Il nome Subaru Impreza non è un nome qualsiasi; per molti appassionati significa rally, notti trascorse davanti alla TV a vedere Colin McRae e Petter Solberg in derapata, e soprattutto quel sound inconfondibile del motore boxer. Nel 2025 ricorrono trent’anni dal primo successo mondiale di Subaru nel WRC: era il 1995, e il blu della Impreza firmata STI di Colin McRae diventava un’icona assoluta del motorsport. Oggi, a distanza di tre decenni, il fascino di quella livrea e di quella filosofia resta immutato. Subaru non ha ancora annunciato un ritorno nel Campionato del Mondo Rally, ma i segnali provenienti dalla casa madre suggeriscono una riscoperta, o forse una riaffermazione, di quel DNA sportivo che l'ha resa celebre in tutto il mondo.

Il Richiamo dei Concept: Un Ponte tra Passato e Futuro
La presentazione di due concept recenti da parte di Subaru rappresenta un segnale inequivocabile: il marchio non ha mai voltato le spalle del tutto alle corse. Queste proposte concettuali fungono da manifesto per la direzione futura del brand, bilanciando l'innovazione con la celebrazione della propria eredità sportiva.
Il primo dei due concept, la Performance-E STI, è una sportiva elettrica che unisce linee tese e futuristiche alla tradizionale identità del marchio. Le proporzioni ricordano la muscolosità tipica delle Subaru da rally, ma con una reinterpretazione moderna e tecnologica. Secondo la casa madre, la vettura rappresenta “un ponte tra il passato e il futuro, un modo per portare avanti l’eredità Subaru in una nuova era”. Questo concept esplora le potenzialità della propulsione elettrica nel contesto delle prestazioni sportive, proiettando Subaru in un panorama automobilistico in rapida evoluzione.
Accanto alla proposta elettrica, il concept Performance-B STI è quello che più direttamente parla al cuore degli appassionati. Qui il richiamo è immediato: proporzioni compatte, cofano scolpito, alettone pronunciato e, naturalmente, motore boxer e trazione integrale permanente. Tutto evoca la leggendaria Impreza WRC, in particolare l’ultima versione quella che fu affidata a campioni come Petter Solberg e Chris Atkinson. La Performance-B STI è un omaggio alla tradizione, un modo per ribadire l'impegno di Subaru verso le tecnologie che l'hanno resa iconica, pur con un occhio al futuro. Entrambi i concept, visti a Tokyo, sembrano nati proprio per tenere accesa quella fiamma della passione per il rally e le alte prestazioni.
Subaru e il Panorama Rallystico Attuale: Dominio Americano e Aspirazioni Mondiali
Oggi le energie principali di Subaru sono concentrate sulla rally series americana (ARA), dove il marchio continua a dominare. Tuttavia, il richiamo del palcoscenico mondiale resta forte. Il successo continuo in campionati regionali dimostra che l'esperienza e la competenza di Subaru nel settore dei rally non sono mai venute meno, mantenendo viva la sua tradizione di eccellenza.
È passato poco più di un anno da quando Toyota ha realizzato una GR86 turbo a trazione integrale, e ora Subaru sembra seguire la stessa strada, seppur con un approccio leggermente diverso. C’è molto da interpretare nell’unica immagine teaser diffusa nel weekend da Subaru durante il round d’apertura della stagione 2026 della serie Super Taikyu, un campionato di durata che spesso funge da banco di prova per nuove tecnologie e concept.
La BRZ Rialzata da Rally: Un Progetto Dedicato alle Corse
Pur basata sulla BRZ, la rally car adotta una carrozzeria rivista con passaruota squadrati e un enorme alettone posteriore. La BRZ rialzata mette in mostra una luce a terra generosa, molta escursione delle sospensioni e pneumatici tassellati su entrambi gli assi, elementi essenziali per affrontare i terreni impegnativi tipici dei rally. Subaru ha inoltre ridisegnato il paraurti anteriore, e le somiglianze con la MX-5, forse per via delle linee più affusolate, sono evidenti.
Quanto sia stato mantenuto della vettura di serie non è chiaro, ma Subaru ha dichiarato che il passo è lo stesso. Come si può immaginare, ingegnerizzare una coupé sportiva con una trazione integrale per la quale non era stata progettata comporta non poche sfide di packaging. Integrazioni come un albero di trasmissione aggiuntivo, un differenziale posteriore e una scatola di rinvio per la trazione anteriore richiedono spazio e modifiche strutturali significative, spesso non previste nel design originale di una vettura a trazione posteriore.
Per quanto sia tutto molto interessante, è meglio non aspettarsi una versione di serie per il pubblico. La BRZ “alta da terra” è esclusivamente una vettura da rally, e Subaru non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali su un’eventuale variante omologata per la strada. Questo progetto sottolinea l'impegno di Subaru nello sviluppo di veicoli specifici per le competizioni, senza necessariamente prevedere una ricaduta diretta sul mercato delle auto stradali.

Dal punto di vista di Motor1, considerando che lo Sports Vehicle Planning Office è stato appena istituito, è difficile aspettarsi a breve un prodotto omologato per l’uso stradale. Potrebbe anche essere troppo tardi per l’attuale BRZ, visto che la seconda generazione è in circolazione da quasi sei anni, rendendo meno probabile un investimento significativo in una variante stradale di nicchia.
L'Era Elettrica e la Sfida dell'Impreza Silenziosa
David Dello Stritto, direttore generale di Subaru per l’Europa, ha aperto uno spiraglio parlando di un futuro modello sportivo a zero emissioni: “Gli elettrici stanno rendendo possibili cose che un tempo erano solo sogni. È come un rinascimento per quel tipo di auto blu con livrea gialla.” Il riferimento, neanche troppo velato, è proprio all’Impreza, simbolo di un'epoca d'oro per Subaru nei rally.
Tuttavia, il passaggio all'elettrico presenta una sfida significativa per un marchio la cui identità è così legata al suono e alla sensazione di un motore termico. Una fonte interna a Subaru lo ha ammesso senza giri di parole: “La passione è più difficile da trasmettere con un veicolo elettrico, perché gran parte dell’amore per l’Impreza veniva dal rumore”. E qui sta il nodo. Perché un’Impreza silenziosa rischia di essere una contraddizione in termini, un'esperienza che potrebbe non risuonare allo stesso modo con gli appassionati di lunga data.
L’eventuale Impreza EV non nascerebbe in collaborazione con Toyota, come successo per Solterra o per la coppia BRZ-GR86. Sarebbe un progetto indipendente, destinato a pochi numeri e concepito come “halo car”, più per l’immagine che per i volumi. Ma è proprio qui il punto: quale immagine può dare un’Impreza elettrica? Perché se è vero che le normative europee non lasciano alternative ai motori termici, è altrettanto vero che il fascino dell’Impreza non è mai stato fatto di compromessi. Anzi, la sua forza era proprio l’essere diversa, quasi ribelle, un'auto che incarnava uno spirito di pura performance senza filtri. La transizione all'elettrico, pur necessaria per il futuro, impone a Subaru di ridefinire il concetto di "passione" e "prestazioni" in un modo che sia autentico per il marchio, ma al contempo innovativo.

Il Brataroo: Omaggio al Passato e Spettacolo Moderno con Travis Pastrana
Il mondo dell’intrattenimento motoristico e delle acrobazie al limite ha assistito al battesimo di un nuovo eroe a quattro ruote. Questa creazione, pensata per esibirsi nel prossimo film intitolato “Aussie Shred” ambientato in Australia, è la terza vettura Gymkhana realizzata su misura per Travis Pastrana. Il Brataroo, nome che evoca la sua doppia natura, è basato sulla scocca di un leggendario Subaru BRAT del 1978 ma è stato ingegnerizzato per superare ogni limite di performance moderna. L’architettura meccanica è stata sviluppata da Vermont SportsCar (VSC), partner tecnico di Subaru of America, per creare un’arma che ama stare sia di traverso che in aria, dimostrando una versatilità straordinaria in ogni tipo di acrobazia.
Questo motore non è solo possente, ma vanta anche il regime di rotazione più elevato mai raggiunto da una vettura Gymkhana, superando i 9.500 RPM. Questo permette al Brataroo di sprigionare una potenza e una reattività eccezionali, fondamentali per le manovre estreme che caratterizzano il Gymkhana.
Il look iconico del BRAT è stato ripensato da zero. Il rinomato designer Khyzyl Saleem, conosciuto come The Kyza, ha plasmato il veicolo in un widebody leggero e aggressivo, una fusione perfetta tra l’estetica da motorsport e le proporzioni singolari del BRAT, creando un'auto che è immediatamente riconoscibile e visivamente impattante. La livrea, che celebra la partnership di lunga data con Dixxon Flannel, presenta un’atmosfera retrò con branding Subaru degli anni ’70 e un tocco di colore ispirato ai tramonti dell’Outback, con tanto di canguri che fanno il pollice in su, il gesto distintivo di Pastrana. Questo mix di elementi tradizionali e moderni rende il Brataroo un capolavoro di design e funzionalità.

Il vero prodigio tecnico risiede nell’aerodinamica. Le feritoie dei parafanghi anteriori, ad esempio, sono regolabili in tempo reale, permettendo al pilota di bilanciare l’assetto del frontale sia a terra che durante i salti. Questa capacità di adattamento dinamico è cruciale per massimizzare l'aderenza e il controllo in situazioni estreme, permettendo a Pastrana di eseguire manovre con precisione incredibile. Nella parte posteriore, sono disponibili due ali intercambiabili: una più grande per la massima deportanza e stabilità alle alte velocità, e una più contenuta per le acrobazie di distruzione degli pneumatici. Entrambe le ali sono regolabili nell’angolo di attacco e possono attuarsi verso l’alto per controllare l’assetto e la rotazione del veicolo durante i momenti aerei, offrendo un controllo senza precedenti durante i salti e le evoluzioni.
L’abitacolo è un omaggio all’originale BRAT del 1978, pur integrando tecnologia moderna. Il cruscotto in fibra di carbonio e gli accenti in finto legno composito a base di lino richiamano il fascino utilitaristico del veicolo storico, creando un ambiente che bilancia la nostalgia con la funzionalità avanzata necessaria per le competizioni odierne. Questa vettura è la dimostrazione che l’eredità creativa di Ken Block, il cui spirito ha trasformato la passione per la guida in un fenomeno culturale globale, continua a vivere. Come ha concluso Pastrana: “Questa BRAT è completamente fuori di testa. Ha l’anima di una Subaru vintage con la tecnologia per fare cose che nessun’altra auto Gymkhana ha mai fatto.” Il Brataroo non è solo un veicolo, ma un simbolo di come la passione per l'automobilismo possa essere reinventata e spinta oltre ogni limite.