Perchè i Concessionari Coprono le Targhe: Un'Analisi Approfondita tra Privacy, Truffe e Tutela del Commercio Onesto

L'atto di coprire le targhe delle automobili negli annunci di compravendita, sia da parte di privati che di concessionari, è una pratica diffusa che solleva interrogativi e genera dibattito. Le motivazioni dietro questa scelta sono molteplici e complesse, spaziando dalla tutela della privacy alla prevenzione di frodi, fino a strategie commerciali più o meno lecite. Comprendere appieno il fenomeno richiede un'analisi dettagliata dei vari scenari e delle implicazioni per acquirenti e venditori.

La Questione della Privacy: Un Dilemma Reale o un Falso Pretesto?

Una delle motivazioni più frequentemente addotte per la copertura delle targhe è la privacy. Molti privati, e talvolta anche concessionari, sostengono che la divulgazione della targa possa esporre il proprietario a rischi legati alla diffusione di dati personali. Tuttavia, questa argomentazione è spesso oggetto di discussione. Alcuni ritengono che l'ossessione per la privacy, alimentata anche da una interpretazione rigida di alcune normative, abbia generato strane idee nella mente delle persone. Se da un lato è vero che i dati legati alla proprietà di un veicolo sono privati, dall'altro la targa è un elemento pubblico per sua natura, visibile a chiunque circoli su strada.

Targa auto coperta con un foglio

Ci si chiede infatti se, a fronte di un potenziale rischio di clonazione, non si dovrebbe allora coprire la targa anche durante la circolazione. Alcuni utenti hanno riportato esperienze in cui, dopo aver pubblicato un annuncio con la targa visibile, si sono ritrovati l'auto messa in vendita altrove a loro insaputa, con annunci clonati e prezzi ribassati. Questo suggerisce che, pur essendo la targa un dato pubblico, la sua associazione a un annuncio di vendita online possa creare delle vulnerabilità che alcuni malintenzionati sono pronti a sfruttare per truffe.

Prevenzione di Truffe e "Magagne": Il Ruolo delle Visure

Un'altra ragione fondamentale per cui le targhe vengono coperte è l'impossibilità, per un potenziale acquirente, di scoprire eventuali "magagne" tramite visure al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Vedere la targa è, infatti, una garanzia, poiché permette di accertare se il veicolo è libero da fermi amministrativi, sequestri penali o altre pendenze che ne impedirebbero la libera circolazione o la vendita.

I venditori disonesti, in particolare, possono celare la targa per evitare che gli acquirenti onesti scoprano:

  • Chilometraggio Alterato ("Schilometraggio"): Questa è una delle truffe più diffuse e dannose nel mercato dell'usato. Alfredo Bellucci, nel suo libro "Non prendermi per il chilometro", stima che almeno la metà delle auto usate in vendita abbia il chilometraggio alterato. I "riparatori" di contachilometri, spesso reperibili con una semplice ricerca online, dispongono dei macchinari per reimpostare i dati, anche se i contachilometri raramente si rompono e, in caso di guasto, sarebbe quasi sempre più conveniente sostituirli. La copertura della targa impedisce indagini approfondite che potrebbero rivelare un chilometraggio incongruente con la storia del veicolo.
  • Incidenti Gravi Non Dichiarati: La visura può rivelare la storia dei sinistri di un veicolo, permettendo di identificare auto che hanno subito danni strutturali importanti e che potrebbero non essere state riparate a regola d'arte, compromettendone la sicurezza e il valore.
  • Fermi Amministrativi o Ipoteca Legale: Un veicolo con un fermo amministrativo non può circolare né essere venduto. La visura sulla targa è l'unico modo per accertare l'assenza di tali vincoli.
  • Auto Rubate o con Provenienza Dubbia: In casi estremi, la copertura della targa potrebbe celare un veicolo rubato. La visura permetterebbe di verificarne la legittima provenienza.

Diagramma flusso truffe auto usate

Per i venditori onesti, come Bellucci sottolinea, la concorrenza con i disonesti è dura, sia psicologicamente che economicamente. Essi si trovano a competere con chi guadagna molto di più alterando i dati. La mancanza di trasparenza, alimentata anche dalla pratica di coprire le targhe, rende difficile per i clienti distinguere i commercianti onesti da quelli meno scrupolosi, creando un clima di sfiducia generalizzata.

Il Danno dei Concessionari Disonesti: Proteggere le "Magagne"

Nel caso specifico dei concessionari, la motivazione dietro la copertura delle targhe può essere ulteriormente differenziata. Mentre un privato potrebbe essere "ossessionato dalla privacy inutilmente" o essere "un possibile truffatore", una concessionaria, in molti casi, lo fa "essenzialmente per evitare contatti con il vecchio proprietario, scoprendo eventuali truffe (km, incidenti gravi ecc…)".

Questa pratica, in particolare, permette al concessionario disonesto di:

  • Impedire il contatto diretto tra l'acquirente e il precedente proprietario: Se la targa fosse visibile, un acquirente interessato potrebbe risalire al vecchio proprietario e interrogarlo sulla storia reale del veicolo, scoprendo potenziali alterazioni del chilometraggio o incidenti gravi non dichiarati.
  • Mantenere il controllo delle informazioni: Coprendo la targa, la concessionaria filtra le informazioni che l'acquirente può ottenere, presentando solo ciò che ritiene opportuno e nascondendo eventuali difetti o alterazioni.

Una buona percentuale dei concessionari disonesti copre la targa proprio perché "l'auto è 'schilometrata'". Questo è un problema sistemico che danneggia non solo gli acquirenti, ma anche i venditori onesti che faticano a emergere in un mercato inquinato da pratiche scorrette.

CHILOMETRI SCALATI: come accorgersene | Avv. Angelo Greco

Il Fenomeno della Clonazione e della Truffa dell'Annuncio

Oltre alla privacy e alla prevenzione delle visure, emerge un altro rischio legato alla visibilità delle targhe negli annunci online: la clonazione di annunci e la truffa. Alcuni utenti hanno segnalato di aver visto i propri annunci clonati con lo stesso numero di telefono ma con prezzi ribassati, o addirittura di aver subito la clonazione dell'auto stessa.

Un caso emblematico è quello di un uomo che, dopo aver messo in vendita la sua Citroen Xsara online e aver fornito copia dei documenti a un "finto acquirente", si è ritrovato a contestare una multa per un'infrazione commessa da un veicolo identico al suo, con la stessa targa, ma di un colore diverso. Questo suggerisce che la fornitura di dati del veicolo, inclusa la targa, a malintenzionati può facilitare la creazione di "auto gemelle" utilizzate per commettere infrazioni o truffe. Sebbene il venditore avesse fornito i documenti in buona fede, la disponibilità di tali informazioni ha permesso la clonazione del veicolo.

La Criticità delle Targhe Provvisorie e delle Incongruenze

Il controllo della targa è fondamentale anche per identificare eventuali irregolarità più gravi. Ad esempio, è stata riscontrata una difformità tra il numero di telaio inciso sulla carrozzeria e quello riportato sul documento di circolazione, oppure il supporto metallico della targa è risultato essere dissimile da quelli rilasciati dal Poligrafico dello Stato. Questi dettagli, difficilmente verificabili senza la visibilità della targa, possono indicare un veicolo rubato, assemblato con pezzi di dubbia provenienza o con documenti falsificati.

Inoltre, il sistema di assegnazione delle targhe, con le sue sequenze alfanumeriche (ad esempio, FP…, FS…, FR…), può rivelare informazioni sulla data di immatricolazione. Le incongruenze tra la targa e la data di immatricolazione dichiarata potrebbero essere un campanello d'allarme per auto "ricostruite" o con documentazione alterata.

Come Limitare il Fenomeno delle Truffe e Tutelare l'Acquirente

Alfredo Bellucci, nel suo libro, propone alcune soluzioni per limitare il business degli "schilometratori" e dare spazio ai commercianti onesti:

  • Indicazione del chilometraggio ad ogni passaggio di proprietà registrato al PRA: Questa misura renderebbe più difficile alterare il chilometraggio senza lasciare tracce ufficiali.
  • Indicazione del chilometraggio su ogni revisione: Similmente al punto precedente, la registrazione del chilometraggio durante le revisioni periodiche creerebbe un database più affidabile.

Finché queste modifiche non saranno apportate dal legislatore, la sicurezza assoluta nell'acquisto di un'auto usata non si può avere. Tuttavia, Bellucci sottolinea che "essere diffidenti è la prima regola per evitare fregature".

Consigli per l'acquisto auto usate

Ecco alcune strategie per minimizzare i rischi, anche in presenza di targhe coperte:

  1. Scremare gli annunci online con cautela: Non limitarsi a paragonare anno di immatricolazione, prezzo e percorrenza. Un prezzo troppo basso potrebbe nascondere un problema. Meglio valutare l'annuncio nel suo complesso.
  2. Non "innamorarsi" dell'auto: Non fermarsi solo all'aspetto estetico o allo stato di conservazione. È fondamentale mantenere un approccio razionale e critico.
  3. Indagare sui precedenti proprietari: Consultando il PRA tramite l'ACI o un'agenzia di pratiche auto (anche se la targa è coperta, questo può essere fatto con il telaio del veicolo, che dovrebbe essere fornito), si possono conoscere il numero dei precedenti proprietari e il valore delle singole transazioni. Le transazioni dovrebbero avere un andamento decrescente negli anni.
  4. Indagare sulla manutenzione: La cronologia della manutenzione può aiutare a stabilire il reale chilometraggio, ma bisogna essere cauti. I libretti di manutenzione (soprattutto quelli elettronici) potrebbero essere stati alterati insieme al contachilometri. Richiedere le fatture originali degli interventi eseguiti presso officine autorizzate è sempre consigliabile.
  5. Fare tante domande: Porre domande specifiche e dettagliate sulla storia del veicolo, sulla sua manutenzione, su eventuali incidenti e sulle ragioni della vendita. Un venditore onesto non avrà problemi a fornire tutte le informazioni richieste.
  6. Richiedere il numero di telaio: Anche se la targa è coperta, il venditore dovrebbe fornire il numero di telaio. Con questo dato, è possibile effettuare controlli più approfonditi.
  7. Rivolgersi a esperti: Da settembre è disponibile il sito www.nonprendermiperilchilometro.it, dove è possibile chiedere una consulenza ad Alfredo Bellucci e ai coautori del libro (Gianluca Poloniato, Luca Peroglio Longhin e Stefano Mior) per valutare la bontà dell'acquisto di un usato. Anche i professionisti, spiega Bellucci, non possono avere la certezza assoluta di acquistare un'auto che non sia stata schilometrata, ma la loro esperienza può ridurre significativamente il rischio.

CHILOMETRI SCALATI: come accorgersene | Avv. Angelo Greco

La Necessità di un Cambiamento Legislativo e di una Maggiore Consapevolezza

La pratica di coprire le targhe, sebbene motivata da varie ragioni, evidenzia una lacuna nel sistema di tutela del consumatore e una certa opacità nel mercato dell'auto usata. È essenziale che il legislatore intervenga con misure che garantiscano maggiore trasparenza e tracciabilità del chilometraggio e della storia dei veicoli. Solo così sarà possibile proteggere gli acquirenti da frodi e valorizzare il lavoro dei commercianti onesti. Nel frattempo, la consapevolezza degli acquirenti e l'adozione di un approccio critico e diffidente rimangono gli strumenti più efficaci per navigare un mercato complesso e insidioso. Ogni auto usata è un pezzo unico, con una sua storia e un suo valore, e richiede un'attenta valutazione per evitare brutte sorprese.

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