Comprendere la Dislessia e i Disturbi Specifici dell'Apprendimento: Una Guida Approfondita

La dislessia, insieme ad altri Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) come la disgrafia, la disortografia e la discalculia, rappresenta una realtà complessa che influisce su milioni di persone in tutto il mondo. Lungi dall'essere una malattia o un deficit intellettivo, i DSA sono considerate condizioni neurobiologiche che modificano le modalità di apprendimento e di elaborazione delle informazioni. Comprendere a fondo la natura di questi disturbi, i loro sintomi, le cause, le modalità diagnostiche e le strategie di supporto è fondamentale per garantire un percorso di vita e di studio sereno e proficuo. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio la dislessia e i DSA, fornendo un quadro completo e strutturato per genitori, educatori e chiunque desideri approfondire l'argomento.

Cosa Sono i Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA)?

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono un insieme di difficoltà che riguardano alcune abilità specifiche legate all’apprendimento scolastico, come la lettura, la scrittura e il calcolo. Non sono una malattia, bensì una condizione neurologica che influisce su come il cervello elabora certe informazioni. Le persone con DSA hanno un’intelligenza nella norma o superiore alla media, ma sperimentano ostacoli in aree specifiche. Il termine “disturbi” indica che si tratta di difficoltà persistenti e strutturate, che non sono temporanee né facilmente superabili senza interventi mirati. La specificità dei DSA risiede nel fatto che riguardano solo alcune aree del funzionamento cognitivo, come la lettura, la scrittura o il calcolo. Il termine “apprendimento” evidenzia che i DSA si manifestano principalmente nel contesto scolastico o in situazioni che richiedono competenze accademiche.

Diagramma che illustra le aree dei DSA: Lettura, Scrittura, Calcolo

Le Tipologie di Disturbi Specifici dell'Apprendimento

I DSA sono classificati in base alla difficoltà specifica che comportano.La dislessia è un disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella lettura accurata e fluente di un testo in termini di velocità e correttezza. I dislessici incontrano dunque difficoltà nella decodificazione dei testi scritti, come se le lettere saltassero da una parte all’altra. A tal proposito, per comprendere quanto sia difficile per un dislessico leggere, lo sviluppatore Victor Widell ha creato uno script animato in Java che simula l’esperienza di lettura dei dislessici. L’ispirazione gli è venuta da un’amica che, soggetta a questo specifico disturbo dell’apprendimento (DSA), gli ha descritto la sua esperienza di lettura.La disgrafia si manifesta con difficoltà nella scrittura manuale, nell’organizzazione e leggibilità del testo.La disortografia si manifesta con difficoltà nell’ortografia e nell’organizzazione del testo scritto.La discalculia è caratterizzata da difficoltà nell’apprendimento dei concetti matematici e nell’esecuzione di operazioni aritmetiche.

Questi DSA possono influenzare significativamente le prestazioni scolastiche e la vita quotidiana delle persone colpite. Interventi educativi mirati e strumenti compensativi possono fare una grande differenza. È importante sottolineare che i DSA non sono legati a deficit intellettivi.

La Dislessia: Un'Analisi Approfondita

Il termine dislessia deriva dal greco antico e significa letteralmente “malfunzionamento del linguaggio”. Questo disturbo, infatti, fa parte del gruppo dei DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) accanto alla disgrafia, disortografia e discalculia, ed è definito dal DSM-5 come un’incompetenza lessicale sia in comprensione che in produzione.La Legge 170/2010 fornisce una definizione chiara di cosa vuol dire dislessia: “Si intende per dislessia un disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell'apprendere a leggere, in particolare nella decifrazione dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura”.

La dislessia è legata a un’atipia del neurosviluppo e tende a manifestarsi nei primi anni della scuola primaria, quando il bambino inizia l’apprendimento formale della lettura. In alcuni casi, tuttavia, può comparire anche in età adulta, ad esempio in seguito a traumi, patologie neurologiche o incidenti. È fondamentale chiarire che la dislessia non è correlata al quoziente intellettivo: i bambini e gli adulti con dislessia hanno un’intelligenza nella norma o superiore. Nella storia contemporanea si ipotizza, ad esempio, che anche Albert Einstein presentasse caratteristiche compatibili con questo disturbo, a dimostrazione di come le persone dislessiche possano eccellere in molti ambiti, nonostante le difficoltà nella lettura. Allo stesso tempo, è importante sapere che i DSA sono condizioni permanenti, poiché derivano da specifiche caratteristiche del neurosviluppo che non possono essere modificate alla radice. Questo non significa che non sia possibile migliorare le competenze e la qualità della vita: con interventi mirati, strategie compensative e un adeguato supporto, la dislessia può essere gestita in modo efficace.

Tipi di Dislessia: Evolutiva e Acquisita

In ambito clinico si distingue principalmente tra dislessia acquisita e dislessia evolutiva, due condizioni diverse per origine, manifestazione e percorso di intervento.

La dislessia acquisita si sviluppa in seguito a lesioni o patologie neurologiche che possono insorgere anche in età adulta. Può essere causata, ad esempio, da traumi cranici, ictus, incidenti o malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. In questi casi, la difficoltà di lettura compare dopo un periodo di sviluppo tipico e si manifesta come una perdita, totale o parziale, della capacità di leggere in modo corretto e fluente. Non si tratta quindi di un disturbo del neurosviluppo, ma di una conseguenza diretta di un danno cerebrale acquisito.

La dislessia evolutiva è la forma più comune e rientra a pieno titolo nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Si tratta di una neurodivergenza che inizia a manifestarsi in età scolare, quando il bambino affronta l’apprendimento formale della lettura, e tende a persistere nel tempo, accompagnando l’individuo anche in età adulta, seppur con modalità diverse.

La dislessia evolutiva può presentarsi in forme differenti, tra cui le più riconosciute sono:

  • Dislessia di tipo fonologico: riguarda la capacità di interpretare correttamente i suoni, restituire i nomi delle cose e degli oggetti, riuscire a porre lettere e suoni in sequenza ordinata. La capacità di connettere le lettere dell'alfabeto a un suono ben preciso è alla base della lettura.
  • Dislessia di tipo percettivo-visivo: in cui il bambino può percepire le lettere come instabili o affollate sulla pagina, con una sensazione di movimento verticale o sovrapposizione che rende la lettura faticosa e richiede un elevato sforzo attentivo.

Illustrazione schematica delle due principali forme di dislessia evolutiva (fonologica e percettivo-visiva)

Sintomatologia della Dislessia

La sintomatologia dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) comprende una gamma di difficoltà legate all’acquisizione e all’uso delle abilità scolastiche fondamentali, come la lettura, la scrittura e il calcolo.

Sintomi della dislessia nei bambini:La dislessia nei bambini si manifesta principalmente con una ridotta correttezza e rapidità nella lettura ad alta voce rispetto a quanto ci si aspetterebbe per l’età anagrafica e il livello di istruzione ricevuto. La lettura appare poco fluida, faticosa e ricca di esitazioni, e il bambino tende a commettere più errori rispetto ai coetanei. Queste difficoltà non dipendono da una mancanza di impegno o di intelligenza, ma da un diverso funzionamento dei processi di decodifica del linguaggio scritto.

  • Lentezza nella lettura: Un bambino con dislessia può leggere più lentamente rispetto ai coetanei, faticando a riconoscere rapidamente le parole scritte.
  • Errori di lettura: Errori frequenti includono omissioni, sostituzioni o inversioni di lettere, come leggere “topo” invece di “poto” o “bambino” invece di “banbino”. I dislessici hanno difficoltà a collegare le lettere ai suoni corrispondenti, il che comporta un'incapacità nel creare le parole derivanti dai suddetti suoni.
  • Difficoltà di comprensione del testo: A causa dello sforzo richiesto per decodificare le parole, i bambini con dislessia spesso faticano a comprendere il significato generale di ciò che leggono. La capacità di decodificare un testo è essenziale per dare un senso alle parole che esso presenta.
  • Difficoltà di memoria verbale: È la memoria per le informazioni presentate verbalmente. Molti bambini con difficoltà di apprendimento di lettura e scrittura potrebbero infatti avere delle difficoltà nella memoria verbale.

Infografica che mostra esempi di errori di lettura comuni nei bambini dislessici

Sintomi della dislessia negli adulti:La dislessia negli adulti può manifestarsi in modi diversi rispetto all’infanzia, soprattutto in base alle strategie di compensazione sviluppate nel tempo. Tra i sintomi più comuni si osservano:

  • Lettura lenta e faticosa, con errori frequenti e necessità di rileggere più volte per comprendere il significato di un testo. La capacità di riconoscere le parole alla vista, con un veloce colpo d'occhio, riguarda i termini familiari, che un individuo ha già incontrato in altri testi. La scorrevolezza della lettura è compromessa.
  • Difficoltà nella scrittura, come errori ortografici o nella struttura delle frasi.
  • Problemi nelle attività quotidiane che richiedono lettura e scrittura, come compilare moduli, prendere appunti accurati o gestire documenti professionali.

Oltre agli aspetti cognitivi, la dislessia può avere ripercussioni emotive e psicologiche.

Cause e Fattori di Rischio della Dislessia

Le cause della dislessia, come avviene per gli altri Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), sono principalmente di natura neurobiologica. Nonostante i numerosi studi condotti negli ultimi decenni, l’eziologia della dislessia non è ancora completamente definita. La ricerca concorda però su un’origine multifattoriale, in cui diversi fattori possono concorrere allo sviluppo del disturbo.

La dislessia è un disturbo di natura multifattoriale (genetica, biologica, ambientale). Tra le principali cause della dislessia si individuano:

  • Ereditaria: in una famiglia in cui è già presente una persona dislessica, è più probabile che nasca un bambino con il medesimo problema. I DSA mostrano una forte componente genetica e familiare. Questo significa che le difficoltà di apprendimento tendono a manifestarsi più frequentemente in individui con parenti stretti che presentano o hanno presentato gli stessi disturbi. I genitori con DSA hanno un rischio significativamente maggiore di trasmettere ai figli una predisposizione alle difficoltà di lettura, scrittura.
  • Ambientale: i problemi dell’apprendimento potrebbero derivare da comportamenti nocivi tenuti dalla madre durante la gravidanza, come l’abuso di alcolici o di sostanze stupefacenti.

Dislessia e stress: Negli ultimi anni, alcuni studi hanno analizzato il ruolo dello stress nello sviluppo delle abilità di lettura. Lo stress cronico può influenzare la neuroplasticità delle aree cerebrali coinvolte nella lettura, incidendo su funzioni come l’attenzione, l’orientamento visuospaziale e l’elaborazione delle informazioni uditive. In contesti di forte disagio emotivo - come relazioni familiari conflittuali, isolamento sociale o bassa autostima - un bambino può manifestare difficoltà nella lettura simili a quelle della dislessia. Tuttavia, in questi casi non si parla di DSA, poiché manca la componente neurobiologica strutturale che caratterizza il disturbo. Secondo alcune prospettive teoriche, le difficoltà di lettura legate allo stress potrebbero rappresentare un adattamento funzionale, seppur costoso, a una disregolazione del sistema dello stress, piuttosto che un’anomalia neurologica vera e propria. Questa interpretazione mette in luce la variabilità dei processi di adattamento cerebrale, pur distinguendoli chiaramente dalla dislessia evolutiva.

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Differenze di Genere nella Dislessia

Negli ultimi anni, la ricerca sulla dislessia evolutiva ha iniziato a interrogarsi in modo più approfondito sulle differenze tra maschi e femmine, soprattutto dal punto di vista neurobiologico. In passato, molti studi si basavano su campioni composti prevalentemente da maschi. Questo accadeva anche perché i bambini venivano diagnosticati con maggiore frequenza: le ricerche più recenti hanno però iniziato a includere entrambi i sessi in modo più equilibrato.Alcuni studi suggeriscono che le basi cerebrali della dislessia possano differire tra i due sessi. Nei maschi con dislessia si osservano più frequentemente difficoltà legate alla rete linguistica tradizionale, mentre nelle femmine emergerebbero alterazioni in aree sensomotorie coinvolte nell’integrazione tra movimento e linguaggio. Queste differenze potrebbero essere influenzate da fattori ormonali, come i livelli di testosterone durante lo sviluppo fetale, che sembrano incidere sull’organizzazione delle reti cerebrali. In particolare, livelli più elevati di testosterone sono stati associati a un maggiore sviluppo delle aree motorie e sensoriali, mentre livelli più bassi potrebbero influenzare maggiormente le aree linguistiche. Nelle femmine, invece, sembrerebbe esistere una sorta di maggiore protezione delle aree del linguaggio, che potrebbe spiegare perché, a parità di dislessia, le bambine mostrino talvolta abilità linguistiche relativamente migliori o strategie compensative più efficaci. È importante sottolineare che queste differenze non indicano una maggiore o minore gravità del disturbo, ma evidenziano come la dislessia possa esprimersi in modi diversi nei maschi e nelle femmine.

Diagnosi e Identificazione dei DSA

Quando un genitore sospetta che il proprio figlio o la propria figlia abbia un disturbo specifico dell’apprendimento deve rivolgersi al pediatra e agli insegnanti per valutare eventuali percorsi di potenziamento, al fine di risolvere le problematiche evidenziate. A seguito di questi test, lo specialista incaricato redige una relazione che ne contiene i risultati. In caso di DSA, nella diagnosi sarà specificato che tipo di disturbo specifico dell’apprendimento è stato individuato (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia) e le strategie e gli strumenti da adottare per permettere allo studente o alla studentessa di raggiungere un apprendimento efficace.

A seguito dell'accordo Stato-Regioni “Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei Disturbi specifici di apprendimento (DSA)” del 25 luglio 2012, le singole Regioni hanno legiferato sulla materia. Per informazioni aggiornate si consiglia quindi di contattare il servizio pubblico regionale di competenza. Per sapere a chi rivolgersi è inoltre possibile affidarsi alla sezione locale dell’Associazione Italiana Dislessia.

L'Età di Insorgenza e il Percorso Diagnostico

L’età di insorgenza dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un elemento cruciale per comprendere quando e come queste difficoltà iniziano a manifestarsi. I DSA, come dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, emergono durante il periodo scolastico, poiché si riferiscono a difficoltà specifiche legate all’acquisizione delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Tuttavia, l’identificazione di questi disturbi può variare in base al livello di complessità richiesto dalle attività scolastiche e alle caratteristiche individuali del bambino.

  • Prime manifestazioni (6-7 anni): Durante la prima e seconda elementare, i bambini con dislessia possono mostrare difficoltà nella decodifica delle parole, leggendo in modo lento e faticoso rispetto ai coetanei. Per la disgrafia, le difficoltà nel formare correttamente le lettere, con una grafia disordinata, illeggibile o lenta. Per la discalculia, difficoltà nel riconoscere i numeri, nel contare o nell’eseguire semplici operazioni come l’addizione.
  • Evidenza durante la lettura fluente (8-9 anni): Quando la scuola richiede una lettura più fluente e la comprensione dei testi diventa cruciale, le difficoltà dei bambini dislessici diventano più evidenti. Per la disgrafia, quando la scuola richiede una maggiore velocità e fluidità nella scrittura. Per la discalculia, man mano che le operazioni matematiche diventano più complesse.
  • Prime manifestazioni (7-8 anni): Durante la seconda e terza elementare, i bambini con disortografia possono mostrare difficoltà nell’applicare correttamente le regole ortografiche, con errori frequenti come omissioni, inversioni o sostituzioni di lettere.
  • Evidenza durante la scrittura più complessa (9-10 anni): Man mano che la scuola richiede una maggiore accuratezza nella scrittura, le difficoltà dei bambini con disortografia diventano più evidenti, influenzando la qualità dei loro elaborati scritti.

Pertanto, l’età di insorgenza dei DSA coincide generalmente con i primi anni della scuola primaria, quando il bambino inizia a imparare le abilità scolastiche fondamentali. Tuttavia, la manifestazione delle difficoltà può variare a seconda delle richieste scolastiche e delle caratteristiche individuali.

La diagnosi di DSA può essere fatta solo alla fine della seconda primaria per dislessia, disortografia e disgrafia e al termine della terza per la discalculia, per evitare falsi positivi. Verso la fine dell’anno scolastico gli insegnanti della scuola primaria ricevono le schede relative ai futuri alunni. I docenti incontrano poi i colleghi della scuola dell’infanzia. Questa condivisione aiuta gli insegnanti della scuola primaria nella formazione delle classi e permette di porre maggiore attenzione ai bambini con qualche difficoltà. Già durante il primo anno della primaria è possibile individuare gli alunni che hanno delle difficoltà nell’acquisizione della letto-scrittura, nel calcolo, nelle regole ortografiche, nelle abilità visive e spaziali.

Spesso, per poter accettare la diagnosi di DSA e la certificazione, la famiglia stessa deve fare un percorso per prendere consapevolezza delle difficoltà del figlio.

Il Processo Diagnostico: Tappe e Professionisti

Il primo passo per affrontare la dislessia e gli altri DSA è ricevere una diagnosi accurata da parte di professionisti qualificati. L’équipe che effettua la valutazione è composta da un neuropsichiatra infantile (NPI), uno psicologo e un logopedista. La valutazione e la diagnosi di DSA devono essere effettuate nel rispetto dei criteri dati dalla Consensus Conference del 2007 e dalla Legge 170 del 2010. Il numero di sedute varia a seconda dei centri. È importante spiegare al bambino lo scopo della visita, della valutazione e della successiva possibilità di aiutarlo meglio a scuola e a casa nei compiti.

Il processo diagnostico può essere suddiviso in tappe:

  1. Prima tappa (o step 1): Consiste nella consultazione di uno specialista in disturbi specifici dell’apprendimento.
  2. Seconda tappa (o step 2): Lo specialista provvede a sottoporre il sospetto caso di dislessia ad alcune specifiche prove, per capire effettivamente quali capacità sono compromesse e quali no; in termini pratici, valuta le abilità dell’esaminato, mediante test di lettura, di scrittura, di comprensione di un testo, di intelligenza e di calcolo. Dall’esito di queste prove dipende gran parte della diagnosi definitiva.
  3. Terza tappa (o step 3): Consiste nella considerazione complessiva di tutto ciò che i test precedenti hanno portato alla luce. In questa fase, medici e specialisti collaborano, si scambiano opinioni e stilano la diagnosi di dislessia, nel caso in cui si tratti effettivamente di questo disturbo specifico dell’apprendimento.

La prima visita viene effettuata dal neuropsichiatra infantile (NPI), che è il medico responsabile ultimo della diagnosi. Il NPI raccoglie l’anamnesi del bambino e i dati importanti su sviluppo, socialità, interessi, attività, comportamento a casa e a scuola. Lo psicologo dell’équipe somministra al bambino il test cognitivo WISC-IV mentre il logopedista propone prove di lettura, comprensione, scrittura, velocità di scrittura, calcolo, problem solving. Si effettuano poi ulteriori prove di linguaggio e di competenza meta-fonologica e visuo-spaziale, insieme a test di riproduzione grafica, funzioni esecutive, memoria, attenzione, osservazione psicomotoria. Il funzionamento del bambino, cioè come si comporta e quali strategie utilizza per risolvere i quesiti che gli vengono posti, viene valutato.

Schema del processo diagnostico per i DSA

Test per la Dislessia

Esistono diversi test diagnostici per la dislessia, adatti sia ai bambini che agli adulti. Questi strumenti valutano competenze come: decodifica delle parole, comprensione del testo, memoria fonologica, altre abilità cognitive e linguistiche.

Test per la dislessia nei bambini:Tra i principali test utilizzati in Italia troviamo:

  • DDE-2 (Diagnosi dei Disturbi Evolutivi di Lettura e Scrittura): misura velocità e correttezza nella lettura di parole e non-parole, somministrato a bambini dai 6 ai 14 anni.
  • MT Test (Prove di lettura MT per la Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado): valuta velocità, correttezza e comprensione della lettura.
  • Test Sartori, Job e Tressoldi: includono prove di dettato e ortografia, utili per valutare la scrittura.

Per la scuola primaria e secondaria di primo grado, viene anche utilizzato l’aggiornamento delle Prove MT sperimentato da Cornoldi, che analizza in modo approfondito le competenze di lettura e la comprensione del testo.

Test della dislessia per adulti:Negli adolescenti e negli adulti, la valutazione della dislessia richiede strumenti specifici, diversi da quelli utilizzati per i bambini.

Diagnosi Differenziale e Comorbilità

La diagnosi differenziale dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), tra cui dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, è fondamentale per distinguere queste difficoltà da altre condizioni che possono influire sulle abilità scolastiche. Sebbene i DSA siano definiti da difficoltà specifiche e persistenti nell’apprendimento, esistono numerose condizioni mediche, neurologiche, psicologiche e ambientali che possono presentare sintomi simili. La diagnosi differenziale richiede una valutazione multidisciplinare, che includa anamnesi, test specifici e un’attenta osservazione del contesto scolastico e familiare.

Differenze principali:

  • Nei DSA, l’intelligenza generale (QI) è nella norma o superiore, e le difficoltà sono circoscritte a specifiche aree dell’apprendimento, come lettura, scrittura o calcolo.
  • Nei deficit sensoriali, le difficoltà sono direttamente legate alla mancanza di percezione uditiva o visiva.
  • Nei DSA, le difficoltà sono specifiche e legate a particolari abilità scolastiche, mentre nell’ADHD i problemi derivano dalla difficoltà nel mantenere l’attenzione, dall’impulsività o dall’iperattività.
  • Nei disturbi emotivi, le difficoltà scolastiche sono secondarie alla condizione emotiva e possono variare nel tempo.
  • Nei disturbi neurologici, le difficoltà scolastiche sono spesso accompagnate da altri sintomi, come ritardo motorio, convulsioni o deficit sensoriali, mentre nei DSA le difficoltà sono isolate.
  • Nei disturbi del linguaggio, le difficoltà si concentrano sulla comprensione e sull’uso del linguaggio parlato, mentre nei DSA i problemi si manifestano principalmente in ambito scritto.
  • Nei DSA, le difficoltà persistono nonostante un’istruzione adeguata e interventi mirati.

Quindi, la diagnosi differenziale dei DSA richiede una valutazione attenta e multidisciplinare per distinguere queste difficoltà specifiche da altre condizioni che possono interferire con l’apprendimento.

La comorbilità dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è un aspetto significativo che influisce sulle difficoltà scolastiche e sul benessere generale di chi ne è affetto. I DSA raramente si presentano in forma isolata e spesso coesistono con altri disturbi del neurosviluppo, difficoltà emotive o psicologiche e condizioni mediche.

  • Dislessia e disortografia: La difficoltà nella lettura (dislessia) spesso si accompagna a problemi nell’ortografia (disortografia).
  • Impulsività e disattenzione: Le persone con DSA e disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) possono avere difficoltà a concentrarsi sui compiti scolastici, a completare esercizi complessi e a organizzare le attività.
  • Interferenza con la lettura e la scrittura: Le difficoltà nel linguaggio possono influire negativamente sulla decodifica delle parole (dislessia) e sulla capacità di scrivere frasi coerenti (disortografia).
  • Ansia da prestazione: La costante difficoltà nel raggiungere gli obiettivi scolastici può generare ansia, soprattutto durante compiti che richiedono lettura ad alta voce, test scritti o calcoli.
  • Comportamenti ripetitivi e difficoltà cognitive: La rigidità cognitiva e i comportamenti ripetitivi tipici dell’autismo possono interferire con l’apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo.
  • Affaticamento e scarsa concentrazione: La mancanza di sonno influisce negativamente sulla memoria, sull’attenzione e sulla capacità di risoluzione dei problemi, aggravando le difficoltà legate ai DSA.
  • Comportamenti di evitamento: La frustrazione legata ai continui insuccessi scolastici può portare a comportamenti di sfida verso gli insegnanti o a rifiuto delle attività didattiche.
  • Impatto sulle abilità motorie e cognitive: Le condizioni neurologiche possono influire sulla scrittura (disgrafia) o sul calcolo (discalculia), rendendo le difficoltà più pervasive.

Diagramma che illustra le principali comorbilità dei DSA

Quindi, la comorbilità nei DSA è comune e può includere una vasta gamma di disturbi del neurosviluppo, difficoltà emotive e condizioni mediche. Queste sovrapposizioni amplificano le difficoltà scolastiche e richiedono un approccio diagnostico e terapeutico multidisciplinare per garantire un supporto adeguato e personalizzato.

DSA, Impatto sulla Vita e Strategie di Supporto

I DSA, come dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, possono influire negativamente sull’autostima, sul senso di efficacia personale e sulla capacità di gestione dello stress, creando condizioni che aumentano il rischio di abuso di sostanze, specialmente in adolescenza e nella prima età adulta.

Impatti Psicologici e Sociali

  • Impatti scolastici: I bambini e gli adolescenti con DSA possono sentirsi inferiori rispetto ai compagni, a causa delle loro difficoltà specifiche nella lettura, scrittura o calcolo.
  • Esclusione e bullismo: Gli studenti con DSA possono essere bersagli di bullismo o esclusione sociale a causa delle loro difficoltà scolastiche. Ad esempio, un bambino con disortografia potrebbe essere preso in giro per i frequenti errori ortografici nei compiti.
  • Ansia e automedicazione: L’ansia legata alle prestazioni scolastiche o sociali può portare a un uso improprio di sostanze per “calmarsi” o “rilassarsi”.
  • Evitamento dello stress: Gli studenti con DSA spesso vivono le attività scolastiche come fonte di ansia e frustrazione. Ad esempio, un adolescente con discalculia potrebbe evitare di fare i compiti di matematica, sviluppando un senso di fallimento.
  • Conformismo sociale: L’uso di sostanze può essere visto come un modo per guadagnare approvazione o per sentirsi parte di un gruppo.
  • Impulsività e uso di sostanze: L’impulsività, comune in molti individui con DSA, può portare a decisioni immediate e poco ponderate, come provare sostanze senza considerare le conseguenze.
  • Supporto inadeguato: Famiglie poco informate o non in grado di fornire il giusto supporto educativo ed emotivo possono lasciare i ragazzi con DSA più vulnerabili.

Quindi, l’abuso di sostanze nei DSA è spesso una risposta a difficoltà emotive, sociali e scolastiche che derivano dalle sfide quotidiane associate ai disturbi dell’apprendimento.

Strategie Educative e Strumenti Compensativi

Per aiutare gli studenti con dislessia evolutiva, è fondamentale adottare strategie educative personalizzate.

  • Piani Educativi Personalizzati (PEP): Implementare un piano che preveda adattamenti e misure dispensative specifiche per le esigenze dello studente.
  • Supporto Psicologico: Lavorare sull’autostima e la motivazione, spesso compromesse nei bambini con dislessia, attraverso il supporto di psicologi e counselor. Gli specialisti online possono aiutare nella gestione dei sintomi negativi correlati agli ostacoli della dislessia.
  • Tecnologie Assistive: Software di sintesi vocale, libri digitali e altre tecnologie possono aiutare a compensare le difficoltà di lettura. Esistono persino Font progettati appositamente per questo disturbo come il Font Dyslexie, progettato per migliorare la leggibilità.

Nella seconda parte della certificazione, sono poi elencati e descritti gli strumenti e le misure dispensative da utilizzare a scuola e a casa.

Immagine che mostra vari strumenti compensativi per DSA (sintesi vocale, audiolibri, mappe concettuali)

La Ricerca e il Trattamento della Dislessia

La ricerca presentata in questo articolo, è stata pubblicata su Restorative Neurology and Neuroscience (F. Costanzo, C. Varuzza, S. Rossi, S. Sdoia, P. Varvara, M. Oliveri, K. Giacomo, S. Vicari, D. Menghini, 2016). Lo studio sul trattamento della dislessia è stato finanziato dal Ministero della Salute Italiano ed è stato portato avanti secondo le norme della World Medical Association’s Declaration of Helsinki e autorizzato dal Comitato Etico Indipendente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. In sei settimane il gruppo sottoposto a procedura attiva ha migliorato la propria capacità del 60% passando da 0,5 a 0,8 sillabe lette al secondo. Il fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia (AID), Giacomo Stella, ha commentato come questi risultati siano importanti anche per la conferma delle loro ricerche sul fatto che alcuni dislessici presentino una bassa connettività neuronale in alcune aree della corteccia, “come se fosse un motore mal carburato che gira male al minimo e che non risponde quindi con la dovuta prontezza alle sollecitazioni quando c’è bisogno di accelerare”.

Si guarisce dalla dislessia?La dislessia è un disturbo neurobiologico che persiste per tutta la vita, ma non peggiora con l’età. Questo significa che, pur non potendo “guarire” nel senso tradizionale, è possibile gestire efficacemente le difficoltà e migliorare le abilità di lettura e scrittura grazie a interventi mirati. Con programmi di insegnamento specifici, strategie compensative e strumenti tecnologici, chi ha dislessia può raggiungere un buon livello di autonomia e rendimento scolastico o lavorativo.

Il Ruolo delle Associazioni e delle Famiglie

L’Associazione Italiana Dislessia (AID), ad esempio, è un’organizzazione no-profit fatta di persone come te. Associandoti potrai anche accedere a una serie di servizi e convenzioni riservati. Tramite corsi, eventi e strumenti pratici, AID contribuisce a migliorare la qualità della vita, le opportunità educative e lavorative, e favorisce una maggiore inclusione e comprensione sociale del disturbo. Quando un genitore sospetta che il proprio figlio o la propria figlia abbia un disturbo specifico dell’apprendimento, è fondamentale rivolgersi al pediatra e agli insegnanti per valutare eventuali percorsi di potenziamento.

Logo dell'Associazione Italiana Dislessia (AID)

La Familiarità nei DSA

La familiarità nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) rappresenta un aspetto chiave per comprendere la loro origine e il loro sviluppo. I DSA, che includono dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, mostrano una forte componente genetica e familiare. Questo significa che le difficoltà di apprendimento tendono a manifestarsi più frequentemente in individui con parenti stretti che presentano o hanno presentato gli stessi disturbi.

In conclusione, la dislessia e gli altri DSA sono condizioni complesse che richiedono un approccio informato e supportivo. Una diagnosi precoce, interventi mirati, l’uso di strumenti compensativi e un ambiente scolastico e familiare comprensivo sono essenziali per permettere a ogni individuo di esprimere appieno il proprio potenziale.

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