Scrivere una tesi di laurea è un viaggio che, come ogni percorso significativo, presenta sfide, difficoltà e, in ultima analisi, grandi soddisfazioni. Non si tratta solo di un requisito accademico, ma di un'opportunità unica per approfondire un tema che appassiona e per affinare competenze fondamentali di ricerca e scrittura. Questa guida intende accompagnare gli studenti passo dopo passo, dalla scelta dell'argomento alla struttura della tesi, dalle fonti alla formattazione, prendendo spunto anche dal celebre "Come si fa una tesi di laurea" di Umberto Eco, un testo che resta un punto di riferimento imprescindibile.
La tesi di laurea è il culmine del percorso di studi, il momento in cui si dimostra la padronanza delle competenze acquisite, la capacità di applicare un metodo scientifico di ricerca proprio del settore disciplinare e l'abilità di condurre una ricerca in modo autonomo. È un elaborato scritto, la cui lunghezza può variare a seconda del tipo di corso di laurea (triennale, magistrale o dottorale), finalizzato ad approfondire un tema specifico e a pervenire a risultati originali, argomentati con chiarezza scientifica. Il valore della tesi consiste anche nella distanza critica che si dimostra di saper adottare rispetto alle fonti, giungendo a un risultato ben documentato e frutto di autonomia di giudizio.
Tipologie di Tesi: Compilativa vs. di Ricerca
Una delle prime decisioni fondamentali riguarda il tipo di tesi da realizzare. Esistono principalmente due categorie: la tesi compilativa e la tesi di ricerca.
Tesi Compilativa
La tesi compilativa si basa su fonti già esistenti. L'attività principale consiste nell'analizzare, confrontare e rielaborare queste fonti per costruire un discorso coerente e originale. È cruciale comprendere che "fare una tesi compilativa non significa copiare e incollare". Al contrario, richiede un'attenta selezione e un'interpretazione critica del materiale esistente, dimostrando capacità di sintesi e di argomentazione personale.
Tesi di Ricerca
La tesi di ricerca, invece, richiede di produrre nuovi dati o di sviluppare un'analisi originale su un tema specifico. Questo tipo di tesi può includere, ad esempio, studi sul campo, esperimenti, interviste o l'elaborazione di nuovi modelli teorici. La metodologia utilizzata è spesso più complessa e richiede una fase di raccolta e analisi di dati primari.
Scelta dell'Argomento e Ruolo del Relatore
Scegliere l'argomento della tesi di laurea è uno dei momenti più importanti e, non di rado, più stressanti del percorso accademico. Il dilemma ricorrente è: meglio un tema appassionante o uno più semplice da sviluppare?

Consigli per la Scelta dell'Argomento
- Passione e interesse personale: Scrivere una tesi richiede mesi di lavoro, letture, revisioni e correzioni. Se si sceglie un tema che non suscita interesse, il processo può trasformarsi in un'esperienza estremamente frustrante. È consigliabile pensare a un argomento che abbia colpito durante gli esami o che si desideri approfondire.
- Disponibilità di materiale bibliografico: Un argomento può sembrare affascinante sulla carta, ma se non si trova abbastanza materiale bibliografico per supportarlo, si rischia di rimanere bloccati. Prima di confermare la scelta, è bene fare una ricerca preliminare in biblioteca o online per verificare l'esistenza di fonti sufficienti.
- Originalità e pertinenza: Sebbene non tutte le tesi debbano essere rivoluzionarie, è utile cercare un angolo di indagine originale o una prospettiva nuova su un tema consolidato. L'argomento deve essere strettamente pertinente al proprio corso di studi e al settore disciplinare.
Il Ruolo del Relatore
Il relatore è una figura cruciale nella stesura della tesi. È un mentore che deve aiutare, indirizzare e consigliare lo studente durante tutto il processo. È fondamentale scegliere un relatore disponibile, che non segua già troppi studenti, e con cui si instauri una buona sintonia. Se c'è feeling, sarà più facile condividere domande, progressi e dubbi. È importante ricordare che il relatore non è lì per fare il lavoro al posto dello studente, ma per guidarlo passo dopo passo. Non bisogna esitare a contattarlo per discutere dell’argomento scelto e della sua fattibilità.
TESI: come scegliere l’argomento | Assistente spiega come scegliere l'argomento della tesi
Definizione della Problematica
Per scrivere una tesi di laurea buona o addirittura eccellente, la scelta della problematica gioca un ruolo essenziale. Si tratta della domanda centrale a cui la tesi deve rispondere; è il filo conduttore dell'intero elaborato, il suo punto focale.
Per elaborare una problematica efficace, si consiglia di effettuare una ricerca preliminare approfondita per avere una visione d'insieme dell'argomento e riflettere sui documenti letti, al fine di sviluppare una riflessione personale. In questo modo, si potranno identificare le questioni più importanti e rilevanti nel campo di studio.
Per assicurarsi di aver compreso il soggetto a 360 gradi, la "regola delle 5 W e 2 H" (Who, What, When, Where, Why; How, How much) è estremamente efficace, un procedimento simile a una mappa mentale:
- Chi? (Who?)
- Cosa? (What?)
- Quando? (When?)
- Dove? (Where?)
- Perché? (Why?)
- Come? (How?)
- Quanto? (How much?)
Struttura della Tesi: Dalla Scaletta ai Capitoli
Ora che l'argomento e la problematica sono stati definiti, è il momento di strutturare la tesi in modo logico e coerente. La scaletta è collegata direttamente alla problematica e deve essere pensata per rispondere gradualmente ad essa.
La Scaletta
Una scaletta di qualità deve essere equilibrata, con una gerarchia chiara tra i titoli (es. "Titolo 1", "Titolo 2", "Titolo 3" in Word o Google Docs). Questa fase è cruciale per organizzare il lavoro di ricerca e scrittura.
Lavoro di Ricerca e Documentazione
Con la scaletta pronta, si inizia il lavoro di investigazione, che può comportare la consultazione di vari tipi di documenti e, talvolta, la conduzione di interviste. Durante la ricerca documentaria, è consigliabile analizzare, classificare e registrare le fonti con estrema attenzione. Il personale della Biblioteca, ad esempio, può fornire informazioni di orientamento bibliografico generale, assistenza nella consultazione di cataloghi e banche dati, e nel reperimento di documenti. Esiste anche un servizio online per quesiti relativi alla redazione di bibliografie, reperimento di informazioni e materiale su un determinato argomento, e indicazioni sulle strategie di ricerca.
Impostazione della Tesi: Elementi Costitutivi
La struttura di una tesi di laurea può variare leggermente a seconda dell'università, ma alcuni elementi sono standard:
- Frontespizio: La prima pagina della tesi, contenente tutte le informazioni essenziali che identificano il lavoro di tesi: l'istituzione, il dipartimento, la materia, il titolo della tesi, il nome del candidato, il nome del relatore (e del correlatore, se presente) e l'anno accademico. Molte università, come la Luiss, predispongono fac-simile indicativi. È bene controllare le regole specifiche sulla formattazione del frontespizio (caratteri, layout, logo dell'università).
- Indice: Una sezione fondamentale per dare ordine e chiarezza. Elenca i titoli e il numero di pagina d'inizio delle parti che compongono il testo (capitoli, paragrafi, sottoparagrafi, bibliografia, etc.) e fornisce un quadro del contenuto e dell’organizzazione dell’elaborato. Software come Word semplificano la creazione dell'indice grazie alla funzione "Sommario automatico", previa applicazione degli stili di titolo (H1, H2, H3…).
- Esempio di struttura dell'indice:Introduzione ………………………………………………………………Capitolo 1: Il contesto storico ……………………………………………1.1 Le origini del fenomeno ………………………………………….1.2 L'evoluzione nel corso del tempo ………………………………Capitolo 2: Analisi del caso studio ………………………………………2.1 Metodologia di ricerca ………………………………………….2.2 Risultati dell'analisi ………………………………………….Conclusioni ………………………………………………………………Bibliografia ………………………………………………………………
- Elenco di Abbreviazioni e Terminologia: Abbreviazioni, parole scientifiche o tecniche a volte necessitano di spiegazione. Questa pagina ha lo scopo di elencarle e definirle al fine di favorire la comprensione. È buona norma limitarsi alle abbreviazioni più comuni (cf. o cfr., cit., e.g., etc., ibid., i.e., p., pp., l, ll. vv.) e concordare eventuali ulteriori con il relatore.
- Introduzione: Una delle parti più importanti, perché offre il primo impatto. Presenta l'argomento di ricerca, la problematica, la metodologia e la struttura del lavoro. L'introduzione deve essere chiara, concisa e accattivante, invogliando alla lettura. Generalmente, non dovrebbe superare le tre o quattro pagine.
- Consigli per la stesura dell'introduzione:
- Motivazioni: Introdurre i motivi che hanno spinto ad approfondire l'argomento.
- Obiettivi: Esporre chiaramente le finalità della ricerca, ovvero le domande a cui la tesi risponde.
- Metodologia: Descrivere brevemente l'approccio e gli strumenti utilizzati.
- Struttura della tesi: Indicare come è organizzato l'elaborato.
- Quando scriverla: Un trucco comune è scriverla alla fine, quando il lavoro è completo e si ha una visione chiara di tutti i contenuti.
- Stile: Semplice e diretto, con frasi brevi e chiare. È preferibile usare il presente o il futuro. Evitare ripetizioni e giri di parole inutili.
- Consigli per la stesura dell'introduzione:
- Corpo della Tesi (Capitoli, Paragrafi e Sottoparagrafi): La parte centrale in cui si sviluppa la ricerca. Il testo va suddiviso in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi con una numerazione progressiva. I paragrafi dovrebbero essere equilibrati. È utile aggiungere, all'inizio o alla fine di ogni parte, un breve riassunto incorniciato, una pratica molto apprezzata da docenti e revisori.
- Esempio di divisione:
- Capitolo 1: Introduzione al tema e contesto teorico.
- Capitolo 2: Analisi della letteratura.
- Capitolo 3 (e successivi): Parte sperimentale o di analisi.
- Esempio di divisione:
- Conclusioni: Servono a tirare le somme di tutto il lavoro svolto. Non si devono ripetere i contenuti dei capitoli precedenti, ma evidenziare i risultati della ricerca e il loro significato, rispondendo alle ipotesi avanzate nell'introduzione e commentando i risultati ottenuti.
- Bibliografia: Ogni tesi deve essere supportata da una bibliografia accurata, che elenchi tutti i libri, articoli e fonti utilizzati. L'uso di software come Zotero, Mendeley o EndNote è fortemente consigliato per gestire automaticamente la bibliografia e inserirla senza errori.
Citazioni, Fonti e Plagio
La professionalità della ricerca, la valutazione corretta delle fonti e la chiarezza dell'esposizione sono i principali parametri di giudizio di una tesi. È fondamentale dare costantemente conto delle fonti che si citano per costruire la propria tesi. La critica va usata e, se necessario, criticata, non saccheggiata o copiata.
Stili di Citazione
Il modo in cui si deve citare una fonte dipende dallo stile richiesto dall'università o dal relatore. Se non si sa quale stile usare, è opportuno chiedere al relatore o controllare le linee guida dell'ateneo. Alcuni degli stili più comuni includono:
- Stile APA (7ª edizione): Eco, U. (1977). Come si fa una tesi di laurea.
- Per articoli di rivista: Smith, J. (2020). The impact of digital reading on university students. Journal of Educational Research, 35(2), 123-145.
- Per fonti online: Ministero dell’Istruzione. (2023, 5 aprile). Linee guida per la stesura della tesi di laurea. [Recuperato da indirizzo URL completo].
- Stile MLA (9ª edizione): Eco, Umberto. Come si fa una tesi di laurea.
- Stile Harvard: Eco, U. (1977) Come si fa una tesi di laurea.
- Stile Chicago (note e bibliografia): Eco, Umberto. Come si fa una tesi di laurea.

Citazioni nel Testo (Sistema Autore-Data)
È da utilizzare il sistema cosiddetto "autore data (: pagine)".
- La questione è stata trattata nel dettaglio da Mizzau (1994) ed è stata poi ripresa da…
- In questi casi sarebbe piuttosto raro trovare verbi più complessi (Mizzau 1994: 252) e ciò è effettivamente confermato anche dai dati del corpus…
- È spesso ritenuto fondamentale il ricorso a domande aperte piuttosto che chiuse (Huesca / Dervin 1996: web) nonché…
- Se il discorso diretto "ha una sua realtà indipendente dal discorso originale" (Mizzau 1994: 249) è necessario…
- Come sostiene Pinco Pallino: "Non tutti gridano: 'Vogliamo la guerra', come ben sappiamo" (Pinco Pallino 2003: 15); è infatti chiaro che…
Per le citazioni lunghe (generalmente oltre le 3-4 righe), si deve utilizzare un rientro maggiore solo a sinistra (di circa 1,5 cm per la prima riga e di 1,5 cm per tutte le righe successive alla seconda), senza virgolette.
Note a Piè di Pagina
Le note a piè di pagina si inseriscono nel testo con numerazione automatica (numeri arabi progressivi). Possono avere diverse funzioni: citare le fonti degli argomenti trattati, contenere approfondimenti o digressioni, rinviare ad altre sezioni del testo. Vanno inserite a piè di pagina, con un carattere di dimensione ridotta rispetto al testo. Gli esponenti delle note precedono i segni d’interpunzione, tranne nel caso delle virgolette.
Riferimenti Bibliografici Dettagliati (Esempio)
- Ammon, Ulrich 2001. The Dominance of English as a Language of Science. Effects on Other Languages and Language Communities.
- Berruto, Gaetano 1999. Sociolinguistica dell'italiano contemporaneo. Roma, Carocci (I ed. 1987).
- Bonomi, Ilaria 1993. "I giornali e l'italiano dell'uso medio". Studi di Grammatica Italiana XV (1993); pp. 109-158.
- Castronovo, Valerio / Tranfaglia, Nicola (a cura di) 2002. La stampa italiana nell'età della TV. Dagli anni Settanta a oggi. Bari, Laterza.
- Dardano, Maurizio 1976. Il linguaggio dei giornali italiani. Roma, Bulzoni.
- Dulay, Heidi / Burt, Marina / Krashen, Stephen 1985. La seconda lingua. Bologna, Il Mulino (ed. or. 1982 Language Two. Oxford, Oxford University Press).
- Eco, Umberto 1977. Come si fa una tesi di laurea. Milano, Bompiani.
- Garfield, Eugene 1998. "Random Thoughts on Citationology, Its Theory and Practice". Scientometrics 43; pp. 3-8.
- Huesca, Robert / Dervin, Brenda 1996. Rethinking the journalistic interview: Empowering sources to name the world. Paper presented at the annual conference of the Association for Education in Journalism and Mass Communication, Anaheim, CA. [Online] Disponibile su: http://www.communication.sbs.ohio-state.edu/jmc/html/vitae/huesca/a_huesc.htm (data di reperimento: 10/05/2023).
- Klein, Gabriella B. 1994. "La citazione come strategia conversazionale" in Orletti 1994: pp. 209-224.
- Mizzau, Marina 1994. "La finzione del discorso riportato" in Franca Orletti (a cura di) Fra conversazione e discorso. L’analisi dell’interazione verbale. Roma, La Nuova Italia Scientifica; pp. 249-268.
- Orletti, Franca (a cura di) 1994. Fra conversazione e discorso. L’analisi dell’interazione verbale. Roma, La Nuova Italia Scientifica.
- Schirru, Giancarlo 2002. "Il mito della Globalizzazione linguistica". Italianieuropei 2 / 2002. [Online] Disponibile su: http://www.italianieuropei.it/index.asp?sez=4&IDArticolo=26 (data di reperimento: 10/05/2023).
- Telaretti, Contardo 2000. Comunicazione e Mediazione Comunicativa. [Online] Disponibile su: http://www.emmj.it/emmjitaart.asp?id_art=64 (data di reperimento: 10/05/2023).
Per le fonti online, è importante segnalare alla fine, tra parentesi, la data di reperimento e consultazione del testo, poiché la disponibilità online può variare nel tempo. È buona norma, quando possibile, stampare o scaricare il testo.
Siti Web
Se è necessario citare interi siti internet dedicati ad argomenti strettamente pertinenti alla tesi, questi vanno elencati sotto la voce "SITI WEB" dopo la bibliografia. È importante evitare di includere siti da cui si è già citato un testo specifico, ma che non sono globalmente pertinenti alla tesi (es. il sito di una casa editrice che ospita un documento citato).
Il Plagio
Il plagio, ovvero qualunque citazione di altre fonti fatta senza che ne sia esplicitata la provenienza e presentata come se fosse materiale proprio, costituisce una grave violazione del rapporto di fiducia tra laureando/a e relatore e un reato passibile di provvedimenti legali e disciplinari, inclusa l'esclusione dalla discussione della tesi. È fondamentale citare correttamente le fonti per evitare il rischio di essere accusati di plagio. Oggi, i casi di plagio vengono individuati rapidamente grazie a software antiplagio come Compilatio. È consigliabile indicare chiaramente di aver sottoposto la tesi a un software di questo tipo per ottenere maggiore credibilità.
Formattazione e Impaginazione
L'impaginazione della tesi non è solo una questione estetica, ma di professionalità. Un documento ben formattato è più leggibile, più professionale e rende la lettura più scorrevole per il relatore e la commissione.
Impostazioni della Pagina (Word)
Per impostare le dimensioni della pagina, delle distanze dal testo al bordo pagina, ecc., si utilizza la finestra "Imposta pagina" (percorso in Word: "File → Imposta pagina"). Le università spesso stabiliscono parametri specifici, ma una configurazione comune può essere:
- Superiore: cm. 3
- Inferiore: cm. 3
- Sinistro: cm. 4
- Destro: cm. 2
- Rilegatura: cm. 1
- Intestazione: cm. 1,25
- Piè di pagina: cm. 1,25

Ogni parte della tesi e ogni capitolo dovrebbe iniziare in una pagina dispari (a destra).
Margini
I margini servono a garantire una corretta leggibilità e a lasciare spazio per eventuali rilegature e annotazioni. È fondamentale controllare sempre le linee guida dell'università.
Font e Caratteri
La scelta del font giusto è importante per garantire leggibilità ed eleganza. È consigliabile prediligere caratteri comuni e professionali. Ad esempio, "Times New Roman" o "Arial" sono scelte sicure. L'uso di attributi tipografici (grassetto, corsivo) va strettamente limitato all'essenziale. Le parole straniere vanno indicate in corsivo, a meno che non siano divenute di uso corrente in italiano (es. "Internet"). I termini latini vanno sempre in corsivo. È buona norma limitare il ricorso ad espressioni straniere ai soli casi in cui manca un preciso corrispettivo in italiano.
Allineamento del Testo
Per il testo, la giustificazione è la scelta migliore per un aspetto formale e ordinato. Evitare l'allineamento a sinistra, che può dare un'impressione di trascuratezza.
Numerazione delle Pagine
Le pagine devono essere numerate in maniera progressiva. Per inserire i numeri di pagina in Word, il percorso è "Inserisci → Numeri di pagina". Si consiglia di mantenere i numeri di pagina centrati in basso. Per evitare che il frontespizio venga incluso nella numerazione (di solito non va numerato), si può creare un file Word separato solo per il frontespizio oppure utilizzare le sezioni di Word per impostare una numerazione diversa per ogni parte della tesi.
Figure e Tabelle
L'inserimento di grafici e tabelle richiede sempre l'indicazione della fonte e della data di aggiornamento dei dati presentati. Le immagini, i grafici e le tabelle devono essere numerate progressivamente e accompagnate da una didascalia chiara.
Abbreviazioni
Le abbreviazioni possono essere utilizzate sia nel testo che nelle note e nella bibliografia. Oltre a quelle comuni, eventuali abbreviazioni ulteriori vanno concordate col relatore a seconda delle convenzioni in uso nel settore disciplinare.
- Abbreviazioni redazionali: Anno (a.), Articoli (artt.), Capitoli (capp.), Confronta (cfr.), Eccetera (ecc.), Esempio (es.), Ibidem (ibid.), Idem (Id.), Numero (n.), Opera citata (op.cit.), Pagina (p.), Pagine (pp.), Seguente (sg.), Seguenti (sgg.), Senza anno (s.a.), Senza data (s.d.), Senza luogo (s.l.), Tabella (tab.), Volume (vol.).
- Abbreviazioni relative alle pubblicazioni: J. = Journal, Rev. = Revue, Review, Riv. = Rivista, Z., Zeit. = Zeitschrift, Zh.Zhur. = Zhurnal, Bull. = Bulletin, Proc. = Proceedings, Ann. = Annals, Annual, Hist. = History, Historical, Soc. = Society, Social, Am., Amer. = America, American, Can., Canad. = Canada, Canadian, Brit. = British, It., Ital. = Italian, Italian Historical.
Stile di Scrittura
Si suggerisce uno stile chiaro, conciso, completo. Queste doti si acquisiscono prediligendo frasi ben strutturate, semplici, basate su un ordine naturale delle parti del discorso, senza abbondanza di coordinate, preferibilmente in forma attiva, sapientemente scandite con i segni di punteggiatura e con un uso del tempo uniforme. Le argomentazioni, anche grazie alle citazioni, devono recare informazioni complete e ben visibili a beneficio del lettore, mostrando fin dove arrivino le fonti e dove si situi il lavoro personale del laureando. Si devono prediligere espressioni precise, aderenti alla terminologia in uso nel settore, senza inutili banalità o appesantimenti verbosi. Il testo atteso rientra nella tipologia dei testi accademici: presuppone che l'autore metta da parte il suo "io" e le circostanze aneddotiche del proprio lavoro, per fornire a un lettore potenzialmente sconosciuto e anonimo il frutto della sua riflessione. Si suole evitare l'"io" (o anche "noi") in posizione soggetto, usando invece soggetti sintattici che siano idee, concetti, strumenti, figure, operazioni, procedure, ecc.
Revisione Finale e Discussione
Una volta terminata la stesura e la formattazione, è fondamentale una revisione accurata. Rileggere tutto con attenzione, controllando non solo il testo ma anche l'impaginazione, è un passaggio cruciale. Si raccomanda di rileggere il lavoro almeno una volta.
TESI: come scegliere l’argomento | Assistente spiega come scegliere l'argomento della tesi
La Discussione della Tesi
La discussione è il momento della presentazione orale, in cui si illustra il proprio lavoro e lo si difende da eventuali critiche. Dura generalmente una trentina di minuti e non ha come obiettivo di entrare nei dettagli del lavoro, poiché i membri della commissione giudicatrice avranno già letto la tesi. Può essere interessante illustrare le eventuali difficoltà incontrate e spiegare come sono state superate. Infine, si dovranno rispondere alle domande dei membri della commissione.
Il Metodo Umberto Eco
Se c'è un autore che ha lasciato un segno indelebile su come si scrive una tesi di laurea, quello è Umberto Eco. Il suo libro "Come si fa una tesi di laurea", pubblicato nel 1977, è ancora oggi uno dei testi più letti e consigliati agli studenti universitari. Il metodo di Eco enfatizza l'importanza di un approccio sistematico e critico.
Secondo Umberto Eco, una tesi non dovrebbe richiedere meno di sei mesi e più di tre anni. Se si impiega meno di sei mesi, probabilmente si è scelto un argomento troppo semplice o si sta svolgendo un lavoro superficiale. Il suo consiglio è di impostare un piano di lavoro chiaro, fissare scadenze realistiche e iniziare a scrivere anche se si pensa di non essere pronti.
Eco raccomanda inoltre uno stile di scrittura chiaro e conciso: "Non siete Proust". Questo significa usare paragrafi brevi, evitare espressioni vaghe ed essere sempre precisi nelle affermazioni.
Scrivere una tesi di laurea è senza dubbio una delle esperienze più intense del percorso universitario. Ci saranno momenti di entusiasmo e altri di frustrazione, giorni in cui ci si sentirà un genio e altri in cui si vorrà buttare tutto all'aria. È normale. Questa guida ha accompagnato passo dopo passo, dalla scelta dell'argomento alla struttura della tesi, passando per le fonti, la scrittura e la formattazione. Ora sta allo studente: iniziare a scrivere, senza paura di sbagliare. Gradatim ferociter. Un passo alla volta, coraggiosamente.