Le vetture elettriche compatte rappresentano il mezzo ideale per la città, sempre più congestionate dal traffico. Diverse aziende stanno focalizzando la propria attenzione su queste vetture, come ad esempio la cinese Singulato (il brand green appartenente alla Chi Che-hung Technology Co.), che, piuttosto che svilupparla da zero, ha preferito acquisire dalla Toyota il progetto tecnico della due posti IQ (dismesso dal 2015).
Il risultato è una "Toyotina" che è stata opportunamente modificata e migliorata nel telaio, assetto, freni, sterzo e sospensioni, ma, soprattutto, nelle caratteristiche tecniche. La parte più interessante della Singulato iC3 (questo il nome del modello), è indubbiamente l'autonomia, pari a 300 km con una singola ricarica. Il prezzo per il mercato cinese di 13mila euro contribuisce a renderla ulteriormente interessante. L'estetica, tranne che per alcune modifiche apportate ai paraurti, è rimasta quella della iQ, così come le dimensioni ultracompatte: lunghezza 316 cm, larghezza 168 e passo di due metri.

Il retaggio tecnico della Toyota iQ EV
La progenitrice della Singulato iC3, la Toyota iQ EV (costruita sulla stessa ossatura della iQ endotermica), aveva una potenza di 64 cavalli e una batteria da 12 kWh (ricaricabile all'80% in 15 minuti) sufficiente per percorrere 85 km. La vetturetta è stata prodotta in una piccola serie di 100 esemplari che sono stati utilizzati soprattutto per scopi dimostrativi. La casa giapponese non ha creduto nelle sue potenzialità preferendo consolidare la propria leadership nelle auto ibride. A distanza di qualche anno gli scenari sono però profondamente mutati ed il mercato ha cambiato le carte in tavola costringendo anche il colosso giapponese ad abbracciare la mobilità elettrica.
In realtà, nel 2013 Toyota aveva già prodotto una iQ elettrica, la eQ, costruita in soli 200 esemplari e utilizzata, fuori dal Giappone, solo nella città di Irvine, in California, presso la locale University of California.
Analisi del progetto originale: Toyota iQ
Il successo della piccolissima smart ha riportato l’attenzione sulle vetture ipercompatte, capaci di offrire una soluzione di mobilità intorno ai 3 metri che regala un’agilità e una facilità di parcheggio impareggiabile in città. La piccola citycar tedesca sviluppata da Mercedes, però, è dovuta scendere a compromessi: per offrire un’adeguata capacità di carico e la sicurezza di una vettura moderna in dimensioni inferiori rispetto a quelle di una FIAT 500 del 1957, smart è da sempre dotata di due soli posti.
In Giappone, patria delle vetture supercompatte, la sfida è stata colta al balzo da Toyota, che nel 2009 riuscì dove Mercedes non volle spingersi, creando la Toyota iQ. In una lunghezza di 3 metri, Toyota iQ offre quattro posti, una dotazione tecnologica di livello e ben nove Airbag, risultando nonostante le sue dimensioni lillipuziane una delle vetture più sicure nel listino.

E sono proprio le dimensioni esterne a rendere unica la Toyota iQ: grazie ad uno sforzo ingegneristico fuori dal comune, la Casa giapponese è riuscita a realizzare una vettura con quattro posti più corta di 3 metri, misurando metro alla mano solamente 2,99 metri. Guardandola da fuori, si nota immediatamente una larghezza superiore alla media del segmento, con un’impronta a terra di 1,68 m indispensabile per ottenere il livello di abitabilità inseguito da Toyota. Il cofano è, ovviamente, minuscolo, così come lo sbalzo anteriore e quello posteriore, davvero risicato: dietro le ruote posteriori, infatti, non c’è praticamente carrozzeria, solo un sottile paraurti, per ridurre al minimo la lunghezza.
Interni: l'ingegneria dello spazio 3+1
Gli interni di Toyota iQ stupiscono per il livello di cura e di attenzione messo in campo da Toyota per riuscire ad offrire quattro posti in soli 3 metri. In realtà, fin dal lancio Toyota ha pubblicizzato la sua iQ come una 3+1: dietro al conducente, infatti, lo spazio è ridotto dalla presenza di volante e pedali, offrendo lo spazio necessario per un bambino.
E come ha fatto Toyota ad ottenere due posti “pieni” sul lato del passeggero? I tecnici giapponesi hanno realizzato una plancia completamente scavata davanti al passeggero destro, permettendo così di ottenere più spazio per le gambe, avanzando il sedile e regalando al posizionamento posteriore destro uno spazio più che buono, sorprendente vedendo le dimensioni esterne. Per offrire questo agio, però, iQ fa a meno del classico cassetto portaoggetti, sostituito da una tasca removibile.
Dinamica e motorizzazioni: dal termico all'innovazione
La gamma motori di Toyota iQ è derivata direttamente da quella della coeva Toyota Yaris, da cui eredita anche parte della meccanica. Il telaio è infatti unico, realizzato specificatamente per iQ. Dotata di motore e trazione anteriore, al contrario della rivale “tuttodietro” smart fortwo, iQ sfrutta soluzioni tecniche fuori dagli schermi per raggiungere l’obiettivo dei 3 metri di lunghezza. Oltre ai sedili più sottili, iQ utilizza ammortizzatori posteriori inclinati all’indietro per non intralciare la seduta dei passeggeri posteriori, un differenziale anteriore unico, montato eccezionalmente davanti al motore, nonché un serbatoio molto piccolo e sottile montato sotto i sedili anteriori.
A livello di motori, Toyota iQ è invece piuttosto tradizionale. Il motore d’accesso, nonché il più venduto, è il 1.0 VVT-i tre cilindri a benzina con variatore di fase, capace di 68 CV e 98 Nm. A causa della presenza di un livello di sicurezza eccezionale grazie ad una cellula di sicurezza resistentissima, ben 9 Airbag e i sistemi di controllo di stabilità e trazione, iQ pesa solo 30 kg in meno della ben più grande Aygo, e per questo le prestazioni sono sovrapponibili (0-100 km/h in 15 s, 150 km/h). In alcuni Paesi esclusa l’Italia, però, era presente anche una soluzione che oggi sembra utopia su un’auto così piccola, il 1.4 D-4D. Il vendutissimo quattro cilindri Diesel dotato di 90 CV e 190 Nm era l’unico dotato di cambio manuale a 6 marce, e capace di offrire ottime prestazioni e consumi superiori ai 20 km/l.
Come funziona l'ibrido Toyota? Ve lo spieghiamo subito.
Il presente: Aygo X Hybrid come erede concettuale
La nuova Aygo X Hybrid è un vero concentrato di energia urbana. Grazie a un design raffinato e al DNA di un vero crossover, infatti, la nuova Aygo X Hybrid ridefinisce lo stile delle city car portandolo a un livello superiore. La tecnologia Full Hybrid combina un tradizionale motore a benzina ad un motore elettrico a batteria senza prese di ricarica. Le Toyota Full Hybrid hanno la possibilità di marciare utilizzando il solo motore elettrico in diverse occasioni, in particolare in partenza, in decelerazione, a velocità costante e in altre occasioni, il tutto determinato da una centralina dedicata.
In questi casi la vettura viene alimentata solo dall'energia della batteria e non produce emissioni durante la guida. La tecnologia Full Hybrid Toyota è dotata di una funzione di ricarica all'avanguardia, che recupera l'energia in eccesso del motore termico per immagazzinarla nella batteria durante la guida.
Il mercato dell'usato: un'eredità che resiste
Il listino prezzi di Toyota iQ è sempre stato piuttosto salato, vista l’incredibile tecnologia. Il prezzo di partenza nel 2009 era di 11.650 euro, sufficienti a portarsi a casa una 1.0 in allestimento base e cambio manuale a 5 marce. Questo allestimento era già ottimamente accessoriato, dotato di serie di cerchi in lega da 15”, radio CD MP3 con sei altoparlanti, ABS e controllo di trazione, servosterzo elettrico, comandi al volante e, soprattutto, 9 Airbag sempre standard.
Oggi, le Toyota iQ usate mantengono un mercato vivace. Venduta soprattutto nelle grandi città, gli esemplari con una storia “cittadina” fatta di tanti km e botte da parcheggio si trovano attorno ai 5.000 euro, con le 1.0 da 68 CV a farla da padrone. Le iQ dotate del ricco allestimento Sol e con pochi km sulle spalle partono da 6.500 euro, mentre per una vivace 1.3, non venduta in grandi numeri, servono almeno 6.000 euro.
Confronto competitivo e prospettive
Piccola, anzi, piccolissima, Toyota iQ è una delle auto più agili e facili da guidare in città mai prodotte. Seconda solamente alla smart fortwo per raggio di sterzata e facilità di parcheggio, iQ nonostante la trazione anteriore si gira in un fazzoletto, è molto veloce a cambiare direzione ed offre una posizione di guida leggermente rialzata, perfetta per la guida in città.
Trovare delle concorrenti a Toyota iQ non è affatto difficile: la rivale n°1 è sicuramente la smart fortwo, che però offre solo due posti ma è più corta di oltre una spanna. Per avere i quattro posti è necessario passare alla smart forfour di seconda generazione o alla sorella Renault Twingo, che però superano di oltre 50 cm la lunghezza di iQ.
Per ora, non c’è nei piani di Toyota una nuova iQ dedicata. Chissà però che, con la sempre più importante elettrificazione, possa vedere la luce come piccola vettura elettrica per la città, seguendo le orme tecnologiche che il mercato ha richiesto a gran voce e che l'esperienza con iC3 ha dimostrato essere non solo possibile, ma funzionale per le moderne metropoli.