Classificazione delle Strade per la Circolazione Veicolare in Italia

Sul territorio esistono molti tipi di strade, la cui classificazione è uno dei pilastri tecnici e giuridici del Codice della Strada. Da essa dipendono progettazione, gestione, limiti di velocità, precedenze, accessi e persino la raccolta dei dati nell’archivio nazionale. Non tutte le strade sono uguali, e questa è una nozione basica per chiunque si approcci a guidare un mezzo di qualsiasi genere. Le strade possono essere classificate in base a due diversi criteri: le caratteristiche tecnico/funzionali e la proprietà. Il punto di partenza è la definizione generale contenuta nell’articolo 2 del Codice della Strada, che qualifica come “strada” l’area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. Questa impostazione è ampia e funzionale: non si limita alla carreggiata destinata ai veicoli, ma comprende l’intera area che, per destinazione, è posta al servizio della circolazione.

La definizione dell’articolo 2 va letta in coordinamento con la nozione di veicolo dell’articolo 46 del Codice della Strada, che considera veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie che circolano sulle strade guidate dall’uomo. L’interazione tra queste due norme chiarisce che la strada è l’ambito fisico di riferimento, mentre il veicolo è il soggetto tecnico che vi circola. Un ulteriore tassello è rappresentato dai compiti degli enti proprietari, delineati dall’articolo 14 del Codice della Strada, che impone obblighi di manutenzione, gestione, pulizia e apposizione della segnaletica. Poiché tali obblighi si riferiscono alle “strade” in senso tecnico, la definizione dell’articolo 2 diventa anche il perimetro entro cui gli enti devono garantire condizioni adeguate di sicurezza. La definizione generale di strada si riflette anche su aspetti più specifici, come le fasce di rispetto e le aree di visibilità fuori dai centri abitati, disciplinate dall’articolo 16 del Codice della Strada. In questo contesto, la classificazione di cui all’articolo 2 è richiamata per determinare le distanze entro cui sono vietate costruzioni, piantagioni e recinzioni, a tutela della sicurezza della circolazione.

Segnaletica stradale per tipologie di strade

Classificazione in Base alle Caratteristiche Tecnico-Funzionali

Il cuore dell’articolo 2 del Codice della Strada è la classificazione delle strade “riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali”. Il codice individua otto tipologie differenti, che presentano una differenziazione tanto tecnica quanto amministrativa:

  • A - Autostrade;
  • B - Strade extraurbane principali;
  • C - Strade extraurbane secondarie;
  • D - Strade urbane di scorrimento;
  • E - Strade urbane di quartiere;
  • E-bis - Strade urbane ciclabili;
  • F - Strade locali;
  • F-bis - Itinerari ciclopedonali.

Le norme del Codice della Strada possono cambiare a seconda della diversa classificazione delle strade, così come quella dei veicoli può comportare obblighi differenti.

Autostrade (Tipo A)

L'autostrada è una strada extraurbana o urbana a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile. Ognuna di esse ha almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra. Un elemento qualificante delle autostrade è la presenza di apposite aree di servizio e aree di parcheggio, entrambe con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione. Questa prescrizione evidenzia l’attenzione alla sicurezza nelle manovre di ingresso e uscita dai flussi principali di traffico, evitando interferenze dirette tra veicoli in marcia e veicoli in fase di sosta.

Sono svariate le norme che determinano la categorizzazione di un’autostrada. È priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di recinzione e di sistemi di assistenza all'utente lungo l'intero tracciato. L'autostrada è riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine, di colore verde con la sigla in bianco. Il limite massimo di velocità è di 130 km/h. Nelle autostrade non si può invertire il senso di marcia o fermarsi per più di 3 ore nella corsia di emergenza. Inoltre non è consentito chiedere (e concedere) passaggi o trainare altri veicoli. Per accedere occorre ritirare il biglietto al casello, che dovrà essere poi esibito all'uscita per il pagamento.Le autostrade italiane seguono una numerazione unica, anche se gestite da diverse società concessionarie: sono tutte contrassegnate dalla lettera A seguita da un numero (esempio: A2, Autostrada numero 2). Esistono due eccezioni: autostrade con doppia numerazione, ad esempio A8/A26, e brevi autostrade denominate nel modo classico ma seguite dalla sigla "dir" che sta per diramazione, ad esempio A14 dir.

Cartello di inizio autostrada

Strade Extraurbane Principali (Tipo B)

La strada extraurbana principale è una strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra. È priva di intersezioni a raso, con accessi alle proprietà laterali coordinati. Contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e fine, è riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore; per eventuali altre categorie di utenti devono essere previsti opportuni spazi. Deve essere attrezzata con apposite aree di servizio, che comprendano spazi per la sosta, con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione. Il limite massimo di velocità è di 110 km/h. Nelle strade extraurbane principali non è concessa la circolazione ad alcune categorie di veicoli, come le biciclette, i quadricicli leggeri e i ciclomotori. La distinzione tra autostrade e strade extraurbane principali, pur nella comune assenza di intersezioni a raso e nella separazione delle carreggiate, si riflette nel diverso livello di attrezzaggio e di controllo dell’accessibilità. Le autostrade presentano un grado più elevato di specializzazione, con recinzione continua e sistemi di assistenza all’utente lungo l’intero tracciato, mentre le extraurbane principali, pur essendo anch’esse infrastrutture ad alto scorrimento, ammettono accessi alle proprietà laterali purché coordinati.

Strada extraurbana principale

Strade Extraurbane Secondarie (Tipo C)

Questa categoria comprende le strade extraurbane ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine. Le strade extraurbane di cui al comma 2, lettere B, C ed F, si distinguono in Statali, Regionali, Provinciali o Comunali. Le strade statali, regionali o provinciali sono contrassegnate rispettivamente dalle sigle SS, SR e SP seguite da un numero (talvolta oltre al numero può esserci una delle seguenti sigle: dir (per diramazione), var (per variante), racc (per raccordo), radd (per raddoppio), bis, ter, quater; ad esempio SS 1 bis). Tuttavia, al contrario delle autostrade dove la sigla rispecchia anche la classificazione tecnica-costruttiva, le SS, le SR e le SP possono avere tratti classificati tecnicamente come strade extraurbane principali (strada di tipo B) altri come strade extraurbane secondarie (strada di tipo C) altri ancora come strade urbane (strade di tipo D e E) pur avendo la stessa numerazione (ad esempio la strada statale 16 ha tratti classificati come strada extraurbana principale altri come strada extraurbana secondaria).

Strade Urbane di Scorrimento (Tipo D)

All’interno dei centri abitati, la classificazione dell’articolo 2 del Codice della Strada assume un ruolo decisivo nel distinguere le diverse funzioni della rete viaria urbana. Le strade urbane di scorrimento (D) sono destinate a garantire la continuità dei flussi principali, collegando tra loro le principali polarità urbane e spesso costituendo gli assi portanti del traffico cittadino. Queste strade presentano carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate. Per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali estranee alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate.

Strade Urbane di Quartiere (Tipo E)

Le strade urbane di quartiere (E) svolgono invece una funzione di distribuzione interna, servendo gli insediamenti residenziali, commerciali e produttivi. Queste strade sono ad unica carreggiata con almeno due corsie, banchine pavimentate e marciapiedi. Per la sosta sono previste aree attrezzate con apposita corsia di manovra, esterna alla carreggiata. La distinzione tra queste categorie è strettamente connessa alla delimitazione del centro abitato, disciplinata dall’articolo 4 del Codice della Strada, che attribuisce al comune il compito di provvedere alla delimitazione stessa mediante deliberazione di giunta. Una volta individuato il perimetro del centro abitato, la classificazione delle strade interne consente di applicare in modo coerente le norme specifiche sulla regolamentazione della circolazione nei centri abitati, previste dall’articolo 7 del Codice della Strada.

Strade Urbane Ciclabili (Tipo E-bis)

La strada urbana ciclabile è una strada urbana ad unica carreggiata, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale, con priorità per i velocipedi. Questa categoria e gli itinerari ciclopedonali (F-bis) introducono una specifica attenzione alla mobilità dolce, prevedendo percorsi dedicati a ciclisti e pedoni, con caratteristiche tecniche e funzionali coerenti con tali utenze. La loro presenza nel sistema classificatorio consente di riconoscere formalmente percorsi dedicati a ciclisti e pedoni, con caratteristiche tecniche e funzionali coerenti con le esigenze di sicurezza di tali utenti.

Strade Locali (Tipo F)

Le strade locali sono strade urbane od extraurbane opportunamente sistemate ai fini di cui al comma 1 non facenti parte degli altri tipi di strade. Si parla di strada locale per indicare tutti i tipi di percorsi per mezzi motorizzati, urbani ed extraurbani, che non rientrano nelle altre tipologie. Pensiamo ad esempio a strade urbane di quartiere che non presentano tutti i requisiti per essere classificate come tali.

Itinerari Ciclopedonali (Tipo F-bis)

Un itinerario ciclopedonale è una strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell’utenza vulnerabile della strada.

Icona di bicicletta e pedoni

Strada di Servizio

È denominata “strada di servizio” la strada affiancata ad una strada principale (autostrada, strada extraurbana principale, strada urbana di scorrimento) avente la funzione di consentire la sosta ed il raggruppamento degli accessi dalle proprietà laterali alla strada principale e viceversa, nonché il movimento e le manovre dei veicoli non ammessi sulla strada principale stessa.

Elementi Specifici della Strada

La strada è composta da diversi elementi che ne definiscono la struttura e la funzionalità per la circolazione.

Isola di Traffico

L'isola di traffico è una parte della strada che può essere rialzata o dipinta a raso sul piano stradale con zebrature di colore bianco. È esclusa dal traffico veicolare, pertanto non è possibile sostarci sopra né tantomeno passarci con la macchina, ed è delimitata da strisce bianche di raccordo.

Attraversamento Pedonale

L'attraversamento pedonale, più comunemente noto come "strisce pedonali", è una parte della carreggiata (e di conseguenza anche della strada). È segnalato da strisce bianche parallele sulle quali i pedoni possono vantare il diritto di precedenza rispetto ai veicoli.

Salvagente Stradale

Il salvagente stradale ha la funzione di riparare o far sostare i pedoni che attraversano la strada nei pressi di fermate di mezzi pubblici, agevolando la salita e la discesa dei passeggeri, oppure in corrispondenza di attraversamenti pedonali. È una sorta di marciapiede posto al centro della strada, spesso affianco alle strisce pedonali.

Area Pedonale

L'area pedonale è una zona destinata esclusivamente al transito dei pedoni. Gli unici veicoli a cui è consentita la circolazione sono i veicoli di emergenza con lampeggiante blu acceso e sirena in funzione, le biciclette e i veicoli al servizio di persone diversamente abili.

Zona a Traffico Limitato (ZTL)

Una zona a traffico limitato è un’area delimitata da appositi segnali stradali di inizio e di fine in cui la circolazione è limitata ai veicoli autorizzati e in cui la circolazione è consentita in determinate fasce orarie. Non è un’area adibita soltanto alla circolazione di ciclomotori e biciclette né tantomeno un’area sempre e comunque esclusa ai veicoli a motore.

Passo Carrabile

Per il Codice della Strada, "il passo carrabile è un accesso ad un’area laterale idonea allo stazionamento di uno o più veicoli". Il passo carrabile, segnalato da un apposito segnale riportante l'ente e il numero di autorizzazione, consente il transito dei veicoli da un'area pubblica, come la strada, ad una privata, come può essere un garage.

Passaggio a Livello

Il passaggio a livello è un attraversamento a raso tra la strada e la linea ferroviaria. È caratterizzato dalla presenza di barriere e semibarriere, luci di colore rosso, dispositivo di segnalazione acustica, dai pannelli distanziometrici e, infine, dalla croce di Sant'Andrea.

Segnale di passaggio a livello

Struttura delle Carreggiate e delle Corsie

Le strade possono presentare configurazioni diverse in termini di carreggiate e corsie, influenzando la gestione del traffico e le manovre consentite.

Una strada può essere composta da un'unica carreggiata a doppio senso di circolazione suddivisa in quattro corsie, due corsie per senso di marcia. Su una strada di questo tipo il sorpasso è consentito, anche se effettuato in curva, l'inversione di marcia non lo è, come indicato dalle strisce bianche continue al centro della carreggiata.

Esistono anche strade con un'unica carreggiata ma con sei corsie, tre corsie per ogni senso di marcia.

Un'altra configurazione prevede 3 carreggiate e otto corsie. Mentre le carreggiate laterali sono a senso unico di circolazione, quella interna (ossia quella delimitata dagli spartitraffici raffigurati tramite una linea verde) è a doppio senso di circolazione.

Infine, esistono configurazioni con due carreggiate. Per riconoscere il numero di carreggiate, è fondamentale osservare la presenza e la tipologia degli spartitraffico che le delimitano.

Classificazione Amministrativa e di Proprietà delle Strade

Per le esigenze di carattere amministrativo e con riferimento all’uso e alle tipologie dei collegamenti svolti, le strade, come classificate ai sensi del comma 2 dell'articolo 2 del Codice della Strada, si distinguono in strade “statali”, “regionali”, “provinciali”, “comunali”, secondo le indicazioni che seguono. Enti proprietari delle dette strade sono rispettivamente lo Stato, la regione, la provincia, il comune. La classificazione non ha solo una valenza tecnica, ma anche amministrativa. L’articolo 226 del Codice della Strada prevede l’istituzione di un archivio nazionale delle strade che comprende tutte le strade distinte per categorie, come indicato proprio nell’articolo 2. Per ogni strada devono essere indicati dati relativi allo stato tecnico e giuridico, al traffico veicolare, agli incidenti e alla percorribilità, anche per particolari veicoli.

La legge 20 marzo 1865, n. 2248 classificava le strade come nazionali, provinciali, comunali o vicinali. Le norme tecniche in vigore erano quelle della norma CNR 78/80 del Bollettino Ufficiale C.N.R. n.

Strade Statali

Le strade extraurbane, di cui al comma 2, lettere B, C ed F, sono Statali quando:

  • costituiscono le grandi direttrici del traffico nazionale;
  • congiungono la rete viabile principale dello Stato con quelle degli Stati limitrofi;
  • congiungono tra loro i capoluoghi di regione ovvero i capoluoghi di provincia situati in regioni diverse, ovvero costituiscono diretti ed importanti collegamenti tra strade statali;
  • allacciano alla rete delle strade statali i porti marittimi, gli aeroporti, i centri di particolare importanza industriale, turistica e climatica;
  • servono traffici interregionali o presentano particolare interesse per l’economia di vaste zone del territorio nazionale.

Le strade statali sono contrassegnate dalla sigla SS seguita da un numero. I tratti urbani delle strade statali che attraversano centri abitati con popolazione pari o superiore a 10.000 abitanti sono di competenza comunale e quindi classificate come urbane (tipo D e E).

Strade Regionali

Le strade extraurbane sono Regionali quando allacciano i capoluoghi di provincia della stessa regione tra loro o con il capoluogo di regione ovvero allacciano i capoluoghi di provincia o i comuni con la rete statale se ciò sia particolarmente rilevante per ragioni di carattere industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico. Le strade regionali il più delle volte sono strade statali declassate. Sono contrassegnate dalla sigla SR seguita da un numero. I tratti urbani delle strade regionali che attraversano centri abitati con popolazione pari o superiore a 10.000 abitanti sono di competenza comunale e quindi classificate come urbane (tipo D e E).

Strade Provinciali

Le strade extraurbane sono Provinciali quando allacciano al capoluogo di provincia capoluoghi dei singoli comuni della rispettiva provincia o più capoluoghi di comuni tra loro ovvero quando allacciano alla rete statale o regionale i capoluoghi di comune, se ciò sia particolarmente rilevante per ragioni di carattere industriale, commerciale, agricolo, turistico e climatico. Sono contrassegnate dalla sigla SP seguita da un numero. I tratti urbani delle strade provinciali che attraversano centri abitati con popolazione pari o superiore a 10.000 abitanti sono di competenza comunale e quindi classificate come urbane (tipo D e E).

Strade Comunali

Le strade urbane di cui al comma 2, lettere D, E e F, sono sempre comunali quando siano situate nell’interno dei centri abitati, eccettuati i tratti interni di strade statali, regionali o provinciali che attraversano centri abitati con popolazione non superiore a diecimila abitanti. Questa categoria comprende le strade extraurbane considerate d'importanza comunale (dal Codice della Strada: se congiungono il capoluogo del comune con le sue frazioni o le frazioni fra loro, o congiungono il capoluogo con la stazione ferroviaria, tranviaria o automobilistica, con un aeroporto o porto marittimo, lacuale o fluviale, con interporti o nodi di scambio intermodale o con le località che sono sede di essenziali servizi interessanti la collettività comunale), tutte le strade urbane nonché i tratti urbani delle strade statali, regionali o provinciali, che attraversano centri con 10.000 o più abitanti. I tratti urbani delle strade statali, regionali o provinciali, che attraversano centri con meno di 10.000 abitanti non sono comunali.Le strade comunali all'interno dei centri abitati sono denominate come via, viale, piazza ecc. seguita da un nome (ad esempio via Trieste). I nomi delle strade comunali all'interno dei centri abitati sono riportati su rettangoli, standardizzati dal Codice della Strada, a sfondo bianco (salvo specificità locali, come i nizioleti veneziani). Le strade comunali all'interno dei centri abitati possono essere classificate dal punto di vista costruttivo-tecnico o come strade urbane (tipo D e E) o come strade locali (tipo F). Le strade comunali extraurbane (esterne ai centri abitati) possono essere classificate tecnicamente come strade extraurbane principali (tipo B), extraurbane secondarie (tipo C) o locali (tipo F) e sono contraddistinte dalla sigla SC seguita da un numero. Ai fini del presente codice, le strade “vicinali” sono assimilate alle strade comunali.

Segnale stradale di via comunale

Nuove Strade ANAS (NSA) e Raccordi Autostradali (RA)

Esistono altre due sigle indicanti le strade italiane: NSA e RA. La sigla NSA sta per nuova strada ANAS e indica tutte quelle strade alle quali non è stata ancora assegnata nessuna numerazione (né A né SS né SR né SP né SC) e pertanto possono essere classificate dal punto di vista costruttivo-tecnico nei diversi modi. La sigla RA (Raccordo Autostradale) è una classificazione funzionale non prevista dal Codice della Strada seppur usata e indica 17 strade a carreggiata doppia a due corsie per senso di marcia che collegano un'autostrada a una città (o località o aeroporto) non direttamente raggiunta dalla rete autostradale principale.

Classificazione Funzionale e Informale

Oltre alle classificazioni tecnico-funzionali e amministrative, esistono alcune categorizzazioni informali o funzionali che completano il quadro.

Strade della Rete Europea (E)

Alcune strade italiane, se fanno parte della rete delle strade europee, sono identificate anche da un'altra sigla alfanumerica. Questa sigla è composta dalla lettera "E" e da una o due cifre. Il simbolo usato è un rettangolo a sfondo verde con la sigla in bianco. Questa classificazione, che valuta l'importanza (non essendo né una classificazione tecnica né amministrativa) della strada nell'Unione europea, affianca quelle usuali italiane.

Tangenziali

La classificazione informale di tangenziale fa riferimento a strade realizzate in zone fortemente urbanizzate con caratteristiche tecniche di autostrada o superstrada o strada a scorrimento veloce.

Strade di Grande Comunicazione (SGC)

In Italia alcune strade di importanza nazionale vengono chiamate strade di grande comunicazione (SGC), un'espressione coniata dal Touring Club Italiano e impiegata nelle sue cartografie e nelle sue pubblicazioni sin dagli anni venti. La legge n. 126 del 12 febbraio 1958, così come modificata dalla legge n. 167 del 9 aprile 1971, classificava le strade statali o come statali di grande comunicazione o come statali ordinarie.

Classificazione e Circolazione dei Veicoli

La necessità di classificare i veicoli è fondamentale al fine di conoscerne le caratteristiche e, in questo modo, non infrangere la legge con utilizzi non previsti degli stessi. Nessuno può pensare che tutti i mezzi a nostra disposizione siano uguali, altrimenti si percorrerebbe l’autostrada in bicicletta.

Autoveicoli

Sono tutti i veicoli a motore con almeno quattro ruote, non classificati come motoveicoli.

Motoveicoli

Sono veicoli a motore presentanti due, tre o quattro ruote.

Filoveicoli

Sono tutti i veicoli a motore elettrico attaccati a una linea aerea di contatto a corrente continua ma non vincolati da rotaie. Vantano ruote gommate e due aste di captazione. A bordo, inoltre, può essere installato un motore ausiliario di trazione, che non sia necessariamente elettrico, così come l’alimentazione di motori da una sorgente d’energia elettrica.

Veicoli Privi di Motore

Ci sono tre tipologie principali:

  • Veicoli a braccia: spinti o trainati dalla forza del conducente.
  • Veicoli a trazione animale: trainati da uno o più animali, destinati principalmente al trasporto per uso esclusivo di aziende agricole.
  • Rimorchi: privi di motore, sono destinati a essere trainati da autoveicoli e filoveicoli, ma dotati di impianto frenante.

Macchine Agricole

Sono mezzi destinati all’uso in attività agricole e forestali, con ruote o cingoli.

Veicoli con Caratteristiche Atipiche

Questa categoria include tutti i veicoli che non rientrano nelle classificazioni precedentemente esposte. Parliamo ad esempio di motoveicoli e autoveicoli d’epoca, così come di interesse storico e collezionistico.

Quadricicli Leggeri (L6e)

Quadricicli leggeri con massa a vuoto pari o inferiore a 350 kg (un dato che vede escluso il peso delle batterie, nel caso di mezzi elettrici). La velocità massima dev’essere uguale o inferiore a 45 km/h e la cilindrata non superiore a 50 cm³ per quei mezzi motorizzati con accensione comandata.

Quadricicli (L7e)

Quadricicli con massa a vuoto non superiore a 400 kg (550 kg nel caso di mezzi destinati al trasporto di merci). Una cifra che vede escluso il peso delle batterie, nel caso dei mezzi elettrici.

Strada extraurbana principale

Importanza della Classificazione per la Sicurezza Stradale

La classificazione delle strade operata dall’articolo 2 del Codice della Strada non ha solo una funzione descrittiva, ma costituisce il presupposto per l’applicazione di numerose altre disposizioni in materia di limiti, precedenze e accessi. Nei centri abitati, l’articolo 7 del Codice della Strada consente ai comuni di stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade proprio “in relazione alla classificazione di cui all’art. 2”. Ciò significa che una strada urbana di scorrimento potrà essere privilegiata rispetto a una strada di quartiere o locale nelle scelte di regolazione delle intersezioni, proprio in ragione della sua funzione di asse principale. La classificazione incide anche sugli accessi e sulle fasce di rispetto. L’articolo 16 del Codice della Strada richiama espressamente la classificazione di cui all’articolo 2 per determinare, fuori dai centri abitati, le distanze dal confine stradale entro le quali sono vietate costruzioni, piantagioni e recinzioni. In corrispondenza delle intersezioni a raso, inoltre, vengono definite aree di visibilità che dipendono dalla categoria delle strade che si intersecano.

Un ulteriore riflesso della classificazione riguarda la gestione complessiva della rete e la raccolta dei dati. L’articolo 226 del Codice della Strada istituisce l’archivio nazionale delle strade, che comprende tutte le strade distinte per categorie, come indicato nell’articolo 2, e prevede che per ogni strada siano indicati dati relativi allo stato tecnico e giuridico, al traffico veicolare, agli incidenti e allo stato di percorribilità. Infine, la classificazione delle strade si collega al principio generale di comportamento degli utenti, sancito dall’articolo 140 del Codice della Strada, secondo cui tutti devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e da salvaguardare in ogni caso la sicurezza stradale. Conoscere se si sta circolando su un’autostrada, su una strada extraurbana principale, su un’urbana di scorrimento o su una strada locale non è quindi un dettaglio formale, ma un elemento che orienta le scelte di guida, le aspettative sugli altri utenti e l’interpretazione della segnaletica.

Cartello stradale con limiti di velocità

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