Nel panorama automobilistico in continua evoluzione, la ricerca di soluzioni di mobilità più sostenibili ha spinto i costruttori a esplorare diverse alimentazioni, tra cui il metano. Sebbene l'attenzione si concentri spesso su modelli di dimensioni più contenute, l'idea di un SUV come il Volkswagen Tiguan alimentato a metano ha suscitato interesse e discussioni, in particolare durante eventi di settore e attraverso indiscrezioni giornalistiche.

Le Indiscrezioni Iniziali: Ginevra 2009 e le Prospettive per il 2010
Le prime voci concrete sulla possibile trasformazione del Tiguan a metano emersero al Salone di Ginevra del 2009. In quell'occasione, la gamma Ecofuel di Volkswagen era già visibilmente presente, con la Passat TSI Ecofuel e il Touran TSI Ecofuel che facevano la loro anteprima mondiale. Quest'ultimo, già sul mercato con la tradizionale motorizzazione aspirata, avrebbe adottato il motore 1.4 Turbo da 150 CV, lo stesso della Passat, posizionandosi in diretta concorrenza con la Zafira Turbo Ecom, anch'essa dotata di un turbo da 150 CV.
Durante un approfondimento con un dirigente Volkswagen a Ginevra 2009, emersero notizie significative sull'ampliamento della gamma Ecofuel (a metano). Oltre alla già preannunciata Golf Ecofuel, venne rivelato che nella produzione del 2010 sarebbe stato incluso anche il Tiguan Ecofuel. Sebbene nulla fosse stato ancora ufficializzato riguardo alla motorizzazione, si ipotizzava che la scelta potesse ricadere sul 1.4 TSI, un propulsore già collaudato e presente su altri modelli Ecofuel.
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Un aspetto importante di queste indiscrezioni riguardava la quantità di metano stoccata sul Tiguan, su cui non trapelò alcuna informazione. Tuttavia, non si escludeva che per questa versione Volkswagen potesse utilizzare come base il Tiguan 1.4 TSI a sola trazione anteriore, commercializzato negli USA, adottando una soluzione simile a quella della "Panda Natural Power" per posizionare le bombole del metano. Questa ipotesi era rafforzata dalla considerazione che in Italia, spesso, l'acquisto di un SUV è motivato più dallo status che da un'effettiva necessità di un veicolo a quattro ruote motrici.
Queste notizie furono successivamente riportate anche da testate specializzate come Alvolante (riguardo alla Sharan) e Auto Oggi (per Golf e Tiguan), che confermavano la disponibilità della nuova Golf (sesta generazione), Tiguan e Sharan a metano di serie nel 2010. Il motore per queste versioni sarebbe stato il 1.4 TSI Ecofuel da 150 CV, già montato su Passat e Touran, con la possibilità di avere anche il cambio DSG.

La Piattaforma PQ35/PQ46 e le Conferme Tecniche
Il credito dato alle indiscrezioni sulla metanizzazione del Tiguan da parte di siti specializzati come ecomotori.net era fondato su considerazioni tecniche relative alla piattaforma Volkswagen. Tutto ruotava attorno alla piattaforma "A5" del gruppo VW e, in particolare, alle versioni di telaio "PQ35" e alla sua derivazione diretta "PQ46".
Il telaio PQ35 è, per intenderci, quello utilizzato dall'attuale gamma del Touran Ecofuel, ma è lo stesso telaio che equipaggia anche la Golf 6 e il Tiguan. Questa comunanza di piattaforma rafforzava la plausibilità di un'estensione della motorizzazione a metano anche al Tiguan, suggerendo che le modifiche necessarie per l'integrazione delle bombole e del sistema di alimentazione a gas sarebbero state relativamente contenute e già sperimentate su altri modelli.
Questo approccio strategico, che sfrutta piattaforme modulari per diverse configurazioni di propulsione, è un elemento chiave nella filosofia di sviluppo di Volkswagen, permettendo di ottimizzare i costi e i tempi di produzione per l'introduzione di nuove varianti sul mercato.
I Dubbi e i Cambi di Programma: Sharan e l'Assenza del Tiguan
Nonostante le promettenti indiscrezioni iniziali, il percorso per il Tiguan a metano non fu lineare. Già al Salone di Ginevra in anni successivi (non specificato, ma successivo al 2009), le informazioni sul fronte del metano erano scarse, con i responsabili Volkswagen che si limitavano a poche informazioni di circostanza.
Per quanto riguarda la Sharan, pur non essendoci informazioni certe sul suo futuro a metano, si sapeva con un certo grado di ufficialità che nel corso del 2011 (indicativamente tra aprile e maggio) sarebbero state introdotte nuove motorizzazioni. Tuttavia, un evento successivo, il "Blue on Tour" di Volkswagen a Milano, fece emergere che per il momento non c'erano programmi certi per altri modelli a metano. Le probabilità per il Tiguan vennero definite "praticamente nulle", mentre per la Sharan si prospettava "forse qualche speranza, ma non subito".
Questa incertezza sottolinea come le strategie produttive possano cambiare in base a diversi fattori, tra cui le dinamiche di mercato, la disponibilità di infrastrutture e le decisioni politiche relative ai carburanti alternativi.
Il Contesto del Metano: Vantaggi e Sfide
La discussione sulla metanizzazione del Tiguan si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l'adozione del metano come carburante alternativo. Il metano, o CNG (Compressed Natural Gas), è un carburante che offre numerosi vantaggi.
Vantaggi Ambientali ed Economici
Il metano non è un derivato del petrolio e, rispetto alla benzina, riduce significativamente le emissioni inquinanti: del 18% per la CO2, del 72% per gli NOx e del 75% per il monossido di carbonio. Le polveri sottili allo scarico sono praticamente assenti, rendendolo di fatto il carburante meno inquinante disponibile. Inoltre, grazie alla produzione di biometano da fonti rinnovabili come reflui e fanghi fognari, alimentari e zootecnici, il metano può essere considerato una fonte di energia programmabile e rinnovabile, riducendo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
Dal punto di vista economico, il metano permette di spendere meno per il rifornimento. Oltre a potenziali agevolazioni sul bollo e accessi facilitati nelle ZTL, i costi per percorrere una determinata distanza sono notevolmente inferiori rispetto a benzina e diesel. Con 10 euro, ad esempio, si possono percorrere in media 156 km con il metano, contro i 64 km della benzina e gli 80 km del diesel (dati elaborati da Econometrica su dati Mise e Assogasmetano di gennaio 2018). Questo si traduce in un risparmio significativo per chi percorre molti chilometri all'anno: si stima una spesa annua di circa 962 euro per 15.000 km, ben al di sotto dei 2.352 euro della benzina o dei 1.876 euro del gasolio. Inoltre, 1 kg di metano fornisce una quantità di energia superiore, corrispondente a 1,3 litri di gasolio e 1,5 litri di benzina.
Il Problema della Distribuzione
Nonostante questi vantaggi, il metano presenta una carenza significativa: la rete di distribuzione. Sebbene il numero di distributori sia aumentato negli anni, non è ancora sufficiente a coprire l'intero territorio nazionale in modo capillare. I circa 1300 impianti presenti in Italia sono prevalentemente concentrati in regioni come Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Toscana e Piemonte, che rappresentano circa il 50% del totale. Questa carenza è attribuita a investimenti non sempre all'altezza e a una burocrazia che spesso rallenta lo sviluppo delle infrastrutture.
Questo limite infrastrutturale è un fattore cruciale che influenza la diffusione dei veicoli a metano, rendendoli una scelta più conveniente per chi vive o si sposta frequentemente in aree ben servite dai distributori.
L'Offensiva Volkswagen nel Metano: Dalla Golf TGI alla Polo TGI
Nonostante le incertezze sul Tiguan, Volkswagen ha intrapreso una significativa offensiva nel settore del metano, in particolare con modelli come la Golf TGI e la Polo TGI. L'Italia, essendo il maggiore mercato europeo per le auto a gas con circa un milione di veicoli circolanti (a febbraio 2018 rappresentavano il 2,3% del mercato), ha rappresentato un terreno fertile per queste iniziative.
La Golf TGI BlueMotion: "La Macchina a Metano per Eccellenza"
La Volkswagen Golf TGI BlueMotion è stata presentata come un'alternativa concreta e "normale" alle auto a benzina, diesel o ibride. La sua "normalità" nell'utilizzo quotidiano, pur dipendendo dalla vicinanza dei distributori, la rende accessibile a un pubblico ampio che finora non aveva considerato un'auto a gas. A parte il controllo obbligatorio delle bombole ogni 4 anni, la Golf TGI si usa senza particolari attenzioni, proponendosi come una vettura sufficientemente grande, potente, economica e "prestigiosa" per soddisfare i gusti di tutti. Il consumo medio realistico si attesta intorno ai 5 euro ogni 100 km.

A livello estetico, la Golf TGI presenta alcune peculiarità. Osservandola da dietro, sembra quasi un'auto elettrica per l'assenza del terminale di scarico tradizionale, posizionato davanti alle ruote posteriori per fare spazio alle due bombole di metano da 15 kg di capacità. Il serbatoio della benzina rimane di 50 litri, ma il bagagliaio è leggermente più piccolo rispetto a una Golf "normale" (291 litri contro 380 di capacità minima), pur rimanendo più grande della Seat Leon TGI (275 litri). Al posto della ruota di scorta è presente un kit di gonfiaggio, mentre lo spazio per i passeggeri posteriori è rimasto invariato.
La Golf a gas è anche una versione BlueMotion, ottimizzata per ridurre i consumi. La calandra sigillata migliora l'aerodinamica, così come i profili attorno al lunotto che riducono le turbolenze. Le ruote da 16 pollici montano pneumatici a basso attrito per minimizzare la resistenza al rotolamento.
All'interno, la trasformazione a metano è stata integrata anche nella strumentazione. Nei quadranti sono presenti il doppio indicatore del livello dei due carburanti (metano e benzina) e la stima dell'autonomia complessiva. Nel computer di bordo e nell'infotainment, i dati di consumo sono espressi in kg/100 km. Il navigatore (optional) evidenzia le stazioni di servizio a metano. Un'interessante schermata mostra la "qualità del gas" in percentuale, un dato su cui si basa la logica di controllo elettronica del motore per decidere quando commutare da benzina a metano all'avviamento. Il funzionamento è automatico, con il passaggio tra i due carburanti che avviene in modo impercettibile, e si viaggia a benzina solo quando il gas è esaurito.
La guida è rilassante e consistente. I circa 65 kg aggiuntivi delle bombole non si avvertono, e l'assetto da 16 pollici è equilibrato, assorbendo bene le irregolarità. Lo sterzo è morbido e preciso, e il cambio, come su altre compatte del gruppo Volkswagen, è un riferimento per scorrevolezza e innesti. Il motore, un Euro 6 da 110 CV e 200 Nm di coppia a 1.500 giri, è super regolare e fluido. Pur mostrando un leggero calo di prestazioni in salita o a pieno carico, offre una guida piacevole e simile a quella di un 1.6 turbodiesel. L'insonorizzazione dell'abitacolo è curata e i consumi rimangono bassi, con una media di poco superiore ai 5 kg/100 km durante i test drive.
Il listino della Golf TGI parte da 21.300 euro, scendendo a 19.400 euro con l'Ecobonus Volkswagen. La gamma non si differenzia troppo in termini di allestimenti e dotazioni. Si può optare per la versione Comfortline (23.550 euro, o 25.450 euro con cambio automatico DSG) o la più ricca Highline (24.800 euro, o 26.700 euro con DSG). Tutte le versioni sono BlueMotion, posizionandosi tra le auto più efficienti in termini di costo per chilometro.
La Polo TGI Metano: Efficienza Senza Compromessi
La Polo TGI Metano, una novità del 2018, porta in dote tutti i vantaggi dell'alimentazione a gas naturale senza compromessi negli equipaggiamenti. Include sistemi di assistenza alla guida come il Front Assist con frenata di emergenza City e riconoscimento dei pedoni, Blind Spot, assistenza per l'uscita dal parcheggio e cruise control adattivo ACC, oltre al sistema anticollisione multipla.

Anche a bordo della Polo, l'unico indizio di diversità è il doppio livello di carburante, benzina e CNG. La strumentazione è chiara e intuitiva, disposta su un unico asse per limitare le distrazioni. Lo schermo touch da 8 pollici è di ultima generazione, e l'interfaccia per smartphone App Connect è integrata con i servizi online Guide & Inform, che includono informazioni sul traffico, stazioni di servizio e parcheggi. La capacità del bagagliaio, pur con le bombole aggiuntive per il metano, è soddisfacente con 251 litri.
Il motore è un 1.0 TGI da 90 CV. L'autonomia complessiva con entrambi i carburanti supera i 1.190 chilometri. L'accelerazione e la ripresa sono buone, e la silenziosità di questo tre cilindri è sorprendente. La Polo TGI si dimostra comoda in autostrada, nei tratti extraurbani e in città, e risulta difficile trovare differenze significative rispetto alla versione a benzina.
Il Futuro dei Carburanti Alternativi e l'Impegno Volkswagen
Volkswagen, come gruppo, si impegna su tutte le varianti propulsive, dai motori endotermici agli ibridi e all'elettrico. Il metano (CNG) è considerato un carburante alternativo efficace ed ecologico, più di molti suoi sostituti più diffusi, e si sposa bene con il motore TSI EA211 Evo. La trasformazione dal benzina al metano è relativamente semplice a livello industriale, ma la sua diffusione dipende in gran parte da fattori politici e distributivi.

Le impressioni di guida sui veicoli a metano, inclusi alcuni prototipi provati sul tracciato di Ehra-Lessien, mostrano una totale fluidità e un rendimento non dissimile dai fratelli a benzina o dai micro-ibridi con architettura motoristica analoga (EA211 Evo). Gli elementi che differenziano il TGI dal TSI sono principalmente i contenitori del gas (le bombole), la rampa con gli iniettori aggiuntivi e una gestione elettronica relativamente simile, che non altera drasticamente la resa prestazionale di base.
Il gruppo Volkswagen ha anche investito nello sviluppo di biocarburanti, in particolare in Svizzera, sfruttando energia eolica e biomasse per rendere la filiera ecologicamente equilibrata fin dalla produzione del carburante. Questo dimostra un approccio olistico alla sostenibilità, che non si limita solo all'efficienza del veicolo ma include anche la produzione del carburante.
L'eco up!, ad esempio, ha debuttato come vettura a metano sorprendente per risparmio nei consumi e nelle emissioni di CO2. Per percorrere 100 km, consuma appena 2,9 kg di metano (79 g/km di CO2), con un costo del carburante di poco più di 3 euro in Germania e meno di tre in Italia. Volkswagen offre una gamma diversificata di veicoli a metano, tra cui Caddy 2.0 EcoFuel, Caddy Maxi 2.0 EcoFuel, Touran 1.4 TSI EcoFuel, Passat e Passat Variant 1.4 TSI EcoFuel, e la nuova eco up!
La possibilità di alimentare queste vetture non solo con metano, ma anche con biometano da fonti rinnovabili, e l'opportunità di immagazzinare corrente da fonti rinnovabili per produrre idrogeno e, in una fase successiva, metano, evidenziano il potenziale strategico del gas naturale nel percorso verso una mobilità più sostenibile.
Il futuro dei motori endotermici è ancora presente, sebbene le previsioni indichino che la loro quota scenderà sotto il 50% nella seconda metà degli anni Venti, con una progressiva transizione verso l'elettrificazione. Tuttavia, il metano, e in particolare il biometano, può giocare un ruolo cruciale come soluzione immediata ed efficace per ridurre le emissioni e i costi, specialmente per chi effettua alte percorrenze e ha accesso a una rete di distribuzione adeguata. Questo è il motivo per cui Volkswagen, pur esplorando l'ibrido e l'elettrico, continua a investire e promuovere l'alimentazione a gas.
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