Subaru e Motori Moderni: Un Sogno di Formula 1 a Cilindri Contrapposti

Il logo Subaru, con le sue scintillanti Pleiadi, evoca un senso di precisione, innovazione e un profondo legame con le stelle. Ma dietro questa immagine iconica si cela una storia meno conosciuta, un capitolo audace e ambizioso che ha visto il produttore automobilistico giapponese avventurarsi nel mondo altamente competitivo della Formula 1, unendo le forze con un’azienda italiana all'avanguardia: Motori Moderni. Questo sodalizio, seppur di breve durata, ha dato vita a un propulsore di eccezionale ingegneria, il Subaru 1235, un V12 aspirato da 3,5 litri, progettato per sfidare i giganti del motorsport.

Logo Subaru e le Pleiadi

Le Origini di un Gigante Giapponese: Da Aerei a Motori

La storia di Subaru affonda le sue radici nel lontano 1915, anno di fondazione dell'Aircraft Research Laboratory. L'azienda, che in seguito divenne nota come Nakajima Aircraft Company, fu un attore cruciale nella produzione di aerei militari per l'Impero giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. Al termine del conflitto, la Nakajima Aircraft fu riorganizzata, assumendo il nome di Fuji Sangyo Co. Nel 1946, l'azienda fece un'incursione nel mondo dei trasporti personali con la creazione del Fuji Rabbit, uno scooter a motore che utilizzava parti recuperate da velivoli militari.

La frammentazione di Fuji Sangyo in dodici società più piccole nel 1950, a seguito della legislazione anti-zaibatsu del governo giapponese, segnò un punto di svolta. Tra il 1953 e il 1955, cinque di queste entità, insieme a una nuova società, si fusero per dare vita all'attuale Fuji Heavy Industries (FHI). Fu in questo periodo che Kenji Kita, allora CEO di FHI, manifestò il desiderio di vedere la nuova azienda impegnata nella produzione di automobili. Il progetto prese forma con l'auto dal nome in codice P-1. Kita, alla ricerca di un nome distintivo, scelse il termine giapponese per l'ammasso stellare delle Pleiadi, un nome che risuonava con la sua visione e che trovò poi rappresentazione nel logo aziendale. Le Pleiadi, conosciute anche come "Le sette sorelle", sono un gruppo di stelle visibili a occhio nudo, un simbolo di unità e bellezza celestiale. La P-1 divenne così la Subaru 1500, sebbene la produzione iniziale fosse limitata a soli venti esemplari a causa di complicazioni nella catena di approvvigionamento.

L'Innovazione del Boxer e la Trazione Integrale: I Marchi di Fabbrica Subaru

Ciò che distingue Subaru da molti dei suoi concorrenti giapponesi, e in effetti da gran parte dell'industria automobilistica globale, sono le sue caratteristiche distintive che sono diventate sinonimo del marchio. Dal 1965, Subaru ha abbracciato la tecnologia dei motori boxer a cilindri contrapposti. Questo design, con i pistoni che si muovono orizzontalmente in direzioni opposte, offre numerosi vantaggi: un baricentro più basso, un migliore bilanciamento delle masse e una riduzione delle vibrazioni. Queste caratteristiche si traducono in una guida più stabile e reattiva, una sensazione di connessione più profonda con la strada.

Ancora più iconica è l'adozione della trazione integrale permanente, denominata Symmetrical AWD, introdotta nel 1972. Questo sistema, brevettato internamente dalla casa, distribuisce la potenza in modo ottimale tra le quattro ruote, migliorando la trazione in una vasta gamma di condizioni stradali e meteorologiche, dalla pioggia battente alla neve ghiacciata, fino ai percorsi sterrati. La Symmetrical AWD, presente su quasi tutti i modelli Subaru, ad eccezione di quelli base e di quelli sviluppati in collaborazione con altri costruttori, è diventata un pilastro della reputazione di Subaru per la sicurezza e le prestazioni in ogni situazione.

Il percorso di innovazione di Subaru non si è fermato qui. Negli ultimi anni, l'azienda ha intrapreso un significativo passo verso la sostenibilità, elettrificando gran parte della sua gamma con motori boxer ibridi. Questo impegno per un futuro più verde culminerà nel 2022 con il lancio della sua prima vettura completamente elettrica, la Solterra, sviluppata in collaborazione con Toyota e basata su una piattaforma dedicata.

Schema del motore boxer Subaru

L'Ascesa e le Alleanze Strategiche: Nissan, GM e Toyota

La storia aziendale di Subaru è anche una cronaca di alleanze strategiche e collaborazioni che hanno plasmato la sua traiettoria. Nel 1968, Nissan acquisì una partecipazione del 20,7% in Fuji Heavy Industries, nell'ambito di un'iniziativa governativa volta a consolidare l'industria automobilistica giapponese. Questa partnership permise a Nissan di sfruttare le competenze di FHI nella produzione di autobus Nissan Diesel, mentre FHI beneficiava del know-how di Nissan nella produzione di molti veicoli Subaru.

Successivamente, Subaru giocò un ruolo nell'introduzione di Renault nel circolo di Nissan, quando la casa automobilistica francese cercò supporto per la tecnologia della trazione integrale. Le trattative tra Renault, Nissan e FHI portarono a un'alleanza strategica tra il marchio francese e Nissan. Tuttavia, nel 1999, Nissan pose fine alla collaborazione con Subaru e la sua partecipazione in FHI fu ceduta alla statunitense General Motors.

Durante il periodo di influenza di GM, Subaru lanciò modelli come la Baja (2003) e la Tribeca (2005). La Subaru Forester fu commercializzata come Chevrolet Forester in India, mentre la Opel Zafira, un marchio di proprietà GM, venne venduta come Subaru Traviq in Giappone. La concept car Chevrolet Borrego del 2002, una coupé/crossover, derivava dalla piattaforma Subaru Legacy. Inoltre, la Impreza fu venduta negli Stati Uniti come Saab 9-2X, un altro marchio GM. La collaborazione con General Motors si concluse nel 2005, anche se Subaru continuò a fornire componenti per la Saab 9-2x.

Fu quindi Toyota a emergere come partner strategico chiave, acquisendo poco più del 40% delle azioni precedentemente detenute da GM in FHI, pari all'8,7% di FHI. Le restanti azioni GM furono riacquistate da Fuji Heavy Industries. Da allora, Toyota e Subaru hanno collaborato a numerosi progetti, tra cui la produzione della Toyota Camry nello stabilimento Subaru in Indiana, USA. Toyota aumentò ulteriormente la sua quota in FHI fino al 16,5% nel luglio 2008. Questa proficua collaborazione portò allo sviluppo congiunto della Subaru BRZ, presentata nel gennaio 2012, venduta da Toyota come Scion FR-S fino al 2018, per poi essere ribattezzata Toyota 86. Durante questo periodo, Subaru decise di abbandonare la produzione delle proprie keicar, affidandosi invece a modelli ribattezzati della Daihatsu, una sussidiaria di Toyota.

Un dato interessante sulla produzione Subaru è che, all'inizio del 2016, quasi il 75% delle sue auto vendute a livello internazionale veniva ancora prodotto direttamente in Giappone, a testimonianza del forte legame con le proprie origini manifatturiere.

L'Incursione in Formula 1: Il Sogno del V12 Motori Moderni

L'ambizione di Subaru di lasciare il segno nel motorsport non si è limitata ai rally. La casa delle Pleiadi fece una breve ma significativa incursione nel mondo della Formula 1, acquisendo una partecipazione nel piccolo team italiano Coloni per la stagione 1990. L'obiettivo era chiaro: sfruttare l'enorme visibilità mediatica offerta dalla Formula 1, emulando il successo di Honda con piloti del calibro di Senna e Prost alla fine degli anni ottanta. Per questo ambizioso progetto, Subaru si rivolse a un nome emergente nel panorama italiano dei motori da corsa: Motori Moderni.

Fondata da un ingegnere visionario, Motori Moderni era una neonata azienda italiana specializzata nella progettazione di motori da corsa ad alte prestazioni. La richiesta di Subaru era precisa e non negoziabile: un propulsore V12 aspirato da 3,5 litri, ma con una specifica fondamentale che riflettesse il marchio di fabbrica giapponese: la disposizione dei cilindri a 180°. Questo significava che il motore doveva mantenere il layout a cilindri contrapposti, una sfida ingegneristica notevole per un V12 destinato alla massima competizione. Il risultato fu il motore identificato come 1235, o Motori Moderni 1235.

Illustrazione di un motore V12 boxer

Il Subaru 1235 era, in sostanza, un motore endotermico alternativo aspirato a ciclo Otto da competizione, concepito per affrontare le sfide del campionato mondiale di Formula 1 del 1990. La collaborazione tra Motori Moderni e Subaru non si limitò alla Formula 1. Una variante di questo motore fu sviluppata specificatamente per le competizioni di motonautica offshore, frutto di un'ulteriore collaborazione tra Motori Moderni e l'azienda SCAM, dimostrando la versatilità e l'ingegneria di punta del propulsore.

Nonostante l'innovazione e l'ingegneria dietro il progetto, la carriera del motore 1235 in Formula 1 fu effimera. Il propulsore fu montato inizialmente su una vettura Coloni, la Coloni 3B. Tuttavia, dopo un solo test, il team decise di scartare il motore. La ragione esatta di questo rapido abbandono rimane oggetto di dibattito, ma è probabile che le sfide tecniche e di sviluppo legate a un motore così innovativo e a un team con risorse limitate abbiano giocato un ruolo cruciale.

Tuttavia, la storia del motore Subaru a 12 cilindri non si concluse del tutto con l'esperienza in Formula 1. Il progetto, sebbene abbandonato per le corse su quattro ruote, conteneva in sé il DNA dell'eccellenza ingegneristica Subaru. Si narra che a bordo del primo prototipo di questo motore troneggiasse il distintivo layout boxer, testimoniando l'impegno di Subaru nel mantenere la propria identità tecnica anche nelle competizioni più estreme.

IL MOTORE SUBARU DI FORMULA 1! La storia della partnership Coloni-Subaru (1990)

Oltre la Formula 1: L'Eredità di un Sodalizio

Sebbene l'esperienza in Formula 1 con Motori Moderni non abbia portato a successi duraturi sul circuito, l'eredità di questo audace progetto risuona ancora oggi. Dimostra la volontà di Subaru di spingersi oltre i propri confini, di esplorare nuove frontiere tecnologiche e di competere ai massimi livelli del motorsport. L'ingegneria del motore 1235, pur non avendo raggiunto il suo pieno potenziale in F1, ha probabilmente contribuito all'affinamento delle competenze interne di Subaru e ha lasciato un segno nella storia dell'azienda.

Il nome di Christian Von Koenigsegg, un ingegnere svedese noto per le sue creazioni automobilistiche estreme, emerge in questo contesto. Verso la metà degli anni novanta, Koenigsegg stava progettando un'auto con soluzioni estetiche e meccaniche all'avanguardia. Sebbene il testo non specifichi un legame diretto tra il motore 1235 e i progetti di Koenigsegg, la menzione sottolinea l'interesse per l'ingegneria avanzata e i motori ad alte prestazioni che caratterizzava quel periodo e che Subaru, con il suo progetto 1235, stava attivamente perseguendo.

Il progetto Subaru 1235, sebbene conclusosi prematuramente nel suo capitolo di Formula 1, rimane un esempio affascinante di come le case automobilistiche, anche quelle più tradizionalmente orientate verso specifici segmenti di mercato, possano osare e perseguire la gloria nel motorsport, spingendo i limiti dell'innovazione tecnica. La storia di Subaru è costellata di successi nei rally, grazie a vetture iconiche come l'Impreza WRX e WRX STi, e di una costante evoluzione tecnologica. L'avventura in Formula 1, seppur breve, aggiunge un capitolo unico e memorabile a questa ricca narrazione, un sogno di velocità e ingegneria che, pur non realizzatosi completamente, ha lasciato un'impronta indelebile.

La passione per l'eccellenza automobilistica è un filo conduttore che lega Subaru e realtà come Motori Moderni. Questo spirito di innovazione e la ricerca della performance sono ciò che continua a definire il marchio Subaru e a ispirare gli appassionati di tutto il mondo.

tags: #subaru #motori #moderni #logo