Toyota Aygo X Play: Un'Analisi Dettagliata del Mini-Crossover Urbano

Le auto rialzate piacciono ed è un dato di fatto. La categoria dei SUV è la più richiesta dal mercato europeo, anche da chi in realtà non passa la maggior parte del tempo alla guida in autostrada. Ed è proprio qui che entra in gioco Toyota, perché con la Aygo X - che si legge "Aygo Cross" - ha effettivamente dato vita a un mini-crossover: assetto rialzato, ma in dimensioni a prova di città. Compatta, semplice e ben equipaggiata, la Aygo X sembra rispondere direttamente alle esigenze di chi vive in grandi città, dove trovare parcheggio è una vera e propria impresa, senza dover rinunciare all’assetto rialzato e al look da mini-crossover.

Toyota Aygo X in contesto urbano

Evoluzione e Posizionamento nel Mercato

La Toyota Aygo ha una storia decennale nel panorama automobilistico italiano, con oltre 150.000 esemplari venduti nel decennio 2005-2015. Il segmento A, quello delle citycar, rappresenta un quinto delle vendite totali di automobili nel nostro Paese, una fetta cospicua del mercato che raccoglie l'attenzione di tutti i costruttori.

Il modello di prima generazione, presentato al Salone di Ginevra nel 2005, è stato frutto di una sinergia con il gruppo francese PSA (Peugeot e Citroën), un accordo firmato nel 2001 con lo scopo di ridurre drasticamente i costi di progetto, sviluppo e realizzazione, e di avere un unico centro di produzione a Kolín, in Repubblica Ceca. Esattamente come nel 2005, i tre modelli (Aygo, C1 e 107/108) condividevano la piattaforma e la motorizzazione tricilindrica, ma presentavano differenze sostanziali in termini di allestimenti e dotazioni. Dal punto di vista estetico erano molto diverse, con gruppi ottici personalizzati per ogni brand e paraurti dal design differente.

Nel passaggio generazionale, la Aygo ha abbandonato le linee morbide e rassicuranti della prima versione per adottarne di più geometriche e taglienti. Una scelta di progetto che ha premiato la piccola Toyota, facendola diventare la prima vettura a 4 posti d’importazione nel segmento A con più di 7.000 unità vendute nella prima parte del 2015. Questa nuova versione X-Wave ha puntato ad allargare ulteriormente il bacino di utenza di Aygo.

Con la terza generazione, la Aygo cambia in quasi tutti i suoi aspetti. Abbandonata la collaborazione con il Gruppo PSA nelle due popolari generazioni precedenti, con la terza serie la Toyota Aygo guadagna centimetri, dotazioni, stile e, soprattutto, una "X" che cambia tutto. Questa "X" (che per Toyota va letta "Cross", come le sorelle più grandi Yaris e Corolla Cross) fa diventare più ricercata, più moderna e, ovviamente, più "suvveggiante" la Toyota Aygo, una piccola che ha brillato per il suo ruolo di perfetta cittadina, ma che difficilmente ha fatto innamorare qualcuno per il suo stile e la sua personalità.

Differenze generazionali Toyota Aygo

Oggi, la Toyota Aygo X ha un prezzo superiore alla precedente Aygo, è più lunga di oltre 20 cm, ha uno stile più ricercato e personale. L'obiettivo non è essere solo una cittadina che si sceglie con la testa, ma una che convinca anche il cuore.

Design Esterno: La Rivoluzione Estetica

La rivoluzione che ha interessato la Toyota Aygo X è visibile fin dal primo sguardo. Chi è abituato o possiede una Toyota Aygo di prima o seconda generazione, riconoscerà alcuni tratti tipici del progetto. Il portellone posteriore, ad esempio, è ancora in vetro, ed è circondato da due fari a sviluppo verticale. I fari anteriori, invece, sono ancora alti e filanti. Il resto, invece, sa di totale trasformazione, a partire dalle dimensioni.

La precedente Toyota Aygo era una delle automobili più piccole sul mercato con i suoi 3,47 metri. Oggi, la nuova Toyota Aygo X aggiunge quasi 25 cm, arrivando a 3,70 metri. I 23 cm in più in lunghezza trovano man forte in 12 cm in più in larghezza, 7 cm di altezza in più e un passo 9 cm più lungo di prima.

Queste sono, nel dettaglio, le dimensioni della Toyota Aygo X:

  • Lunghezza: 3,70 metri
  • Larghezza: 1,74 metri
  • Altezza: 1,53 metri
  • Passo: 2,43 metri

Già da questo primo approccio si capisce quanto la Toyota Aygo X sia cambiata. Alla trasformazione dimensionale segue di pari passo quella estetica, che regala alla compatta giapponese un look molto più moderno e accattivante che in passato. Partendo dal frontale, al fianco dei già citati fari Full LED (di serie sull'allestimento più ricco Lounge) troviamo un frontale più moderno e personale, con un cofano relativamente lungo per il mondo Aygo e una grande calandra nella parte bassa del paraurti, che fa il paio con le parti in plastica grezza e le protezioni sottoscocca che rendono la piccola Aygo una "Cross". La parte alta del paraurti è invece carenata, e qui spicca il grande logo Toyota al centro.

Frontale Toyota Aygo X

Spostando la vista di qualche grado, ai grandi fari anteriori fanno da contraltare i passaruota in plastica grezza dall'andamento piuttosto squadrato, che uniti ai cerchi in lega da 18 pollici, di serie sull'esemplare Lounge, rendono la piccola Toyota molto accattivante. Rispetto alla precedente Aygo, molto tradizionale nella sua vista laterale, la Toyota Aygo X cambia tante cose, a partire dall'ormai noto fascione in plastica grezza nella parte bassa della vettura. L'andamento delle portiere è totalmente inedito. Sia la forma del montante molto inclinata sia quella dei finestrini regalano una fiancata molto dinamica e personale, che fa il paio con due dettagli ricercati che sulla precedente Aygo erano pura utopia.

Il montante posteriore (nonché il tetto) è infatti verniciato in nero, a contrasto con la verniciatura Chili Red Perlata, e fa il paio con i passaruota posteriori molto bombati, per un look personale e cool che sfida direttamente le più stilose del segmento.

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In coda, a dominare la vista è il portellone in cristallo, che però nasconde un segreto. Se infatti nelle precedenti Aygo il portellone era interamente in cristallo, oggi la Toyota Aygo X utilizza un classico sportello in lamiera, sopra il quale è incollato un cristallo nero. Si tratta di una soluzione furba per conservare il family feeling con le altre Aygo, ma senza rinunciare alla silenziosità e alla maggiore robustezza di un classico portellone in metallo. Per il resto, convince l'unione tra il nero lucido della parte alta del posteriore, "ereditato" dai montanti a contrasto, e la sottile fascia in rosso dove è alloggiata la targa, per una coda personale e riconoscibile. Qui si notano ancora di più i passaruota posteriori bombati, che regalano una bella dose di personalità alla citycar-crossover Toyota.

La Aygo X è decisamente una Aygo nel design generale, senza che l’assetto rialzato l’abbia stravolta eccessivamente. Eppure, nonostante la lunghezza di 3,70 metri, le forme “bombate” e tutte quelle protezioni per la scocca la rendono muscolosa, facendola sembrare più grande di quanto sia in realtà. È un modello che non ha la minima intenzione di passare inosservato. Lo si capisce dalle sue linee personali e coraggiose che, anche se parecchio lontane da quelle teoriche della concept Aygo X Prologue, ne riprendono lo spirito vistoso e provocatorio. Un tratto ulteriormente sottolineato dalla livrea bicolore, con la parte in nero che abbraccia visivamente l’abitacolo, come faceva la famosa cellula Tridion della Smart del 1998, e quella affidata alla “palette” che invece si lascia andare a tinte molto estrose e ispirate alle spezie: ginepro, zenzero, peperoncino e cardamomo.

Abitacolo e Interni: Spazio, Funzionalità e Tecnologia

Passando agli interni della Toyota Aygo X, l'impostazione cambia grazie alle dimensioni maggiorate. Le prime due generazioni di Aygo hanno dovuto fare i conti con un abitacolo dalla larghezza contenuta, che quindi ha costretto i tecnici a sfruttare la fantasia per la plancia. Dalle consolle sviluppate in larghezza della seconda serie e in profondità della prima, oggi la Toyota Aygo X può contare su 12 cm in più di larghezza. Questi si riflettono nello stile e nell'abitabilità degli interni. La plancia ha infatti un andamento molto personale, disegnata attorno a forme tondeggianti e con uno sviluppo in larghezza ben visibile.

Al centro dell'enorme ovale che riprende il bronzo, colore di lancio di Aygo X, trova posto il grande schermo dell'infotelematica da 9 pollici. Il più grande in listino per Aygo X (la versione Active ha un display da 7 pollici e la Trend da 8", entrambi dotati di Apple CarPlay e Android Auto via cavo), questo schermo è dotato dell'ultimo sistema operativo Toyota e ha Apple CarPlay e Android Auto wireless, una rarità in questo segmento. Il sistema è piuttosto veloce e si comporta molto bene utilizzando i sistemi di mirroring. Ha dimostrato una buona stabilità, e anche il navigatore proprietario non è affatto male.

Decisamente meno positiva è l'assenza di altoparlanti al posteriore. Da un'auto moderna ci si aspetterebbe un paio di casse anche dietro. Il sistema non è neanche un granché a livello acustico. Caldamente consigliato l'optional del sistema audio Premium curato da JBL, che a 500 euro aggiunge un subwoofer e due speaker posteriori. Finalmente un’interfaccia al passo con i tempi, tutt’altra cosa rispetto al sistema di infotainment che ancora si trova sulla sorella Yaris. La grafica dello schermo da 7” è chiara, intuitiva, colorata e bella da vedere, si collega facilmente allo smartphone tramite bluetooth per parlare al telefono e riprodurre musica ed è anche compatibile con Android Auto e Apple CarPlay tramite presa USB. Non è previsto, nemmeno come optional, il navigatore.

Interni Toyota Aygo X con schermo infotainment

Al netto della qualità audio deludente e "dedicata" ai passeggeri anteriori, gli interni della Toyota Aygo X sono ben fatti, ben assemblati e disegnati con cura. I materiali sono da compatta di segmento A, quindi praticamente tutti rigidi e lucidi, ma solidi e fatti per durare. Peccato poi per la presenza del Piano Black, per fortuna qui concentrato solo intorno allo schermo dell'infotainment, che come tutte le auto dotate di questo rivestimento non brilla per durata nel tempo e resistenza alle ditate. Poco più in basso troviamo i comandi per il climatizzatore automatico. Sebbene siano un po' troppo in basso, sono facili da usare anche in marcia. Grazie ad un abitacolo molto compatto, non ci mette molto a raggiungere la temperatura desiderata.

Convincono il look e la posizione della leva del cambio, mentre il volante è lo stesso visto (e apprezzato) su Toyota di categoria superiore. Dietro al volante, regolabile in altezza e profondità, trova posto un piccolo quadro strumenti misto analogico-digitale. All'esterno del corpo semicircolare troviamo il tachimetro analogico, all'esterno del quale trovano posto il contagiri (forse un po' piccolo) e l'indicatore di quantità di benzina. Al centro, invece, troviamo un computer di bordo da 4,2 pollici. Si tratta di uno schermo e di un setup non modernissimi, che non riprendono le indicazioni del navigatore o regalano informazioni troppo complesse. Grazie ad un funzionamento e una grafica chiara e completa di tutto ciò che serve, come consumo medio, velocità e stato del Cruise Control Adattivo e i limiti di velocità rilevati dalla telecamera, è sufficiente per le richieste di un'auto cittadina come Aygo X.

Cruscotto digitale Toyota Aygo X

Per il resto, colpisce la presenza di una piastra per la ricarica wireless dietro ai portabicchieri, dotata anche del pratico tasto per l'accensione, merce rara anche su auto ben più costose. Convincono i sedili, comodi anche se non troppo contenitivi e impreziositi dalla trama del tessuto (di buona qualità) che richiama la X. Ottima l'abitabilità anteriore, che propone una posizione di guida distesa e piuttosto comoda ma anche rialzata rispetto alle altre citycar, per una seduta rialzata che tanto va di moda oggi. Lo spazio è ottimo anche se si superano gli 1,85 m di altezza, con regolazioni di volante e sedile precise e intuitive. Non convincerà tutti, invece, il pannello porta con tanta lamiera verniciata a vista. Rende l'abitacolo più colorato, ma non isola altrettanto bene rispetto ad un pannello rivestito a livello acustico e termico.

Concludendo con gli interni della Toyota Aygo X, salendo dietro si scopre come la situazione sia migliore rispetto alla precedente Aygo. Lo spazio per le gambe e per la testa sono superiori, e anche le porte sono più grandi e facilitano l'ingresso. Non bisogna dimenticare che si è comunque su una citycar. Pretendere di viaggiare in quattro adulti è quindi un po' troppo, e i più alti possono toccare il tetto con la testa. L'attenzione ai passeggeri posteriori non è infine esagerata. I finestrini posteriori si aprono a compasso, una soluzione che non fa entrare molta aria a bordo, mentre l'apertura delle portiere è ancora solo discreta. Infine, proprio queste ultime fanno un rumore poco appagante quando si chiudono, un po' come sulla sorella maggiore Yaris.

Le portiere posteriori non hanno un'apertura molto ampia e ciò non facilita l'accesso al divanetto, ma una volta a bordo lo spazio è giusto per una citycar: un metro e novanta si tocca con testa e ginocchia, ma nulla di fuori dalla norma per un'auto di questa categoria. Per il resto è un abitacolo relativamente “semplice” ma funzionale. All’interno dei vari menù le funzioni si moltiplicano, soprattutto nelle impostazioni che vanno dagli ADAS del veicolo fino a strumenti come il Wi-Fi di bordo. Come la USB, anche i comandi sul volante, la AUX e la 12 V non sono illuminati, così come i pulsanti da cui regolare la posizione degli specchietti, il grado di intervento del sistema anticollisione e l’accensione dei fendinebbia.

Bagagliaio: Capacità e Funzionalità

Concludendo con le dimensioni della Toyota Aygo X, il bagagliaio è sensibilmente più grande del modello uscente. Se la seconda serie di Aygo poteva ospitare fino a 168 litri, oggi la Toyota Aygo X arriva a 231 litri, con un vano profondo e sviluppato in altezza, piuttosto versatile e sfruttabile. Nel bagagliaio ci sono 231 litri a disposizione, principalmente sviluppati in altezza - come spesso accade in questa categoria di macchine - motivo per cui lo scalino è così pronunciato.

A differenza di molte concorrenti però ha un’intelligente cappelliera in microfibra ripiegabile, che si può sistemare letteralmente ovunque - anche senza un doppio fondo. Comoda invece la cappelliera flessibile facile da togliere. La capacità del bagagliaio è inferiore di oltre 25 litri rispetto alle cugine Peugeot 108 e Citroen C1, non poco considerando la lunghezza di 3,46 metri dell’auto e l’omologazione per quattro occupanti. La Aygo si ferma a quota 168 litri contro i 196 delle francesi, la soglia di carico è piuttosto alta da terra e manca inoltre una luce ad illuminare il vano.

Bagagliaio Toyota Aygo X

Motorizzazione e Trasmissione: Efficienza e Comportamento su Strada

Il collegamento precedente con la più grande Yaris non è casuale. Per la prima volta, infatti, a livello di meccanica e motori la Toyota Aygo X non condivide il progetto con Peugeot 108 e Citroen C1. Dalla decisione del Gruppo Stellantis di abbandonare il segmento delle Citycar con i brand Citroen e Peugeot, Toyota ha deciso di portare Aygo X ad un livello superiore. Abbandonata la piattaforma condivisa con Peugeot e Citroen, la Casa giapponese ha deciso per una soluzione molto raffinata. Ha adattato la base meccanica della quarta serie di Yaris alla piccola Aygo.

Per questo, a livello di meccanica e motori, la Toyota Aygo X utilizza la stessa piattaforma modulare TNGA-B di Yaris, Yaris Cross e della gemella di Yaris, Mazda 2 Hybrid. Si tratta di una base meccanica molto apprezzata per una guidabilità di ottimo livello unita ad un peso contenuto e ad una sicurezza all'altezza delle migliori rivali. Tutte queste caratteristiche sono ereditate anche dalla Aygo X, che può contare su una meccanica moderna e matura rispetto alla spartana piattaforma utilizzata fino al 2021.

Le sospensioni della Toyota Aygo X usano lo stesso schema della precedente, con un classico avantreno McPherson e un retrotreno a ruote interconnesse. Quello di oggi è però più moderno, e tarato per offrire maggiore guidabilità e comfort. Anche lo sterzo è lo stesso visto su Yaris. Lo sterzo trasmette un buon feeling ed è abbastanza diretto per la categoria, con le sospensioni non eccessivamente morbide che assorbono bene ma soffrono sulle buche più profonde. Il rollio in curva - per l’uso che si fa di una Aygo - si avverte solo nei cambi di direzione improvvisi. Migliorabile la frenata; al retrotreno troviamo ancora i tamburi.

Motore 1.0 VVT-i Toyota

Dove non ci sono stati stravolgimenti è nella gamma motori della Toyota Aygo X. Sotto il cofano troviamo infatti lo stesso motore della generazione precedente, il 1.0 VVT-i 1KR-FE. Niente ibrido né elettrico. Per il momento, la Toyota Aygo X rimane una classica utilitaria termica. Lo storico tre cilindri aspirato di Casa Toyota è dotato, come in passato, di 72 CV e 93 Nm di coppia, doppio albero a camme in testa e fasatura variabile in aspirazione e scarico. Il 1.0 VVT-i è accoppiato di serie ad un cambio manuale a 5 marce o, a richiesta, ad un automatico.

Al posto del manuale automatizzato della precedente Aygo, però, qui trova posto un cambio CVT, o meglio un S-CVT. Questa trasmissione (non presente sull'esemplare provato) è dotata di una prima marcia fisica, pensata per le partenze, a cui si aggiunge poi il sistema di variazione continua a cinghia, in grado di simulare 9 marce. La risicata gamma motori della Toyota Aygo X deve però fare i conti con una differenza sostanziale rispetto al passato: il peso. Se la seconda serie di Aygo pesa infatti 855 kg, Aygo X arriva a superare il muro psicologico della tonnellata, fissando la bilancia a 1.015 kg. Per questo, le prestazioni non fanno gridare al miracolo. Il 1.0 VVT-i aspirato è in grado di spingere Aygo X da 0 a 100 km/h in 14,9 secondi. La velocità massima, invece, è di 158 km/h. Naturalmente questo 1.0 a tre cilindri non è un fulmine in termini di prestazione ma, oltre al suono gradevole (che però filtra un po' troppo in abitacolo), dopo tutto basta poca potenza per divertirsi e queste auto così compatte danno sempre soddisfazione. Fra l’altro, il CVT ha una modalità “Manuale” che simula la presenza di 6 marce. L'auto da città poi non vede molto spesso l’autostrada solitamente, ma quando capiterà non ci saranno problemi con la Aygo X.

Consumi e Efficienza

Venendo ai consumi, in città si riescono a percorrere circa 17 km/L, mentre in extraurbano non si fa fatica a toccare - e qualche volta anche superare - i 25 km/L. In autostrada invece si scende a poco più di 16,5 km/L. La media generale quindi è di circa 19 km/L, e cioè 5,3 Litri/ 100 km. Il motore è scattante e parco nei consumi, mentre la tecnologia di bordo fa un bel passo avanti. Il tre cilindri 1.0 da 72 CV condiviso con Peugeot e Citroen, brioso e parco nei consumi (6,4 l/100 km nell’uso cittadino, 15,6 km/l) non obbliga a frequenti cambi di marcia nonostante i soli 95 Nm di coppia.

Sicurezza e Sistemi di Assistenza alla Guida (ADAS)

Grazie ad una piattaforma così moderna, infatti, la Toyota Aygo X è dotata di serie di Cruise Control Adattivo, una rarità in questo segmento anche come optional. La versione Lounge può contare anche su frenata automatica, mantenitore attivo di corsia e su retrocamera e sensori di parcheggio anteriori e posteriori, per una dotazione da vettura di categoria superiore.

Sulla Aygo X è tutto di serie: 6 airbag (frontali, laterali, tendina anteriori, posteriori), assistente alla partenza in salita, avviso acustico cinture di sicurezza posteriori, controllo elettronico di stabilità e di trazione, sistema di monitoraggio pressione pneumatici e pacchetto x-safety Toyota Safety Sense (frenata automatica d’emergenza, sistema pre collisione regolabile su tre livelli e avviso di abbandono involontario della corsia).

Allestimenti e Prezzi

Il listino della Aygo X parte dai 16.500 euro della versione Active, e prosegue con la Trend, la Lounge e la top di gamma Limited, con quest'ultima che tocca i 21.000 euro. Il prezzo di listino della Toyota Aygo restyling parte da 11.850 euro per l’allestimento base x-cool con carrozzeria tre porte. Ma attenzione, la casa non è nuova a promozioni: l’accessoriata x-play viene offerta a 10.450 euro (contro un listino di 13.750), un ottimo prezzo rispetto alla concorrenza considerando le dotazioni offerte di serie.

Voglio infine citare la versione Air, che aggiunge un tocco sbarazzino all'auto. Scegliendo le versioni Air affiancate agli allestimenti Trend e Lounge si accede ad un semplice tetto in tela apribile che parte dal parabrezza e finisce prima del portellone. Non cambia quindi il telaio né l'estetica della Toyota Aygo X, ma si guadagna un'auto più simpatica e dotata dell'impagabile sensazione di guida all'aria aperta.

Concorrenti e Posizionamento di Mercato

Altre alternative sono la Hyundai i10, la Kia Picanto e la Renault Twingo, tutte leggermente più corte, ma che sacrificano l’assetto da mini-crossover. Con 3,46 metri di lunghezza e quattro posti a disposizione la Toyota Aygo conferma la sua posizione tra le cittadine più apprezzate insieme alla Smart Fortwo e alle cugine Citroen C1 e Peugeot 108, con cui condivide pianale e meccanica. Le citycar economiche non esisteranno più. O meglio, non ci saranno più nella forma con la quale abbiamo imparato a conoscerle negli ultimi decenni. A farcelo capire definitivamente è stata Toyota Aygo X, erede di una delle "superutilitarie" più amate degli ultimi 20 anni.

Fortunatamente, però, qualcuno pensa che per quanto difficile sia far quadrare i conti su auto così piccole e dai margini a dir poco sottili, abbia ancora senso stare sul pezzo. Come la Toyota, che nella primavera dell’anno prossimo introdurrà sui mercati la Aygo X. Si legge Cross, quella lettera lì.

Esperienza di Guida: Agilità Urbana e Comfort

Più grande, più pesante, ma con lo stesso motore e un telaio più raffinato. Come si guiderà la Toyota Aygo X nella prova su strada? Iniziamo dal suo habitat naturale, la città. Nonostante le dimensioni più generose, la Toyota Aygo X rimane un'auto davvero compatta. Questo permette alla piccola giapponese (costruita ancora in Repubblica Ceca, a Kolín, dove vennero costruite anche le precedenti Aygo) di essere agile e maneggevole quasi come in passato. I cerchi da 18 pollici non devono infatti spaventare. Le dimensioni delle gomme sono infatti umane (175/60 R18), con un battistrada regolare. L’assetto è rialzato così come la posizione di guida, cosa che fa vedere meglio la strada.

2026 Toyota Aygo X interior & Exterior Walkaround 4K

Quello che non è cambiato, pur a fronte di tutti gli sviluppi e a dispetto della X nel nome, è la vocazione complessiva dell’auto: la Aygo rimarrà anche in questa serie un’automobile leggerissima (si parte da 940 kg in ordine di marcia), maneggevole (nonostante l’incremento dimensionale ha ancora un raggio di sterzata di 4,7 metri) ed economica, perché nel suo cofano ci sarà soltanto il noto 1.0 tre cilindri aspirato benzina (qui in una versione da 72 CV e 93 Nm), che consuma 4,7 l/100 km se abbinato al cambio manuale a cinque marce e 4,9 con il nuovo S-Cvt (dove la S sta per “small”, considerate le sue dimensioni ultra-compatte).

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