Subaru Impreza 555: Un'Icona del Rally Montecarlo e Oltre

L'epopea della Subaru Impreza nel mondo dei rally è una storia di passione, innovazione e successi che ha affascinato gli appassionati per decenni. In particolare, la versione Impreza 555, con la sua livrea distintiva e le sue prestazioni mozzafiato, è diventata sinonimo di un'era d'oro per il marchio giapponese nel Campionato del Mondo Rally (WRC). Questo articolo ripercorre le tappe salienti della sua carriera, dal debutto alla sua evoluzione, analizzando le sfide, le vittorie e l'impatto duraturo che ha avuto sul panorama del motorsport.

L'Esordio e la Nascita di una Leggenda

L'esordio della Impreza nel mondo dei rally avvenne nel 1993. La Legacy RS, sua "antenata", era infatti divenuta poco competitiva rispetto alle avversarie Ford Escort Cosworth e Toyota Celica ST185. Di fronte a questa crescente disparità prestazionale, il Subaru World Rally Team, il reparto corse della casa delle Pleiadi, incaricò la Prodrive, rinomata officina britannica specializzata in elaborazioni sportive, di preparare la nuova Subaru Impreza secondo i regolamenti del Gruppo A. L'obiettivo era chiaro: creare una vettura in grado di competere ai massimi livelli e riportare Subaru sul tetto del mondo dei rally.

Il suo debutto ufficiale nel Campionato del Mondo Rally avvenne in occasione del prestigioso Rally di Finlandia. Alla guida di questa pionieristica Impreza si alternarono alcuni dei piloti più talentuosi dell'epoca: Ari Vatanen, Markku Alén e il compianto Colin McRae. Questi nomi leggendari contribuirono fin da subito a forgiare la reputazione della Impreza come una macchina da competizione di prim'ordine, capace di sfidare le migliori vetture sul mercato.

Subaru Impreza 555 in azione su sterrato

La prima vittoria assoluta per la Impreza nel WRC arrivò l'anno seguente, nel 1994, in occasione del Rally dell'Acropoli. Fu lo spagnolo Carlos Sainz, già due volte campione del mondo, a portare la vettura giapponese sul gradino più alto del podio in una delle gare più dure e selettive del calendario. Sainz disputò una stagione eccezionale, dimostrando il potenziale della Impreza e lottando per il titolo mondiale fino all'ultima gara. La competizione fu serratissima, con un gran duello contro la Toyota Celica ST185 di Didier Auriol. La stagione fu entusiasmante ed entrambi i piloti di punta di Subaru lottarono per il mondiale, ottenendo complessivamente 5 vittorie in 8 gare (tre per Sainz e due per McRae). Nonostante il grande impegno e le performance di alto livello, il titolo piloti sfuggì per un soffio.

L'Era d'Oro della 555 e i Primi Titoli

Il nome "555" divenne indissolubilmente legato alla Subaru Impreza grazie alla sponsorizzazione della State Express 555, una marca di sigarette. Questa partnership portò con sé una livrea iconica, caratterizzata da un blu profondo e dal logo dorato della sponsorizzazione, che divenne un simbolo riconoscibile in tutto il mondo del rally.

La stagione 1995 segnò un punto di svolta cruciale. Colin McRae, con la sua guida aggressiva e spettacolare, conquistò il titolo mondiale piloti, diventando il primo britannico a raggiungere tale traguardo. McRae ottenne 3 vittorie che però, con altrettanti incidenti, non bastarono a conquistare in titolo, che venne vinto da Tommi Mäkinen su Mitsubishi. Questa vittoria non solo consacrò McRae come una leggenda del rally, ma elevò ulteriormente lo status della Impreza 555 nell'immaginario collettivo.

Nonostante i successi, la competizione nel WRC era in costante evoluzione. Le normative tecniche cambiano frequentemente, spingendo i costruttori a sviluppare vetture sempre più performanti. Nel 1997, a causa dei mutati regolamenti riguardanti le vetture nel Campionato del mondo rally, l'Impreza 555 abbandonò le scene in favore della sua diretta sostituta, denominata Impreza WRC97 (nome in codice 22B). Questa nuova generazione segnò un ulteriore passo avanti in termini di tecnologia e prestazioni.

La WRC97 si presentò subito come estremamente competitiva. Nelle prime tre gare del campionato, i piloti Subaru, guidati da Piero Liatti, Kenneth Eriksson e Colin McRae, ottennero vittorie rispettivamente a Montecarlo, in Svezia e in Kenya. Questi successi iniziali alimentarono le speranze di un nuovo dominio Subaru. Tuttavia, la vettura iniziò a mostrare qualche crepa nella sua armatura. La competizione si intensificò con l'arrivo di nuove e agguerrite avversarie, in particolare la Toyota Corolla WRC e la Mitsubishi Lancer Evolution V. La vettura, sebbene ancora veloce, sembrava aver perso parte della sua competitività iniziale, surclassata dalle nuove proposte dei rivali. Complice anche la forma non proprio ottimale di Liatti e qualche problema tecnico di troppo, la Subaru, dopo 3 anni consecutivi di lotta per il vertice, dovette cedere il passo, passando dal primo al terzo posto nella classifica costruttori, superata da Mitsubishi e Toyota. Nonostante queste difficoltà, il finale di stagione di Richard Burns fu comunque incoraggiante in vista della stagione successiva, lasciando intravedere il potenziale per un futuro ritorno alla vittoria.

Colin McRae celebra una vittoria con la Subaru Impreza 555

L'Evoluzione Continua: Dalla P2000 alla 44S

Il nuovo millennio portò con sé un rinnovato slancio per Subaru nel WRC. Nel 2000, debuttò un'evoluzione significativa della vettura denominata P2000. Questa nuova incarnazione della Impreza WRC si presentava rinnovata per l'80% dei componenti rispetto alla precedente generazione e fu sviluppata tenendo già conto degli sviluppi che avrebbero caratterizzato la futura 44S del 2001. Il tecnico responsabile di questo ambizioso progetto fu il belga Christian Loriaux, una figura che in seguito divenne una mente brillante dietro ai successi della Ford nel WRC.

Il rinnovamento della vettura si dimostrò proficuo. Richard Burns disputò una stagione eccezionale, ottenendo ben quattro vittorie. Nonostante le sue prestazioni di altissimo livello, Burns dovette arrendersi solo all'ultima gara, perdendo il titolo piloti a favore del finlandese Marcus Grönholm, su Mitsubishi. Questa stagione dimostrò la ritrovata competitività della Subaru e il talento di Burns, ma anche la ferocia della competizione nel WRC.

In concomitanza con la presentazione della seconda generazione dell'Impreza (con codice di telaio GD), la WRC2001 ricevette una carrozzeria completamente nuova. Questa non differiva solo nel design, ma segnava anche il ritorno, da parte di Subaru, all'utilizzo di una berlina a 4 porte dopo quattro anni di impiego dell'Impreza versione coupé. Nacque quindi la nuova generazione di Impreza WRC, quella che va sotto il nome in codice di 44S.

Per quanto concerne il lato tecnico, furono gli stessi ingegneri Subaru a sottolineare quanto profondo fosse il "carry-over" tecnico compiuto dalla P2000 alla WRC2001. La P2000, di fatto, presentava gran parte delle evoluzioni tecnologiche che caratterizzarono la nuova 44S. La P2000 aveva dimostrato un'ottima competitività, tanto da poter essere considerata la migliore Impreza WRC mai costruita, un vero e proprio banco di prova per la successiva generazione. Eppure, la 44S non riuscì a raccogliere gli stessi successi della vettura precedente, almeno nella prima parte della sua carriera.

Nella prima metà della stagione 2001, la WRC2001 accusò una serie di guasti tecnici che minarono il successo del campionato. Nella prima parte di campionato i numerosi problemi tecnici sembrarono inabissare le pretese del Subaru World Rally Team, il quale, all'inizio della stagione, si presentava come il maggior aspirante al titolo costruttori. Ma a partire dal Rally d'Argentina, le cose cominciarono a migliorare in modo significativo. Richard Burns e Robert Reid terminarono la gara al secondo posto, conquistando poi altri quattro secondi posti nel corso della restante parte del campionato, più una vittoria nel Rally di Nuova Zelanda.

La storia della subaru wrc s7 / planete video parte 1

Questi risultati, sebbene non eclatanti come le vittorie a raffica, furono sufficienti per conquistare il titolo di campioni del mondo piloti con Richard Burns. Ma per capire quanto sul filo del rasoio sia stata questa vittoria, basta dare uno sguardo all'ultimo appuntamento della stagione: il Rally di Gran Bretagna. Quattro piloti arrivarono a questa gara con la possibilità matematica di vincere il titolo: Carlos Sainz, Tommi Mäkinen, Colin McRae e Richard Burns. Di questi, Burns era quello con le minori chance. Poi l'imprevedibile: Burns/Reid arrivarono solo terzi, ma gli altri tre contendenti si ritirarono tutti. Il risultato finale fu sorprendente: Tommi Mäkinen terminò terzo con 41 punti, Colin McRae secondo con 42, e Richard Burns primo con 44. Un titolo conquistato con una sola vittoria e con il punteggio più basso nella storia del Campionato Mondiale Rally, a testimonianza di una stagione incredibilmente combattuta e ricca di colpi di scena.

La WRC2002 e la Conquista del Titolo Costruttori

La stagione 2002 vide l'introduzione della WRC2002, conosciuta internamente in Prodrive con il nome in codice S8. Questa vettura fece la sua prima comparsa al terzo evento del campionato, il Tour de Corse, succedendo quindi al precedente modello. Esternamente, la WRC2002 era praticamente identica alla WRC2001, ma era riconoscibile da quest'ultima per un piccolo particolare: la lama sotto al paraurti anteriore passò dal carbonio alla vetroresina. Al di là di questo, si poteva notare la scomparsa della presa d'aria sul tetto dopo l'ottavo round, il Safari Rally.

Per quanto concerne la tecnica del veicolo, furono apportate modifiche significative ai condotti di scappamento, al volano e al turbo, con l'obiettivo di incrementare la coppia tra i 4500 e i 5000 giri al minuto, migliorando così la spinta ai medi regimi.

Nel 2002, il team Subaru fece un acquisto di altissimo profilo: Tommi Mäkinen, quattro volte campione del mondo con la Mitsubishi, affiancò il giovane e talentuoso Petter Solberg. Le aspettative per la stagione furono quindi molto alte, e sembrarono essere confermate in pieno fin dal primo evento. Difatti, Mäkinen, vincitore a Monte Carlo nei tre anni precedenti, portò avanti la sua personale striscia positiva e, dopo una dura battaglia contro il rivale Sébastien Loeb, conquistò la sua quarta vittoria consecutiva nel piccolo principato.

Petter Solberg al volante della Subaru Impreza WRC

Purtroppo per Subaru, questo si rivelò essere un vero e proprio fuoco di paglia. Nelle tre gare successive, Mäkinen collezionò ben tre ritiri. Successivamente, il pilota finlandese riuscì ad andare a punti solo in altre quattro occasioni: un terzo posto a Cipro, un sesto posto in Finlandia, un altro terzo posto in Australia e un quarto posto nell'evento conclusivo in Gran Bretagna. Le prestazioni altalenanti di Mäkinen, sebbene celebrate per la vittoria iniziale, non furono sufficienti a garantire un campionato al top per il team.

La WRC2003 rappresentò un ulteriore affinamento del progetto. L'aerodinamica beneficiò di un nuovo paraurti anteriore e di una nuova ala posteriore dotata di deflettori longitudinali capaci di convogliare al meglio il flusso d'aria dietro la vettura. Il telaio venne irrigidito e le modifiche al motore migliorarono la coppia ai medi e bassi regimi, rendendo la vettura più gestibile e performante su una gamma più ampia di condizioni.

Petter Solberg iniziò la stagione in sordina, ma la sua determinazione fu premiata. Vinse in estate il Rally di Cipro e, a settembre, il Rally d'Australia, dopo un bellissimo duello con il rivale di tutta una stagione, Sébastien Loeb, durato per l'intera gara. In realtà, la stagione fu abbastanza travagliata, e la lotta per il titolo si risolse all'ultima gara con un distacco in classifica di un solo punto.

Non è sbagliato pensare che la vittoria del norvegese debba essere attribuita maggiormente a una combinazione di fattori fortunati e a una strategia vincente delle gomme Pirelli. La Citroën, principale rivale, incontrò problemi negli ultimi tre o quattro eventi, inclusa una strategia del team francese per la conquista del titolo che si rivelò poco efficace. Raramente si è visto un pilota beneficiare di così tanti eventi fortunati. Basti pensare che al terzultimo rally, il Tour de Corse, un enorme nubifragio si abbatté sull'isola e solo Subaru aveva pneumatici idonei. Così, dopo una partenza disastrosa con un incidente durante lo shakedown, Solberg vinse la gara mentre il suo diretto avversario Loeb uscì di strada. Al penultimo evento, il Rally de Cataluñya y Costa Brava, Loeb perse la leadership della gara durante l'ultima speciale a favore di Gilles Panizzi per colpa di una scelta sbagliata delle gomme, e Carlos Sainz venne ritardato da un guaio elettronico, così che Solberg riuscì a prendere 4 punti insperati. All'ultimo evento, il Wales Rally GB (il vecchio RAC), Sainz dovette ritirarsi al primo stage quando la videocamera posta a bordo prese fuoco, e Citroën disse a Loeb di rallentare per cercare di salvaguardare il titolo costruttori, che veniva insidiato da Peugeot. Il suo compagno di squadra Tommi Mäkinen, colui sul quale erano concentrate le maggiori aspettative, finì invece la stagione con un modesto nono posto in classifica.

Nonostante le sfide e le fortune alterne, la WRC2003 segnò un capitolo importante nella storia di Subaru, con Petter Solberg che conquistò il suo primo titolo mondiale piloti, dimostrando la tenacia e la capacità di recupero del team.

Gli Ultimi Anni e l'Eredità Duratura

Nel Campionato del mondo rally 2004, Petter Solberg venne affiancato dal finlandese Mikko Hirvonen e dal suo copilota Jarmo Lehtinen. Subaru conquistò il terzo posto nel mondiale costruttori, mentre Solberg arrivò secondo nel mondiale piloti grazie a cinque vittorie ottenute in Nuova Zelanda, Grecia, Giappone, Italia e la terza vittoria consecutiva al Rally di Galles. Hirvonen, invece, non riuscì ad andare oltre la settima piazza in campionato, un risultato che gli costò il mancato rinnovo del contratto per la stagione del 2005.

Nel Campionato del mondo rally 2005, Solberg si era ormai conquistato il primo posto in squadra, e accanto a lui venne stavolta ingaggiato Chris Atkinson. Dopo una prima parte di campionato molto promettente, anche quest'anno Solberg dovette comunque accontentarsi del secondo posto dietro a Loeb, e per di più a pari merito con Marcus Grönholm, un altro segnale della crescente competitività dei rivali.

Nel 2006, i piloti vennero riconfermati, e nonostante la scuderia concluse al terzo posto dietro a Ford e Citroën su 6 partecipanti, l'annata si rivelò avara di risultati. La Subaru non riuscì ad aggiudicarsi alcuna gara, un dato preoccupante per un team che aveva abituato il pubblico a successi e lotte per il titolo. Anche nel 2007 la situazione non cambiò: le Ford e le Citroën si dimostrarono inarrivabili nel corso della stagione. Subaru concluse al 3º posto nei costruttori, mentre Solberg arrivò 5º nella classifica piloti e Atkinson 7º.

Il 2008 vide la Subaru concludere per l'ennesima volta al 3º posto nella classifica costruttori, ma senza riuscire a vincere nessuna gara. Solberg si classificò 6º. Questi risultati, sebbene non disastrosi, segnalavano una crescente difficoltà nel competere ai massimi livelli contro i team ufficiali più supportati e tecnologicamente avanzati.

Nonostante la fine del programma ufficiale WRC di Subaru nel 2008, l'eredità della Subaru Impreza nel mondo dei rally è indelebile. La vettura, in tutte le sue evoluzioni, ha lasciato un segno profondo nella storia del motorsport, grazie alle sue prestazioni, all'iconica livrea 555, e ai piloti leggendari che l'hanno portata al successo. La Impreza non è stata solo un'auto da rally; è diventata un simbolo di determinazione, innovazione e passione per il marchio Subaru, continuando a ispirare nuove generazioni di piloti e appassionati. La sua storia, fatta di sfide, trionfi e un'evoluzione costante, rimane un capitolo fondamentale nella cronaca del Campionato del Mondo Rally.

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