
La Formula SAE rappresenta la più grande competizione universitaria internazionale di design a livello mondiale, dedicata all'innovazione e allo sviluppo dei futuri leader del settore ingegneristico e automobilistico. Questa prestigiosa sfida vede team di studenti di ingegneria impegnati nella progettazione, costruzione e test di un prototipo pienamente funzionale di una piccola auto da corsa in stile Formula. Tali veicoli sono concepiti per piloti non professionisti, i cosiddetti "weekend autocross racers", e devono rispettare un rigoroso set di regole di gara. L'obiettivo primario è conseguire il punteggio più alto in ogni evento, mettendo alla prova non solo le capacità ingegneristiche, ma anche quelle di gestione e presentazione del progetto.
La competizione si articola in due macro-aree: una parte statica e una parte dinamica. Gli eventi statici prevedono l'analisi approfondita dei progetti degli studenti, una meticolosa ripartizione dei costi e la presentazione di un business case convincente, tutti valutati da esperti del settore provenienti da aziende leader. Gli eventi dinamici, invece, si concentrano sulla performance del veicolo e del conducente. Questi includono cinque eventi su pista, che spaziano da prove di accelerazione e maneggevolezza a test di skidpad, culminando in un'estenuante gara di endurance di 22 km.
Il successo in Formula SAE è un indicatore diretto delle competenze e dell'ingegno dei team partecipanti. Ad esempio, all'evento Formula SAE 2017 in Michigan, la UVic si è distinta piazzandosi al sedicesimo posto su 120 squadre partecipanti, affermandosi come il team canadese con il risultato migliore. Attualmente, la UVic si attesta al dodicesimo posto in Nord America e al trentaquattresimo nella classifica mondiale su 550 scuole, a dimostrazione di un percorso di crescita e eccellenza iniziato nel 2001. Il 2017, in particolare, è stato l'anno in cui il team ha avuto il maggior successo dall'inizio del programma, un traguardo significativo che sottolinea l'efficacia delle soluzioni tecniche adottate, in particolare per quanto riguarda componenti critici come il piantone sterzo e il volante.
L'Innovazione nel Volante da Competizione: Il Caso UVic Formula Motorsport

Un esempio lampante dell'applicazione di tecnologie avanzate nella Formula SAE è rappresentato dal volante progettato e sviluppato dai membri di UVic Formula Motorsport. Questo componente è stato realizzato in collaborazione con CRP USA e Windform®, un'azienda leader nei materiali per la stampa 3D. Il risultato di questa sinergia è stato un componente pienamente funzionale per il settore delle corse, costruito con Windform® XT 2.0 mediante la tecnologia di stampa 3D, e destinato all'applicazione sia nei test sia nelle gare.
Peter de Schepper, Responsabile Comandi Conducente di Formula Motorsport (SAE) presso l'Università di Victoria, ha dichiarato: “Il volante del 2017 si è rivelato un’eccellente integrazione dell’auto”. Un elemento distintivo sono state le nuove leve magnetiche del cambio, dall’elevata percezione tattile, che offrono ai conducenti un maggiore feedback durante la fase di cambio marcia. Questo feedback è cruciale per la precisione e la velocità delle operazioni, consentendo ai piloti di mantenere il massimo controllo del veicolo in ogni situazione di gara.
Il materiale impiegato per la costruzione di questi componenti è stato il Windform® XT 2.0, scelto per le sue eccezionali caratteristiche meccaniche e termiche, che lo rendono il materiale migliore in assoluto per applicazioni di questo tipo. L'utilizzo dell'additive manufacturing, combinato con i materiali Windform®, è stato cruciale per accelerare significativamente i tempi di costruzione dell'auto, permettendo al team di ottimizzare le fasi di prototipazione e test.
Il design del volante integrava anche una serie di funzionalità avanzate. “I conducenti hanno apprezzato i comandi supplementari a portata di mano e le nuove spie di cambio marcia ben visibili sul volante,” ha aggiunto Peter Schepper. “Tutti i pulsanti e i selettori sono cablati al circuito stampato su misura installato internamente, e la comunicazione con l’ECU viene perfezionata tramite la linea CAN.” Questa integrazione elettronica è fondamentale per la gestione avanzata del veicolo. Un esempio della reattività e adattabilità del sistema si è manifestato in un momento critico: “All’ultimo minuto, prima del via della prova di endurance, per commutare da una calibrazione di emergenza del motore all’altra sono stati impostati due pulsanti che i conducenti dovevano usare quando la temperatura del motore aumentava nel corso della gara”. Questa soluzione d'emergenza testimonia la complessità e la lungimiranza della progettazione.
La robustezza del volante è stata un altro punto di forza. Peter Schepper ha poi aggiunto: “Il corpo del volante finora ha retto perfettamente nel corso di tutti i test e delle gare. Non si sono rilevate deformazioni apprezzabili nonostante l’uso intenso.” Anche in condizioni di sollecitazione elevate, come quando i conducenti staccano il volante mediante lo sgancio rapido collocato nella parte posteriore, il palmo della mano può esercitare una pressione tale da piegare il pannello anteriore del volante stesso. Nonostante ciò, non si sono verificate deformazioni della plastica, sebbene in un caso sia stato necessario sostituire un circuito stampato installato dietro al pannello anteriore in quanto aveva smesso di funzionare, evidenziando l'importanza dell'ingegnerizzazione di ogni singolo componente.
Progetto sistema sterzante di una vettura formula SAE
Sistemi di Sterzo Avanzati per Vetture Driverless: Il Caso MMR Driverless
L'innovazione nel campo dei sistemi di sterzo non si limita ai veicoli con pilota, ma si estende anche alle monoposto di Formula SAE driverless. Un esempio significativo di questa evoluzione è il progetto sviluppato dal team dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia MMR Driverless. Questo progetto si concentra sulle fasi di sviluppo e ottimizzazione di un sistema di sterzo per una monoposto di Formula SAE driverless.
Un aspetto cruciale di tale sistema è la sua doppia modalità di esercizio: manuale e autonoma. L'analisi successiva si concentra sull'esame delle differenze di comportamento della vettura, con pilota e senza, nel percorrere un tracciato. Questo studio comparativo è fondamentale per comprendere le sfide specifiche e le opportunità offerte dalla guida autonoma nel contesto delle competizioni. Vengono inoltre studiate le differenze rispetto a un sistema di sterzo già sviluppato, dal team EuroRacing, durante la competizione "Indy Autonomous Challenge", come evidenziato nella relazione di Marco Gherlone. Questo approccio comparativo consente di identificare le migliori pratiche e le aree di miglioramento nei sistemi di sterzo autonomi.
L'integrazione di sistemi driverless nella Formula SAE rappresenta una frontiera dell'innovazione, spingendo i limiti dell'ingegneria dei controlli, dell'intelligenza artificiale e della robotica. La capacità di una vettura di navigare autonomamente un percorso di gara richiede un sistema di sterzo estremamente preciso e reattivo, in grado di interpretare i dati dei sensori e di eseguire le manovre con accuratezza millimetrica. Ciò implica un'evoluzione significativa rispetto ai sistemi di sterzo tradizionali, che si basano sull'input umano.
Progettazione di Attenuatori d'Impatto e Paratie di Supporto: La Sicurezza come Priorità
La sicurezza è un aspetto fondamentale nella progettazione di qualsiasi veicolo da corsa, e le vetture Formula SAE non fanno eccezione. Un lavoro di tesi si è concentrato sulla progettazione di un attenuatore d'impatto (IA) e della relativa paratia di supporto (AIP) per l'utilizzo su una vettura da Formula SAE. Lo scopo principale di questo lavoro è garantire la massima protezione al pilota in caso di collisione, assorbendo l'energia dell'impatto e riducendo al minimo le forze trasmesse al telaio e, di conseguenza, al pilota.
Per la progettazione di questi componenti cruciali per la sicurezza, ci si è avvalsi di codici FEM (Finite Element Method) commerciali. Il FEM è la metodologia principe dell'analisi strutturale, poiché la ricerca di soluzioni analitiche al problema strutturale in casi complessi come il crash (che è un problema dinamico e non lineare) è impensabile. Questo approccio basato sulla simulazione numerica consente, inoltre, di indagare l'effetto di un numero elevato di variabili in tempi ragionevoli e con costi contenuti. L'analisi FEM permette di simulare scenari di impatto diversi, valutando come l'attenuatore e la paratia reagiscono alle forze estreme e ottimizzando la loro geometria e i materiali per massimizzare l'assorbimento dell'energia.
La complessità del lavoro di progettazione e analisi è notevole, ma il risultato è un volante da competizione di altissima qualità e prestazioni eccezionali. Oltre alla progettazione fisica, viene redatto un "plybook", un documento che elenca tutti i passaggi essenziali nella fase di laminazione per garantire l’ottenimento del prodotto finale. Questo documento è cruciale per la riproducibilità e la consistenza della qualità dei componenti realizzati in materiali compositi, come la fibra di carbonio. La disposizione e il numero di plies influenzano direttamente la capacità di resistenza meccanica del componente, pertanto l'impiego di software FEA (Finite Element Analysis) è una pratica diffusa per individuare la disposizione migliore delle fibre, massimizzando la resistenza e minimizzando il peso.

L'Analisi dei Carichi e la Progettazione Strutturale del Volante
Il processo di analisi dei carichi agenti sul volante per vetture Formula Student richiede un'attenta pianificazione delle fasi cruciali, sfruttando simulazioni FEM per ottenere risultati precisi e affidabili. Questo è un passaggio indispensabile per garantire l'integrità strutturale e la sicurezza del componente in condizioni di gara estreme.
Inizialmente, è necessario progettare il corpo principale del volante mediante software CAD (Computer-Aided Design). Questa fase permette di definire la geometria esatta del volante, tenendo conto dell'ergonomia, dell'integrazione con i comandi e delle specifiche di montaggio. Successivamente, si procede con l'esecuzione di un'analisi strutturale utilizzando il metodo agli elementi finiti.
Il primo passo pratico consiste nell'importare i semigusci del volante, o altre parti del modello, in un software come HyperMesh, e creare una mesh precisa. La mesh è una rappresentazione discreta della geometria del modello, composta da elementi finiti (come triangoli o quadrilateri) che discretizzano il continuo strutturale. Una mesh di qualità è fondamentale per l'accuratezza dei risultati della simulazione.
Successivamente, i dettagli del modello e le condizioni al contorno vengono definiti in un altro software dedicato per effettuare una simulazione realistica. Questo include l'applicazione dei carichi che il volante subisce durante la guida, come le forze applicate dalle mani del pilota durante la sterzata, le vibrazioni trasmesse dal telaio e le forze inerziali. Le condizioni al contorno definiscono come il volante è fissato al piantone sterzo e come interagisce con gli altri componenti.
Durante questa fase di simulazione, i dati del materiale sono di importanza fondamentale, in particolare quelli riguardanti la fibra di carbonio, che richiede un ordine di laminazione preciso. I materiali compositi, come la fibra di carbonio, hanno proprietà anisotropiche, il che significa che la loro resistenza e rigidezza variano a seconda della direzione delle fibre. Pertanto, la definizione accurata dello stacking sequence (l'ordine di sovrapposizione degli strati di fibra) è cruciale per predire il comportamento strutturale del volante.
Vengono presi in considerazione due casi di sterzata per valutare le sollecitazioni e le deformazioni: uno scenario peggiorativo, che rappresenta le condizioni di carico massime e più sfavorevoli che il volante potrebbe incontrare, e uno più realistico, che simula le condizioni operative medie durante una gara. Analizzando entrambi gli scenari, è possibile ottenere una comprensione completa della resistenza e del comportamento del volante sotto diverse condizioni di carico. I dati raccolti da queste simulazioni mettono in luce la resistenza del volante in diverse condizioni di carico, permettendo agli ingegneri di identificare eventuali punti deboli e di ottimizzare ulteriormente il design per migliorare la sicurezza e le prestazioni. L'obiettivo finale è ottenere un volante che sia al contempo leggero, resistente e ergonomico, contribuendo al successo complessivo del team nella competizione Formula SAE.
Considerazioni Ergonomiche e Interfaccia Utente
Oltre agli aspetti strutturali e di sicurezza, l'ergonomia del volante è un fattore critico per l'efficacia del pilota. Un volante ben progettato deve permettere al conducente di mantenere una presa salda e confortevole, riducendo l'affaticamento e massimizzando il controllo. Questo implica una forma che si adatti bene alle mani, una dimensione adeguata e la corretta disposizione dei comandi. I pulsanti e i selettori devono essere facilmente raggiungibili e azionabili senza distogliere l'attenzione dalla pista.
L'interfaccia utente del volante, con le sue spie di cambio marcia e gli indicatori visivi, gioca un ruolo fondamentale. La chiarezza e la visibilità delle informazioni sono essenziali per il pilota, che deve prendere decisioni rapide e informate. La tendenza è quella di integrare sempre più funzionalità direttamente sul volante, trasformandolo in un vero e proprio centro di controllo per il pilota. Questo include la gestione della mappatura del motore, il controllo di trazione, il bilanciamento dei freni e altre impostazioni cruciali.
L'evoluzione dei materiali e delle tecnologie di fabbricazione, come la stampa 3D con materiali avanzati come Windform® XT 2.0, ha aperto nuove possibilità per la personalizzazione e l'ottimizzazione dell'ergonomia. È possibile creare geometrie complesse e leggere che sarebbero impossibili da realizzare con metodi di produzione tradizionali. Questo permette ai team di Formula SAE di progettare volanti su misura per le esigenze specifiche dei loro piloti e delle loro vetture, massimizzando le prestazioni e il comfort.

Il Ruolo della Prototipazione Rapida e della Stampa 3D
L'impiego dell'additive manufacturing, e in particolare della stampa 3D, è stato cruciale per accelerare i tempi di costruzione dell'auto in Formula SAE. Questa tecnologia consente ai team di ingegneria di trasformare rapidamente i loro progetti CAD in prototipi fisici, testarli e apportare modifiche in tempi brevi. Questo ciclo iterativo di design, prototipazione e test è fondamentale in una competizione dove il tempo è una risorsa preziosa.
Con la stampa 3D, è possibile produrre componenti complessi con geometrie ottimizzate per la leggerezza e la resistenza, riducendo il numero di parti separate e semplificando l'assemblaggio. Nel caso del volante UVic, l'utilizzo di Windform® XT 2.0, un materiale composito a base di poliammide caricato con fibre di carbonio, ha permesso di ottenere un componente con eccellenti proprietà meccaniche e termiche, mantenendo al contempo un peso ridotto. Le caratteristiche di rigidità, resistenza all'usura e stabilità dimensionale di questo materiale lo rendono ideale per applicazioni sotto stress come un volante da corsa.
La capacità di personalizzare il design del volante in base alle esigenze specifiche del team e del pilota è un altro vantaggio significativo della stampa 3D. Ogni team può sperimentare diverse configurazioni di pulsanti, forme delle impugnature e posizionamento delle leve del cambio, ottimizzando l'ergonomia e l'accessibilità dei comandi. Questa flessibilità nel design e nella produzione contribuisce a migliorare l'esperienza di guida e, di conseguenza, le prestazioni in pista.
L'Importanza della Diagnostica e della Comunicazione CAN-Bus
La sofisticazione dei moderni volanti Formula SAE non risiede solo nella loro struttura fisica, ma anche nell'integrazione elettronica. Come menzionato, tutti i pulsanti e i selettori sono cablati a un circuito stampato su misura installato internamente. Questo circuito funge da interfaccia tra i comandi fisici del pilota e il sistema elettronico della vettura.
La comunicazione con l'ECU (Engine Control Unit) della vettura viene perfezionata tramite la linea CAN (Controller Area Network). Il CAN-bus è uno standard di comunicazione robusto e affidabile, ampiamente utilizzato nell'industria automobilistica per connettere tra loro diverse centraline elettroniche. Nel contesto Formula SAE, il CAN-bus permette al volante di inviare dati relativi ai comandi del pilota (ad esempio, cambio marcia, attivazione di funzionalità speciali) all'ECU e di ricevere informazioni vitali dalla stessa (come la temperatura del motore o le spie di cambio marcia).
La diagnostica integrata nel sistema del volante è altrettanto importante. La capacità di monitorare lo stato dei componenti elettronici e di rilevare eventuali malfunzionamenti è cruciale per la sicurezza e l'affidabilità. L'esempio dei pulsanti impostati per commutare da una calibrazione di emergenza del motore all'altra in caso di aumento della temperatura evidenzia l'importanza di un sistema di diagnostica e di risposta rapida in situazioni critiche. Un'interfaccia utente ben progettata e un sistema CAN-bus efficiente contribuiscono a creare un'esperienza di guida fluida e reattiva, permettendo al pilota di concentrarsi sulla traiettoria e sulla performance.