La Subaru Impreza rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell'automobilismo, un'auto che ha saputo lasciare un segno indelebile nell'immaginario collettivo, in particolare tra gli appassionati di motorsport. La sua vicenda si intreccia strettamente con quella dei rally, un palcoscenico su cui ha trionfato conquistando sei campionati del mondo WRC (tre piloti e tre costruttori) tra il 1995 e il 2003, grazie anche a piloti straordinari come il compianto Colin McRae. Oggi, nelle concessionarie, è disponibile la quinta generazione di un'auto che non ha mai perso il suo appeal, mantenendo ancora tratti distintivi della tradizione Subaru come il motore boxer, la trazione integrale e una guida dinamica.

Le Origini di Subaru: Dalle Pleiadi all'Automobile
Per comprendere appieno la storia della Subaru Impreza, è essenziale fare un passo indietro e conoscere le origini del marchio Subaru. La Fuji Heavy Industries (FHI) iniziò la propria attività come Aircraft Research Laboratory nel 1915, per poi essere riorganizzata come Nakajima Aircraft Company nel 1932, diventando un importante produttore di aerei militari durante la seconda guerra mondiale. Dopo il conflitto, la Nakajima Aircraft fu nuovamente riorganizzata, prendendo il nome di Fuji Sangyo Co. Nel 1946, l'azienda creò il Fuji Rabbit, uno scooter a motore, utilizzando parti provenienti da aerei militari. Nel 1950, Fuji Sangyo venne suddivisa in 12 società più piccole a seguito della legislazione anti-zaibatsu. Tra il 1953 e il 1955, cinque di queste società e una di nuova costituzione si fusero per formare l'attuale Fuji Heavy Industries. Kenji Kita, allora CEO di FHI, desiderava che la nuova società fosse coinvolta nella produzione di automobili e gettò le basi per la costruzione di un'auto con il nome in codice P-1. Kita chiese suggerimenti per la denominazione della P1, ma nessuna proposta lo soddisfece pienamente. Alla fine, diede alla compagnia un nome giapponese che gli piaceva: Subaru, il nome giapponese dell'ammasso stellare delle Pleiadi, raffigurate nel logo della compagnia. Le Pleiadi, note anche come "Le sette sorelle", conglobano sette stelle principali visibili a occhio nudo. La P-1 fu quindi chiamata Subaru 1500, e ne furono prodotti inizialmente solo venti esemplari a causa di problemi di fornitura.
Il 3 marzo 1958, fu lanciata sul mercato un'auto dal carattere distintivo: la Subaru 360. In quel periodo, i produttori automobilistici giapponesi stavano lavorando allo sviluppo di piccole autovetture, come raccomandato dal governo. Basandosi sull'esperienza in ambito aeronautico, Subaru colse la sfida costruendo una piccola automobile a buon mercato, ma con buone prestazioni. La Subaru 360, una minicar a quattro ruote per quattro passeggeri, divenne una pietra miliare nella storia dell'industria automobilistica giapponese.
Il lancio della Subaru Sambar avvenne nel febbraio del 1961, costruito sulla base della Subaru 360, si presentava come un furgoncino stabile ed eccezionalmente piacevole da guidare, una vera rivoluzione nel mondo industriale per la sua abilità di percorrere perfettamente le curve strette. Nel maggio 1966, fu lanciata la Subaru 1000, la prima autovettura della FHI alimentata da un motore Boxer, offrendo stabilità di guida e interni confortevoli, con caratteristiche tecniche all'avanguardia come la piattaforma a trazione anteriore e un motore a cilindri orizzontali contrapposti.
La Subaru Leone fu lanciata nel giugno 1971, seguita dalla Subaru Leone 4WD Station Wagon nel settembre 1972. Fino a quel momento, la trazione a quattro ruote (4WD) era limitata ai fuoristrada, ma Subaru sfidò la tradizione con la produzione in serie di varianti 4WD di modelli ordinari, ottenendo un grande successo sia nel mercato domestico che d'oltremare. La sua popolarità crebbe a dismisura, diventando l'autovettura 4WD più venduta al mondo.

La Nascita dell'Impreza: Sostituire un Mito e Conquistare il Motorsport
Nel 1992, l'Impreza fu chiamata a sostituire l'ormai obsoleta Subaru Leone, che aveva mantenuto una presenza sul mercato internazionale per oltre 20 anni. Dalla Legacy, l'Impreza ereditò subito la nuova gamma di motori denominata EJ, che sostituì i vecchi motori EA. L'architettura meccanica di base era quella usuale di casa Subaru: motore boxer longitudinale e trazione integrale permanente (o anteriore su alcuni modelli base), sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a quadrilatero deformabile. Queste soluzioni permettevano all'Impreza di avere una disposizione simmetrica degli organi meccanici e un baricentro molto basso.
La prima generazione dell'Impreza, declinata nelle versioni berlina a quattro porte, station wagon e coupé (quest'ultima mai venduta in Italia), vide la luce nel 1992. Fu progettata anche in vista di un impiego nelle corse, dove la casa giapponese, all'epoca, era impegnata con la Legacy. Da quest'ultima l'Impreza ereditò i motori boxer della famiglia EJ, che venivano montati in senso longitudinale e abbinati alla trazione integrale permanente. Al lancio, la gamma contemplava solo un 1.8 da 101 CV, ma ben presto si ampliò con l'ingresso di un 1.6 e di due 2.0, uno dei quali, grazie alla sovralimentazione mediante turbocompressore, forniva 211 CV (218 dal 1999) e andava a muovere la versione dell'Impreza più votata alla guida sportiva, ovvero la WRX.
I motori EJ erano contraddistinti da una distribuzione a singolo albero a camme in testa (eccezione fatta per il 2,0l, che invece era a doppio albero a camme in testa), a 2 o 4 valvole per cilindro e spaziavano dagli 1,5l ai 2,0l di cilindrata. L'Impreza, al debutto, ne ereditava ben tre aspirati nelle diverse cilindrate di 1,6l, 1,8l e 2,0l. Il primo restyling esterno è datato 1997 e quello sugli interni 1998.
La storia della subaru wrc s7 / planete video parte 1
Subaru Impreza e i Rally: Un Sogno Blu e Oro
La Subaru Impreza fu presto chiamata a sostituire la Legacy RS nel campionato RCA (meglio conosciuto come il Gruppo A), categoria che al tempo rappresentava la serie "regina" del rally mondiale. La 555 debuttò nel 1993 nel rally di Finlandia "1000 Laghi" con alla guida i campioni di casa Ari Vatanen e Markku Alén. Conquistò la prima vittoria nel 1994 al rally di Corsica con alla guida Carlos Sainz. Il ritiro del modello avvenne dal 1997 a causa dei nuovi regolamenti del World Rally Car.
Di colore blu fiammante, con i cerchi oro e il 555 giallo stampato sulla carrozzeria: nell'immaginario collettivo dei tanti appassionati di motori sarà sempre così. E chi negli anni Novanta poteva economicamente permetterselo acquistava anche la "replica" su strada. Ora per portarsi a casa quel pezzo di storia del rally mondiale bisogna sganciare cifre importanti; tanto è stata battuta all'asta la stessa guidata da Colin McRae e poi da Valentino Rossi nel 1999 al Rally di Monza.
Nel 1997, a causa dei mutati regolamenti interni al WRC, l'Impreza 555 abbandonò le scene in favore della diretta sostituta, denominata, semplicemente, Impreza WRC97 (nome in codice 22B). Nei due anni successivi, l'Impreza partecipò al WRC in sordina, senza mai sembrare in lotta per il titolo mondiale. La 22B tornò ad essere competitiva solo nel 2000 quando esordì un'evoluzione della stessa denominata P2000. Questa si presentava rinnovata per l'80% dei componenti rispetto alla precedente WRC97 ed era realizzata considerando già gli sviluppi che avrebbero caratterizzato la futura 44S del 2001. Il tecnico responsabile della vettura era il belga Christian Loriaux, che in seguito sarebbe diventato la mente dietro ai successi della Ford nel WRC. Malgrado la P2000 non conquistò il titolo, può essere facilmente considerata la miglior auto da Rally mai costruita da Subaru. Per chi oggi vuole distinguere una P2000 dalle precedenti versioni, può facilmente individuarla per i due grossi sfoghi d'aria situati sul cofano anteriore, assenti precedentemente.

Un altro modello entrato nel mito delle corse fu la Subaru Impreza S3 WRC del 1997, totalmente modificata rispetto al modello precedente per ottemperare alle nuove norme in vigore a partire da quell'anno. A bordo di quest'auto Piero Liatti si impose a Sanremo, in quello che è l'ultimo rally vinto da un italiano. La caratteristica distintiva di questa vettura era la sua configurazione a tre porte. Per costruirla, la Prodrive partì dalla base della 555, l'accorciò, eliminò due porte per incrementare la rigidità torsionale e installò un motore da 300 cavalli. Solo il telaio richiese 600 ore di lavoro per l'adeguamento alle modifiche.
Il 16 dicembre 2008 venne annunciato che Subaru non avrebbe più partecipato ai campionati del mondo di rally. La decisione fu presa direttamente dalla società madre di Subaru, Fuji Heavy Industries (FHI), in parte a causa della crisi economica ma anche perché ormai Subaru aveva raggiunto i suoi obiettivi sportivi e di marketing.
Le Versioni Speciali e da Collezione
La storia dell'Impreza è costellata di versioni speciali che hanno contribuito a consolidarne il mito.
Impreza Turbo "WWW" (World Wide Winner)
Nel 1998, la Subaru presentò una prima edizione in serie limitata (200 esemplari numerati) della Impreza Turbo, denominata "WWW", acronimo che sta per World Wide Winner, un omaggio alle vittorie mondiali del modello da corsa. Sensibilmente perfezionata rispetto alla GT turbo 4wd, nel 1998 raggiungeva i 66,9 milioni di lire contro i 56,2 della "normale". Prezzo ampiamente giustificato non soltanto dal ruolo di "instant classic" che il blasone e la tiratura limitatissima le conferiscono, ma anche da un insieme di peculiarità tecniche e di allestimento più elevato. Da quest'ultimo derivava la classica livrea blu con i cerchi color oro, mentre gli interni erano rifiniti in una pregiata pelle nabuck con la numerazione progressiva cucita a mano della Medici, i pannelli delle portiere sempre rivestiti in nabuck, la ghiera del cambio in alluminio con scritta "World Wide Winner", il labbro sul paraurti anteriore della "Orciari", l'alettone posteriore sempre della "Orciari" in condivisione con la WRX STI Version IV giapponese, stemma anteriore di colore rosa (l'unica commercializzata in Italia con tale colore), alcuni particolari interni in carbon look (bocchette dell'aria, console centrale e contachilometri), il pomello cambio, la pedaliera e il volante della "Momo".
Impreza 22B STi
Sempre nel 1998 venne commercializzata la versione speciale 22B STi. Tale versione venne lanciata sia per commemorare i 40 anni di attività della Subaru che per festeggiare il titolo mondiale rally conquistato l'anno precedente. Ne furono costruite 424 esemplari, e si caratterizzavano per analoghe caratteristiche meccaniche alla controparte da gara, tra le quali spiccava la carrozzeria a due porte esclusiva (unica Impreza mai costruita in questa configurazione), passaruota allargati e sviluppata in collaborazione con la Prodrive che all'epoca gestiva il reparto corse ufficiale Subaru nel WRC. Il propulsore era un 2.2 boxer Master-4 DOHC Turbo da 276 CV di potenza. Dall'inizio delle vendite, tutti i 399 esemplari JDM (Japanese Domestic Market) furono esauriti in brevissimo tempo, alcuni dicono in 30 minuti, altri in 48 ore. Altri 25 esemplari sono stati prodotti per i mercati di esportazione, come la 22B Type-UK. La 22B aveva il motore 2,2 litri rispetto al motore 2,0 litri "tradizionale". Subaru conferma che il blocco motore proviene da un V3 EJ20G e non dall'EJ22G, come la maggior parte pensa. Il collettore di aspirazione e le teste erano del V4 EJ20K. Ciò comportava l'aumento di cilindrata da 1994 cc a 2212 cc. Il blocco è closed. Le teste (valvole e molle) sono quelle del motore STI v4. Produce 280 CV DICHIARATI (260 kW) a 6000 giri e 363 Nm di coppia a un regime di soli 3200 giri al minuto. La redline è stata abbassata da 8000 rpm a 7000 rpm. La compressione è di 8.0:1. Il turbocompressore è un IHI VF23 RHF5HB. È stata prodotta solo nel classico blu e il parafango allargato è stato "rubato" direttamente dalla versione WRC, ampliando così la larghezza di 80 mm, per un'ampiezza totale di 1.770 millimetri. Il telaio era quello della WRX Type-R. I parafanghi sono stati sostituiti con i parafanghi 22B STI. Il peso a vuoto della vettura era di 1.270 kg. Le sospensioni fornite da Bilstein. Gli ingranaggi del cambio hanno subito un particolare trattamento per essere irrobustiti e rinforzati soltanto per questo specifico modello, sebbene fossero inseriti dentro una scatola di tipo 752. I freni a 4 pistoncini davanti e 2 dietro, di colore rosso con scritta Subaru bianca. Le ruote sono passate dai 16x7" della WRX STI Type R ai 17x8.5" BBS Elektra (calzando 235/40 ZR17, Pirelli P Zero). La frizione è stata aggiornata ad una doppia frizione sinterizzata con un disco in ceramica. I rapporti di trasmissione sono gli stessi della WRX Type R ma gli ingranaggi sono stati rinforzati per una maggiore affidabilità. La vettura ha un paraurti anteriore d'ispirazione WRC e ala posteriore regolabile. L'origine del nome 22B è stato spesso discusso: molti ritengono che "22" sia dovuto al passaggio a 2,2 litri e "B" alla sospensione Bilstein.
Impreza WRX STi "Solberg Edition"
Nel 2003, per festeggiare la vittoria del Mondiale rally di Petter Solberg, la casa giapponese confezionò 495 esemplari di Impreza WRX STi "Solberg edition". Rispetto all'auto da cui deriva, questa versione celebrativa, oggi ambitissima dai collezionisti, vanta una serie di accorgimenti volti a migliorarne la guida, come il differenziale centrale elettronico, che consente di ripartire la coppia equamente tra i due assali. Le Solberg Edition presentavano in basso alla console centrale oppure sulla plancia sopra l'autoradio, una placca incisa di color argento che commemora la vittoria mondiale di Solberg, oltre alla placca adesiva riportante l'autografo del pilota, veniva talvolta consegnato anche un portachiavi in argento massiccio con la medesima grafica.

Le Quattro Generazioni Precedenti della Subaru Impreza
La storia di Subaru Impreza si sviluppa attraverso quattro "puntate" precedenti, ognuna con le sue peculiarità e innovazioni.
Prima Generazione (1993-2000)
La prima generazione arriva nel 1993, progettata per sostituire la Leone e lanciarsi nel motorsport. In Italia viene commercializzata in due varianti (berlina 4P e station wagon) e con tre motorizzazioni. Oltre ai motori aspirati 1.6, 1.8 e 2.0, si distingue la versione WRX con motore 2.0 turbo da 211 CV (poi 218 CV dal 1999). Le versioni STI di questa generazione erano identificate da codici telaio specifici: GC8 per le berline, GM8 per le coupé e GF8 per le station wagon, seguiti da una lettera da A a G che indicava la versione. I motori EJ20G e successivamente EJ20K, con potenze che andavano da 250 CV (nella prima STI) fino ai 280 CV limitati per accordi, caratterizzavano le varianti più performanti. Le versioni Type RA e Type R (coupé) offrivano caratteristiche orientate alle corse, come il DCCD (Driver's Control Centre Differential), isolamento acustico minimo, rapporti del cambio accorciati e scocca rinforzata. Particolarmente interessante l'introduzione del Water Spray Kit per nebulizzare acqua sull'intercooler.

Seconda Generazione (2001-2007)
La seconda Generazione è datata 2001 e rappresenta la prima profonda revisione del modello. È più lunga di 6 cm e più pesante, con due motorizzazioni principali. L'impostazione meccanica di fondo non venne intaccata, ma intorno a quella tutto venne modificato, migliorato ed accresciuto. Le dimensioni erano più importanti: lunghezza ed altezza crebbero entrambe di 6 cm ciascuna, mentre passo e larghezza rimasero praticamente invariate. L'assetto era nuovo e traeva vantaggio dall'esperienza maturata nei rally. Il telaio è stato rinforzato del 120%, per avere una maggiore rigidità torsionale. La WRX STI aveva cerchi da 17″x7.5″ in lega, mentre il precedente cambio manuale a 5 marce (noto per essere uno dei punti deboli della vettura) è stato sostituito dal 6mt progettato da STI. Il motore (EJ207) è stato mantenuto dalla v6 STI ed ha ora blocco "semi closed"; i turbocompressori sono sempre IHI. L'interno è stato aggiornato con un logo STI sulla strumentazione, in cui il tachimetro evidenzia la zona rossa. Su tutte le STI e come optional anche sulle STI Type RA c'erano ora freni Brembo a 4 pistoni davanti e 2 dietro, mentre le Type RA senza questo optional avevano ancora freni Subaru sempre 4/2. Esternamente era molto pronunciata la narice sul cofano e i copri-fendinebbia avevano il logo STI. Il DCCD è stato aggiornato in modo da poter funzionare con l'ABS: durante la frenata, quando l'ABS si attiva, il DCCD si impostava automaticamente su OPEN (senza blocco). Dal 2001 in poi, tutti i motori STI sono diventati Dual AVCS. L'intercooler è di dimensioni maggiori e le turbine single scroll VF30 (o VF35 in alcuni mercati) erano di serie. Le revisioni successive (V8 e V9) hanno introdotto ulteriori miglioramenti, come l'albero motore in acciaio forgiato "double crossdrilled" e turbine twin scroll per le versioni JDM.

Terza Generazione (2007-2011)
La terza generazione è quella lanciata al salone di Francoforte nel 2007 e rappresenta un taglio netto col passato a partire dall'eliminazione delle versioni station wagon, in favore di una carrozzeria hatchback a due volumi con portellone posteriore. E per la prima volta c'è il turbodiesel tra le motorizzazioni. Non subì variazioni la meccanica, che restava fedele al motore quattro cilindri boxer e alla trazione 4x4 e per la WRX prevedeva un 2.5 turbo. La configurazione meccanica di base è sempre la stessa: motore boxer longitudinale a 4 cilindri e trazione integrale su tutte le versioni.

Quarta Generazione (2011-2016)
La quarta generazione ha una storia curiosa. Presentata al Salone dell'automobile di New York nel 2011 in versione berlina a 4 porte e a 5 porte hatchback, non fu mai commercializzata in Italia. Creata inizialmente per Stati Uniti e Giappone, in Europa trovò poco spazio. Quella del 2014 è la prima auto denominata WRX a non avere un motore derivato dall'EJ di serie; monta infatti un nuovo 2.0 denominato FA20F, con iniezione diretta e turbocompressore, situato nell'avantreno dell'auto, invece che a fianco del terzo pistone, e ciò rende più basso il centro di gravità dell'auto, che misura 500 mm. Nei mercati giapponesi il modello è stato in vendita dal 13 ottobre 2016 nelle concessionarie Subaru, mentre la nuova Impreza è entrata nei mercati nordamericani ed australiani nel mese di dicembre 2016, prodotta a Lafayette, nell'Indiana anziché in Giappone. A partire dal 2014, le sportive Subaru si chiameranno semplicemente WRX.

Subaru Impreza, Puntata Numero 5: L'Evoluzione Continua
La quinta generazione di Subaru Impreza arriva dopo 2,5 milioni di auto vendute nel mondo, di cui 250 mila in Europa. I tratti distintivi sono quelli di sempre: la trazione integrale permanente (SAWD), un centro di gravità ancora più basso di 5 mm grazie alla nuova Subaru Global Platform che garantisce una maggiore rigidità rispetto ai modelli attuali, la griglia esagonale nella parte anteriore e i fari a occhio di falco. E poi tanta sicurezza a partire dalla tecnologia EyeSight sviluppata da Subaru, con numerose funzionalità quali il Pre-Collision Braking Control, l'Adaptive Cruise Control e la funzione Lane Keep Assist. Il motore Boxer 1,6 litri è stato modificato e reso più leggero di circa 12 kg. La Impreza è arrivata presso tutti i concessionari Subaru a partire dallo scorso 21 ottobre. Il modello attuale mantiene ancora i tratti distintivi della tradizione come il motore boxer, la trazione integrale e la guida dinamica.

Il Futuro Green di Subaru e dell'Impreza
Anche il marchio delle Pleiadi pensa a una svolta green. E uno dei primi motori a "risentirne" potrebbe proprio essere il "mitico" boxer 2,5 della Subaru Impreza WRX STI. Le sempre più stringenti norme sulle emissioni di CO2 obbligano a un passo importante verso motorizzazioni meno inquinanti come l'ibrido, l'ibrido plug-in o addirittura l'elettrico. Un po' come sta facendo Volvo con Polestar, ma non solo. Lo ha lasciato intendere David Dello Stritto, responsabile vendite e marketing di Subaru Europe, in una recente intervista. La quinta generazione di un'auto che non ha mai perso il suo appeal, soprattutto sul mercato americano che assorbe il 66% delle vendite mondiali. Mentre il futuro potrebbe riservare, secondo le indiscrezioni che circolano sulla stampa specializzata, clamorose sorprese. La più grossa? L'addio al "mitico" motore boxer e l'adozione di una soluzione green. Subaru, dopo aver elettrificato quasi tutta la gamma con motori boxer ibridi, nel corso del 2022 presenterà la sua prima vettura completamente elettrica, denominata Solterra e sviluppata sulla stessa piattaforma di Toyota.