La Fiat Coupé, un nome che evoca passione automobilistica e design audace, rappresenta un capitolo significativo nella storia delle vetture sportive italiane. Presentata per la prima volta al Salone dell'Automobile di Bruxelles nel 1993 e prodotta fino all'anno 2000, questa coupé ha saputo conquistare un posto nel cuore degli appassionati grazie al suo stile distintivo e alle sue prestazioni. Il suo sviluppo, noto anche come Progetto 175, è frutto della collaborazione tra il Centro Stile Fiat, sotto la guida di Chris Bangle, e il Centro Stile Pininfarina, che ha curato in particolare gli interni.

Architettura e Piattaforma: Le Fondamenta di un Progetto Ambizioso
Il pianale su cui poggia la Fiat Coupé è il VSS, derivato dal progetto "Tipo 2", una piattaforma modulare impiegata anche su altri modelli del gruppo Fiat, come la Fiat Tipo e Bravo, l'Alfa Romeo GTV e 155, e la Lancia Delta di seconda serie. Questa scelta ingegneristica ha permesso di conferire alla vettura una notevole rigidezza torsionale, fondamentale per supportare l'installazione di motori potenti e per garantire una guida dinamica.
Le sospensioni, pur non essendo state oggetto di un radicale sviluppo specifico per questo modello, riprendono schemi collaudati: all'anteriore si adotta un sistema MacPherson, mentre al posteriore troviamo un sofisticato schema a bracci longitudinali montati su un telaio ausiliario, con la molla separata dall'ammortizzatore. La barra stabilizzatrice, inoltre, svolgeva la duplice funzione di controllo della convergenza. Tuttavia, questa configurazione posteriore, pur innovativa per l'epoca, presentava un limite: non permetteva il recupero dell'angolo di camber durante il rollio della vettura, con una potenziale perdita di aderenza della ruota in appoggio in determinate condizioni di guida.

Il Cuore della Coupé: Motori e Prestazioni
Fin dal suo debutto, la Fiat Coupé è stata offerta con una gamma di motorizzazioni esclusivamente a benzina, con cilindrate da 1.800 cm³ e 2.000 cm³, disponibili sia in versione aspirata che turbo.
La presentazione ufficiale avvenne nel dicembre 1993, con il lancio sul mercato italiano nel febbraio 1994 e un'estensione alla primavera in Europa. I primi propulsori, conosciuti anche come "Bialbero Lampredi", erano da 1.995 cm³. La versione aspirata erogava 102 kW (139 CV), mentre la variante turbo raggiungeva i 140 kW (190 CV). Questi motori, condivisi con la Lancia Delta, si distinguevano per le loro prestazioni brillanti.
In particolare, la motorizzazione turbo da 140 kW (190 CV) consentiva alla Coupé di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 7 secondi, superando le dichiarazioni ufficiali di Fiat di 7,5 secondi. La velocità massima dichiarata era di 225 km/h, ma test condotti da riviste specializzate, come Quattroruote, registrarono punte di quasi 238 km/h.
Per gestire l'elevata potenza e migliorare la trazione, le versioni sovralimentate erano equipaggiate di serie con un differenziale autobloccante meccanico a giunto viscoso (Ferguson), denominato Viscodrive. Questo sistema era cruciale per ottimizzare la guida, specialmente in fase di brusche accelerazioni o in caso di perdita di aderenza di una delle ruote motrici, limitando i fenomeni di serpeggiamento.
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Evoluzione dei Propulsori: Tecnologia a 20 Valvole
Un passo avanti significativo nella gamma motori avvenne con l'introduzione dei propulsori a 20 valvole. Sia la versione aspirata da 2.0 20 valvole che la potente 2.0 20 valvole Turbo da 160 kW (220 CV) beneficiarono di tecnologie avanzate. Tra queste, l'albero controrotante di equilibratura, la fasatura variabile delle valvole lato aspirazione e un sistema di accensione dedicato con bobina singola per ogni cilindro.
Nella versione Turbo da 220 CV, la sovralimentazione era affidata a un turbocompressore Garrett TB2810 con intercooler e sistema overboost. La coppia motrice raggiungeva i 310 N⋅m (31,6 kg⋅m) già a 2.500 giri al minuto, mentre la potenza massima di 160 kW (220 CV) era disponibile a 5.750 giri al minuto. Un elemento distintivo di questi motori era il tromboncino di aspirazione ad effetto Venturi, progettato per migliorare la fluidodinamica dell'aria aspirata a regimi medio-alti. L'ampio range di utilizzo e la regolarità di funzionamento, grazie anche al controalbero di equilibratura e a un sapiente lavoro di messa a punto di condotti, fasatura e inerzia del turbocompressore, avvicinavano l'erogazione a quella di un 6 cilindri in linea.
Queste innovazioni, in particolare nella versione a 6 marce prodotta dal 1999, resero la Fiat Coupé la vettura a trazione anteriore più veloce mai prodotta da Fiat, con una velocità massima dichiarata di 250 km/h. L'accelerazione 0-100 km/h si attestava sui 6,3 secondi (dati ufficiali Fiat per le versioni a 6 marce, 6,5 secondi per quelle a 5 marce). Prove su strada di riviste come Automobilismo nel novembre 1996 registrarono addirittura un tempo di 6,1 secondi per la 20v Turbo, confermando le sue eccezionali prestazioni.

Personalizzazione e Versioni Speciali: L'Arte dell'Esclusività
Fin dal 1994, Fiat offriva un kit estetico Abarth/Zender, che comprendeva minigonne, un paraurti anteriore ridisegnato, un sottoparaurti posteriore più pronunciato e uno spoiler posteriore. Quest'ultimo, posizionato sulla parte verticale del baule, non era un elemento aggiunto ma un prolungamento della carrozzeria, progettato per aumentare il carico aerodinamico e migliorare la stabilità alle alte velocità.
Nel 1998, la gamma si arricchì con la versione speciale 20V Turbo Limited Edition. Questa serie limitata si distingueva per un cambio a 6 marce, un impianto frenante Brembo potenziato con dischi forati e pinze rosse a 4 pistoncini, un coperchio coprivalvole rosso e una targhetta numerata ellittica sopra lo specchietto retrovisore interno. Il tachimetro presentava un fondoscala di 280 km/h, e l'auto era dotata di una barra duomi antitorsione rossa Sparco. Esternamente, le scritte "20V Turbo" sui montanti laterali erano completamente rosse, mentre i cerchi mantenevano il disegno della versione 20V Turbo ma con finitura brunita. Gli interni erano ulteriormente valorizzati da una pedaliera Sparco Reflex, pannelli porta in pelle rossa traforata, sedili sportivi Recaro con combinazioni di pelle nera e inserti in pelle rossa traforata (o nera traforata con cuciture rosse in alcune unità), volante in pelle nera con inserto rosso traforato, e pomello e leva del cambio in pelle nera e rossa traforata. Elementi distintivi includevano anche finiture grigie per fondi dei fanali, contorni dei fanali posteriori, tappo serbatoio, griglia anteriore e plastiche interne. I colori disponibili erano limitati: grigio vinci, nero pastello, rosso pastello, chrono gray e grigio steel. La produzione prevista era di soli 300 esemplari, ma si stima che ne siano stati distribuiti circa 1.600.

Successivamente, tra il 1999 e il 2000, venne prodotta la 20V Turbo Plus. Simile alla Limited Edition, questa versione non era numerata ma manteneva un allestimento sportivo di pregio. Le caratteristiche includevano pinze Brembo rosse a 4 pistoncini, dischi freno forati, cambio a 6 marce, coprivalvole motore rosso, pneumatici maggiorati da 225/45/16 su cerchi specifici a razze sdoppiate, illuminazione interna rossa (anziché arancione), tachimetro con fondoscala 280 km/h ma con fondo bianco, tasto di avviamento satinato, barra duomi Sparco, kit aerodinamico di serie e sedili sportivi Recaro in pelle nera con inserti traforati e cuciture rosse o bianche. Anche la cuffia del freno a mano e del cambio, così come il pomello e la leva stessa, erano in pelle nera con cuciture a contrasto. Tra gli optional a pagamento, per la versione Plus, era disponibile il colore Bianco Perla.
La Trasmissione: Affidabilità e Manutenzione
Il funzionamento della Fiat Coupé, nella sua interezza meccanica, richiede una lubrificazione impeccabile, specialmente per quanto riguarda la trasmissione. Le prime versioni erano equipaggiate con un cambio manuale a 5 rapporti. Nel corso della produzione, queste trasmissioni manuali a 5 o 6 marce sono state identificate come FPT ML5, rinomate per la loro affidabilità e robustezza. Questo vale sia per la Fiat Coupé 1.8 16V da 130 CV del 1994, sia per la più potente Fiat Coupé 2.0 20V Turbo da 220 CV.
Per un corretto mantenimento della scatola del cambio, è fondamentale controllare periodicamente il livello dell'olio di trasmissione. Inoltre, è consigliabile effettuare la vidange dell'olio ogni circa 60.000 chilometri per prevenire l'accumulo di impurità e il conseguente degrado delle prestazioni del fluido.
In caso di malfunzionamenti, è vivamente consigliato rivolgersi a un meccanico professionista per la riparazione della scatola del cambio della Fiat Coupé. Tuttavia, per coloro che possiedono competenze meccaniche avanzate, è possibile tentare una riparazione autonoma. Questa procedura richiede l'accesso alla scatola del cambio, spesso implicando la rimozione di componenti che ostacolano l'operazione. Successivamente, è necessario svitare i bulloni del carter di trasmissione, assicurandosi che il motore sia saldamente fissato al veicolo. Una volta smontata la scatola del cambio, si procede al controllo dei giunti di tenuta e dei componenti interni, sostituendo le parti difettose. In alcuni casi, lo stato della scatola del cambio potrebbe rendere necessaria la sua sostituzione integrale. Anche in questa eventualità, l'intervento di un professionista esperto è la soluzione più raccomandata. Per chi cerca ricambi, il sito di EDEN BOITES offre un'ampia selezione di scatole del cambio Fiat, inclusi modelli ricondizionati e revisionati da esperti, garantendo un ottimo rapporto qualità-prezzo.
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