La Peugeot 205, prodotta tra il 1983 e il 2000 dalla casa automobilistica francese Peugeot, rappresenta un'autovettura di segmento B che ha lasciato un'impronta indelebile nel panorama automobilistico, affermandosi per la sua versatilità, affidabilità e un'ampia gamma di versioni. Il progetto, denominato "M24", nacque nel 1977 con l'obiettivo di sostituire l'ormai anziana Peugeot 104, lanciata nel 1972 e surclassata nelle vendite dalla Renault 5. In un periodo economicamente difficile per la Casa di Sochaux, segnato da ingenti spese e investimenti, la 205 doveva essere un modello di amplissima diffusione, in grado di imporsi per le sue doti e per un prezzo competitivo.

Dimensioni e Abitabilità: Un Equilibrio Ottimale
La Peugeot 205, sebbene appartenente al segmento delle utilitarie, offriva uno spazio interno sorprendente in rapporto alle sue dimensioni esterne compatte. Con una lunghezza di 3,70 metri, una larghezza di 1,56 metri e un'altezza di 1,38 metri, unita a un passo di 2,42 metri, la vettura garantiva un'abitabilità notevole per gli standard dell'epoca. Nonostante fosse omologata per cinque persone, era più confortevole in quattro, principalmente a causa della larghezza limitata dello schienale posteriore. L'accessibilità ai posti posteriori era facilitata dalle ampie portiere (nelle versioni a cinque porte). La linea di cintura bassa e le ampie vetrate contribuivano a un'ottima visibilità e accentuavano la sensazione di spaziosità interna.

Il Vano Bagagli: Funzionalità per Ogni Esigenza
Uno degli aspetti pratici che hanno contribuito al successo della Peugeot 205 è stata la sua capacità di carico. Il vano bagagli offriva una capienza di 250 litri, un valore considerevole per un'utilitaria dell'epoca. Ribaltando il sedile posteriore, la capacità aumentava significativamente, arrivando fino a 900 litri. Questa flessibilità rendeva la 205 adatta a diverse esigenze, dal trasporto quotidiano alla possibilità di caricare oggetti più ingombranti, dimostrando la sua indole versatile.
Design e Stile: La Nascita di un "Family Feeling"
Il design della carrozzeria della Peugeot 205 fu affidato al Centro Stile della Casa francese, sotto la direzione di Gérard Welter, preferito alle proposte di Pininfarina, con cui comunque fu mantenuto uno stretto rapporto di collaborazione. Il risultato fu un'estetica gradevole, ben proporzionata e non rivoluzionaria, ma che riprendeva elementi stilistici di un precedente prototipo Peugeot, la Vera. Il frontale, contraddistinto dai classici fari trapezoidali Peugeot e dalla calandra con il leone rampante, risultava spiovente e affilato, in contrasto con la parte posteriore più tondeggiante.
La modernità del design era sottolineata dall'assenza di gocciolatoi a vista e dai paraurti avvolgenti, mentre il coefficiente di resistenza aerodinamica (CX) di 0,35 era apprezzabile per un'utilitaria. La linea della 205 fu uno dei motivi del suo enorme successo commerciale: semplice, ma non scontata, moderna per l'epoca, simpatica, vivace e grintosa nelle versioni sportive. Molti elementi stilistici, come la calandra a listelli orizzontali, furono ripresi in seguito da altri modelli della Casa, creando un vero e proprio "family feeling".

Meccanica e Innovazione: Fondamenta Robuste per il Successo
La Peugeot 205 sposa lo schema classico delle utilitarie dell'epoca: trazione anteriore con motore trasversale anteriore. Il telaio, progettato con l'ausilio della tecnologia informatica, proponeva soluzioni moderne, come le sospensioni corredate da supporti elastici per contenere le vibrazioni e incrementare la silenziosità di marcia. L'avantreno era a ruote indipendenti con schema MacPherson, mentre il retrotreno era a bracci longitudinali e barre di torsione, ereditato dalla 305 Break. I freni erano a disco anteriormente e a tamburo posteriormente, con servofreno di serie su tutte le versioni, eccetto quelle di base. Il serbatoio carburante aveva una capacità di 50 litri.
Peugeot 205 T16 (Turbo 16): La Storia di Come Nasce una GRUPPO B
Motorizzazioni Iniziali e Successivi Sviluppi
La commercializzazione in Italia iniziò nel novembre del 1983 con una gamma completa di motorizzazioni e allestimenti:
- 954 cc benzina: 45 CV a 6000 giri, 69 Nm a 2750 giri, 134 Km/h, consumo medio 6,5 litri/100 Km.
- 1124 cc benzina: 50 CV a 4800 giri, 84 Nm a 2800 giri, 142 Km/h, consumo medio 5,4 litri/100 Km.
- 1360 cc benzina: 80 CV a 5800 giri, 110 Nm a 2800 giri, 170 Km/h, consumo medio 7,6 litri/100 Km.
- 1769 cc diesel: 60 CV a 4600 giri, 108 Nm a 2000 giri, 155 Km/h, consumo medio 5 litri/100 Km.
I motori, tutti a 4 cilindri in linea, erano disposti trasversalmente e inclinati indietro di 72°, consentendo un cofano motore basso e semplificando la manutenzione. Il motore diesel derivava dal motore 1900 XUD che equipaggiava la Talbot Horizon e la Peugeot 305.Nel tempo, la gamma motori si evolse. Già a metà del 1987, si registrarono incrementi di potenza per alcuni propulsori, con il 1.1 che salì a 52 CV e il 1.4 a 84 CV. Successivamente, l'adozione dei nuovi motori della famiglia TU, con cilindrate di 954 e 1124 cc, portò ulteriori miglioramenti in termini di potenza (il 1.1 salì a 54 CV), silenziosità e coppia a basso regime. Questi nuovi motori erano montati verticalmente e non più inclinati di 72°, e la catena di distribuzione fu sostituita dalla cinghia dentata. Nell'aprile del 1990 comparve il primo modello con marmitta catalitica, la 1100 3 porte XLI Targa Verde, con 60 CV.

Allestimenti e Versioni Speciali: Una Gamma Ricca e Adattabile
La 205 si caratterizzò per una ricchezza di allestimenti e versioni speciali, in grado di soddisfare un pubblico vasto e diversificato.
Gli Allestimenti Iniziali
La gamma d'esordio prevedeva gli allestimenti base (senza sigla identificativa), GL, GR e GT. Già le versioni di base incorporavano un cruscotto completo, con tachimetro, contachilometri totale, indicatori di livello carburante, spie di riserva, olio, acqua, freno a mano e carica batteria. Mancava solo il contagiri, presente nelle versioni più ricche.
La Nascita delle GTI: Simbolo di Sportività
Nel febbraio 1984, la gamma si ampliò con la nascita della 205 GTI, che debuttò nella configurazione a tre porte. Mossa da un motore di 1580 cc, abbinato a un cambio manuale a cinque marce ed in grado di erogare 105 CV a 6250 giri/minuto, la GTI aveva una velocità massima dichiarata di 190 Km/h. Si distingueva esternamente per la striscia rossa sui paraurti, i cerchi in lega, i fendinebbia anteriori, un inedito specchietto retrovisore esterno più aerodinamico e le sigle d'identificazione. All'interno sfoggiava un nuovo volante sportivo e sedili anteriori anatomici e più bassi per una posizione di guida sportiva.
All'inizio del 1986, fu introdotta la 205 GTI 1.6 115 CV, che prima affiancò e poi sostituì la versione da 105 CV, raggiungendo i 196 Km/h. Nell'ottobre dello stesso anno, debutta la 205 GTI 1900 da 130 CV, con motore XU9 da 1905 cm³. Questa versione si distingueva esternamente per i differenti cerchi in lega e per un piccolo spoiler posteriore, mentre all'interno era equipaggiata con sedili sportivi e volante rivestito in pelle. Raggiungeva i 206 Km/h e i quattro freni erano a disco (gli anteriori autoventilati). Entrambe le versioni GTI, da 1.6 e 1.9 litri, divennero un enorme successo, specialmente tra il pubblico più giovane.

La Peugeot 205 Turbo 16: L'Estremismo del Gruppo B
Due mesi dopo il debutto della GTI, arrivò una versione sportiva destinata a un'élite ristretta di appassionati e alle competizioni: la 205 Turbo 16. Questa vettura, pur riprendendo le fattezze esteriori della normale 205 a 3 porte per ragioni di marketing, era di concezione tecnica completamente diversa. Realizzata espressamente per le competizioni di rally nel "Gruppo B", era una berlinetta a due posti a trazione integrale e motore centrale.
Il motore era un quattro cilindri turbo sedici valvole a iniezione elettronica, di 1775 cc, derivato dalla famiglia dei motori XU. Con una potenza massima di 200 CV a 6570 giri/minuto nella versione stradale, permetteva alla Turbo 16 di raggiungere i 210 Km/h e accelerare da 0 a 100 Km/h in 6 secondi. Il cambio era manuale a cinque marce e i quattro freni erano a disco ventilati. Esternamente, la Turbo 16 era facilmente riconoscibile per i passaruota allargati, i grossi scudi paraurti avvolgenti, gli spoiler e le prese d'aria. L'abitacolo presentava una plancia inedita rivestita in finta pelle e una ricca strumentazione. Il comfort era ridotto ai minimi termini, anche a causa del motore centrale che surriscaldava notevolmente l'abitacolo; il bagagliaio, in questa versione, era inesistente. Due serbatoi carburante da 55 litri garantivano una buona autonomia nonostante l'elevato consumo di 13,1 litri/100 Km. La Turbo 16 era disponibile unicamente in color grigio scuro metallizzato (Winchester), ad eccezione della numero 0, bianco perla metallizzato, esposta al Salone di Parigi e conservata nel museo della casa a Sochaux.

La 205 Turbo 16 EVO e EVO 2: Dominio nei Rally
La versione EVO della 205 Turbo 16 fece il suo esordio in gara al Tour de Corse 1984, dopo ritardi nello sviluppo. Si trattava di una vettura estrema, con un motore potenziato a 350-370 CV grazie all'adozione di una turbina KKK con pressione di sovralimentazione maggiorata a 1,4 bar. L'impianto frenante fu migliorato con pinze a 4 pistoncini e la ripartizione manuale della frenata. Il peso della vettura era di circa 960 kg.
Esattamente un anno dopo, al Tour de Corse 1985, debuttò la EVO2. Questa vettura è considerata il canto del cigno del Gruppo B, rappresentando la massima espressione tecnica e prestazionale dei rally anni '80 insieme alla Lancia Delta S4. Le differenze più evidenti con la sua progenitrice erano le vistose appendici aerodinamiche, tra cui un alettone posteriore capace di creare una deportanza fino a 230 kg, atte a migliorare l'aderenza e a mantenere l'auto equilibrata dopo i salti. La EVO2, con il suo motore da 1.779 cm³, distribuzione bialbero a 16 valvole e turbocompressore KKK, dimostrò una superiorità schiacciante, collezionando vittorie e titoli.
La Peugeot, con le versioni EVO, ha partecipato ai mondiali rally dal 1984 al 1986, vincendo due titoli costruttori e due titoli piloti. L'esordio della EVO2 al Tour de Corse spiazzò gli avversari, e le successive gare videro la 205 dominare la scena, nonostante la concorrenza di vetture come l'Audi Sport quattro e la Lancia 037. Nel 1986, il duello con la Lancia Delta S4 fu serratissimo, ma la 205 si affermò nuovamente campione del mondo piloti e costruttori, consolidando la sua leggenda.
Peugeot 205 T16 (Turbo 16): La Storia di Come Nasce una GRUPPO B
La 205 Turbo 16 Grand Raid e la Pikes Peak
Con la fine del Gruppo B, alcune delle 205 T16 furono riciclate per correre in altre categorie come il mondiale Rally Cross e il mondiale Rally raid. Le modifiche principali riguardavano il motore e il telaio. Il motore, con una nuova iniezione Magneti Marelli, sprigionava "soli" 380 CV per garantire maggiore affidabilità. Il telaio fu profondamente rivisto: furono allungati sia il passo (+33 cm) che la lunghezza complessiva (+34 cm) per garantire maggiore stabilità sulle dune africane. L'esordio della Grand Raid avvenne al Rally dei Faraoni del 1987 con la vittoria di Ari Vatanen, che vinse anche alla Parigi-Dakar dello stesso anno.
Sempre nel 1987, la Peugeot iscrisse tre esemplari di 205 T16 alla Pikes Peak International Hillclimb, una cronoscalata sulle montagne del Colorado. Le 205 T16 EVO 2 modificate per questa competizione erano in grado di erogare 600 CV e 60 Kgm di coppia massima. Esteriormente si riconoscevano per i vistosi alettoni maggiorati, atti a garantire il massimo dell'aderenza su strade dove ogni errore poteva essere fatale.

Le Cabriolet: Eleganza a Cielo Aperto
Al Salone di Ginevra del 1986, la gamma 205 si ampliò con la presentazione della Cabriolet, realizzata in collaborazione con Pininfarina. Derivata dalla versione a tre porte, conservava dimensioni e abitabilità, ma il sedile posteriore unico fu sostituito da due poltroncine separate. La scocca era costruita in Italia, nello stabilimento di Grugliasco (TO) della Pininfarina, mentre la parte meccanica era assemblata in Francia. Il pianale fu rinforzato, le portiere dotate di deflettore fisso e fu inserito un rollbar centrale. I finestrini posteriori erano discendenti e la capote, una volta ripiegata, scompariva quasi interamente dietro ai sedili. Era disponibile in due versioni: CT (con motore da 1124 cc) e CTI (con lo stesso motore da 115 CV della GTI). Nel 1988, la 205 CJ (Cabriolet Junior) sostituì la 205 CT, riprendendo il motore da 1,4 litri con potenza di 65 CV.
La 205 Rallye: Sportività Essenziale
Nel marzo del 1988, debuttò la 205 Rallye, destinata a essere omologata nei gruppi N e A per impieghi nelle competizioni. Disponibile unicamente con carrozzeria a tre porte, montava un motore derivato dall'unità di 1124 cc, con cilindrata portata a 1294 cc, potenza massima di 101 CV a 6800 giri e coppia massima di 118 Nm a 5000 giri. Il cambio era manuale a cinque marce, i freni anteriori erano a disco autoventilati (i posteriori a tamburo), e l'assetto era stato adattato alle prestazioni elevate. Esternamente era caratterizzata dalle carreggiate allargate, dai cerchi ruota di color bianco, dall'ampio spoiler anteriore con prese d'aria per i freni e dall'emblema della Peugeot Talbot Sport. L'abitacolo era essenziale, con strumentazione ridotta all'osso, ma volante sportivo e sedili anatomici. La 205 Rallye si impose come un punto di riferimento in fatto di scatto e ripresa, divenendo una valida alternativa alle GTI per i giovani.

Altre Versioni e Restyling
Nel 1985, nasce la prima versione speciale della 205, la Lacoste. L'anno successivo, oltre alle Cabriolet, fu introdotta la 205 Automatic, con un cambio automatico a quattro rapporti e un motore 1580 cc da 80 CV. A fine 1986, debuttò la XS, pensata per i giovani, equipaggiata col motore da 1360 cc e caratterizzata da sedili avvolgenti e strumentazione tipo GTI.
Nell'estate del 1987, l'utilitaria francese fu oggetto di alcuni ritocchi all'esterno e all'abitacolo. Furono modificati i copriruota e lo specchietto retrovisore esterno, e il portellone posteriore presentava un piccolo spoiler sulla parte superiore. All'interno, la plancia fu completamente ridisegnata, più moderna e rivestita con plastica più morbida, con nuove bocchette dell'aria e comandi per la climatizzazione. Cambiarono anche volante e rivestimenti. Nello stesso anno, furono introdotte le serie speciali Junior e Open.
Nel luglio 1990, la 205 subì un restyling più marcato, dando vita alla seconda serie. I gruppi ottici posteriori furono modificati, gli indicatori di direzione anteriori divennero bianchi, e scudi paraurti e modanature laterali erano ora di colore grigio scuro. Fece il suo debutto la D Turbo, in versione a tre e cinque porte, che montava il propulsore turbodiesel di 1769 cc, con 78 CV. Si distingueva per la mascherina tipo GTI, i fari di profondità e le strisce grigie o rosse sulle fiancate, oltre a sedili sportivi e volante a 3 razze.
Nel 1991, nonostante l'imminente debutto della più moderna Peugeot 106, la 205 continuò a proporre novità, inclusa la lunga lista di serie speciali, come la Color Line e l'allestimento Gentry, particolarmente ricco di dotazioni e finiture, con un propulsore 1.9 della GTI depotenziato a 105 CV e la possibilità di scegliere il cambio automatico a 4 rapporti.

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