopracitati meccanismi elettronici, ai quali le imprese di assicurazione devono adeguarsi entro i prossimi due anni.

Il testo prevede che la configurazione hardware per la raccolta, la gestione e l'utilizzo dei dati raccolti dai meccanismi elettronici debba garantire l'acquisizione e la registrazione anche continua attraverso il supporto installato stabilmente sulla vettura delle informazioni necessarie all'individuazione dei parametri temporali, della posizione e misurazione dell'attività del veicolo attraverso l'utilizzo di sistemi di localizzazione e comunicazione delle informazioni acquisite per soli fini assicurativi. La configurazione software deve garantire la trasmissione delle informazioni anche in tempo reale e in remoto, o registrate su supporto, relative alle accelerazioni e decelerazioni, all'entità dell'impatto, alla localizzazione del veicolo e ogni altro elemento necessario alla ricostruzione delle attività del veicolo, con particolare riferimento alla dinamica di eventuali sinistri occorsi al veicolo, all'elaborazione delle tariffe e ad ogni altro servizio connesso ai precedenti.

Le imprese di assicurazione o gli altri soggetti che gestiscono i dati raccolti dai meccanismi elettronici per conto delle stesse (come i cosiddetti Third Service Provider) devono disporre di adeguati sistemi di ricezione, memorizzazione ed elaborazione delle informazioni trasmesse e rilevanti ai fini della determinazione delle responsabilità in occasione di sinistri o a fini tariffari, preservandone l'integrità e la riutilizzabilità e garantendone l'accessibilità solo nei casi previsti dalla legge. Tali sistemi di bordo, oltre acquisire informazioni utili per fini assicurativi ed antifrode, possono, però, rilevare eventi, quali il semplice malfunzionamento del veicolo o segnalare un incidente, generando, quindi, una chiamata di emergenza da gestire attraverso un efficace ed efficiente utilizzo di tale dato. A tal fine è, infatti, allo studio un Protocollo di Intesa per definire condizioni standard per l'accesso da parte degli operatori privati che gestiscono i dispositivi a bordo del veicolo (TSP) alle CUR, le centrali operative regionali attive sul 112NUE: l'operatore privato non può gestire direttamente l'emergenza ma effettua una chiamata al numero di emergenza 112 NUE ed invia via Internet un documento di testo con i dati dell'incidente rilevato dal IVS (In-Vehicle System) privato, dopo averne verificato l'effettività. In tal senso tali operatori possono svolgere un importante ruolo ausiliario nella gestione delle emergenze, fungendo, ad esempio, da filtro per le chiamate improprie.

Tecnologia Co-operativa e Smart Road

Un efficace utilizzo dei dati passa anche attraverso meccanismi e sensori esterni all'abitacolo (cosiddetti sistemi cooperativi), attraverso i quali l'automobile dialoga con l'infrastruttura stradale, diventando fonte di informazioni di traffico e di sicurezza. I dati così raccolti possono alimentare centri di controllo e supervisione che, attraverso enabling platforms, possono gestire in misura coordinata sia il flusso del traffico e le esigenze di sicurezza a 360°, che lo stato delle infrastrutture viarie, rendendo più efficaci sia la pianificazione degli investimenti, che gli interventi di manutenzione in un ecosistema di mobilità integrata, abilitata dalla connettività.

Sistemi cooperativi per la Smart Road

In tema di sicurezza, il tema della Smart Mobility e delle Smart Road si intreccia fortemente con il sistema delle emergenze e la realizzazione delle reti PPDR (Public Protection and Disaster Relief). Si tratta di reti radio a banda larga progettate per poter rispondere all'esigenza di un'infrastruttura radio efficiente, in grado di supportare le operazioni di soccorso su vasta scala, che possano derivare da eventi emergenziali di qualunque tipo, sia di tipo naturale (per esempio, vaste inondazioni, incendi, frane ecc.) che legati ad attività umane (per esempio, di matrice terroristica ecc.). Le operazioni di protezione civile e/o di pubblico soccorso utilizzano in modo pesante l'accesso ai dati distribuiti sui database delle organizzazioni coinvolte nella gestione delle emergenze, come la polizia, i vigili del fuoco, la protezione civile (nelle sue declinazioni centrali e regionali) e l'emergenza sanitaria. Le reti PPDR devono essere in grado di gestire volumi elevati di scambio dati in modo sicuro: queste informazioni comprendono, infatti, immagini e mappe provenienti dalle fonti più disparate. Allo stesso modo, il flusso di informazioni di ritorno da unità in campo per i centri di controllo operativi dovrà essere trattato con analoga priorità: durante una situazione di emergenza, le Autorità responsabili del soccorso sono tenute a prendere decisioni che sono indubbiamente influenzate dalla qualità e dalla tempestività delle informazioni ricevute e sotto tale aspetto forse si rendono nel breve periodo necessarie delle scelte, considerando quanto previsto da un lato dai Report 53 e 60 della CEPT e dalla decisione europea 2016/687 in relazione alla banda 700 Mhz e dall'altro dalla legge di stabilità per l'anno 2018.

L'Orologio nell'Era Digitale: Stile e Funzionalità per gli Appassionati di Auto

In una visione addirittura utente centrica, in cui sono gli stessi cittadini o city user a diventare fonte di dati e di informazioni, un ruolo da protagonista nel settore della mobilità lo svolgono le tecnologie mobili a tutti i livelli. I cittadini smart utilizzano sempre più il telefono cellulare per interagire e fruire dei servizi della città: dalle informazioni turistiche fino ad arrivare ai servizi della Pubblica Amministrazione o della Sanità. Ma è proprio il settore della mobilità che più degli altri sta sfruttando le peculiarità del cellulare.

In questo contesto di profonda integrazione tra tecnologia, mobilità e design, si inseriscono anche gli accessori che riflettono la passione per le auto e la ricerca di funzionalità innovative. Gli orologi "Ride & Drive" si rivolgono agli appassionati di automobili alla ricerca di un pezzo originale, elegante e davvero utile durante la guida. Il principio è semplice: si può mantenere la visualizzazione nella posizione classica (spesso chiamata posizione REST), oppure ruotare il quadrante di circa 60° in posizione DRIVE per orientare l’ora verso il proprio campo visivo.

Orologio Ride & Drive in posizione DRIVE

Questo concetto unisce l'estetica a una funzionalità pratica, pensata per migliorare l'esperienza di guida. Quando si sceglie un orologio ispirato al mondo automobilistico, è importante basarsi sul proprio stile (sobrio o più racing), sulle proprie preferenze di design e sui dettagli che richiamano la storia dell’automobile. Questi orologi non sono solo strumenti per misurare il tempo, ma veri e propri accessori che esprimono una passione, unendo la tradizione orologiera alle esigenze del guidatore moderno e alla continua evoluzione del design automobilistico.

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