Raggio di Sterzata del Veicolo: Misura e Spiegazione Approfondita

Il raggio di curvatura, o raggio di sterzata, di un veicolo è un parametro cruciale nella progettazione di edifici residenziali, commerciali e industriali, poiché influisce direttamente sulla manovrabilità dei veicoli all’interno e intorno a tali strutture. Questo valore, spesso sottovalutato, è fondamentale per comprendere la guidabilità di un’auto e la sua capacità di muoversi agilmente in contesti urbani, parcheggi stretti o su strade tortuose. In questo articolo, analizzeremo in dettaglio cos'è il raggio di sterzata, come si calcola, quali fattori lo influenzano e perché è di vitale importanza sia per i progettisti che per gli automobilisti.

schema raggio di sterzata veicolo

Cos'è il Raggio di Sterzata?

Il raggio di sterzata non è altro che lo spazio necessario che una vettura percorre per effettuare una svolta di 180 gradi. Possiamo immaginarlo come il raggio del cerchio immaginario che viene tracciato dall'auto quando gira lo sterzo al massimo possibile, come quando si esegue un'inversione a U. Questa misura rappresenta la più piccola curva circolare che un veicolo può compiere. Si misura come il raggio del cerchio tracciato dalla ruota anteriore esterna quando lo sterzo è ruotato al massimo.

Per valutare la facilità di manovra e la guidabilità di un'auto, il raggio di sterzata risulta fondamentale, ma viene spesso tralasciato dagli automobilisti. Infatti, basti pensare quanto possa essere scomodo avere una vettura caratterizzata da un raggio di sterzata molto ampio, cosa ancor più evidente nella vita di tutti i giorni, dato che bisognerà effettuare manovre complicate anche per i parcheggi meno complessi. Un altro contesto ambientale dove questo fattore risulta a dir poco determinante consiste nei classici tornanti a gomito e, più in generale, nelle strade di montagna. Grazie a un raggio di sterzata di bassa entità, si ha la certezza di riuscire a chiudere più facilmente un tornante stretto nella parte interna, senza dover necessariamente invadere la corsia opposta.

Le Diverse Circonferenze di Riferimento

Spesso si dimentica che le ruote di qualsiasi veicolo, in curva, seguono ciascuna una propria traiettoria, ovvero che ciascuna ruota passa altrove di dove passano le altre. Un discorso dalle apparenze elementari ma basilare per chi vuole analizzare il veicolo e le sue peculiarità. Pertanto, ad ogni specifica rotazione del volante corrisponde una contemporanea data circonferenza descritta da ogni ruota. Così, di regola, le due ruote esterne descriveranno entrambe due circonferenze maggiori, sebbene differenti fra loro, mentre quelle più interne ne descriveranno due di raggio inferiore.

Nella guida il conducente non percepisce nulla di queste differenze fra i raggi interni e quelli esterni alle ruote in quanto per compensarli, in autonomo automatismo, il veicolo dispone di sterzo e di differenziale. Tuttavia, ogni conducente dovrebbe invece conoscere e saper gestire tre circonferenze, due anteriori esterne ed una posteriore interna alla curva.

Si tratta della circonferenza-giro-massima (A), della circonferenza giro-esterno-ruota (B) e della circonferenza-giro-minima (C). La circonferenza-giro-massima (A) è riferita allo spigolo anteriore esterno della carrozzeria: pertanto si riferisce alla sua intera altezza dal suolo e, se la stessa fosse costituita da un muro, superarla significherebbe ammaccare la carrozzeria. Se invece si trattasse di un marciapiede più basso della carrozzeria del nostro frontale, a limitare la nostra possibilità di giro sarebbe la circonferenza giro-esterno-ruota (B), una circonferenza più piccola questa in quanto descritta dall’esterno pneumatico. Quando si curva non è sufficiente passare con il frontale del veicolo, è pure necessario con un colpo d’occhio allo specchio retrovisore esterno, lato interno alla curva, assicurarsi che anche la parte posteriore passi in sicurezza senza sconfinare all’interno.

In curva, un veicolo occupa una fascia circolare assai più larga della sua larghezza nominale. Questa nuova dimensione della vettura è il cosiddetto profilo d’ingombro (D), ovvero la fascia di strada effettivamente occupata dalla vettura in curva. Scherzando, si potrebbe dire che in curva bisogna fare attenzione perché gli autoveicoli ingrassano.

diagramma delle traiettorie delle ruote in curva

Come si Calcola il Raggio di Sterzata?

Calcolare il raggio di sterzata della propria automobile può essere utile per capire quanto deve essere grande un parcheggio condominiale, per capire dove posizionare l’apertura del garage, per insegnare a un inesperto come fare al meglio delle manovre e, più in generale, per prendere confidenza con la vettura. Fortunatamente, farlo è un’operazione tutt’altro che difficile, l’importante è avere a propria disposizione un’area ampia, in cui fare manovre in completa tranquillità, senza essere disturbati da nessuno. I posti migliori potrebbero essere i parcheggi vuoti di uno stadio o di un centro commerciale chiuso.

Per calcolare il raggio di sterzata, è necessario conoscere due misure chiave: il passo (WB) e l’angolo di sterzata (Θ) delle ruote anteriori. La formula teorica per calcolare il raggio di sterzata è:

Raggio di sterzata = WB / sin(Θ)

Questa formula fornisce un raggio di sterzata teorico, che può variare leggermente in condizioni reali a causa di fattori quali la larghezza e l'attrito degli pneumatici.

Ecco i passaggi pratici per una misurazione empirica:

  1. Preparazione: Posizionate a un lato del parcheggio l’automobile. Portate con voi del gesso o dei coni di plastica.
  2. Primo segno: Segnate, con un cono o con un gesso, il lato della ruota anteriore esterna rispetto all’inversione che si intende effettuare.
  3. Manovra: Sterzate al massimo il volante e iniziate la manovra, percorrendo un’inversione a 180 gradi.
  4. Secondo segno: Segnate nuovamente con un cono o con il gesso la posizione della ruota anteriore esterna alla fine dell'inversione.
  5. Misurazione: La distanza tra questi due punti andrà a costituire il diametro di sterzata piccolo, che bisogna dividere per due per ottenere il raggio di sterzata.
  6. Raggio da parete a parete: Per determinare il raggio di sterzata da parete a parete, invece, bisogna considerare la carrozzeria, in quanto deve esserci un’ampia strada tra le due pareti, così da consentire all’auto di eseguire un’inversione a U senza graffi o urti. Questo raggio tiene conto dell'ingombro massimo del veicolo, compresi gli spigoli della carrozzeria.

L'utilizzo di un calcolatore interattivo del raggio di sterzata può semplificare questo processo. Questi strumenti sono progettati per eseguire automaticamente i calcoli una volta inseriti il passo e l'angolo di sterzata.

sovra e sotto sterzo

Fattori Che Influenzano il Raggio di Sterzata

Sono molteplici gli elementi che vanno a condizionare il raggio di sterzata di una vettura.

  • Dimensioni del veicolo e passo: Il primo in assoluto è senz’ombra di dubbio le dimensioni del veicolo, con la lunghezza su tutte. Chiaramente, maggiore è quest’ultima, maggiore sarà il raggio di sterzata. Il passo, ovvero la distanza tra l'asse anteriore e quello posteriore, è una misura fondamentale che influisce direttamente sul raggio di sterzata. Un passo più corto consente un raggio di sterzata più stretto, rendendo il veicolo più facile da manovrare in spazi ristretti. Al contrario, un passo più lungo determina un raggio di sterzata più ampio, che richiede più spazio per completare la svolta. I veicoli più lunghi richiedono più spazio per effettuare una svolta.
  • Angolo di sterzo (o angolo di rotazione massima): In tal senso, risulta determinante anche il cosiddetto angolo di sterzo, che è l'angolo massimo di rotazione delle ruote anteriori rispetto alla posizione rettilinea. Le auto a trazione posteriore, in questo caso, risultano più vantaggiose, in quanto dotate di un elevato angolo di sterzo e, conseguentemente, di un diametro di sterzata decisamente ridotto. Ciò è dovuto al fatto che questa tipologia di vettura ha le ruote anteriori non influenzate dai dispositivi di trazione, i quali portano gli avantreni delle auto a trazione anteriore ad essere meno mobili.
  • Tipo di sterzo:
    • Sterzo a ruote anteriori: La maggior parte dei veicoli utilizza uno sterzo a ruote anteriori, in cui solo le ruote anteriori girano.
    • Sterzo a quattro ruote: In questo sistema, sia le ruote anteriori che quelle posteriori possono girare, consentendo un raggio di sterzata ridotto.
  • Design del telaio e carrozzeria: Il design del telaio, la presenza di sporgenze della carrozzeria (come i paraurti) e il fatto che il veicolo sia dotato di quattro ruote sterzanti o solo di quelle anteriori influenzano il raggio di sterzata.
  • Sospensioni:
    • Sospensioni indipendenti: Permettono a ciascuna ruota di muoversi separatamente, migliorando la maneggevolezza e riducendo potenzialmente il raggio di sterzata.
    • Altezza di marcia: L'altezza del veicolo può influenzare il raggio di sterzata.
    • Rigidità: Anche la rigidità delle sospensioni può svolgere un ruolo importante.
  • Pneumatici:
    • Pneumatici ad alte prestazioni: Progettati per una migliore aderenza e maneggevolezza, possono influenzare il raggio di sterzata fornendo una maggiore trazione.
    • Aderenza del pneumatico: La quantità di aderenza degli pneumatici sulla strada influisce sulla capacità di sterzare del veicolo.
    • Angolo della punta: L'angolo di inclinazione delle ruote (convergenza o divergenza) può influenzare il raggio di sterzata.
  • Distribuzione del peso: Anche la distribuzione del peso all'interno del veicolo può influire sul raggio di sterzata.
  • Condizioni della superficie: Il tipo di superficie (ad esempio, pavimentazione asciutta, strade bagnate, ghiaia) può modificare il raggio di sterzata effettivo. Aumentando la velocità del veicolo in curva su strada, è opportuno aumentare il raggio di curvatura per mantenere la sicurezza.

Importanza del Raggio di Sterzata nella Vita Quotidiana e nella Progettazione

Un ridotto raggio di sterzata conferisce all’auto una superiore facilità di parcheggio e un’agilità elevata, quindi peculiarità davvero importanti per gli automobilisti che guidano frequentemente nel traffico cittadino. Per questa ragione, le city car tendono ad avere un minore angolo di sterzata, rendendole perfette per chi ha l’esigenza di muoversi in spazi angusti e per chi vive in città. D’altronde, può diventare un vero incubo trovare un parcheggio gratis all’interno delle ZTL delle grandi città e fare una sosta, in particolar modo negli orari di punta, dove risulta quasi impossibile. Per affrontare al meglio questa situazione, andrebbe fatta una scelta oculata in fase d’acquisto dell’auto nuova. Per esempio, le vetture con lunghezza minore di 4 metri, vi assicureranno sicuramente un raggio di sterzata abbastanza piccolo, consentendovi di sfruttare gli spazi a disposizione al meglio, senza dover avere timore di potenziali danni agli specchietti retrovisori o alla carrozzeria, oppure di sconfinare sulla carreggiata.

parcheggio stretto città

Le auto compatte come la Honda Fit o la Ford Fiesta hanno solitamente un raggio di sterzata ridotto. Questa caratteristica le rende molto maneggevoli in ambiente urbano, consentendo di parcheggiare facilmente e di navigare in spazi ristretti. I veicoli più grandi, come i SUV e gli autocarri, hanno spesso un raggio di sterzata maggiore a causa del passo allungato e delle dimensioni. Anche se questi veicoli possono non essere così agili negli spazi stretti, il loro design enfatizza la stabilità e la capacità di trasportare carichi pesanti.

Molteplici marchi offrono modelli caratterizzati da basso raggio di sterzata, come Peugeot e Citroen, che garantiscono una serie di alternative perfette per consentire ai guidatori di parcheggiare con facilità negli spazi più stretti. Tra i marchi giapponesi, Toyota e Mitsubishi includono nei loro listini delle ottime vetture per muoversi al meglio nei centri urbani. I modelli Smart sono sicuramente quelli più facili da guidare in tal senso, quindi cabrio, Fortwo, Forfour, coupé biposto e le versioni elettriche. La Renault con la Twizy e con la Twingo, di recente offerta anche con propulsione elettrica, hanno avuto un grande successo in tal senso.

Il Raggio di Curvatura nella Progettazione Edilizia e Stradale

Il raggio di curvatura è un elemento fondamentale nella progettazione di edifici residenziali, commerciali e industriali. Considerare attentamente questo parametro durante la fase di progettazione può migliorare significativamente la sicurezza, l’efficienza e la conformità normativa delle strutture.

rotatoria stradale

Nei siti industriali, le aree di carico e scarico devono essere progettate per consentire l’accesso sicuro e agevole ai camion e agli autoarticolati, con raggi di curvatura ampi e spazi adeguati per le manovre. Il raggio di curvatura di un veicolo è un parametro cruciale nella progettazione di edifici residenziali, commerciali e industriali, poiché influisce direttamente sulla manovrabilità dei veicoli all’interno e intorno a tali strutture.

Il Regolamento di Attuazione del Codice della Strada (Art. 217) stabilisce requisiti specifici per l'inscrivibilità in curva dei veicoli. Ogni veicolo a motore, o complesso di veicoli, compreso il relativo carico, deve potersi inscrivere in una corona circolare (fascia d’ingombro) di raggio esterno 12,50 m e raggio interno 5,30 m. Le autovetture, generalmente, hanno un raggio di curvatura esterno mediamente tra i 5,5 e 6 metri. Da ciò si deduce che un raggio di curvatura esterno di 7 metri offre ampi margini di manovra per le auto standard.

La norma (Paragrafo 4.5.1) limita l’uso delle rotatorie in base alla gerarchia delle strade. L’isola circolare centrale deve essere completamente transitabile, in genere con diametro di 3 o 4 metri, per consentire il passaggio di veicoli più grandi e agevolare la manovrabilità.

Conoscere il raggio di sterzata è importante per la sicurezza dei veicoli, perché influisce direttamente sulla capacità di un veicolo di destreggiarsi in vari ambienti, soprattutto in contesti urbani dove lo spazio è limitato. Un raggio di sterzata più piccolo consente di effettuare svolte più sicure e precise, riducendo il rischio di collisioni e incidenti. Aiuta i conducenti ad anticipare ed eseguire le svolte in modo efficace, assicurando che possano evitare ostacoli e pedoni. Inoltre, conoscere il raggio di sterzata è essenziale per progettare strade e incroci più sicuri, dove angoli più stretti possono incoraggiare velocità più basse, migliorando il controllo e riducendo il rischio di incidenti.

I veicoli per le consegne urbane, come quelli utilizzati dai corrieri, traggono grandi vantaggi da un raggio di sterzata ridotto. I veicoli di emergenza, come le ambulanze e le autopompe, spesso necessitano di un raggio di sterzata ridotto per muoversi nel traffico e raggiungere rapidamente le loro destinazioni.

Miglioramenti e Modifiche al Raggio di Sterzata

Sì, il raggio di sterzata di un veicolo può essere migliorato o modificato. Queste modifiche mirano a ridurre lo spazio necessario per le svolte, migliorando la manovrabilità.

  • Sistemi a quattro ruote sterzanti: L'installazione di un sistema a quattro ruote sterzanti può ridurre notevolmente il raggio di sterzata. Questo sistema consente alle ruote posteriori di girare insieme a quelle anteriori, migliorando la manovrabilità.
  • Aumento dell'angolo di sterzata massimo: Un'altra modifica consiste nell'aumentare l'angolo di sterzata massimo delle ruote anteriori. Consentendo alle ruote di girare più bruscamente, il veicolo può ottenere un raggio di sterzata più stretto.

Il Ruolo del Differenziale

In curva, le ruote posteriori descrivono due circonferenze dissimili. Se su questo asse si avesse la trazione - in caso contrario il problema passa comunque sull’avantreno - ad una data rotazione del motore e rispettivamente dell’albero di trasmissione, in curva la ruota esterna deve poter girare più veloce e quella interna più lenta. Si presenta quindi la necessità di compensare automaticamente le due differenti rotazioni mantenendo costante la spinta d’insieme. A questo, fino ad oggi ci pensava il differenziale: nelle autovetture elettriche a più motori, la sua funzione è invece sostituita da una compensazione elettronica (modulazione dei giri di ciascun motore).

Il differenziale è un tipico 'meccanismo planetario'. L’albero motore, attraverso la trasmissione, dà la rotazione all’asse primario, e precisamente, attraverso il meccanismo planetario, ai semiassi primari destro e sinistro. Qualunque siano le velocità a cui girano le ruote posteriori, la velocità del meccanismo sarà sempre uguale alla media delle velocità dei semiassi.

Tuttavia, il differenziale tradizionale ha una limitazione. Se i coefficienti di attrito sono diversi, per esempio se da un lato l’auto passa sopra una macchia d’olio o su del ghiaccio, la ruota su superficie a bassa aderenza inizia a girare molto più facilmente, prendendo su di sé tutta la rotazione che il meccanismo spartisce ai due semiassi. Poiché la somma delle velocità è costante, se un semiasse gira molto velocemente, l’altro non girerà affatto, o quasi. Questo sembrerebbe dunque un difetto del differenziale. Gli ingegneri, infatti, cercano di migliorare il differenziale, conservandone la proprietà di base, che è quella del controllo ottimale nelle curve, e diminuendone gli effetti spiacevoli, come non permettere di girare a un asse quando la differenza delle velocità è elevata. Questo ha portato allo sviluppo di differenziali a slittamento limitato o di sistemi di controllo elettronico della trazione.

In incidentologia, non si dovrebbe parlare di analisi cinematica prima di aver conoscenze chiare e profonde della geometria autoveicolare, da non confondere con quella che si regola in officina. Una volta chiariti i concetti, ogni specialista sarà sicuramente in grado anche di integrare questi nel proprio lavoro e nei propri calcoli, per esempio nel definire una traiettoria in modo reale, a seconda della progressione temporale con cui il conducente agisce sul volante e come, di conseguenza, sterzano le ruote e si sposta il veicolo.

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