Tutti i Modelli della FIAT 124 Sport Coupé: Un'Icona di Stile e Ingegneria Italiana

La FIAT 124, introdotta nel 1966, non era semplicemente un'automobile, ma una piattaforma versatile che ha dato vita a una famiglia di veicoli, spaziando dalla pratica berlina familiare alla vincente spider da rally. Tra le sue numerose incarnazioni, la FIAT 124 Coupé, nata come FIAT 124 Sport Coupé nel 1967, un anno dopo la 124 berlina, rappresenta un capitolo significativo. A differenza della Spider, il cui design fu affidato a Pininfarina, la Coupé fu un'opera del Centro Stile FIAT, diretto dall'ingegner Mario Boano con la collaborazione del figlio Paolo, e venne prodotta a Rivalta. Questa distinzione evidenzia fin da subito una marcata diversità tra la Sport Coupé e la Sport Spider, nonostante una superficiale somiglianza iniziale.

FIAT 124 Sport Coupé AC

La FIAT 124 Coupé, pur condividendo il pianale e la meccanica della 124 berlina, ha saputo evolversi attraverso tre serie distinte nell'arco di otto anni, diventando in pratica tre modelli separati. Ne furono prodotti circa 310.000 esemplari, il doppio rispetto alla 124 Spider, eppure per anni è rimasta nell'ombra della più celebrata Spider di Pininfarina. Nonostante le dimensioni della FIAT 124 Coupé siano rimaste quasi inalterate nel tempo, le linee della carrozzeria hanno subito trasformazioni radicali da una serie all'altra, rendendo ogni generazione un'entità stilistica a sé stante.

Fiat 124 l’auto che ha conquistato il mondo

Le Diverse Incarnazioni della Carrozzeria: AC, BC, e CC

FIAT 124 Sport Coupé AC (Prima Serie)

La prima serie della FIAT 124 Coupé, nota come 124 Sport Coupé AC (AC è il nome del progetto), presentava un frontale che richiamava la 124 Sport Spider. Questo si traduceva in due fari tondi posizionati in cima ai passaruota anteriori, una presa d'aria esagonale e un cofano piatto e appuntito. Questa configurazione iniziale era elegante e in linea con le tendenze dell'epoca, stabilendo un ponte visivo con la sua "cugina" Spider, sebbene con un'identità ben definita grazie al lavoro del Centro Stile FIAT. È importante notare che, fin dalle prime prove su strada effettuate da riviste specializzate come Quattroruote, vennero rimarcati come lati positivi dell'auto la configurazione 2+2 con i posti posteriori piuttosto confortevoli e un motore a doppio albero a camme con un carburatore doppio corpo Weber che consentiva buone prestazioni.

FIAT 124 Coupé BC (Seconda Serie)

Tre anni dopo il lancio della prima serie, nel novembre del 1969, la FIAT 124 Coupé subì una significativa evoluzione con la presentazione della serie BC al Salone dell'Automobile di Torino. Questa versione abbandonò la dicitura "Sport" e il frontale che ricordava la 124 Spider. La BC sfoggiava una griglia molto più alta e larga, caratterizzata da quattro nuovi fari tondi e il logo FIAT rosso con la corona d'alloro intorno, un richiamo evidente al frontale della nuova FIAT Dino, dalla quale si ispiravano anche cofano e paraurti. Questa rivisitazione stilistica, sempre ad opera del Centro Stile Fiat, rendeva la vettura più moderna e aggressiva. La parte posteriore, sebbene simile nelle linee a quella della 124 Sport Coupé AC, presentava fari raddoppiati nell'altezza verticale. Questa versione fu particolarmente apprezzata in Spagna, dove la SEAT (all'epoca produttrice di FIAT su licenza) la introdusse con successo, contribuendo alla sua popolarità in terra iberica. La carrozzeria di base rimase invariata, ma sui fianchi venne adottata una sottile modanatura che doveva accentuare la linea elegante dell'auto. Il successo di questo modello fu significativo, con il suo design composto da elementi che la rendevano più contemporanea.

FIAT 124 Coupé BC

FIAT 124 Coupé CC (Terza Serie)

L'evoluzione stilistica della FIAT 124 Coupé culminò con la terza serie, la CC, lanciata nel 1973. Questa versione si distingueva per essere la più originale di tutte, non riprendendo lo stile né della 124 né della Dino. La CC sfoggiava una calandra con quattro fari sdoppiati e una personalissima presa d'aria "scatolata" rettangolare in rilievo rispetto al resto del frontale, diviso in tre parti. Il cofano era più affusolato, e in coda i fari erano verticali, con alette alle estremità che permettevano all'aria di percorrere tragitti aerodinamici oltre la coda tronca. Una robusta modanatura cromata, con una banda di caucciù, correva lungo tutta la lunghezza dell'autovettura, accentuando la linea elegante. Alla base del lunotto, venne installata una griglia di ventilazione. I fari posteriori verticali erano curiosamente quasi uguali (pur non essendo gli stessi) a quelli della coeva Lancia Beta prima serie. Questa serie, nonostante i numerosi cambiamenti, andò incontro a una clientela esigente, offrendo un'impronta lussuosa e di alta qualità. Una versione finale della 124 Coupé fu presentata nel gennaio del 1975, richiamando la CC e pensata principalmente per le esigenze del mercato statunitense.

Interni: Sportività e Comfort Evoluti

Gli interni della FIAT 124 Coupé, pur mantenendo una coerenza di fondo nelle tre serie, si distinguevano notevolmente da quelli, molto più classici ed eleganti, della 124 Spider. Nonostante la Coupé fosse tecnicamente e in termini di guidabilità la più confortevole e tranquilla, lo stile degli interni era decisamente sportivo e personale, ispirato alle vetture da rally del Gruppo FIAT.

Sotto una palpebra distintiva, si trovava un pannello che poteva essere in plastica nera, finta radica o alluminio, a seconda dell'anno di produzione. Al centro, spiccavano i due strumenti principali: tachimetro e contagiri. Completavano la plancia ben quattro strumenti secondari: l'indicatore della quantità di benzina, la temperatura dell'acqua, la temperatura dell'olio e l'orologio. Questa configurazione forniva al guidatore un controllo completo e un'atmosfera da cockpit.

Tutte e tre le serie erano equipaggiate con un volante a calice a due razze, il cui stile variava però a seconda della generazione. La prima serie AC lo aveva con corona in radica, la BC in plastica, e la CC, la più lussuosa, in pelle con razze in alluminio spazzolato. Proprio la CC si distingueva per gli interni più raffinati, con l'uso di velluto e il già citato alluminio che innalzavano il livello percepito dell'abitacolo, rendendo disponibile anche il condizionatore d'aria per un comfort superiore.

Durante il restauro, un team specializzato ha riportato allo splendore originale diversi esemplari, ricostruendo e risellando plancia e tunnel centrale, recuperando il volante in legno e alluminio a due razze di serie e rigenerando le cromature, spesso ben conservate nonostante l'età.

Motori: Il Cuore Bialbero "Lampredi"

La meccanica e la gamma motori della FIAT 124 Coupé sono ciò che la rende profondamente diversa dalla sua controparte Spider. Mentre la 124 Sport Spider fu realizzata su una versione accorciata del pianale 124 di partenza, la Sport Coupé è basata sullo stesso pianale della berlina, con la quale condivide il passo di 2,42 metri e gran parte della meccanica. Questo, a dispetto dell'aspetto sportivo, le conferiva l'indole di una due posti comoda e rilassante, ideale per una guida brillante ma mai esasperatamente sportiva.

Motore bialbero FIAT Lampredi

La gamma motori della FIAT 124 Coupé era composta da motori quattro cilindri aspirati bialbero FIAT, noti come "Lampredi" per gli amici, con potenze buone ma non esagerate. Questi propulsori erano alimentati con carburatori doppio corpo Weber, che consentivano buone prestazioni e un gorgoglìo caratteristico, apprezzato dagli appassionati.

Le motorizzazioni disponibili erano diverse a seconda della serie:

  • Prima serie (AC): Nasce con una sola motorizzazione 1.4 da 90 cavalli (1438 cm³).
  • Seconda serie (BC): Con l'arrivo della seconda serie, al 1.4 venne affiancato il 1.6 derivato dalla Fiat 125, con cilindrata portata a 1608 cm³ e alimentato con due carburatori a doppio corpo Weber 40 IDF posizionati verticalmente. Questo propulsore erogava 110 CV. La versione più piccola delle due serie precedenti andò in pensione.
  • Terza serie (CC): Il 1.6 sopravvisse anche sulla terza serie. Con l'ultimo restyling di fine carriera, venne aggiunto a richiesta il 1.8 (1756 cm³) derivato dall'ammiraglia 132. I motori, derivati dalla Fiat 132, avevano una cilindrata di 1592 e 1756 cm³.

L'identificazione precisa dei codici di serie di fabbrica è fondamentale per la corretta scelta dei ricambi, poiché anche all'interno dello stesso modello e della stessa cilindrata possono esistere differenze tecniche tra gli anni di produzione e le serie. Tipi di testata, configurazioni del carburatore, impianti frenanti, componenti delle sospensioni e configurazioni del cambio potevano variare.

Un esempio di elaborazione comune, al fine di esaltare il carisma del motore, era l'installazione di una doppia alimentazione sul 1.8. Originariamente, Fiat aveva mantenuto un solo doppio corpo su questa motorizzazione, che non gli rendeva giustizia, erogando solo 8 cavalli in più rispetto ai 110 del 1.6, che invece montava due carburatori doppio corpo. Questo intervento richiedeva la modifica della testata per ospitare la doppia alimentazione e lo spostamento dell'alloggiamento dello spinterogeno per creare lo spazio necessario.

Prezzi e Posizionamento nel Mercato

A livello di prezzi, la FIAT 124 Coupé era più economica della Spider, principalmente perché costruita nella classica fabbrica FIAT di Rivalta e derivata direttamente dalla meccanica della più comune 124 berlina. Il suo prezzo era inferiore alla 124 Spider e decisamente interessante, essendo di poco superiore alla 124 di base.

Oggi, nel mercato delle auto d'epoca, i prezzi variano ovviamente in base alle generazioni, meno ai motori che, come spesso accade per le vetture storiche, contano meno per il prezzo finale con il passare del tempo. La FIAT 124 Coupé più economica è solitamente la terza serie, la CC. Questo può sembrare un controsenso, in quanto è la versione prodotta nel minor numero di esemplari e quindi, idealmente, la più desiderabile. Nonostante ciò, la FIAT 124 Coupé CC parte da circa 6.500 euro per un esemplare marciante e può arrivare a 12.000 euro per esemplari perfetti. Leggermente più costosa è la seconda serie BC, che parte da 7.500 euro e arriva a 13.000 euro. La più costosa, e più rara, per distacco, è la prima serie AC. Questi prezzi sono stime per veicoli in condizioni da buone a eccellenti nel mercato europeo.

Concorrenti e L'Essenza della "Coupé degli Italiani"

La FIAT 124 Sport Coupé si distingueva per essere elegante, comoda, ben fatta, ma anche paciosa, affidabile e facile da guidare. Meno speciale e sportiva della leggendaria 124 Spider, ma più dinamica della 124 "normale", offriva comunque comfort e piacevolezza nella guida di tutti i giorni. Era un'automobile che, da nuova, accontentava un vasto pubblico.

Rispetto ad alcune concorrenti dell'epoca, la FIAT 124 Coupé non era esageratamente sportiva, non vantava prestazioni brucianti e costava poco più della berlina. Certo, non era perfetta: i passeggeri posteriori non erano esattamente comodi e le prestazioni erano solo discrete. Nonostante ciò, era considerata la "coupé degli italiani", la vettura sportiva abbordabile che permetteva di avere, senza troppe rinunce, un'auto con una bella carrozzeria a due porte, la trazione posteriore e un appeal decisamente superiore alla "solita" 124.

Tra le sue acerrime nemiche e dirette concorrenti figuravano modelli come la Lancia Fulvia Coupé e l'Alfa Romeo Giulia GT, automobili che offrivano un'esperienza di guida più aggressiva e sportiva. La 124 Coupé si posizionava in un segmento dove il compromesso tra stile, comfort e accessibilità era fondamentale.

L'Esperienza di Guida: Un Dialogo con la Macchina

Guidare una FIAT 124 Sport Coupé, specialmente una terza serie 1.8 con le dovute modifiche per esaltarne il carattere, è un'esperienza che va oltre le mere prestazioni numeriche. È un dialogo costante con la macchina, un'interazione che richiede sensibilità e anticipazione.

Il motore bialbero, con il suo gorgoglìo tipico dei carburatori, è l'anima della festa. Assetato d'aria e di benzina, "tira" e "gasa", moltiplicando le sensazioni all'infinito. Il cambio a 5 marce è sorprendentemente moderno e sfruttabile nonostante l'età e la lunghezza della leva. La sua ergonomia e l'utilizzo intuitivo conquistano in un attimo, permettendo di chiudere il contagiri a ripetizione tra la terza e la quarta marcia, lanciandosi in velocità.

I freni, quattro dischi pieni da 227 mm, rispondono all'appello con confidenza, ricordando però che si ha a che fare con una macchina di cinquant'anni. La posizione di guida può risultare un po' bassa, con i pedali più in alto rispetto al fondoschiena e troppo vicini, richiedendo una postura con le gambe piegate all'esterno. Sebbene fosse la normalità all'epoca, è un aspetto che oggi potrebbe essere migliorato. Lo sterzo, privo di servosterzo, può sembrare un timone inizialmente, ma si rivela deliziosamente sincero, seppur non direttissimo. Non è aggressivo o "telepatico" come nelle auto moderne, ma regala un sorriso.

Interni FIAT 124 Coupé con volante a due razze

L'assetto, con due bracci oscillanti all'anteriore e un assale rigido con due molle separate e tiranti di reazione al posteriore, è morbido ma senza quell'effetto di "galleggiamento". Non aspettatevi un comportamento estremamente reattivo, ma è proprio qui il bello: la 124 Sport va letteralmente impostata e adeguata per affrontare le curve veloci, sfruttando e anticipando i trasferimenti di carico. Questo tipo di guida richiede di anticipare la strada e calibrare gli input, sentendosi quasi "sfidati" con se stessi. Il concetto di "grip" con gomme modeste (come le Lassa Greenways 185/70 R13) è meno applicabile; è più opportuno parlare di "maneggevolezza" o "handling". Non è la potenza, il peso o l'assetto della macchina, ma l'insieme di tutti questi aspetti a renderla così amabile.

FIAT 124 Sport Coupé in azione

La Piattaforma 124: Un Successo Globale e la Sua Eredità

La piattaforma Fiat d'epoca 124 è stata una delle più versatili e significative nella storia dell'automobile. Progettata da Oscar Montabone, introdusse caratteristiche avanzate come i freni a disco su tutte e quattro le ruote e la sospensione posteriore a molle elicoidali per il grande pubblico. La Fiat 124 Berlina, base tecnica della gamma, fu eletta Auto europea dell'anno nel 1967. Durante la sua produzione, la berlina si evolse dalla standard alla più raffinata Special e infine alla performante Special T. La Fiat 124 Familiare ampliò la praticità della piattaforma.

La piattaforma Fiat d'epoca 124 divenne uno dei modelli Fiat più spesso concessi in licenza e prodotti a livello internazionale. Mentre la produzione italiana della Berlina terminò nel 1974 (la Spider continuò sotto Pininfarina fino al 1985), le auto basate sulla piattaforma Fiat d'epoca 124 rimasero in produzione all'estero per molti anni, spesso con carrozzerie rinforzate o motori adattati localmente.

Varianti con Licenza e Internazionali

  • SEAT 124 (Spagna): In Spagna, con la Seat, nacque e fu distribuita la Seat 124. La SEAT 124 Coupé fu presentata al Salone di Barcellona del 1970 con un motore di 1608 cm³ di cilindrata erogante 110 CV. La versione "124D" con frontale restilizzato fu importata brevemente in Italia alla fine degli anni '70. Vi fu anche la "1430", una versione derivata simile alla "Special" Italiana con alcuni elementi della Fiat 125.
  • Lada 2101 (Unione Sovietica): Un accordo importantissimo fu quello siglato con la sovietica Lada, che produsse questo modello per decenni come Lada 2101 (chiamata Žiguli), anche ben oltre il ritiro dello stesso da parte della Fiat. Ne sono state prodotte oltre 15.000.000 di esemplari.
  • Altri mercati: La 124 è stata fabbricata anche in altri paesi, confermando la sua natura di "world car".

SEAT 124 Sport Coupé

Quando si restaura una Fiat d'epoca 124, l'identificazione precisa è fondamentale. La gamma 124 comprende numerose varianti di motore - 1197cc, 1438cc, 1608cc, 1592cc, 1756cc e 1995cc - e anche all'interno dello stesso modello e della stessa cilindrata possono esistere differenze tecniche tra gli anni di produzione e le serie.

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