La Renault Scénic II, lanciata per succedere alla prima generazione della monovolume francese, ha introdotto una significativa evoluzione stilistica e tecnica, prendendo spunto dalla Mégane II, con cui condivideva gran parte dell'architettura. Pur mantenendo la sua identità di monovolume compatta, la Scénic II del 2005 si è distinta per un design più audace, un abitacolo notevolmente più spazioso e una serie di innovazioni tecniche volte a migliorare il comfort, la sicurezza e la modularità.

Design Esterno: Linee Spigolose e Volumi Generosi
Rispetto al modello che andò a sostituire, la Scénic II propose una rivoluzione stilistica sulla falsariga del modello a essa più direttamente legato dal punto di vista tecnico, ossia la Mégane II. Fermo restando che, data la tipologia di vettura, non fu possibile creare niente di stravolgente, la nuova monovolume francese è tuttavia caratterizzata da linee spigolose come nella berlina di segmento C, anche se meno estremizzate.
Gli ingombri generali sono leggermente superiori a quelli della monovolume uscente, ma i tratti meno lineari mostrano spigoli un po' ovunque. Osservando il frontale, spigolosi sono i gruppi ottici e spigoloso è l'alloggiamento dello stemma Renault posto al centro della calandra dividendola in due parti, secondo il family feeling tipico delle Renault di quel periodo. La parte anteriore della vettura è inoltre caratterizzata da un parabrezza assai ampio, molto più che non nella precedente Scénic, contribuendo a una maggiore luminosità interna e una migliore visibilità.
La vista laterale è caratterizzata da un tetto vistosamente inclinato all'indietro, anche se non in misura esasperata per non compromettere l'abitabilità posteriore, fatto che comunque non avrebbe avuto effetti molto deleteri per via della meticolosa progettazione dell'abitacolo nella zona posteriore. I montanti laterali di colore scuro danno l'idea di trovarsi di fronte a un'unica grande superficie vetrata laterale, peraltro non particolarmente estesa per via della linea di cintura abbastanza alta, ma anch'essa caratterizzata da spigoli abbastanza vistosi. Questo approccio al design ha conferito alla Scénic II un aspetto più moderno e dinamico, pur mantenendo la praticità e la funzionalità tipiche di una monovolume.
Interni e Abitabilità: Spazio e Modularità al Vertice
L'abitacolo della Scénic II è innanzitutto molto più spazioso della Scénic I: ciò è dovuto principalmente alla maggior larghezza, a sua volta derivante dalle carreggiate più larghe mutuate dalla Mégane II che le ha fatto da base. Il valore di 1,81 metri di larghezza pone la Scénic II al vertice nella sua categoria, con ovvie ripercussioni positive per quanto riguarda l'abitabilità. A essa contribuiscono però anche altri fattori, come il passo allungato di ben 11 cm rispetto alla precedente Scénic. Si è parlato del tetto discendente nella zona posteriore: in effetti, nonostante ciò, l'abitacolo è stato progettato in maniera tale da far avere all'occupante posteriore addirittura 22 mm in più rispetto alla Scénic I, dimostrando l'attenzione ai dettagli nella progettazione dello spazio interno.
Il posto guida è invece caratterizzato da un'impostazione più automobilistica, con un volante meno inclinato, offrendo una sensazione di guida più simile a quella di una berlina. La plancia è caratterizzata invece dal fatto di essere suddivisa in due metà, una inferiore e una superiore, ma anche da un cruscotto posto centralmente, più moderno nel design e con una leva del cambio ancora sistemata sulla plancia stessa, a portata di mano del conducente.

Com'è tipico delle vetture di questo genere, si è cercato di sfruttare al massimo lo spazio disponibile, senza risparmiarsi nella ricerca di soluzioni originali. È il caso ad esempio del cassetto centrale trasferibile nella zona posteriore dell'abitacolo, un elemento pratico e innovativo per la gestione degli oggetti personali. Il divano è frazionabile, in maniera tale da consentire un buon livello di modularità dello spazio a disposizione dei bagagli. Tra le dotazioni interne che aumentano il comfort e la versatilità si annoverano:
- Appoggiatesta ant. a protezione ravvicinata e reg.
- Appoggiatesta posteriori (3) a scomparsa reg.
- Sedile guida reg.
- Sedile passeggero ant.
- Sedili post. (3) ripieg.
- Sedili post. scorrevoli
- Servosterzo elett.
- Sistema ISOFIX ant.
- Tavolette tipo aereo (schienale sedile anteriore)
- Volante reg.
- Navigatore satellitare (disponibile)
Architettura e Meccanica: Fondamenta Robuste e Innovazioni Sospensive
Come già anticipato, la base meccanica utilizzata per la Scénic II è quella della Mégane II, dalla quale riprende ovviamente anche un'architettura meccanica generale ormai ampiamente consolidata nella produzione automobilistica generale relativa alle vetture dal segmento C in giù. E quindi: motore anteriore trasversale e trazione sull'avantreno, una configurazione che garantisce equilibrio e efficienza.
Per quanto riguarda la scocca, analogamente alla Mégane II sono stati impiegati acciai ad alta resistenza, più leggeri degli acciai standard ma anche più resistenti, in modo da incrementare la robustezza della struttura diminuendone nel contempo il peso. Significativo l'impegno sul fronte della sicurezza che prevede, sempre per quanto riguarda la struttura generale, l'integrazione di zone a deformazione programmata per l'assorbimento degli urti, un elemento fondamentale per la protezione degli occupanti in caso di collisione.
Passando alla meccanica, le soluzioni relative alle sospensioni sono anch'esse riprese dalla Mégane II lanciata un anno prima, come dimostrano l'avantreno di tipo MacPherson e il retrotreno a ruote interconnesse. Il molleggio sui due assi viene affidato a molle elicoidali, ed è questa una delle novità più significative, dal momento che la precedente Scénic I monta invece un retrotreno a barre di torsione. Questa modifica ha contribuito a migliorare il comfort di marcia e la tenuta di strada.
Tra le dotazioni di sicurezza e comfort tecnico presenti sin dal lancio, spiccano:
- ABS con ripartitore el.
- Accensione automatica dei fari
- Airbag laterali "a tendina" ant. e post.
- Alzacristalli elettrici ant. ad impulso con dispos. antischiacciamento
- Alzacristalli elettrici post. ad impulso con dispos. antischiacciamento
- Cinture ant. e post. lat. con pretensionatori e limit. di carico
- Cinture di sicurezza anteriori reg. in altezza
- Freno di stazionamento automatico
- Retrovisori termici reg. elettricamente
Evoluzione della Gamma: Grand Scénic e Aggiornamenti Costanti
Il primo significativo step evolutivo nella carriera commerciale della Scénic II si ebbe un anno dopo il suo debutto, e precisamente nell'aprile del 2004, quando la gamma raddoppiò letteralmente grazie all'arrivo della Grand Scénic. Questa versione allungata andò a inserirsi fra la Scénic II normale e la contemporanea Espace IV, offrendo una soluzione per chi necessitava di maggiore spazio e versatilità. La differenza più sensibile tra la Scénic e la Grand Scénic non sta in realtà tanto nella misura del passo, comunque aumentato di 5,1 cm, quanto nello sbalzo posteriore molto più pronunciato. Tale modifica ebbe come scopo quello di poter ospitare una terza fila di sedili, e infatti ecco che la Grand Scénic poté dare posto a sette persone e porsi più in diretta concorrenza con altre monovolume di segmento C ma in grado di andare oltre i cinque posti, come la Fiat Multipla o la Opel Zafira A, quest'ultima tra l'altro in procinto di essere sostituita da un modello più moderno quale la Opel Zafira B. Nel complesso, la Grand Scénic risultò più lunga di 22 cm rispetto alla normale Scénic II.

Il 2004 vide però anche l'arrivo di altre novità, prima fra tutte la nuova motorizzazione di punta, ossia un 2 litri sovralimentato mediante turbocompressore in grado di erogare fino a 163 CV di potenza massima. Inoltre sul fronte dei diesel si ebbe l'arrivo di un nuovo 1.5 dCi, basato sempre sulla pre-esistente unità da 82 CV, ma con potenza portata a 101 CV, ampliando l'offerta di motorizzazioni efficienti e performanti.
Nel 2005 si ebbero altre novità, consistenti in leggeri aggiornamenti di dettaglio ai fari posteriori e alla gamma colori, ma anche in migliorie ai rivestimenti interni, per mantenere la vettura al passo con i gusti del pubblico. Per quanto riguarda la gamma motori, il 1.5 dCi di base vide la propria potenza passare da 82 a 86 CV, mentre l'altra motorizzazione di pari cilindrata passò da 101 a 106 CV. Leggermente più in alto, sempre nella gamma diesel, il 1.9 dCi fu portato da 120 a 130 CV e in alcuni mercati venne affiancato da una versione depotenziata a 110 CV. Per quanto riguarda le motorizzazioni a benzina, si ebbe l'arrivo di un 1.6 bi-fuel con alimentazione a GPL e caratterizzato da una potenza massima di 102 CV, offrendo un'alternativa più ecologica ed economica.
Engine - Car recycler parts Renault Scenic, 2001 2.0 16V 102kW F4R Gasoline Mechanical Minivan
Il Restyling del 2006 e l'Allestimento Conquest
Il 2006 fu l'anno del restyling di metà carriera: esteticamente gli aggiornamenti furono molto discreti, appena visibili, e compresero fra l'altro l'introduzione di una più ampia presa d'aria di raffreddamento alla base del paraurti. Questo fu il più visibile fra gli aggiornamenti. Per il resto, i fari posteriori furono a loro volta ridisegnati nelle grafiche e poterono essere ordinati anche con tecnologia a LED, mentre le calotte degli specchietti retrovisori esterni divennero in tinta con la carrozzeria su tutta la gamma, conferendo un aspetto più armonioso e curato.
La gamma motori vide innanzitutto il pensionamento del motore 2 litri turbo da 163 CV, ma anche l'arrivo di un nuovo 2 litri turbodiesel che andò ad affiancare le motorizzazioni da 1.9 litri e che poteva erogare una potenza massima di 150 CV, migliorando le prestazioni e l'efficienza. Contemporaneamente la motorizzazione bi-fuel passò da 102 a 105 CV, mentre nei mercati ove prevista la Scénic II 1.9 dCi da 110 CV venne tolta dal listino, razionalizzando l'offerta.
Il 2007 vide alcuni aggiornamenti tecnici di dettaglio (come ad esempio l'arrivo del FAP nella versione 1.5 dCi da 106 CV), ma soprattutto l'arrivo di un allestimento particolare denominato Conquest. Con questo allestimento, si volle creare una sorta di richiamo alla precedente Scénic RX4, introducendo un look più robusto e avventuroso. All'aspetto più rude, dato dai parafanghi in plastica grezza, dai paraurti ridisegnati, e anch'essi non verniciati, e dalla maggior altezza da terra, non corrisposero altrettante novità tecniche: la Scénic Conquest rimase invariata rispetto alle altre Scénic e conservò quindi anche la sola trazione sulle ruote anteriori. La Scénic Conquest fu proposta in quattro motorizzazioni: 1.6 16v, 2.0 16v, 1.5 dCi da 106 CV e 1.9 dCi da 130 CV. Si trattò insomma di una vettura pensata per chi era solito fare scampagnate nello sterrato leggero e poco impegnativo, combinando l'estetica off-road con la praticità di una monovolume. Un'altra caratteristica della versione Conquest fu data dalle barre sul tetto, utili per il trasporto di attrezzature sportive o bagagli extra. Prevista solo sulla base della Scénic II a passo corto, la Conquest fu l'ultima vera novità di un certo rilievo: da quel momento in poi la Scénic II e la Grand Scénic si avviarono lentamente verso la fine della loro carriera commerciale, lasciando il posto a nuove generazioni.
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