La Serie Sterzo Dura-Ace: Un Dettaglio Rivoluzionario nell'Evoluzione di un Mito

La storia di Shimano Dura-Ace è una narrazione di innovazioni continue che hanno ridefinito la tecnica ciclistica, trasformando ciò che un tempo era un'operazione complessa in un gesto di incredibile precisione. Sebbene spesso l'attenzione si concentri su cambi e freni, anche componenti apparentemente secondari come la serie sterzo hanno giocato un ruolo cruciale, incarnando lo spirito di ricerca e perfezionamento che ha sempre contraddistinto il gruppo di vertice di Shimano.

Shimano Dura-Ace 7400 gruppo completo

Gli Albori e la Rivoluzione del 7400: Più che un Semplice Cambio Indicizzato

La comparsa del nuovo gruppo Dura-Ace serie 7400 nelle fiere di settore nel 1984 segnò un punto di svolta epocale, non solo per il suo inedito cambio di velocità indicizzato per biciclette, il celebre sistema SIS (Shimano Index System). Questo meccanismo, che oggi appare scontato ed elementare, rappresentava una vera rivoluzione 37 anni fa. Il concetto di "indicizzato", allora sconosciuto ai più, fu reso comprensibile da Shimano attraverso efficaci esempi pubblicitari: «Azionare il cambio di velocità su una normale bici da corsa è come selezionare manualmente un programma alla radio. L’operazione richiede grande sensibilità, ma soprattutto tempo. Con il nuovo sistema SIS, invece, il cambio di velocità è paragonabile a selezionare un programma con la radio preselezionata.» Per usare i comandi SIS in modalità a frizione bastava una breve controrotazione del galletto della levetta di destra (la leva sinistra del deragliatore restava comunque a frizione), lo stesso che tra l’altro era necessario in fase di registrazione sul cambio. La precisione assoluta del sistema era garantita dall’abbinamento perfetto con il deragliatore posteriore, disegnato con un’architettura e un design del parallelogramma che assicurava una distanza ridotta tra pulegge e pignoni e che manteneva questo gap su tutta la scala utile.

Ma la rivoluzione del "7400" non si limitava al SIS. La guarnitura, ad esempio, presentava un interasse di fissaggio delle corone ridotto rispetto alla versione precedente. I 130 millimetri consentivano ora di montare il 39 come corona piccola, non più il 42 (o 41), spianando la strada a quella che sarebbe diventata un altro pilastro della pedalata moderna: l’agilità. Anche i freni furono oggetto di miglioramenti, con il "barilotto" interno alle leve freno del Dura-Ace 7400 che assegnava alla frenata maggiore linearità e modulabilità.

La Serie Sterzo 7400: Un Concentrato di Innovazione e Durabilità

All'interno di questo contesto di innovazione radicale, anche la serie sterzo del gruppo Dura-Ace 7400 ricevette un'attenzione particolare, dimostrando come Shimano non trascurasse alcun dettaglio nella ricerca della performance e dell'affidabilità. Oltre al classico "duralluminio", la serie sterzo utilizzava anche il più durevole titanio sul rivestimento del cono inferiore. Questa scelta di materiali avanzati non era casuale, mirando a incrementare la longevità e la resistenza all'usura di un componente fondamentale per la manovrabilità della bicicletta.

Schema serie sterzo tradizionale

Un'altra caratteristica distintiva erano le tre guarnizioni, di cui una torica, che rendevano il ruotismo stagno. Questa protezione avanzata contro l'ingresso di acqua e sporco era cruciale per mantenere la scorrevolezza e la precisione della sterzata nel tempo, riducendo la necessità di manutenzione frequente. Non da ultimo, la nuova serie sterzo produceva un ingombro verticale ridotto, in modo tale che il corridore potesse ottenere un assetto ancor più basso e "aero". Questo aspetto, apparentemente marginale, era in realtà significativo per i ciclisti da competizione, consentendo loro di adottare una posizione più aerodinamica e aggressiva, un vantaggio non indifferente in un'epoca in cui la ricerca della performance era sempre più spinta.

Infine, rispetto agli standard dimensionali allora in uso, i mozzi adottavano un design delle flange differente, che spostava poco più a sinistra la posizione dei sei pignoni a cassetta, un altro esempio di come il 7400 fosse un sistema integrato di innovazioni. Così, dal 7400 in auge nel 1985 e 1986, si passò al 7401 del 1987 e 1988, una progressione che continuava a perfezionare un gruppo già rivoluzionario.

Alla scoperta del primo storico gruppo Shimano Dura-Ace, del 1973

Evoluzione Continua: Dal Doppio Pivot al STI e Oltre

Il percorso evolutivo del Dura-Ace non si fermò con il 7400. Eventi iconici come la scalata del Passo del Gavia tra la neve da parte di Andrew Hampsten nel Giro d’Italia del 1988, che poi andò a vincere, testimoniano la robustezza e l'affidabilità dei componenti Shimano. Successivamente, con i freni BR-7403 del 1991, i caliper adottarono un’architettura a doppio pivot. Questa fu un'altra innovazione che, pur apparendo scontata ai più giovani oggi, ai tempi era un'autentica rivoluzione, migliorando notevolmente la potenza e la modulabilità della frenata.

I comandi Dual Control furono sicuramente l’espressione tecnologica più alta ed avanzata di quella STI, Shimano Total Integration, con cui Shimano intendeva ribadire e sottolineare la perfetta integrazione tra parti progettate per dare tutte il massimo dell’efficienza, e ovviamente per farlo se utilizzate necessariamente tutte assieme. I comandi Dual Control di serie ST-7400 erano dedicati ai deragliatori SIS, lavoravano alla perfezione con ingranaggi e catene con profilo specifico chiamato HG, assicuravano il top delle frenate accoppiate con i freni SLR (con architettura che garantiva linearità e allo stesso tempo modulabilità della frenata) e garantivano il top nelle deragliate se usati con corone e guarniture con piolini SG. Insomma, si trattava di una perfetta "integrazione di sistema", sigla che oggi è familiare a tanti marchi per spiegare e raccontare i loro prodotti.

Nel 1993, Shimano era già diventato un colosso del ciclismo "che conta", con una presenza significativa tra i team professionistici: al Giro d’Italia di quella stagione, 13 su venti dei team iscritti erano equipaggiati Shimano. Da quella stagione, sulle loro bici, c’era la versione più aggiornata della serie 7400, la 7410, che rispetto alla precedente 7403 aveva novità relative ai pedali, al movimento centrale e al design della guarnitura.

La Ricerca della Leggerezza: La Serie 7700 e i Nove Pignoni

Se c’è un aspetto tecnico che la storia del Dura-Ace fin qui ancora non aveva mai tanto approfondito, probabilmente questo era la leggerezza, o meglio della ricerca estrema della leggerezza. L’abbattimento degli etti, anzi in molti casi dei grammi, fu un po’ il trait-d'union della storia tecnica degli anni Novanta e in fondo coinvolse anche Shimano, che con il suo nuovissimo reparto di serie 7700 a inizio del 1996 lasciò tutti a bocca aperta sia per il design di rottura rispetto alla serie precedente, sia per un peso dell’interno reparto che rispetto al primo era sceso di ben 500 grammi!

Shimano Dura-Ace 7700 guarnitura

Ma l’innovazione più altisonante della serie 7700 riguardava il numero dei pignoni: stesso ingombro per il corpetto ruota libera del mozzo, ma ora ci sono nove pignoni al posto di otto, quindi con una drastica riduzione degli spessori distanziati interposti tra gli ingranaggi. Il Dura-Ace venne utilizzato per la prima volta in una grande corsa a tappe nel Giro d’Italia del 1996 e in forma ancora di pre-serie, non ancora sul mercato. Alla corsa rosa di quell’anno, ben sette squadre (Mapei, MG Technogym, Polti, Rabobank, TVM, Once e Motorola) cambiavano, frenavano e deragliavano con componentistica Dura-Ace, a testimonianza della fiducia riposta in questo nuovo gruppo.

A parte implementazioni parziali riguardanti più che altro una guarnitura e un deragliatore da cronometro (2001) e l’aggiunta di un’opzione guarnitura tripla (con relativo cambio posteriore dedicato, 2002), la storia della 7700 è quella di una serie che durante la sua "vita" è rimasta sostanzialmente invariata da un punto di vista strettamente tecnico/meccanico. Questo sicuramente a conferma dell’affidabilità e la precisione assoluta di una piattaforma riconosciuta da tanti come leader indiscussa nel mondo del ciclismo su strada da competizione.

Le Ruote Dedicate: Un Sistema Sempre Più Integrato

Sempre nel 2000, Shimano pensò di accoppiare alla tradizionale componentistica trasmissione delle ruote "dedicate", le WH-7700 del 2000, unite a un omologo modello di classe inferiore, Ultegra. Quelle ruote si caratterizzavano per un’inedita architettura di ancoraggio dei raggi sul cerchio: anziché sul dorso, sul fianco dello stesso (che poi dal 2002 diventò anche in carbonio, con il modello WH-7701). Questa integrazione spinta tra i vari componenti, dalle ruote alla trasmissione, dimostrava la visione olistica di Shimano, mirata a offrire ai ciclisti un sistema completo, ottimizzato per massimizzare l'efficienza e le prestazioni.

Shimano Dura-Ace WH-7700 ruote

In definitiva, la serie sterzo Dura-Ace, pur essendo un elemento minuto rispetto ad altri componenti più appariscenti, incarna perfettamente lo spirito di innovazione e l'attenzione ai dettagli che hanno reso il gruppo Dura-Ace un punto di riferimento nella storia del ciclismo. Dal rivestimento in titanio alla protezione dalle intemperie, fino all'ingombro ridotto per un assetto più aerodinamico, ogni scelta progettuale è stata dettata dalla ricerca della massima performance e affidabilità, contribuendo a forgiare la leggenda di un gruppo che continua a evolversi e a stupire. La saga dello Shimano Dura-Ace, ricca di sviluppi significativi e dettagli rivoluzionari, testimonia un impegno costante nell'eccellenza, un impegno che si riflette in ogni singolo componente, compresa la sua serie sterzo.

Alla scoperta del primo storico gruppo Shimano Dura-Ace, del 1973

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