La Renault Wind, una scoperta compatta e originale, ha fatto il suo debutto sul mercato come una roadster targa con tetto ribaltabile, proponendo una soluzione già sperimentata in passato da modelli di lusso come la Ferrari 575 Superamerica. Questo veicolo, lanciato nel settembre 2011, si rivolge a una clientela giovane e a chi cerca un'auto pratica, sfiziosa, piccola e agile, senza rinunciare a un tocco di esclusività e prestazioni.

Origini e Piattaforma Tecnica
Sotto la carrozzeria affilata della Wind si cela una base tecnica ben nota, derivata dalla seconda generazione della Clio, da cui eredita pianale e altri organi. Anche se superficialmente presenta somiglianze con la Twingo, in realtà entrambi i modelli condividono le radici tecniche con la Clio 2. La Wind si posiziona, per dimensioni, tra la Twingo (360 cm) e la Clio 3 (403 cm), con una lunghezza di 3,83 metri. Il passo rimane invariato rispetto ai modelli di origine, così come le sospensioni, assai classiche: anteriormente indipendenti con montanti McPherson e posteriormente a ponte semitorcente.La Wind ha beneficiato delle "cure" della divisione Renault Sport Technologies per quanto riguarda la taratura del telaio e del motore, in linea con la Twingo RS. Eredita inoltre dalle precedenti versioni RS (Clio 2 e Twingo) lo stesso impianto frenante a disco, con anteriori autoventilanti da 280 mm di diametro. Le ruote sono di dimensioni simili, con cerchi da 16 pollici di serie e quelli da 17 pollici disponibili come optional. La piattaforma di partenza di quest'auto deriva per il 60% dalla Clio e dalla Twingo, mentre tutte le parti a vista sono state appositamente realizzate per la Wind.
Il Tetto Retrattile: Un Elemento Distintivo
La caratteristica più peculiare della Renault Wind è la porzione superiore della scocca, che spicca per la presenza dell'inedito tetto retrattile in due parti. La sezione superiore ruota di circa 180 gradi, "rovesciandosi" nel bagagliaio in soli 12 secondi. Una copertura apposita protegge il rivestimento interno del tetto una volta riposto in posizione orizzontale sopra il bagagliaio. Questo sistema combina semplicità e praticità: il meccanismo pesa solo 22 kg, una massa decisamente inferiore rispetto ad altre soluzioni analoghe, e non riduce il vano di carico con la vettura in configurazione aperta.Il tetto rigido si ribalta all'indietro, calzando all'interno di un'apposita vasca ricavata tra il cofano bagagli e l’abitacolo, lasciando praticamente immodificato il volume del bagagliaio. Una volta ripiegato, il tetto viene custodito da un apposito vano separato dal bagagliaio tramite una paratia in lamiera, proteggendolo da sporcizia e agenti atmosferici. Questo garantisce un volume di carico di 270 litri, un valore notevole per la categoria, paragonabile a quello di una Clio e più che abbondante per due persone in vacanza. Per contro, il cofano, a causa della sua complessa articolazione interna, risulta piuttosto pesante da aprire. L'unico piccolo neo di questo sistema è la mancanza di un passaggio di comunicazione tra bagagliaio e abitacolo.
RENAULT WIND - TEST DRIVE
Design Esterno: Muscoloso e Originale
L'aspetto della Wind è decisamente sportivo, un'indole che la Renault ha voluto enfatizzare con proposte che anticipano le tendenze di mercato. Le sue forme sono compatte e muscolose, quasi come una molla compressa pronta a scattare. A vederla, viene voglia di cercare il motore dietro i sedili, anche se in realtà il propulsore è all'anteriore, come nelle piccole sportive della casa transalpina.Con i suoi 3,83 metri di lunghezza, la due posti della Losanga è molto compatta ma esprime grande personalità da ogni angolazione. Il frontale, con la grande presa d’aria e i proiettori azzurrati, suscita curiosità. La fiancata, che scende verso i gruppi ottici posteriori, mostra i muscoli e mette in evidenza i cerchi in lega da 17 pollici bicolore. La vista posteriore convince per il grande spoiler integrato tra i gruppi ottici a boomerang. Parcheggiata o in movimento, la Wind attira gli sguardi e suscita discussioni, non lasciando indifferenti. Durante i test, molti automobilisti hanno manifestato interesse, chiedendo informazioni o semplicemente di poterla toccare. Alcuni ritengono che sia più bella da aperta e, soprattutto, più affascinante dal vivo.Nonostante il design complessivo, il 3/4 posteriore può apparire un po' alto a causa della necessità di alloggiare il tetto retrattile. Gli stilisti Renault hanno fatto l'impossibile per alleggerire la vista d'insieme, tracciando una fiancata a cuneo e creando uno spoiler sopra la zona posteriore, ma per definirla slanciata ci vuole un po' di fantasia. Gli assemblaggi della carrozzeria sono stati giudicati ottimi, praticamente perfetti, con una bella verniciatura pesante e un trasparente di qualità.
Interni e Comfort: Sportività e Funzionalità
L'abitacolo della Wind è concepito in modo sportivo, con particolari come la posizione della leva del cambio, la pedaliera sportiva e i sedili con poggiatesta integrato. È spazioso per due persone, anche di alta statura (fino a 190 cm), e il grande bagagliaio completa l'offerta di spazio. Il piano di seduta è a soli 51 cm di altezza dalla strada, rendendo la posizione di guida più bassa rispetto alla Twingo RS (55 cm). Il volante è più verticale rispetto all'utilitaria da cui deriva, e la particolare linea di cintura ascendente contribuisce all'impressione di essere a bordo di una sportivetta stuzzicante.I sedili, disponibili in misto pelle-tessuto di serie o interamente in pelle a richiesta, sono stati elogiati per essere belli da vedere e da toccare, contenendo bene il busto in curva grazie alla profilatura sportiva. Gli inserti in pelle con cuciture a contrasto e le maniglie sportive (optional), ispirate all'agonismo, sono dettagli apprezzabili. Il quadro della strumentazione rifà il verso a quello delle moto, con tre indicatori circolari racchiusi da una palpebra lucida, e si accende con una rilassante luce arancione che conferisce modernità alla plancia.Tuttavia, alcuni dettagli degli interni presentano plastiche di bassa qualità e il motivo (stile venature del carbonio) di quella del cruscotto a volte riflette sul parabrezza. L'insonorizzazione non è ottimale e il climatizzatore, anche se spento, invia calore del motore nell'abitacolo. Il grande alettone posteriore, insieme al piccolo oblò al posto del lunotto, penalizza fortemente la visibilità posteriore. I comandi degli alzacristalli elettrici sono posizionati in modo scomodo, davanti alla leva del cambio, e altri tasti sono difficili da raggiungere alla base della consolle centrale. Anche il regolatore dei retrovisori esterni è nascosto in basso a sinistra del piantone, e l'attivatore del cruise control è posizionato davanti al cambio, come da tradizione Renault. La pedaliera in metallo, in alcuni casi, può risultare scivolosa, e il volante, dalle dimensioni generose, non essendo regolabile in profondità, può disturbare le ginocchia dei guidatori più alti.

Nonostante questi piccoli difetti, l'abitacolo sportivo, con le poltrone avvolgenti e il lunotto che mostra le gobbette e l'alettone, rende l'esperienza a bordo molto gradevole. A tetto aperto, l'esperienza di guida migliora ulteriormente, con un sound del motore più deciso.
RENAULT WIND - TEST DRIVE
Motorizzazioni e Prestazioni
La Renault Wind è stata offerta con due motorizzazioni a benzina: il 1.2 TCe (Turbo Control Efficiency) da 100 CV e il 1.6 aspirato da 133 CV.Il motore 1.2 TCe è un moderno turbocompresso da 100 CV a 5.500 giri con un picco di coppia di 152 Nm a 3.500 giri. È omologato Euro 5 ed è stato progettato per consumare poco ed emettere poca CO2. L'intervento del compressore è dolce e graduale, e per ottenere brio è necessario superare i 3.000, se non i 4.000 giri. Quando si viaggia in seconda, terza o quarta marcia, sopra i 4.500 giri, la centralina offre part-time fino a 5 CV e 6 Nm in più.
Il motore 1.6 aspirato da 133 CV è lo stesso montato sulla Twingo RS, ottimizzato secondo le normative Euro 5. Si tratta di un moderno quattro cilindri aspirato derivato dalla versione da 110 CV, ottimizzato in chiave sportiva e dotato di variatore di fase lato aspirazione con alzata valvole maggiorata. Le prestazioni sono piuttosto brillanti ma contraddistinte da un'erogazione decisamente spostata verso l'alto, con coppia massima raggiunta a 4.400 giri (160 Nm) e potenza di picco a quasi 7.000 giri. In prossimità del regime limite, una spia luminosa sul cruscotto avvisa dell'imminente necessità di cambiata. Questo motore garantisce un piacere di guida sconosciuto al motore più piccolo, invogliando a usare molto il cambio manuale a cinque marce per mantenerlo nel regime ideale. La velocità massima dichiarata è prossima ai 201 km/h e lo 0-100 km/h in 9,2 secondi.

In termini di consumi ed emissioni, il 1.2 TCe è nettamente più efficiente, con 6,3 l/100 km e 145 g/km di CO2 nel ciclo combinato, rispetto ai 7,0 l/100 km e 165 g/km di CO2 del 1.6 aspirato. Tuttavia, per chi cerca il divertimento alla guida, il 1.6 aspirato rimane la scelta preferibile. Il cambio manuale a cinque marce, sebbene non sia il migliore per il risparmio di carburante (a 130 km/h in quinta marcia il motore gira a più di 4.000 giri/min), è stato giudicato netto e conciso negli innesti, con una frizione leggera.
Dinamica di Guida: Divertimento e Agilità
La Renault Wind può contare su un telaio ben messo a punto, una buona tenuta di strada e una giusta taratura, frutto del lavoro di Renault Sport Technologies a Dieppe. La struttura della vettura appare assai rigida, anche grazie ai roll-bar integrati nel compatto lunotto posteriore, che costituiscono una solida traversa di irrobustimento.Lo sterzo è preciso, seppur non precisissimo, e offre un discreto feeling, consentendo di "pennellare" le traiettorie con piacere. È piacevolmente pesante, dando la sensazione che la servoassistenza sia poca in senso positivo, senza punti morti di "gioco". La vettura è molto piatta e la tenuta laterale è aiutata dalle grosse gomme. Il sottosterzo è davvero poco ed è piuttosto semplice allargare il retrotreno al rilascio o nelle decise entrate in curva, prontamente digerite dal telaio con reazioni composte e piatte, dato il reparto sospensioni molto secco e rigido.I freni sono stati elogiati per essere ottimi e modulabili alla perfezione, potenti, con un pedale dal feeling solido e vicino al pedale del gas. Nonostante l'auto sia leggera, i freni si scaldano poco. L'ESP è completamente disinseribile, il che permette ai più esperti di esplorare i limiti della vettura, scoprendo un comportamento da sportiva, figlio della famiglia RS. Nella guida al limite, il retrotreno appare sensibile al rilascio del gas ed entra in gioco conferendo alla Wind un'agilità che ricorda quella di una vettura a trazione posteriore.

Il motore 1.6 aspirato, pur essendo un po' pigro fino ai 2.000-2.500 giri, si "slega" intorno ai 4.000 e spinge fino a quasi 6.200 giri. La quarta marcia, in particolare, è "allucinante", permettendo di uscire dalle rotonde a 1.300 giri senza sussulti e di allungare fino a 170 km/h. La Wind è praticamente priva di sottosterzo e sempre ben aderente al suolo, grazie alla piattaforma della Clio RS di seconda generazione.
Tuttavia, alcuni utenti hanno notato un alleggerimento del posteriore in frenata in un'auto leggera e con passo corto, che non sempre infonde fiducia. Le sospensioni, sebbene efficaci in curva, sono classiche e rigide sullo sconnesso, rendendo la guida in città meno confortevole. Nonostante le dimensioni compatte, la scarsa visibilità posteriore e laterale (a tetto chiuso) la rende meno adatta all'uso cittadino intenso.
Allestimenti e Prezzi
La Renault Wind è stata offerta in un unico allestimento, chiamato Blizzard, con una dotazione di serie già ben equipaggiata. Le versioni disponibili erano due: 1.2 TCe 100 CV e 1.6 133 CV.Il prezzo di lancio per la versione 1.2 TCe era di circa 18.000 euro, mentre per la 1.6 aspirata si saliva a 19.000 euro. Un esempio di configurazione full optional include computer di bordo, sensore pioggia/crepuscolare, sedili in pelle/ecopelle riscaldati, elementi cromati, regolatore/limitatore di velocità, connessione audio Bluetooth/USB.La dotazione di serie includeva cerchi in lega da 16 pollici (ma i 17 pollici erano consigliati per l'estetica), climatizzatore manuale (a volte automatico in alcune edizioni come la Wave Edition), computer di bordo, radio CD MP3, cruise control, retrovisori elettrici, ABS con EBA ed EBD, quattro airbag, ESP con ASR e fendinebbia. I sensori di parcheggio posteriori erano un optional non strettamente necessario, data la lunghezza di soli 383 cm.Il prezzo interessante, considerando i contenuti e la versatilità della vettura, la rendeva un acquisto "sfizioso" e non prettamente razionale, spesso considerata come una "terza macchina" per chi cerca originalità e divertimento. Il costo della vernice, a volte particolare e delicata, e la necessità di affiancarle un'auto da battaglia per l'uso quotidiano, erano piccoli "peccati veniali" per i proprietari.
La Wind sul Mercato: Unica nel Suo Genere
La Renault Wind, con la sua unicità come prima cabrio roadster di queste dimensioni, non ha avuto una concorrenza diretta sul mercato. Si è posizionata come una valida alternativa a modelli come la Fiat 500C (che non è una vera cabrio), la Mini Cabrio (con tetto in tela e più rumorosa), la Peugeot 207CC e la Tigra, superando queste ultime per soluzioni tecniche e design del tetto rigido.Nonostante sia stata super-criticata e sia stata un "flop commerciale" per diverse ragioni (costosa per due posti secchi, marchio, etc.), ha saputo conquistare chi cercava originalità e divertimento alla guida. È una vettura ben studiata per la sportività, con costi di gestione da utilitaria, e rappresenta una "voce fuori dal coro" nel panorama automobilistico.
