La Volkswagen Passat, un nome che risuona con familiarità anche per chi non è un purista dell'automobilismo, rappresenta una pietra miliare nella storia di Volkswagen. Con otto generazioni e quasi mezzo secolo di storia alle spalle, la Passat ha venduto oltre 30 milioni di unità dal 1973, affermandosi come il secondo modello più popolare del marchio dopo la Golf. La sua evoluzione ha attraversato epoche, adattandosi e spesso anticipando le esigenze del mercato, diventando di fatto il modello di riferimento dell’auto di classe media e uno dei più desiderati tra le auto usate.

Il suo successo è attribuibile a un design senza tempo, una carrozzeria spaziosa, una maneggevolezza migliorata di generazione in generazione e una semplicità di gestione che l'hanno resa una scelta universale, capace di penetrare i principali mercati automobilistici di Cina, USA ed Europa. Inizialmente pensata come veicolo per famiglie e professionisti, la Passat è sempre stata sinonimo di affidabilità e comfort.
Nascita della B8: La Rivoluzione MQB e le Nuove Tecnologie
La Volkswagen Passat B8 è stata presentata per la prima volta al Salone di Parigi a fine 2014, segnando un importante passo avanti nell'evoluzione del modello. Realizzata sulla nuova piattaforma modulare MQB, condivisa con la Golf, questa ottava generazione ha introdotto una serie di innovazioni significative rispetto alle serie precedenti. Tra queste, una lista di nuove tecnologie di sicurezza e di assistenza alla guida, motori rivisitati e uno spazio interno maggiore. La piattaforma MQB ha permesso un risparmio di peso di 85 kg rispetto alla versione precedente, contribuendo a un miglioramento dell'efficienza.

Nonostante una lunghezza quasi invariata (477 cm), il passo è stato aumentato di 33 mm, garantendo una maggiore abitabilità interna. I nuovi motori, tutti omologati Euro 6 all'epoca del lancio, promettevano consumi ed emissioni ridotti fino al 20%, un risultato ottenuto anche grazie alla riduzione del peso complessivo della vettura. Il design, pur mantenendo le linee essenziali e raffinate tipiche del nuovo DNA Volkswagen, si è concentrato sul rinnovamento del frontale, ora più largo e orizzontale, che ospita gruppi ottici e calandra. Lo stile è diventato più serio e brutale, con linee tese e spigolose, pur conservando eleganza, carisma e prestigio.
Motorizzazioni al Lancio e Evoluzione dell'Offerta
Al momento del lancio in Italia, la Passat Variant, così come la berlina, era disponibile con una gamma di motorizzazioni complete e efficienti. I motori a benzina includevano il 1.4 TSI da 125 CV e 150 CV, quest'ultimo dotato di un sistema di gestione attiva dei cilindri (ACT) che disattiva due cilindri quando non è richiesta la massima potenza, con una sensibile riduzione dei consumi. Questo sistema è attivo tra 1.400 e 4.000 giri e a velocità inferiori a 130 km/h.
Per quanto riguarda i motori Diesel, l'offerta era composta dal 1.6 TDI da 120 CV e dal 2.0 TDI in diverse declinazioni di potenza: 150 CV, 190 CV e il potentissimo 2.0 BiTDI da 240 CV. Quest'ultimo, abbinato di serie al cambio DSG a 7 marce e alla trazione integrale 4MOTION, forniva prestazioni impressionanti, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6,1 secondi, ponendo nuovi standard per un motore due litri diesel. Le versioni diesel, in particolare il 2.0 TDI 150 CV, si sono distinte per la loro silenziosità e bassi consumi.
Volkswagen PASSAT VARIANT | La prova della 2.0 TDI R-LINE
Tutti i propulsori erano stati rivisti per offrire maggiore efficienza e prestazioni migliorate. L'offerta di motori ha subito leggere modifiche nel tempo, con l'introduzione, ad esempio, del diesel a 4 cilindri da 2 litri TDI "Evo" da 150 cavalli.
Allestimenti e Dotazioni al Debutto
La Volkswagen Passat B8 e la Passat Variant sono state sin da subito ordinabili nelle concessionarie Volkswagen con tre livelli di allestimento: Trendline, Comfortline ed Highline. Questi, combinati con il cambio manuale a sei marce o con il doppia frizione DSG a sette rapporti, davano origine a numerose versioni. Inoltre, erano state introdotte quattro inedite versioni Businessline, pensate specificamente per i clienti aziendali, abbinate esclusivamente alle motorizzazioni TDI 1.6 (120 cv) e 2.0 (150 cv).

Le dotazioni di serie erano già complete, includendo condizionatore, sistema di stabilizzazione, numerosi airbag (frontali e laterali), sistema Start&Stop e impianto audio con 8 altoparlanti. Tuttavia, la Passat B8 si distingueva per un'ampia gamma di optional da ammiraglia tedesca. Tra questi spiccavano l'Head-Up Display (una primizia per Volkswagen), e soprattutto lo spettacolare Active Info Display, la strumentazione completamente digitale optional su tutte le versioni. Questo display da 12,3 pollici mostrava i classici quadranti che variavano di dimensione in base alle informazioni richieste, come la mappa di navigazione.
Un'altra innovazione assoluta era il Trailer Assist, un sistema di assistenza che permetteva di effettuare le manovre con rimorchio utilizzando la levetta di regolazione degli specchietti come un joystick, un'esclusiva mondiale per Volkswagen all'epoca. La dotazione di sicurezza era di alto profilo, inclusa la suite di soluzioni di assistenza alla guida sotto l'inedito brand IQ.Drive. Tra queste, il Travel Assist consentiva una guida semiautonoma in un range di velocità da 0 a 210 km/h. Erano presenti di serie anche l’Adaptive Cruise Control, la funzione di mantenimento della corsia Lane Assist e l’Emergency Steering Assist, oltre al Fatigue Detection con rilevamento della stanchezza.
Sistemi di Infotainment e Connettività
Le novità principali della Volkswagen Passat Variant B8 si trovavano a bordo, dove spiccavano il nuovo sistema di infotainment Mib3 e il pacchetto di dotazioni di assistenza alla guida IQ.Drive. Il sistema di infotainment Mib3 si distingueva per essere personalizzabile, molto intuitivo da utilizzare e soprattutto sempre connesso, grazie alla nuova Online Connectivity Unit (OCU). Questa unità consentiva alla Passat di essere sempre online non appena il driver effettuava l'accesso nel sistema Volkswagen.
Grazie alla OCU era possibile accedere all’ampio portafoglio di servizi online di WeConnect, che comprendeva, ad esempio, We Park, We Deliver e We Connect Fleet. Quest'ultimo servizio, disponibile inizialmente in Germania e Francia, era dedicato specificamente alla clientela flotte. Il sistema multimediale, sebbene già buono e moderno di base, offriva versioni più ricche con display più grandi e funzionalità estese, in linea con i sistemi VAG dell'epoca.
Dimensioni, Spazio Interno e Comfort
La Volkswagen Passat B8, con una lunghezza di 4767 mm, una larghezza di 1832 mm e un'altezza di 1456 mm, offriva dimensioni generose per una berlina di fascia media. L'ottimizzazione dello spazio interno era un punto di forza, garantendo un comfort degno di una limousine anche per cinque persone adulte. Il volume del bagagliaio era di 586 litri sulla berlina, aumentabili fino a 1152 abbattendo il divano posteriore. La Variant (station wagon) offriva risultati ancora migliori: 650 litri in configurazione normale e ben 1780 litri con i sedili posteriori piegati e caricando fino al tetto.

Le sospensioni offrivano un buon compromesso tra morbidezza e stabilità su strada, assicurando un'esperienza di guida confortevole anche su lunghe distanze. L’abitacolo della Volkswagen Passat B8 era un altro punto forte, con una qualità dei materiali interni elevata. La plastica era piacevole sia visivamente che al tatto, i sedili erano comodi e l'ergonomia ben pensata. L'insonorizzazione, buona per una berlina di classe media, contribuiva a un ambiente di viaggio piacevole.
Sicurezza e Valutazioni Euro NCAP
Nel test di sicurezza Euro NCAP del 2014, la Volkswagen Passat B8 ha ottenuto il massimo punteggio di 5 stelle su 5. Questo testimonia l'impegno di Volkswagen nel fornire un elevato livello di sicurezza passiva e attiva. La sicurezza in caso di incidente era considerata abbastanza buona, supportata dalla robustezza della scocca e dalla presenza di numerosi airbag.
Il pacchetto di soluzioni di assistenza alla guida IQ.Drive, che includeva l'Adaptive Cruise Control, il Lane Assist, l'Emergency Steering Assist e il Fatigue Detection, contribuiva significativamente alla sicurezza attiva, aiutando il conducente a prevenire situazioni di pericolo e a ridurre la stanchezza durante la guida.
La Variante GTE: L'Ibrida Plug-in
Dalla sua commercializzazione in Italia, la Passat è stata presente sui listini, nelle varianti Berlina e Variant, anche in versione GTE, un'innovativa versione ibrida plug-in. Questa configurazione dispone di 218 CV, grazie all'accoppiamento tra il motore termico 1.4 TSI turbo da 156 CV e un motore elettrico da 85 kW. Il motore elettrico interviene ad aiutare il TSI nelle fasi di accelerazione e permette di ricaricare le batterie durante la marcia, in fase di frenata e in discesa.

Il design della GTE era contraddistinto da un bordino di colore blu elettrico che passava sopra la mascherina anteriore (rimosso dopo il restyling 2019) e i fanali, insieme alla scritta GTE, presente anche sui parafanghi e sul portellone posteriore. La Passat GTE era offerta di serie con il cambio automatico DSG e i cerchi da 18 pollici. La velocità massima era di 225 km/h e l'accelerazione da 0 a 100 km/h avveniva in 7,4 secondi.
Nel 2018, l'ibrido plug-in è stato aggiornato con una batteria da 13 kWh e un'autonomia WLTP di 61 km, sebbene l'autonomia reale fosse più vicina a 55 km. La Passat GTE non era compatibile con la ricarica in corrente continua (CC) e disponeva di un caricatore di bordo da 3,6 kW, che permetteva una ricarica completa in 3 ore e 40 minuti con una wallbox domestica. L'autonomia elettrica, sebbene limitata, era sufficiente per la maggior parte degli spostamenti quotidiani. Il consumo di carburante dichiarato era di 1,2 l/100km, sebbene l'economia reale fosse inferiore, ma comunque nettamente migliore rispetto alle varianti a combustione interna. Nonostante lo spazio del bagagliaio fosse stato leggermente ridimensionato (483 L) per ospitare la batteria EV, la Passat GTE rimaneva un'auto pratica e spaziosa per le famiglie, con emissioni di scarico ridotte (28g CO2/km).
La Passat Alltrack: L'Anima Off-Road
La Passat Alltrack è stata introdotta alla fine del 2015, proponendosi come una versione della Variant preparata per affrontare il fuoristrada leggero. Le differenze principali rispetto alle altre versioni includevano un'altezza da terra incrementata di 25 mm, per un totale di 174 mm, protezioni aggiuntive per la carrozzeria e il sottoscocca in plastica, e la trazione integrale 4MOTION standard su tutte le motorizzazioni.

Esteticamente, presentava modifiche minori come specchietti retrovisori esterni opachi e i badge Alltrack nella parte anteriore, laterale e posteriore. Un'esclusiva di questa versione era un'apposita modalità fuoristrada, attivabile tramite il selettore di guida, che ottimizzava la risposta del veicolo per la guida su terreni difficili. I propulsori disponibili per la Alltrack erano benzina e tre TDI, con l'offerta motori che seguiva l'evoluzione della gamma Passat.
Trasmissioni: Cambi Manuali e DSG
La Volkswagen Passat B8 era disponibile con un cambio manuale a 6 marce, inizialmente MQ250 (02S) e, dopo il restyling, MQ281 (0C9). Questi cambi manuali, seppur robusti, potevano presentare, a chilometraggi elevati (dopo 150-200 mila km), problemi come gioco nel meccanismo di selezione delle marce o usura dei cuscinetti del differenziale in caso di utilizzo aggressivo.
Tuttavia, il vero protagonista tra le trasmissioni era il cambio robotizzato DSG, disponibile in quattro versioni che si sono evolute nel tempo in termini di affidabilità. Le versioni montate inizialmente includevano il DSG-7 DQ200, il DSG-6 DQ250 e il DSG-7 DQ500.
Il DSG7 (versione DQ200), con frizione a secco, era quello che in passato aveva generato più preoccupazioni. Sebbene la lista dei problemi si sia ridotta nel tempo, a circa 150-200.000 km poteva richiedere interventi, anche se esemplari con questo cambio sono arrivati a 350.000 km, sottolineando l'importanza dello stile di guida. Una guida calma e fluida, prevalentemente in autostrada, contribuiva a una maggiore longevità.
Molto più resistente si è rivelato il DSG6 (versione DQ250), con frizioni in bagno d’olio, installato con i motori di potenza media e alta. Se trattato correttamente, riusciva a superare i 150-200.000 km senza problemi imprevisti. Verso i 200.000 km, potevano essere necessari interventi sui cuscinetti e sulla meccatronica.
Il DSG7 (versione DQ500), progettato per sopportare potenti motori diesel come quelli sui Volkswagen Transporter, si è dimostrato estremamente resistente e affidabile. Questo cambio, considerato un'evoluzione del DQ250, lo superava in velocità, resistenza, durata e risparmio di carburante. Per evitare problemi, era fondamentale sostituire l'olio almeno ogni 50.000 km e prevenire i surriscaldamenti.
Il cambio robotizzato a 7 marce DSG DQ381 (codice 0GC), introdotto nel 2017, era installato su quasi tutti i modelli moderni dell'azienda con motore trasversale. Essendo un cambio relativamente giovane, era ancora presto per trarre conclusioni definitive, ma i difetti riscontrati in alcuni esemplari venivano quasi sempre risolti in garanzia.
Sospensioni e Telaio
La Volkswagen Passat B8, basata sul pianale modulare MQB, presentava sospensioni anteriori di tipo MacPherson e posteriori multi-link. Questa configurazione garantiva un buon equilibrio tra comfort e stabilità. Le sospensioni non erano eccessivamente complesse né problematiche. Tuttavia, con il tempo, potevano comparire scricchiolii, spesso imputabili ai silent block posteriori dei bracci anteriori. Questi, non sempre resistentissimi, potevano presentare crepe o danni dopo 50-60 mila km, specialmente su strade in cattivo stato. Fortunatamente, i silent block erano sostituibili separatamente e i ricambi originali non erano eccessivamente costosi. Gli snodi sferici potevano cedere dopo 100-150 mila km, mentre le sospensioni posteriori potevano richiedere interventi importanti verso i 200 mila km.

Per le versioni con trazione integrale 4Motion, la Passat B8 utilizzava un giunto Haldex di quinta generazione. Un punto debole di questo sistema era la mancanza di un filtro dell'olio, che portava a un graduale sporcarsi del fluido con prodotti di usura, compromettendo la pompa. Si raccomandava quindi di cambiare l'olio nel meccanismo Haldex più spesso, almeno una volta ogni 30-40 mila km, per prevenire problemi.
Impianto Frenante e Sterzo
Il sistema dei freni della Volkswagen Passat B8 generalmente non dava problemi particolari. Tuttavia, all'inizio della produzione, erano stati effettuati alcuni richiami per risolvere questioni legate alla possibile distruzione del disco del freno e al malfunzionamento del sistema ESP. La durata di pastiglie e dischi era considerata buona.
Per quanto riguarda il servosterzo elettrico, alcuni proprietari notavano malfunzionamenti in condizioni di temperature molto rigide. A chilometraggi elevati, potevano comparire battiti nella cremagliera dello sterzo, specialmente se l'auto veniva utilizzata su strade in cattivo stato.
Elettronica e Carrozzeria
Dal punto di vista dell'elettronica, la Volkswagen Passat B8 si è rivelata affidabile, senza difetti fatali se trattata correttamente. Tra i problemi più comuni, ma risolvibili, c'erano malfunzionamenti del sistema multimediale, spesso risolvibili con un riavvio del motore o un aggiornamento software. Si registravano anche occasionali errori nel funzionamento del sistema Start&Stop.
La carrozzeria della Volkswagen Passat B8 mostrava una buona resistenza alla corrosione. Piccole tracce di ruggine potevano essere accettabili in climi severi, ma grandi tracce indicavano probabilmente un incidente e una riparazione non ottimale. Era consigliabile un controllo anche dal basso, in quanto il sistema di scarico poteva arrugginirsi superficialmente, cosa considerata normale. La vernice, tuttavia, era considerata fragile e sottile, portando a una rapida comparsa di graffi e una perdita di brillantezza iniziale. Il parabrezza, relativamente "morbido", si graffiava facilmente. In alcuni rari casi, potevano comparire rumori provenienti dal meccanismo del tettuccio.
La Passat Ibrida: Uno Sguardo al Futuro
La Passat GTE, introdotta nel 2014 e in vendita dal 2015, rappresentava l'impegno di Volkswagen verso l'elettrificazione. Con una batteria da 13 kWh e un'autonomia elettrica WLTP di 61 km, offriva un'opzione pratica ed ecologica per la guida quotidiana. Sebbene non fosse compatibile con la ricarica rapida CC, il suo caricatore di bordo da 3,6 kW permetteva una ricarica completa in circa 3 ore e 40 minuti con una wallbox domestica. L'efficienza era notevole, con un consumo di carburante combinato dichiarato di 1,23 l/100km e basse emissioni di CO2 (28 g/km). La GTE offriva un'esperienza di guida piacevole, combinando la potenza del motore benzina 1.4 TSI con il supporto del motore elettrico, per un totale di 218 CV e 400 Nm di coppia. Nonostante la riduzione dello spazio nel bagagliaio per ospitare la batteria, la Passat GTE rimaneva una station wagon spaziosa e ben equipaggiata, adatta alle esigenze familiari.

Il Futuro della Passat: Elettrificazione e Chiusura di un Capitolo
La Passat, nonostante la sua storia di successo, è un capitolo della storia di Volkswagen destinato a chiudersi, almeno nella sua forma attuale. I piani di Wolfsburg prevedono che, nel 2023, la berlina di segmento D lascerà spazio a un modello a batteria, la ID Aero, a cinquant'anni esatti dal suo esordio. Questo cambio di paradigma è il risultato della rivoluzione elettrica che sta ridisegnando il panorama automobilistico globale. La ID Aero, realizzata sulla piattaforma MEB, sarà una berlina elettrica di quasi cinque metri di lunghezza che, grazie a un pacco batterie da 77 kWh e un'aerodinamica curata (Cx di 0,23), promette percorrenze di circa 600 km con un ciclo di carica.
Tuttavia, la storia della Passat non si concluderà del tutto. Gli infaticabili agenti di commercio o i papà giramondo potranno ancora contare su un modello a combustione, ma solo nella declinazione Variant, per la quale Volkswagen ha programmi differenti. La nona generazione della Passat wagon dovrebbe entrare in produzione a cavallo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Assemblata nella fabbrica di Bratislava sulla stessa linea della "cugina" Skoda Superb, avrà un ciclo vita che culminerà abbastanza a ridosso del bando alla vendita delle endotermiche (previsto nel 2035). La nuova Passat station wagon punterà su una gamma motori largamente elettrificata: ai benzina e diesel mild hybrid si affiancheranno infatti versioni plug-in con autonomie in elettrico comprese tra i 70 e i 100 km, fondamentali per un modello fortemente indirizzato al mercato delle flotte aziendali.
Volkswagen AG, il gruppo automobilistico tedesco, si è impegnato a investire fino a 30 miliardi di euro entro il 2023, puntando a lanciare fino a 70 nuovi modelli di veicoli elettrici nei prossimi 10 anni. Con il lancio della sua famiglia di veicoli elettrici ID., VW sta consolidando rapidamente una posizione dominante per diventare il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici (EV) entro il 2028, con la previsione di produrre 22 milioni di veicoli elettrici.