La Subaru Impreza WRX STI, e in particolare la sua incarnazione più recente, continua a fare onore alle sue antenate, affermandosi come una vettura sportiva per "veri piloti". Fin dal suo debutto nel 1992, la Subaru Impreza è stata concepita per sostituire la ormai obsoleta Subaru Leone, ereditando dalla Legacy la nuova gamma di motori denominata EJ. L'architettura meccanica di base è rimasta fedele alla tradizione Subaru: motore boxer longitudinale e trazione integrale permanente, sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a quadrilatero deformabile, soluzioni che permettono all'Impreza di avere una disposizione simmetrica degli organi meccanici e un baricentro molto basso.

Potenza e Meccanica della Quarta Generazione
La quarta generazione della sportivissima quattro porte giapponese, la Subaru WRX 2.5 STI, si presenta con un motore 2.5 turbo a benzina da 300 CV e trazione integrale. Questo connubio assicura un grip eccezionale e una notevole efficacia e sicurezza nella guida al limite, supportata da freni potenti. La vettura è definita una vera "belva da misto", velocissima ed estremamente sicura. Un dettaglio apprezzato dai piloti è la possibilità di passare dalla regolazione automatica della ripartizione della trazione fra i due assi a quella manuale. Tuttavia, la guida è piuttosto "fisica" e può risultare affaticante, anche a causa del cambio manuale a sei marce dagli innesti contrastati (l'unico disponibile) e della frizione dura da premere.
Guida una Subaru Impreza WRX STI in pista con Adrenalinika
A partire dal 2014, la denominazione WRX è stata utilizzata per definire la berlina prodotta in sostituzione di Subaru Impreza. Dal punto di vista tecnico, la Subaru WRX adotta un nuovo motore con iniezione diretta e turbocompressore, collocato nell'avantreno dell'auto, caratteristica che rende più basso il baricentro della vettura, misurando 500 mm. Questo nuovo propulsore è un 2.0 denominato FA20F, che si discosta per la prima volta dalla derivazione dei motori EJ di serie. Il tradizionale cambio manuale a cinque marce è stato sostituito da uno a sei marce, con la possibilità di optare per un cambio automatico a variazione continua comandato da palette al volante.
Design Esterno e Interni: Sportività e Funzionalità
Come sempre appariscente, l'aerodinamica della Subaru WRX 2.5 STI è caratterizzata da una presa d'aria nel cofano e un alettone posteriore. Lunga 460 cm, la Subaru WRX 2.5 STI offre un abitacolo spazioso, sia nella zona anteriore, dove si siede su avvolgenti sedili sportivi (con sovrapprezzo rivestiti in pelle bicolore), sia dietro, dove il divano può ospitare tre adulti. La capacità del baule di 460 litri è soddisfacente e aumentabile reclinando lo schienale del divano. In rapporto al prezzo dell'auto, però, alcuni dettagli interni possono apparire poco ricercati.
Il design della Subaru WRX non è molto moderno ma vistoso, caratterizzato da un grande alettone posteriore, quattro terminali di scarico e un cofano motore con un'ampia presa d'aria. L'abitacolo, sebbene caratterizzato in chiave sportiva, non eccelle nella cura dei dettagli ma è funzionale, con molti portaoggetti e spazioso anche nella parte posteriore. Volante rivestito in pelle (in parte traforata) e con corona schiacciata inferiormente, pedaliera con metallo a vista, e un pannello aggiuntivo sopra la consolle nel quale possono essere richiamate varie funzioni, come il manometro del turbo o i valori di consumo, definiscono l'interno della Subaru WRX 2.5 STI. Una manopola e alcuni tasti nel tunnel consentono le regolazioni elettroniche del motore e del differenziale centrale, le cui impostazioni sono mostrate nel display del grintoso cruscotto.
Abitabilità e Bagagliaio: Sorprendente Praticità per una Sportiva
I comodi e avvolgenti sedili di serie sono anche riscaldabili, ma per avere i rivestimenti in pelle bicolore e le regolazioni elettriche è necessario acquistare specifici accessori. Lo spazio non manca nemmeno dietro, dove ci si accomoda su un divano dalle sedute laterali ampie e lunghe, progettate per meglio sostenere le cosce. Nonostante l'imbottitura poco generosa e il mobiletto che spunta fra le poltrone, non è sacrificato nemmeno il posto centrale. La praticità sorprende in una sportiva di questo rango: anche se il cassetto di fronte al passeggero è piccolo e poco rifinito (assente pure l'illuminazione), la dovizia di portaoggetti è notevole, tra i quali risultano davvero pratici quelli alla base della consolle e nel tunnel, dotati di saracinesca.
La soglia del bagagliaio non è vicinissima a terra (69 cm) e forma un gradino di 15 cm rispetto al pavimento, ma la bocca del vano della Subaru WRX 2.5 STI è ampia e l'accesso è agevole. Il rivestimento preformato interno non è particolarmente raffinato. I 460 litri di capacità, un valore in linea con quello delle berline di lunghezza simile, non sono pochi, ma per sfruttarli al meglio è consigliabile utilizzare borse morbide. Il divano con schienale diviso in due sezioni asimmetriche è pratico; abbattendolo, si ottiene un piano lungo 198 cm e privo di gradini, che permette di stivare agevolmente anche oggetti lunghi.
Esperienza di Guida: Tra Asfalto e Prestazioni Estreme
Il regno della Subaru WRX STI sono i percorsi ricchi di curve, dove questa giapponese può mettere a frutto le qualità del telaio e l'eccellente abbinamento tra il vigoroso motore e l'evoluto sistema di trazione integrale. I molti cavalli vengono scaricati al suolo in modo sempre efficace e sicuro. Per essere una sportiva, si rivela sufficientemente comoda: anche se rigide, le sospensioni non sono troppo "secche" sullo sconnesso, e la voce del motore, dal timbro gradevole, non si rivela fastidiosa nemmeno a velocità autostradale.

In città, il 2.5 boxer è equilibrato e non disturba affatto con le vibrazioni, ricordando la sua presenza con una sonorità davvero coinvolgente anche a bassa andatura. L'erogazione è "trattabile", ma nel traffico si soffre per la frizione affaticante e per il cambio dagli innesti poco fluidi, seppure rapidi e netti. I consumi rilevati si attestano a 8,9 km/l. Nelle manovre si soffre per il raggio di sterzo elevato, che costringe a lavorare parecchio col volante, mentre la visuale è buona anche dietro, nonostante l'alettone.
Fuori città, l'elettronica funziona a dovere e agendo sulle regolazioni si può tarare la vettura in funzione dei propri gusti. La rapidità di risposta ai comandi è elevatissima e non si soffre mai di carenza di grip. Più composta delle precedenti edizioni nelle reazioni al limite, la WRX si lascia indirizzare con buona precisione grazie allo sterzo solido e diretto, ed eccelle pure in frenata. Esaltante la progressione del motore, dal quale, comunque, non si possono pretendere grandi economie di benzina (12,2 km/l rilevati). Un tasto a sinistra della plancia permette di disattivare in parte o del tutto l'Esp e il Torque Vectoring, il dispositivo che agevola l'inserimento in curva frenando leggermente la ruota anteriore interna.
In autostrada, in relazione al suo "tasso di sportività", la Subaru WRX 2.5 STI permette di affrontare viaggi impegnativi con un comfort non disprezzabile. Le sospensioni sono rigide, ma la loro capacità di assorbire i rattoppi è perlomeno sufficiente. Non deludono nemmeno l'insonorizzazione (il rombo del motore è sempre percettibile nell'abitacolo, ma non ha un timbro fastidioso) e la conformazione dei sedili, che non affaticano nemmeno dopo parecchie ore di guida. Ovviamente, la precisione ad alta velocità è inappuntabile, mentre in rapporto ai cavalli a disposizione ci si sarebbe aspettati qualcosa di meglio in fatto di ripresa. La trazione integrale permanente, inoltre, non aiuta a contenere la richiesta di carburante (9,6 km/l).
Equipaggiamento e Sicurezza: Dotazione Completa ma con Dettagli da Migliorare
Anche se i risultati dei crash test Euro NCAP non sono stati ancora resi noti, la Subaru WRX offre una dotazione completa, ancorché priva degli ausili di guida di ultima generazione disponibili, almeno come optional, per berline d'impostazione meno sportiva. Oltre al raffinato sistema di trazione integrale, l'equipaggiamento standard include sette airbag (compreso quello per le ginocchia del guidatore) e i fari full-led. Curiosamente, per avere i fendinebbia si deve acquistare un costoso pacchetto di accessori del quale fanno parte anche i sedili in pelle, il navigatore con retrocamera, un raffinato impianto hi-fi con 9 altoparlanti e il tetto apribile. Di serie sono inclusi anche gli attacchi Isofix, il cruise control e il vivavoce Bluetooth.

La Subaru WRX 2.5 STI è sicura anche in virtù della progressività delle reazioni al limite, capace di un eccellente grip sull'asfalto, asciutto o bagnato che sia, grazie anche al raffinato sistema di trazione integrale e ai freni potentissimi.
La Storia dell'Impreza WRX STI: Un'Evoluzione Costante
La storia della Subaru Impreza, e in particolare delle sue versioni WRX STI, è ricca di evoluzioni e innovazioni. Nel 1992, l'Impreza fu chiamata a sostituire la ormai obsoleta Subaru Leone. Dalla Legacy, l'Impreza ha subito ereditato la nuova gamma di motori denominata EJ. L'architettura meccanica di base è quella usuale di casa Subaru: motore boxer longitudinale e trazione integrale permanente (o anteriore su alcuni modelli base), sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a quadrilatero deformabile. Queste soluzioni permettono all'Impreza di avere una disposizione simmetrica degli organi meccanici ed un baricentro molto basso.
Le Prime Generazioni e le Edizioni Speciali
Il primo restyling esterno è datato al 1997 e quello sugli interni al 1998. Nello stesso anno, è stata commercializzata una versione a tiratura limitata (200 esemplari numerati) della Impreza Turbo, chiamata "WWW", ovvero World Wide Winner. Questa versione, disponibile esclusivamente in blu con cerchi oro, presentava sedili in pelle nabuck con numerazione progressiva cucita a mano, pannelli delle portiere rivestiti in nabuck, ghiera del cambio in alluminio con scritta "World Wide Winner", labbro sul paraurti anteriore della "Orciari", alettone posteriore sempre della "Orciari" in condivisione con la WRX STI Version IV giapponese, stemma anteriore di colore rosa (l'unica commercializzata in Italia con tale colore) e alcuni particolari interni in carbon look.
Sempre nel 1998, fu lanciata la versione speciale 22B STI, per commemorare i 40 anni di attività della Subaru e festeggiare il titolo mondiale rally conquistato l'anno precedente. Ne furono costruite 424, con caratteristiche meccaniche analoghe alla controparte da gara, tra cui spiccava la carrozzeria a due porte esclusiva (unica Impreza mai costruita in questa configurazione), passaruota allargati e sviluppata in collaborazione con la Prodrive. Il propulsore era un 2.2 boxer Master-4 DOHC Turbo da 276 CV. L'origine del nome 22B è stato spesso discusso: "22" dovuto al passaggio a 2,2 litri e "B" alla sospensione Bilstein.
Nello stesso anno venne lanciata la Impreza Wagon STI Version 5, costruita per il solo mercato nipponico, implementando un propulsore STI Blueprinted dalla potenza di 280 CV, un impianto frenante costituito da freni a disco, un nuovo cofano motore con prese d'aria maggiorate e un nuovo spoiler posteriore.
Nel 1999 fu commercializzata la serie limitata "WRX Plus" esclusivamente di colore grigio con cerchi oro (gli stessi della versione WWW), interni in alcantara blu e nero come i pannelli delle portiere. La particolarità più importante è che riportava il numero progressivo sulla ghiera del cambio (100 esemplari prodotti). Questa versione era l'unica che aveva di serie i tre manometri al posto del "portaguanti".
Le Versioni STI: Un Dettaglio Tecnico
Le versioni STI (Subaru Tecnica International) sono state commercializzate con numeri consecutivi. Un altro modo per conoscere la versione di un WRX STI è quello di guardarne il codice telaio. I codici sedan erano GC8, i coupé GM8 e quelli station wagon GF8, seguiti da una lettera da A a G. La composizione del codice è la seguente: G - acronimo di Impreza, C - berlina, M - coupé, F - station wagon, 8 si distingue per il motore turbo 2.0 L.
Versione 1 (10/92 - 08/94) - GC8A / B (JDM): La prima STI era conosciuta semplicemente come “WRX STI”. Aveva 250 CV (184 kW) a 6500 giri, 309 Nm a 3500 rpm e pesava 1230 kg, motore closed deck. La WRX STI Type RA aveva 275 CV (202 kW) e 319 Nm di coppia.
V2 (09/94 - 08/96) - GC8C: La potenza del motore regolare della STI si attestò a 275 CV (202 kW) e 319 Nm di coppia. Questo fu l'anno in cui Subaru iniziò a dipingere sulle STI il collettore di aspirazione rosso. La vettura pesava 1.240 kg e aveva cerchi dorati. L'edizione limitata “V-Limited” STI celebrava le vittorie nel WRC. Furono prodotte 1000 WRX STI versione 2 V-Limited.
V3 (09/96 - 08/97) - GC8D: Il motore fu notevolmente aggiornato e soprannominato “Boxer Master 4”. Sviluppava circa 300 CV ma fu limitato a 280 CV (210 kW) con coppia a 4000 rpm di 343 Nm. La vettura pesava 1250 kg. Con la versione 3 ebbe inizio la versione coupé della WRX STI, chiamata “WRX STI Type R”, scelta da Prodrive per il WRC perché più piccola, leggera e rigida.
V4 (09/97 - 08/98) - GC8E: Motore EJ20K, open deck.
V5 (09/98 - 08/99) - GC8F: Primissima versione dell’EJ207, open deck. La potenza rimase a 280 CV. Il layout del motore, soprannominato “Boxer Phase II”, fu reso più pulito. La WRX STI pesava 1.270 kg.
V6 (09/99-08/00) - GC8G: Motore EJ207, ancora open deck. La potenza rimase la stessa.
L'Era "New Age" e le Ultime Revisioni
La seconda versione della compatta Subaru vide la luce nel 2001 e ne rappresentò la prima profonda revisione. L'impostazione meccanica di fondo non venne intaccata, ma intorno a quella tutto venne modificato, migliorato ed accresciuto. Le dimensioni erano più importanti: lunghezza ed altezza crebbero entrambe di 6 cm ciascuna, mentre passo e larghezza rimasero praticamente invariate. L'assetto era nuovo e traeva vantaggio dall'esperienza maturata nei rally.
Nel 2001 la linea Impreza fu completamente aggiornata. Il telaio fu rinforzato del 120% per una maggiore rigidità torsionale. La WRX STI aveva cerchi da 17″x7.5″ in lega, mentre il precedente cambio manuale a 5 marce fu sostituito dal 6mt progettato da STI. Il motore (EJ207) fu mantenuto dalla V6 STI e aveva ora blocco “semi closed”; i turbocompressori erano sempre IHI. L'interno fu aggiornato con un logo STI sulla strumentazione.
Le revisioni di fabbrica A e B, prodotte dal 02/01/2001 al 31/10/2002, sono denominate V7. Da questa versione in poi, tutti i motori STI saranno Dual AVCS e con intercooler di dimensioni maggiori. I pistoni e anche le bielle sono forgiati in tutte le versioni, ad eccezione (rarissima) di alcuni modelli dedicati al mercato Nord Americano, che poi ha adottato subito il 2,5 litri.
Le revisioni di fabbrica C e D, dal 09/01/2002 al 31/05/2004, sono denominate V8. Da questa versione l’albero motore in acciaio forgiato è stato “double crossdrilled” e indurito per induzione e le turbine delle versioni JDM saranno in seguito sempre e soltanto twin scroll con collettori equal length. I pistoni NON sono forgiati in nessuna versione V8, ma sono in lega ipereutettica.
Le revisioni di fabbrica E, F, G, dal 01/03/2004 al 30/04/2007, sono denominate V9. I V9 hanno camme aggiornate e generalmente tutte le componenti migliorate.
Al Salone dell'automobile di Francoforte del 2007, Subaru ha presentato la terza generazione della Subaru Impreza, la quale abbandona la classica forma a tre volumi per abbracciare il nuovo andamento hatchback a due volumi con portellone posteriore. La configurazione meccanica di base è sempre la stessa: motore boxer longitudinale a 4 cilindri e trazione integrale su tutte le versioni.
La quarta generazione dell'Impreza è stata presentata al Salone dell'automobile di New York nel 2011 in versione berlina a 4 porte e a 5 porte hatchback. Quella del 2014 è la prima auto denominata WRX a non avere un motore derivato dall'EJ di serie; monta infatti un nuovo 2.0 denominato FA20F, con iniezione diretta e turbocompressore, situato nell'avantreno dell'auto. Nei mercati giapponesi il modello è in vendita dal 13 ottobre 2016, mentre la nuova Impreza è entrata nei mercati nordamericani ed australiani nel mese di dicembre 2016.

Un Veicolo per i Veri Appassionati
Una vettura come la Subaru WRX 2.5 STI non si sceglie per caso, ma per avere il massimo in termini di rapporto prestazioni/guidabilità. In quest'ottica è facile accettare l'estetica sopra le righe e qualche finitura sottotono, peraltro ampiamente compensata da raffinatezze tecniche per veri intenditori, come l'evoluto sistema di trazione integrale. Senza dimenticare che, a conti fatti, assieme alla "mandria" di cavalli del 2.5 turbo ci si porta a casa una berlina spaziosa, anche nel baule, e ben dotata. L'abbondante cavalleria del 2.5 turbo viene trasferita a terra con grande efficacia dall'esclusivo sistema di trazione integrale permanente, anche perché la ripartizione della coppia, che in condizioni normali privilegia il retrotreno (59% contro il 41%), a seconda delle necessità (o dei gusti del “pilota”, qualora si ricorra alla regolazione manuale) può arrivare al 50:50; il complesso, inoltre, prevede differenziali autobloccanti sia davanti, sia dietro. Sono proprio queste raffinatezze tecniche che contribuiscono a giustificare l'esborso necessario per questa "velenosissima", e discretamente equipaggiata, cinque porte.