Come trasformare un'auto Euro 5 a benzina in Euro 6: Analisi delle Opzioni e delle Implicazioni

Il dibattito sull'abbandono delle vetture a gasolio e la crescente attenzione verso la riduzione delle emissioni inquinanti stanno spingendo molti automobilisti a considerare soluzioni per prolungare la vita dei propri veicoli, specialmente quelli diesel Euro 5, spesso ancora efficienti ma sempre più soggetti a restrizioni. Sebbene la conversione da Euro 5 a Euro 6 sia più comunemente associata ai motori diesel, data la loro maggiore emissione di particolato e ossidi di azoto (NOx), è importante comprendere che il contesto normativo e le soluzioni tecnologiche possono interessare anche i veicoli a benzina.

Tabelle comparative emissioni Euro 5 e Euro 6

Le direttive europee, come la 715/2007*692/2008, hanno definito standard sempre più stringenti per le emissioni dei veicoli. Un'auto Euro 5, omologata in genere tra il 2009 e il 2011, si trova oggi ad affrontare un futuro incerto, con blocchi di circolazione sempre più frequenti e restrittivi in molte città italiane ed europee. La questione centrale per i proprietari di veicoli Euro 5, sia diesel che benzina, è se e come sia possibile adeguare il proprio mezzo agli standard Euro 6 per evitare tali limitazioni.

Il Contesto Normativo e i Blocchi di Circolazione per i Veicoli Euro 5

La Corte amministrativa federale di Lipsia, in Germania, ha stabilito che sono le città a decidere quando e come imporre restrizioni ai motori diesel più inquinanti, qualora i livelli di inquinamento superino le soglie previste. Sebbene in Germania le auto diesel Euro 5 non potessero essere bloccate fino al 1° settembre 2019, con circa 6 milioni di veicoli coinvolti secondo la rivista Autobild, la situazione in Italia si sta evolvendo rapidamente.

Mappa delle zone a traffico limitato in Italia

In Italia, il conto alla rovescia è iniziato per le auto diesel Euro 5: dal 1° ottobre 2025, in Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, scatteranno pesanti limitazioni alla circolazione per le vetture immatricolate tra il 2011 e il 2015. In Emilia e Lombardia, il divieto sarà permanente, mentre in Piemonte solo nei mesi invernali (almeno per ora). Chi guida un’auto diesel Euro 5 rischia di ritrovarsi con un mezzo ancora efficiente, ma inutilizzabile nei giorni feriali in queste regioni.

È fondamentale distinguere la normativa per i diesel da quella per i benzina. Per esempio, a Milano, i blocchi per le Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato sono attivi durante i giorni lavorativi (sabato e domenica esclusi) da ottobre ad aprile, dalle 7:30 alle 19:30, e nell'autunno del 2021 il blocco diventerà permanente. I diesel Euro 5 non possono accedere all'Area B dal 1° ottobre 2022. A Roma, le auto diesel Euro 5 non sono ammesse alla fascia verde dall'ottavo giorno consecutivo di superamento dei limiti sulle emissioni, con restrizioni specifiche di orario. I veicoli a benzina, invece, godono generalmente di maggiori libertà, ma anche per questi, in caso di situazioni critiche di inquinamento atmosferico, possono essere imposti blocchi, specialmente per le classi Euro meno recenti.

Perché il BLOCCO DEL TRAFFICO non serve a nulla

Le Classi Euro dei Veicoli: Un Panorama Dettagliato

Le classi Euro dei veicoli, indicate sul libretto di circolazione (rigo V.9), definiscono gli standard antinquinamento a cui un'auto deve attenersi. Comprendere queste direttive è essenziale per valutare la propria situazione e le possibili soluzioni.

  • Euro 1 (in vigore dal 01.01.1993): Direttive di riferimento includono 91/441/cee e 91/542/cee punto 6.2.1.A.
  • Euro 2 (in vigore dal 01.01.1997): Direttive come 91/542/cee punto 6.2.1.B, 94/12/ce, 96/1/ce.
  • Euro 3 (in vigore dal 01.01.2001): Normative come 98/69/ce, 1999/96/ce, 2001/1/ce.
  • Euro 4 (in vigore dal 01.01.2006): Basate su 98/69/ce b, 1999/96/ce b, 2005/55/ce b1.
  • Euro 5 (in vigore dal 1.9.2009 per omologazione e dal 1.1.2011 per immatricolazione): Direttive come 2005/55/ce b2, 715/2007*692/2008 (Euro 5a e Euro 5b).
  • Euro 6 (in vigore dal 01.09.2015): Fa riferimento a 715/2007*692/2008 (Euro 6a e Euro 6b).

È importante notare che, come sottolineato, anche un'auto a benzina di nuovissima concezione, come quelle del gruppo VW (che sono totalmente diverse dalle precedenti, ad esempio della Golf VI), pur rispettando già la normativa Euro 6, potrebbe essere omologata Euro 5B. Per qualsiasi aggiornamento al libretto di circolazione è necessario avere il nulla osta del costruttore, direttamente o attraverso l'importatore. Senza di quello non è possibile procedere.

Kit di Retrofit per l'Aggiornamento a Euro 6: La Soluzione Esistente

Per le auto diesel Euro 5, la soluzione più concreta per l'aggiornamento a Euro 6 è rappresentata dai kit di retrofit per il trattamento dei gas di scarico. Aziende come la Baumot hanno sviluppato sistemi, ad esempio il BNOx System, che utilizzano catalizzatori SCR (Selective Catalytic Reduction) e AdBlue per eliminare una grossa parte delle polveri sottili e degli ossidi di azoto (NOx), gas nocivi emessi in maggiore quantità dai diesel di vecchia produzione. L’Automobile Club Tedesco, insieme al Ministero dei Trasporti dello stato Baden-Württemberg, ha dimostrato che questi kit funzionano molto bene, riducendo di oltre il 90% i livelli di NOx e ottimizzando il funzionamento anche a basse temperature. Il sistema è compatibile con le omologazioni Euro 6c e può essere installato in mezza giornata.

Tuttavia, il principale ostacolo è il costo. L'installazione di questi impianti, come il catalizzatore SCR della Baumot, ha un costo elevato, generalmente compreso tra i 1.400 e i 3.300 euro. Una ricerca di Autobild ha dimostrato che solo poche persone sono disponibili a sostenere questi costi. Un sondaggio condotto in Germania dall’istituto YouGov ha rivelato che il 76% degli intervistati non sarebbe disposto a sostenere tale spesa, mentre solo il 12% la considererebbe un investimento per evitare l'acquisto di un'auto nuova.

Schema di funzionamento di un catalizzatore SCR

Per le auto a benzina Euro 5, la situazione è diversa. Mentre i diesel si concentrano sulla riduzione del particolato e degli NOx, i benzina devono rispettare limiti diversi. L'additivo a cui si fa riferimento e di cui si era già a conoscenza è principalmente per i diesel. Per un'auto a benzina come la nuova GOLF VII, che almeno i motori benzina rispettano già la normativa Euro 6 ma è omologata Euro 5B, la possibilità di aggiornare il libretto per portarla a Euro 6 dipende esclusivamente dal produttore. Occorre essere molto prudenti, perché magari qualche venditore millanta la possibilità di questo aggiornamento successivo. È possibile solo se il produttore del modello ha predisposto tutto, tecnicamente e burocraticamente, per poter effettuare il cambiamento. Occorre distinguere anche da versione a versione, per esempio la 2.0 TDI da 184 CV è già nata per essere oggi Euro 6, mentre non è detto che le altre lo siano.

Costruttori e Incentivi: Un Quadro Complesso

Nemmeno i costruttori sembrano intenzionati a sostenere la spesa per un aggiornamento dei vecchi motori. Bernhard Mattes, rappresentante dei costruttori, ha dichiarato che le case automobilistiche non possono acquistare kit già pronti e montarli sulle loro auto, ma dovrebbero mettere a punto una soluzione "interna", progettare un kit, omologare una seconda volta la vettura e farsi carico della garanzia, con costi salatissimi. Lo scetticismo e i dubbi legati ai kit di trasformazione venduti da terze parti riflettono anche il timore delle case di un calo di vendite per le auto nuove; i modelli meno recenti avrebbero con il kit di conversione un ciclo di vita più lungo e farebbero concorrenza ai modelli nuovi.

Grafico sui costi di sviluppo e produzione di nuove motorizzazioni

Lo Stato italiano si è mosso per sollecitare il passaggio dalle auto inquinanti a quelle più ecologiche, ma non ci sono fondi a disposizione per supportare l'acquisto dei kit di trasformazione da Euro 4, 5 a Euro 6. Sono stati messi a disposizione, invece, gli incentivi rottamazione: chi decide di demolire un diesel Euro 1, 2, 3 o 4 avrà accesso a degli incentivi per acquistare auto ibride o elettriche. L'obiettivo è chiaro: far sparire le auto diesel nei prossimi 15 anni con blocchi di circolazione sempre più intensi, e le maggiori case automobilistiche hanno intenzione di abbandonare la produzione dei motori diesel entro il 2025 per focalizzarsi su auto ibride ed elettriche.

Alternative e Nuove Frontiere Tecnologiche

Oltre ai kit di retrofit per la riduzione delle emissioni, esistono altre alternative per prolungare la vita dei veicoli Euro 5, sia diesel che benzina.

La Conversione in Mild Hybrid

Un'alternativa innovativa arriva dall'Italia con il kit retrofit di Newtron, che trasforma le auto tradizionali in Mild Hybrid. “L’alternatore diventa bidirezionale e fornisce potenza aggiuntiva in fase di accelerazione”, spiegano i tecnici Newtron. Questo kit è compatibile con oltre il 95% dei veicoli in circolazione, sia manuali che automatici, e richiede l’omologazione come un impianto GPL. L'installazione della tecnologia Newtron richiede l'omologazione e l'aggiornamento della carta di circolazione. L’efficienza del veicolo può migliorare dal 3 al 5%, un dato che, su flotte aziendali, si traduce in risparmi considerevoli.

Diagramma di funzionamento di un sistema Mild Hybrid

GPL su Vetture Diesel: Pro e Contro

È stato anche menzionato l'impianto GPL su vetture diesel. Sebbene non trasformi l'auto in Euro 6, in certi comuni potrebbe non essere più soggetta a blocchi. L'impianto costa circa 3.000 euro, e si inizia a "risparmiare" grazie al GPL dopo circa 50.000-60.000 km. Tuttavia, l'esperienza con il GPL su auto precedenti ha evidenziato diverse problematiche:

  • Problemi al motore: Possibili danni alla guarnizione della testa a causa delle temperature di esercizio più elevate del GPL, esplosioni di candele e malfunzionamenti come il "borbottio" dopo lo spegnimento o il mancato mantenimento del minimo.
  • Problemi al sistema: Ingozzamenti, combustione incompleta, e persino l'esplosione del filtro dell'aria, che possono portare a guasti significativi e costosi.
  • Guasti agli iniettori: Iniettori che si guastano dopo pochi anni, con costi di sostituzione elevati.

Nonostante il risparmio sui costi del carburante per chi percorre molta strada, i potenziali problemi tecnici e i costi di manutenzione straordinaria associati agli impianti GPL, come descritto nell'esperienza di un utente, possono rendere questa opzione meno conveniente nel lungo termine.

Altre Strategie e Considerazioni

  • Move-In: Il sistema di monitoraggio dei veicoli inquinanti, una "scatola nera" che traccia i chilometri percorsi nelle zone a traffico limitato. Per le Euro 5 diesel, ad esempio, la Lombardia consente fino a 10.000 km all'anno. Questa opzione permette di limitare l'uso del veicolo nei giorni di blocco, pur mantenendone la possibilità di circolazione per un certo chilometraggio annuale.
  • Ignorare i divieti: Un'opzione rischiosa, con sanzioni che vanno da 168 a 679 euro e il rischio di sospensione della patente in caso di recidiva.
  • Sostituzione del veicolo: La soluzione più radicale è ovviamente cambiare l’auto. Chi acquista un veicolo nuovo, specialmente se non diesel e conforme agli standard Euro 6, dovrebbe godere di una certa tranquillità per diversi anni. Tuttavia, il futuro dei motori diesel, anche i più recenti, rimane incerto, con molte amministrazioni che li considerano altamente inquinanti. Le auto ibride rappresentano una valida alternativa, ma comportano un investimento economico significativo. Chi si orienta sull’usato, invece, dovrà prestare attenzione alla classe ambientale, considerando che un veicolo a benzina, seppur più datato, potrebbe godere di maggiori libertà di circolazione rispetto a un diesel Euro 5.
  • Valore dell'auto: Rimandare la decisione potrebbe far perdere valore alla propria auto, rendendo più difficile la vendita o la rottamazione in futuro.

Le Sanzioni per i Blocchi Euro

Le multe previste dal codice della strada, regolate dall'articolo 13 bis, prevedono sanzioni che vanno da 163 a 658 euro per chi viola i blocchi di circolazione. È un costo significativo che va considerato nel bilancio complessivo delle opzioni.

In sintesi, la trasformazione di un veicolo Euro 5 a benzina in Euro 6 non è un processo diretto e standardizzato come per i diesel, e dipende fortemente dal supporto e dall'omologazione del costruttore. Le opzioni per i proprietari di veicoli Euro 5, sia benzina che diesel, sono variegate ma richiedono un'attenta valutazione dei costi, dei benefici e delle implicazioni future.

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