Un'auto, un SUV nero, piombato a velocità sostenuta sulla folla a Mannheim, in Germania, ha causato un tragico evento con almeno due morti e numerosi feriti, tra cui un bambino. Le vittime sono state identificate come un uomo di 50 anni e una donna. L'episodio si è verificato nei pressi della Torre dell'Acqua, un monumento cittadino in pieno centro a Mannheim, mentre era in corso il mercatino di Carnevale, una festa particolarmente sentita in Germania che aveva il suo culmine con il "lunedì delle rose". Lo schianto è avvenuto su Paradeplatz, con un "rumore assordante".

Questo evento si inserisce in un quadro di recenti episodi simili in Germania, sollevando interrogativi e preoccupazioni sulla sicurezza pubblica. Secondo il quotidiano Bild, il conducente dell'auto, un cittadino tedesco di 40 anni, è stato arrestato e si trova attualmente in ospedale in gravissime condizioni, avendo tentato di togliersi la vita sparandosi un colpo di pistola a salve in bocca al momento del fermo.
La Dinamica dell'Accaduto e le Prime Reazioni
L'attacco ha avuto luogo in una zona pedonale, direttamente dalla Galeria Kaufhof, una catena di gallerie commerciali. Testimoni oculari, citati da Mannheim24, hanno raccontato di aver visto l'auto, una Ford, forse un SUV, accelerare improvvisamente e investire la folla. Alcune immagini provenienti dal luogo dell'attacco mostrano arti mozzati sul marciapiede, a testimonianza della violenza dell'impatto.
Inizialmente, la polizia ha chiesto alla popolazione di Mannheim di evitare il centro cittadino e i grandi spazi, temendo la presenza di un secondo sospetto ancora libero o che le zone non fossero state adeguatamente bonificate e messe in sicurezza. La polizia ha chiuso il centro, spiegando che la zona avrebbe potuto rappresentare una “situazione pericolosa per la vita”.

Il cancelliere federale tedesco, Olaf Scholz, ha deplorato l'accaduto su X, dichiarando: “Ancora una volta siamo in lutto con Mannheim. Ancora una volta ci uniamo al dolore dei familiari delle vittime di un insensato atto di violenza e temiamo per i feriti. Non possiamo accettarlo”. Ha inoltre ringraziato le forze di sicurezza e il personale sanitario, augurando a coloro che hanno assistito alla scena la forza necessaria per elaborare quanto vissuto.
Anche il presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, ha espresso il suo cordoglio: “Esprimo il mio cordoglio per quanto accaduto a Mannheim. La nostra vicinanza alle persone colpite e ai loro cari, i migliori auguri ai feriti e piena solidarietà alla Germania tutta. I tentativi di destabilizzare le Nazioni democratiche non prevarranno ed è nostro impegno tenere alta la guardia contro qualunque forma di violenza”.
In Germania, a Mannheim un auto si è scagliata sulla folla
Il Profilo del Responsabile e le Ipotesi sul Movente
Secondo le autorità regionali, il responsabile di questa tragedia è un cittadino tedesco di 40 anni, proveniente dalla vicina Renania Palatinato, con ultima residenza a Ludwigshafen. Il pubblico ministero incaricato delle indagini ha dichiarato che l'uomo è sospettato di soffrire di una “malattia mentale”, escludendo inizialmente un movente politico. Tuttavia, Die Welt ha riportato che il proprietario della vettura era noto alle forze dell'ordine per uso di simboli anticostituzionali e di estrema destra, un'informazione che, al momento, non ha trovato conferma ufficiale. Il Der Spiegel ha riferito che si tratta di Alexander S. di Ludwigshafen, il quale aveva già avuto problemi mentali e nel 2018 era stato indagato per sospetto utilizzo di simboli di organizzazioni incostituzionali. La polizia di Mannheim, però, precisa che al momento dalle indagini non emerge un movente politico per quanto è avvenuto.
La tecnica di lanciare un veicolo sulla folla è una modalità ormai collaudata per chi vuole commettere un attentato, adottata da diversi gruppi e individui con motivazioni disparate. Stefano Piazza, giornalista e scrittore esperto di sicurezza e terrorismo, ha sottolineato come questa tecnica, finora usata dagli islamisti, sia ormai mutuata anche da altri.
Il Contesto di una Serie di Attacchi in Germania
L'episodio di Mannheim non è isolato. È il secondo attacco con un'auto sulla folla in Germania nel giro di pochi giorni e il terzo in 20 giorni. Solo pochi giorni prima, a Monaco di Baviera, una bambina e sua mamma erano state uccise da un afghano che aveva rivendicato l'attentato. Anche il 24 febbraio 2020, a Volkmarsen, un'auto era piombata sulla folla durante i festeggiamenti di Carnevale.
La Germania, in più occasioni, è stata teatro di fatti simili, in cui spesso gli autori erano stranieri, come afghani e sauditi, sebbene non sempre fosse chiara l'eventuale matrice islamista dei loro gesti. Un altro grave episodio recente è avvenuto il 31 maggio 2024 nella stessa città di Mannheim, dove un cittadino afghano residente in Germania ha accoltellato e ucciso l’agente di polizia Rouven Laur, ferendo gravemente altre cinque persone. Quell'assalto, avvenuto a pochi giorni dalle elezioni europee, era diretto contro Michael Stürzenberger, attivista noto per le sue posizioni critiche sull’Islam e presidente del movimento civile Pax Europa. Per la procura, in quel caso, si è trattato di un attentato islamista, il cui processo è iniziato a febbraio.

Questi eventi sollevano un dibattito sulla gestione della sicurezza e l'integrazione in Germania, un Paese che ha accolto un milione e mezzo di persone provenienti da Paesi come la Siria, l’Afghanistan e il Pakistan. È comprensibile che, in mezzo a un numero così elevato di persone, possano esserci individui che costituiscono un pericolo per la sicurezza pubblica.
La Comunicazione delle Autorità Tedesche
Le autorità tedesche adottano una comunicazione controllata e selettiva sugli attacchi, per diverse ragioni. Una delle principali è la prevenzione del panico e della propaganda: la diffusione di dettagli eccessivi potrebbe amplificare la paura nella popolazione e offrire visibilità agli autori degli attacchi, che spesso mirano proprio a questo.
Un'altra ragione è la limitazione delle informazioni per non compromettere le indagini in corso e per evitare di fornire vantaggi a complici o gruppi affiliati. I tedeschi ritengono che la riservatezza aiuti a impedire che potenziali attentatori apprendano informazioni utili sulle modalità di intervento delle forze dell'ordine. Vogliono anche evitare la strumentalizzazione politica di questi eventi, privilegiando una comunicazione sobria e basata su dati verificati. Le comunicazioni delle autorità tedesche, spesso, dicono abbastanza poco della personalità dell'attentatore e delle ragioni che lo hanno spinto ad agire. Questo approccio, se da un lato mira a mantenere la calma e a proteggere le indagini, dall'altro può generare un senso di frustrazione e incertezza nell'opinione pubblica, che si chiede quali siano le vere motivazioni dietro tali atti.