Toyota Hilux a Sei Cilindri: Storia, Evoluzione e Prospettive Future

Il Toyota Hilux, un pick-up che ha fatto la storia dell'automobilismo, rappresenta una vera e propria istituzione nel mondo dei veicoli da lavoro e fuoristrada. Sin dalla sua prima generazione nel 1968, ha conquistato una reputazione di affidabilità e robustezza, vendendo oltre 18 milioni di unità in 172 Paesi. Sebbene la narrazione tradizionale del Hilux sia incentrata sui motori a quattro cilindri, l'evoluzione del modello ha toccato anche l'introduzione di propulsori più potenti e, in alcune regioni e contesti, l'interesse per configurazioni a sei cilindri ha sempre alimentato discussioni tra gli appassionati e gli esperti del settore.

Toyota Hilux evolution infographic

Le Origini e le Prime Generazioni

La produzione del Toyota Hilux ebbe inizio nel marzo 1968 con la versione RN10 a passo corto, equipaggiata con un motore a quattro cilindri in linea da 1,5 litri, in grado di erogare 76 CV. Questa configurazione era destinata inizialmente al mercato giapponese, dove il veicolo fu distribuito attraverso le reti di concessionari Toyota Store e Toyopet Store. Nell'aprile 1969 fu introdotta una versione a passo lungo, ampliando le opzioni disponibili. Nonostante la denominazione "Hilux", abbreviazione di "High Luxury", il veicolo poteva essere considerato di lusso solo in rapporto al precedente Stout, suggerendo una vocazione più pratica che sfarzosa fin dall'inizio.

A partire da novembre 1971, l’assemblaggio finale dei veicoli destinati al mercato statunitense venne affidato alla Atlas Fabricators di Long Beach, California, successivamente rinominata Toyota Auto Body California. Le unità erano spedite dal Giappone come telaio con cabina (senza cassone), che veniva costruito localmente e montato sul telaio prima della distribuzione ai concessionari. Per la prima volta, nei mercati nordamericani venne offerta la possibilità di scegliere un cassone lungo da 2.25 metri, già disponibile a livello mondiale dal 1969.

Nel 1975, la Hilux fu completamente ridisegnata, diventando più grande e dotata di equipaggiamenti di serie più ricchi. Per il mercato nordamericano, la nuova versione introdusse il motore 20R da 2,2 litri e l’allestimento SR5, caratterizzato da finiture di livello superiore. Nello stesso anno, l'azienda statunitense Off Road Marketing, con sede a Garden Grove, California, sviluppò un sistema di trazione integrale per la Hilux, commercializzato con il nome Wolverine 4x4. Sebbene alcuni elementi fossero prodotti internamente, molti dei componenti principali provenivano da altri veicoli fuoristrada, in particolare dalla Jeep CJ. I modelli Wolverine 4x4 furono venduti tramite la rete ufficiale dei concessionari Toyota USA tra il 1975 e il 1979.

Negli Stati Uniti e in Canada, dove il modello era commercializzato con il nome di Toyota Pickup, venne introdotta per la prima volta la trazione integrale. Il veicolo disponeva di assale anteriore rigido e sospensioni a balestre, con una carrozzeria ridisegnata che prevedeva fari anteriori singoli circolari e linee più semplici. Il sistema 4WD impiegava una scatola di rinvio RF1A a ingranaggi, caratterizzata da una riduzione a basso rapporto replicabile tramite configurazioni a doppia o tripla scatola di rinvio, che garantivano rapporti di trasmissione molto ridotti.

Nel 1981 Toyota siglò un accordo di collaborazione con Winnebago Industries e altri due preparatori aftermarket per sviluppare versioni SUV destinate al mercato statunitense. Da questa partnership nacquero tre varianti: il Trekker (Winnebago), il Wolverine e il Trailblazer (Griffith), tutti basati sul telaio e sulla cabina del Hilux 4×4 RV, con una sezione posteriore realizzata in vetroresina. Verso la fine del ciclo produttivo della versione SR5, Toyota introdusse l’allestimento di lusso Mojave per il mercato statunitense. Prodotto in serie limitata (3.500 esemplari), l’Hilux Mojave offriva dotazioni esclusive come sedili singoli, radio multiplex a due altoparlanti, paraurti cromati e l’assenza dei loghi Toyota su griglia e bagagliaio. Tra gli optional figuravano cruise control, servosterzo e aria condizionata.

Toyota Hilux first generation

Evoluzione delle Generazioni e Potenziamento dei Motori

Presentata nell’agosto del 1983, la quarta generazione denominata N50, vide tra le principali novità l’introduzione della versione Xtracab, dotata di cabina estesa e di circa 15 centimetri di spazio aggiuntivo dietro i sedili per lo stivaggio interno. Nel 1985 Toyota introdusse una nuova variante turbocompressa a benzina, il 22R-TE, in risposta alla concorrenza di Nissan, che già offriva un pick-up con motore V6. L’anno successivo, il ponte rigido anteriore venne sostituito da un sistema di sospensioni anteriori indipendenti con barre di torsione sui modelli 4×4, con l’aggiunta di un dispositivo automatico di scollegamento del differenziale anteriore, alternativa ai mozzi di bloccaggio automatico. Il 1985 fu l’ultimo anno di produzione con ponte rigido nella maggior parte dei mercati, sebbene questo elemento rimase disponibile sulla quinta generazione (modello LN106) fino al 1997.

Alla fine del 1986, l’Hilux subì un leggero restyling estetico e funzionale. Le modifiche comprendevano una nuova griglia frontale, un paraurti anteriore monopezzo e un abitacolo rinnovato, con pannelli porta a tutta altezza rivestiti in finta pelle per le versioni base e DLX. La plancia strumenti presentava un design più arrotondato e rifiniture in tinta con l’interno, mentre la parte superiore del cruscotto divenne più corta. Il volante e la cornice dell’autoradio vennero verniciati nei colori dell’abitacolo (grigio, rosso, marrone o blu), e nei quadri strumenti SR-5 la grafica passò da una trama a griglia a linee orizzontali.

Alla fine del 1988 Toyota presentò una nuova generazione dell’Hilux per la maggior parte dei mercati mondiali. La quinta generazione del 1988, denominata N80, introdusse per il Toyota Hilux un passo più lungo, pari a 3.099 mm, rispetto ai 2.616 mm della versione standard. Le pareti del cassone, realizzate in un unico pezzo, eliminarono le giunzioni soggette a ruggine presenti nei modelli precedenti. La versione V6 Xtracab SR5 si aggiudicò, nello stesso anno, il premio “Truck of the Year” della rivista Motor Trend. In nord America, l’Hilux continuò a essere commercializzato semplicemente come “Toyota Pickup”. Inizialmente, i pickup destinati al mercato nordamericano furono importati dal Giappone, ma a partire dal 1990 iniziarono a essere prodotti anche nello stabilimento NUMMI di Fremont, California. Tuttavia, alcune unità vendute tra gli anni modello 1991 e 1995 continuarono a essere assemblate in Giappone, poiché non tutte le versioni venivano prodotte negli Stati Uniti. Nel 1991, il modello ricevette un leggero aggiornamento estetico che introdusse una nuova griglia frontale con il rinnovato emblema Toyota, adottato di recente. Nello stesso anno ebbe inizio la produzione nordamericana presso lo stabilimento NUMMI.

La sesta generazione, denominata N140, fu presentata nel 1997. Il telaio a longheroni fu completamente ridisegnato e rinforzato per aumentare la rigidità torsionale e la resistenza all’usura in condizioni gravose. La carrozzeria crebbe in larghezza di circa 100 mm rispetto alla generazione precedente, offrendo maggiore stabilità e spazio nell’abitacolo. Toyota propose diverse configurazioni di carrozzeria, tra cui cabina singola, cabina estesa (Extra Cab) e doppia cabina (Double Cab), disponibili con trazione posteriore (2WD) o trazione integrale inseribile (4WD). Le trasmissioni erano manuali a cinque marce o automatiche a quattro rapporti, con riduttore a due gamme sulle versioni a trazione integrale. Il design esterno presentò linee più arrotondate e aerodinamiche rispetto alle generazioni precedenti, con fari integrati e un frontale più moderno. L’abitacolo offrì un cruscotto ridisegnato, sedili più ergonomici e una migliore insonorizzazione per ridurre le vibrazioni e i rumori.

Il 3 agosto 2001 il modello ricevette un restyling di metà carriera. L’aggiornamento interessò principalmente il frontale, che adottò fari di forma irregolare al posto dei precedenti di tipo standard e una nuova griglia anteriore dal disegno più marcato. In alcuni mercati, come il Giappone, la versione destinata all’uso personale fu denominata “Sports Pickup”, caratterizzata da finiture esterne specifiche, cerchi in lega, paraurti verniciati e accessori sportivi opzionali. Nel 1998, Toyota introdusse una variante SUV di medie dimensioni derivata dalla Hilux, denominata Sport Rider. Questo modello fu venduto esclusivamente in Thailandia, dove veniva anche prodotto. Per stile ed impostazione, la Sport Rider risultò simile alla Toyota 4Runner. Il telaio e il sistema di sospensioni provenivano direttamente dalla Hilux, con sospensioni anteriori indipendenti e posteriori a balestre. Le motorizzazioni disponibili per la Sport Rider includevano il motore 5L per la versione PreRunner (2WD), mentre le versioni 4WD potevano essere equipaggiate con i motori 5L o 5L-E. Nel 2001, Toyota introdusse un primo restyling, che introdusse il motore 1KZ-TE e fendinebbia integrati nel paraurti anteriore. Nel 2002 seguì un secondo aggiornamento, con l’adozione del motore 1KD-FTV per le versioni 4WD e del motore 2KD-FTV per le versioni PreRunner (2WD) e 4WD.

La settima generazione (AN10/AN20/AN30) iniziò la produzione in Thailandia nell’agosto 2004, segnando la prima Hilux costruita interamente fuori dal Giappone. Il telaio a longheroni fu completamente ridisegnato e risultò 45% più rigido rispetto alla generazione precedente. L’adozione di un telaio unificato ridusse il numero di giunzioni saldate, migliorando la rigidità torsionale, mentre traverse più robuste aumentarono la rigidità verticale. Il design esterno si distinse per linee moderne e muscolose, con parafanghi pronunciati e cofano più alto, mantenendo proporzioni robuste tipiche dei pick-up. La doppia cabina della versione 2005 era 400 mm più lunga e 45 mm più larga, mentre il cassone era 165 mm più lungo, 50 mm più largo e 50 mm più alto, ottenendo maggiore spazio di carico senza aumentare significativamente il peso a vuoto. All’interno, la Hilux introdusse materiali più curati, migliore insonorizzazione e sedili più ergonomici, insieme a cruscotto e pannelli ridisegnati per una maggiore praticità.

Il modello fu principalmente sviluppato in Thailandia e destinato ai mercati asiatici, europei, mediorientali e oceanici. La produzione iniziale era concentrata in Thailandia, con un target annuo di 280.000 unità, di cui 140.000 destinate all’esportazione. Successivamente, la produzione fu estesa a Malesia e altri paesi del Sud-est asiatico per aumentare le vendite regionali. Le motorizzazioni variavano a seconda dei mercati, con propulsori a benzina e diesel fino a 3.0 L. Nel 2008, Toyota introdusse un restyling con nuovi gruppi ottici anteriori, un paraurti anteriore ridisegnato con prese d’aria maggiorate e nuovi dettagli estetici nella calandra, conferendo al veicolo un aspetto più moderno e robusto. Furono migliorati anche gli interni, con materiali più curati, nuovi rivestimenti e un layout del cruscotto aggiornato per aumentare ergonomia e comfort. Venne introdotta la Smart Cab, una cabina estesa a quattro porte progettata per sostituire tutti i modelli Xtra Cab di versione E e G.

Toyota Hilux off-road capabilities

L'Ottava Generazione e il Nuovo Motore 2.8 Turbodiesel

L'attuale, ottava, generazione del Toyota Hilux è in vendita da cinque anni e ha ricevuto un aggiornamento significativo che ne ha migliorato l'aspetto estetico e la dotazione tecnologica. Il frontale è stato ridisegnato con una mascherina trapezoidale più massiccia e sviluppata in senso verticale, oltre a un paraurti ancora più muscoloso, accentuando l'aspetto imponente del veicolo. I gruppi ottici sono disposti su due livelli e spiccano per i nuovi fari Led. La fiancata regala a Hilux un aspetto ancora più muscoloso grazie a dei passaruota ben scolpiti e alla bassa linea di cintura che attraversa le porte laterali. Ai lati del portellone posteriore, spiccano invece i fari, disposti in elementi triangolari che si prolungano sui fianchi, movimentando il disegno del pick-up.

Un'altra novità cruciale è la dotazione di aiuti alla guida migliorata, inclusa nel pacchetto Safety Sense 2 (non previsto per la meno cara Comfort, ma a 976 euro per la Lounge e di serie per la Lounge 2.8, l'Executive e l'inedita Invincible). Questo pacchetto include il mantenimento in corsia, la funzione Stop&Go del cruise control adattativo, che consente l'arresto e la ripartenza automatica nelle code, oltre alla frenata automatica d'emergenza potenziata, ora in grado di evitare urti anche con pedoni e ciclisti. L'allestimento Invincible, protagonista del test, si distingue per le ulteriori protezioni in plastica per l’arco dei passaruota e i dettagli esterni nero lucido, fra cui la cornice della mascherina (è color antracite per la Comfort o a effetto cromato per le Lounge e Executive).

Il cuore della gamma, in particolare per le versioni più prestazionali, è il nuovo motore 2.8 turbodiesel da 204 CV, che affianca il conosciuto 2.4 da 150 CV. Questo propulsore da 2.755 cc eroga una potenza massima di 204 CV/150 kW a 3.400 giri/min, con una coppia motrice che raggiunge i 500 Nm sulla versione a cambio automatico o di 420 Nm per quella con cambio manuale. L'aumento della cilindrata, ottenuto allungando la corsa da 90 a 103 mm (mentre l'alesaggio rimane di 92 mm), porta in dote una serie di benefici, in particolare un grande incremento della coppia. Ne risentono anche le prestazioni, migliorate: da 0 a 100 km/h in 10,1 secondi. La velocità massima dichiarata è di 175 km/h. Quanto al consumo, nel corso del test il computer di bordo ha indicato circa 10 km/l. In ogni caso, la capacità di carico utile è pari a una tonnellata e quella di traino è di 3,5 tonnellate.

Nella variante Double Cab, l'abitacolo si conferma ampio e comodo, con spazio per cinque persone. Tra le novità spicca il sistema multimediale con schermo tattile di 8” (contro i 7” del precedente), e la compatibilità per gli smartphone Android Auto e Apple CarPlay. La Invincible si distingue per la strumentazione analogica specifica (chiara e completa), gli inserti nero lucido nel volante e nella zona del cambio, che impreziosiscono un ambiente rifinito con apprezzabile cura. Tuttavia, la disposizione di alcuni comandi secondari (come quelli per il lunotto termico e i sensori di distanza) nella zona inferiore sul lato sinistro della plancia risulta nascosta. Inoltre, avanzando il sedile di guida, il ginocchio destro può urtare la manopola per gestire il sistema di trazione integrale, che sporge dalla consolle. Il cassone, ben accessibile dalla ribaltina, ha generose dimensioni: 156x184 cm.

Dotata di un robusto telaio a longheroni separato dalla carrozzeria, la Toyota Hilux 2.8 D-4D Double Cab Invincible AWD Automatica ha tutto il necessario per affrontare il fuori strada impegnativo: la trazione integrale è inseribile (di base le ruote motrici sono quelle posteriori), il differenziale posteriore bloccabile e il cambio automatico ha anche le marce ridotte. Con 29 cm di "luce" a terra (cala a 22 cm nella zona fra l’asse posteriore e il suolo), angoli di attacco e di uscita rispettivamente pari a 29° e 26°, affrontare i dossi non è un problema e si possono anche superare guadi profondi 70 cm.

Nella guida su asfalto, la Toyota Hilux 2.8 D-4D Double Cab Invincible AWD Automatica si fa apprezzare per la migliorata precisione dello sterzo, di buon livello per questo genere di veicoli, e per la rinnovata taratura delle sospensioni: hanno ridotto il rollio e garantiscono un maggior comfort. Tuttavia, negli avvallamenti e sulle sconnessioni è ancora avvertibile qualche sobbalzo. La trasmissione automatica è fluida viaggiando con un filo di gas, ma non risponde con prontezza quando si dà gas per effettuare rapidamente un sorpasso o se la si usa manualmente, spostando in avanti o indietro il selettore nel tunnel. Forte di 204 cavalli, il nuovo 2.8 turbodiesel spinge in modo corposo e, aiutato dal turbocompressore a geometria variabile, fin dai bassi regimi. Il suo rombo, però, è avvertibile, soprattutto in accelerazione.

Test di durata n. 1 del Toyota Hilux

Allestimenti e Prezzi

La rinnovata Toyota Hilux è sempre proposta nelle varianti Extra Cab a due porte e a quattro posti, e Double Cab (quella del test) con quattro porte e cinque posti. I prezzi partono da 32.537 euro per la più rude 2.4 D-4D Extra Cab Comfort 4WD da 150 CV, col cambio manuale a sei marce e altrettante ridotte, il differenziale posteriore bloccabile e il climatizzatore manuale.

Per disporre di una dotazione di serie più completa, occorre passare allo stesso modello in allestimento Lounge: nei 36.411 euro include i cerchi in lega di 17”, i fendinebbia, la retrocamera, i retrovisori riscaldabili e ripiegabili elettricamente, oltre all’impianto multimediale con funzionalità Android Auto e Apple CarPlay.

La più ricca 2.4 D-4D Double Cab Invincible 4WD da 204 CV, col cambio automatico a sei marce e altrettante ridotte, costa 50.807 euro. Sono di serie anche il navigatore, i sedili in pelle e le ruote di 18”.

L'allestimento Executive aggiunge cerchi in lega bicolore da 18″ a 6 razze, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Sistema di Navigazione Toyota Touch 3 with Go, Climatizzatore automatico bi-zona, Toyota Safety Sense 2 (TSS2) con Pre-Collision System (PCS), Sistema Pre-Collision con rilevamento pedoni (diurno/notturno) e rilevamento ciclisti (diurno), Lane Departure Alert (Avviso Superamento Corsia con rilevatore di stanchezza con Brake Induced Steering), Road Sign Assist (Riconoscimento segnaletica stradale), Intelligent Adaptive Cruise Control, chiusura centralizzata con Smart Entry & Start. Solo con motore 2.8 D: Leather Pack (Sedili in pelle, ant. riscaldabili e lato guida regolabile elettr.

In termini di tempistiche, l’apertura degli ordini è già stata avviata, mentre l’arrivo nei concessionari è previsto verso la fine del mese di novembre, ad un prezzo di lancio di 17.950 euro, IVA e messa su strada esclusi. Questo il prezzo per la entry-level Single Cab Active 4X2 con l’attuale motore da 2.400 cc, mentre si partirà da 50.806 per la top della gamma, la 2.800 cc Invincible. Il Toyota Hilux sarà disponibile nelle versioni Single Cab a 2 porte e 2 posti, Extra Cab a 2 porte e 4 posti e Double Cab, a 4 porte e 4 posti. Offerto sia con trazione posteriore o integrale, si può scegliere tra il cambio manuale o automatico, ma sempre con 6 marce.

L'Elettrificazione del Toyota Hilux: Dalla Mild Hybrid al Full Electric e Fuel Cell

Toyota ha presentato la nona generazione del suo iconico pick-up Hilux, che evolve nel segno dell’elettrificazione, offrendo una gamma che unisce tradizione e innovazione: alla classica versione ibrida 48V si affianca per la prima volta un modello completamente elettrico a batteria, a cui seguirà nel 2028 un Hilux Fuel Cell alimentato a idrogeno. In quest’ottica, però, la Hilux mantiene la sua identità: affidabilità, durata, trazione 4×4, ma amplia il suo raggio d’azione.

Nella cabina si assiste ad un netto salto qualitativo, con la console orizzontale che sposa un display da 12,3 pollici per il conducente e un touchscreen anche lui fino a 12,3 pollici per l’infotainment, integrati con nuove funzionalità di connettività. Inoltre, tutti i comandi per la guida AWD e fuoristrada sono raggruppati centralmente per un facile utilizzo, mentre la versione BEV adotta anche un selettore di guida ‘shift-by-wire’ a singola azione, che consente una risposta immediata al tocco.

Per quanto riguarda le motorizzazioni, la nuova Hilux è proposta inizialmente in due versioni: una mild hybrid 48V e una 100% elettrica a batteria (BEV). Il propulsore elettrico adotta una batteria da 59,2 kWh e due assali motorizzati che garantiscono trazione integrale permanente. La coppia combinata supera i 470 Nm, per un’autonomia WLTP stimata di circa 240 km.

Per quanto riguarda la versione mild hybrid, il propulsore è lo stesso introdotto nel 2025: un sistema composto da una batteria agli ioni di litio compatta da 48 V collocata sotto i sedili posteriori, da un convertitore DC-DC e da un motogeneratore elettrico collegato ad un motore diesel da 2.8 litri. Il sistema migliora la risposta ai bassi regimi e riduce i consumi senza sacrificare capacità di carico o traino, trasportando fino a 1 tonnellata di carico e trainando fino a 3500 kg. Il motogeneratore è installato in posizione rialzata per mantenere la profondità di guado di 700 mm. La gamma motori del Toyota Hilux si amplia con l’ingresso a listino dell’inedito powertrain mild-hybrid. Il sistema ibrido viene montato sul propulsore turbodiesel di 2,8 litri ed è costituito da un nuovo motore-generatore elettrico, una batteria agli ioni di litio da 48V e un convertitore DC-DC. Il sistema è così in grado di sviluppare una potenza extra di 12 kW per 65 Nm di coppia. Di serie c’è anche il Multi-Terrain Select.

Toyota Hilux Hybrid system diagram

Il Toyota Hilux GR Sport: Una Versione Performance

La versione GR Sport della Toyota Hilux debutta per la prima volta a San Paolo, in Brasile, nel novembre 2018. Basata sull’allestimento di punta SRX disponibile in Sud America, si distingue per una messa a punto più sportiva e dettagli estetici ispirati al motorsport. Adotta molle anteriori irrigidite, ammortizzatori monotubo, grafiche esterne Gazoo Racing, una calandra a nido d’ape con scritta Toyota, passaruota neri opachi, cofano e tetto verniciati in nero, pedane laterali dedicate, cerchi in lega da 17 pollici con pneumatici all-terrain e badge GR. La versione basata sul restyling 2020 è stata successivamente introdotta in diversi mercati, tra cui Thailandia (25 agosto 2021) e Giappone. Questo dimostra la volontà di Toyota di esplorare anche il segmento dei pick-up sportivi, offrendo prestazioni e un'estetica più aggressiva.

Toyota Hilux: Un Impegno Costante nell'Innovazione e nell'Affidabilità

Il Toyota Hilux, un veicolo che ha saputo evolversi nel tempo pur mantenendo saldi i suoi principi di affidabilità e robustezza, continua a essere un punto di riferimento nel suo segmento. Dalla sua nascita nel 1968 come semplice veicolo da lavoro, è cresciuto fino a diventare un pick-up tecnologicamente avanzato, in grado di offrire comfort e sicurezza paragonabili a quelli di un'auto, senza rinunciare alle sue straordinarie capacità fuoristrada e di carico.

L'introduzione di motori più potenti, come il 2.8 turbodiesel, e l'imminente elettrificazione con versioni mild hybrid, full electric e persino fuel cell, testimoniano l'impegno di Toyota nell'adattarsi alle nuove esigenze del mercato e alle sfide ambientali. Questi sviluppi non solo ampliano le opzioni per i clienti, ma rafforzano anche la posizione del Hilux come veicolo versatile, adatto sia per l'uso professionale intensivo che per il tempo libero e l'avventura. La storia del Hilux è un esempio di come un veicolo possa mantenere la propria identità, evolvendo costantemente per restare all'avanguardia.

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