La storia di Subaru nel Campionato del Mondo Rally (WRC) negli anni '90 è un capitolo leggendario del motorsport, intriso di innovazione, piloti iconici e vittorie memorabili. Sebbene la casa delle Pleiadi avesse iniziato la sua avventura nel rally ben prima, è in questo decennio che ha forgiato la sua immagine di costruttore vincente, legando indissolubilmente il suo nome a quello della Subaru Impreza.

Gli Anni Preludio: Dalla Leone alla Legacy
L'impegno di Subaru nel mondo dei rally ha radici profonde. Dal 1980 al 1988, il team partecipò al WRC con la Subaru Leone, un'auto che, pur mostrando la caparbietà del marchio, non riuscì mai a ottenere risultati di rilievo. Nel 1989, la Leone fu sostituita dalla Subaru Legacy, un modello che rappresentava un passo avanti significativo per la casa giapponese. Sebbene inizialmente la Legacy non migliorò di molto la situazione del team, si dimostrò una base solida su cui costruire. La svolta arrivò finalmente nel 1993, quando, grazie al leggendario Colin McRae, il team ottenne la sua prima vittoria. Il 1993 fu un anno cruciale anche per un'altra ragione: si cominciò a considerare la sostituzione della Legacy, ormai considerata vecchia e obsoleta rispetto alle avversarie come la Ford Escort Cosworth e la Toyota Celica ST185, con la nuova e promettente Subaru Impreza. Le restanti gare del campionato 1993 furono utilizzate come test per la nuova vettura, preparando il terreno per un'era gloriosa.
La Nascita di una Leggenda: La Subaru Impreza
La Subaru Impreza, nata nel 1992 per sostituire la datata Subaru Leone sul mercato e la più grande e pesante Legacy nelle competizioni, si presentava con una carrozzeria più compatta e curve sportive. Inizialmente non spiccava a livello stilistico, essendo una classica berlina disponibile in varianti due porte "Retna" (GM), quattro porte e station wagon (GF). Anche i nuovi motori della famiglia “EJ” non avevano inizialmente potenze rilevanti. La svolta arrivò l'anno seguente con il lancio della prima Impreza WRX (World Rally Experimental), la nuova top di gamma che chiariva sin da subito le velleità sportive della nuova Subaru.
Dotata di un bodykit specifico e di un due litri turbo da 211 CV, la Impreza WRX beneficiava della trazione integrale Symmetrical All-Wheel Drive, che, sin dagli esordi nelle competizioni, le consentì di esprimere al meglio il suo potenziale. Anche i motori vennero rivisti: il 1.8 litri, più datato e con la distribuzione a 8 valvole, uscì di scena, mentre il 1.6 (l’unico 16 valvole al momento del lancio) raggiunse quota 95 CV.

L'esordio della Impreza nel mondo dei rally avvenne nel 1993, esattamente 30 anni prima delle celebrazioni di "Subaru Impreza - 30 anni di leggenda" a Rallylegend. La vettura debuttò al Rally di Finlandia con il numero 555, affidata a piloti del calibro di Ari Vatanen, Markku Alén e, naturalmente, Colin McRae.
L'Anno della Consacrazione: 1995 e il Doppio Titolo
Nel 1994, la Impreza debuttò ufficialmente nel WRC. Carlos Sainz sfiorò il titolo mondiale, perdendolo solo all'ultima gara contro la Toyota di Didier Auriol. La prima vittoria assoluta per la Impreza arrivò nell'Acropolis Rally 1994 grazie proprio a Sainz. La stagione fu entusiasmante, e i due piloti di punta, Sainz e McRae, lottarono per il mondiale, ottenendo complessivamente 5 vittorie in 8 gare (tre di Sainz e due di McRae).
Il 1995 fu l'anno d'oro nella storia del Subaru World Rally Team, l'unico in cui vennero vinti sia il titolo piloti che quello costruttori. Il titolo piloti fu conquistato grazie a Colin McRae, che batté all'ultima gara Carlos Sainz in un duello epico. Il titolo costruttori fu vinto grazie alla squalifica delle Toyota e agli ottimi risultati di entrambi i piloti. McRae, con la sua guida spettacolare e generosa, divenne sinonimo del marchio e della vettura, nell'iconico blu elettrico con le scritte gialle dello sponsor 555. Molto del merito del mito Impreza, infatti, è proprio di McRae, un pilota capace di scaldare le folle al di là dei risultati conseguiti. L'Impreza 555, con le sue caratteristiche meccaniche avanzate - motore boxer montato longitudinalmente, sospensioni McPherson davanti e dietro, trazione integrale permanente - offriva non solo un baricentro basso, ma anche una perfetta simmetria nella distribuzione dei pesi, elementi fondamentali per le sue prestazioni nel rally.

Evoluzioni e Nuovi Successi: Dalla 555 alla WRC97
Negli anni successivi, la Subaru continuò a mietere successi. Nel 1996 e 1997, la scuderia si aggiudicò nuovamente il titolo costruttori, mentre quello piloti sfuggì in entrambe le occasioni per un soffio. Nel 1996, Colin McRae ottenne 3 vittorie, che però, con altrettanti incidenti, non bastarono a conquistare il titolo, vinto da Tommi Mäkinen su Mitsubishi.
Nel 1997, a causa dei mutati regolamenti riguardanti le vetture nel Campionato del Mondo Rally, l'Impreza 555 abbandonò le scene in favore della diretta sostituta, denominata Impreza WRC97 (nome in codice 22B). La WRC97 si presentò subito come estremamente competitiva: nelle prime tre gare, Liatti, Eriksson e McRae vinsero rispettivamente a Montecarlo, in Svezia e in Kenya. Questo modello speciale, la STi “22b” del 1998, rappresenta il vero feticcio per gli appassionati del marchio, costruita in soli 424 esemplari per celebrare il terzo titolo costruttori WRC e i quarant'anni di attività di Subaru. Con un boxer da 2,2 litri e turbocompressore da 276 CV, rapporti del cambio accorciati e ammortizzatori Bilstein, la 22B era il meglio sul mercato, riconoscibile esteticamente per i passaruota ancora più larghi.
Prodrive Subaru Impreza World Rally Car Feature | 1997
Tuttavia, dopo l'iniziale exploit, la vettura sembrò perdere competitività, surclassata dalle nuove Toyota Corolla WRC e Mitsubishi Lancer Evo V. Complice anche la forma non proprio ottimale di Piero Liatti e qualche problema tecnico di troppo, la Subaru, dopo tre anni consecutivi, passò dal primo al terzo posto nella classifica costruttori, superata da Mitsubishi e Toyota. Il finale di stagione di Richard Burns fu comunque incoraggiante in vista della stagione successiva.
Il Nuovo Millennio e i Titoli di Burns e Solberg
Il cambio di millennio portò nuove evoluzioni e nuove sfide. Nel 2000, esordì un'evoluzione della vettura denominata P2000, rinnovata per l'80% dei componenti e realizzata considerando già gli sviluppi che avrebbero caratterizzato la futura 44S del 2001. Il tecnico responsabile della vettura era il belga Christian Loriaux, che in seguito sarebbe diventato la mente dietro ai successi della Ford nel WRC. Il rinnovamento si dimostrò proficuo, e Richard Burns disputò una grande stagione, ottenendo quattro vittorie e perdendo il titolo solamente all'ultima gara a favore di Marcus Grönholm.
In concomitanza con la presentazione della seconda generazione dell'Impreza (codice GD), la WRC2001 ricevette una carrozzeria completamente nuova. Questa non differiva solo nel design, ma segnava anche il ritorno, da parte di Subaru, all'utilizzo di una berlina a 4 porte dopo quattro anni di impiego dell'Impreza versione coupé. Nacque così la nuova generazione di Impreza WRC, quella che va sotto il nome in codice di 44S. Nonostante il carry-over tecnico dalla P2000 alla WRC2001 fosse profondo - la P2000 aveva dimostrato un'ottima competitività, tanto da poter essere considerata la miglior Impreza WRC mai costruita - la 44S non riuscì a raccogliere gli stessi successi della vettura precedente.
Nella prima metà della stagione, la WRC2001 accusò una serie di guasti tecnici che minarono il successo del campionato. Ma a partire dal Rally di Argentina, le cose cominciarono a migliorare: Burns e il suo navigatore Reid finirono secondi e conquistarono altri quattro secondi posti nel corso della restante parte del campionato, più una vittoria nel Rally di Nuova Zelanda; abbastanza per conquistare il titolo di campioni del mondo piloti. Fu una vittoria sul filo del rasoio, con quattro piloti che arrivarono al Rally di Gran Bretagna con la possibilità matematica di vincere il titolo (Carlos Sainz, Tommi Mäkinen, Colin McRae e Richard Burns), e Burns era quello con le minori chance. Poi l'imprevedibile: Burns e Reid arrivarono solo terzi, ma gli altri tre contendenti si ritirarono tutti. Finale: Mäkinen terzo con 41 punti, McRae secondo con 42, Burns primo con 44, ossia un titolo conquistato con una sola vittoria e con il punteggio più basso nella storia del Campionato Mondiale Rally.
Nel 2001, la seconda generazione dell'Impreza, serie “GD”, fu caratterizzata da uno stile più personale, con un frontale contraddistinto dai grandi fari circolari. L'auto crebbe nelle dimensioni e nel peso, a causa di una scocca più robusta soprattutto nell'ottica della sicurezza. La gamma spaziava ora dalle mansuete 1.6 e 2.0 aspirate (da 90 e 125 CV) alla 2.0 turbo WRX da 218 CV. Tuttavia, il nuovo look non piacque molto agli appassionati, perciò nel 2003, un restyling portò all'adozione di un frontale ridisegnato in chiave più aggressiva. Il due litri venne proposto anche con il cambio automatico, mentre l'offerta si allargava con la nuova top di gamma “WRX STI” da 265 CV. L'ultimo aggiornamento della seconda generazione è datato 2006, quando debuttò un nuovo 2,5 litri boxer da 230 CV montato sulla Impreza WRX.
La WRC2002 (nome in codice S8 per Prodrive) fece la sua prima comparsa al terzo evento del campionato 2002 (il Tour de Corse), succedendo al precedente modello. Praticamente identica alla WRC2001 all'esterno, era riconoscibile per un piccolo particolare: la lama sotto al paraurti anteriore lasciava il carbonio per abbracciare la vetroresina. Per quanto concerne la tecnica del veicolo, vanno notate le modifiche ai condotti di scarico, al volano e al turbo apportate per incrementare la coppia tra i 4500 e i 5000 giri al minuto. Nel 2002, Tommi Mäkinen, quattro volte campione del mondo al volante della Mitsubishi, affiancò Petter Solberg all'interno del team Subaru. Le aspettative erano alte, e Mäkinen, vincitore a Monte Carlo nei tre anni precedenti, conquistò la quarta vittoria consecutiva nel piccolo principato, dopo una dura battaglia contro Sébastien Loeb. Purtroppo per Subaru, questo si rivelò essere un fuoco di paglia, e Mäkinen collezionò tre ritiri nelle tre gare successive.

La WRC2003, del resto, fu un'auto ulteriormente affinata: l'aerodinamica beneficiò di un nuovo paraurti anteriore e di una nuova ala posteriore dotata di deflettori longitudinali capaci di convogliare al meglio il flusso d'aria dietro la vettura; il telaio venne irrigidito e le modifiche al motore migliorarono la coppia ai medi e bassi giri. Petter Solberg iniziò la stagione in sordina, ma vinse in estate il Rally di Cipro e il Rally di Australia a settembre, dopo un bellissimo duello con Sébastien Loeb. La stagione fu abbastanza travagliata e si risolse all'ultima gara con un distacco in classifica di un solo punto. La vittoria del norvegese, nel 2003, deve essere attribuita maggiormente alle gomme Pirelli e ai problemi incontrati dalla Citroën negli ultimi tre o quattro eventi, inclusa la strategia del team francese per la conquista del titolo. Raramente si è visto un pilota beneficiare di così tanti eventi fortunati, come il nubifragio al Tour de Corse che favorì le gomme Subaru, o gli inconvenienti di Loeb e Sainz negli ultimi rally. Il suo compagno di squadra, Tommi Mäkinen, sul quale erano concentrate le maggiori aspettative, finì invece la stagione con un modesto nono posto in classifica.
Il Declino e il Ritiro
Nel Campionato del mondo rally 2004, Solberg venne affiancato dal finlandese Mikko Hirvonen. Subaru conquistò il terzo posto nel mondiale costruttori, mentre Solberg arrivò secondo nel mondiale piloti grazie a cinque vittorie ottenute in Nuova Zelanda, Grecia, Giappone, Italia e la terza vittoria consecutiva al Rally di Galles. Hirvonen, invece, non riuscì ad andare oltre la settima piazza in campionato, e questo gli costò il mancato rinnovo del contratto per la stagione del 2005.
Nel Campionato del mondo rally 2005, Solberg si era ormai conquistato il primo posto in squadra, e accanto a lui venne stavolta ingaggiato Chris Atkinson. Dopo una prima parte di campionato molto promettente, anche quest'anno Solberg dovette comunque accontentarsi del secondo posto dietro a Loeb, e per di più a pari merito con Marcus Grönholm.
Nel 2006, vennero riconfermati gli stessi piloti, e nonostante la scuderia concluse al terzo posto dietro a Ford e Citroën su 6 partecipanti, l'annata si rivelò avara di risultati e la Subaru non riuscì ad aggiudicarsi alcuna gara. Anche nel 2007, la situazione non cambiò, e le Ford e Citroën furono inarrivabili nel corso della stagione. Subaru concluse al 3º posto nei costruttori, mentre Solberg arrivò 5º nella classifica piloti, e Atkinson fu 7º. Il 2008 vide la Subaru concludere per l'ennesima volta al 3º posto nella classifica costruttori, ma senza riuscire a vincere nessuna gara. Solberg si classificò 6º.
Nel dicembre dello stesso anno, la Casa delle Pleiadi annunciò il ritiro dalle competizioni: l'astro Impreza non brillava più come prima, segnando la fine di un'epoca gloriosa per Subaru nel Campionato del Mondo Rally.
L'Eredità e il Mito Continuo
Nonostante il ritiro, l'eredità della Subaru Impreza nel rally rimane indelebile. La sua distintiva presa d'aria sul cofano, che molti considerano un "difetto" di design, in realtà amplifica il fascino della vettura, facendo sentire chiunque si accomodi al volante un po' come Colin McRae. Questo elemento, unito al sound inconfondibile del motore boxer a 4 cilindri turbo, ha consolidato il mito dell'Impreza, rendendola riconoscibile anche ai profani.
Le celebrazioni del 30° Anniversario del debutto della Subaru Impreza 555 nel Campionato Mondiale Rally, avvenuto al Rally 1000 Laghi nel 1993, hanno visto a Rallylegend la riunione di quindici delle migliori Subaru Impreza 555 ex ufficiali prodotte da Prodrive. Queste vetture, guidate dai più grandi campioni degli anni '90 come Carlos Sainz, Piero Liatti, Richard Burns, Miki Biasion e Simon Jean Joseph, sono un tributo vivente alla leggenda. Anche la mitica N1WRC, guidata da Colin McRae nella stagione 1996 e ora curata dal reparto heritage di Prodrive, e la L555BAT, appartenente alla famiglia del compianto Colin, con alla guida Jimmy McRae navigato dalla nipote Hollie, hanno sfilato e sono state esposte. Al volante di altre Impreza 555, Alister McRae e Max McRae, fratello e nipote di Colin, hanno portato avanti il nome della famiglia. Persino il pluricampione di cross Tony Cairoli ha avuto l'eccezionale opportunità di guidare la Impreza targata L439BXP a Rallylegend, mentre Gustavo Trelles ha affrontato le prove speciali a bordo della Best Impreza 01.
Carlo Boroli, fondatore di Best, ha espresso la missione della sua azienda: "mantenere vive le leggende", a partire dalla realizzazione della Best Impreza, un'unica continuazione di auto Gruppo A in Edizione Limitata di otto esemplari, per celebrare le vittorie di Colin nel WRC con la Impreza 555. La Subaru Impreza ha lasciato un segno indelebile nella storia del rally, unendo innovazione tecnologica, design iconico e prestazioni mozzafiato, e il suo mito continua a vivere nel cuore degli appassionati.