
Subaru, la casa automobilistica giapponese nota per la sua distintiva architettura boxer e la trazione integrale Symmetrical AWD, sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Un capitolo epocale si chiude con l'addio alle motorizzazioni diesel, in particolare il celebre propulsore EJ20, per far spazio a nuove soluzioni tecniche e a una rinnovata visione strategica. Questo cambiamento, sebbene possa evocare un pizzico di nostalgia negli appassionati, segna l'inizio di una nuova era, focalizzata su motori ibridi e a benzina di ultima generazione, pur mantenendo saldi i valori fondamentali del marchio: robustezza, affidabilità e dinamica di guida superiore.
Il Percorso del Diesel Boxer Subaru: Innovazione e Sfide
Il percorso di Subaru nel mondo dei motori diesel è stato caratterizzato da un'innovazione significativa. In un periodo in cui la maggior parte delle case automobilistiche giapponesi non produceva motori diesel, Subaru ha compiuto un investimento serio nello sviluppo di un propulsore boxer diesel. Questa decisione coraggiosa ha portato alla nascita dell'EE20, il primo motore boxer diesel mai prodotto in serie, presentato al Salone di Ginevra del 2007 e commercializzato a partire da marzo 2008 su modelli come Impreza, Legacy, Forester e Outback.
Il motore EE20 si basava su un propulsore a cilindri orizzontali con blocco in lega di alluminio, dotato di una struttura a piano semichiuso che garantiva rigidità nelle zone di adesione della guarnizione alla testata. Per sopportare le alte pressioni di combustione, erano state utilizzate testate cilindri ad alta resistenza, con bilancieri a rullino compatti e a basso attrito, in accoppiamento con un sistema di distribuzione a doppio albero a camme in testa. Il diametro delle valvole era stato appositamente messo a punto per migliorare il riempimento delle camere di scoppio e la turbolenza della miscela, a tutto beneficio dell’efficienza nella combustione di carburante.
Questo propulsore si distingueva per la sua fluidità, rotondità e assenza di vibrazioni, caratteristiche atipiche per un diesel, che lo facevano assomigliare più a un motore a benzina. Il motore era fluido e saliva di giri velocemente, diventando un "proiettile" sopra i 2000 giri, nonostante una turbina grossa ma a geometria variabile che lo rendeva meno reattivo a bassi regimi. Consumi degni di nota, circa 15 km/litro, erano un ulteriore punto di forza, soprattutto considerando l'uso a "pieno gas".

Tuttavia, la prima generazione dei Boxer Diesel Subaru (gli Euro 4) ha manifestato una problematica significativa: il cedimento dei supporti di banco, che portava alla frattura dell'albero motore tra il terzo e il quarto cilindro. La soluzione a questo inconveniente è stata l'adozione di un nuovo shortblock della versione Euro 5 o superiore, dove il problema è stato definitivamente risolto. Nonostante queste sfide iniziali, l'introduzione del boxer diesel ha rappresentato un tentativo audace di Subaru di riempire una fetta di mercato specifica, offrendo una combinazione di compattezza, trazione integrale e prestazioni.
L'Innovazione del Cambio Lineartronic con Motori Diesel
Il brand giapponese non era nuovo all'utilizzo di un cambio a variazione continua (CVT) sui modelli della sua gamma. Tuttavia, l'applicazione dello stesso sulle motorizzazioni diesel sovralimentate è stata per lungo tempo accantonata a causa delle problematiche tecniche legate alla necessità di riadattare la trasmissione all'erogazione di coppia ben diversa di questo tipo di propulsore.

Il Lineartronic debuttante sulle versioni Diesel, come quello della Forester, ha presentato una struttura significativamente modificata rispetto al suo fratello gemello installato sulle versioni tradizionali. Il regime di rotazione più basso del motore diesel ha reso necessario l'utilizzo di una nuova pompa per l’olio, capace di mandare in pressione il fluido a velocità più basse, garantendo sia la lubrificazione che il funzionamento delle pulegge tipiche della trasmissione CVT. L’elettronica di gestione del cambio è stata studiata per analizzare al meglio l’affondo del pedale dell’acceleratore e la sua velocità di attuazione, regolando la progressione dell’andatura e garantendo una ripresa fluida, silenziosa e conveniente.
Come tutti i cambi a variazione continua di rapporto, il Lineartronic consente dei rapporti di rotazione tra l’albero primario collegato al motore e quello secondario in contatto con le ruote senza soluzione di continuità. Variando il diametro della gola di due pulegge poste all’interno della campana del cambio, infatti, si determina la variazione di giri tra il motore e le ruote.
Uno degli svantaggi maggiori dei cambi a variazione continua, agli occhi e alle orecchie degli appassionati di automobilismo e di guida sportiva, è quello di non fornire al conducente la sensazione di un numero preciso di rapporti. Gli ingegneri di Subaru, nel mettere a punto il Lineartronic, sono riusciti ad aggirare questo ostacolo, ponendosi come valida alternativa intermedia tra una trasmissione meccanica e una automatica tradizionale. Ad una pressione del pedale dell'acceleratore pari o superiore al 65% della sua corsa, invece di utilizzare una progressione lineare, il cambio della Forester inserisce degli "step" in successione. Questi corrispondono a sette posizioni delle pulegge pre-programmate nella centralina e simulano l’inserimento di sette rapporti.
Lo stesso tipo di logica viene applicata se il cambio viene manovrato con le palette poste posteriormente rispetto al volante. I rapporti di trasmissione sono elettronicamente programmati e selezionati indipendentemente dalla posizione del pedale dell'acceleratore, nel momento in cui il guidatore decide di cambiare in maniera totalmente arbitraria. La selezione della modalità manuale può essere temporanea oppure definitiva, a seconda che la leva di comando posta sulla consolle centrale venga mantenuta nella posizione “Drive” o spostata su quella “Manual”. Nel primo caso, dopo alcuni secondi, l’elettronica del cambio riprende il sopravvento e torna a gestire la rapportatura in maniera automatica.
La funzione "L" (Low) del cambio automatico CVT Lineartronic di SUBARU
Alla trasmissione Lineartronic è accoppiato un sistema di trazione integrale, come di consueto per Subaru. In questa specifica applicazione, il sistema utilizzato è l'“Active Torque Split”, un progetto che dimostra flessibilità, efficacia e un giusto compromesso tra vantaggi e consumi di carburante. Tecnicamente, si tratta di un sistema elettro-idraulico che distribuisce la coppia in maniera continua attraverso un piatto di frizioni in bagno d'olio, partendo da una ripartizione base del 60% all'anteriore e il 40% all'assale posteriore. In caso di perdita di aderenza, le frizioni vengono bloccate in modo che anche tutta la coppia motrice possa arrivare all'asse opposto.
La Forester Diesel Lineartronic: Un Esempio di Robustezza e Funzionalità
Il MY15 di Subaru Forester, dotato di cambio Lineartronic, si è distinto come un prodotto solido e valido, che puntava dritto alla funzionalità. I materiali, al tatto, trasmettevano una interessante sensazione di solidità e robustezza, conferendo immediatamente un elevato rapporto qualità/prezzo. Il veicolo era ordinabile a partire da €31.990, con un costo di €35.890 per il modello dotato di cambio automatico Lineartronic.
Tradizionalmente, Subaru ha sempre equipaggiato i suoi modelli, inclusa la Forester, con un telaio molto rigido, accoppiato a un sistema di sospensioni affidabile. All'asse anteriore, adottava un sistema MacPherson, rivisto con una molla di ri-estensione, capace di migliorare la risposta del veicolo e di mantenere il contatto con l'asfalto anche in condizioni estreme, come la marcia su terreni dissestati e in fuoristrada.

In off-road, il SUV riconfermava le sue grandi capacità, non entrando mai in difficoltà e marciando su terreni sconnessi anche con un filo di gas, facendo apparire passaggi difficili come fin troppo semplici da affrontare. La trazione integrale Subaru consentiva di "sgusciare via" a una velocità sovrumana in qualsiasi condizione. Il corpo vettura equilibrato, grazie anche al telaio molto rigido, imbrigliava la potenza del motore. L'assenza del "culo" tipico della Impreza la rendeva molto simile a una Hot Hatch, ovvero agile e reattiva nonostante i 1480 kg di peso. Questo era il prezzo da pagare per la trazione integrale, abbinata al VDC (Vehicle Dynamics Control), un sistema elettronico che funzionava come un rudimentale "torque vectoring by braking", frenando le ruote sullo stesso asse per ridistribuire la coppia. A gestire la ripartizione della coppia automaticamente tra anteriore e posteriore c'era invece un differenziale centrale meccanico a slittamento limitato.
Una novità d’impatto per quanto concerne l’interno della Forester si riferiva ai sistemi di connessione di bordo. A partire dalla nuova unità posta in consolle, che si interfacciava con il guidatore attraverso dei nuovi display centrali a sfioramento, era stata messa a punto una user interface che richiamava quella degli smartphone, integrando scorrimento, pressione rapida e pressione prolungata. L'ultimo dei tre step integrava un sistema di navigazione satellitare GPS, in grado di utilizzare la funzione “pinch-to-zoom”, ovvero il tocco di pollice e indice per ingrandire o ridurre il livello di zoom sulle mappe del percorso impostato.
L'Addio all'EJ20 e la Transizione verso Nuovi Propulsori

Dopo oltre quarant’anni di presenza sulle scene automobilistiche mondiali, si chiude un capitolo epocale per Subaru con l'abbandono dell'iconico propulsore EJ20. Questo 2.0 litri turbo quattro cilindri boxer ha incarnato lo spirito sportivo del marchio giapponese, scandendo vittorie memorabili nei rally e nei campionati più prestigiosi. La sua uscita di scena è un momento carico di emozione per gli appassionati, che ricordano il suo sound ruvido e inconfondibile.
La transizione verso una nuova generazione di motori segna una svolta importante. Nasce così il motore boxer da 3.0 litri, sei cilindri twin turbo, inizialmente progettato per le gare della categoria GT300. Questo propulsore promette una potenza compresa tra 450 e 500 CV, ma la vera novità risiede nella filosofia costruttiva: Subaru mantiene il suo inconfondibile motore boxer, con baricentro ribassato, una scelta tecnica che continua a garantire una dinamica di guida superiore e una distribuzione ottimale delle masse.
Nonostante il cambiamento possa suscitare un pizzico di nostalgia, la decisione di Subaru non è stata presa alla leggera. Il quattro cilindri ha scritto pagine memorabili nella storia delle corse, ma l’evoluzione tecnologica e le nuove esigenze di prestazioni impongono un salto di qualità. Naturalmente, le sfide non mancano. Il nuovo propulsore implica costi più elevati, una maggiore complessità costruttiva e la necessità di rispettare normative ambientali sempre più stringenti. Tuttavia, Subaru non è nuova a questi ostacoli: la storia del marchio è costellata di innovazioni coraggiose e scelte tecniche all’avanguardia.
Tra gli ingegneri e i tecnici Subaru prevale un cauto ottimismo: il nuovo sei cilindri boxer è visto come la chiave per mantenere la competitività nelle categorie professionistiche. In particolare, la gestione termica, la distribuzione dei pesi e la continuità nell’erogazione della potenza sono aspetti decisivi che il nuovo propulsore affronta con soluzioni innovative.
Resta però aperta una domanda fondamentale: quali saranno le ricadute di questa evoluzione sulla gamma stradale? Gli scenari più affascinanti ipotizzano il ritorno di una versione ad alte prestazioni erede della mitica WRX STI, oppure lo sviluppo di una nuova coupé sportiva in collaborazione con Toyota. La chiusura del capitolo EJ20 coincide con l’inizio di una nuova era per Subaru. Il nuovo motore boxer sei cilindri rappresenta una scelta strategica, capace di rafforzare la presenza del marchio nelle competizioni come il Super GT e di alimentare il sogno degli appassionati di auto sportive in tutto il mondo.
La Nuova Generazione Crosstrek: Un Futuro Ibrido e Tecnologico

Parallelamente all'evoluzione dei propulsori, Subaru ha presentato la nuova generazione della crossover XV, che cambia nome in Crosstrek. Inizialmente destinata al mercato giapponese, arriverà anche in altri mercati nella seconda parte del 2023. Questa vettura porta con sé numerose novità, soprattutto in termini di sicurezza ed estetica.
Il design della nuova Subaru Crosstrek è un'evoluzione del modello precedente, senza sconvolgerne le linee. La carrozzeria si distingue per le linee spigolose, enfatizzate dalle protezioni in plastica grezza presenti su passaruota, paraurti e fascione, che in questa generazione sono ancora più vistose. Complessivamente, la nuova Crosstrek presenta un design robusto che sottolinea la sua natura di 4x4. Dal punto di vista dimensionale, la vettura è lunga 448 cm (1,5 cm in più del modello precedente), larga 180 cm e alta 158 cm, con un passo di 2,67 cm (il medesimo della precedente). Ottima la luce da terra, pari a 200 mm.
L'abitacolo della Subaru Crosstrek, pur essendo stato completamente rivisto, sposa in pieno la filosofia del razionalismo giapponese. Si privilegia la concretezza rispetto a materiali ricercati, ma la casa dichiara comunque di aver fatto un passo in avanti per quanto riguarda la qualità dei materiali e dell'insonorizzazione, grazie all'impiego di nuovi fonoassorbenti. Al centro della plancia spicca il grande display che si estende in verticale e ha un diametro di 11,6”.
Nonostante non siano state diffuse informazioni dettagliate sui motori, Subaru si è limitata a dichiarare che la Crosstrek impiegherà il noto sistema di trazione integrale della casa e che sarà equipaggiata con un nuovo propulsore boxer ibrido, che associa un 2 litri benzina a un'unità elettrica. La nuova Subaru Crosstrek è basata sulla piattaforma Subaru Global Platform, che è stata migliorata. Secondo quanto dichiarato dal costruttore, sfruttando le soluzioni adottate su Levorg e WRX, il telaio è stato irrigidito.
La funzione "L" (Low) del cambio automatico CVT Lineartronic di SUBARU
Queste innovazioni mostrano come Subaru stia guardando al futuro con una strategia chiara, abbandonando il diesel in favore di motorizzazioni più in linea con le esigenze ambientali e tecnologiche attuali, pur mantenendo saldi i pilastri che l'hanno sempre contraddistinta nel panorama automobilistico mondiale.