La Toyota RAV4, acronimo di "Recreational Activity Vehicle 4-wheel drive", ha tracciato una strada significativa nel panorama automobilistico, definendo il segmento dei SUV compatti fin dal suo debutto. Un elemento distintivo, in particolare nelle sue prime generazioni, è stata la presenza della ruota di scorta esterna, un dettaglio che ne sottolineava la vocazione all'avventura e la funzionalità tipica dei fuoristrada tradizionali. Questo viaggio attraverso le diverse generazioni della RAV4 esplorerà come questo elemento, insieme ad altre caratteristiche tecniche e stilistiche, si sia evoluto nel tempo, influenzando la percezione e l'utilizzo di questo veicolo versatile.
Le Origini: RAV4 XA10 e la Ruota di Scorta Come Simbolo di Robustezza
Il modello fu introdotto sul mercato giapponese nel 1994, e nello stesso anno, cominciò la commercializzazione anche in Europa. Identificata internamente con il codice XA10, al debutto era disponibile con tre porte, a cui si aggiunse successivamente la variante a cinque porte, più lunga e pratica. Un tratto distintivo delle prime versioni era proprio la ruota di scorta montata esternamente sul portellone posteriore, un dettaglio stilistico e funzionale che richiamava l'estetica dei fuoristrada classici e trasmetteva un senso di avventura e prontezza.
Il telaio era monoscocca, ripreso dalla Corolla, con sospensioni indipendenti su tutte le ruote e una trasmissione integrale permanente o, su alcune versioni, anteriore. Questa architettura, innovativa per l'epoca, combinava la maneggevolezza di un'auto compatta con la versatilità di un veicolo a trazione integrale. Nel 1997, la RAV4 ricevette un restyling di metà carriera, che introdusse modifiche estetiche leggere (nuovi paraurti, mascherina e gruppi ottici) e aggiornamenti alla gamma motori. Tra il 1997 e il 2003, Toyota produsse una versione completamente elettrica della RAV4 di prima serie, chiamata RAV4 EV. Questo modello nacque per soddisfare le normative californiane sulla riduzione delle emissioni e venne inizialmente fornito in leasing a enti pubblici e aziende, per poi essere venduto in piccole quantità anche a privati. Equipaggiata con un motore elettrico da circa 50 kW (67 CV) e batterie al nichel-metallo idruro (NiMH), la RAV4 EV offriva un’autonomia compresa tra 120 e 150 km, con prestazioni adeguate all’uso cittadino. Visivamente simile alle versioni tradizionali, la RAV4 EV si distingueva per alcuni dettagli specifici, come la strumentazione dedicata e l’assenza del terminale di scarico, ma manteneva la configurazione esterna che includeva la ruota di scorta visibile.
La Toyota RAV4 di prima serie era equipaggiata principalmente con motori a benzina. Il più diffuso era il 2.0 litri 16 valvole (codice 3S-FE), un quattro cilindri da 129 cavalli, disponibile sia con cambio manuale che automatico. In alcuni mercati europei venne introdotto anche un motore diesel, un 2.0 turbodiesel (2C-TE), meno potente ma più economico nei consumi, a conferma della volontà di Toyota di adattare il modello alle esigenze dei diversi mercati.

Seconda Generazione: XA20, Evoluzione e Praticità Mantenendo la Tradizione
Nel 2000, Toyota rinnovò profondamente la RAV4, introducendo la seconda generazione, identificata con il codice XA20. Il nuovo modello nacque per evolvere l’idea originale di SUV compatto, introducendo una linea più moderna, finiture migliorate e una dinamica di guida affinata. Il design si fece più morbido e aerodinamico, con una carrozzeria che trasmetteva solidità ma anche eleganza. Come nella prima serie, la RAV4 era disponibile in due versioni: una a tre porte, più corta e sportiva, e una a cinque porte, orientata alla praticità e alla famiglia. La ruota di scorta esterna continuava a essere un elemento caratterizzante, contribuendo a mantenere un'immagine robusta e avventurosa.
L’abitacolo era più curato, con materiali di qualità superiore e una nuova disposizione degli elementi. Il telaio irrigidito e le sospensioni riviste migliorarono la stabilità e il comfort, rendendo la guida più fluida sia in città che in autostrada. Nel settembre 2003, Toyota introdusse un restyling della seconda generazione della RAV4, che interessò sia l’estetica che la dotazione tecnica e di sicurezza. Esternamente, cambiarono i fari fendinebbia, che passarono da rettangolari a circolari, e vennero aggiornati anche i gruppi ottici posteriori. I paraurti assunsero un aspetto leggermente più squadrato rispetto al modello pre-restyling, conferendo un look più solido. Sul piano tecnico, il restyling segnò l’eliminazione del differenziale autobloccante Torsen, presente anche nelle versioni più accessoriate come la SOL, ma introdusse nuovi importanti dispositivi elettronici di sicurezza e comfort. Tra questi spiccavano i controlli elettronici di trazione (TRC) e di stabilità (VSC), che aumentavano la sicurezza attiva su strada.
La seconda generazione della RAV4 era proposta con una gamma motori più ampia e moderna rispetto alla prima. La motorizzazione base più diffusa era il 2.0 litri VVT-i a benzina, un quattro cilindri aspirato da 150 CV, noto per la sua affidabilità e fluidità di funzionamento. Per rispondere alla crescente domanda europea di motori diesel, Toyota introdusse anche un’unità 2.0 D-4D, un turbodiesel common rail con potenza variabile tra 116 e 120 CV, a seconda dell’anno e del mercato. Il cambio manuale a cinque marce era lo standard per la maggior parte delle versioni, ma era disponibile anche un cambio automatico a quattro rapporti, abbinato ai motori a benzina.

Terza Generazione: XA30, la Crescita e l'Inizio del Cambiamento
La terza generazione della Toyota RAV4, identificata con il codice XA30, debuttò al pubblico nel 2005 al Salone di Francoforte e arrivò sul mercato nel 2006, completamente riprogettata su una piattaforma inedita. Rispetto alla generazione precedente, la RAV4 crebbe in modo significativo: il passo della versione corta aumentò di 70 mm, la lunghezza complessiva di 145 mm, e la larghezza di 80 mm, migliorando l’abitabilità e lo spazio per i bagagli. La versione a passo lungo guadagnò fino al 21% di volume interno in più e poteva essere configurata con sette posti, grazie a una terza fila di sedili ripiegabili (opzionale in Nord America e Giappone).
La RAV4 XA30 si distingueva per un design più elegante e proporzionato, mantenendo elementi visivi che trasmettevano robustezza e funzionalità. La ruota di scorta esterna, sebbene ancora presente su molti allestimenti e mercati, iniziò a essere meno universale, con alcune varianti che la integravano sotto il pianale, un primo segnale del cambiamento nelle preferenze di design e funzionalità. Dal punto di vista tecnico, la trazione era anteriore o integrale elettronica (AWD on-demand), con una gestione della coppia che privilegiava le ruote anteriori e, in caso di perdita di aderenza, trasferiva fino al 45% della potenza alle posteriori (in Giappone). In Europa, alcune versioni offrivano anche la possibilità di bloccare la trazione in modalità 50:50, per un miglior controllo su fondi scivolosi. Nel 2008, la RAV4 ricevette un restyling di metà carriera, che introdusse un frontale rivisto, un nuovo motore a benzina e aggiornamenti leggeri al posteriore e alla dotazione. Nonostante l’arrivo della quarta generazione a livello globale nel 2013, la terza serie continuò ad essere venduta in Giappone fino al luglio 2016, dove la nuova XA40 non venne mai commercializzata.
Nel 2012, Toyota presentò la seconda generazione della RAV4 EV, frutto di una collaborazione con Tesla Motors, e destinata esclusivamente al mercato della California. La RAV4 EV conservava la spaziosità e la versatilità della versione termica, con prestazioni brillanti per l’epoca e una ricarica in circa 6 ore a 240V.
La terza generazione della RAV4 venne proposta con una gamma di motori benzina e diesel, adattati ai diversi mercati. In Europa, i motori benzina più diffusi erano il 2.0 VVT-i da circa 150 CV e il 2.4 litri da 170 CV, disponibili con cambio manuale o automatico. L’offerta diesel era centrata sul collaudato 2.2 D-4D, in versioni da 136 CV e 177 CV, apprezzato per efficienza, elasticità e consumi contenuti. Il cambio poteva essere manuale a 5 o 6 rapporti oppure automatico a 4 o 5 marce, a seconda del motore e del mercato.
NUOVA Toyota RAV4 2026 vs 2024: cosa è cambiato davvero? | NUOVO esterno, interno, motore
Quarta Generazione: L'Addio Definitivo alla Ruota di Scorta Esterna
La quarta generazione della Toyota RAV4 debuttò al Salone dell’automobile di Los Angeles nell’ottobre 2012 ed entrò in commercio a partire da gennaio 2013. Il modello si presentò con dimensioni maggiorate rispetto alla generazione precedente e un’estetica completamente rinnovata, più moderna e aggressiva. Con questa generazione, la ruota di scorta esterna scomparve definitivamente, lasciando il posto a un portellone posteriore con apertura verso l'alto, più pratico e in linea con le tendenze di design dei SUV moderni. La trasformazione passò attraverso un corpo vettura "maggiorato" e un abitacolo molto accogliente per la famiglia e il carico. Dove eravamo rimasti? Alla scelta tra ruota di scorta esterna o meno. Beh, ora il dilemma non c'è più, la nuova RAV4 è un'altra cosa.
L’abitacolo era spazioso e razionale, con un’attenzione particolare al comfort per tutti gli occupanti, inclusi i passeggeri posteriori, che godevano di ampio spazio per le gambe. Le promesse di agio e comfort venivano mantenute anche nella parte posteriore: peccato solo che il divanetto non fosse più scorrevole. Dietro, anche due persone alte si potevano sistemare bene, senza particolari problemi per le gambe: il terzo, invece, era meno fortunato, pur con il tunnel basso. Ma era il bagagliaio una delle maggiori risorse della RAV4: soglia bassa e praticamente a filo, vano profondo e capace, con 465 litri rilevati. E sfruttando il generoso pozzetto della ruota di scorta - ora c'era il kit di riparazione - si poteva massimizzare lo spazio. Questo cambio di configurazione portò a riflessioni tra gli utenti: alcuni temevano l'inefficacia del kit per forature più gravi, mentre altri, come alcuni proprietari, notarono di non aver mai forato in 15 anni, valutando il rischio come accettabile.
La gamma motori introdusse unità completamente nuove per la RAV4. Il modello era disponibile con un motore diesel 2.0 D-4D da 124 CV, offerto sia con trazione anteriore che con integrale permanente. I consumi dichiarati si attestavano intorno a 20,4 km/l per la versione a due ruote motrici, 19,2 km/l per la versione 4WD Style e 18,9 km/l per la Lounge 4WD. In alternativa, era disponibile un secondo motore diesel da 2,2 litri e 150 CV, riservato agli allestimenti superiori, abbinato a trazione integrale e cambio automatico sequenziale a 6 marce. Le versioni manuali, come questa 2.2 D-4D da 150 cavalli, non disponevano dell'antislittamento in discesa. La trazione integrale invece era evoluta, interagiva con l'Esp e il servosterzo elettrico, monitorando di continuo la coppia ed era disponibile anche il tasto Lock per l'off-road. Discreta, infine, l'altezza minima da terra: circa 19 centimetri. L'essenza della RAV4, però, restava stradale. A dispetto delle maggiori dimensioni, la massa era rimasta quasi la stessa della Crossover 2.2 automatica provata nel 2010. L'avantreno trasmetteva una bella sensazione di solidità e sicurezza. Il diesel aveva una potenza non eccelsa in rapporto alla cilindrata, ma sapeva ripagare con una spinta robusta e regolare sin dai regimi più bassi. Nel complesso, la RAV4 si dimostrava una gradevole stradista, comoda e silenziosa quando veniva usata in souplesse. Anche se l'automatico sembrava la scelta migliore, se la cavava pure il manuale a sei marce, ben manovrabile, ma dalla frizione pesante. Infine, pur priva dello Start&Stop, consumava poco: di media si sfioravano i 13 con un litro e anche in città non si esagerava.
Nel 2015, venne presentata la versione ristilizzata, introducendo un restyling profondo che debuttò con il model year 2016. Il design venne rinfrescato con un frontale ridisegnato, caratterizzato da linee più affilate, una nuova calandra e gruppi ottici anteriori e posteriori modificati, disponibili anche in versione full LED. I fanali posteriori vennero anch’essi rinnovati, contribuendo a un look più moderno e distintivo. Tra gli optional introdotti, spiccavano le telecamere a 360 gradi, disponibili esclusivamente a partire dall’allestimento Style, e il navigatore, offerto come optional su quasi tutta la gamma.
La vera rivoluzione tecnica riguardò però l’arrivo della motorizzazione ibrida benzina-elettrica, che si affiancò al diesel 2.0 D-4D da 143 CV, ancora disponibile fino al 2018. Il nuovo sistema ibrido era composto da un motore 2.5 litri ciclo Atkinson e da uno o due motori elettrici, per una potenza combinata di 197 CV. La trazione integrale, disponibile solo sulla versione ibrida, era gestita tramite un secondo motore elettrico montato sull’assale posteriore, senza collegamento meccanico con quello anteriore: era il sistema AWD-i, che migliorava trazione ed efficienza. Active, la versione d’ingresso, includeva di serie 7 airbag, climatizzatore automatico bizona, retrocamera con schermo da 7", portellone elettrico, fendinebbia, cruise control, cerchi in lega da 17", accesso e avviamento senza chiave, retrovisori ripiegabili elettricamente. Nel gennaio 2018, in vista dell’arrivo della nuova generazione, la gamma subì un’ulteriore semplificazione: il motore diesel da 2.0 litri 143 CV venne ritirato e restarono a listino solo le versioni ibride, che diventarono il fulcro dell’offerta.
In Europa, l’offerta comprendeva motori a benzina e diesel. La versione benzina più diffusa era il 2.0 Valvematic a quattro cilindri, aspirato, da 151 CV, abbinato a un cambio manuale a 6 marce o al cambio automatico Multidrive S (CVT). Era disponibile sia con trazione anteriore (2WD) che integrale (AWD). Il motore era fluido e adatto alla guida quotidiana, ma non offriva prestazioni particolarmente brillanti. Sul fronte diesel, Toyota propose due varianti del motore 2.0 D-4D da 124 CV (inizialmente solo 2WD) e 2.2 D-4D da 150 CV, quest’ultimo abbinabile anche al cambio automatico e alla trazione integrale. A partire dal 2016, con l’arrivo del restyling, il 2.2 D-4D venne progressivamente sostituito da un nuovo 2.0 D-4D con emissioni ridotte e migliori consumi. Per il Nord America e altri mercati extraeuropei, la RAV4 era disponibile con il più potente motore 2.5 litri 2AR-FE a benzina, quattro cilindri, da circa 176 CV, abbinato a un cambio automatico a sei rapporti. La vera novità di questa generazione fu però l’introduzione, a partire dal 2016, della RAV4 Hybrid, che segnò il debutto dell’elettrificazione nella gamma europea della RAV4. Il sistema ibrido combinava un motore 2.5 litri benzina ciclo Atkinson con uno o due motori elettrici (a seconda della trazione), per una potenza complessiva di 197 CV. Il sistema utilizzava una trasmissione e-CVT e offriva prestazioni brillanti, consumi contenuti e basse emissioni di CO₂.
Quinta Generazione: L'Elettrificazione e il Ritorno alle Radici Stilistiche
Presentata in anteprima mondiale al Salone dell'automobile di New York nel 2018, la quinta generazione debuttò ufficialmente nello stesso anno e arrivò sul mercato europeo a partire dal 2019. Il design si discostò sensibilmente da quello della generazione precedente, adottando linee più squadrate e volumi marcati, con un’impostazione stilistica che richiamava quella dei fuoristrada tradizionali. Pur mantenendo proporzioni compatte, l’assetto rialzato e l’altezza da terra incrementata contribuivano a rafforzarne l’aspetto da SUV. La ruota di scorta esterna non fece ritorno, ma il design complessivo recuperò un'estetica più robusta.
Gli interni erano completamente riprogettati e presentavano una plancia sviluppata orizzontalmente, con un’impostazione funzionale e materiali di qualità superiore rispetto al modello precedente. Durante il ciclo di commercializzazione, il modello venne offerto in diversi allestimenti - tra cui Active, Style, Lounge e Adventure - pensati per soddisfare diverse tipologie di utilizzo, dal contesto urbano a quello extraurbano. La quinta generazione della RAV4 venne lanciata anche in Cina il 22 novembre 2019 in occasione del Salone Internazionale dell'Automobile di Guangzhou. È prodotta e commercializzata da FAW Toyota. La Mitsuoka Buddy è una versione modificata aftermarket della Toyota RAV4 di quinta generazione, presentata in Giappone nell’ottobre 2020 e destinata esclusivamente al mercato interno.
Con la quinta generazione, Toyota abbandonò definitivamente il diesel e puntò esclusivamente sull’elettrificazione. Il modello base è la RAV4 Hybrid, equipaggiata con un motore a benzina 2.5 litri ciclo Atkinson, abbinato a uno o due motori elettrici, per una potenza complessiva di 218 CV nella versione a due ruote motrici (2WD) e 222 CV nella variante AWD-i a trazione integrale elettrica. Il sistema AWD-i utilizza un secondo motore elettrico posto sull’assale posteriore, che si attiva automaticamente in caso di necessità. Il cambio è un e-CVT a variazione continua. Nel 2020, Toyota ampliò l’offerta con la RAV4 Plug-in Hybrid (PHEV), che combinava lo stesso motore 2.5 litri con una batteria ad alta capacità e motori elettrici potenziati, raggiungendo una potenza complessiva di 306 CV. Le prestazioni sono brillanti (0-100 km/h in circa 6 secondi) e l’autonomia in modalità 100% elettrica arriva fino a 75 km (WLTP), rendendo il modello adatto anche alla guida quotidiana senza emissioni.

Sesta Generazione: Il Futuro Ibrido e Tecnologico
La sesta generazione della Toyota RAV4 viene presentata nel 2025 al Salone dell’automobile di New York con un design completamente rinnovato, caratterizzato da linee più nette e robuste. Gli interni sono completamente riprogettati, con una plancia moderna e funzionale, materiali di qualità e una ricca dotazione tecnologica che include un display touchscreen da 12,9 pollici per l’infotainment, una strumentazione digitale da 12,3 pollici e un volante dotato di comandi fisici integrati. Anche in questa generazione, la ruota di scorta esterna non figura, consolidando l'evoluzione del design e della praticità.
Disponibile esclusivamente con motorizzazioni ibride e ibride plug-in, negli Stati Uniti, la versione ibrida plug-in, raggiunge una potenza di 324 CV (238 kW), mentre in Europa la potenza è limitata a 304 CV (223 kW) per conformarsi alle normative locali. Le versioni ibride tradizionali presentano una differenza di potenza tra i due mercati: negli USA la versione full hybrid a trazione integrale eroga 239 CV (176 kW), mentre in Europa si ferma a 191 CV (140 kW). Il focus sull'elettrificazione e sulla tecnologia avanzata riflette le esigenze del mercato contemporaneo e l'impegno di Toyota verso la mobilità sostenibile.
La Questione della Ruota di Scorta Oggi: Kit di Riparazione e Ruotini
Con la progressiva scomparsa della ruota di scorta tradizionale esterna, la questione della gestione delle forature è diventata centrale per molti acquirenti della RAV4, specialmente per chi ha una versione senza la ruota di scorta tradizionale. Nelle generazioni più recenti, infatti, è spesso presente un kit di riparazione con compressore, soluzione che però genera dubbi e perplessità. Molti si chiedono se il kit con il compressore sia efficace almeno, e se sia un valido sostituto, in quanto è idoneo per le forature, ma per gli squarci, la sua efficacia è limitata.
L'assenza di una ruota di scorta tradizionale, anche nascosta, su un mezzo come il RAV4, che potrebbe potenzialmente essere usato spesso su strade accidentate e quindi a maggior rischio di foratura, sembra assurda a molti. Un privato, ad esempio, ha raccontato di aver comprato negli States il ruotino da 17" della Toyota Camry, ma ha scoperto che sotto il vano bagagli non ci sta perché c'è un traversino del telaio. Questo dimostra la difficoltà di integrare una ruota di scorta completa nelle configurazioni moderne del veicolo. Per chi non ha una ruota di scorta, è importante avere anche un crick adeguato per alzare la macchina e una chiave a croce per svitare la ruota, strumenti che non sempre sono inclusi nel kit di riparazione.
Alcuni proprietari hanno risolto il problema della ruota di scorta installando un ruotino di dimensioni compatibili. Ad esempio, un ruotino 155/85 R18 può essere sistemato nel bagagliaio rimuovendo il polistirolo nero, con il gommista che ha verificato che, una volta installato sulla ruota anteriore (la più ostica), non interferisca con nulla. Questo aggiunge un peso extra di circa 20,50 Kg, includendo ruotino, crick e sacca. Un'altra soluzione è quella del "ruotino in lega (kit ruota di scorta) adatto per TOYOTA RAV 4 V (A5) dall’anno 2018 - 145/80R18 LL (Cric OMAGGIO - Chiave e Sacca INCLUSI)".
Riguardo l'omologazione del ruotino, è stato chiarito che l’importante è che sia della misura giusta, la stessa venduta su altri mercati Europei (Francia per esempio). Quindi, sebbene sul libretto non compaia niente, l'utilizzo di un ruotino delle dimensioni corrette e omologato per altri mercati non dovrebbe creare problemi. Le dimensioni del ruotino di scorta sono specificate nel libretto di circolazione, e devono essere compatibili con quelle delle altre ruote del veicolo. È importante assicurarsi che le sue misure siano conformi alle specifiche indicate per garantire la sicurezza alla guida. Per quanto riguarda la compatibilità, i ruotini di scorta che si acquistano hanno sempre il pneumatico e il cerchio assemblati e sono venduti come unità unica.
Molti utenti, pur preferendo la comodità di non avere la ruota di scorta esterna, rimpiangono il fatto che nelle versioni più recenti il portellone sia ancora incernierato di lato, anche senza la ruota, quando sarebbe stato molto più comodo incernierarlo in alto come una normale auto. Questo dettaglio sottolinea come il design, pur evolvendosi, a volte mantenga elementi legacy che possono influenzare la praticità d'uso. Per chi si trova spesso in cantieri o terreni poco battuti o appena sterrati, dove la probabilità di forare è maggiore, il dilemma della ruota di scorta è ancora molto sentito.
