La Toyota Yaris Verso del 2001 si inserisce in un panorama automobilistico in evoluzione, caratterizzato dalla ricerca di soluzioni che coniugassero dimensioni compatte con un'eccezionale abitabilità e versatilità. Nata sulla base della fortunata Yaris berlina, questa monovolume compatta ha saputo distinguersi per le sue innovative soluzioni interne e per la capacità di adattarsi a molteplici esigenze, anticipando di fatto la tendenza verso veicoli multispazio che avrebbero dominato il mercato negli anni successivi. La denominazione "Yaris" è stata utilizzata in Europa, Australia e Stati Uniti d'America, mentre in Canada la vettura è stata venduta come Toyota Echo. In Giappone e in alcuni paesi asiatici, invece, è stata commercializzata come Toyota Vitz.

Le Origini della Yaris e l'Introduzione della Verso
La Yaris, preceduta dalla presentazione della concept car Funtime nel 1997, è stata commercializzata in Europa dal gennaio 1999 (mentre era già in vendita sul mercato nipponico dall'anno precedente come Vitz) nelle versioni a 3 e 5 porte. Il lancio della vettura fu accompagnato dallo slogan "Piccolo genio". Inizialmente, la produzione prevedeva una sola motorizzazione a benzina da 1.0 litri 16 valvole, capace di erogare 68 cavalli. Nel 2000, la gamma fu ampliata con l'introduzione di un motore 1.3 litri 16V bialbero da 86 cavalli. Proprio nel 2000, alla gamma si aggiunse una versione monovolume, denominata Verso, seguendo la nomenclatura adottata per le versioni similari delle altre vetture Toyota.
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Design e Dimensioni della Yaris Verso
La Yaris Verso, nonostante la sua derivazione dalla berlina, presentava caratteristiche estetiche e funzionali distintive. Con un'altezza di 1,68 metri, una larghezza di 1,69 metri e una lunghezza di 3,86 metri, questa "giapponesina" era pronta a stupire il mercato europeo con le sue forme, la sua agilità e l'incredibile versatilità. Utilizzando come base il pianale della già apprezzata Toyota Yaris 1.0, gli stilisti e gli ingegneri giapponesi erano riusciti a confezionare una vettura compatta dotata di un'abitabilità da "attico newyorchese" e capace di un trasformismo degno di Houdini.
Il design curato della Verso evitava il look da pulmino o l'effetto furgonato, mantenendo un equilibrio piacevolmente proporzionato e una forte personalità. Le fiancate, nonostante il notevole sviluppo in altezza della Verso, rimanevano filanti grazie alla linea di cintura piuttosto alta, al baricentro basso e alla particolare forma dei finestrini anteriori. La coda, invece, sfoggiava un piano di carico progettato per agevolare le operazioni di imbarco e un portellone dall'apertura laterale incernierata a destra, degno di un hangar. Questa scelta progettuale si distingueva dalle berline, il cui portellone del bagagliaio aveva un'apertura tradizionale verso l'alto.

Rivoluzione Interna: Abitabilità e Modularità
L'interno della Yaris Verso rappresentava il vero punto di forza. La plancia rimaneva quella della Yaris 1.0, con la strumentazione 3-D raggruppata al centro, la posizione di guida rialzata e una visibilità panoramica. Tuttavia, era lo sfruttamento dello spazio a fare la differenza. L'altezza interna aiutava tutti gli occupanti a non sentirsi oppressi, il doppio tettuccio apribile (optional) conferiva un'elevata luminosità e l'abbondanza di vani portaoggetti era tale da risultare quasi perversa.
Degna di lode era la soluzione adottata per i sedili posteriori basculanti, che si ripiegavano in due ampi vani sotto il pianale e trasformavano la Verso in una due posti "secchi" con una capacità di carico di una nave portacontainer, passando da 390 a ben 2160 litri. Questa innovazione eliminava la necessità di smontare sedili pesanti e ingombranti, offrendo la possibilità di viaggiare con i sedili nascosti a bordo, sempre pronti all'uso e con una manovrabilità a prova di bambino. In questo modo, era possibile viaggiare lasciando solo i due posti anteriori e sfruttare un vano di carico piatto come un biliardo, regolare e profondo 1,5 metri, oppure scegliere di lasciare solo tre sedili, utilizzare lo schienale del sedile centrale posteriore come tavolino e godersi ugualmente un bagagliaio a prova di trasloco.
La conformazione della plancia, sebbene funzionale, presentava una peculiarità: la strumentazione 3-D annegata sotto la palpebra al centro del cruscotto forniva tutte le indicazioni necessarie al guidatore, ma il suo orientamento non consentiva al passeggero di leggere alcuna informazione su velocità, regime del motore, consumi e distanza percorsa.
Motorizzazioni della Yaris Verso del 2001
Mentre la gamma motori della Yaris berlina includeva anche il piccolo 1.0, la Verso venne privata di questa motorizzazione per concentrarsi su propulsori più adatti alla sua vocazione di veicolo versatile e spazioso. Pertanto, rimasero invariati il 1.3 VVT-i e il 1.4 D-4D. Le novità in termini di motorizzazione, tuttavia, non erano ancora finite, perché la giapponesina di casa Toyota portò al debutto una nuova motorizzazione da 1300cc. Questa nuova versione del motore che equipaggiava la Yaris a 3 e 5 porte, con il sistema VVT-i a fasatura variabile, fu ottimizzata privilegiando l'erogazione alla potenza, con 86 CV a 6000 giri e una coppia massima di 124 Nm a 4400 giri.
Nel 2001, alle due motorizzazioni a benzina si aggiunse la diesel, composta da un 1.4 litri D-4D turbodiesel da 75 cavalli. Tutte le motorizzazioni prodotte fino al 2004 rispettavano i parametri antiinquinamento della normativa Euro 3.

Allestimenti e Dotazioni
Le versioni disponibili della Yaris berlina erano quattro:
- Base: comprendeva la strumentazione digitale, il computer di bordo, 2 airbag, maniglie in tinta con la carrozzeria, pretensionatore delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori, vetri elettrici anteriori, sedile posteriore scorrevole, poggiatesta posteriori e anteriori attivi e chiusura centralizzata.
- Sol: aggiungeva climatizzatore manuale con filtro antipolline, chiusura centralizzata con radiocomando e retrovisori elettrici.
- Luna: disponibile solo con il motore 1.3 VVT-i, rispetto al precedente allestimento vedeva l'aggiunta dei fari fendinebbia, volante e pomello del cambio in pelle e interni specifici.
- TS: la versione più sportiva, disponibile esclusivamente con motore 1.5, riprendeva le dotazioni della versione Luna con l'aggiunta di selleria specifica sportiva, pomelli dei comandi di ventilazione e maniglie cromate e un pacchetto sportivo caratterizzato da minigonne e paraurti specifici.
Sulla Yaris 1.0, poteva essere richiesta anche il cambio "Toyota Free-Tronic", un manuale con frizione automatizzata (senza pedale frizione). Su tutte le versioni, poteva essere richiesto il navigatore satellitare "Turn by Turn".
Per quanto riguarda la Verso, le dotazioni di serie erano allineate a quelle della berlina, con un'enfasi particolare sugli elementi che ne esaltavano la praticità. La sicurezza passiva era garantita dal superamento delle più severe prove di collisione, dal doppio airbag di serie, dall'ABS e dal dispositivo EBD (Electronic Brakeforce Distribution).
Comportamento su Strada: Stabilità e Comfort
La questione che sorgeva spontanea al volante della Yaris Verso era se la formula "auto stretta e alta" non avvantaggiasse la volumetria interna a scapito di stabilità e sicurezza. La Verso non deludeva completamente, ma non era neppure promossa con il massimo dei voti. Le sospensioni erano ancora troppo morbide e, nonostante il baricentro basso, la vettura non sembrava gradire i repentini trasferimenti di carico laterali. Una volta in appoggio, la Verso era in grado di affrontare lunghi curvoni a velocità elevata senza scomporsi troppo e dimostrandosi sempre sincera nelle reazioni. Tuttavia, quando le curve si susseguivano rapidamente, il riallineamento risentiva dell'altezza del corpo vettura, il retrotreno si ammorbidiva un po' troppo e si aveva la sensazione di galleggiare sulle quattro ruote.
Nonostante queste osservazioni, i freni si rivelavano sempre all'altezza della situazione, e ottima era anche la disinvoltura che la Verso dimostrava nel traffico cittadino. Il comfort di marcia era sorprendente, sia dal punto di vista meccanico che aerodinamico. Il motore 1300 VVT-i era sempre ben educato, saliva volentieri di giri senza alzare troppo la voce, le vibrazioni erano ridotte al minimo e non si dimostrava eccessivamente assetato di carburante (6,7 litri per 100 km).
Evoluzione della Yaris: Restyling e Nuove Generazioni
Contemporaneamente all'esordio sul mercato statunitense, la Yaris berlina venne sottoposta a un lieve restyling nel febbraio 2003. Il frontale ricevette una nuova fanaleria a goccia e un nuovo paraurti con nervature disposte in modo da formare una "U"; l'antenna fu spostata nella zona posteriore del tetto. Tra gli allestimenti, rimanevano Base e Sol, mentre l'allestimento Luna era unificato all'allestimento Sol. La dotazione di serie ora comprendeva ABS con EBD, 4 airbag e lettore CD. L'interno fu "rinfrescato" con scelte cromatiche grigio-chiaro, soprattutto nella zona dei comandi del controllo dell'aria. I propulsori a benzina furono riomologati secondo gli standard Euro 4 e il piccolo 1.0 passò da una potenza originaria di 68 cavalli a 65 (fino alla fine della prima generazione, poi sarebbe diventato di 69 CV). Il 1.3 non subì alcuna variazione in termini di potenza e struttura, mentre il turbodiesel 1.4 D-4D rimase Euro 3. La versione Verso, tuttavia, non venne riproposta nelle generazioni successive.

La seconda generazione della Yaris esordì in Giappone nel 2004, mentre in Europa, Australia, Messico, Canada e Stati Uniti d'America fu lanciata l'anno seguente. Fu totalmente rinnovata a partire dalla piattaforma di base, che adottava sospensioni configurate come MacPherson all'avantreno e ponte torcente al retrotreno. La versione berlina ebbe una carrozzeria leggermente più lunga (3,75 metri) con un design ispirato vagamente alla prima serie, ma con numerosi elementi presi dalla Corolla E120. In Italia fu venduta inizialmente con una gamma di due allestimenti: Base e Sol. La versione Sol era personalizzabile con l'aggiunta del pacchetto di accessori Luxury che comprendeva Smart Entry & Start System, climatizzatore automatico, cerchi in lega, fari fendinebbia anteriori e pulsante del freno a mano cromati.
Nel 2007 fu introdotta una versione annuale denominata Luna, per riprendere una versione della prima serie. La Luna aveva tutte le dotazioni della 1.3 Sol con la semplice aggiunta di fendinebbia. Nello stesso anno fu introdotta nuovamente la TS, caratterizzata da strumentazione sportiva analogica, climatizzatore automatico e cromature interne. Nel 2008 venne soppressa la versione Luna e inserite due nuove versioni: Now e Navi. La Now era un mix tra Base e Sol; gli esterni erano caratterizzati da maniglie e calotte non in tinta con la carrozzeria, gli interni presentavano una selleria della versione Base, ma le dotazioni di serie erano tutte quelle della Sol: clima manuale, volante e pomello del cambio in pelle, radio a 6 altoparlanti, comandi radio al volante. In più erano presenti bordini dello stesso colore della carrozzeria attorno alle bocchette dell'aria, contorno dei tappetini colorati e inserto colorato sulla leva del cambio. La versione Navi, invece, avrebbe riscosso un notevole successo grazie al navigatore di serie.
Per quanto riguarda la sicurezza, sottoposta nuovamente al crash test dell'Euro NCAP nel 2005, raggiunse il punteggio di 5 stelle per 35 punti. La Yaris seconda serie è nota come Progetto XP9. La berlina a quattro porte fu importata in Europa ma restò un'esclusiva riservata ai mercati asiatici, americani e australiani. Nel settembre del 2008 alla gamma Yaris si aggiunse un nuovo allestimento denominato Navi, caratterizzato da un impianto audio di nuova concezione progettato dalla divisione Eclipse di Fujitsu, che oltre alle tradizionali funzioni integrava l'alloggiamento per una speciale versione di navigatore satellitare TomTom estraibile e installabile anche su altri veicoli. Il navigatore disponeva del supporto Bluetooth e controllo iPod; quest'ultima funzione però ha suscitato diverse critiche a causa della mancanza di un cavo adatto al funzionamento del sistema, disponibile solo a pagamento.
La gamma motori iniziale della seconda generazione era composta da due propulsori benzina da 1.0 (ora a 3 cilindri) e 1,3 litri capaci di 69 e 87 cavalli, entrambi dotati della fasatura variabile VVT-i, e un turbodiesel 1.4 D-4D da 90 cavalli. Nel restyling del 2008 il 1.3 venne portato a 100 cavalli. Nel 2007 alla gamma si aggiunse il 1.8 della versione TS per uscire di scena nel dicembre dell'anno seguente. Come la prima serie, anche per la seconda nel marzo del 2007 fu introdotto l'allestimento sportivo TS che offriva una taratura di assetto e sospensioni più rigide, nonché un propulsore di 1,8 litri dotato della tecnologia Dual VVT-i (doppia fasatura variabile delle valvole) capace di erogare 133 cavalli. Esteticamente la TS presentava paraurti anteriori, posteriori e minigonne specifiche; in particolare nel frontale spiccava la griglia a nido d'ape, mentre il posteriore presentava un terminale di scarico cromato, oltre all'inedita fanaleria a LED. La dotazione di serie comprendeva 9 airbag, ABS con controllo di stabilità e trazione, 4 freni a disco, assetto ribassato e climatizzatore automatico. Sul mercato giapponese la Toyota produsse la Vitz RS con un motore 1.5 16V da 106 cavalli, ma la variante più sportiva in commercio fu la Vitz TRD dotata di motore 1.5 16V turbocompresso da 163 cavalli con un'accelerazione 0-100 km/h in 7 secondi.
Nel gennaio 2009 la Yaris subì un lieve restyling: la nuova versione diventò leggermente più lunga (3,78 m) a causa del nuovo disegno dei paraurti, più spigolosi. Nella coda fu rinnovata la fanaleria che presentava inedite nervature sagomate a seconda della posizione dei LED. Rivisti anche gli interni: la consolle centrale e le razze del volante avevano rifiniture in plastica simil alluminio, l'autoradio disponeva dell'ingresso per lettori MP3, mentre la porta USB era a pagamento. Rimaneva disponibile il Luxury Pack con l'aggiunta di vetri elettrici posteriori e vivavoce Bluetooth. Nel successivo aggiornamento di dicembre 2009 le versioni Sol persero la strumentazione digitale in luogo della classica analogica, invece per le altre versioni la strumentazione rimase digitale. Inoltre, la versione Base fu venduta con le maniglie non in tinta con la carrozzeria. Per il mercato italiano a dicembre 2009 furono introdotte le nuove versioni Sol MY'10 che potevano essere personalizzate o con il Comfort Pack (climatizzatore automatico e fendinebbia), oppure con Luxury Pack (con la scomparsa dello Smart Entry System). Per il mercato nipponico gli indicatori di direzione laterali furono spostati e integrati nei gusci degli specchi retrovisori. Tra le motorizzazioni esordivano un nuovo 1.0 12V VVT-i con alimentazione bifuel benzina e GPL sviluppato in collaborazione con la Landi Renzo (disponibile da marzo 2010), con un consumo urbano di 6 l/100 km ed extraurbano di 4,4 l/100 km, e un nuovo 1.3 16V VVT-i da 100 cavalli dotato di sistema Stop & Start, mentre il 1.4 D-4D dal 2010 era disponibile solo con filtro antiparticolato. La dotazione di serie fu impoverita: infatti, la versione pre-restyling disponeva di nove airbag di serie, mentre la nuova ne presentava solo quattro nella versione d'accesso Now (la più venduta) oppure sette per la versione Sol MY'10. Erano disponibili solo come optional anche il controllo di stabilità e quello di trazione. Nella sua uscita dal mercato, un progetto frutto di un'operazione di co-branding vide riutilizzare questa generazione della Yaris per la realizzazione di un modello firmato Daihatsu: la Charade. Essa mantenne inalterate le proporzioni della Yaris e le sue caratteristiche estetiche e fu offerta con un unico propulsore (il 1.3 da 100 CV) e un unico allestimento full optional.

La terza generazione della Yaris fu presentata a settembre 2011 al salone dell'automobile di Francoforte e incominciò a essere commercializzata nell'ottobre dello stesso anno. La carrozzeria era caratterizzata da linee ispirate a quelle della Prius+ e della Verso-S. Per aumentare l'aerodinamicità, diversamente dalle due serie passate, aveva un solo tergicristallo. La strumentazione non fu più collocata al centro del cruscotto, come nelle due generazioni precedenti, ma nella classica posizione dietro al volante. Rispetto alla Yaris di seconda serie, lo spazio per le ginocchia nel divano posteriore crebbe di 35 mm, mentre il baule aveva una capacità di 285 litri, che aumentava a 765 litri ribaltando i sedili posteriori (non sono più scorrevoli come nelle due vecchie generazioni). Il design dei cerchi in lega, disponibili nelle misure da 15 e 16 pollici, presentava nuovi disegni per le razze. Tre le motorizzazioni: 1.0 VVT-i con 69 CV e 1.3 VVT-i con 99 CV a benzina e 1.4 D-4D a gasolio da 90 CV, quest'ultimo che vantava un consumo di 3,9 l/100 km. L'allestimento base comprendeva 7 airbag, il controllo elettronico della stabilità, la chiusura centralizzata, l'ESP (disinseribile) e i poggiatesta attivi. La versione Active offriva, in più della base, sedile di guida regolabile in altezza, volante regolabile in profondità, climatizzatore manuale, volante e leva del cambio in pelle, comandi audio al volante, infotainment con display a colori da 6,1 pollici, lettore CD e connettività Bluetooth e USB/Aux, telecamera posteriore, specchietti retrovisori riscaldabili e regolabili elettricamente, chiusura centralizzata con telecomando, fari a spegnimento ritardato e cerchi di acciaio da 15 pollici. L'allestimento Lounge: cerchi in lega da 15 pollici a 12 razze, climatizzatore automatico bizona, sensori pioggia e crepuscolare (optional), diverso rivestimento in tessuto per i sedili, filtro antipolline, fendinebbia, vetri elettrici posteriori e specchietto interno fotocromatico (optional). Nella Style c'erano in più cerchi in lega da 16 pollici bruniti, fari anteriori e cromature bruniti, tetto panoramico (optional), accesso keyless (optional), un assetto più rigido con sospensioni posteriori ribassate, spoiler posteriore e rivestimenti interni specifici, con sedili anteriori più profilati e cuciture rosse per volante e freno a mano. Venne venduta sia nella versione a 3 che a 5 porte.
Nel 2012 nasce la Yaris Hybrid, caratterizzata dal funzionamento ibrido benzina/elettrico: il motore da 1,5 litri a ciclo Atkinson eroga 74 CV e 111 Nm di coppia ed è abbinato a un motore elettrico che, oltre a garantire uno spunto in fase di partenza, consente brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Il cambio è a variazione continua gestito elettronicamente.
Nel luglio 2014 la Yaris ha subito un restyling, curato dal centro stile Toyota di Nizza e dal chief designer Elvio D'Aprile, in cui la casa giapponese ha investito 85 milioni di euro introducendo mille componenti inedite. La Yaris ha guadagnato 6 centimetri in più rispetto alla versione sostituita per arrivare di 3,94 metri, mentre il passo è rimasto invariato. Per rendere le linee più sportive e gradevoli alla clientela del vecchio continente, è stata disegnata una sorta di “X” sul frontale, elemento divenuto tipico del linguaggio stilistico del costruttore nipponico inaugurato con l'Aygo di seconda generazione nel 2014. La scocca della Yaris è stata rinforzata ed è stato ridotto il rumore all'interno dell'abitacolo. Adottati nuovi rivestimenti dei passaruota e ancoraggi dei paraurti, realizzati per aumentare la rigidità torsionale e ridurre la propagazione del rumore nell'abitacolo. Rinnovate anche le sospensioni anteriori, per assicurare un maggiore comfort di guida, mentre lo sterzo servoassistito, grazie a una nuova gestione elettronica, assicura una migliore manovrabilità. Infine, è presente un nuovo sistema di controllo della stabilità, ora disinseribile fino a una velocità di 50 km/h. Al posteriore esordisce un nuovo paraurti con finto diffusore integrato e davanti sono presenti nuovi gruppi ottici a LED diurni (non su tutti gli allestimenti). L'impianto multimediale, chiamato Toyota Touch 2, è dotato di uno nuovo schermo con dimensioni maggiorate da 6,1 a 7 pollici, oltre a essere più evoluto nella grafica e nelle funzioni. Oltre agli allestimenti presentati nel 2011, adesso si aggiungono gli allestimenti Cool, Hybrid Cool, Hybrid Active e Hybrid Style. Anche i motori sono stati aggiornati, in particolare il motore 1.0 e quello ibrido: nel 1.0 VVT-i le emissioni sono scese a 99 g/km di CO2 e i consumi dichiarati sono di 4,3 L/100 km. Sia il motore 1.0 sia quello ibrido 1.5 HSD sono stati omologati come Euro 6, mentre i due 1.3 Dual VVT-i da 99 CV e il 1.4 D-4D da 90 CV restano Euro 5.
