
L'Alfa Romeo Giulietta rappresenta un capitolo significativo nella storia del Biscione, un nome che evoca passione, sportività ed eleganza italiana. Dalla sua nascita nel 1955, come veicolo che ha reso accessibile il sogno Alfa Romeo, fino all'ultima generazione prodotta fino al 2020, la Giulietta ha saputo conquistare il cuore di milioni di automobilisti. Oggi, mentre il modello originale è uscito di produzione, si susseguono voci e speculazioni su una sua possibile erede spirituale, un veicolo che, pur non portando lo stesso nome, possa incarnare lo spirito della gloriosa compatta milanese.
La Leggenda della Giulietta: Un Nome, Tre Generazioni
Il nome Giulietta ha un profondo significato nella tradizione Alfa Romeo, essendo stato utilizzato per identificare ben tre diverse autovetture. La prima, la "Giulietta del 1955", è considerata un'icona che ha fatto sognare gli automobilisti di tutto il mondo, rendendo per la prima volta accessibile il sogno di possedere un'Alfa Romeo e unendo fruibilità e comfort di alto livello all'eccellenza tecnica. Negli anni Cinquanta, questo modello fu prodotto nello stabilimento del Portello a Milano in oltre 100.000 esemplari, consolidando la sua posizione come veicolo di grande valore tecnico. Successivamente, la "Giulietta del 1977" ha ripreso il testimone, proseguendo la tradizione del nome storico dell'automobilismo italiano.
La Giulietta (2010-2020): Un Rilancio nel Segmento C

Nel dicembre 2009, l'Alfa Romeo ha diffuso le foto ufficiali e ha aperto il sito web dedicato a quella che sarebbe diventata la Giulietta del terzo millennio, inizialmente nota con il nome di fabbrica Alfa Romeo ZAR Progetto 940 e pubblicamente denominata Milano. Tuttavia, il nome venne sostituito sul finire del 2009, durante la pubblicazione delle foto ufficiali distribuite alla stampa, per evitare attriti in un momento di chiusura dello storico stabilimento Alfa Romeo di Arese e del suo Centro Stile, con il conseguente inglobamento presso il Centro Stile Fiat a Torino. Questa decisione volle anche celebrare con il nome Giulietta l'auto che, in pratica, aveva il compito di festeggiare il centenario di Alfa Romeo.
Presentata in anteprima mondiale al Salone di Ginevra, la Giulietta del 2010 ha debuttato progressivamente in tutti i principali mercati a partire da maggio, rilanciando il Brand in uno dei segmenti più importanti d'Europa. Nata dal Centro Stile Alfa Romeo, questa hatchback a 5 porte vantava una linea chiaramente Alfa Romeo, capace di esprimere sia grande agilità sui percorsi più impegnativi sia doti di abitabilità e comfort sulle strade di tutti i giorni. Merito della nuova architettura “Compact”, progettata per soddisfare le aspettative dei clienti più esigenti in termini di tenuta di strada, agilità e sicurezza. Questa architettura garantiva eccezionali performance dinamiche e un elevato comfort, grazie a raffinate soluzioni tecniche scelte per le sospensioni, a un sistema sterzante di nuova generazione, e a una struttura rigida e leggera realizzata utilizzando materiali come l'alluminio e gli acciai alto resistenziali, e tecnologie produttive all'avanguardia.
La “Compact” architecture permetteva di conciliare il comfort a bordo e la fruibilità degli interni e del bagagliaio con le doti dinamiche proprie di ogni Alfa Romeo. Inoltre, il piacere di guida e il comfort potevano essere adattati alle esigenze di ogni cliente grazie al selettore Alfa DNA, un dispositivo di serie sull'intera gamma del nuovo modello che personalizzava il comportamento della vettura in base ai differenti stili di guida o alle diverse condizioni stradali, modificando i parametri di funzionamento di motore, cambio, sistema sterzante, differenziale elettronico Q2, oltre alle logiche di comportamento del sistema di controllo della stabilità (VDC).
Design e Caratteristiche Estetiche

La Giulietta (2010) era una sintesi di sportività ed eleganza, che ridefiniva gli standard tecnologici e i valori emozionali del Marchio. Il frontale si sviluppava a partire dal “trilobo” con un'inedita interpretazione del classico scudetto, incastonato nel paraurti anteriore e sospeso tra le prese d'aria. Da qui, idealmente, si sviluppava l'intera vettura che combinava personalità grintosa con una spiccata eleganza delle forme. I proiettori anteriori adottavano DRL con tecnologia a LED con funzione “luce diurna” per la massima sicurezza attiva.
Il profilo dell'Alfa Romeo Giulietta era ricco di personalità e faceva percepire il modello come un'auto agile e solida, grazie alla vetratura laterale che richiamava quella di un coupé, sottolineando il dinamismo e la fluidità delle forme anche grazie alle maniglie posteriori nascoste. La nervatura della fiancata donava slancio alla vettura mentre le linee tese, che chiudevano sul posteriore, accentuavano la forma “a cuneo” del corpo vettura. La parte posteriore presentava una forte impronta stilistica che accentuava l'impressione di vettura “muscolosa” e decisamente “aggrappata” all'asfalto. Anche i fari posteriori adottavano la tecnologia a LED al servizio non solo dell'estetica ma anche della sicurezza preventiva. Le misure della vettura “disegnavano” una forma compatta e dinamica, garantendo al tempo stesso un'ottima abitabilità e un bagagliaio capiente (350 litri): era lunga 4,35 metri, alta 1,46, larga 1,80 e con un passo di 2,63 metri.
Interni e Tecnologia a Bordo

La ricercata cura del dettaglio e l'alta qualità dei materiali impiegati negli interni rappresentavano l'espressione più evoluta dello stile “made in Italy”. Negli interni del nuovo modello, il concetto dominante era quello della leggerezza, con linee tese e una plancia dallo sviluppo orizzontale. I sedili erano avvolgenti e, al contempo, avevano una conformazione studiata per garantire il massimo comfort anche durante gli spostamenti più lunghi. Grazie all'ergonomia evoluta nello studio degli interni, ogni comando trovava la sua collocazione ideale: quelli principali erano raggruppati nella parte centrale della plancia e riprendevano il design dei comandi della 8C Competizione. Il navigatore con “pop-up display” permetteva al conducente di visualizzare il percorso impostato o i parametri di funzionamento della meccanica scelti tramite il dispositivo Alfa DNA in massima sicurezza senza allontanare lo sguardo dalla strada. Comodi vani a giorno erano dislocati in varie zone dell'abitacolo, mentre vani chiusi erano previsti, a seconda della dotazione, sulla parte superiore della plancia, nel sottoplancia di fronte al passeggero (refrigerato con climatizzatore bi-zona), nei braccioli anteriore e posteriore.
Nel settembre 2013, la vettura ha ricevuto un restyling che consisteva in lievi ritocchi estetici al frontale, concentrati sui fendinebbia (ora con cornice cromata) e sullo scudetto, quest'ultimo ridisegnato e l'intervento più evidente negli esterni. Gli interni hanno ricevuto aggiornamenti maggiori, con un nuovo volante a "V" e una plancia centrale ridisegnata; la vecchia strumentazione con tasti a bilanciere è stata sostituita da una console interattiva con schermo touch da 5 pollici o, in alternativa, con navigatore touch integrato da 6,5 pollici di nuova generazione e nuovi dispositivi di connettività aggiornati, tra i quali l'Uconnect.
Al salone di Ginevra del 2016 è stato presentato il secondo restyling della carriera della Giulietta; il rinnovamento più evidente era nel frontale, dove lo scudetto Alfa Romeo è stato ridisegnato secondo il nuovo family feeling introdotto nei mesi precedenti dalla Giulia, ed è stata aggiunta una modanatura nera sulla parte bassa del paraurti. Più contenute le modifiche riguardanti il posteriore, che ospitava la scritta «GIULIETTA» in nuovi caratteri, adottando, così come all'anteriore, il nuovo marchio della casa. A febbraio 2019 è stato annunciato un piccolo aggiornamento, presentato poi ufficialmente a marzo durante il salone di Ginevra, che ha portato in dote alcune modifiche estetiche tra cui: nuova griglia frontale, fascioni dei paraurti, cerchi e colorazioni.
Motorizzazioni e Prestazioni
Conferenza su Alfa Giulietta 2010: tecnologia e innovazioni
L'Alfa Romeo Giulietta (2010) assicurava performance e tecnologia ai massimi livelli, come dimostrava una gamma motori che rappresentava lo stato dell'arte in termini di tecnica, prestazioni e rispetto dell'ambiente. Al lancio erano disponibili 4 motori Turbo, tutti omologati Euro5 e dotati di serie del sistema “Start&Stop” per la riduzione dei consumi e delle emissioni: due benzina (1.4TB da 120 CV e 1.4TB Multiair da 170 CV) e due diesel (1.6 JTDM da 105 CV e 2.0 JTDM da 170 CV, entrambi MultiJet di seconda generazione). Infine, alla gamma si aggiungeva il brillante 1750 TBi da 235 CV con iniezione diretta e scavenging abbinato all'esclusivo allestimento Quadrifoglio Verde.
In particolare, il modello equipaggiato con il 1750 TBi da 235 CV sintetizzava perfettamente il modo in cui Alfa Romeo interpretava il top dell'offerta in questo segmento, offrendo “sensazioni vere” con una ripresa sempre vigorosa, una risposta fluida che minimizzava l'uso del cambio e un “sound” motore coinvolgente. Il 1750 Turbo Benzina vantava soluzioni tecniche all'avanguardia quali l'iniezione diretta di benzina, il doppio variatore di fase continuo, il turbocompressore e un rivoluzionario sistema di controllo definito “scavenging” che eliminava il cosiddetto “turbolag”, permettendo al propulsore di avere prestazioni comparabili o superiori a quelle di un “3 litri” con consumi propri di un “4 cilindri” compatto. La potenza specifica di 134 Cv/Litro rappresentava la più alta mai raggiunta da un motore Alfa Romeo, e la coppia specifica, pari a 195 Nm/litro, era la più alta tra i motori benzina della categoria, mentre la coppia massima di 340Nm, raggiunta già al regime di 1.900 giri, rappresentava un punto di assoluta eccellenza.
L'offerta dei motori era in grado di soddisfare le esigenze di tutti i clienti. Il 1.4TB da 120 CV era la motorizzazione ideale per coloro che ricercavano una vettura agile nel traffico urbano con costi di gestione contenuti. Il 14 TB Multiair da 170 CV era un concentrato di tecnologia che conciliava performance elevate con i consumi e le emissioni più basse della categoria per motorizzazioni benzina di pari potenza. Il 1.6 JTDM da 105 CV era un motore diesel elastico e parsimonioso, sorprendente per la sua prontezza di risposta abbinata a un consumo molto contenuto. Per coloro che facevano un utilizzo più autostradale o che richiedevano il massimo delle prestazioni su una motorizzazione diesel, era dedicato il 2.0 JTDM da 170 CV, che univa la tecnologia MultiJet di seconda generazione e il sistema Start&Stop.
Con il restyling del 2013, Alfa Romeo ha colto l'occasione di dotare la Giulietta di un motore diesel di nuova generazione denominato JTDm2: il 2.0 di terza generazione presentava migliorie che permettevano di guadagnare maggiore potenza e minori consumi, senza intervenire sulla geometria. Il motore, che ora guadagnava 10 CV, utilizzava nuovi iniettori che consentivano un'erogazione del carburante più precisa, grazie a un'inedita servo-valvola idraulica bilanciata che permetteva di gestire fino a 8 iniezioni per ciclo. Al salone di Ginevra del 2016 è stato presentato il motore 1.6 Multijet 120 CV abbinato alla trasmissione TCT a doppia frizione a secco con rapporti specifici. Tutti i propulsori erano abbinati a un cambio meccanico a 6 marce di nuova generazione, e successivamente le motorizzazioni Multiair e 2.0 JTDM da 170 CV sono state abbinate anche a un innovativo cambio automatico a doppia frizione.
La Giulietta più veloce era la Quadrifoglio Verde da 235 CV (con l'aggiornamento poi divenuta Veloce, raggiungendo la potenza di 240 CV) che accelerava da zero a cento in 6 secondi con il launch control e raggiungeva la velocità massima di 244 chilometri orari.
Sicurezza e Dinamica di Guida

L'Alfa Romeo Giulietta è stata progettata per ottenere il massimo rating Euro NCAP in modo tale da offrire una protezione totale per guidatore e passeggeri. La nuova architettura “Compact” è stata pensata per garantire la massima interazione dei sistemi responsabili di governare la dinamica del veicolo. Tutto questo era governato dal vero “cervello” della vettura, il dispositivo Alfa DNA, che gestiva tutti i sofisticati dispositivi elettronici per il controllo del comportamento dinamico: VDC (Vehicle Dynamic Control), Sterzo attivo Dual Pinion, il differenziale elettronico Q2, la risposta e la curva di coppia del motore, impianto frenante con la funzione di pre-fill. Questi sistemi garantivano la sicurezza di guida, la motricità della vettura e prestazioni da vera Alfa Romeo.
La vettura si è dimostrata estremamente sicura durante le prove d'impatto Euro NCAP a cui è stata sottoposta nel maggio del 2010, ottenendo il punteggio massimo di 5 stelle e ottimi rating specifici, risultando in quel momento la berlina media più sicura di sempre. Il 27 gennaio 2011, la stessa Euro NCAP ha premiato la Giulietta come una delle 5 auto più sicure del 2010, in particolare come vettura più sicura nella categoria Small Family. Secondo i dati EuroNCAP, l'Alfa Romeo Giulietta è rimasta per tre anni, con un risultato di 97 su 100, l'auto più sicura in Europa per pilota e guidatore fino al 2013, quando il primato le è stato tolto, con un risultato di 98 su 100, dalla Volvo V40. Era inoltre fra le auto più sicure per la protezione bambini (85 punti su 100) e nei confronti dei pedoni (65 punti su 100). Il modello 2016 è stato sottoposto a un nuovo test Euro NCAP nel 2017 totalizzando un punteggio di 3 stelle su 5.
Alla guida, la Giulietta si presentava come una compatta di segmento medio capace di convincere soprattutto per il suo comportamento dinamico, improntato alla sportività. Nell'utilizzo urbano, l'auto si dimostrava piacevole grazie a uno sterzo leggero e a una frizione facile da modulare. Tra le curve emergeva il vero carattere della Giulietta, con motori tutti turbocompressi che contribuivano a una guida brillante. L'auto si distingueva per l'avantreno reattivo, lo sterzo diretto e una stabilità che trasmetteva sicurezza. I Diesel JTDm erano spesso la scelta più equilibrata: affidabili, vigorosi e parsimoniosi nei consumi, mantenevano un buon piacere di guida. La trazione era anteriore, e le sospensioni all'avantreno configurate secondo lo schema a ruote indipendenti con montante telescopico in alluminio tipo MacPherson, mentre al retrotreno era presente uno schema a ruote indipendenti del tipo Multilink a tre bracci in alluminio con barra stabilizzatrice. Su tutte le versioni era previsto, di serie, il sistema di controllo Alfa Romeo VDC con funzione di differenziale a slittamento limitato E-Q2 ("Electronic Q2"), senza il differenziale di tipo meccanico Torsen. Il sistema sfruttava i sensori dell'impianto frenante per realizzare un comportamento molto simile a quello di un differenziale a slittamento limitato.
Allestimenti e Personalizzazione
Pensata per rivolgersi alle varie tipologie di clienti del segmento C che ricercavano comfort e piacere di guida, l'Alfa Romeo Giulietta era offerta in due allestimenti (Progression e Distinctive) ai quali si aggiungevano due pacchetti di personalizzazione della vettura (Pack Sport e Pack Premium). Tutti i dispositivi legati alla sicurezza attiva e passiva erano di serie sull'intera gamma. L'allestimento Progression prevedeva di serie il dispositivo Alfa DNA (con differenziale elettronico Q2 e DST), il VDC (include ASR e hill holder), 6 airbag, cinture anteriori con doppio pretensionatore e i sedili anteriori con sistema “antiwiplash”. Completavano la dotazione di serie il climatizzatore manuale, i cerchi da 16’’, i vetri elettrici anteriori e posteriori, trip computer, impianto stereo con radio dual tuner, 6 casse e lettore CD MP3. Il secondo livello (Distinctive) aggiungeva alla già ricca dotazione del primo allestimento: i cerchi in lega da 16’’, il climatizzatore automatico bi-zona, il volante in pelle con comandi radio, il bracciolo anteriore con vano portaoggetti, il cruise control, i fendinebbia, il quadro di bordo riconfigurabile, i sedili rivestiti in tessuto “Competizione”, il bracciolo anteriore e l'elegante inserto cromato (chrome line) che incorniciava i cristalli laterali. La plancia della Distinctive si distingueva anche per l'elegante inserto verniciato in grigio magnesio o, in alternativa, nei colori bianco Ghiaccio, Rosso Alfa oltre che in alluminio brunito spazzolato.
Il cliente poteva personalizzare ulteriormente la propria Giulietta con due Pack specifici (Sport e Premium). Il primo pack permetteva di sottolineare l'anima sportiva della vettura con un assetto specifico, cerchi in lega da 17’’ o da 18’’, minigonne, pedaliera sportiva, sedili sportivi con rivestimenti in pelle e tessuto microfibra, inserto plancia in alluminio brunito spazzolato, cornici brunite dei proiettori, ambiente interno scuro. Per i clienti che ricercavano una dotazione di bordo ancora più tecnologica e completa era disponibile il Premium Pack che includeva proiettori bi-xenon con funzione AFS, il sistema Blue&Me con funzione bluetooth, presa USB e lettore MP3, comandi radio/telefono al volante, sensori di parcheggio posteriori, sensori pioggia-umidità-crepuscolare, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente e specchietto retrovisore interno elettrocromico.
La Giulietta nel Mercato e le Sue Alternative

Sportività ad un prezzo accessibile: con questa frase si potrebbe riassumere l'anima dell'Alfa Romeo Giulietta. Vettura di medie dimensioni dal frontale inconfondibile grazie alla firma luminosa a LED e alla classica mascherina anteriore a Trilobo. La dinamicità della vettura si ritrovava in ogni dettaglio con un corpo vettura piuttosto alto, utile per offrire il massimo dell'abitabilità senza rovinare l'estetica, e passaruota molto bombati. Piacevano il montante C sottile e le maniglie delle portiere posteriori nascoste nel montante. La Giulietta, in alcune versioni, si prestava bene anche come auto aziendale grazie alle motorizzazioni Diesel che, con i loro consumi bassi e una buona affidabilità, erano delle macinatrici di chilometri. Tutte le versioni avevano lo scarico cromato a vista, e quelle con potenza superiore a 140 CV sfoggiavano un doppio scarico sdoppiato. Nonostante gli anni di carriera, Alfa Romeo Giulietta è rimasta sempre fresca e ancora oggi si apprezza tra le usate. Interessante, infine, la motorizzazione GPL che coniugava buone prestazioni a costi di esercizio ridotti senza modificare la portata del bagagliaio.
L'Alfa Romeo Giulietta è un'auto che risponde alle esigenze degli appassionati di guida, professionisti e giovani adulti. Si colloca nel segmento delle compatte ma si distingue da molte competitor per il suo carattere maggiormente sportiveggiante. La clientela a cui si rivolge è costituita da persone tra i 30 e i 45 anni, spesso con un reddito medio o medio-alto. La Giulietta offre una carrozzeria a cinque porte con uno spazio a bordo adeguato anche se non da record, rendendola adatta principalmente per le coppie o le famiglie non molto numerose. Il punto di forza di questa vettura è il design che ben si coniuga con le prestazioni e una tecnologia di bordo interessante. Un altro gruppo importante di clienti era rappresentato dagli appassionati del marchio Alfa Romeo, gli “alfisti”, per i quali la Giulietta rappresentava una delle ultime migliori vetture uscite dalla linea di produzione grazie alla forte identità sportiva.
Grazie alla sua doppia anima pratica e sportiva, le concorrenti di Alfa Romeo Giulietta non erano poche. Grazie al suo prezzo oggi contenuto, si proponeva come compatta da tutti i giorni come SEAT Leon e Volkswagen Golf. Rispetto all'italiana, queste due tedesche all'interno erano meglio rifinite ma avevano un design più tradizionale. Grazie al deprezzamento, diventavano oggi concorrenti di Alfa Romeo Giulietta anche vetture che da nuove costavano molto di più, ma che oggi si trovano agli stessi prezzi come BMW Serie 1 e Audi A3.
Problemi Comuni e Richiami
Nel corso della sua carriera, l'Alfa Romeo Giulietta ha seguito alcuni richiami. Un avviso del 10/2018 (A12/0369/18) ha riguardato i modelli prodotti tra novembre e dicembre 2017, per cui il liquido dei freni e della frizione conteneva olio minerale e, di conseguenza, poteva danneggiare alcuni componenti. Un altro avviso del 14/2017 (A12/0416/17) ha segnalato che la centralina del sistema antibloccaggio dei freni (ABS) era inadeguata e poteva causare malfunzionamenti delle funzioni ABS, portando al blocco delle ruote in situazioni impreviste. Infine, un avviso del 13/2017 (A12/0377/17) ha riguardato i veicoli prodotti tra settembre 2010 e dicembre 2015.
I difetti comuni dell'Alfa Romeo Giulietta riguardavano principalmente alcuni dettagli all'interno che risultavano poco solidi e con il tempo tendevano ad emergere. Non mancavano poi segnalazioni legate all'impianto elettrico dovute ad alcuni cablaggi.
La Giulietta nelle Competizioni
Nel 2015, la Romeo Ferraris ha iniziato a lavorare ed elaborare in privato, senza il coinvolgimento ufficiale dell'Alfa Romeo, a una versione da competizione della Giulietta per correre nel campionato TCR International Series, presentandosi con la scuderia Mulsanne Racing. Nel 2018, il team Mulsanne Racing ha iscritto al World Touring Car Cup (WTCR) due Alfa Romeo Giulietta QV. Per la stagione 2019, l'auto ha subito un'importante evoluzione aerodinamica ed è stata ribattezzata "Alfa Romeo Giulietta Veloce TCR".
Il Futuro Incerto: Un'Erede per la Giulietta?

Oggi, il ritorno di una "Nuova Alfa Romeo Giulietta" non è previsto con il brand milanese concentrato nello sviluppo delle future generazioni di Giulia, Stelvio e Tonale. Nonostante ciò, il dibattito sul suo ritorno rimane acceso tra appassionati e addetti ai lavori che sperano un domani di rivedere ancora il mitico modello nella gamma della casa milanese dopo il suo addio al mercato avvenuto nel corso del 2020. Con il cambio al vertice e l'arrivo di Santo Ficili come nuovo amministratore delegato del marchio, una parte del pubblico ha ricominciato a sperare in una possibile riapertura del dossier. Al momento, però, non sembrano esserci elementi concreti che facciano pensare a un ritorno imminente della Giulietta.
A riaccendere l'attenzione nelle ultime settimane sono state soprattutto alcune dichiarazioni di Ralph Gilles, responsabile del design del gruppo Stellantis. Il manager non ha mai citato direttamente la Giulietta, ma ha osservato come, dopo un lungo periodo dominato dai SUV, il mercato potrebbe cominciare a guardare di nuovo con interesse a berline e hatchback. Da qui nasce l'idea che, nel medio-lungo periodo, qualcosa possa effettivamente cambiare. Non si tratta di uno scenario vicino nel tempo, e probabilmente è anche per questo che oggi non esistono conferme ufficiali né indicazioni operative in quella direzione.
Il tema si intreccia anche con le indiscrezioni che da tempo parlano di un futuro modello Alfa Romeo collocato tra Junior e la nuova Tonale. Secondo alcune ricostruzioni, si tratterebbe di una vettura di dimensioni leggermente inferiori a quelle della vecchia Giulietta, destinata a occupare uno spazio strategico nella gamma del Biscione. L'ipotesi, però, resta per ora piuttosto fragile. Più plausibile, almeno allo stato attuale, è che un eventuale nuovo modello in quella fascia possa assumere la forma di un crossover dal profilo più sportivo e filante, magari più dinamico nelle proporzioni rispetto a Junior e Tonale, ma comunque in linea con le tendenze dominanti del mercato.
L'Erede Spirituale: Nomi e Piattaforme
La "Nuova Alfa Romeo Giulietta" è il soprannome che è stato dato a una futura vettura di segmento C che probabilmente arriverà sul mercato nel 2027 per affiancare il SUV Alfa Romeo Tonale che nel frattempo subirà un aggiornamento. In realtà, questa vettura, che non si chiamerà così, sarà erede spirituale del modello uscito di produzione nel 2020 ma con un nome diverso. In proposito, al momento si fanno molte supposizioni. C'è chi pensa si possa chiamare nuova Alfa Romeo Brera, chi nuova Alfa Romeo Alfetta e chi pensa che alla fine per questa auto si possa utilizzare il nome di nuova Alfa Romeo GTV. La vettura potrebbe nascere, secondo alcuni, su piattaforma STLA Medium, secondo altri su piattaforma STLA Small. La nuova Alfa Romeo Giulietta o comunque la sua erede con un nome diverso potrebbe arrivare nel 2028.
Luogo di Produzione e Design Futuro
Non si sa ancora dove sarà prodotta la nuova Alfa Romeo Giulietta. Ultimamente, però, sono girate voci secondo cui si potrebbe trattare di uno dei modelli che verranno prodotti su piattaforma STLA Small a Pomigliano. Quello che è sicuro è che questa auto sarà molto diversa dal vecchio modello, come anticipato dall'ex CEO del Biscione Jean Philippe Imparato. Da qui la decisione di cambiare nome ma attingendo sempre alla tradizione e alla storia della casa automobilistica milanese utilizzando uno dei nomi più famosi tra quelli che hanno fatto parte della sua gamma negli scorsi decenni. Imparato ha detto nei mesi scorsi che questa auto avrebbe avuto un design insolito, molto diverso dalla hatchback di segmento C uscita di scena nel 2020. La nuova Alfa Romeo Giulietta o come si chiamerà avrà uno stile quasi da berlina coupé con la coda tronca, i fari stretti, la firma luminosa a V al posteriore e la targa centrale. Il tetto sarà spiovente nella parte posteriore e questo darà all'auto uno stile molto aerodinamico.
Motorizzazioni e Prezzi della Futura Generazione
La nuova Alfa Romeo Giulietta potrebbe non arrivare solo in versione elettrica come si pensava fino a poco tempo fa. Il forte rallentamento nelle vendite di auto elettriche a livello globale avrebbe suggerito ai dirigenti del Biscione di dotare le sue future auto di versioni termiche in modo da non avere problemi con le vendite. Dunque, al pari di quanto accadrà con la nuova Alfa Romeo Stelvio e con la nuova Alfa Romeo Giulia, anche la futura erede di Giulietta potrebbe avere un ibrido plug-in in gamma. Di una cosa siamo certi, un'auto con queste caratteristiche difficilmente lascerà indifferenti i fan alfisti, potendo diventare estremamente popolare sul mercato come una delle auto più vendute dal brand premium di Stellantis. Per quanto riguarda infine i prezzi, saranno in linea con quelli della concorrenza tenendo conto che parliamo di segmento premium e dunque saranno più elevati rispetto a quelli di altre berline compatte presenti nella gamma di altri brand di Stellantis.
Sebbene il suo arrivo sia davvero molto probabile, non c'è stata ancora una conferma ufficiale da parte di Stellantis e dunque bisogna per il momento essere ancora cauti. Probabile però che nel corso del prossimo anno arriveranno le prime conferme da parte del nuovo numero uno del Biscione, il CEO Santo Ficili, che deve ancora indicare quelli che sono i suoi programmi a proposito del futuro di Alfa Romeo e se questi differiranno da quelli del suo predecessore Imparato.