BMW M3 E46 Coupé: un'icona di prestazioni e stile (2000-2006)

La BMW M3 E46 Coupé, prodotta dal 2000 al 2006, rappresenta un capitolo significativo nella storia della serie M3, ereditando un'importante tradizione di prestazioni e innovazione ingegneristica. Per comprendere appieno il contesto in cui questa vettura è nata, è utile ripercorrere brevemente la genesi e l'evoluzione delle sue antenate.

BMW M3 E46 Coupé in pista

Le origini della M3: dalla pista alla strada

La storia della M3 inizia a metà degli anni ottanta, quando BMW gareggiava nel DTM e in altri campionati turismo con la BMW 635 CSi. Il pilota Volker Strycek, alla guida di questa vettura, vinse il titolo inaugurale del DTM nel 1984. Tuttavia, nelle due stagioni successive, il titolo andò a Volvo e poi a Rover, spingendo BMW a sviluppare una nuova arma per le competizioni.

Prendendo come base il motore 2 litri utilizzato in Formula 2, i tecnici della Motorsport ne modificarono la testata e la distribuzione, adottando per la prima volta su un modello della Serie 3 la configurazione a quattro valvole per cilindro. Da queste premesse nacque, alla fine del 1986, la prima serie della M3, derivata dalla Serie 3 E30.

Presentata al Salone dell'automobile di Francoforte del 1985, la M3 E30 si distingueva nettamente dal resto della gamma della Serie 3. Oltre a una carrozzeria rivista, che includeva spoiler, appendici aerodinamiche, un grande alettone posteriore, parafanghi allargati, cofano bagagliaio e montante posteriore modificati, la M3 poteva contare su un nuovo motore 4 cilindri in linea 16 valvole di 2302 cm³. Questo propulsore erogava 195 CV (143 kW) a 6750 giri/min nella versione catalizzata e 200 CV in quella priva di catalizzatore. Anche l'impianto frenante (a quattro dischi autoventilati con ABS), sospensioni, cambio e assetto vennero adeguati alle maggiori prestazioni e alla prospettiva di un uso agonistico. I tempi di consegna erano molto lunghi e il prezzo decisamente elevato, ma giustificato dall'elevata qualità costruttiva e dall'esuberanza del propulsore.

Diagramma motore BMW M3 E30

Già nel 1988, la M3 E30 subì una profonda rivisitazione meccanica che fece incrementare la potenza massima a 215 CV (158 kW), assumendo la denominazione di "Evolution" (detta anche "EVO2"). La velocità massima salì a 240 km/h.

Il 1989 fu un anno caratterizzato da maggiori novità: da una parte fu lanciata la M3 Cabrio, limitata a 783 esemplari, equipaggiata però con l'unità da 200 CV delle prime M3. Con i suoi 228 km/h, la M3 divenne una delle cabriolet di riferimento quanto a prestazioni. Dall'altra parte, alcune esigenze di omologazione della vettura nei campionati internazionali costrinsero la Casa bavarese a realizzare una serie limitata (600 esemplari in tutto) denominata M3 Sport Evolution (a volte indicata come "EVO3"), equipaggiata da una versione profondamente rivista del "normale" 2,3 litri della M3 "EVO2". In questo caso, la cilindrata raggiunse i 2.467 cm³ e una potenza massima di 238 CV (175 kW) a 7.000 giri/min.

La Cecotto Edition, con una potenza del motore dotato di marmitta catalitica aumentata a 158 kW (215 CV), fu prodotta in 480 esemplari. Per il mercato svizzero, per soddisfare le normative vigenti sui limiti delle emissioni, vennero prodotte altri ottanta esemplari con potenza ridotta a 155 kW (211 CV).

Le prestazioni delle diverse versioni della M3 E30 erano:

  • M3: (I4 2.3 litri 16v) - 195 CV (143 kW) - 0-100 km/h: 6,9 secondi.
  • M3 Evolution (Evo2): (I4 2.3 litri 16v) - 215 CV (158 kW) - 0-100 km/h: 6.7 secondi.
  • M3 Sport Evolution (Evo3): (I4 2.5 litri 16v) - 238 CV (175 kW) - 0-100 km/h: 6,1 secondi.

Parallelamente alla versione stradale, fu sviluppata anche la M3 da pista, creata appositamente per gareggiare in Gruppo A nella categoria Turismo. I regolamenti obbligavano le case automobilistiche partecipanti a produrre almeno 5.000 esemplari stradali della vettura che intendevano far partecipare. Nel corso della sua carriera sportiva, la M3 E30 riportò innumerevoli successi in diverse specialità. Già durante la sua prima stagione, il 1987, si aggiudicò tre titoli. In totale conquistò oltre 1500 vittorie e oltre 50 titoli internazionali. Di questi, i più degni di nota si ebbero nei diversi campionati riservati alle vetture da turismo che si disputarono in quegli anni in diversi Paesi del mondo.

BMW M3 E30 (Evolution 1988) | Perché comprarla... CLASSIC

La M3 E36: l'evoluzione del concetto

La seconda generazione della M3 vide la luce nel 1993 e portò con sé diverse novità, sia dal punto di vista tecnico che da quello stilistico. Realizzata sulla base delle Serie 3 E36 Coupé, lanciate nel 1992, la nuova M3 si distingueva nettamente nello stile rispetto alla precedente generazione. Appariva infatti molto più sobria, non facendo uso tra l'altro di parafanghi bombati, né di alettoni posteriori.

Proposta inizialmente come coupé, la M3 E36 si distingueva esternamente dalle altre Serie 3 E36 per i cerchi da 17" dal disegno specifico, i magnifici specchietti a goccia, il paraurti anteriore dotato di prese d'aria maggiorate per il raffreddamento dei dischi freno (anch'essi opportunamente dimensionati), il paraurti posteriore con diffusore e apertura per il doppio scarico e le minigonne verniciate in tinta.

Ma le novità di maggior spicco stavano sotto il cofano: per la prima volta, infatti, su una M3 fu montato il motore S50B30, un 6 cilindri in linea da 2990 cm³ in grado di erogare 286 CV a 7000 giri/min e di fornire una coppia massima di 320 Nm già a 3600 giri/min. Oltre al nuovo motore in sé, un'altra novità stava nella distribuzione, sempre a due assi a camme in testa, ma che per la prima volta adottava un variatore di fase a controllo totalmente elettronico, denominato Vanos, il quale corregge e adatta i tempi di apertura e chiusura delle valvole a seconda dei giri del motore e della posizione del corpo farfallato.

In conseguenza delle prestazioni del motore, notevolmente incrementate, anche il telaio della M3 E36 è stato adattato. In primo luogo, le sospensioni sono state irrigidite e l'assetto ulteriormente ribassato; in secondo luogo i dischi freno sono stati maggiorati, per ottenere una frenata più pronta ed efficace, anche a causa del sensibile aumento di massa della vettura rispetto al modello precedente. Per quanto riguardava la trasmissione, è stata mantenuta la soluzione del differenziale autobloccante al 25%, esattamente come nella M3 E30.

Tali caratteristiche posero la M3 E36 come punto di riferimento tra le vetture ad alte prestazioni di fascia medio-alta. La concorrenza dell'M3 era all'epoca poco nutrita; le rivali erano vetture di segmenti diversi, che da una parte potevano tenerle testa nelle prestazioni, ma dall'altra erano vetture completamente differenti, derivate da modelli di differenti segmenti commerciali. La rivale più accreditata, nonché più simile anche come tipologia di auto, restava comunque la Mercedes-Benz C36 AMG, forte di prestazioni molto simili, benché fosse una berlina e montasse un motore da 3,6 litri.

Al salone di Bruxelles del 1994 fu presentata la M3 Cabriolet, destinata a raccogliere l'eredità della precedente M3 scoperta. Irrobustita nel telaio per recuperare la necessaria rigidità torsionale e quindi più pesante della coupé di circa 80 kg, le prestazioni rimasero però pressoché inalterate. La M3 Cabriolet disponeva di cerchi forgiati e hard top di serie (che la rendeva molto simile alla coupé e utilizzabile 365 giorni all'anno) e montava per la prima volta anche due roll-bar automatici, posizionati dietro ai poggiatesta posteriori, che fuoriuscivano di scatto in caso di ribaltamento della vettura, proteggendo quindi gli occupanti.

Nel 1995, la M3 E36 fu oggetto di un profondo intervento motoristico, consistente nell'adozione del nuovo motore S50B32, che si differenziava dal precedente S50B30 per la cilindrata, salita a 3201 cm³, e per il doppio Vanos. Tale propulsore era in grado di erogare 321 CV. In tal senso, la M3 E36 così aggiornata fu la prima M3 a superare la fatidica soglia dei 100 CV/litro, una caratteristica che verrà perpetuata anche nei modelli successivi. La velocità massima era sempre elettronicamente limitata a 250 km/h, ma l'accelerazione 0-100 migliorava fino a 5.4". Questa versione disponeva di un cambio a sei marce e nel 1997 ottenne, in opzione, la possibilità di avere un cambio sequenziale elettro-idraulico SMG (acronimo di Sequenzielle Motorsport Getriebe, "cambio sequenziale Motorsport") a sei rapporti a controllo manuale, gestito elettronicamente.

Al lancio della M3 in Europa, furono realizzati appena 45 esemplari di M3 Euro-Spec, una serie destinata al mercato canadese. Erano caratterizzati dal mantenimento delle specifiche europee. Un'altra delle caratteristiche di tali M3 stava nel fatto che la verniciatura poteva essere ottenuta su misura, in base a quanto richiesto dal cliente.

Nel 1995, fu realizzata una serie di 356 esemplari denominata M3 GT, disponibile solo come coupé e solo guida a sinistra, e accreditata di 295 cavalli a 7100 giri/min e 323 Nm di coppia a 3900 giri al minuto. Esteticamente si differenziava dalla M3 standard per la presenza di uno splitter più profondo all'anteriore regolabile, doppia ala superiore al posteriore, porte in alluminio, ruote forgiate BMW Motorsport da 17x7,5 nella parte anteriore e da 17x8,5 nella parte posteriore, assale anteriore con sospensioni più rigide, barre duomi. Il motore aveva il rapporto di compressione di 10,8:1, leggere modifiche all'aspirazione e agli alberi a camme, la pompa dell'olio motorsport, nonché un software specifico per il motore e il VANOS. L'M3 GT era circa 30 kg più leggera rispetto alla M3 standard e aveva una velocità massima di 275 km/h. Oltre a questi esemplari, ne sono stati realizzati altri 50 per il mercato britannico, con guida a destra, ma non facenti parte della serie omologata denominata GT. Le 356 guida a sinistra erano destinate unicamente al resto d'Europa.

La BMW M3 Compact è stata sviluppata nel 1996 per celebrare il 50º anniversario della rivista tedesca Auto Motor und Sport. Essa è basata sulla Serie 3 Compact ed è stata dotata di un motore da 321 CV, cambio manuale 6 marce, freni delle altre M3, pneumatici da 17" in doppia misura, pacchetto aerodinamico M3 con specchi, paraurti, minigonne laterali, in rosso Hellrot 314 e sedili sportivi Recaro.

La BMW M3 E46 Coupé (2000-2006): un'icona di potenza e raffinatezza

La BMW M3 E46 Coupé è stata presentata nel 2000, rappresentando una delle incarnazioni più amate e iconiche della M3. Questa vettura, prodotta dal 2000 al 2006, si distingue per soluzioni tecniche e meccaniche all'avanguardia, continuando la tradizione di eccellenza ingegneristica di BMW Motorsport.

Interni BMW M3 E46 Coupé

Motorizzazione e prestazioni

Il cuore pulsante della M3 E46 Coupé è il motore S54B32, un sei cilindri in linea da 3,2 litri di cilindrata. Questo propulsore, una vera gemma ingegneristica, eroga una potenza di 343 CV a 7.900 giri/min e una coppia di 365 Nm a 4.900 giri/min. È caratterizzato da un'elevata potenza specifica, pari a circa 107 cavalli/litro, un valore notevole per un motore aspirato, raggiunto anche grazie al variatore di fase di nuova generazione, denominato Doppio VANOS, presente sia per l'aspirazione che per lo scarico. Oltre a ciò, l'alimentazione era caratterizzata dalla presenza di ben sei corpi farfallati, una soluzione tipica delle vetture da competizione che ottimizza la risposta del motore.

Motore S54B32 della BMW M3 E46

Le prestazioni sono di alto livello: la velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h, mentre l'accelerazione da 0 a 100 km/h viene coperta in 5.2 secondi per la versione con motore da 343 CV (prodotta dal 2000 al 2003). La versione con motore da 333 CV (dal 2001 al 2006) raggiunge i 0-60 mph in 4.8 secondi, e la CSL 3.2i 24V (360 CV) dal 2003 al 2006 accelera da 0 a 100 km/h in 4.9 secondi.

I consumi medi per tutte le versioni sono di 11.9 l/100 km (20 US mpg, 24 UK mpg, 8 km/l).

Trasmissione: manuale e SMG II

La nuova M3 E46 era dotata di cambio manuale a sei marce di serie. A partire dal 2001, fu introdotto, in opzione, il nuovo cambio robotizzato SMG II (acronimo di Sequenzielles Motorsport Getriebe di seconda generazione). Nato dall'esperienza della BMW in Formula 1, l'SMG II permetteva di cambiare rapporto in soli 80 millisecondi senza l'ausilio del pedale della frizione, azionata da attuatori elettroidraulici, al pari degli innesti delle marce. Era inoltre possibile variare la velocità, e quindi la "dolcezza" o meno, delle cambiate, offrendo un'esperienza di guida personalizzabile e sportiva.

Design e aerodinamica

Esteticamente, la M3 E46 ha operato una svolta decisa, apparendo meno sobria della precedente E36. Infatti, la E46 appariva decisamente più vistosa, grazie soprattutto ai parafanghi allargati e alla bombatura del cofano anteriore, realizzato in alluminio, che conferivano alla vettura un aspetto più aggressivo e muscoloso. Caratteristiche distintive di questa serie erano poi le branchie laterali sui parafanghi anteriori, impreziosite dal logo M3, e i quattro terminali di scarico.

Profilo laterale BMW M3 E46 Coupé

Dimensioni

Le dimensioni della BMW M3 Coupé E46 sono:

  • Lunghezza: 4492 mm (176.85 in.)
  • Larghezza: 1780 mm (70.08 in.)
  • Altezza: 1372 mm (54.02 in.)
  • Passo: 2731 mm (107.52 in.)

Varianti di carrozzeria

La M3 E46 fu prodotta sia con carrozzeria coupé che con carrozzeria cabrio. Non fu prodotta invece come berlina, poiché in tale versione la precedente M3 E36 incontrò un minor consenso presso la clientela.

Versioni speciali: CSL e Competition Package

Dopo una prima presentazione nel 2001 come concept car, nel marzo 2003 la M3 fu proposta anche in un allestimento più simile a una macchina da corsa, ovvero la versione CSL (Coupé Sport Lightweight). Questa edizione speciale si distingueva per una notevole diminuzione di peso di 110 kg e un aumento della potenza fino a 360 CV. Il risparmio di peso fu ottenuto grazie all'utilizzo estensivo della fibra di carbonio rinforzata per il tetto, i gusci dei sedili, i paraurti e il cofano posteriore. Inoltre, furono eliminati radio e climatizzatore per ridurre ulteriormente la massa, e furono montati nuovi cerchi da 19" in alluminio che permettevano un risparmio di circa 11 kg. Furono poi montati nuovi dischi dei freni maggiorati (345 mm invece di 325 mm) per garantire una frenata ancora più efficace.

Basandosi sulla CSL, venne lanciata nel 2005 la versione Competition Package, che integrava alcune delle soluzioni della CSL, pur mantenendo un maggiore orientamento all'uso stradale.

BMW M3 E30 (Evolution 1988) | Perché comprarla... CLASSIC

La M3 GTR

Nel 2001 venne prodotta la versione GTR della M3 in una decina di esemplari esclusivamente per ottenere l'omologazione necessaria a gareggiare nel campionato ALMS con una variante da competizione della medesima. Quest'ultima, per poter essere all'altezza di battere le rivali Porsche, venne dotata di un nuovo propulsore V8 4,0 litri di cilindrata da 500 CV di potenza (nella versione stradale il motore era lo stesso ma depotenziato a 350 CV).

BMW M3 GTR da corsa

Successo commerciale

Anche la M3 E46 riscosse un buon successo commerciale, testimoniato dai numeri di produzione: gli esemplari prodotti sono stati 85.766, di cui 54.750 coupé, 1.383 CSL e 29.633 cabrio.

La transizione alla M3 E92: il V8

Questa serie di M3, la E92, si distingue per soluzioni tecniche e meccaniche all'avanguardia e di chiara ispirazione Formula 1, come è stato per l'ultima M5. Infatti, la svolta più grande sta nel fatto che per questa auto la BMW ha abbandonato il collaudato schema a sei cilindri in linea per un più importante 8 cilindri a V, denominato S65B40. La cilindrata è di 3.999 cm³ e sviluppa 420 CV con una coppia di 400 Nm a 3900 giri/min. Tale motore deriva direttamente dal V10 da 5 litri della M5 E60, al quale sono stati tolti due cilindri.

Il V8 da 4 litri della nuova M3 è caratterizzato infatti da soluzioni tipiche di una vettura da competizione, come per esempio l'adozione di una valvola a farfalla per ogni cilindro, cosa molto rara per un motore di serie e non da competizione, soluzione che peraltro era presente anche sulle precedenti M3, nessuna esclusa: E30, E36 ed E46, sebbene con azionamento meccanico. In questo caso invece tali farfalle sono gestite elettronicamente, in maniera tale da rendere superfluo il debimetro, che è stato così eliminato. È stato inoltre rivisto e ulteriormente perfezionato (anche per via dei due cilindri in più) il sistema di fasatura variabile "doppio Vanos" già montato sulla precedente M3.

Il motore della M3 E92 può raggiungere la soglia degli 8.300 giri/min: per questo motivo è stato migliorato il sistema di lubrificazione, in modo da permettere la massima efficienza anche in caso di forti accelerazioni o decelerazioni, spesso causa di fenomeni di pescaggio a vuoto dalla coppa olio. I tecnici Motorsport con questo V8 sono riusciti a realizzare un'unità motrice che, nonostante sia più grossa come volume, risulta più leggera di 15 kg rispetto al 6 cilindri da 3,2 litri della M3 E46.

Per quanto riguarda le prestazioni, la velocità massima è di 250 km/h limitati elettronicamente, coprendo l'accelerazione da 0 a 100 km/h in 4"8 per la versione con cambio manuale a sei marce e 4"6 con il cambio sequenziale DKG (valori dichiarati dalla casa). Inizialmente la M3 E92 è stata lanciata con carrozzeria coupé: circa un mese dopo il lancio, ne è stata introdotta la corrispondente versione berlina, circa 9 anni dopo la M3 berlina derivata dalla E36. Tale versione deriva strettamente dalle berline E90 delle più tranquille Serie 3, ma se ne differenzia per il frontale, ripreso pari pari dalla versione a due porte.

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