Il panorama automobilistico globale è in costante evoluzione, e le case giapponesi, in particolare, si trovano ad affrontare sfide significative, dalla transizione all'elettrico alla necessità di consolidare le proprie posizioni in un mercato sempre più competitivo. In questo contesto, Nissan si trova in una fase di profonda trasformazione, alle prese con un bilancio in sofferenza e la ricerca di nuovi equilibri strategici. Recenti indiscrezioni e sviluppi suggeriscono che il futuro dell'azienda potrebbe essere intrecciato con quello di un altro colosso giapponese, Toyota, in una mossa che potrebbe ridefinire gli assetti dell'industria.

La Crisi di Nissan e la Ricerca di un Partner
Nissan ha attraversato anni difficili, perdendo terreno in un mercato automobilistico sempre più agguerrito. La prolungata crisi di leadership, seguita al caso Ghosn, ha lasciato segni profondi, a cui si sono aggiunte le difficoltà nella transizione verso l'elettrico e una serie di modelli che non hanno convinto appieno i consumatori. Con il bilancio che piange, l'azienda si è trovata nella necessità di definire un nuovo equilibrio, avviando un piano di rilancio drastico.
Il 1° aprile, Ivan Espinosa ha assunto il ruolo di CEO, subentrando a Makoto Uchida, e ha subito intrapreso una strategia di ridimensionamento con l'obiettivo dichiarato di "risanare Nissan dall'interno". Questo piano include misure drastiche come il taglio di ben 20.000 posti di lavoro, la chiusura di sette stabilimenti produttivi e una riduzione del 70% della complessità dei componenti. L'azienda intende anche eliminare sei piattaforme veicolari, pur continuando a sostenere il marchio premium Infiniti. Tali iniziative, sebbene dolorose, aprono inevitabilmente a nuove collaborazioni. Espinosa stesso ha ammesso che, sebbene non ci sia fretta di trovare un partner "solo per il gusto di averne uno", l'attuale situazione impone flessibilità.
L'ascesa e il declino della Nissan Motors: da icona globale a outsider del settore
Il Fallimento dell'Accordo con Honda
In questo scenario di ricerca di stabilità, il 23 dicembre 2024, Nissan e Honda avevano siglato un memorandum d’intesa (MoU) per valutare la possibilità di un’unione strategica. Tuttavia, il progetto ha avuto vita breve: entro il 13 febbraio 2025, i colloqui si sono ufficialmente interrotti. Una delle cause principali della rottura risiede nell’opposizione di Nissan a diventare una controllata di Honda. Nonostante il fallimento della fusione, le due aziende continuano a collaborare su temi centrali come l’elettrificazione e lo sviluppo software, ma ogni ipotesi di integrazione completa è stata definitivamente archiviata. Espinosa, in conferenza stampa, non ha chiuso la porta a una possibile riapertura di dialogo con Honda, ma al momento l’attenzione si è spostata altrove.
L'Intervento di Toyota: Una Proposta di Salvataggio
A evitare il collasso di Nissan, potrebbe esser pronto l'aiuto di Toyota. Stando infatti a quanto riporta Automotive News, Nissan avrebbe ricevuto una sostanziosa proposta d’aiuto dalla rivale Toyota. Secondo alcune fonti vicine ai vertici di Nissan, la casa di Nagoya avrebbe messo sul tavolo un piano di salvataggio, non ancora formalizzato, che includerebbe supporto tecnologico, sinergie nella produzione e possibili investimenti diretti nel capitale di Nissan. L’obiettivo di tale mossa si inserisce in una logica di solidarietà industriale tra gruppi giapponesi, un fenomeno già osservato in passato, quando Toyota aveva offerto assistenza a piccoli fornitori in difficoltà per evitare crisi a catena.
Al momento comunque nessuna delle due aziende ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma c’è chi assicura che già nelle prossime settimane potrebbe arrivare l’annuncio. Il quotidiano Mainichi rivela che Toyota avrebbe sondato Nissan subito dopo lo stop delle trattative con Honda, saltate a febbraio per disaccordi sulla governance. Il “contatto” con Toyota, come definito dalla stampa giapponese, sembra inserirsi in una revisione strategica più ampia. Né Espinosa né i vertici Toyota hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito. Ma i toni e la rapidità con cui la notizia si è diffusa, suggeriscono che qualcosa si sta muovendo.

Il Modello di Alleanza di Toyota: Legami Leggeri e Agilità
Toyota non arriva con l'aria del salvatore, ma con quella di chi le alleanze le costruisce da anni, a modo suo. La sua strategia prevede quote di minoranza e mani lontane dal comando. Così ha fatto con Subaru (di cui detiene il 20%), Mazda (5,1%), Suzuki (4,9%), Isuzu (5,9%) e Hino. Daihatsu la controlla completamente, ma il resto è una tela fatta di legami leggeri. Questo approccio permette a Toyota di rimanere solida e conservare agilità, un aspetto cruciale in un mercato che richiede risposte rapide e flessibili.
Dopo lo strappo con Honda, Nissan cerca qualcuno disposto a lasciarle campo, e in questo senso, Toyota sa come muoversi. È già entrata in altre realtà, portando denaro e competenze senza chiedere il volante. Un’ipotetica condivisione di azioni con Nissan avrebbe comportato implicazioni finanziarie e regolamentari complesse, ma l'esperienza di Toyota in questo campo è vasta. Il presidente di Toyota, Akio Toyoda, aveva espresso perplessità riguardo alla vaghezza del comunicato stampa congiunto tra Nissan e Honda, con troppe espressioni generiche e pochi dettagli concreti sui prodotti, sottolineando l'importanza di alleanze basate su obiettivi chiari e tangibili.
L'ascesa e il declino della Nissan Motors: da icona globale a outsider del settore
Nissan nell'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi
Attualmente, il gruppo Nissan resta legato all’alleanza storica con Renault e Mitsubishi, una partnership tra le giapponesi Nissan, Mitsubishi Motors e la francese Renault, nata nel 1999. A partire dal 2013, Renault detiene il 44,4% delle azioni con diritto di voto in Nissan, mentre Nissan detiene il 15% delle azioni senza diritto di voto in Renault. Nel 2013, Nissan era la sesta casa automobilistica più grande del mondo, dopo Toyota, General Motors, gruppo Volkswagen, Hyundai Motor Group e Ford. Nel loro insieme, la Renault-Nissan Alliance era il quarto gruppo più grande del mondo.
La situazione attuale impone flessibilità, e il piano Re:Nissan, in particolare, prevede tagli drastici e una forte riduzione della spesa in ricerca e sviluppo. Questo piano strategico punta a potenziare le sinergie con i partner dell’Alleanza, Renault e Mitsubishi, per velocizzare il time-to-market. In Cina, la cooperazione con Dongfeng ha già portato al lancio della nuova berlina elettrica N7 e del pick-up ibrido plug-in Frontier Pro.
La Visione di Ivan Espinosa
Il nuovo CEO, Ivan Espinosa, è pronto a potare i rami secchi, fondere funzioni e aprire il capitale a partner strategici. Così facendo, pensa di rimettere Nissan su una rotta sostenibile. Ha ribadito che "il più importante è trovare il partner giusto". L'azienda intende concentrarsi sul rafforzamento interno, ma senza precludere nuove opportunità. Secondo Espinosa, la crisi di Nissan sarebbe iniziata nel 2015, quando Carlos Ghosn era ancora al comando, culminando in vendite di 3,3 milioni di unità nell'anno fiscale 2024 (dal 1° aprile 2024 al 31 marzo 2025).

Un Mercato in Evoluzione: La Fine dei Colossi Indipendenti
In un mercato globale dove patti e sinergie sono ormai indispensabili per reggere il peso della transizione elettrica e delle piattaforme condivise, nessuno può permettersi di restare isolato. Toyota potrebbe essere il tassello mancante nella futura fase di Nissan, oppure solo uno dei possibili interlocutori. Di certo, il tempo dei colossi indipendenti sembra finito.
La storia di Nissan, sin dalla sua fondazione come Kwaishinsha Motor Car Works nel 1911 da Masujiro Hashimoto, ha visto periodi di rapida espansione e momenti di crisi. L'azienda, che ha avuto tra i suoi fondatori anche figure come Kenjiro Den, Rokuro Aoyama e Meitaro Takeuchi (da cui la sigla DAT), ha sempre cercato di innovare, anche grazie all'influenza di ingegneri come William R. Gorham e alle collaborazioni con aziende straniere come Graham-Paige e Austin. Dalla produzione di autocarri per l'esercito americano durante la guerra di Corea alla fusione con Prince Motor Company nel 1966, Nissan ha saputo adattarsi ai cambiamenti. L'azienda, conosciuta sul mercato italiano soprattutto per i suoi fuoristrada, per la citycar Micra (eletta auto dell'anno nel 1993) e per il crossover Qashqai, è la seconda casa automobilistica giapponese più grande dopo la Toyota.
Dalle prime vetture DAT e Datsun, fino ai modelli attuali commercializzati con i marchi Nissan, Infiniti e Datsun, l'azienda ha sempre cercato di mantenere una posizione di rilievo. Tuttavia, la recente crisi finanziaria che ha coinvolto l'intero gruppo industriale negli anni novanta ha portato all'acquisizione di capitale sociale da parte della francese Renault, segnando l'inizio dell'alleanza attuale.
Questioni Legali e Commerciali
È importante notare che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha comminato sanzioni per complessivi 650mila euro a tre case automobilistiche per pratiche commerciali scorrette, ai sensi del Codice del Consumo. Si tratta di FCA Italy (300mila euro), Toyota (200mila) e Nissan (150mila). Le società sono state sanzionate per aver fornito "in modo lacunoso e ambiguo" le informazioni sul costo complessivo delle autovetture pubblicizzate nelle varie versioni: in particolare, quelle sulle modalità di pagamento e sul calcolo del prezzo, diffuse attraverso i siti Internet degli operatori e gli altri mezzi di comunicazione. L'Antitrust ha contestato specificamente che FCA Italy, Toyota e Nissan abbiano omesso di precisare che il costo dei modelli in promozione fosse riservato solo a chi avesse deciso di fruire di un contratto di finanziamento rateale. Questo evidenzia come, anche in un contesto di alta competizione e ricerca di sinergie, le pratiche commerciali debbano sempre rispettare la massima trasparenza nei confronti dei consumatori.
