La storia della Spagna all'inizio del XX secolo è un intreolo di crisi profonde, instabilità politica e tensioni sociali che culminarono nel colpo di stato del generale Miguel Primo de Rivera nel 1923. Questo evento segnò l'inizio di un periodo autoritario che, pur portando un apparente ordine, gettò le basi per futuri e ben più drammatici conflitti, inclusa la Guerra Civile spagnola e l'ascesa del regime franchista.
Le Radici dell'Instabilità: La Crisi di Fine Secolo e l'Inizio del Novecento
Il disastro del 1898, con la perdita delle ultime colonie spagnole - Cuba, Porto Rico, Filippine e Isola di Guam cedute agli Stati Uniti, e le Isole Marianne e Caroline vendute alla Germania - rappresentò un trauma nazionale. Questo evento, che causò oltre quarantamila vittime, spazzò via l'impero coloniale spagnolo e innescò un profondo ripensamento sull'identità e il futuro del paese. La cosiddetta "Generazione del '98", composta da scrittori, poeti e saggisti come Miguel de Unamuno, emerse in questo contesto, cercando di riscoprire una visione del paese attraverso la letteratura classica spagnola e un ritorno al tradizionalismo.

I primi anni del Novecento, pur se segnati dalla neutralità spagnola durante la Prima Guerra Mondiale, non portarono stabilità. La monarchia spagnola, fin dai primi anni del Novecento, aveva cercato di favorire l'introduzione nel paese di un regime parlamentare moderno dominato da liberali e conservatori. Tuttavia, questo tentativo fu presto scosso da crisi violente come la Settimana Tragica a Barcellona, i primi moti separatisti, alcuni attentati allo stesso Alfonso XIII e l'assassinio del ministro José Canalejas Méndez. Queste frequenti instabilità convinsero il re ad una linea più autoritaria verso la debole e corrotta democrazia liberale.
Un secondo periodo di forte crisi si aprì nel 1917, con sconvolgimenti economici e l'influenza del vento socialista proveniente dalla Russia della Rivoluzione d'ottobre. Anche sul piano estero, la Spagna faticava. Tra il 1921 e il 1926, con l'aiuto dei francesi, il Paese si trovò a dover combattere la ribellione delle zone conquistate del Marocco. Questa guerra lunga e costosa ridusse ulteriormente la popolarità del Regno di Alfonso XIII, togliendo agli spagnoli altri ventitremila soldati. Il disastro militare di Anoual (1921) diede nuova esca all'indignazione popolare, che reclamò un'inchiesta sulle responsabilità del re e dei suoi generali. In queste condizioni maturò il pronunciamiento di Primo de Rivera y Orbaneja.
Miguel Primo de Rivera: Ascesa al Potere e Istituzione della Dittatura
Miguel Primo de Rivera y Orbaneja, generale e uomo politico spagnolo, nacque a Cadice nel 1870 e morì a Parigi nel 1930. Dopo l'Accademia militare, conseguì una brillante carriera durante le campagne di Cuba, Filippine e Marocco. Ebbe un ruolo determinante nel momento della crisi causata dalla depressione del dopoguerra (1918-19) e soprattutto dalla questione del Marocco, che opponeva il re e l'esercito, decisi a domare la "ribellione" dei marocchini, ai fragili governi democratici e all'opinione pubblica, contrari alla continuazione dell'estenuante e costosissima guerra. Questo dissidio fu esasperato da violente controversie sociali ed economiche.
Il 13 settembre 1923, stanco di troppi governi effimeri, Alfonso XIII accettò il golpe militare del capitano-generale Miguel Primo de Rivera. Il colpo di stato, ispirandosi alla Marcia su Roma di Mussolini dell'anno precedente, cancellò senza colpo ferire il regime costituzionale spagnolo. Primo de Rivera, all'epoca capitano generale della Catalogna, salì al potere con l'appoggio di tutto l'esercito, dei latifondisti, dei sindacati e degli imprenditori catalani. Con un semplice proclama, fece ritirare il primo ministro Garcia Prieto.
La dittatura di Primo de Rivera fu un regime autoritario e militare che governò il Regno di Spagna dal 1923 al 1930. Come primo atto, Rivera, durante la prima fase del suo regime, quella del Direttorio militare composto da militari e tecnici (tra il 1923 e il 1925), sospese la Costituzione, istituì la legge marziale, impose una rigida censura e bandì tutti i partiti politici, alcuni dei quali sopravvissero solo in clandestinità. In questo periodo, pacificò definitivamente il Marocco spagnolo dopo la guerra del Rif, ristabilì il credito nazionale e portò avanti una politica di lavori pubblici, creando un'atmosfera di euforia economica.
Contemporary Spain late XIX and early XX Restoration and Primo de Rivera
Successivamente, il Direttorio militare fu sostituito due anni dopo (dicembre 1925) da un governo presieduto dallo stesso Primo de Rivera, nel quale figuravano anche ministri "civili", fra cui J. Calvo Sotelo, esperto in materia finanziaria. Sotto il Direttorio civile, durato dal 1925 al 1930, Rivera creò l'Assemblea Nazionale, sul modello palese del Gran Consiglio del Fascismo. Questo nuovo organo consultivo doveva riunire gli interessi corporativi e sociali, rigettando la promessa di un ritorno al parlamentarismo precedente. Rivera spinse affinché Tangeri fosse annessa al Marocco spagnolo, ma le conferenze con la Francia nel 1927 e con Francia, Italia e Regno Unito nel 1928 non riuscirono a risolvere la questione.
Le Politiche del Regime e le Loro Conseguenze
Nei sette anni del suo governo, Primo de Rivera diede al Paese un certo ordine pubblico e un'amministrazione abbastanza onesta. Avviò lo sviluppo delle opere pubbliche (strade, ferrovie, telefoni) e ottenne la pace nel Marocco mediante un accordo con la Francia. Promulgò un Codice del Lavoro che ebbe l'adesione della Confederazione socialista (1926) e conseguì la stabilità monetaria e altri vantaggi. Tentò di ridurre la disoccupazione investendo denaro nelle opere pubbliche.
Tuttavia, il regime di Miguel Primo de Rivera avviò un piano di lavori pubblici che non migliorò le condizioni delle aree agricole particolarmente povere e scarsamente leali nei confronti del nuovo regime. La politica di ingenti spese pubbliche, che se inizialmente creò un'atmosfera di euforia economica, rilanciò l'inflazione e fece aumentare il deficit. Queste spese statali causarono una rapida inflazione, che portò ulteriore malcontento popolare. Nel 1929, una cattiva annata agricola produsse contraccolpi negativi nelle aree rurali. La situazione finanziaria non migliorò, trascinando con sé una crisi sociale, aggravata dall'insubordinazione di alcuni ufficiali dell'esercito e dalla vigorosa ripresa dei separatismi regionali, tutte resistenze spesso spezzate con la forza.

Primo de Rivera non seppe o non poté risolvere i problemi di fondo, aggravati alla fine dalla crisi economica generale, né attirarsi gli intellettuali (che gli furono ostili, da Unamuno a Ortega, da Valle-Inclán a Marañón, ecc.), né costituirsi una vera base popolare, nonostante il suo "paternalismo" e la sua bonomia spesso demagogica. Nemmeno il re lo amò, avvezzo a "governare" dietro le spalle dei suoi ministri. Durante il suo governo, il filosofo Miguel de Unamuno venne confinato sull'isola di Fuerteventura. Unamuno fuggì e continuò i suoi sforzi di opposizione al regime.
Il Rapporto tra Stato e Chiesa Cattolica
Un aspetto significativo della dittatura di Primo de Rivera fu il suo rapporto con la Chiesa cattolica spagnola. L'autore di un importante libro su questo tema evidenzia come la dittatura sia stata "il mezzo utilizzato dal potere egemonico durante la restaurazione per ristabilire il principio di autorità". La ricerca, compiuta su fonti inedite, circolari e lettere pastorali, con una grande attenzione anche ai riti, alle cerimonie e alle liturgie, mostra il modo in cui questi furono utilizzati nel rapporto tra Chiesa e potere politico nella Spagna degli anni '20.
Il libro illustra l'evoluzione del sentimento antiliberale della Chiesa spagnola, i limiti del sistema liberale e il progressivo avvicinarsi e successivamente l'allontanarsi della Chiesa spagnola dal progetto autoritario e dittatoriale di Primo de Rivera. Questo "gioco di specchi" tra gli immaginari politici della classe dirigente della Chiesa e quella politica su ipotesi diverse di organizzazione della società e della politica in Spagna, inizialmente fece della Chiesa uno dei principali sostenitori del regime. Tuttavia, nel periodo successivo, la Chiesa si mostrò sempre più tiepida nei confronti del dittatore, contribuendo alla conclusione dell'esperimento dittatoriale. La tesi principale del libro è che nell'articolarsi di questo rapporto si possano trovare le ragioni dell'atteggiamento della Chiesa negli anni della guerra civile e, successivamente, del franchismo.
Il tema del rapporto tra Stato e Chiesa e il modo in cui viene trattato permette di riflettere sull'articolazione dei passaggi che portano un regime politico (in questo caso lo Stato liberale) a divenire, o meno, uno Stato laico, e sul rapporto che questa laicità presuppone tra Stato e società, oltre che tra Chiesa e società, e su quello che la reazione confessionale può provocare o può richiedere al fine di mantenere il proprio potere.
La Caduta di Primo de Rivera e l'Avvento della Repubblica
La grave crisi economica che colpì la maggior parte dei Paesi occidentali dopo il crollo di Wall Street del 1929 acuì ulteriormente la situazione spagnola. L'insoddisfazione per il regime si fece diffusa anche all'interno dell'esercito, con episodi come la rivolta militare di Valencia del 1929. Primo de Rivera ne era perfettamente consapevole e, alla fine, perse l'appoggio di quasi tutte le parti sociali e dell'esercito. Il 26 gennaio del 1930, il re Alfonso XIII, ormai convinto del fallimento della dittatura, probabilmente lo convinse a dimettersi dalla carica di primo ministro. Primo de Rivera morì due mesi dopo, esule a Parigi, il 16 marzo 1930.
La fine del regime militare portò ad effimeri governi transitori di nomina regia, quelli di Dámaso Berenguer e Juan Bautista Aznar-Cabañas, per guidare il paese nella difficile situazione politica. Tuttavia, il re non poté infine evitare l'avvento della Repubblica. Le elezioni amministrative che si tennero nell'aprile 1931 furono caratterizzate da un trionfo dei partiti di orientamento repubblicano. Il re Alfonso XIII, pur senza abdicare ufficialmente, decise di lasciare il paese.
Dopo le dimissioni di Primo de Rivera, le elezioni amministrative del 1931 videro il trionfo dei partiti repubblicani. Si tennero allora le elezioni per un'Assemblea Costituente, dalle quali emerse vincitrice l'alleanza formata dai socialisti e dai repubblicani di sinistra. Nel dicembre del 1931 venne promulgata la Costituzione che istituiva la Repubblica, introduceva il suffragio universale maschile e femminile, riconosceva la libertà di culto e stabiliva la separazione tra Chiesa e Stato.
Le Sfide della Seconda Repubblica Spagnola e l'Ombra della Guerra Civile
Il governo presieduto dal repubblicano Manuel Azana (1880-1940), tra il 1932 e il 1933, sciolse l'Ordine dei Gesuiti, requisendone il patrimonio, chiuse le scuole cattoliche e riconobbe alla Catalogna lo statuto di regione autonoma dotato di proprie istituzioni rappresentative. Tuttavia, il governo di Manuel Azana affrontò la sfida di risolvere la questione agraria, ma il disaccordo tra repubblicani e socialisti paralizzò le riforme. L'intenzione sia dei repubblicani sia dei socialisti era di procedere a espropriare e ridistribuire le terre incolte; gli uni avrebbero voluto impiegare le terre espropriate per formare uno strato di piccoli proprietari, gli altri avrebbero voluto sperimentare forme di gestione collettiva. Il disaccordo tra i due partiti paralizzò il governo e non permise alcuna riforma che avesse un impatto significativo sulle strutture della proprietà terriera.
Il governo di Azana durò meno di tre anni, vittima tanto degli oppositori esterni quanto dell'insoddisfazione rivoluzionaria della sinistra. Sul finire del 1933, la vittoria elettorale fu della destra, che provò a tornare al pre-Azana. Le forze politiche della sinistra, soprattutto i socialisti, non furono in grado di rispondere alla violenza che chiedevano le piazze; settimana dopo settimana diverse città reagirono con violenza al nuovo esecutivo.

La rivolta più lunga e profonda fu quella asturiana: cominciò il 5 ottobre del 1934, guidata dai minatori che si opponevano tanto al governo di destra quanto al sistema capitalistico in generale. Il governo nazionale utilizzò la repressione, colpendo via terra e via aria, con due generali all'epoca impegnati in Africa: Manuel Goded e Francisco Franco. Ma fu un terzo generale, Eduardo López Ochoa, a dare il via alla trattativa contro i ribelli il 18 ottobre. I termini prevedevano anche lo stop all'avanzata delle truppe provenienti dall'Africa, condizione che però non venne accettata dal ministero della guerra. Ma la maggioranza politica non bastò a calmare chi avrebbe voluto una Spagna socialista.
José Antonio Primo de Rivera e l'Ascesa del Franchismo
Il processo più traumatico di insediamento di un regime di destra si ebbe in Spagna con il colpo di stato di Primo de Rivera nel 1923. La fine della dittatura di Primo de Rivera e l'avvento della Repubblica non furono graditi a Franco, che tuttavia restò nei ranghi militari. Francisco Franco, nato in Galizia nel 1892 da una famiglia con forti legami col mondo della Marina Militare, iniziò la sua carriera militare quasi subito in Africa, dove rimase quasi ininterrottamente dal 1912 al 1926. In Africa, la sua carriera prese una rapida accelerata: tenente colonnello nel 1923, colonnello nel 1925. Nel 1926, poco più che trentenne, divenne generale, il più giovane d'Europa.
Uomo politico spagnolo, fondatore della Falange, figlio di Miguel, José Antonio Primo de Rivera nacque a Madrid nel 1906. Al principio del 1933, si fece promotore, insieme con alcuni compagni, scrittori e giornalisti, del movimento politico - di ispirazione fascista - Falange Española, costituitosi in partito il 29 ottobre dello stesso anno, a Madrid. Il giovane Primo de Rivera fu eletto deputato alle Cortes il 16 febbraio 1936, ma di lì a qualche giorno fu arrestato e rinchiuso nelle carceri di Madrid. Scoppiata la rivoluzione il 18 luglio, fu trasferito ad Alicante e fucilato il 20 novembre dello stesso anno dalle forze repubblicane di sinistra.
Secondo il biografo di Franco, Paul Preston, il dittatore fascista e Primo de Rivera, un playboy esuberante, si amavano poco. Franco avrebbe sabotato diversi tentativi di organizzare un salvataggio o uno scambio di prigionieri che avrebbero salvato la vita di Primo de Rivera, scrive Preston nella sua biografia. La sua morte permise a Franco di eliminare un rivale e di prendere il controllo dei falangisti, sottomettendoli a un più ampio movimento di estrema destra che sosteneva la sua dittatura.
Pochi mesi dopo le elezioni, la Falange venne dichiarata fuorilegge, i suoi membri processati e Primo de Rivera giustiziato. Ma non fu la fine, fu un altro inizio, ovvero quello di una guerra che riguardò la Spagna ma colpì tutta l'Europa; da un lato le forze di destra, sostenute dai regimi di Italia e Germania; dall'altro quelle di sinistra, aiutate da volontari e supportate dall'Unione Sovietica. Furono le prove generali della Seconda Guerra Mondiale, in termini di alleanze e di armamenti. Le truppe di Francisco Franco, temporaneamente di nuovo stanziate in Africa, fecero ritorno in Spagna. Avallato dai governi fascisti europei, riuscì a divenire Generalísimo, comandante delle forze armate prima e dell'intera alleanza di destra dopo.
La Memoria Contesa: Il Caso di José Antonio Primo de Rivera nella Valle dei Caduti
In Spagna è stato disseppellito dal mausoleo della Valle dei Caduti di Madrid il corpo di José Antonio Primo de Rivera, fondatore del movimento fascista Falange che sostenne il regime franchista. Le spoglie del politico e militare, figlio del dittatore Miguel Primo de Rivera, verranno spostate su volontà di suoi parenti nel cimitero di San Isidro della capitale spagnola. Questa operazione viene effettuata in virtù della nuova legge "sulla memoria democratica", entrata in vigore nel 2022. Secondo questa legge, nessuno può rimanere sepolto "in un punto preminente" della Valle dei Caduti, ufficialmente ribattezzata Valle di Cuelgamuros (il nome originale del sito), in quanto considerata un luogo simbolo della dittatura franchista.
Contemporary Spain late XIX and early XX Restoration and Primo de Rivera
La norma stabilisce anche che il mausoleo, dove sono sepolte in fosse comuni migliaia di persone morte ai tempi della Guerra Civile e della dittatura, deve essere "ridefinito" come spazio di memoria storica "per rafforzare i valori costituzionali e democratici". Sarà la quinta volta che il corpo di José Antonio Primo de Rivera viene seppellito e la quarta che viene riesumato. Nel 1939, dopo aver riposato in due diverse fosse comuni ad Alicante, la sua bara fu trasportata per 500 chilometri dalla città costiera orientale a San Lorenzo de El Escorial, una città vicino a Madrid dove sono sepolti i reali di Spagna. Il governo sta effettuando dei lavori nel mausoleo per consentire l'accesso alle cripte dove sono sepolte in forma anonima le spoglie di 34mila persone, molte delle quali vittime del regime di Franco, permettendo alle famiglie di identificare i loro parenti.
Questo spostamento è un ulteriore passo nel processo di riconsiderazione del passato franchista in Spagna, un tentativo di "ridefinire" i luoghi della memoria per onorare le vittime e promuovere i valori democratici. La figura di José Antonio Primo de Rivera, un tempo simbolo del regime, ora viene spostata da un luogo di preminenza, riflettendo un cambiamento nella narrazione storica e nel riconoscimento delle atrocità della dittatura. Questo episodio sottolinea la persistente importanza della memoria storica e la necessità di affrontare i simboli di regimi autoritari per costruire una società basata sui valori costituzionali e democratici.