Le date del 1° novembre e del 12 dicembre risuonano come pietre miliari nella carriera di Valentino Rossi, non solo per le sue innumerevoli imprese nel motociclismo, ma anche per le sue incursioni nel mondo dei rally. Queste date servono come promemoria per comprendere il contesto delle sue avventure su quattro ruote, un universo che ha sempre esercitato un fascino particolare sul Dottore, a volte sfociando in un rapporto di amore e odio. Dopo aver dominato la classe regina delle due ruote e aver stupito nei test con una Ferrari di Formula 1, Rossi ha preso posto nell'abitacolo della Subaru Impreza WRC per due test conoscitivi, come rivelato dal quotidiano sportivo spagnolo AS.

Le Prime Scintille con il Mondo dei Rally
La curiosità attorno alle prestazioni di Rossi al volante di una vettura da rally è sempre stata alta. Se con le moto il suo talento è indiscutibile e con la Formula 1 ha dimostrato notevoli capacità, il rapporto con le macchine da rally è stato più complesso. Nonostante ciò, il ragazzo ha sempre dimostrato di andare forte anche in questa disciplina. I risultati ottenuti nelle varie edizioni del popolare Rally di Monza o del Memorial Bottega ne sono una chiara testimonianza. Tuttavia, il Campionato del Mondo Rally (WRC) rappresenta un palcoscenico ben diverso, come Rossi ha ben compreso. Un episodio emblematico risale al 2002, quando, dopo pochi chilometri al RAC, fu costretto ad abbandonare la sua Peugeot 206 WRC, griffata Michelin, irrimediabilmente parcheggiata in un fosso.
Nonostante gli ostacoli, è innegabile che Valentino Rossi possieda tutte le potenzialità per eccellere anche nei rally. La sua passione per questo tipo di vetture non è mai stata celata, e la sfida sembra persino più impegnativa di quella affrontata in Formula 1. La domanda sorge spontanea: il futuro a quattro ruote di Rossi risiederà nei rally?
L'Avventura in Nuova Zelanda con la Subaru Gommata Pirelli
Una delle esperienze più significative di Rossi nel mondo dei rally è stata la sua partecipazione al Rally di Nuova Zelanda, al volante di una Subaru Impreza WRC gommata Pirelli. Le date del 1° e del 12 novembre, sebbene non direttamente collegate a questo evento specifico, rientrano nel periodo in cui queste incursioni nel motorsport su quattro ruote hanno catturato l'attenzione mediatica.
Milano, 12 novembre 2006: dopo un eccellente recupero di prestazioni e risultati nel Rally d'Australia tre settimane prima, le Subaru Impreza WRC gommata Pirelli si confermano protagoniste anche in Nuova Zelanda, dove il 17 novembre è scattata la quindicesima e penultima gara valida per il Mondiale WRC.
Il caposquadra del Subaru World Rally Team, Petter Solberg, puntava nuovamente alla vittoria dopo averla sfiorata a Perth a fine ottobre. Un discorso simile valeva per Chris Atkinson, sull'altra Impreza WRC06 in gara con le Pirelli P Zero, che era rimasto al comando per parte della prima tappa prima di essere vittima di un errore che lo aveva fatto sprofondare nelle retrovie.
Accanto alle due Subaru-Pirelli con la tipica livrea blu ufficiale, il rally che si svolgeva nei dintorni di Hamilton vedeva in gara una terza Impreza, anch'essa equipaggiata con pneumatici Pirelli P Zero. L'esemplare che Chris Atkinson aveva pilotato in agosto al Rally di Germania era stato verniciato di nero e, iscritto con il numero 46, era affidato a Valentino Rossi. Il pluricampione del mondo su due ruote nelle classi 125, 250, 500 e MotoGP, partecipava così al Rally di Nuova Zelanda con il sostegno diretto di Pirelli Competizioni.

La Collaborazione con Pirelli e la Sfida del Numero 46
Affiancato da Carlo Cassina, ex copilota di Miki Biasion (con cui vinse il Rally del Portogallo nel 1988), Valentino Rossi tentava di replicare quanto aveva già dimostrato nel 2005 al Rally di Monza e al Memorial Bettega, sempre al volante di una Subaru Impreza gommata Pirelli.
Il Rally Manager di Pirelli Competizioni, Mario Isola, espresse grande entusiasmo per l'opportunità di fornire i propri pneumatici in Nuova Zelanda a un terzo fuoriclasse al volante delle Subaru Impreza WRC. "Valentino Rossi ha già saggiato le qualità dei P Zero lo scorso anno in Italia e il fatto che abbia optato ancora per Pirelli è motivo di grande soddisfazione," dichiarò Isola. Per questo penultimo appuntamento del Mondiale WRC, Pirelli Competizioni proponeva le evoluzioni più recenti del battistrada K. Nel caso di Rossi, che poteva scegliere un secondo battistrada in quanto pilota privato, venivano messi a disposizione gli sviluppi del nuovo KP, che già in Australia aveva pienamente soddisfatto altri due assi del calibro di Solberg e Atkinson.
L'Esperienza Continua al Monza Rally Show
La passione di Rossi per i rally non si è limitata a un'unica incursione. La sfida si è spesso decisa al Monza Rally Show, dove il Dottore ha dimostrato la sua costanza e la sua vicinanza ai migliori. Al termine della seconda tappa, Valentino Rossi era solito puntare al quinto successo al Monza Rally Show, comandando la classifica assoluta con un vantaggio su Bonanomi, primo degli inseguitori.
Riflettendo sulla sua partecipazione, Rossi ha dichiarato: "Direi di sì. Ho dimostrato di essere costante, sempre vicino ai migliori. Tra l'altro mi è bastato vincere una prova per incrementare il vantaggio in classifica." Tuttavia, era consapevole della precarietà della situazione: "Vero, però la gara è ancora lunga e ogni errore potrebbe costare caro. Bisogna rimanere concentrati fino all'ultimo."
La sua presenza a Monza era diventata un appuntamento quasi fisso, con quasi venti partecipazioni. Rossi ricordava con un sorriso un episodio in cui non aveva potuto partecipare perché si era addormentato. La Fiesta rimaneva la sua macchina preferita tra tutte quelle utilizzate, ma non poteva dimenticare l'esperienza sulla Subaru, la grande sfida del 2005 contro Colin McRae. La presenza di altri piloti, come Locatelli, era sempre apprezzata, anche se Rossi esprimeva rammarico quando non c'era l'occasione di confrontarsi con loro, nonostante avessero parlato in passato.
LE PIÙ GRANDI IMPRESE DI VALENTINO ROSSI
Le Implicazioni di una Carriera Multidisciplinare
L'interesse e la partecipazione di Valentino Rossi ai rally hanno implicazioni significative. Dal punto di vista mediatico, ogni sua mossa nel motorsport su quattro ruote genera un'ondata di attenzione, alimentando il dibattito sul suo futuro e sulle sue capacità in discipline diverse dal motociclismo. Dal punto di vista tecnico, i test con vetture come la Subaru Impreza WRC offrono a Rossi l'opportunità di affinare la sua guida in un contesto differente, migliorando la sua sensibilità su fondi scivolosi e la gestione della trazione integrale, abilità che potrebbero, in teoria, avere un impatto anche sulla sua guida motociclistica, sebbene in modo indiretto.
La scelta di vetture come la Subaru Impreza WRC non è casuale. Queste auto sono icone del mondo dei rally, note per la loro robustezza, agilità e prestazioni su terreni variabili. La collaborazione con marchi come Pirelli, leader nella produzione di pneumatici da competizione, sottolinea la serietà dell'impegno di Rossi e la sua volontà di confrontarsi ai massimi livelli, anche in una disciplina diversa. La possibilità per Rossi di scegliere un secondo battistrada come pilota privato evidenzia la sua posizione privilegiata e la sua capacità di negoziare condizioni favorevoli, frutto della sua fama e del suo impatto mediatico.
La Sfida della Versatilità
La versatilità dimostrata da Valentino Rossi, passando con successo dal motocross al motard, dalla MotoGP alla Formula 1 e ai rally, è un tratto distintivo della sua carriera. Questa capacità di adattarsi e di eccellere in contesti così diversi è ciò che lo ha reso una leggenda dello sport. La sua incursione nei rally con la Subaru Impreza WRC non è stata solo un'esibizione di talento, ma una dimostrazione della sua sete di sfide e del suo desiderio di mettersi alla prova in nuovi orizzonti. La Subaru, con la sua storia gloriosa nel WRC, è stata il palcoscenico ideale per queste avventure, permettendo a Rossi di misurarsi con piloti esperti e di affrontare percorsi impegnativi, consolidando ulteriormente il suo mito sportivo.