La gomma utilizzata per la creazione di pneumatici non ha rivali: ad oggi è il materiale migliore del mondo per questo tipo di impiego, senza rivali, ma non senza difetti. La mescola delle gomme può subire infatti processi di degradazione significativi, che si ripercuotono sulla struttura e sulle performance dello pneumatico durante la guida. Tra i più noti processi di degradazione troviamo l’indurimento, un fenomeno chiamato anche cristallizzazione. Bisogna dire che tutte le gomme di tutte le marche sono soggette a indurimento, in particolare se conservate male e se di bassa qualità.

I meccanismi di degradazione della mescola
Tenere ad esempio le proprie gomme usate in giardino senza adeguate protezioni dal sole, vuol dire esporle alla mercé dei raggi ultravioletti: in poche settimane questi ultimi potrebbero letteralmente cuocere gli pneumatici fino a rendere la mescola dura come cristallo. A volte basta anche lasciare la macchina parcheggiata nella stessa identica posizione (con un fianco al sole e l’altro all’ombra) per notare a fine estate una durezza diversa tra le coppie di gomme ai lati opposti.
Uno dei meccanismi principali causa dell’invecchiamento degli pneumatici, che si verifica negli pneumatici non utilizzati, è la perdita del gas: quando le gomme invecchiano, infatti, perdono gli oli volatili che, nella loro parte gassosa, riescono ad attraversare lo strato esterno della gomma. La perdita degli oli causa l’irrigidimento della gomma e la perdita di elasticità e aderenza; segnali tipici di questo fenomeno sono screpolature e distacco di piccoli pezzi di gomma dal pneumatico. Purtroppo sugli pneumatici non è presente una chiara indicazione della tipologia di mescola utilizzata, ed i componenti impiegati, soprattutto gli oli utilizzati all’interno delle mescole, ne determinano le qualità, inclusa la capacità di mantenersi elastici più a lungo, resistendo ad ossidazione e perdita di gas.
Fattori ambientali e conservazione
Il miglior sistema per conservare le tue gomme NON E’ proteggerle dalla luce; ma ISOLARLE DALL’ ARIA che è il mezzo che permette l’ ossidazione dei componenti più volatili della mescola. La concentrazione dell’ossigeno. L’ossidazione è maggiore quanto maggiore è la concentrazione di ossigeno all’interno e all’ esterno degli pneumatici. Il calore. L’ossidazione degli pneumatici avviene più velocemente quando sottoposti a sbalzi di temperatura. Le temperature elevate aumentano la permeabilità della gomma e l’ossigeno riesce ad attraversarla più facilmente. L’attrito con l’asfalto durante l’utilizzo sviluppa calore.
Analisi dello stato di usura e preparazione
Se le nostre gomme sono montate sull’auto, è necessario come prima cosa smontarle e pulirle per bene. Questo passaggio preliminare è fondamentale anche solo per analizzare con criterio lo stato delle gomme. Non possiamo basarci sulla mera osservazione di un battistrada sporco, perché lo sporco, combinato con la pressione dello pneumatico, potrebbero nascondere quelli che sono i difetti classici di una gomma indurita o prossima all’indurimento.
È buon norma quindi che le gomme vengano smontate, o in officina o per conto proprio con l’ausilio di cric e chiave inglese. Per la pulizia, è sufficiente munirsi di sapone neutro, o in alternativa di prodotti specifici per gomma. Con una straccia o una spugna si passa la superficie del battistrada, cercando di entrare nelle scanalature per rimuovere lo sporco. Solo a questo punto saremo pronti per sgonfiare la gomma: se la sgonfiamo prima, sarà più difficile pulire in mezzo alle tacche.

Tutti i metodi per ammorbidire le gomme, da quelli casalinghi a quelli che prevedono l’applicazione di prodotti industriali, hanno senso se e solo se la gomma non è già compromessa irrimediabilmente. Il secondo passaggio prevede in questa prospettiva l’analisi della superficie della gomma, alla ricerca dei segnali tipici di un indurimento già avanzato. Questi segnali includono:
- Righe e crepe di 1 o 2 millimetri di larghezza distribuite tra i solchi del battistrada e la spalla.
- Superficie della mescola piatta, dura al tatto, opaca alla vista.
- Strato protettivo assente, la gomma è completamente secca.
Da notare come un controllo efficace dovrebbe essere eseguito con la gomma sgonfia, che sia tubeless o con camera d’aria. La pressione potrebbe infatti mascherare i tagli, specie se molto piccoli, mostrando una superficie solo in apparenza integra.
Trattamenti professionali per il ripristino della mescola
Le gomme dure e screpolate sono gomme che aderiscono meno all’asfalto, un fattore che a sua volta determina lo slittamento in curva e l’allungamento della distanza di frenata. A venire progressivamente meno, in una mescola in fase di indurimento, sono anche gli oli volatili contenuti, che nel tempo, e a forza di essere scaldati, finiscono per evaporare, lasciando lo pneumatico meno elastico. I prodotti migliori, naturali e non, sono dunque i prodotti che “nutrono” e “ingrassano” la gomma, riportandola all’aspetto e alla consistenza originali.
GRIP, available in a new "improved" formula, gives all the benefits of soft, sticky tyre compounds without the expense. Questo trattamento utilizza una formula unica che penetra nella superficie dello pneumatico. Se utilizzato su pneumatici vecchi o parzialmente usurati rigenera la mescola ed il livello di trazione aumenta. I test con durometro, utilizzati per testare la morbidezza dei pneumatici, hanno dimostrato che dopo una sola applicazione di Grip, la morbidezza può essere aumentata fino a 20 punti. La formula è molto duratura e non evapora, il che la rende adatta all'uso anche in pista.
GOMMA APPICCICOSA Rimedi & Soluzioni: Work in Progress
Per l'applicazione corretta:
- È importante pulire la superficie dello pneumatico con un raschietto per rimuovere la gomma accumulata.
- Versare il prodotto in un contenitore e stenderlo sulla superficie del battistrada con un pennello; non c'è beneficio nell'applicarlo sul fianco.
- La prima mano richiederà 20-30 minuti per l'assorbimento, a seconda della temperatura ambiente. Ulteriori mani possono essere applicate lasciando tempi di assorbimento simili. Quattro o cinque mani daranno un aumento significativo dell'adesione.
- Gli pneumatici devono ora essere lasciati a riposo per curare. Questo processo richiede diversi giorni. È un processo lento ma necessario per garantire che gli pneumatici siano ammorbiditi adeguatamente e che il prodotto sia penetrato attraverso la gomma.
Avvertenze sui solventi industriali
È fondamentale fare chiarezza su alcune sostanze spesso citate impropriamente. La trielina, o tricloroetilene, è un solvente ad alto potere sgrassante. Il suo impiego è specialmente indicato per la pulizia dei metalli e possiede la caratteristica di non corrodere, macchiare o intaccare le superfici; è utilizzato anche per la smacchiatura dei tessuti. Tuttavia, è necessario prestare estrema cautela: è una sostanza classificata come cancerogena. È buona norma utilizzare tali prodotti in luoghi ventilati per evitare di sottoporsi durante l’utilizzo alle inalazioni ed evitare il contatto con la pelle. Non è un prodotto indicato per il trattamento di ammorbidimento degli pneumatici, poiché la sua azione sgrassante estrema potrebbe al contrario rimuovere gli oli protettivi naturali della gomma, accelerandone il degrado invece di prevenirlo.
Metodi alternativi e soluzioni fai-da-te
Chiaro che alcuni prodotti sono più efficaci di altri, per cui troveremo soluzioni che migliorano solo il lato estetico e altre che invece ringiovaniscono la gomma con ottimi risultati. Tra i prodotti più noti troviamo:
- Nero gomma, disponibile in versione spray o come pasta da applicare strofinando la superficie.
- Lucidante al silicone, valido per un effetto brillante più che altro estetico, fornisce una blanda protezione esterna.
- Acqua e zucchero, per chi ama il fai-da-te e non vuole usare prodotti chimici è possibile preparare una soluzione (basta sciogliere in 250 ml di acqua un paio di cucchiai di zucchero e poi applicare).
Dopo aver trattato le gomme non resta che aspettare che si asciughino e assorbano il prodotto. Per fare questo, bisogna evitare il sole diretto, perché produrrebbe l’effetto contrario, favorendo l’evaporazione degli elementi che invece devono nutrire la mescola. Le gomme quindi vanno tenute in garage o quantomeno all’ombra per 24-48 ore, lasciando che la superficie torni ad essere perfettamente asciutta.
Considerazioni finali sulla sicurezza stradale
L’applicazione dei prodotti specifici per aumentare l’aderenza delle gomme NON può essere considerata sostitutiva di uno spessore del battistrada insufficiente; perché si, migliora l’aderenza su asfalto asciutto e bagnato, ma non è sostitutiva di un sufficiente spessore di battistrada in caso di asfalto allagato con conseguente possibilità di acquaplanning, neve o ghiaccio.
Arriva infine il momento tanto atteso: quello di rimontare le gomme e ripartire. Se ci siamo limitati allo smontaggio dei cerchioni e degli pneumatici, potremo occuparci del rimontaggio anche da soli, con un po’ di manualità e una chiave della misura giusta. Se invece ci siamo accorti che le gomme erano da sostituire, allora dovremo recarci da un gommista e cambiare gli pneumatici. La sicurezza deve sempre essere la priorità assoluta: se la struttura interna dello pneumatico risulta compromessa o se le crepe sono profonde, nessun trattamento chimico potrà ripristinare l'integrità strutturale necessaria per una guida sicura. In questi casi, la sostituzione è l'unica via percorribile.
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