Spiegazione dello Scarto del Tachimetro: Precisione e Normative

Il tachimetro, dal greco "tachys" (velocità), è uno degli strumenti più importanti a bordo di qualsiasi veicolo, fornendo al guidatore l'indicazione della velocità a cui si sta procedendo. La sua presenza è resa obbligatoria per legge su tutti i veicoli che superano i 25 km/h. Tuttavia, la velocità indicata non corrisponde mai, o quasi mai, esattamente a quella reale. Questo scarto, lungi dall'essere un difetto, è una caratteristica intrinseca e normata, finalizzata a garantire la sicurezza stradale e a compensare una serie di fattori tecnici.

Tachimetro auto

L'evoluzione Tecnologica del Tachimetro

Il tachimetro ha subito una profonda evoluzione tecnologica nel corso degli anni. Il primo modello di grande serie fu costruito nel 1923 dalla Otto Schulze Autometer, e il suo design di base rimase sostanzialmente invariato per circa 60 anni.

I tachimetri tradizionali, o magnetici, operavano attraverso un cordino flessibile collegato alla trasmissione. Questo cordino metteva in rotazione un magnete che, affacciato a un disco metallico solidale all'ago del tachimetro e a una molla a spirale, induceva una forza proporzionale alla velocità di rotazione del magnete stesso, e quindi alla velocità dell'auto. La molla contrastava questa forza, portando il disco e l'indice a fermarsi in una posizione di equilibrio, indicando così la velocità.

Con l'avvento dell'elettronica, cordini, magneti e molle sono stati sostituiti da generatori di impulsi. Questi sensori, collegati alla trasmissione o alle ruote, inviano impulsi più frequenti all'aumentare della velocità. Il tachimetro elettronico, posto sotto gli occhi del guidatore, conta questi impulsi nell'unità di tempo (il loro numero in un secondo è proporzionale ai giri delle ruote) e calcola la corrispondente velocità, mostrandola al guidatore attraverso motorini passo-passo. Gli strumenti elettronici, in teoria, potrebbero offrire una precisione elevatissima, ma la loro indicazione è intenzionalmente calibrata per essere maggiore della velocità reale, in conformità con le normative vigenti.

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Il Fenomeno dello Scarto: Perché il Tachimetro Segna di Più?

Una domanda comune tra gli automobilisti è perché il tachimetro dell'auto segna una velocità superiore a quella reale. Questa non è una scelta arbitraria dei produttori, ma un'esigenza imposta da regolamenti internazionali, come il regolamento UN/ECE n. 39 (Regolamento 39 della UNECE - Nazioni Unite, Commissione Economica per l’Europa). Questo regolamento disciplina gli aspetti di omologazione del veicolo relativi al tachimetro per le categorie L, M e N (moto/scooter, auto e mezzi pesanti).

La norma stabilisce che la velocità indicata dal tachimetro non può mai essere inferiore a quella reale. Ad esempio, non è consentito che il tachimetro segni 100 km/h quando il veicolo procede a 105 km/h. Al contrario, il tachimetro deve indicare una velocità viziata da un certo margine d'errore, sempre superiore o al più identica a quella effettiva, ma non superiore a una determinata soglia. Le autorità europee hanno prescritto che la velocità indicata dal tachimetro non deve mai essere inferiore alla velocità effettiva in modo che non sia possibile superare i limiti di velocità a causa di un errore del tachimetro.

La maggior parte dei tachimetri tende a sovrastimare la velocità di circa il 5% rispetto alla velocità reale. Il limite superiore di questo errore è anch'esso regolamentato: la velocità indicata non può superare il 110% di quella effettiva più 4 km/h per le automobili, autobus, camion e veicoli simili. Per i mezzi a due o tre ruote con velocità massima superiore a 50 km/h (o cilindrata superiore a 50 cc se a motore termico), il limite è del 110% più 8 km/h.

I Motivi dello Scarto Obbligatorio

Esistono due ragioni principali per cui il regolatore ha imposto che l'andatura dei veicoli sia sovrastimata (entro certi limiti) ma mai sottostimata:

  • Sicurezza: Il motivo primario è la sicurezza stradale. Se il tachimetro indicasse una velocità inferiore a quella reale, il conducente potrebbe superare i limiti di velocità inconsapevolmente, aumentando il rischio di incidenti e l'applicazione di sanzioni. L'indicazione di una velocità leggermente superiore funge da misura preventiva, incoraggiando una guida più cauta.
  • Fattori Tecnici e Ambientali: La velocità mostrata dalla strumentazione è influenzata da diversi fattori che possono variare nel tempo. Questi includono fattori fisici come la pressione e l'usura degli pneumatici o il diametro dei cerchi, e fattori ambientali come la temperatura o il carico del veicolo. Lo scarto previsto dal regolamento serve a garantire che, anche al variare di questi parametri, la velocità mostrata al conducente non sia mai inferiore a quella effettiva. Questo margine intrinseco assicura che, in qualsiasi condizione di utilizzo, il guidatore abbia sempre un'indicazione prudenziale.

Precisione del Tachimetro nella Pratica: Esperienze degli Utenti

Molti automobilisti si sono cimentati in test pratici per verificare lo scarto del tachimetro della propria auto, spesso utilizzando dispositivi GPS come Garmin o TomTom, considerati più vicini alla velocità reale. I risultati di questi test evidenziano una variabilità interessante tra i diversi modelli di veicoli e persino tra esemplari dello stesso modello.

Ad esempio, su un Tiguan, è stato rilevato uno scarto di soli 3 km/h a 130 km/h. Un utente ha ripetuto più volte il test, confermando lo stesso scarto a 140 km/h, mentre a 150 km/h lo scarto saliva a 4 km/h. Questa è stata considerata una precisione "impressionante", in quanto su altri veicoli come Mercedes e BMW, lo scarto misurato con il TomTom si attestava solitamente intorno ai 7/8 km/h. Anche su una Q5, un altro utente ha confermato uno scarto tra i 2 e i 3 km/h a 130 km/h, utilizzando un navigatore Garmin.

Questi dati empirici suggeriscono che, pur rispettando le normative, i costruttori possono calibrare i tachimetri con margini di sovrastima diversi. Un tachimetro che indica quasi 245 km/h su una 2.0 TFSI in autostrada è un esempio di come lo scarto si manifesti anche a velocità elevate, con il valore reale presumibilmente inferiore.

Confronto tra Tachimetro, GPS e Autovelox

Con l'avvento della tecnologia, i dispositivi GPS sono diventati un punto di riferimento per molti automobilisti che desiderano un'indicazione più precisa della velocità. I GPS utilizzano i satelliti per determinare la posizione dell'auto e calcolare la velocità basandosi sui dati ricevuti. Generalmente, l'indicazione del GPS è considerata più vicina alla velocità reale rispetto al tachimetro di bordo, in quanto non soggetta alle medesime influenze dei fattori tecnici del veicolo (come l'usura degli pneumatici).

GPS vs Tachimetro

Parallelamente, è fondamentale considerare gli autovelox. Questi strumenti, utilizzati dalle autorità stradali, sono progettati per misurare la velocità di un veicolo in modo estremamente preciso e affidabile. Essi sono calibrati regolarmente e certificati per garantire l'accuratezza delle rilevazioni, che sono poi utilizzate per l'applicazione delle sanzioni. È importante ricordare che, proprio per il principio di sovrastima del tachimetro, la velocità rilevata da un autovelox sarà sempre pari o inferiore a quella indicata sul cruscotto.

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Conclusioni Provvisorie sull'Affidabilità del Tachimetro

In definitiva, la sensibilità e la precisione del tachimetro dell'auto sono aspetti complessi, regolamentati da normative internazionali che mirano alla sicurezza e alla compensazione di variabili tecniche. Sebbene i tachimetri elettronici abbiano sostituito i meccanismi più datati, la loro indicazione è intenzionalmente sovrastimata. Comprendere questo scarto è fondamentale per ogni guidatore, non solo per rispettare i limiti di velocità, ma anche per apprezzare la sofisticazione ingegneristica e normativa dietro uno strumento che spesso diamo per scontato. La continua evoluzione tecnologica e l'introduzione di strumenti come il GPS offrono ai conducenti ulteriori mezzi per monitorare la propria velocità, ma il tachimetro rimane il principale e obbligatorio punto di riferimento a bordo del veicolo.

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