Gli anni '90 hanno rappresentato un periodo cruciale nella storia di Toyota nel Campionato del Mondo Rally (WRC), consolidando la sua reputazione come costruttore di auto da competizione di successo. Questo decennio è stato caratterizzato da intense battaglie, innovazioni tecnologiche e, infine, dalla conquista di titoli mondiali, frutto di anni di impegno e sviluppo iniziato decenni prima.

Le Radici del Successo: Dagli Anni '70 al Gruppo B
Il desiderio di Toyota di affermarsi sulla scena sportiva mondiale "covava" già negli anni '70. La "carta giusta" fu giocata con la nuovissima Celica, presentata al Salone di Tokyo nell'ottobre del '71. La Celica da corsa, la GT 1600 TA22, debuttò in gara al Rac Rally del '72, dove Ove Andersson e Geraint Phillips conclusero al nono posto assoluto e al primo di classe. Questo risultato galvanizzò la Toyota, convincendola ad aiutare Andersson nello sviluppo di un team semi-ufficiale: il Toyota Team Andersson, con sede a Uppsala, iniziò l'attività nel '73 con un profilo molto basso, partecipando a quattro appuntamenti internazionali.
Nel '75, le operazioni si intensificarono ulteriormente con il trasloco a Bruxelles, dove il nuovo Toyota Team Europe trovò una sede più consona. Dopo che la vittoria sfumò all'Acropoli, la Corolla centrò il primo importante successo europeo per il marchio: Hannu Mikkola e Atso Aho vinsero il Mille Laghi con la Corolla Levin TA27 equipaggiata con un nuovo motore 1.6 con testata a sedici valvole. Nel frattempo, la Celica procedette nello sviluppo per conquistarsi un'importanza sempre più determinante. Nel '76, la nuova Celica RA23 con inedito motore due litri a sedici valvole concluse al secondo posto (Ove Andersson e Arne Hertz) al suo debutto in Portogallo, risultato che segnò la sua progressiva affermazione rispetto alla Corolla, già presente sulla scena da ormai dieci anni.
La Celica, inizialmente poco competitiva nei rally europei, andò alla ricerca di una nuova dimensione tra le sabbie africane, pur senza trovare ancora una definitiva affermazione e soffrendo la concorrenza delle vetture sovralimentate (Saab, Renault, Lancia e della nuova Audi Quattro). Fu in questo periodo che Toyota decise lo sviluppo di un motore turbo, programmando il debutto per la stagione '83 del WRC, mentre continuava a utilizzare la Celica aspirata. Il colpo di scena avvenne al Rally della Nuova Zelanda '82: escluse dai giochi le Lancia, le Audi e le Opel, le due RA63 di Björn Waldegård e Per Eklund conquistarono il primo e secondo posto, segnando la prima vittoria in un rally iridato per la Toyota.
La Celica TA63 turbo debuttò al Mille Laghi '83, con Björn Waldegård che si classificò secondo e il giovane Juha Kankkunen sesto. Corsero ancora al Rally della Costa d'Avorio, dove la Casa Madre schierò ben tre esemplari: vittoria di Waldegard, Ekland terzo e Kankkunen ritirato. I tragici fatti del Tour de Corse '86 e la scomparsa di Toivonen e Cresto portarono alla fine del Gruppo B e, naturalmente, allo stop della TA63.
The Toyota Celica Story In The WRC Safari Rally
L'Era della Celica GT-Four e le Grandi Battaglie
I nuovi regolamenti del WRC portarono a reimpostare il progetto di una nuova Toyota da rally, con il turbo e, soprattutto, con la trazione integrale. Dopo la parentesi di una versione ad hoc su base Supra, al Tour de Corse '88 entrò in scena la nuovissima Celica GT-Four ST 165 con quattro ruote motrici. Gli inizi furono promettenti, ma non semplici a causa di problemi di gioventù.
Il campionato 1990 vide un'aspra battaglia. Sebbene Kankkunen, con sei vittorie a bordo della Delta Integrale, conquistò il titolo costruttori per la Casa italiana, Carlos Sainz, artefice di cinque successi con la Celica, ottenne il titolo Piloti. Lo spagnolo vinse il Mondiale WRC nel 1990 e nel 1992 con la Toyota Celica GT-4 ST165, ottenendo il primo successo in carriera nel campionato mondiale rally 1990, conquistando nove vittorie tra quell'anno e il 1991 e portando a casa il secondo titolo nel 1992. Oggi, a 31 anni di distanza da quel trionfo che Carlos Sainz senior concretizzò al fianco del copilota Luis Moya, la stessa vettura ha trionfato nel Mesikammen Ralli, un evento storico che si svolge ogni anno in Finlandia. Ma stavolta non con il papà del pilota Ferrari alla guida, bensì per mano del nuovo team principal Toyota Jari-Matti Latvala, il quale ha gareggiato contro il padre Jari, 64 anni, arrivato 11° a bordo di un'altra Celica. La vettura del successo di Latvala nel Mesikammen Ralli è identica anche nel design a quella del 1990, dato che allora Carlos Sainz vinse con la stessa auto e persino con la pubblicità della compagnia petrolifera spagnola Repsol. Per Latvala non poteva iniziare meglio il 2021 (sportivamente parlando), prima i festeggiamenti per l’indiscutibile successo di squadra al Rally di Monte Carlo nel suo debutto da team principal, poi il Mesikammen Ralli da pilota. Il vincitore di 18 gare nel campionato mondiale con Ford, Volkswagen e Toyota ha prevalso in tutte le prove di gara, coadiuvato dal collaudatore Toyota Juho Hanninen, che aveva svolto già lo stesso ruolo nel Rally di Svezia 2020. Latvala ha commentato sui suoi canali social dopo la gara: "È stata una giornata perfetta! Le condizioni invernali erano davvero piacevoli ed è stato molto divertente guidare”.

L'anno successivo, il confronto tra i due marchi fu ancora più acceso: nonostante sei vittorie a testa, la Lancia vinse ancora, sia la coppa Costruttori, sia quella Piloti.
Il Dominio e la Caduta della Celica ST205
La stagione '93 portò finalmente alla Toyota il primo Mondiale rally: Kankkunen vinse sette gare trovando una adeguata concorrenza solo nell'esordiente Subaru. Il dominio della Celica continuò ancora nel campionato del 1994, orfano della Lancia: la Celica diede prova di ulteriore forza con l'ultimo stadio evolutivo, denominato ST 205. Il Toyota Team Europe, che poté contare su Didier Auriol, dominò la stagione e conquistò entrambi i titoli già durante il mese di agosto.
Tuttavia, la sua supremazia subì una brusca battuta d'arresto nel '95 quando, a causa della scoperta di turbocompressori non regolamentari al Rally di Spagna, Auriol fu escluso dal campionato, i dati di classifica azzerati e fu inflitta alla Toyota una squalifica di dodici mesi dal WRC. Questa vicenda, un duro colpo per la casa giapponese, dimostrò la spietatezza della competizione e la rigidità dei regolamenti nel mondo del rally.

L'Era della Corolla WRC e il Ritiro Temporaneo
Il testimone fu raccolto dalla ottava generazione della Corolla, che divenne l'arma della Casa nel WRC a partire dal 1998. A differenza della Celica, che era una diretta evoluzione della versione sportiva stradale, la Corolla, pur derivando la sua forma dalla vettura di produzione di serie, era stata concepita appositamente per il nuovo regolamento WRC introdotto dalla FIA proprio nella stagione 1997. Sempre a punti, andò meglio l'anno successivo, il 1999, in cui una rinnovata Corolla, dotata di un motore più potente, pur con una sola vittoria (in Cina), ma a punti in tredici gare su quattordici, portò a casa il terzo titolo Costruttori per la Casa giapponese. Al termine della stagione 1999, in cui la vettura ottenne il suo ultimo acuto con la vittoria di Didier Auriol nel Rally di Cina, la casa giapponese decise il ritiro dal Mondiale Rally un anno prima rispetto al programma previsto, per concentrarsi sull'avvio di una nuova avventura sportiva: l'ingresso in Formula 1 con il team Toyota Racing a partire dal 2002 e sino al 2009, senza però raggiungere alcun traguardo di rilievo. Dopo il ritiro dalle competizioni, la Corolla WRC è stata utilizzata negli anni a venire da team non ufficiali e da numerosi piloti privati, conquistando il campionato europeo nel 2000 con Henrik Lundgaard. Il "Campionato Internazionale Marche" per vetture da rally nacque nel 1970 e comprende una serie di gare a tappe (attualmente sono 12) che si disputano in vari Paesi del mondo da fine gennaio a inizio dicembre. Ogni gara è composta da un certo numero di prove cronometrate, dette prove speciali, suddivise in tre giornate di gara (venerdì, sabato e domenica). Al termine di ogni gara si sommano i tempi di ogni prova speciale e la vittoria va a chi ha totalizzato il tempo più basso. La Lancia Delta Integrale è il costruttore a vantare più vittorie nel WRC con 11 campionati mondiali costruttori conquistati, di cui 6 consecutivi.

La GR Yarolla: Un Ponte tra Passato e Presente
Il passato glorioso di Toyota nel rally degli anni '90 continua a ispirare progetti contemporanei, come dimostra la "GR Yarolla". Non è un errore, proprio GR Yarolla ed è un curioso progetto del tuner tedesco JP Performance che sostanzialmente ha preso una Toyota Corolla degli anni ’90 per poi fonderla con il “cuore” della moderna GR Yaris che tutti ben conosciamo. Questo particolarissimo progetto è iniziato con la rimozione della carrozzeria della Corolla originale, per poi installare un paraurti rivisto con splitter, un’ala posteriore e parafanghi allargati. Vengono poi presi in prestito telaio, trasmissione e interni da una GR Yaris. Questo significa che sotto al cofano si trova il motore turbo a tre cilindri da 1,6 litri della nuova hot hatch di serie che eroga circa 300 CV. La trazione è integrale, con il sistema GR-Four di Toyota derivato dal mondo dei rally, mentre il cambio è un manuale a 6 marce. Il lavoro non si può dire concluso visto che JP Performance ha intenzione di modificare ulteriormente la sua GR Yarolla dotandola di un nuovo set di cerchi in lega Compromotive e di sospensioni KW V4 Clubsport che ridurranno l’altezza da terra. Inoltre, il tuner prevede di installare un kit intercooler sul motore, insieme a uno scarico Milltek. Pare inoltre che l’azienda stia lavorando per ottenere la certificazione TUV per questa vettura che quindi sarà classificata come esemplare unico. Un progetto dunque molto particolare che fonde passato e presente della casa automobilistica giapponese, dimostrando come lo spirito sportivo degli anni '90 continui a vivere in nuove forme e interpretazioni. Resta da vedere se la metteranno in vendita o la terranno nella loro collezione.

Questo progetto unico sottolinea l'eredità di Toyota nel mondo del rally e la sua capacità di innovare, mantenendo viva la passione per le prestazioni e la competizione.