Il Settore Automotive in Transizione: Le Tendenze che Plasmeranno il Futuro

L’industria automobilistica mondiale sta attraversando una fase di transizione senza precedenti, segnata da profonde trasformazioni che stanno ridefinendo l’intero comparto. Di fronte alle crescenti pressioni economiche, normative e tecnologiche, i produttori sono chiamati a ripensare radicalmente le proprie strategie per mantenere la competitività. Lectra, fornitore leader di soluzioni per l’Industria 4.0, ha identificato cinque tendenze strategiche che guideranno l’evoluzione del settore automotive nel prossimo futuro. Il settore, tradizionalmente un fiore all’occhiello dell’industria italiana e globale, si trova a dover affrontare sfide complesse, ma anche nuove opportunità dettate dall'innovazione e dalla crescente attenzione alla sostenibilità.

Automobile futuristica in ambiente urbano

Il Contesto Economico e Normativo Globale: Tra Rallentamento e Nuove Direttive

Dopo una fase di ripresa post-COVID, la crescita globale sta registrando un rallentamento, ben lontana dai livelli pre-crisi. L’inflazione, gli alti tassi di interesse, le tensioni commerciali e l’incertezza politica, in particolare negli Stati Uniti, costituiscono altrettanti fardelli per il mercato. In Europa, il percorso verso la fine dei motori a combustione interna entro il 2035 continua a pesare sul settore. Tuttavia, la pressione dell’industria automobilistica ha indotto la Commissione europea a proporre un allentamento dell’obiettivo iniziale, adeguando la riduzione delle emissioni entro il 2035 dal 100% al 90%. Questa revisione rappresenta un tentativo di bilanciare le ambizioni ambientali con le esigenze economiche e produttive del settore. Dario Duse, EMEA Leader del Team Automotive e Country Leader di AlixPartners, ha sottolineato che il mercato non cresce, in una transizione più voluta che realizzata. Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia, ha evidenziato come l’Europa abbia utilizzato la leva del cambiamento climatico per imporre all’automotive il salto regolatorio più duro della sua storia, senza una corretta proporzione tra costi industriali e benefici climatici globali.

L'auto europea, ha aggiunto Saladino, pesa circa l’1% delle emissioni mondiali: anche azzerandole, l’impatto sul clima sarebbe marginale, mentre il costo ricade interamente sull’industria europea e sui consumatori. Non esistevano e non esistono le condizioni abilitanti: energia competitiva, filiera delle batterie sotto controllo europeo, infrastrutture adeguate e domanda di mercato sufficiente. L’Europa ha invertito la sequenza della transizione, regolando prima di avere competitività, domanda e scala industriale. I cittadini oggi sono spaesati dall’assenza di regole chiare sul futuro, con l’incertezza a dominare.

TRANSIZIONE ENERGETICA: quali trasformazioni sono possibili e quali necessarie?

L'Ascesa della Cina e la Transizione Disomogenea ai Veicoli Elettrici

La Cina si conferma all’avanguardia nel rapido passaggio ai veicoli elettrici, registrando un forte aumento delle esportazioni, che ora rappresentano quasi il 20% dei volumi di produzione. Grazie al supporto di un ecosistema industriale integrato e di costi competitivi, i produttori cinesi stanno guadagnando terreno in Europa con modelli accessibili e impianti di produzione locali, al punto che nel 2025 la loro quota di mercato nel vecchio continente è raddoppiata. Allo stesso tempo, il mercato interno cinese sta entrando in una fase di consolidamento: la graduale riduzione dei sussidi pubblici e il calo della redditività stanno accelerando le ristrutturazioni e i fallimenti tra gli operatori del settore NEV (New Energy Vehicles), con solo pochi che rimangono redditizi.

La transizione ai veicoli elettrici è inevitabile ma disomogenea: rapida in Cina, più graduale in Europa e negli Stati Uniti. Questa diversità di ritmo impone ai costruttori strategie differenziate a seconda delle aree geografiche. Gianluca Di Loreto, Partner e Responsabile Italiano Automotive di Bain & Company, ha spiegato che l’attenzione crescente verso la cosiddetta ‘invasione cinese’ trova spiegazione in dinamiche di mercato lineari, evidenti dall’analisi dei dati storici e prospettici. La Cina, storicamente principale motore di crescita globale del comparto, ha registrato un tasso medio annuo del +17% tra il 2011 e il 2017. Le previsioni indicano ora un rallentamento drastico, con una crescita attesa prossima allo 0,1% nei prossimi anni. Questo cambio di scenario genera una pressione strutturale significativa: la capacità produttiva sviluppata nel Paese - sostenuta da oltre 100 marchi locali - risulta oggi sovradimensionata rispetto alla domanda domestica.

Il Direttore del Centro Ricerche CRF e Responsabile Globale di Digital Engineering di Stellantis, ha evidenziato che la competizione con la Cina si giocherà sulle parole chiave integrazione, innovazione e identità. In Italia, Stellantis è il primo gruppo per deposito di brevetti, con incrementi in doppia cifra negli ultimi anni. Il Sales Director & Regional Account Manager Bosch ha affermato che l’auto rimane un prodotto capace di aumentare la sicurezza e rendere l’esperienza di guida più piacevole, spingendo su AI, integrazione tra tecnologie e funzionalità diverse su mercati diversi. Oggi i cambiamenti possono essere introdotti in un quinto del tempo che sarebbe servito in passato.

Mappa globale con evidenziate le aree di maggiore e minore adozione di veicoli elettrici

Materiali Leggeri e Circolarità: La Rivoluzione dei Materiali Sostenibili

La transizione ai veicoli elettrici si accompagna alla crescente adozione di materiali leggeri e riciclati, quali alluminio, compositi, plastica riciclata e pelli alternative. Questa tendenza è alimentata non solo dalla ricerca di maggiore efficienza energetica per estendere l'autonomia dei veicoli elettrici, ma anche da nuove normative. In Europa, le nuove norme sull’economia circolare si applicano ai veicoli immessi sul mercato europeo (venduti nell’UE, indipendentemente da dove siano stati fabbricati) e stabiliscono obiettivi vincolanti per l’utilizzo di plastica riciclata: almeno il 15% entro circa sei anni, con un possibile aumento al 25% entro dieci anni, in base alla capacità di fornitura.

L'economia lineare, che prevede un ciclo di vita di ogni prodotto e singolo elemento che si conclude con il suo smaltimento, sta lasciando il passo all'economia circolare, che cancella il fine vita grazie al riutilizzo, alla trasformazione o al riciclo dei prodotti stessi. Questo approccio rappresenta una priorità che nessuna industria può più ignorare, soprattutto considerando che oggi l’obiettivo principale dell’industria automobilistica è quello di produrre veicoli leggeri, in grado di limitare al massimo l’impatto sull’ambiente, sfruttando materiali performanti, progetti innovativi e tecnologie avveniristiche.

Diagramma che illustra il ciclo di vita dei materiali nell'economia circolare automotive

Digitalizzazione e Automazione: L'Industria 4.0 nel Settore Automotive

La digitalizzazione e l’automazione delle fabbriche e delle supply chain stanno accelerando in modo esponenziale, trainate dall’intelligenza artificiale, dai gemelli digitali, dalla robotica e dallo sfruttamento avanzato dei dati. Gli obiettivi sono chiari: ottimizzare la produzione, anticipare i guasti, ridurre le eccedenze di scorte e ottenere flessibilità di fronte a carenze o cambiamenti dei modelli produttivi. In Cina, l’automazione delle linee di produzione ha raggiunto un livello molto avanzato, grazie a massicci investimenti nella robotizzazione e nell’integrazione digitale, che consentono notevoli riduzioni dei costi e ritmi di produzione più rapidi.

Le innovazioni introdotte nell'ottica di una crescente sostenibilità vanno di pari passo con l’integrazione di nuove tecnologie e delle funzionalità offerte dal settore digitale. Il digital automotive è già una realtà, ma le tecnologie che intrecciano le tradizionali pratiche costruttive del settore diventano sempre più sofisticate. L’Internet of Things (IoT) ha portato le vetture ad essere sempre più connesse: le auto ricevono avvisi in tempo reale sul traffico, permettono di pagare in autonomia pedaggi d’accesso e parcheggi, così come di riprodurre le proprie playlist di Spotify. Sarà però l’intelligenza artificiale a segnare una svolta epocale, portando con ogni probabilità alla produzione di veicoli senza conducente. Considerando che il 90 per cento degli incidenti è causato da fattori umani, la tecnologia potrebbe, in questo campo, rappresentare un’innovazione davvero rivoluzionaria.

La telediagnostica consentirà di informare per tempo il conducente sulla necessità di sostituire componenti importanti della vettura e di risolvere guasti e problemi in tempo reale. Le automobili del futuro saranno dotate di un numero maggiore di sensori, che faciliteranno la guida e il processo di automazione, rendendo le vetture molto più sicure. Il Presidente e AD di DEKRA Italia ha sottolineato che il progresso tecnologico va contestualizzato per innovare i cicli produttivi e ripensare le fabbriche. Gli umanoidi e la tecnologia vanno in questa direzione per recuperare competitività. Il futuro dell’auto è molto interessante, soprattutto visto dal punto di vista tecnologico. La sicurezza informatica è uno dei mestieri che sta nascendo proprio in questa fase: bisogna saper analizzare le vulnerabilità di un sistema per evitare che un malfunzionamento ne provochi il blocco totale. Il Responsabile Stellantis Heritage Italia ha rimarcato come oggi si viva una fase di livellamento dei parametri progettuali: le auto nascono con meno interventi fisici e quasi tutte le fasi si sviluppano attraverso il computer.

TRANSIZIONE ENERGETICA: quali trasformazioni sono possibili e quali necessarie?

L'Auto come Piattaforma di Servizi: Verso la Mobilità Connessa

L’automobile si sta trasformando in una piattaforma di servizi. I veicoli elettrici promuovono l’integrazione software e la connettività, aprendo la strada a ricavi ricorrenti attraverso abbonamenti e funzionalità on-demand (mobilità, infotainment, servizi premium). Questa tendenza avvicina l’automobile al modello dello smartphone: personalizzazione, applicazioni integrate ed esperienza utente migliorata. Infatti, alcuni produttori cinesi del settore dell’elettronica di consumo, come Xiaomi, stanno entrando con successo nel mercato dei veicoli elettrici, laddove altri big della tecnologia hanno fallito.

Questo cambiamento sta portando a una "mobility boost", trasformando gradualmente le città in "15 minutes city", dove i servizi di mobilità accessibili e sostenibili sono a portata di mano per tutti i cittadini. Inoltre, l'industria automotive sta abbracciando nuovi modelli di business, come il ride-sharing e il car-sharing, per adattarsi alle nuove esigenze dei consumatori. Il futuro della mobilità è quindi elettrico, sostenibile e fortemente incentrato sul miglioramento dell’esperienza di viaggio per tutti.

Il Presidente e Amministratore Delegato di A2A E-Mobility ha sottolineato che il mercato dell’auto elettrica nasce integrato con il sistema dell’energia. Se non si capisce che prima di mettere un veicolo sul mercato occorre pensare a come verrà ricaricato dal consumatore, si commette un grave errore. Serve una maggiore sinergia tra questi due mondi, altrimenti si rischia di perdere competitività. Il problema è che oggi non si capisce come utilizzare al meglio le infrastrutture disponibili. Eliminiamo le battaglie ideologiche: il cambiamento della mobilità significa anche mutare le modalità di utilizzo.

Infografica che illustra le diverse tipologie di servizi offerti dall'auto connessa

Il Mercato Italiano e le Nuove Professionalità

L’industria automobilistica, o automotive, riguarda la progettazione, la costruzione e la vendita dei veicoli motorizzati (automobili, autocarri, autobus, rimorchi e semirimorchi). Il settore automotive italiano sta affrontando un prolungato periodo di crisi, come dimostrano i numeri: nel 2024, la produzione nazionale di veicoli ha registrato un calo del -36,8% rispetto al 2023, chiudendo l’anno ai minimi storici con appena 475.090 unità uscite dagli stabilimenti italiani. La riduzione della domanda, le trasformazioni tecnologiche e l’impatto delle nuove normative ambientali sono identificati come fattori determinanti per questa crisi, con i produttori europei che risultano in ritardo rispetto alla concorrenza globale nei processi legati all’elettrico.

Nonostante le difficoltà, il rapporto Otea rileva segnali positivi di adattamento da parte degli imprenditori italiani del settore. Nel 2024 sono aumentati del +5% gli investimenti in ricerca e sviluppo rispetto al 2022, con particolare attenzione all’innovazione nei settori dell’elettrificazione, della componentistica per drivetrain elettrici e delle infrastrutture di ricarica. Tuttavia, solo il 25% delle aziende è riuscito a brevettare i propri prodotti, segnalando una difficoltà nel portare a termine il processo di innovazione.

È cruciale puntare su politiche industriali mirate per favorire l’elettrificazione e la digitalizzazione dell’industria automobilistica, garantendo un sostegno finanziario alle imprese, con un focus particolare su quelle di piccole e medie dimensioni e sul comparto dei fornitori di componentistica. Il confronto in sede ministeriale ha evidenziato la necessità di un’azione congiunta tra istituzioni, imprese e associazioni di settore.

Le regioni italiane mostrano andamenti differenti. La Lombardia, pur priva di grandi produttori di auto, si distingue per la resilienza della filiera della componentistica e per la capacità di adattamento tecnologico, e deve puntare a un maggiore supporto agli investimenti in digitalizzazione e automazione. Molto bene anche il Triveneto, con una crescita del fatturato pari al +13% tra il 2019 e il 2024. L’Emilia-Romagna presenta sfide specifiche legate all’accesso al credito e alla trasformazione industriale, rendendo fondamentale facilitare l’innovazione nei processi produttivi. Le maggiori criticità riguardano il Piemonte, dove la filiera è maggiormente dipendente da Stellantis, che mostra un rallentamento negli investimenti, rendendo necessaria una diversificazione dei clienti e il rafforzamento degli investimenti in nuove tecnologie.

Il passaggio a un sistema produttivo digitale e sostenibile non sarà immediato né facile. Occorre l’intervento di un professionista capace di trasmettere la necessità di una transizione verso un nuovo sistema non solo a livello tecnico, ma anche culturale. Inevitabilmente, le nuove figure professionali che saranno richieste dal settore automotive nei prossimi anni ruotano prevalentemente attorno al mondo del digitale e dell’IT. Secondo MotorK, potrebbero aprirsi fino a 10mila nuovi ruoli entro circa cinque anni. La ricerca Randstad dedicata all’analisi delle nuove professioni per una rivoluzione della mobilità evidenzia ben 135 nuove figure, molte delle quali legate al settore IT.

La prima figura che dovrà guidare l’innovazione e il cambiamento nell’ambito del business e dell’organizzazione aziendale è il digital manager. Anche le aziende automobilistiche non possono più fare a meno di una comunicazione integrata, in grado di utilizzare i social network in modo strategico. Nel settore automotive, il CRM è diventato determinante. Una figura che affianca il consulente commerciale nella presentazione delle caratteristiche tecniche della vettura lavorerà sempre di più tramite i canali digitali, coinvolgendo i clienti e proponendo loro esperienze innovative. Nonostante le difficoltà di riconversione delle competenze, soprattutto tra le imprese più piccole e meno innovative, l'ecosistema automotive italiano si trova in una fase cruciale, ma con una sostanziale stabilità numerica di addetti nel periodo 2024/27.

Grafico sull'andamento della produzione automobilistica italiana e gli investimenti in R&S

Il Ruolo del Design e dell'Innovazione nel Futuro dell'Auto

La competizione nel settore automotive è globalmente intensa, e il design gioca un ruolo cruciale, sebbene le dinamiche attuali siano complesse. Un Architetto e Designer ha notato che l’Asia guida oggi la rivoluzione, con un numero di brand e auto difficilmente quantificabili, e la lotta è molto serrata. Il problema è che chi decide guarda soprattutto al portafoglio e il marketing porta inevitabilmente verso soluzioni omologate. In passato il successo di molti modelli è nato perché qualcuno ha avuto il coraggio non solo di disegnarli, ma soprattutto di produrli.

Un Ingegnere e Giornalista ha evidenziato che l’AI è fondamentale per velocizzare alcuni step, ma insieme alle normative e alla tecnologia ha contribuito a limitare l’estro del designer. Oggi vediamo troppe auto che si assomigliano, anche tra le vetture cinesi. Tra i giovani si riscontra un interesse crescente verso altri oggetti rispetto all’auto. Il Managing Director di Chris Bangle Associates ha affermato che il designer non può risolvere tutto. Una volta si comprava anche per lo stile; oggi il design è solo una parte di una catena di fattori molto più ampia. Se manca qualcuno che decide davvero, la creatività del designer diventa inutile. Ha concluso sottolineando che le auto hanno sempre parlato soprattutto di narrativa, non di storia, e crede molto in una nuova generazione capace di rompere le regole, creando oggetti magari non perfetti, ma vivi.

Il marketing non dovrebbe limitarsi ad ascoltare il mercato, ma dovrebbe anche promuovere nuove scelte. L’abitacolo è la nuova pelle dell’auto, e cambiare l’auto da dentro è la vera rivoluzione.

Schizzo di un'auto concettuale che enfatizza il design degli interni

Monitoraggio del Mercato e Prospettive Future: L'Osservatorio "L'auto che vorrei"

"L'auto che vorrei" è il nuovo osservatorio di Ipsos e Fleet&Mobility che offre una panoramica sugli automobilisti italiani e sulle dinamiche attuali del settore automotive. Realizzato in collaborazione con il Centro Studi Fleet&Mobility, questo osservatorio fornisce una panoramica dettagliata e ricca di insights azionabili per guidare le strategie degli operatori del settore automobilistico in un mercato in rapida evoluzione.

Questo strumento si propone come una lente d'ingrandimento sugli automobilisti italiani, analizzando: la loro situazione economica e le principali spese previste (viaggi, ristrutturazioni, istruzione, sanità, ecc…); l'esperienza con l'auto attuale (frequenza d'uso, tipologie di percorsi, modalità di acquisto, mezzi alternativi, ecc…); le intenzioni di acquisto di una nuova auto (fonti d'informazione, metodi di pagamento, criteri di scelta, apertura verso marchi cinesi e importanza del brand); la correlazione tra questi dati e le statistiche di mercato (nuovo, noleggio, usato).

Con tre edizioni annuali (Febbraio, Maggio, Ottobre), ogni numero può includere anche un approfondimento su un tema d'attualità. I sottoscrittori ricevono non solo il report completo, ma partecipano anche a una sessione online di condivisione dei risultati, favorendo una fruizione dinamica e cross industry. Il campione di 1.000 casi per edizione è rappresentativo degli acquirenti d’auto per quote di sesso, età e area geografica, considerando rispondenti con reddito famigliare netto mensile superiore ai 2.000€. Il numero 0, già disponibile e incluso nella quota 2025, ha rivelato insights interessanti su diversi aspetti, come la fedeltà nei pagamenti e come gli over 50 stiano cambiando le regole del fashion retail, fornendo una visione multidisciplinare utile anche per il settore automotive. Questo monitoraggio costante è fondamentale per comprendere le mutevoli esigenze dei consumatori e le dinamiche di un mercato in continua evoluzione.

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