La Renault Twingo, una citycar che ha lasciato un'impronta distintiva nel panorama automobilistico, si è affermata fin dalla sua nascita per il suo approccio innovativo al design e alle tecnologie di bordo. Questo articolo ripercorre la sua evoluzione, dalle origini rivoluzionarie alle caratteristiche dell'attuale terza generazione, esplorando le sue peculiarità tecniche, le motorizzazioni e gli allestimenti che l'hanno resa un'icona.

La Nascita di un'Icona: La Prima Generazione (Twingo I)
L'idea di trovare una sostituta alla Renault 4 risale a ben vent'anni prima del lancio della prima generazione della Twingo. Il programma VBG, inizialmente caratterizzato da incertezze e rinvii, prese finalmente slancio con l'arrivo del designer Robert Opron e successivamente di Jean-Pierre Ploué, supportati dal responsabile del design Patrick LeQuément. Quest'ultimo, colpito dal successo della Renault Espace, sostenne pienamente l'idea di Ploué di una piccola monovolume. Le linee della futura Twingo furono "congelate" nel 1988, e nonostante l'iniziale ostilità di alcuni membri del consiglio di amministrazione, la visione audace prevalse.
La presentazione della vettura definitiva si ebbe nell'ottobre del 1992 al Salone di Parigi, suscitando la sorpresa del pubblico. Il nome Twingo, nato dalla contrazione delle parole "twist", "swing" e "tango", intendeva sottolineare il carattere dinamico e la simpatia della vettura. Fin da subito, la Twingo collezionò 2.240 ordini al termine della kermesse parigina, dimostrando il suo potenziale. L'assemblaggio avvenne inizialmente nello stabilimento Renault di Flins, per poi estendersi all'impianto ex-FASA di Valladolid, in Spagna, e a due ulteriori stabilimenti in Sudamerica.
La Twingo è stata la prima vettura a imporre la configurazione di carrozzeria monovolume in un modello di segmento A in Europa, sebbene in Giappone fossero già presenti modelli con tale caratteristica, come la Honda Today. Le sue dimensioni erano decisamente contenute, più compatte della sua antenata, la R4, e anche di modelli contemporanei di segmento comparabile, come la Citroën AX o la Peugeot 106.

Design Esterno e Interno
Le prime Twingo erano caratterizzate da un frontale spiovente che si allineava con l'ampio parabrezza. All'estremità anteriore trovavano posto i tondeggianti gruppi ottici definiti "a ranocchia", leggermente sporgenti, che conferivano alla vettura un aspetto simpatico e distintivo. L'idea di disegnare i fari in questo modo venne a Patrick LeQuément. I paraurti, sia anteriori che posteriori, erano in plastica non verniciata. La fiancata presentava linee molto semplici che ponevano in evidenza la presenza di due sole grandi superfici vetrate per lato, una sola portiera per parte, la continuità fra parabrezza e cofano motore, ma anche la generosa misura del passo (2,347 metri), con le ruote poste il più avanti possibile, quasi ai quattro angoli del corpo vettura. Questa soluzione innovativa fu anch'essa ideata da LeQuément. La coda dall'andamento verticale era caratterizzata da un portellone a tutta larghezza, da un ampio lunotto e da gruppi ottici dal disegno tondeggiante.
L'abitacolo della Twingo I era stato progettato per garantire la massima abitabilità possibile in rapporto alle dimensioni assai compatte. Pur essendo omologata solo per quattro persone, queste potevano trovare un dignitoso livello di abitabilità, grazie anche al fatto che la Twingo, sebbene più corta delle possibili concorrenti, era anche più larga. Il posto guida era dominato da motivi tondeggianti: bocchette di ventilazione, comandi della consolle centrale, pannelli porta, sedili e poggiatesta. Si trattava comunque di un abitacolo dal livello di dotazione alquanto scarno; la strumentazione era composta praticamente solo da un tachimetro e un indicatore del livello di carburante, sistemati sulla plancia in posizione centrale anziché di fronte al conducente. I sedili, rivestiti con tessuti dalle allegre fantasie di colori, erano caratterizzati da un elevato livello di modularità, potendo essere spostati o abbattuti in un gran numero di combinazioni. Era possibile trasformare l'interno della macchina in un "letto matrimoniale", semplicemente spostando in modo opportuno i sedili anteriori e posteriori, una caratteristica celebre per la sua versatilità. Non erano invece presenti vani portaoggetti di grande capienza. La capacità del bagagliaio, pur non raggiungendo i livelli della R4 (che poteva arrivare a quasi 1,5 metri cubi), era comunque ottima in rapporto alle dimensioni della vettura, fermandosi a quasi 1,1 metri cubi con i sedili abbattuti. Con il divanetto posteriore in posizione, la capacità era di 168 litri a filo della cappelliera, che salivano a 261 litri eliminando quest'ultima.
Aspetti Tecnici e Motorizzazioni
La Twingo I era votata alla semplicità anche per quanto riguardava l'aspetto tecnico, pur essendo indubbiamente più moderna rispetto alla R4 che sostituiva. La struttura era del tipo a scocca portante, che integrava un telaio inferiore a cui era fissato l'avantreno. L'avantreno era a ruote indipendenti con schema MacPherson e molle elicoidali, mentre il retrotreno era a ruote interconnesse, anch'esso con molle elicoidali. Su entrambi gli assi le molle erano coassiali con gli ammortizzatori. L'impianto frenante, servoassistito, era di tipo misto, con freni a disco all'avantreno e freni a tamburo al retrotreno.
Al suo debutto, la Twingo I era prevista in una sola ed unica motorizzazione, consistente nell'unità C3G da 1239 cm³, un motore che ancora adottava lo schema di distribuzione ad aste e bilancieri e che era in grado di erogare una potenza massima di 54 CV.
Evoluzione della Twingo I
Il primo step evolutivo per la gamma della Twingo I si ebbe nel 1994, quando venne introdotta la Twingo Easy, dotata di una frizione a gestione elettronica, che consentiva l'eliminazione del comando a pedale.
Alla fine dell'estate del 1996, la Twingo beneficiò di quello che è stato forse il suo aggiornamento più corposo: fu pensionato il vecchio motore C3G 1239 cm³ in favore di una nuova unità nominata D7F da 1149 cm³ con distribuzione monoalbero in testa a due valvole per cilindro e potenza massima di 60 CV. Questo motore resterà disponibile fino al 2007. In tale occasione vennero aggiornati gli interni, ora con nuovi rivestimenti, mentre esternamente comparve in coda la terza luce di stop.
Nel 1998 vi fu un aggiornamento estetico visibile specie nel frontale, dove gli indicatori di direzione, integrati con i gruppi ottici principali, divennero di colore chiaro. Vennero ridisegnati anche i fanali posteriori e i paraurti. Questi ultimi integravano delle inedite luci fendinebbia e, a seconda dell'allestimento, potevano essere anche in tinta con la carrozzeria. Il gancio traino anteriore si spostò sul lato passeggero, mentre quello posteriore rimase nella solita posizione ma ruotato di novanta gradi. Internamente venne ridisegnato il cruscotto, ora con airbag anche per il passeggero, disponibile con tasca portadocumenti aperta o cassetto portaoggetti (a seconda della presenza dell'aria condizionata). Le manopole dei comandi aria divennero a forma di "boomerang", e il volante, ora a tre razze, era di colore grigio come il cruscotto. Furono disegnati nuovi copricerchi e trame di sedili.
Gli INTERNI della Renault TWINGO | Spazio, infotainment, qualità
Il 1999 vide l'arrivo di una versione dall'allestimento ricco e completo, denominata Initiale: questa versione era riconoscibile dai sedili, pannelli porta e cuffia del cambio in pelle, i cerchi in lega dedicati e dalla targhetta con scritto "Initiale Paris" sopra gli indicatori di direzione laterali. Era possibile richiederla anche con tetto apribile in vetro. Sempre nel 1999, fu svelato un prototipo dalla vocazione sportiva denominato RS, il quale era equipaggiato con il 1.6 16v da 110 CV montato da poco sulla neonata Clio II.
Un nuovo aggiornamento, questa volta prevalentemente meccanico, interessò la Twingo nel 2000: fu adottata una nuova barra antirollio maggiorata al retrotreno, mentre ne venne montata una all'avantreno, dove prima era assente. L'impianto frenante vide l'arrivo di dischi autoventilanti all'avantreno e tamburi maggiorati al retrotreno, i cerchi diventarono da 14 pollici. La lista optional incluse finalmente anche l'ABS ed il ripartitore di frenata elettronico. Esternamente vennero nuovamente ridisegnati i paraurti.
Nel gennaio 2001 debuttò una nuova motorizzazione nominata D4F, costituita dallo stesso motore da 1149 cm³ litri utilizzato fino a quel momento, ma con distribuzione bialbero e testata a 4 valvole per cilindro con una potenza massima di 75 CV. Le Twingo con questo motore sono riconoscibili dal logo "16V" sopra gli indicatori di direzione laterali.
Dal 2003 al 2005, solo per l'Italia, venne proposto l'allestimento "Diabolika" che prevedeva ABS, servosterzo, clima e specchietti elettrici di serie. All'esterno l'adesivo tridimensionale "Diabolika" sopra la scritta "twingo" sul portellone la faceva subito riconoscere, aveva paraurti e calotte degli specchietti in tinta con la carrozzeria, fendinebbia, cerchi in lega a cinque razze (optional) e tetto in vetro apribile (optional). Dentro i sedili ed i pannelli porta avevano una trama azzurra con cuciture rosse, cuffia del cambio e cinture azzurre, volante con corona blu scura, comandi aria, accendisigari e tasti accanto al volante blu scuri.
Non vi furono più ulteriori aggiornamenti fino al 2004, quando si ebbe un piccolissimo aggiornamento estetico stavolta nella sola parte posteriore dell'auto, sul bottone per aprire il portellone posteriore, che adesso inglobava il logo Renault. In compenso il logo Renault sul portellone sparì, mentre i paracolpi laterali sulle fiancate divennero di serie. Furono le ultime variazioni con un minimo di rilevanza per la gamma della Twingo I.
La Seconda Generazione: Twingo II
La genesi della Twingo II fu caratterizzata da numerosi rinvii e smentite, che fecero parlare di sé già dal 1997. Nonostante le ipotesi della stampa specializzata su un debutto anticipato e l'introduzione di una carrozzeria a 5 porte, il lancio effettivo avvenne anni dopo. Nel 2006, al Salone di Parigi, la nuova Twingo fu anticipata da una concept car che ne svelò le forme quasi definitive, sebbene in chiave molto aggressiva.
Per quanto riguarda il design, la seconda generazione della Twingo risulta completamente diversa rispetto alla prima: abbandonato il corpo vettura da piccola monovolume, si ha un ritorno ad una più convenzionale carrozzeria hatchback a due volumi, nella quale venne però mantenuta la sola soluzione a tre porte. Non vi furono, né vi sarebbero state in seguito, carrozzerie a 5 porte per la Twingo II. Completamente differente anche lo stile della piccola francese, che ha perso un po' dell'originalità della prima versione: l'aria scanzonata e simpatica lasciò il posto a un aspetto moderno, più serioso ed in linea con molte tendenze stilistiche degli anni duemila. Le forme semplici e tondeggianti della prima Twingo furono sostituite da un più moderno mix di curve e spigoli. Nel complesso, il nuovo corpo vettura della Twingo II risulta più lungo di 17 cm rispetto alla prima generazione.
Il frontale era caratterizzato da grossi gruppi ottici a forma di goccia, una forma ripresa dalle prese d'aria ai lati del paraurti anteriore. La calandra era liscia e pressoché priva di aperture: quella per il raffreddamento del motore era presente solo nella zona centrale del paraurti. Il design del frontale, tra l'altro, era del tutto inedito anche per la stessa Renault, che in futuro avrebbe adottato questo family feeling per tutti i modelli seguenti, a cominciare dalla Laguna, introdotta qualche mese dopo. Tornando alla Twingo II, la vista laterale lasciava vedere i parafanghi allargati, ma anche l'andamento di profilo della parte posteriore, con un lunotto verticale e con una coda leggermente bombata che ricorda quella della Scénic II. I fari posteriori erano di forma quadrangolare e si trovavano ai lati di un portellone in posizione incassata rispetto al paraurti.

L'abitacolo conservava invece quel carattere giovanile che aveva catturato l'attenzione già nella prima Twingo, anche se nel caso del nuovo modello era stato rivisto in chiave più moderna. Ancora presenti erano i motivi tondeggianti, ad esempio nel disegno della plancia, suddivisa in tre strati, oppure in quello della console centrale, sulla cui sommità rimaneva tutto il gruppo strumentazione come nella precedente Twingo. Non era presente il contagiri, previsto solo nelle versioni di punta, ma era presente invece una presa USB per collegare dispositivi audio. Posteriormente si poteva scegliere di avere un divanetto intero o due sedili separati. Grazie al lieve aumento del passo (da 2.34 a 2.37 cm), si disponeva di un po' di spazio in più sia per i quattro passeggeri, sia per il bagagliaio: quest'ultimo aveva una capacità di 165 litri a filo con la cappelliera, che però diventavano 230 fino al tetto (285 in caso di presenza dei due sedili separati) e salivano a ben 959 in caso di abbattimento dei due sedili posteriori o del divanetto. Una chicca a proposito delle operazioni di carico e scarico bagagli: la Twingo II aveva la cappelliera fissata direttamente al portellone senza cordicelle come in altre vetture con portellone, ma proprio direttamente, cosicché, quando quest'ultimo veniva aperto, la cappelliera seguiva il portellone portandosi molto in alto rispetto alla "bocca" di carico bagagli.
Piattaforma e Motorizzazioni
La Twingo II nasceva sul pianale accorciato della Clio II, che da quando è stata affiancata dalla Clio III aveva visto la propria denominazione cambiare in Clio Storia. La scocca era stata irrobustita per ottenere una maggior sicurezza all'interno della cellula abitativa. Come la sua antenata, la Twingo II montava un avantreno a ruote indipendenti di tipo MacPherson ed un retrotreno a ruote interconnesse con assale semitorcente. Su entrambi gli assi erano presenti molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e barre antirollio.
La gamma motoristica della Twingo II includeva diverse opzioni:
- 1.2: motorizzazione di base della gamma Twingo II, derivata direttamente dal 1.2 monoalbero impiegato fino a quel momento sulle versioni di base della Twingo I.
- 1.2 TCe: una delle novità della gamma motoristica della Twingo II. La base di partenza era la stessa dei due motori già menzionati sopra, ma in questo caso era stato montato (per la prima volta in una Twingo) un turbocompressore che ne aveva aumentato la potenza fino a 101 CV.
- 1.5 dCi: altra grossa novità motoristica per la Twingo II, si trattava del primo motore diesel in una Twingo.
La produzione della Twingo II fu avviata presso lo stabilimento Revoz della Renault di Novo Mesto, in Slovenia, dove peraltro venivano assemblate nello stesso periodo anche le Clio II con cui veniva condivisa la base meccanica. La commercializzazione fu invece avviata nel corso dell'estate 2007.
Allestimenti e Aggiornamenti della Twingo II
La versione GT, con motore da 101 CV, era caratterizzata da alcuni particolari che la rendevano più sportiva, come il paraurti dal disegno specifico, l'assetto leggermente ribassato ed irrigidito ed i cerchi, anch'essi dal disegno specifico.
Il primo step evolutivo nella gamma della Twingo II si ebbe nel 2008, quando vi fu l'arrivo della vera versione di punta, la Twingo RS. Tale versione era equipaggiata con un motore 1.6 aspirato da 133 CV che le garantiva prestazioni brillanti. Era inoltre provvista di serie di cerchi da 16 pollici ma come optional si poteva avere l'ancora più sportivo telaio CUP (più basso e rigido) con cerchi da 17 e disegno dedicato. Era dotata di paraurti anch'essi disegnati ad hoc. Fu l'unica Twingo a non essere assemblata a Novo Mesto, bensì a Dieppe, presso l'ex-stabilimento Alpine-Renault.

Nel 2009 si ebbero alcune novità abbastanza rilevanti: la versione 1.2 16v aspirata ed il TCe da 101 CV divennero disponibili anche in versione bi-fuel, con doppia alimentazione benzina-GPL. Il motore da 101 CV, tra l'altro, divenne disponibile anche nell'allestimento Dynamique, prima riservato alle motorizzazioni minori.
Nel 2010 il 1.2 da 58 CV scomparve dal listino, mentre la RS fu invece proposta nel nuovo allestimento Gordini, un omaggio al grande "sorcier" italiano che negli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso realizzò delle autentiche piccole "bombe" sportive con marchio Renault. La Twingo RS Gordini era dotata di serie del pregiato ed ancor più sportivo telaio CUP ed era riconoscibile per la verniciatura blu chiaro metallizzato (oppure nella rarissima tinta nero nacré) con due bande longitudinali bianche sul lato sinistro di cofano, tetto e portellone e con cerchi in lega da 17 con lo stesso disegno della RS ma bicolore, diamantato e blu o diamantato e nero, a seconda del colore carrozzeria. Il piccolo spoiler posteriore, già presente nella Twingo RS, qui divenne di colore bianco. La dotazione si fece più completa, integrando anche il climatizzatore automatico e l'interno in pelle.
Il Salone di Francoforte 2011 vide la presentazione della Twingo II sottoposta al restyling di metà carriera. Posteriormente vi fu un leggero cambiamento della forma del portellone, mentre comparvero nuovi gruppi ottici sdoppiati in due sezioni. Vi furono anche interventi nell'abitacolo, dove arrivarono nuovi rivestimenti per i sedili, dove vennero ritoccati alcuni particolari di plancia e console centrale e dove fu montato un nuovo impianto hi-fi con nuovi pulsanti.
Nel 2012 comparve una nuova variante con cambio automatico, denominata BVR, mentre nella primavera del 2013, al Milano Design venne svelata una concept car che prefigurava da vicino la futura terza generazione della Twingo. La gamma del modello corrente venne ridotta, lasciando in listino solo il 1.2 aspirato da 75 CV ed il 1.5 dCi di pari potenza.
La Terza Generazione: Twingo III
Dopo ventidue anni dal suo arrivo sul mercato, la city car Renault Twingo ha rivoluzionato il suo aspetto e la sua meccanica con la terza generazione, presentata nel 2014. Questa incarnazione si affida alla carrozzeria a 5 porte e a un motore posteriore per offrire ancor più versatilità. Renault Twingo è una citycar che si è da sempre distinta sotto il punto di vista delle tecnologie di bordo. L'attuale terza generazione offre un abitacolo concreto e colorato nel quale si nota lo schermo da 7” previsto per il sistema di infotainment centrale. Grazie al suo raggio di sterzata da ben 4,3 metri la Renault Twingo si distingue per agilità nella giungla cittadina.

Caratteristiche Attuali e Tecnologie
La terza generazione della Twingo propone una ricetta giocosa e concreta, mantenendo la sua vocazione di citycar agile e facile da manovrare. Si è da sempre distinta sotto il punto di vista delle tecnologie di bordo. L'attuale generazione offre un abitacolo concreto e colorato, con un tocco moderno dato dallo schermo da 7” per il sistema di infotainment centrale. Questo sistema, denominato Easy Link, offre una buona integrazione e funzionalità per la connettività.
Sul fronte dei sistemi di sicurezza e assistenza alla guida ADAS, va segnalata l'assenza della frenata automatica d'emergenza, una caratteristica che in altri modelli più recenti è diventata un punto fermo.
Uno degli aspetti che la rende particolarmente adatta all'ambiente urbano è il suo eccezionale raggio di sterzata da 4,3 metri, che le consente di muoversi con grande agilità e facilità in spazi ristretti, rendendo le manovre di parcheggio e le inversioni di marcia estremamente semplici.
Per quanto riguarda il comfort acustico, la vettura non è ottimamente insonorizzata rispetto ai rumori che provengono dalla strada e, alle alte velocità, si avvertono importanti fruscii aerodinamici, soprattutto in corrispondenza degli specchietti laterali esterni.
Il bagagliaio di Renault Twingo ha una capienza abbastanza limitata che si ferma a 174 litri, un valore che potrebbe risultare un limite per chi necessita di maggiore spazio di carico. Tuttavia, per l'utilizzo urbano e per piccoli spostamenti, può essere sufficiente.
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Esemplare Usato: Renault Twingo Type N
Un esempio di veicolo usato, come la Renault Twingo Type N, può illustrare le condizioni che si possono trovare nel mercato dell'usato. Un esemplare "weiß, 3-türig, Benzinmotor, 1149 ccm, 55 kW" (bianco, 3 porte, motore a benzina, 1149 cc, 55 kW) potrebbe presentare alcune condizioni come "nessuna Fahrzeugpapiere" (nessun documento del veicolo), "amtlich nicht überprüft" (non controllato ufficialmente), "nessuna Fahrzeugschlüssel" (nessuna chiave del veicolo), "Fahrzeug ist versperrt" (veicolo bloccato). Questi dettagli indicano una vettura che necessita di interventi significativi.
L'equipaggiamento potrebbe includere "Radio, Klima" (radio, climatizzatore). Lo stato generale è "stark gerbraucht, beschädigt u. a. Hagelschaden, fehlen Teile, gründlich überholungs- bzw. reparaturbedürftig, ohne Gewähr für Verkehrs- und Betriebssicherheit, KM-Stand unbekannt, nicht fahrbereit" (fortemente usato, danneggiato, tra l'altro, da grandine, mancano parti, necessita di revisione o riparazione approfondita, senza garanzia di sicurezza stradale e operativa, chilometraggio sconosciuto, non marciante).
Le procedure di vendita per tali veicoli, spesso tramite aste esecutive, come quelle del "Stadtmagistrats Innsbruck" (Magistrato della città di Innsbruck), prevedono modalità specifiche. Le "Besichtigungszeiten: Keine Besichtigung!" (Orari di visita: Nessuna visita!) indicano che l'acquisto avviene a scatola chiusa. L'"Auktionsort: Die Auktion findet ausschließlich online statt" (Luogo dell'asta: L'asta si svolge esclusivamente online) sottolinea la modernizzazione dei processi di vendita.
L'indirizzo di ritiro è "Stadtmagistrat Bauhof, Roßaugasse 4b, 6020 Innsbruck". Il ritiro richiede l'"Ausfolgeschein" (bolla di consegna) ottenuta dopo il pagamento completo tramite il Dorotheum, e avviene "nur nach rechtzeitiger vorheriger Terminvereinbarung" (solo dopo tempestiva prenotazione di un appuntamento). La non osservanza dei tempi di ritiro può comportare "Lagergebühren" (spese di magazzinaggio). È importante notare che "Am Gelände des Magistrats Innsbruck sind sämtliche Zerlegungsarbeiten untersagt" (Sul terreno del Magistrato di Innsbruck sono vietati tutti i lavori di smontaggio) e "Die Objekte sind wie schaugestellt vom Käufer zu übernehmen. Der Käufer hat für die Verladung selbst zu sorgen. Es steht keine Verladerampe zur Verfügung" (Gli oggetti devono essere presi in consegna dall'acquirente come esposti. L'acquirente deve provvedere autonomamente al carico. Non è disponibile una rampa di carico). Inoltre, "CMR-Papiere werden nicht unterzeichnet" (I documenti CMR non vengono firmati).
Il pagamento è possibile "per Banküberweisung oder bar in unserer Filiale in Traun" (tramite bonifico bancario o contanti presso la nostra filiale a Traun). La "Barzahlung vor Ort bei Abholung ist NICHT möglich" (Il pagamento in contanti in loco al momento del ritiro NON è possibile). I "Fahrzeugpapiere sind in der Filiale Traun gelagert" (I documenti del veicolo sono conservati presso la filiale di Traun) e la loro spedizione ha un costo di "EUR 10,00 (Inland)".
Questo esempio di vendita di un veicolo usato, anche se specifico, offre uno spaccato delle considerazioni da fare quando si valuta l'acquisto di una Renault Twingo (o qualsiasi altro veicolo) in condizioni non perfette, evidenziando la necessità di valutare attentamente costi di ripristino e procedure di acquisizione.

Il Mercato dell'Usato e Strumenti di Ricerca
Il Parking è un motore di ricerca di auto d'occasione che raccoglie più di 11 milioni di annunci provenienti da tutta Europa. Attraverso questo tipo di piattaforme, è possibile cercare l'auto dei propri sogni, navigando tra vari modelli, motorizzazioni e filtrando i risultati applicando diversi criteri: tipo di carburante, anno, chilometraggio, e via dicendo.
Queste piattaforme offrono anche spazi dedicati ai professionisti del settore automobilistico, come "Il Parking Stats", che consente l'accesso alle statistiche di vendita delle auto d'occasione su Internet. Si possono consultare parametri importanti come il prezzo medio di vendita e la durata degli annunci, il tutto suddiviso per marca o modello.
L'accesso a tali servizi può variare, con diverse opzioni per gli avvisi di ricerca: offerte gratuite con un numero limitato di avvisi, offerte "premium" o "PRO" che includono vantaggi come l'accesso diretto senza annunci, l'elaborazione prioritaria degli avvisi, il raggruppamento degli stessi, filtri specifici in un mini sito dedicato e la conservazione degli avvisi per periodi più lunghi. Queste opzioni sono pensate per chi desidera gestire meglio il proprio sistema di allerta e beneficiare di ricerche più complesse.